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venerdì 30 ottobre 2020

Seconda lezione del Corso di Storia dell'Arte "Urbs-Picta": Arte Povera e Land Art

 


mecoledì 28 ottobre 2020

"Saponetta... dai, fai la brava... non fare brutti scherzi... dai, non fare come l'ultima volta!"

"Mamma ma stai parlando con la saponetta della Wi-Fi?!?"

Oh cavoli! Mi ha beccato: "Nooo piccola, ma ti pare? Stavo giusto, giusto, dicendo tra me e me, che spero che stasera non mi faccia tribolare..."

Si stasera cari amici, ho il corso di Storia dell'Arte con l'associazione Urbs-Picta vi ricordate? (se avete voglia di rispolverare le idee cliccate QUI!)

Questa volta mi sono fatta furba. E visto che il corso è in perfetta sovrapposizione orario con la mia cena, oggi, per non patire la fame fino alle 21, ho deciso di anticipare la cena alle 18 30. Peccato che la merenda a base di latte col cacao e 7 macine del mulino bianco spalmate di Nutella, l'ho fatta alle 17 30! 

Infatti ora ammetto di non avere molta fame, ma ciò che ho preparato ha un profumino così invitante che... No! Valeria stai ferma. Dai... uffi... un pezzettino... Non può non essere divorato ehmm... assaggiato (l'unico essere che divora letteralmente le cose in 2/3 bocconi è il mio Editor... la stazza infatti non mente! Shhhh non diteglielo, però... pensa ancora di essere un fuscello). 

Cosa mi sono preparata? 

Eh si, aspettavo proprio che qualcuno me lo chiedesse! Torta salata farcita con prosciutto, ricotta, monte veronese e uova.

Io di solito le adoro con le verdure ma, per soddisfare il palato della piccola pesticciola, ho optato per questi ingredienti. 

Risultato? Zoe non ne vuole sapere perché le ho detto che ci sono pure le uova!!! Ma quando finisce la preadolescenza? Ah dite che la fase dopo è peggio? Ok... ma non si possono saltare e arrivare direttamente al matrimonio?!?

Uhmmm... A quanto pare no!

Ops, scusate... Si, si,  eravamo qui per il corso...

Editor, ovviamente mi messaggia per sapere se sta volta ho mangiato e mi sono organizzata a puntino: "Di cosa parlate questa sera?"

"Perché? Dici che dovrei saperlo? Effettivamente si... Ora ricordo... Avevano mandato una mail... Ma mi sa che smanettando col pc, per imparare ad usarlo bene, l'ho eliminata per sbaglio..." In realtà è uno scherzetto, una bugia bianca... La verità è che non mi ricordo proprio! Dite che è grave? NO! Non è l'età!!!

 "Ecco ti pareva, mai una gioia, mai!"

"Ma dai Editor, guarda il lato positivo sarà una sorpresa... Ed io adoro le sorprese!!!"

Ok, ci siamo. Mi preparo: carta, penna, vasetto di olive, té... (non si sa mai mi pigli un attacco di fame e... olive e tazzona di té... Yes! Si, si non fate tanto gli "spiritosi schifitosi"... té e olive nel mio intestino si abbinano perfettamente!)

E tu Editor, non attaccare il tuo solito pippone con cose del tipo "Ma come diavoli mangi" o "Durante la lezione non si mangia".

Lo so! E lo rispetto. 

Guarda, preparo quelle cose solo in via eccezionale per una emergenza/attacco di fame improvvisa. Ok?

Bene, il corso ha inizio e quando vedo l'argomento il mio cuore impazzisce di gioia: ARTE POVERA E LAND ART. Wow! Io adoro i poveristi! Che non sono i "poveri" bensì gli artisti dell'arte povera.

Dovete sapere che la locuzione "arte povera" è stata coniata da Germano Celant per la prima volta in una mostra alla Galleria la Bertesca di Genova nel '67. Questo tipo di arte prende spunti da altre correnti:

- da de Chirico: riscoprire i saperi artigianali;

- dall’Informale: indietreggiare verso un livello di esperienza primordiale, vitalistica + recuperare l’archetipo;

- dalle Neoavanguardie: recuperare l’azione ;

- dal Minimal: relazione con lo spazio;

- dal Concettuale: utilizzare nuovi mezzi che prescindono quelli tradizionali (sì installazioni e azioni; no pittura e scultura; no fotografia).

Gli esponenti più illustri sono Jannis Kounellis, di cui ho visto la mostra a Venezia l'anno scorso (vedi post QUI), Mario Merz di cui ho visto la mostra 2 anni fa al Pirelli Hangar Bicocca (vedi post QUI), Michelangelo Pistoletto (quello che mi ha reso famosa con l'intervista!!!), Giovanni Anselmo, Giuseppe Penone (vedi post QUI), 

Alighiero Boetti, Calzolari e Gilberto Zorio. Tutti questi artisti sono entrati in sordina nella mia vita, nel senso che inizialmente non li consideravo come tutti gli altri artisti, ma poi "Cupido" ha scoccato la sua freccia dell'amore, ha centrato il mio cuore e... anche se sono le classiche opere che non possono stare sopra un mobile, mi hanno fatto innamorare! E sono fatte con materiali poveri, di recupero (legno, stracci, ferro, acqua, fuoco, suono...) e per comprenderli ho dovuto investire un bel po' del mio tempo. Ma non c'è nulla da fare... mi "ingarbugliano" le budella! Si perché per scoprirli ho dovuto fare un viaggio, una ricerca culturale non indifferente, che volente o nolente ogni volta mi  ha divertito e arricchito. Si, questa è Arte!

Dopo un'ora e un quarto si passa a parlare di Land Art.

E qui, la mia pancia avrebbe proprio voglia del buonissimo gelato al doppio cioccolato della Magnun che ho in freezer! E se ne mangiassi un pochino? Che male ci sarebbe, anche perché ricaricherei l'energia... Giusto per stare ancora più attenta. Caspita! la connessione delle slide è saltata e la Dottoressa Bianchera sta "smanettando" per riattivarla... Ok, il momento è perfetto! Mi raccomando amici, Editor non lo deve sapere assolutamente! Acqua in bocca!

Mi metto a mangiare questa prelibatezza davanti al pc. Oh cavolo. E se mi vedessero? In teoria ho il video disattivato ma non si sa mai... Meglio essere prudenti. Giro il pc verso il divano. E se mi avessero già visto? E vabbeh... Pazienza!

Questo gelato è troppo buono. Mitico.

Ok, ok, la lezione riprende con la Land Art che nasce negli USA tra il 67-68. 

L'opera esce dalla galleria per entrare nella natura, nel paesaggio. 

Le opere sono gigantesche e col tempo possono sparire a causa dei fenomeni naturali nell'arco di una giornata o di diversi anni. Sono formate  dagli  elementi come si trovano in natura come legni, pietre, terra...a  volte si cerca addirittura di ricreare alcuni fenomeni particolari come ad esempio i fulmini.

Gli artisti più rappresentativi sono Walter de Maria (vi ricordate il POST dei fulmini?), Dennis Oppenheim,  Robert Smithson (E il POST su Spiral Jetty, lo ricordate?), Richard Long, Hamish Fulton, e Christo e Jeanne Claude. 

Ho scoperto che nella Land art il semplice "camminare" può essere una forma d'arte, ovviamente se pensato e studiato in un certo modo. Ad esempio per Fulton si tratta di un camminare in silenzio, facendo attenzione ai rumori, ad un ritmo e a una cadenza ritmica, concentrandosi quindi sul momento e sul corpo. Inoltre il camminare è stato condiviso con altre persone. La sua forma d'arte è il viaggio fatto a piedi nel paesaggio… 
"La sola cosa che dobbiamo prendere da un paesaggio sono delle fotografie. La sola cosa che ci dobbiamo lasciare sono le tracce dei passi" (Hamish Fulton).

