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venerdì 11 dicembre 2020

Avete scritto a Babbo Natale, o se volete a Mamma Natale, le vostre letterine??

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito... perché la lettura è un'immortalità all'indietro.

Umberto Eco

Oggi mi sono imbattuta in un'opera di un artista, tanto per cambiare, a me sconosciuto. Che comunque, mi ha incuriosito tantissimo. L'immagine, ambientata nei primi anni del 900, ritrae una ragazzina seduta davanti alla finestra intenta a leggere o sfogliare un libro. La sua peculiarità mi ha portato a navigare in rete a cercare altre immagini simili e... mi si è aperto un mondo. 


Ora, conoscete tutti la  mia passione per la lettura e spesso vi ho deliziato (o magari annoiato...) se così si può dire, con i miei selfie fatti con il mio amico libro tra le mani. 

Ecco ricercando opere d'arte con donne che si dedicano alla lettura ho trovato opere magnifiche che mi hanno lasciato senza fiato tanto sono espressive, inebrianti... opere di  Boccioni e addirittura di Picasso.


Sto perdendo troppo tempo? Ok, ho capito. Arrivo al dunque. 

La cosa ha sortito in me subito un senso di calore, di magia, di momento unico, personale e ovattato. 

Si, perché quando mi rifugio nella lettura non posso fare altro che ritrovarmi in un mondo parallelo, in una specie di bolla dove posso evadere dalla realtà, dalla mediocrità, dove posso fare esperienza di una vita che non vivrò mai. Dove in ogni pagina posso provare un'emozione nuova, un'avventura incredibile...

Ditemi se questo non è un incantesimo. 

Se ci pensate bene, e qui dovete impegnarvi, desiderare una bacchetta magica equivale, se lavorate bene con il pensiero, al desiderare di avere un buon libro.

Mi spiego meglio. 

Primo, esistono miliardi di libri, di ogni genere e sorta e qui è impossibile non riuscire a trovare quello che fa al caso nostro. 

Secondo, ogni libro ti permette di prenderti un tempo tutto tuo dove poter spaziare con la fantasia. 

Terzo, questo oggetto diventa per forza di cose, una super coccola perché fa bene alla tua anima, al tuo cuore. 

Quarto, ritrovarti perso tra le pagine di un bel viaggio qualunque esso sia, ti fa dimenticare le preoccupazioni che attanagliano la tua vita ogni giorno. 

Quinto ed ultimo, la tua apertura mentale ne risentirà in modo permanente. 

E ditemi se non è poco magico tutto ciò!

Ora siamo nel periodo natalizio ed io per tradizione, ho sempre incaricato il Buon Babbo Natale o come dice ultimamente la mia pesticciola, la brava e buona "Mamma Natale", di portare in dono un buon libro! 

Quindi visto che mancano pochi giorni al 25 e visto e considerato che ce ne staremo tutti a casa al calduccio, penso che potrebbe essere una bella idea darvi qualche consiglio di buone, divertenti e semplici letture sull'arte.

Per chi è già ampiamente svezzato, cioè adulto avrei 4 splendide idee:

 - "L'arte contemporanea spiegata a mia nonna" di Alice Zannoni ed. NFC


 - "Keep calm e impara a capire l'arte" di Alessandra Redaelli ed. Newton Compton Editori 

 - "I segreti dell'arte moderna e contemporanea" di Alessandra Redaelli ed.Newton Compton Editori 

 - "10 cose da sapere sull'arte contemporanea" di Alessandra Redaelli ed.Newton Compton Editori

 


Per chi invece è ancora in tenera età... cioè "bambino" ho qualche suggerimento da non perdere (ne gioveranno sicuramente anche gli adulti, ve lo dico per esperienza personale!): 

 - " Il giro del cielo" di Joan Mirò e Daniel Pennac ed. Salani 



 - "Piero Manzoni" di Fausto Gilberti ed. Corraini 

 - "Lucio Fontana" di Fausto Gilberti ed. Corraini

 - "Yayio Kusama"di Fausto Gilberti ed. Corraini

 - "My museum" di Joanne Lue ed. Prestel

 - "Munari per Rodari" AA.VV. ed. Corraini 

 


Vi posso assicurare che  questi libri potranno aiutarvi a comprendere in modo divertente e spassoso questo mondo, che spesso risulta essere, di primo acchito incomprensibile e alquanto strano. 