"Il camminare condiziona la vista e la vista condiziona il camminare a tal punto che sembra che solo i piedi possano vedere" (Robert Smithson).

Questa serata è stata veramente strainteressante perché sto conoscendo un sacco di cose nuove ed inimmaginabili. 

Ora quando andrò a passeggiare mi concentrerò di più sul mio corpo, sul mio sentire e così mi ritroverò pure io ad essere un po' un'artista!!!

P.S. E voi, che torte salate fate? Aspetto suggerimenti!


venerdì 16 ottobre 2020

Come posso aiutare la Cittadellarte - Fondazione Pistoletto? Beh, io ci provo! E voi?


 

 15 ottobre 2020

Cari amici, vi ricordate quando ho parlato della "Venere degli Stracci"? L'opera di Michelangelo Pistoletto? Vi ricordate che poi sono stata contatta da un giornalista della Cittadellarte Fondazione-Pistoletto di Biella, che voleva sapere come è nata la mia passione per l'arte e tante altre cose?

Noooo? Oh per bacco! 

Allora forse è il caso che andate a dare un'occhiata QUI...e QUI...! 

Ok avete fatto?

Siete pronti? Preparati?

Quell'esperienza, forse vi sembrerà esagerato, per me è stata molto importante. Decisiva. Si perché mi ha fatto capire che con questo blog posso fare molto per me stessa e per chi, ogni giorno, gentilmente e per diletto dedica quei 5 minuti per leggere poche righe... e per questo vi ringrazio tantissimo e vi "lovvo"... Editor si, è "slang"... il linguaggio che usano i giovani... ma cosa perdo tempo con... tu d'altronde sei un po' "antico"... dai su, puoi sempre imparare però... così puoi sentirti un po' più giovane e... vabbeh, lasciamo perdere!

Sapere poi, che una Fondazione di un Artista con la A maiuscola, pedina fondamentale della storia dell'arte del nostro Paese, ha dedicato tempo e risorse per rispondere ad una "piratessa" dell'arte come la sottoscritta, mi ha riempito di gioia, coraggio, entusiasmo e... sì, Felicità! Vi confesso che in quel momento l'autostima è arrivata a livelli forse mai raggiunti prima...

E questo non lo posso assolutamente dimenticare! Anzi!

Dunque, arrivo al dunque...

Nelle scorse settimane gli eventi atmosferici hanno colpito violentemente la città di Biella dove si trova il fantastico centro culturale artistico Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, apportando gravissimi danni ad una parte consistente della struttura e mettendo in pericolo anche il restante edificio.



Leggete un po':

"Il 2 ottobre, a Biella, la pioggia incessante ha trasformato il torrente Cervo, al punto che la violenza delle acque ha spazzato via lo spazio Hydro, le Terme Culturali e una parte delle aule dell’Accademia Unidee. A Cittadellarte sono stati persi, in una notte, 1300 mq di spazi espositivi, teatri, sale prova e magazzini. La struttura ottocentesca con le opere di Michelangelo Pistoletto e la Collezione d’Arte Povera per ora ha retto, ma sono indispensabili e urgentissimi lavori di protezione e consolidamento.

La cosa mi ha personalmente colpito e rammaricato, perché questa realtà  che divulga arte e cultura (di cui tutti noi abbiamo tanto bisogno!) si basa proprio sul cercare di trovare un equilibrio tra l'operato dell'uomo e la natura (il simbolo "emblema" di questa fondazione è "terzo paradiso" che indica proprio questo equilibrio, questa sinergia su cui sarebbe il caso di concentrarsi). E la natura in questo caso ci sta proprio spronando, mandandoci continuamente e incessantemente messaggi espliciti per darci una mossa per trovare questo equilibrio fondamentale per la sopravvivenza della comunità intera!


"La natura non si vendica, reagisce, nel senso che la portiamo noi a queste reazioni violente. Abbiamo subito danni ingenti, ma non possiamo continuare a sfruttare la natura, bisogna proteggerla”.

Michelangelo Pistoletto

A favore di questa causa è stata creata una campagna di crowdfunding pro-attiva "Proteggi Cittadellarte"  per supportare le operazioni previste per la ricostruzione, sulla piattaforma Derev. 

"Chiunque può supportare l’iniziativa donando con carta di credito o bonifico e i sostenitori che offriranno almeno 10 euro saranno riportati su una pagina dedicata del sito di Cittadellarte. Sono previsti, inoltre, dei riconoscimenti per coloro che offriranno un contributo più cospicuo: chi dona 200 euro riceverà un ‘kit base’, ossia una cartolina e una t-shirt del Terzo Paradiso; chi ne dona 500 un ‘kit special’, ovvero i riconoscimenti precedenti e un set del Terzo Paradiso; che ne dona 1000, oltre a quanto già riportato, riceverà un libro o un catalogo di Michelangelo Pistoletto."

Ecco io, nel mio piccolo, non posso fare chissà che cosa ma posso pur sempre sensibilizzare e promuovere questa giusta causa. Aiutate se potete l'Arte, la cultura. Il nostro passato, presente e futuro!

Per noi e chi verrà dopo!

PER VISIONARE LA CAMPAGNA E DONARE CLICCARE QUI.


mercoledì 14 ottobre 2020

Io come Bridget Jones...

 13 ottobre 2020

Oggi mi sono svegliata presto. E quando ho aperto la finestra della mia camera lo spettacolo che mi si è presentato davanti è stato a dir poco: mozzafiato! Guardate se non ci credete...


Ho respirato a pieni polmoni. L'aria fresca era proprio fresca e per poco non ci sono rimasta secca visto che hanno rischiato di congelare all'istante. Per la miseria! Ci saranno non più di 5 gradi! Il tempo di scattare la foto per catturare il momento e mi accorgo che sono già in ritardo! O meglio, Zoe è in ritardo! "Dio Santo... il pulmino... Aiuto!"...Passo i venti minuti successivi correndo di qua e di là per riuscire a portarla alla fermata del bus in orario! Arriviamo in contemporanea col Bus. E anche questa volta tutto fila liscio. Ufff... Tiro un sospiro di sollievo...

Torno a casa e l'istinto è quello di rimettermi sotto alle coperte. Caspita, oggi è arrivato il primo freddo e le montagne, là dietro le colline, sono ricoperte dal primo manto di neve... L'idea di stare al calduccio sotto un bel plaid con un buon libro e una tazza di tisana caldissima e fumante, ha la meglio! 

Mi metto comoda. Penso che oggi sia la giornata giusta per vestirsi con una mise "super comoda". Quindi apro il mio armadio e rovistando nella parte invernale, estraggo una felpona "super coccolosa". Il  capello  deve essere rigorosamente arruffato (come sempre del resto) o domato con una specie di treccia, o coda, o chignon. Sapete, stare comodi e soprattutto, vedersi belle anche se si è in casa è FONDAMENTALE per la propria autostima! E proprio per questo un filo di trucco non guasta! Si, si, Editor non deve venire nessuno, o meglio non si sa mai! E se bussasse George Clooney in persona che si è perso tra le colline del Soave? Lo dico sempre; "Meglio essere pronti per ogni evenienza!" No? Chi è d'accordo con me?

 

A questo proposito, ricordo un piccolo aneddoto divertente, che è diventato "leggenda" nel mio ristretto nucleo di amiche... un episodio che è stato di grande lezione per tutte, perdonami Chiara...:  

Essendosi fatta male ad un piede, mentre era al lavoro, prima di andare al pronto soccorso ha mandato la collega a comprare un rasoio per depilarsi alla meglio le gambe... per non presentarsi come un big foot... "non si sa mai"!

Ovviamente, questo aneddoto riscuote sempre un sacco di risate fra di noi e magari ha strappato un sorriso anche a voi!

Bene ora sono pronta ho tutto il tempo che voglio per leggere e scrivere il pezzo per il mio blog. Comincio a pensare.

Continuo a pensare.

Mi sforzo ancora di più per pensare.

Uffi! Forse non mi sto concentrando abbastanza. Ah ecco ho trovato... Potrei parlarvi di Michelangelo Pistoletto... ah no, già fatto... Ah ecco, ci sono: Andy Warhol... no, fatto pure questo....

Uhmmm... trovato! Potrei scrivere di Bruno Munari, come promesso... Oh accipicchia, si lo voglio fare ma non oggi! È un personaggio poliedrico, importante, fondamentale... ci vuole super concentrazione e... ed io oggi sono si, super concentrata... ma per coccolare me stessa!

Oh Santa Polenta! Avrò mica il famoso blocco dello scrittore? Presa dal panico chiamo subito il mio Editor che in un nano secondo smonta e dipana il mio possibile dubbio esclamando: "Ma santi numi! Come fai ad avere il blocco dello scrittore se non sei uno scrittore?!?"

Il solito screanzato! Orso che non è altro... Sgrunt!

Poi, fortunatamente si salva aggiungendo: "Perché non scrivi un post dicendo la verità? E cioè, che oggi non riesci a metterti "giù con la testa" su una possibile mostra, su un artista o qualsivoglia curiosità. Dillo. "

"Noooo, non sia mai detto! ma sei pazzo?!? Cosa penserebbero i miei lettori? No, no, è assolutamente fuori discussione... Non farò mai una cosa del genere. Punto!"

Riattacco e... i miei ingranaggi cominciano a girare... anzi, a fumare!

Effettivamente, non sarebbe una brutta idea raccontarvi che oggi ho voglia di coccole, di tempo per me, tutto per me! Che ho voglia di stare in "panciolle" (ovviamente tutto questo prima che rientri da scuola la mia piccola pesticciola...), che ho voglia di stare anche mezz'ora con la tazzina di caffè fumante tra le mani sognando ad occhi aperti e ripensando a ciò che magari ieri, mi ha fatto sorridere o dire a fine giornata: "Nonostante tutto, sono felice!"

Ok, anche se in questo preciso istante mi sento tanto una neo "Bridget Jones", mi ritengo comunque una donna caparbia e anche con gli "attributi"! Si, perché ho guardato in faccia, sfidato e affrontato tutto e tutti, preferendo di gran lunga vivere la mia vita con intensità e, come dice qualcuno, vivere come se fossi "dentro una bolla" o meglio, per certi versi, in una "realtà parallela". 

Si perché ho dimostrato le mie capacità in tutto...: Madre indipendente, seria professionista, compagna premurosa e... anche "pseudo autrice"! Si, grazie al mio super, favoloso, blog! Che grazie alla mia incredibile passione per l'arte, alla mia insaziabile curiosità rende la mia vita un pozzo inesauribile di tesori inaspettati...

 Oh cavoli! Vi ho appena raccontato tutto...!!! Vabbè questa volta è andata così. Lasciatemela passare.

 P.S. E voi cosa fareste in una giornata così freddolosa se foste liberi da impegni? Sono curiosa di sapere...

P.S. Quando mi riferivo a Bridget Jones... sappiatelo, SCHERZAVO!

 

venerdì 21 agosto 2020

In visita al Mart parte 2

 

CIAO!

Se ti sei perso la prima parte di questo post, clicca QUI

 mercoledì 19 agosto 2020

Sono ancora sotto shock! Ma con il sorriso stampato! Ho respirato a fondo, ho smorzato un po' l'adrenalina con qualche chiacchiera ma ora non resisto più. Devo assolutamente scoprire il fatidico secondo piano...

Sono pronta.

Vado.

Vi rendete conto? Il secondo piano è dedicato all'arte contemporanea, quella che mi "strizza le budella", quella che mi fa viaggiare con la fantasia, quella che mi fa porre mille e mille interrogativi... Quella che mi fa cercare fuori e dentro di me un significato che non capirò probabilmente mai... Quella che mi fa amare l'Arte... Quella che... Ok avete capito! 

Mi ritrovo a fare le scale con calma perché l'attesa in certi momenti ti fa provare emozioni che non credevi esistessero... Voglio godermi il momento! Ogni gradino che salgo è un battito in più rubato al cuore...

Arrivo davanti all'ingresso.

Potrei svenire. 

Davanti a me un'opera mastodontica di Jannis Kounellis! Ok, sono già distesa! Il mio cuore, quello dei battiti di prima, va letteralmente in tilt.

 

I ricordi e le emozioni vissute mesi fa a Venezia alla sua mostra (vedi post MA COME DIAVOLO SI PRONUNCIA) mi sovrastano in un nano secondo ed il mio sguardo si vela un pochino, colto da un'emozione così inaspettata. 

Ma sono o non sono una Piratessa? Quindi sfodero tutta la mia grinta e reagisco selfandomi con l'opera nella sua monumentalità!

Giro lo sguardo e... tac: l'installazione di stracci e bollitori di Pistoletto... non so se ce la faccio!

Pensate che questi bollitori, una volta accesi, riescono a creare un vero e proprio concerto! Non resisto alla tentazione di immortalarmi... e via di ennesimo selfie! Click, ed eccomi dentro un'opera specchiante di Pistoletto e qui ahimé, evidentemente non sono stata veloce abbastanza come per gli altri selfie... vengo ripresa per aver tolto momentaneamente la mascherina... Uffi! mi tocca "selfarmi" con lei!

I miei pirati ridono e si allontanano facendo finta di non conoscermi... Bah... Dilettanti... e pensare che questa volta non ho fatto scattare neanche un allarme!

Comunque tranquillo Editor, lo so che stai già ridendo... Una la dovevo pur combinare, no? Fin qui ero stata anche fin troppo brava... ok forse ho sorvolato quando non vi ho raccontato che ho chiesto gentilmente di farmi fare una foto da una degli addetti... ma mi è stato detto, picche non si può per il covid! Suvvia, io ci ho provato!

Mi ritrovo in adorazione di Burri con un quadro che si riferisce al ciclo della combustione della plastica e mi perdo tra le parole della mia audioguida che essendo molto preparata mi illumina sui vari cicli! Brava! Si, Editor me li avevi spiegati un miliardo di volte pure tu, ma era una carineria per lei che mi ha accompagnato in questa scoperta! 

Fontana, Pomodoro, Vedova, Rotella, Capogrossi, Scarpitta, Ceroli, Kosuth innondano i miei pensieri o meglio tutto il mio sentire... Era tanto tanto tempo che non mi sentivo così viva!

Poi mi ritrovo davanti a una nicchia gigante... In mezzo il nulla... "Toh! Qui si sono dimenticati di mettere l'opera d'arte, o forse è in fase di restauro... mannaggia, che peccato, proprio oggi!"

Il cartellino però c'è e quindi mi avvicino per vedere di chi si tratta e... non ci crederete l'opera c'è!  È di Sol Lewit! Tutte e tre le pareti sono ricoperte di tratti di 20 cm fatti a matita con intervalli regolari... Il senso non lo capisco ancora, lo troverò, datemi tempo. Ma la cosa mi entusiasma tantissimo soprattutto quando scopro che i miei accompagnatori l'avevano recepita come me! Anzi loro l'avevano proprio ignorata... tsé!!!