Che dire allora? Su forza scrivete a Babbo Natale, o a Mamma Natale, e fate le vostre richieste... ovviamente se siete stati buoni!

giovedì 20 agosto 2020

In visita al Mart parte 1

 

mercoledì 19 agosto 2020

 

La scorsa notte ho dormito poco..

Caldo? ...Nooo

Incubi? ... Nemmeno

Agitazione? ... In un certo senso si! Anzi, sicuramente si!

Ieri sera ho proposto a Edo e Fabio (erano presenti anche i miei genitori) una gita in quel di Rovereto. Destinazione: Mart.

Ricordate? avevo programmato di andarci prima della chiusura totale... e poi... vabbeh, lasciamo perdere...

Comunque, avreste dovuto sentire la valanga di: "ma sarai mica matta, e il covid, e la folla, e il traffico e i bagni, si pure quelli!" ...e chi più ne ha più ne metta!

Ma da Piratessa quale sono, non mi sono fatta scalfire da niente, decidendo di adottare lo sguardo da "cerbiatto investito" (non che abbia mai avuto l'occasione di vederne uno, ma quando voglio ottenere qualcosa con il mio Editor... si, è lui che ha coniato il termine, vi assicuro, funziona!). In risposta ho avuto un: "vediamo domani mattina".

Ottimo risultato direi! Attendo la conferma, il "no" lo escludo a priori, con trepidazione e quando alle 8:30 arriva il fatidico "OK, andiamo", credetemi non sto più nella pelle: "Mart arrivoooooo!!!"


Oh santa polenta! Non ci posso credere! Comincio a saltellare come una matta, corro verso il mio armadio in cerca della "mise" perfetta per una giornata così importante. Non sto più nella pelle e nel giro di pochi minuti ho già tirato fuori mezzo guardaroba... Voglio essere perfetta! Dopo mesi e mesi di attesa non posso che essere perfetta! Mi trucco (parola grossa per il mio standard ...ma c'è chi se ne accorge immediatamente!). Mi faccio una bella treccia di lato, metto un mono orecchino... mi guardo allo specchio e... mi rendo conto che sto letteralmente esplodendo di gioia, e soprattutto mi piaccio un sacco!

Videochiamata in arrivo: è il mio Editor. Rispondo urlando di gioia: "Lo sai dove vado? Lo sai dove vado?( nel caso non avesse afferrato...) Vado al Mart! Si hai sentito bene! Finalmente vedrò tutte quelle meravigliose opere che fino ad oggi ho visto solo online! Ma ci pensi? Ma ci credi? Oh santi numi! Sono agitatissima...." e continuo imperterrita col mio sproloquio di frasi insensate miste a frenesia, isterismo ed eccitazione.

Editor è strafelice. Per una volta lo vedo veramente emozionato e preso dalla grande notizia. È felice anche perché finalmente ricomincerò a fare le mie belle figurette e lui gode di tutte queste mie "simpatiche imperfezioni"...Si perché così lui si auto convince di essere la perfezione assoluta... ma lasciamolo cuocere nel suo brodo, sempre per via dell'età... è un "diversamente giovane" come dice lui...

In auto la prima cosa che faccio per immortalare questo evento è un super selfie con i miei pirati, (il primo di tanti... sapete la giornata è lunga) che mi fanno ridere per tutto il viaggio. Devo dire la verità sono unici!

Quando arriviamo il mio cuore sta battendo fortissimo e tutto mi sembra surreale. La magnifica struttura che ospita il museo, le opere luminose di  Lodola che ci accolgono all'entrata, mi fanno quasi commuovere perché dentro di me dico "Ce l'ho fatta! Sono qui!". 

Tremo per un attimo quando mi misurano la febbre, ma tutto fila liscio. Vado raggiante alla cassa e con il sorriso stampato letteralmente sul viso acquisto i pass con tanto di audioguida ovviamente... ( i miei compagni di avventura la rifiutano... sapete, sono ancora un po' acerbi, LORO!).

Con il pass in mano mi dirigo verso la gradinata che porta al primo piano e mentre avviso i "pirati" che i miei tempi di visita saranno sicuramente diversi dai loro vengo folgorata dall'installazione di Penone. 

Ho scritto su di lui, ho visto foto in diversi musei delle sue opere e ora mi ritrovo davanti per la prima volta a "spazio di luce" una scultura bronzea che si arrampica proprio sul giro scale, che riproduce la sagoma di una pianta in cerca di luce. Sussulto e non riesco a smettere di dire che è unica. Meravigliosamente unica e irripetibile. 

 

Raggiungo il primo piano. Quello dedicato all'arte moderna, quella dei primi del '900.

Comincio a scorrere le opere in cerca di qualcosa che mi sbaragli e questo avviene praticamente all'istante: il ritratto della madre del Boccioni! 


Mi attira come una calamita! I miei occhi insieme alle mie emozioni si perdono in un tortuoso giro di montagne russe... Vi rendete conto ho qui, davanti a me, a pochi centimetri del mio naso un'opera che ho visto mille volte pubblicata su riviste, libri e quant'altro. Oh capperi. E qui scatta il selfie di rito! 

Ok, mantengo la calma. Siamo solo all'inizio. 

Uffi ma come si fa a mantenere la calma se nella sala adiacente trovo Carrà con "Le figlie di Loth"

 

Un lavoro del 1919, che ho sempre trovato affascinante sia per la semplicità delle figure che per la chiarezza delle tinte. 

Nel percorso poi mi trovo di fronte De Chirico, Severini, Arturo Martini, Campigli, Sironi, Funi, Oppi, Casorati, De Pisis, Marussig... Oh cavoli sto impazzendo! Si letteralmente impazzendo dalla gioia. Sono tutti artisti che ho approfondito in questi mesi di clausura e ora mi fa strano trovarmeli qui davanti. 

Vi ho già detto che ho il sorriso stampato sul volto a mo' di paralisi? 

Nell' ultima sala mi ritrovo davanti a opere importantissime di Balla, Severini e Depero.  C'è una sua opera che mi affascina un sacco "movimento d'uccello", perché? Perchè rende l'idea del movimento circolare del battito d'ali ...Cosa si inventavano all'epoca... GENIALI! 


Esco da questo primo piano estasiata... Edo dice che rappresento "la felicità fatta a persona". Credo abbia ragione!

Prendo fiato su una bellissima panca e ri-organizzo le idee, riprendo le forze ed eccomi pronta all'imminente successivo spettacolo.

Racconto con esagerata enfasi tutto ciò che ho provato a Edo e Fabio... Mi sento molto ridicola perché non riesco a togliermi il sorriso... ma me ne frego! 

E la cosa bella sapete qual è? si vede anche attraverso la mascherina!

To be continued.....

sabato 9 maggio 2020

Ricetta per due, ma per scommessa!



6 maggio 2020

Oggi è stata una giornata particolarmente emozionante e impegnativa.
Ho fatto l' intervista e nel pomeriggio, sono riuscita persino ad addormentarmi per 20 minuti (era una vita che non mi succedeva, forse ero esausta? beh, sono i rischi di chi vive nella performance... ahahah) svegliandomi poi rilassata e ristorata.
Mi sono alzata così entusiasta che ho preparato la merenda per me e Zoe in giardino.
Mi sono presa cura delle piante, che ahimé a volte richiedono il mio tempestivo intervento per farle sopravvivere... (alla faccia del "super" e "perfetto" giardino botanico che ha sulla sua terrazza Mr. Gallery! Uffi ma come fa ad avere anche il pollice verde? Ma ci sarà qualcosa che gli riesce male, in cui pecca! in maniera da poterlo prendere in castagna?).
Ho scritto e corretto il post che uscirà domani, ho letto, ho giocato a pallavolo urlando di gioia ad ogni battuta in perfetto stile "Mila e Shiro" e... e... oh "per Dinci Bacco" sono le 19'30 e ho dimenticato di pensare, e di conseguenza, preparare la cena!!!