Giro l'angolo e per poco ci resto secca. Davanti a me 2 igloo di Mario Merz con la scritta luminosa chiaro... scuro... che si alterna: in due parole il riassunto del mio ultimo periodo di vita... Tanto per essere "chiari" in questo momento sono nel "Chiaro"! 

Anche qui i ricordi del passato affiorano inesorabilmente e le mie gambe tremano insieme alle mie labbra (ricordate? MARIO MERZ E I SUOI IGLOO). Faccio un bel respiro e mi dico "tutto è possibile, sono qua...".

Mi giro verso la parete e trovo la mia prima opera " Grigi che si alleggeriscono verso oltremare" di Giovanni Anselmo... incredibile quello delle foglie di insalata tra le pietre... Ok, non ve ne ho mai parlato ma lo farò ve lo prometto... Qui l'insalata non c'è. E' un'altra versione ma sapere che è sua, ridesta in me lo stupore di quando ho letto di lui la prima volta... proprio strani certi artisti!

A fianco trovo Anish Kapoor con una pietra calcarea e un pigmento blu che ti dà l'idea che ci sia o non ci sia un incavo... Oh cavoli ma c'è? Incredibile la resa.

Questo secondo piano mi sta letteralmente togliendo il fiato da quanto mi piace...

L'ultima opera che mi colpisce è di un'artista a me sconosciuta: Shilpa Gupta. Si tratta di 3 gabbie di legno una dentro l'altra: riflette sulle contraddizioni dell'odierna società con i suoi conflitti etnici, repressione delle libertà individuali, tensioni e paure globali... tema per niente leggero ma reso tale in questa esecuzione.

Io però mi sento leggera, leggiadra e come una farfalla, sempre col sorriso stampato, raggiungo i miei accompagnatori che stanno aspettando rilassati sulla panchina da un po' di tempo... Anzi no, ne manca uno che è in giro a fare foto artistiche in ogni angolo di questo luogo paradisiaco. 

Bene. Così ho il tempo di recuperare le forze... Perché voi forse non lo sapete ma vi è in corso una mostra temporanea che sono curiosa di vedere e poi mi hanno detto che c'è una biblioteca stratosferica...

Guardo i miei "pirati" e mi sembrano ancora carichi quindi? Perché non perderci anche lì dentro?

To be continued...

Mart - Rovereto

giovedì 7 maggio 2020

Io, Valeria Zanuso rilascio un'intervista... Da non credere!

Cittadellarte - Fondazione Pistoletto


4 maggio 2020

Oggi sono stra, stra, stra felice! Non potete immaginare cosa mi è successo!
Ok, ok, partiamo dall'inizio...

Allora, vi ricordate i famosi post riguardanti la "Venere degli Stracci" di Michelangelo Pistoletto?
Vi ricordate che mi avevano contattato per pubblicare il mio pezzo sui loro social? Ci siete?
(per i "non ricordanti", cliccate qui)

Ok.
Successivamente mi hanno ricontattato per chiedermi se era possibile farmi un'intervista...
Ma avete capito? Un' intervista? A me? Alla sottoscritta? A Valeria Zanuso?!?

Immaginatevi quando l'ho saputo. Non potevo crederci. Non stavo più nella pelle!
Sono corsa da Zoe saltellando per darle la super, mega, notizia (al che si è messa a saltellare pure lei)!

Poi ho chiamato il mio Editor.
Gli detto: "Editor, non ci crederai mai. Mi hanno chiesto un'intervista! Farò un'intervista, capisci?!? Vogliono sapere di me!!! 
Oh cavoli, e che gli dico io? Non sono una storica dell'arte! E se non so rispondere? E se balbetto? E se mi fanno domande particolari? E se mi interroga in storia dell'arte? E se, e se, e se..."
"STOP! FERMATI! Hai confermato? Hai detto si, ne saresti felice?" mi blocca lui,
"Si, si, l'ho fatto! Certe occasioni bisogna prenderle al volo, lo so!"
e lui, con fare, questa volta rassicurante: "Ok! Hai voluto la bicicletta ora pedala!!!
Ma vedrai sarai bravissima!"
Io con qualche dubbio replico: "Ma cosa dici? Farò una colossale figura di... sai quelle che faccio spesso io?"
E: "Tranquilla. Sarai all'altezza non ti preoccupare"
IO: "Ok, sarò me stessa, anche perché mi riesce benissimo!!!"
E: "Certo, e chi vorresti essere? Vedrai, ci sarà da ridere..."
E attacca!
Grazie Editor! Un punto fermo al quale porgere le proprie preoccupazioni, una spalla su cui... vabbeh, lasciamo perdere!!!

Passano i giorni e l'entusiasmo si smorza un pochino.
Non ho più notizie, eppure mi avevano detto che mi avrebbero contattato via mail e...
Nulla. Forse hanno cambiato idea.
Bah, o forse hanno tempi lunghi. O forse la mail è finita nella spam (traduzione per mia mamma: posta indesiderata!). Anzi, scusate, ma mi assento un attimo... Meglio dare una controllatina... sono più di dieci minuti che non controllo...

O cavoli! E' così, nulla!!!

Fortunatamente nella mail c'era scritto che" mi contatteranno nei prossimi giorni... "Ahhhhhh... Panico! No, gioia infinita! No, panico... AIUTOOO... HELP MEEEE!!!

Ok, qui non mi contatta nessuno!
Che abbiano perso il mio numero?
Che abbia problemi di linea?
Ok forse si sono dimenticati o peggio, hanno riflettuto e pensato che intervistare una che di arte ne sa poco  e niente, forse non ne vale la pena...

Fortunatamente c'è Editor che tira su il morale: "Dai, non ti preoccupare e mangiati una bella carbonara! Io faccio sempre così!"
E i risultati si vedono... 100kg? o qualcosa di più? Vabbeh, forse non ha tutti i torti e quindi... carbonara sia!
Non ci crederete ma un buon piatto può fare miracoli!
Grande Editor. Grazie!

Il giorno dopo 5 maggio 2020.

9'20. Sono sveglia dalle 7'30 ma sto "pigrando" per la casa...

Sono tutta concentrata a scrivere un meraviglioso post per voi e ad un certo punto sul telefono mi appare un messaggio di posta che dice: "Buongiorno Valeria, sono Luca da Cittadellarte - Fondazione Pistoletto. Il giornalista. Ieri ho provato a contattarla... (Oh cavoli, ma allora quel numero sconosciuto al quale non ho risposto, non era la solita propaganda telefonica!!!) È disponibile prima delle 10'00?"

PRIMA DELLE 10'00?!? Arghhhhhh... Aiuto! Io sono ancora in pigiamaaaaa!!!

Ok, ok, manteniamo la calma.
Sarà una telefonata, quindi potrei essere anche con i bigodini in testa e...
e se fosse una video chiamata? Panico!
Oh Santa Polenta!!!
Forse è il caso di svegliare Zoe. Ah no, è meglio rispondere al messaggio... O forse è meglio che mi vesto e mi lavo almeno il viso così poi... Oh... cosa faccio?



Per cominciare riordiniamo le idee:
1) sveglio Zoe;
2) mi lavo velocissimamente;
3) rispondo al messaggio;
4) mi vesto al volo e... mi guardo allo specchio... mio Dio, ho del dentifricio spalmato sulla guancia... Drinnnn Drinnnn... Il telefono suona, vibra, si muove... sembra animato!