Ma perché? Ma perché non posso avere qualcuno che pensa ogni giorno a questo supplizio!
Oggi comprendo quando mia mamma si lamentava e diceva che per lei, pensare a cosa poter fare da mangiare, per accontentare 5 bocche diverse, ognuna con le sue particolarità ed esigenze, a pranzo e a cena era una delle attività più complesse e destabilizzanti della giornata!
Immaginatevi un po':
uno, mio padre, che voleva un piatto diverso ogni giorno;
una, la sottoscritta, che allora non amava le verdure;
Edoardo, mio fratello di mezzo, che se non si cucinava da Chef Stellato aveva sempre da ridire (difficile che non era altro, e... lo è tuttora!);
Diego, mio fratello più grande, che... Ok, lui mangiava e soprattutto digeriva, anche i sassi. L'importante era non lasciarlo mai solo con un vasetto di capperi sotto sale, di olive taggiasche... o una torta di mele! Si sarebbero volatilizzati in un baleno!

In quel momento chiama Mr.Gallery:
MG: "hai fatto il teaser?"
IO: "Oh il teaser... ecco, ho dimenticato pure quello!"
MG: "perché? che, altro hai dimenticato?"
IO: "Zitto... un'altra volta di pensare alla cena!"
MG: "Ahahah Ci avrei scommesso!"
IO: "ah ah ah cosa?!? Senti Editor, hai chiamato per prendermi in giro? O pensi di darmi qualche dritta? Anzi, sai che ti dico? Che stasera stupirò me stessa, Zoe e pure te! Si accettano scommesse! Vedrai tirerò fuori una cenetta con i fiocchi! Vai ti lascio che devo cucinare!"
E riattacco tutta infervorata!

Avreste dovuto vedere la faccia sbigottita del mio Editor... alias Mr. Gallery.
Sembrava che gli si fosse staccata la mandibola... ah ah ah... vi confesso che ho goduto! La vendetta della blogger in carriera!

Cavoli! E ora? Già la cena...
"Don't panic"
Apro il frigo, controllo gli ingredienti a disposizione ed ecco mi succede di nuovo quella cosa... si quella... insomma, vi ricordate quando ho fatto la "Paella non Paella"? No? Allora leggete qui!

Mi sento come trasportata dall'ispirazione...

Ci sono!
Guardando ciò che ho nel frigo... Comincia a formarsi in testa l'immagine dell'opera che vorrei prepare... Io ora non so come fanno gli artisti a prendere e trovare l'ispirazione che li porta a realizzare il loro lavoro... Mi piacerebbe scoprirlo accipicchia... Però, secondo me, qualcosina riesco a percepirlo qui in cucina...
Prendo zucchine, patate, carote e con la grattugia le faccio tutte a filetti, alla "Julienne"... si Editor si dice alla "Julienne", oh capito!!!


Le salto in padella con aglio e un po' di burro e aggiungo pure il prezzemolo fresco (perché surgelato ovviamente... BANDITO! Scusatemi ma questa specifica era per il Sig. Editor, che rischierebbe un colpo apoplettico se affermassi di non avere delle erbette fresche, avendo a disposizione un po' di giardino!!)... Adoro saltare le cose in padella, mi da l'idea di renderle croccanti al punto giusto senza cuocerle troppo e poi, mi mette nella posizione tale di sentirmi una grande chef...


Vedere tutti questi filetti mi fanno tornare alla mente una pittura divisionista anzi no, pre futurista di quel Boccioni che ho visto a palazzo Maffei, dove le pennellate sono fatte in modo sottile e lungo, sfuggenti, veloci. Giusto per dare quasi un senso di movimento all'intera opera.

Mi perdo in questa immagine fantastica di colori. Verde, arancione e giallo chiaro che si rincorrono ed il profumo poi... Uhmm... comincia a catturare i miei sensi, la mia mente.

C'è dell'altro in programma tranquilli.
Lo so che non posso pretendere di vincere con solo delle verdurine. Questo per ora è il contorno!