Corro a rispondere dicendo tra me e me "fa che sia una telefonata normale... fa che sia una telefonata normale... ti prego!"
Guardo il telefono e tiro un sospiro di sollievo!
Evvai "Grazie per aver guardato in giù!" è normale!
Rispondo allegra e vi dirò anche un pochino imbarazzata... (ma solo un pochino...)
Per fortuna che non può vedere il rosso sulle mie guance.
Dopo le presentazioni di rito, Luca il giornalista, mi mette subito a mio agio chiedendomi se possiamo darci del tu. Ovviamente rispondo che si, sarebbe perfetto anche se dopo 3 minuti mi ripete la stessa cosa e capisco che gli ho dato del lei per tutti i 3 minuti di conversazione successivi alla sua richiesta.

Il giornalista  prima di cominciare mi fa i complimenti per il blog e per come scrivo bene. E qui potrei già volare e toccare il cielo con un dito.
L'ha detto un giornalista! Avete capito?
Poi mi chiede di presentarmi e così intanto raccontando quello che faccio, si scioglie il ghiaccio e mi rilasso un pochino, diventando la "vera me".
A pensarci bene, questo non so se sia più un bene o più un male... per via della mia innata spontaneità, intendo!
La seconda cosa che mi chiede è di raccontare come è nato il post sulla Venere degli Stracci, di raccontare com'è andata e mi chiede di Zoe come mi vede cosa pensa di me. Questo mi fa pensare alla mia piccola cucciola e a come mi vedrà con i suoi occhioni dolci da bambina. Panico! Si mi torna il panico... ma vado avanti.
La conversazione continua per ben 45 minuti nei quali parliamo di quando e come è nata la passione dell'arte, (qui non mi dilungo perché leggendo i miei post ormai lo sapete già... vero?), parliamo di quanto l'arte stia prendendo un posto particolarmente importante nella mia vita e di come vorrei trasmettere questo mio entusiasmo in modo semplice e divertente per poter far sì che chiunque possa innamorarsi di questo mondo meraviglioso!

Mentre parlo a volte rido tra me e me per ciò che dico.
E penso a chissà quale strana idea si starà facendo di me, il povero Luca.
Vorrei dire le cose bene come quando le scrivo ma mi accorgo che l'imbarazzo dell'intervista fa un pochino la sua parte.
Il tempo per me sembra essersi fermato. Sono talmente felice, entusiasta, elettrizza, che fatico ancora a credere che mi stiano intervistando...
Posso affermare di essere proprio orgogliosa di me.
In questo momento sto toccando davvero il cielo con una mano!

L' intervista dopo ben 45 minuti (l'ho già detto? vabbeh), giunge alla fine. Prima di salutare Luca gli domando: "Senti Luca, ora tu sei un giornalista quindi sono sicura che saprai benissimo rimettere un po' di ordine a ciò che ho detto e... magari a fargli un bel ricamo vero? " Lui ride, ora non sono sicura se per la disperazione o perché è divertito... Rimarrò per sempre con questo dubbio... Secondo voi?

Lo ringrazio tanto, metto giù il telefono e dall'emozione giro per la stanza avanti e indietro, cercando di ripensare alle possibili baggianate che ho detto.
Ok, meglio sorvolare! Si meglio. Decisamente!

Vado da Zoe che mi mitraglia di domande, è super entusiasta... e ad un certo punto si ferma e mi domanda: "Ma allora sei famosa?" Rido, la sua ingenuità mi fa una tenerezza infinita!

Finalmente faccio colazione e per metterla insieme ci metto mezz'ora.
Ho l'adrenalina ancora in corpo e credo si spegnerà, se tutto andrà bene questa notte.

Telefono al mio Editor e gli racconto cosa è successo e lui, udite, udite... non ci crederete mi dice:
"Brava! Brava! Bravissima! Sono orgoglioso di te!"
Chissà se rimarrà dello stesso parere anche quando leggerà l'articolo!!!
Poi continua: "A proposito, hai condiviso vero il post di oggi con le testate giornalistiche, visto che parli di loro, sai quello che ti ho raccomandato di fare ieri sera ancora..."
Oh, oh! Lo guardo. Mi guarda.
Lo riguardo e mi riguarda... In attesa di una risposta affermativa che io non posso dargli, perché mi sono completamente dimenticata!
Mi trovo senza parole per due secondi. Poi recupero dicendo: "Ma dai ero presa dall'intervista, ero agitata, ora lo faccio subito..."
Dall'altra parte si sentono le solite imprecazioni... sapete una cosa? a volte è proprio noioso e pesante! Ecco l'ho detto...
Ma lui continua: "Sei proprio una bella testina di vitello. Ma secondo te, come ci sei arrivata a questa esperienza di oggi? Raccontando quello che scrivi solo al tuo condominio?"

Effettivamente non ha tutti i torti ma io sono così un po' fra le nuvole che ci volete fare! E poi non vivo in un condominio!

Verso le 13 30 mi arriva un messaggio: "Ciao Valeria, ti ho girato l'anteprima dell'articolo via mail!" Mi blocco. Ritorna il panico!

Non ci crederete ma non ho il coraggio di aprirlo, sono super curiosa ma allo stesso tempo terrorizzata da quello che ne sarà uscito.

Più mi convinco di aprire la mail e più mi tiro indietro.
Messaggio a Mr. Gallery, l'Editor,  che ovviamente mi dice:
"allora  che c'è scritto?"
IO: "non lo so"
E: "come non lo sai? Non lo hai ancora letto?"
IO: "no, ho come un blocco..."
E: "sbrigati, su... dai, allora?"
IO: "No guarda, proprio non ci riesco!"
E: "vengo lì e ti do... ti do... una testata! Vedrai che poi ci riesci!"

Ok, credo mi abbia convinto (voi che avreste fatto... uhm che caratteraccio, però!)

Mi faccio coraggio, e via, lo leggo tutto d'un fiato.
È bello, fortunatamente non c'è scritto tutto ciò che ci siamo detti, ci sarebbero volute pagine e pagine, ma è proprio ben fatto! Riporta tutte le cose essenziali che ci siamo detti.
Ora, col senno di poi e tutta la tranquillità, penso che avrei potuto dire altre cose e magari ancora più interessanti ma quelle, le confiderò "solo" a voi, miei cari lettori.
Sono felice. Sono sorpresa. Sono consapevole dell'opportunità che mi è stata data oggi e di questo ringrazio.
Sono orgogliosa di me.
Ottimo lavoro Vale! Come? "Chi si loda si imbroda" e chissenefrega! tanto metto tutto in lavatrice!

Se penso a com'ero 2 anni fa e ad i passi da gigante che ho fatto!
No, cosa avete capito? Non nel sapere usare la lavatrice... nel girovagare in punta di pantofole nel mondo dell'arte!

P.S. e voi siete mai stati intervistati? e se si cosa avete provato?

domenica 3 maggio 2020

In risposta ad un commento particolare...



1 maggio 2020

Oggi vorrei scrivere un post diverso dai soliti.
Si tanto per dare un po' di brio... no? Sbaglio?
Cosa dite? Che il brio è già dato dalle mie continue gaffe? Dal mio muovermi goffo nel mondo dell'arte? Ma se lo faccio in punta di pantofole?!?
Ok, ok,  state manzi (alias calmi...)! Oh capito. Comunque, il fatto è che scriverò comunque, volente o nolente un post diverso. Punto.

Ecco già vi vedo lì a scalpitare chiedendovi : "Ma cosa avrà in mente questa, oggi?"...un attimo, un attimo, aspettate! Eh che fretta!!!