Scongelo dei filetti di merluzzo (si lo so, uso il pesce surgelato... ma solo in questo momento di impedimento pandemico... in altri periodi... vabbeh, lasciamo stare...) e per fare felice la mia piccola squaletta decido di farli con una panatura croccante (Editor cosa deve esserci sempre nel piatto? Qualcosa di croccante e... altre 2 cose che ora non ricordo).


Quando li prendo tra le mani e ne sento il profumo mi viene alla mente il colore blu del mare con tutte le sue più svariate sfumature e mi ritrovo catapultata dentro ad una tela di Sean Scully... non so se ne avete mai vista una io ve lo consiglio sono tele stupefacenti che ti fanno sentire tranquillo, in pace con te stesso, leggero... sembra di fluttuare in un mare calmo. Un giorno vi parlerò di Human, la sua personale che ho visto a Venezia nell'ottobre scorso...


Cucinare il pesce per me è sempre stato un enigma.
Ma chi dice che non gli si può fare una bella panatura come si fa di solito alla "Milanese"?
Prendo allora la farina bianca che solo a toccarla mi tornano alla mente gli "Achrome", quelle opere tutte bianche fatte di Piero Manzoni... lui che per realizzarle usava gesso caolino, impalpabile come la farina 00.


Poi prendo le uova e qui il pensiero va ai tanti artisti che hanno rappresentato l'uovo nelle proprie opere... dallo stesso Manzoni a Giorgio De Chirico, da Magritte all'Antonio Bueno tanto amato da mia cognata... ma, ora penso a qualcosa di ancora più importante... a Piero della Francesca! Si penso alla Pala di Brera o per essere precisi la Pala di Montefeltro, che ho visto a Milano tempo fa... sapete, al centro dell'opera in alto, pende dal soffitto un uovo... "e cosa ci fa lì?" direte voi... Beh, essendo la rappresentazione di una Sacra Natività, sopra il Gesù Bambino si vede quest'uovo che rappresenta il mistero dell'universo... della nascita... del concepimento e così via...


Poi la parte che mi piace di più: mescolare il pane grattugiato con la farina gialla di mais, due consistenze diverse, che "pungono" in modo diverso sulle dita.
Mi piace notare le due tonalità di giallo. Uno intenso, l'altro più spento, quasi ocra, che si fondono insieme creando un mix perfetto uniforme che ricorda quelle infinite gradazioni di giallo di Mr. Van Gogh...



Ok, mi risveglio un attimo dal mio bel sogno... mi guardo attorno e... "Oh cavoli, ma qui ho fatto esplodere una bomba!"



La cucina è un disastro...
Ma il profumo e il rumore delle pentole che "sfrigolano" mi fan tornare alla mente, che anche negli studi dei grandi artisti c'è sempre una bella "confusione"... almeno da quel poco che ho potuto vedere ed imparare.
Però, il bello è che, nonostante il caos, il punto dove si trova l'opera d'arte, è incantato. E' come se fosse dentro ad una bolla! In un angolo fatato, magico.
In questo caso le mie padelle "adorate", sono la mia opera d'arte...

Vi ricordate? c'è una scommessa in ballo! E non ho nessuna intenzione di perderla!
Orgoglio personale? No, voglia di dare una bella lezione a chi sapete voi, che è sempre convinto che non sappia fare nemmeno un piatto di pasta in bianco!

Ovviamente come giudice è stata nominata la mia piccola Zoe.

Ok, forse siete convinti che sia di parte ma vi assicuro che è ipercritica e quando qualcosa non riesce alla perfezione si rifiuta di mangiarlo dicendo anche esplicitamente "Mammaaaa!!! Ma è immangiabile!" Caspita, ora che ci penso... che abbia preso dallo zio Edo?

Comunque, Zoe sentendo il profumino che si sta propagando per tutta la casa, arriva pian pianino fino ai fornelli dicendo: "Uhmm, ho una fame... E c'è un profumo delizioso!"
E nel dire questo da una sbirciatina sotto ai coperchi e resta piacevolmente sorpresa: "Waw! Stasera ho idea che si mangerà... finalmente bene!". Ecco, cosa vi dicevo?

Evvai, è quasi tutto pronto. I colori e l'aspetto della mia tela, ehmm... delle mie prelibatezze, l'hanno già conquistata!