Curiosità:
questa parola "un attimo" insieme ad "aspetta eh" per chi non lo avesse capito, sono le due parole da non dire mai difronte al mio Editor!
Percheeeé? Dovete sapere che ogni volta che chiama rispondo e poi gli dico: "un attimo eh, che arrivo..." o... "aspetta eh....", parte l'embolo! Nel senso che subito si innervosisce.
E non vi dico gli sbuffi e i borbottii che si sentono in sottofondo!
Il fatto è che devo avere il tempo di cercare gli auricolari e di attivarli... e ci metto sempre un pochino... vero Editor???

Ok, dove ero rimasta? Ah si ....ecco!
Allora: qualche giorno fa ho ricevuto un interessantissimo commento sul post dedicato alla scomparsa del noto critico Germano Celant, fatto immaginatevi un po' da chi? Ok, a meno che voi non l'abbiate letto, non potete farlo.
Allora vi darò un aiutino... da mio zio, zio Andrea!!!

State insinuando che non vi ho aiutato ma che l'ho spifferato subito? Si effettivamente avete ragione. Vabbè dai per sta volta....

Dicevo... mio zio ha scritto un commento a cui volevo rispondere subito... ma poi come mi accade ultimamente mi sono ritrovata tra le mani un vero e proprio post.
Infatti essendo mio Zio Andrea una persona dotata di estro artistico e perennemente in lotta per la salvaguardia dei diritti altrui e soprattutto di Madre Natura, mi sembrava alquanto riduttivo rispondere con un semplice messaggio.
Quindi eccomi qua pronta per elargire una mia nuova filippica! Siete pronti? Via si parte!

Questo è quanto scritto da Zio Andrea:

Cara Valeria, quando negli anni settanta dipingevo, era difficile conoscere le nuove tendenze o correnti artistiche, oltre ai giornali se volevi scoprire qualcosa c’erano le gallerie, che allora erano frequentate, ma per l’arte moderna, per farti capire com’era il mondo cinquant’anni fa, ad eccezione della galleria Ferrari di Verona che era una mosca bianca, per vedere qualcosa dovevi andare soprattutto a Milano. Allora ero innamorato della pittura e vedevo nella tela dei limiti espressivi, concettuali e di spazio, quindi cominciai a usare gli spaghi, il legno, i chiodi, oltre ai colori. E fu in quegli anni che scoprii casualmente l’arte povera di Celant e Pistoletto, che apprezzavo più che altro come movimento in polemica contro l’arte corrente e tradizionale e la società consumistica e distruttiva con la loro narrazione artistica degli scarti di questa società. Io invece usavo chiodi legno e spaghi per inventare un nuovo linguaggio dei materiali poveri e naturali che avevano da sempre accompagnato la vita dell’uomo. Ma a parte questo mio ricordo, ne approfitto per aggiungere che ho sempre fatto fatica ad apprezzare l’arte moderna in genere, non tanto per i loro messaggi o linguaggi spesso condivisibili, anche se a volte astratti concettuali e irreali, nonostante la loro visibile realtà come gli impacchettamenti di Christo, ma perché raramente trovo una ricerca, la scoperta o riscoperta della bellezza, dell’armonia e della poesia nelle loro opere, perché a mio avviso l’artista dovrebbe insegnare a far scoprire agli uomini quello che stanno distruggendo e che dovrebbero proteggere, amare, salvaguardare.
Un abbraccio da zio Andrea

...E questa la mia risposta:

Ciao zio.
Intanto volevo dirti che mi ha fatto molto piacere aver ricevuto il tuo messaggio.
Non hai idea di quanto mi abbia sbalordito, e confesso anche emozionato, sapere così tante cose particolari di te. O meglio, ho sempre conosciuto la tua indole artistica e ho sempre visto i tuoi lavori, alquanto fuori dagli schemi, presenti nella mia casa natale.
Devi sapere che proprio loro hanno accompagnato la mia giovinezza.
Infatti finché ho studiato e vissuto in famiglia me li sono trovati ogni giorno davanti agli occhi, perché si trovavano in quella che a casa dei miei, era stata "battezzata" la stanza della cultura (che null'altro era se non  la mansarda!!) ed era il luogo deputato all'apprendimento.
Ricordo ancora quante volte mi sono persa, durante le mie pause per riposare il cervello (diciamo così!), nel cercare di capire e soprattutto trovare un senso a ciò che avevi in qualche modo creato...
Allora purtroppo, e non ho idea del perché, non ho sentito la necessità di andare a fondo, di scoprire cosa ci poteva essere sotto.
Forse se il mio spirito e la mia creatività si fossero mostrati più inclini all'arte già a quei tempi... a quest'ora magari lavorerei in quel mondo, ma forse poteva anche essere che avrei scoperto le cose che sto adorando ora, senza la passione e il trasporto maturo che ho in questo momento... Bah chissà... Inutile rimuginare adesso. L'importante è il qui e ora!

Al contrario dei tuoi "anni '70" oggi, per mia fortuna, posso destreggiarmi tra musei, gallerie e quant'altro, scoprendo così che esistono vari tipi di espressioni. E scoprendo altresì, che alcuni tipi di arte, che un tempo non avrei nemmeno calcolato, ora sono proprio loro, che smuovono in me qualcosa...
E già che facciano questo, è a dir poco destabilizzante.
Perché destabilizzante? Perché nella mia ottusità (dovuta al mio analfabetismo culturale e artistico) ho sempre negato (forse perché non ne avevo mai avuto esperienza) che degli oggetti, in questo caso tele, sculture, performance, etc... potessero offrirmi un miglioramento così profondo e una crescita così forte, in grado di toccare corde nascoste, così intime e inaccessibili che io stessa non sapevo di avere.

Quando mi scrivi che ad un certo punto eri si, talmente innamorato della pittura da soffrire per il fatto che la tela ti portava dei limiti espressivi, concettuali e di spazio, mi fai venire alla mente uno degli artisti che più mi fa girar la testa, di cui ho già scritto un paio di volte: Lucio Fontana.
Artista che anche lui, come ben sai, ad un certo punto trova nel lavoro su tela la terza dimensione! Cavoli Zio avresti potuto essere il nuovo Fontana!




Hai cominciato ad utilizzare i materiali di uso comune come chiodi, spago, legno...
Materiali poveri che da sempre hanno accompagnato la vita dura e reale dell'uomo, proprio per trovare una risposta alle tue esigenze che non venivano più soddisfatte dalla tela stessa, e senza forse rendertene conto, hai fatto parte anche tu di quel movimento artistico "Poverista" creato dalla figura di Germano Celant e che ha coinvolto quegli artisti ad esempio, come sostieni tu, Michelangelo Pistoletto, che probabilmente hanno infiammato il tuo spirito e la tua creatività.

Ok, tu sei sempre stato da quando sono nata, un sostenitore e difensore accanito della Natura. Per lei ti sei battuto, e ti batti tutt'ora, vincendo o perdendo, molte battaglie e  forse all'epoca ritenevi giusto andare contro quell'arte che sosteneva o forse esaltava in qualche modo la società consumistica di allora.



Per l'occasione sono andata a rivedermi le tue opere o meglio, non potendomi spostare dal mio bel castello "pandemico" dorato, mi sono fatta inviare le foto, e noto con piacere che ad oggi riesco apprezzarne il lavoro, o meglio riesco a pormi delle domande (visto che comunque il senso ancora mi sfugge...) e cerco, cosa che non avrei mai fatto tempo addietro, di metterle in relazione con artisti significativi come De Chirico, Max Ernst, e...