Quando il tutto è cotto a puntino impiatto e scatto la foto di rito.
Vabbè sull'impiattamento ho ancora da lavorare... e molto, penso...

Zoe è pronta per azzannare ehmmm, assaggiare. E' super affamata, bene!
Il super piatto che ho preparato è lì davanti ai suoi occhi. Mi sembra di essere davanti alla giuria di Masterchef! Cavoli assaggia tutto con precisione. Gusta, riassaggia e poi dice: "Si, molto croccante; aspetto invitante; molto gustoso; colori brillanti.... voto 10!!"

VITTORIA!!!

Caspita! Solo ora realizzo che facendo la scommessa non abbiamo messo in palio nulla...
Uffi! E ti pareva... per una volta che vinco!
Forse qualcosa però ho vinto: l'ebrezza di dipingere un quadro a "modo mio" e di vincere il primo premio di fronte ad una giuria speciale!

P.S. E voi cosa aspettate a creare la vostra opera d'arte in cucina?

lunedì 23 marzo 2020

BOCCIONI su Rai Play? da vedere!



16 marzo 2020

Riepilogo della giornata:

- colazione, pranzo, cena, più merende varie (forse è la volta buona che ingrasso!)... fatto;
- riordino casa... fatto;
- pulizia maniglie porte con alcol disinfettante... fatto;
- scaricare compiti dal pc... fatto;
- ora di svago fuori in giardino con mascherina e ansia... fatto;
- libro da leggere... fatto
- caffè... fatto
- pennichelle varie... fatto
- pianoforte... fatto
- post x il blog...fatto
- chiacchierata con Zoe... fatto
- chiacchierata con altre persone adulte... ahimè, non pervenuta;
- attività fisica x rassodare i glutei.... ops, anche questa... non pervenuta!

Sono le nove di sera, dopo una giornata intensa come questa, finalmente mi "stravacco" sul divano.
Ho intenzione  di guardarmi su Rai Play un docu-film per ampliare le mie conoscenze (visto che in questo periodo non si può fare altro...).
Apro la lista e non so perché opto per Umberto Boccioni, artista di cui ho già scritto, ma di cui sento mancarmi ancora qualcosa...

Il video in realtà è anche breve e si concentra sulla mostra fatta a Milano a Palazzo Reale nel 2016, quindi non rischio l'addormentamento.

Nato a Reggio Calabria nel 1882, negli anni dell'adolescenza segue per lavoro il padre in giro per l'Italia.
Soffrirà quindi la mancanza della figura materna (figura che sarà presente in molte sue opere).
Ma in questo suo girovagare sviluppa anche una apertura mentale rara per quell'epoca, che renderà rivoluzionaria la sua ricerca artistica.

A 18 anni pubblica il suo primo romanzo, sua prima forma d'arte.
Due anni dopo scopre la pittura, dai tratti si capisce che è un uomo inquieto, sofferente eternamente insoddisfatto, voleva diventare non un grande, ma un grandissimo ed i suoi metri di paragone, pensate un po', sono Michelangelo e Leonardo!
Proprio per questo cercava in continuazione stimoli, soluzioni nuove e voleva sempre superarsi.
Il fatto di sentirsi così "servo dell'arte" condiziona anche la sua vita sentimentale che risulta precaria e contrastata.

A Milano  incontra Filippo Tommasi Marinetti e Carlo Carrà con cui darà vita al Futurismo nel 1909.

Nel documentario viene presentato un lavoro bellissimo: "romanzo di una cucitrice" (che vi consiglio di andare a vedere in rete) presentato ad un concorso a Milano. E' dipinta una donna (si pensa sia Ines la sua modella preferita nonché amica e amante...) seduta che si riposa leggendo un libro difronte alla sua macchina da cucire, simbolo di modernità.
Per creare un rapporto di continuità tra mondo interno e mondo esterno inserisce una finestra da cui entra la luce, terza protagonista dell'opera. Guardandola e osservandola e ascoltando le spiegazioni ai miei occhi diventa sempre più bella e acquista un nuovo significato. La cosa straordinaria è che prima non avrei guardato un dipinto così per più di 10 secondi...

Passando poi al trittico "Gli stati d'animo" del 1910, scopro che Boccioni vuole recuperare la poetica delle emozioni, degli umori, delle sensazioni, e delle attese che si creano nella città contemporanea, soprattutto in questo caso alla stazione ferroviaria dove il viavai di gente che si incontra e che parte, genera sollecitazioni continue.
Qui l'episodio principale è dedicato all'addio perché ci sono persone che si salutano in un abbraccio (quello che vorremo, Dio solo sa quanto, tra di noi... in questi giorni di Coronavirus... Ok, scusate  questa è un'altra storia... ) e poi ci sono persone che restano.
 L'idea è quella di trasportare dentro la tela non solo il momento del distacco, ma  le emozioni di questa lontananza.
Questa scena smuove dentro di me sensazioni di paura, quella paura di lasciare il certo, il conosciuto, per l'incerto, ma anche di entusiasmo e meraviglia, di scoprire un qualcosa di nuovo, fatto di relazioni e nuovi modi di sentire.
Il tutto si mescola dentro di me perfettamente e l'opera sembra il riassunto perfetto di tutto ciò.


La grande scultura "forme uniche della continuità nello spazio" (alla quale ho dedicato un post che un giorno magari pubblicherò) è la "Regina".
"E' convinto che la linea che costituisce il movimento è unica (linee elicoidali), in sostanza il nudo non è da solo, trascina con se le implicazioni spaziali entro le quali il nudo stesso si muove."

Curiosità: lo sapete che è rappresentata nelle monete da 20 centesimi?

Muore  nel 1916 a Verona in un incidente a cavallo.

Finisco di vedere il video e comincio a pensare  alle 2 opere viste di recente a Palazzo Maffei (vedi post). Di come mi hanno intrigato ed incuriosito per il tratto pittorico: unico e personale, fatto di piccole pennellate sfuggenti e veloci.

Mi accorgo solo ora, di quanto questo mio girovagare in "punta di pantofole" nel mondo dell'arte, stia stimolando in me la ricerca di un gusto, la ricerca di un senso di bellezza, la voglia di approfondire concetti nuovi, e la consapevolezza di quanto sia importante l'arte nella vita dell'uomo.

Sono contenta della scelta fatta perché mi sta dando l'opportunità di conoscere e di provare ancora una volta belle emozioni che in questo periodo sono fondamentali!

Quindi che dire altro...

- ampliare la mia cultura artistica... fatto!

P.S.  spero che il mio blog possa essere da stimolo per voi e la vostra curiosità... e poi come tutte le cose ognuno ci può mettere del suo!

giovedì 27 febbraio 2020

Palazzo Maffei... tanta attesa ma ne è valsa davvero la pena!!


domenica 23 febbraio 2020

È  2 mesi che aspetto questo giorno.
Sono felice, eccitata, emozionata! Il mio livello di curiosità è ai massimi storici! Diciamo che da quando ho sentito dell'apertura di Palazzo Maffei, una casa museo nel centro storico di Verona, sto contando i giorni, le ore, i minuti!
Vi sembrerà esagerato... non per me che ho sete di Arte!

Mi presento in biglietteria con un sorriso smagliante. Alle pareti ci sono 2 scritte al neon di Maurizio Nannucci, questa volta le riconosco subito e già  rido, fiera di me!
La hostess gentilissima  forse perchè contagiata dal mio entusiasmo, mi sorride a sua volta e mi chiede un documento. Mi dice che posso entrare gratuitamente, essendo della provincia di Verona ed essendo la mia prima volta qui.
Ora il mio sorriso diventa ancora più radioso e affermo: "Grazie! Ero già felice prima. Ora lo sono ancora di più!!".