Caro Zio, pure io nel mio percorso di scoperta a volte non riesco a dare una chiave di lettura alle opere che vedo. Magari, a volte, cercando oltre ai sensi materiali, riesco a trovare anche una spiegazione. Capisco anche che molto spesso, certe opere possano sembrare un obbrobrio a confronto con la bellezza che ci può offrire la Natura.
Tuttavia belle o brutte (termini che reputo inadatti e riduttivi, per questo argomento, ma era per farmi capire), immense o insignificanti che siano, trovo sempre che qualsiasi "opera d'arte" può renderci migliori.
E qui parte il mio ragionamento. Attento eh! Potrebbe essere contorto...

L'arte ha il compito importantissimo di smuovere, nel bene e nel male, le viscere, le budella, l'anima, lo spirito, procurare emozioni, facendo sentire la persona entusiasta, felice, piena di vitalità... ma anche l'esatto contrario... Così facendo la persona sarà portata, essendo in armonia con se stessa, a dare il meglio di sé ad amarsi , ad amare il mondo, la natura, le persone... Penso che solo  facendo così, tutto potrebbe cominciare a muoversi nel verso giusto... se un verso giusto c'è!!!

Grazie Zio, un abbraccio!

giovedì 30 aprile 2020

Un po' di me. Grazie Mr. Pistoletto



Squillino le trombe, rullino i tamburi. Udite, udite: "oggi in data 29 aprile 2020 viene nominata come blogger più felice del pianeta terra... Si, proprio lei. Lei che di fronte agli ostacoli li guarda con aria truce e sfidandoli dice: "A noi due"; lei che si emoziona semplicemente guardando una montagna di stracci da lavare; lei che quando si guarda allo specchio non sa se svenire per lo spavento o se mettersi lì con un pettine a sgrovigliare quel cespuglio che ha in testa; lei che si incaponisce difronte ad una parola o concetto che non conosce; lei che pur di farsi un selfie con l'opera preferita fa di tutto, rischiando di rimetterci a volte la reputazione, deviando il passaggio dei normali visitatori; lei che ogni tanto si perde in avventure di fantasia dove per soggetto c'è inesorabilmente l'arte; lei che pur di avere le risposte al suo miliardo e mezzo di quesiti, frantuma e polverizza gli... ehmm, la pazienza infinita di chi può ahimé, darle aiuto; lei che pur di vedere la firma di un'opera va talmente vicino che fa saltare gli allarmi; lei che non si risparmia figurette a destra e a manca tra musei, gallerie e fiere... Lei! Lei, oh insomma  avete capito... lei Valeria Zanuso!!!"

Silenzio
Silenzio... ancora... Ho esagerato? Non dovevo?
Ok, forse siete tutti bloccati per lo stupore!!!
No?

Ok, ho capito. State sommessamente ridendo cercando di decifrare cosa mai potrà essermi successo?

Oppure vi state mettendo le mani tra i capelli e...

Allora, vi giustifico!
Anche se un piccolo, misero, microscopico applauso potreste pure farlo...

"Clap, Clap"...

Avete capito no? Me lo sono fatta da sola! Vabbè proseguiamo... forse è il caso!

Allora vi spiego com'è andata.

Qualche giorno fa ho pubblicato il post: "La Venere degli stracci involontariamente spiegata a mia figlia" (non lo avete ancora letto? Semplice cliccate qui!) e il mio Editor nel mezzo di una conversazione telefonica mi dice:
"Immagino che tu abbia prontamente condiviso il post sulla pagina fb dell'artista, come fai sempre vero?"
Al "come fai sempre" la mia faccia si blocca e la mia mano batte vigorosamente sulla fronte...
avete già capito vero?
Con voce appena appena percettibile dico:
"Oh capperi, mi sono dimenticata..." lascio scivolare questa mia dimenticanza... ma evidentemente non sono tanto convincente perché arriva la sua replica:
"Ok puoi farlo ora... o c'è dell'altro? Non è che mi nascondi qualche cosa vero?"
Cavoli ma come fa già a sapere che c'è dell'altro? Sesto senso, prevedibilità conoscendo il soggetto, cioè me? uhmmm forse la seconda che ho detto!
"Beh, a dire il vero mi ero proprio scordata di dover condividere i post con gli artisti e magari le loro fondazioni, gallerie etc. etc..."
Qui riesco a fare solamente un microscopico sorriso, più di incoraggiamento per me stessa, che per la circostanza che ovviamente, arriva puntuale... Ok, sono pronta per la strigliata che sta arrivando... Provo ad allontanare il telefono dall'orecchio, immaginando che... e come volevasi dimostrare..:
"Ma mannaggia la pupazza!!! Per la giugulare della sorella del cognato della suocera....ecc... ecc... Sono tre mesi che hai aperto il blog e sono 3 mesi, dico TRE! che ti dico di condividere il più possibile... e tu che fai? Ti dimentichi?!?"
Ok, il resto potete immaginarlo.

Passo un paio di orette a condividere post e a cercare contatti fb di artisti, musei e quant'altro, che possa essermi utile alla condivisione.
Alla fine sono soddisfatta del lavoro fatto!
Ad un certo punto ricevo un messaggio da un signore che non conosco.
Mi scrive esprimendo il suo gradimento per il post su Michelangelo Pistoletto, chiedendomi anche di apportare una piccola modifica per renderlo più preciso.
La cosa mi fa un enorme piacere perché vuol dire che le condivisioni sono servite a qualcosa e stanno dando i loro frutti.
Ringrazio tantissimo il signor Francesco (che poi a scoppio ritardato, scopro essere un sostenitore della Fondazione di Pistoletto...) e apporto subito le modifiche richieste anche perché mi ha detto che: "Sarò felice di condividerlo direttamente con il Maestro!!!"
Oh Santa polenta... vi rendete conto?

Ok, stiamo calmi. Almeno per ora... Lo avrà detto così, tanto per dire...

Fatalità il giorno dopo mi chiama Mr. Gallery e mi fa notare che ho un sacco di visualizzazioni...
merito forse della condivisione?
Va bene, va bene, Mr. Gallery AVEVI RAGIONE TU!!!
Ecco lo scrivo pure in stampatello maiuscolo! Contento?

E fin qui tutto nella norma.

Poi questa mattina mi sveglio e trovo un messaggio del signor Francesco che dice: "Buongiorno Sig.ra Valeria. Ho condiviso post sulla pagina di Cittadellarte- - Fondazione Pistoletto".
Panico. gioia, emozione...

Corro ad aprire la pagina di fb della suddetta fondazione e cosa trovo?
Il mio post con tanto di scritta: "Capita ai tempi del coronavirus... l'esperienza da cicerone di Valeria Zanuso". E un sacco di visualizzazioni!!!



Sto per tirare un urlo di gioia ma l'orario, sono le 7'30, non me lo permette.
Il mio cuore batte fortissimo, scendo dal letto e mi dirigo alla mia postazione di lettura e scrittura, mattutina: il divano.
Vorrei inviare la foto, che ho prontamente fatto (peccato non potermi fare un selfie!!!) al mio Editor, ma so che rischierei l'estinzione vista l'ora... Decido, o meglio mi impongo di aspettare... che fatica, però!!!
Il mio viso è raggiante neanche avessi vinto il Premio Pulitzer!

Che agilità eh?


Tutto di me in questo momento ride perché sono felice: il viso, gli occhi le orecchie... ok, avete capito!
Sono davvero soddisfatta ed orgogliosa del lavoro fatto.
Sarò anche una scaramacai come qualcuno sostiene, il punto è che sono una scaramacai in gamba, almeno la sottoscritta ne è stra, stra, stra convinta!!! ECCO!!!