Entro e subito nella prima sala vengo rapita da uno degli artisti che sto scoprendo essere fra i più importanti e coinvolgenti della mia personalissima "classifica": Lucio Fontana con "Concetto spaziale. Attese" del 1964.
E qui il selfie non poteva mancare!
Incontro un ragazzo universitario con la spilla "Ask Me" e gli chiedo se è disposto ad accompagnarmi nell'esplorazione delle prime sale, così da capirci qualcosa in più... Lui, quasi imbarazzato dall'essere stato praticamente adescato da una folle... "ragazza di ieri", non riesce a rifiutare e anzi, oltre a me si aggiungono altre 2 signore diversamente giovani.
Ogni sala è numerata ed ha un suo nome in base all'argomento trattato: Santi ed Eroi, Sala degli stucchi, Venere e le altre, ecc...
Nella sala "L'ira funesta" trovo un'opera fantastica di Burri, "Tutto nero" del 1957, e così quando la guida smette con il suo monologo chiedo se mi può fare una foto... La cosa divertente è che credo sia risultata essere una richiesta alquanto bizzarra, vista la reazione quasi scioccata di Mr. Ask Me. Ma io non mi arrendo e con il sorriso più bello del mio repertorio, ho specificato: "Sa, è un regalo per una persona cara!". Senza nemmeno rendermi conto, questa mia affermazione, non ha certo aiutato a migliorare la mia "immagine" oltre al fatto che per fare la foto, le altre persone hanno dovuto gentilmente spostarsi un po', fermarsi... creando un micro cortocircuito nei flussi delle sale... Si, ma solo per qualche istante... che sarà mai!


Nella sala successiva Mr. Ask Me ci saluta (non capisco, ma ho avuto la sensazione che si sia trattato di una vera e propria fuga... e perchè mai? ...troppe domande? ...foto? ...bha, chissà...).
Senza esitazione alcuna ho così continuato il mio tour da sola.
La cosa curiosa è che quando arrivo in una nuova sala, spero sempre che non sia l'ultima perché ho aspettative altissime. Questo posto mi piace sempre di più!

Mario Sironi
Alle pareti trovano spazio opere del '700 e dell'800 che si alternano a quelle delle avanguardie storiche, quelle d'arte moderna e contemporanea e qui mi si apre un mondo! Il cuore comincia a battere forte e lo sguardo è quasi impazzito tanti sono gli artisti presenti...! Ragazzi, che ci crediate o no, vado in iperventilazione potrei svenire da tanta bellezza! Boccioni, Balla, Picasso, Schifano, Duchamp, Manzoni, Magritte, Vedova, De Chirico e tanti altri...

Giacomo Balla
Umberto Boccioni
Emilio Vedova
Piero Manzoni
Mi soffermo a guardare un'intervista fatta al collezionista che ha raccolto questa magnifica selezione di opere e mi colpisce il fatto che pure lui è partito da zero. Non era un esperto d'arte, un intenditore o chissà cos'altro... Si è avvicinato a lei piano, piano... e questo, mi fa ben sperare (ora, che sia chiaro, è vero che anch'io fino a qualche mese fa, ero completamente a digiuno per quanto riguarda l'arte... ma, c'è una piccolissima, infinitesimale, irrilevante differenza, fra me e lui: il Portafoglio! Quindi... un Palazzo che porti il nome Valeria Zanuso Collection, per ora la vedo cosa improbabile... peccato)!

Arrivo alla fine del percorso caricata a mille dalla miriade di emozioni, palpitazioni... Ho scattato foto come se fossi un fotoreporter per cercare di non dimenticare nulla.
Esco dal Museo sapendo già che ci ritornerò presto, perché  alcune opere vanno riviste con più calma... anche perché oggi c'era la curiosità della prima volta, del tutto e subito.

Milena ed Io!

Ho bisogno ora di un qualcosa che mi ristori e così  mi dirigo felice, raggiante, quasi saltellando, verso un localino carinissimo che si trova giusto a pochi passi dal museo : il "Caffè Scala".
Lì ci lavora Milena una mia amica. Mi siedo mi ordino un infuso ai mirtilli e un tortino al cioccolato... sublime...
Un ottimo premio per meditare e concludere una giornata fantastica!

P.s.  Vedere una mostra per la prima volta è sempre emozionante soprattutto se si trovano gli artisti preferiti, per gustarla appieno è il caso di ritornarci più volte, liberi, almeno un pochino, dall'euforia della prima volta!!!

Pablo Picasso

Alberto Savinio

Georges Braque

Giovanni Boldini