Sicuramente non riuscirete a comprendere fino in fondo tutto il mio entusiasmo e comprendo se per qualcuno tutto ciò è eccessivo. Il discorso è che questo blog ha dato il via ad un cambiamento radicale nella mia persona. Mi ha portato molto impegno ma anche molte soddisfazioni. La passione dell'arte ha assunto un ruolo fondamentale! Non sempre è facile... anzi tutt 'altro! Ed è anche costoso, in termini di tempo, denaro e via dicendo.
Mi sto impegnando talmente tanto che quando arrivano queste soddisfazioni mi sembra di toccare il cielo con un dito!
Così come quando ricevo un vostro commento, o un like sulla pagina FB di questo blog.
Questa passione mi colma, mi riempie e sapere che ho la possibilità di condividerla...

Insomma, quando vedi, che il mondo a modo suo ti sorride e ti regala delle emozioni forti anche in momenti contingentati come quelli che stiamo vivendo, allora veramente capisco che sto facendo la cosa giusta... Comprese tutte le mie belle figurette!!!
Oggi vi ho parlato più di me che di arte. Ma avevo voglia di condividere con voi il mio entusiasmo!
Scusate se è poco... un bacio a tutti voi!

P.S. Ho letto che il Maestro è riuscito a superare in maniera brillante l'inconveniente Covid... Tanti auguri Mr. Pistoletto!



venerdì 24 aprile 2020

"La venere degli stracci" involontariamente spiegata a mia figlia!



28 marzo 2020

In questi giorni di convivenza forzata (Dio solo sa quanto desidererei riappropriarmi della mia libertà e quotidianità... come tutti del resto immagino...) con mia figlia di 10 anni, non tutto è rosa e fiori!

Quando sento, anzi leggo, quei discorsi su FB del tipo "E' un bel modo per riscoprire la famiglia, il calore delle persone amate, fate tutte quelle cose che non avete mai fatto... ecc..." mi fumano letteralmente le orecchie! E prudono le mani!

UFFA! Ma a nessuno è mai venuto in mente che a me la situazione di prima stava bene?
Ok, sono d'accordo che forse bisognava ridimensionarsi un pochettino ma punto, basta così!

Questa mattina, dopo aver passato ore a riordinare e pulire le camere e il bagno, e sono approdata con tutti i miei attrezzi di impresa di pulizia al piano terra... Ecco davanti a me il panico!
SCENA: Zoe dopo essersi lavata, cambiata e per fortuna pettinata (cosa non così scontata in questo periodo...) è seduta al tavolo davanti ai suoi libri intenta a fare i compiti.
Attorno a lei sembra sia esplosa una bomba. Ora chi mi conosce sa benissimo che io e l'ordine siamo 2 pianeti diversi di 2 galassie diverse, che non si incontreranno mai... ma cerco, tuttavia, di sistemare alla meno peggio le mie cose.
Il guaio nasce quando mi aspetto che lo facciano anche quelli che condividono il mio spazio! (in questo caso mia figlia). Cosa che, come potete immaginare, regolarmente non succede mai! Solo vane speranze.


Mi guardo attorno. Sono inorridita e come tutte le mamme "normali e sclerate" del mondo, parto con la mia "filippica": "ma è mai possibile che... bla bla bla ...e poi almeno le tue cose.... bla bla bla ...per non parlare infine, di quella montagna di stracci... cosa volevi fare, riprodurre la "Venere degli stracci" di Michelangelo Pistoletto?"

A questo punto Zoe, che fino a quel momento si era quasi tappata le orecchie per evitate di essere disturbata dal mio monologo,  esplode a ridere. Mi guarda dritta negli occhi e con fare dolce e finto interessato dice "davvero esiste un'opera fatta di stracci e che riproduce il mio disordine? Allora potrei essere pure io un'artista...?" ...silenzio... ...respiro profondo... e... "Si certo! Artista nel creare disordine!!!" poi, non riesco più a trattenermi e cominciando a ridere, e perdendo la mia credibilità di mamma super battagliera, mi arrendo sconfitta ma felice! Felice direte voi? Si perché ho suscitato la curiosità di Zoe nei confronti di un'opera d'arte!
Infatti Zoe vuole saperne di più e non mi posso tirare indietro! Continua a farmi domande. Sono stra felice che mi abbia posto queste domande. Non ci posso credere! E allora... pronti via! Indosso i panni di cicerone e...
Partiamo dal presupposto che, anche se certe opere potrebbero essere fatte da un bambino perché di facile esecuzione, in realtà non potranno essere considerate opere d'arte perché l'artista che le fa non le fa a caso, ma lo fa con un' idea in testa che si colloca dentro la storia dell'arte, ne tiene conto e ne è influenzata.



Quest'opera del 1967, è composta da una una Venere (una riproduzione della Venere con pomo di Bertel Thorvaldsen) di cemento ricoperta di mica che la rende bianca, liscia e luminosa e una montagna di stracci, vestiti vecchi dismessi, colorati. La Venere ci da le spalle mostrandoci pure le sue...terga, perché è rivolta verso la montagna di stracci. Ci nega la sua bellezza,  ci snobba e preferisce concentrarsi sugli stracci che sono simbolo di vita, mondo, ricordo, carne. Lei è bella perfetta, gli stracci rappresentano il caos. L'arte è bella, perfetta, ma deve calarsi nella vita, che è appunto caos, altrimenti non serve a niente. Gli stracci rappresentano il passaggio delle persone dentro tutti questi vestiti  ormai degradati, la Venere venendo dal passato essendo simbolo di bellezza e di speranza ridà vita, rigenera questi stracci. Quest'opera pone l'accento sul consumismo della società contemporanea,sui rifiuti, Pistoletto accosta il Bello ideale alla vita vera, sciupata e usata!

Il calco della Venere classica,  bianca e ordinata si contrappone al disordine dei vestiti creando una perfetta relazione, armonia tra il passato ed il presente, il neutro ed il multicolore , l'eterno ed il transitorio.
Insomma le forme classiche dell'arte stridono con il disordine della vita moderna.

Curiosità: la prima volta che l'opera fu mostrata al pubblico alla mostra "arte povera + azioni povere" nel 1968 non c'era la Venere ma una bella signora nuda nello specchio (Pistoletto è famoso per i suoi quadri specchianti... di cui magari vi parlerò un giorno... non ora, tranquilli...) che era la moglie dell'artista.

Ovviamente a Zoe l'ho spiegato in modo più semplice e simpatico e quando mi ha detto: "Ok, dopo riordino", ho replicato con enfasi: "Ferma lì, che prima devo scriverci un pezzo e poi fare la foto!".
Ha alzato gli occhi al cielo e mi ha detto "MA MAMMAAAA!!!" Bah, a volte non la capisco!

Oggi sono contenta perché da come era cominciata la giornata, non pensavo che sarei finita a parlare e a scrivere di arte su un qualcosa che mi aveva fatto leggermente infervorare!
È proprio vero l'arte, se ci guardiamo bene attorno è ovunque, permea le nostre vite e diventa viva.
E spettacolare nel momento in cui ce ne accorgiamo!

Grazie Zoe per il tuo disordine! (Questo post è meglio che lei non lo legga e... nemmeno mia Mamma... forse avrebbe qualcosa da ridire!).

P.S. Cari amici quando vi ritroverete la prossima volta in lavanderia davanti alla montagna di panni da lavare immaginate di essere una Venere e se siete un maschio immaginate di essere un David... così il vostro lavoro apparirà più leggero... più artistico!!!
 

- LA FRASE DEL GIORNO -
"i buoni artisti copiano, i grandi rubano" 
Pablo PICASSO