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mercoledì 18 novembre 2020

Il Van "rubato", Mirò e il Rossetto Dior


 

Ed il sogno continua...

Dopo aver passato la nottata al distretto di polizia cercando di spiegare in un francese strascicato che ci era stato concesso di visitare il museo dal direttore in persona (che in quel momento era irrintracciabile perché aveva il telefono spento, mannaggia a lui!!!) Editor mi ha riaccompagnato al parcheggio del Van per darmi una rinfrescata e... O Santa Polenta!!! Il Van non c'è più! 

Me lo hanno rubato!

Ho il cuore in gola "mi hanno rubato il  Van... me lo hanno rubato..." esclamo con un misto tra terrore e incredulità "Non ci posso credere!" ed inizio a singhiozzare...

Editor guarda bene e poi col suo fare pomposo dice "Certo è che se tu non lo avessi parcheggiato in divieto di sosta magari non te lo avrebbero... sequestrato!" e con superiorità mi indica un cartello con su scritto "divieto di sosta, rimozione forzata!"

"Ma ieri non c'era quel cartello! Ne sono sicura! Cioè... quasi sicura.... va bene forse c'era, ma la stanchezza del viaggio e l'euforia della serata... Ok, ok, hai ragione tu." Non potete immaginare quanto mi costi ammettere che ha ragione. GRRRR Che rabbia!

Passiamo le due ore successive alla ricerca dell'autorimessa che ha in "ostaggio" il mio gioiello e dopo aver sborsato ben 250 euro finalmente lo posso riabbracciare.

Editor quest'oggi vuole portarmi in un posto magnifico: il tempio dell'arte moderna e contemporanea "De la ville de l'amour " le Centre Pompidou.



Arriviamo lì davanti. Resto a bocca aperta! L'edificio che ho sempre visto nel mio libro di francese delle medie e superiori finalmente è qui di fronte a me. Ed è spettacolare. 

Sto scalpitando, non vedo l'ora di entrare ma... prima Mr. Gallery mi fa una predica, come se fossi un'adolescente.

"Mi raccomando questa volta cerca di comportarti come si deve. Non toccare nulla, non inciampare, non fare domande assurde alle hostess delle sale, non inciampare ah l'ho già detto... insomma profilo basso! non facciamoci riconoscere... d'accordo?"

"Ufffi, neanche fossi una criminale..."

"Scaramacai è già abbastanza! E con te non si può mai sapere".

Ecco Editor è sempre esageratamente catastrofico! Neanche avessi combinato chissà che cosa.

"Ok, prometto che sarò un'artblogger modello"

Finite le prediche chilometriche finalmente entriamo. Waw è a dir poco spettacolare. Vedo opere importantissime che ho sempre visto nei libri o online. 

E poi, ad un certo punto, arrivo in una sala dove c'è il famosissimo trittico Bleu I, II, III di Mirò. Resto letteralmente senza fiato! Io non me lo immaginavo così grande. Mi sento immediatamente avvolta, cullata, immersa in questo blu. 


Blue I, II, III è un trittico creato nel 1961. Si tratta di una serie di 3 dipinti a olio astratti dell'artista moderno spagnolo Joan Miró. I dipinti si chiamano Blue I, Blue II, Blue III e sono simili. Sono tutti dipinti di grandi dimensioni di 355 cm x 270 cm ciascuno.


Per Miró questo colore ha avuto un significato speciale. Per lui questo blu infatti era il simbolo di un mondo di sogni cosmici, uno stato di incoscienza in cui la sua mente scorreva chiara e senza alcun tipo di ordine. Questo blu era il colore di una notte surreale ed eterea, una notte che incarnava l'unico luogo in cui i sogni potevano esistere nel loro stato più crudo, non toccati e non censurati dal pensiero cosciente e razionale. 

I dipinti astratti di Miró trasmettevano i suoi sogni e il suo subconscio, e spesso parlava di dipingere liberamente senza averne veramente il controllo; piuttosto, lasciando che i pensieri fluidi e i cambiamenti della sua mente muovano il pennello attraverso la tela, una tecnica chiamata "automatismo psichico". Bleu II esemplifica il suo stile distinto; l'artista utilizza pennellate rade e uniformi su tutta la tela, conferendo all'enorme distesa del dipinto una sensazione ancora più vuota, enfatizzata ancora di più dal distinguibile blu sognante dello sfondo.

Pensate che il primo libro di arte che ho regalato a Zoe è proprio " il giro del cielo" di Joan Mirò e Daniel Pennac e una delle opere di riferimento è proprio questa. "Questo libro ha come protagonisti un padre e una figlia che giocano insieme a inventare una storia guardando dei quadri. 12 celebri quadri di Mirò illustrano un fantastico viaggio di una bambina al di là del cielo. Una storia iniziata dalla figlia e continua ta dal padre, in un dialogo intenso, affettuoso è pieno di confidenze che parla di infanzia, attraverso un immaginario album di famiglia. Un gioco ricco di poesia e di creatività per leggere e amare l'arte."

Esco dalla sala fortemente provata. Le mie emozioni sono state messe in gioco per benino... ora ho bisogno di respirare e, di riassettare un po' il mio aspetto. 


Quindi con nonchalance tiro fuori dalla borsetta il mio rossetto Dior e proprio sul più bello... mentre sto per metterlo sulle mie dolci labbra... mi scivola di mano cadendo rovinosamente per terra. "Noooo il mio rossetto!" Esclamo quasi urlando! 

In quel mentre un uomo un po' di corsa (cosa ci farà mai di corsa da queste parti...) ci scivola sopra  cadendo a terra e sbattendo pure la testa! E con mio orrore urlo per la disgrazia appena avvenuta "Oh no lei ha spiaccicato il mio rossetto  per terra maleducato che non altro" e presa dall'impeto gli do pure una borsettata!!! Editor è allibito... Guardo il mal capitato alquanto intontito che cerca invano di rialzarsi, ma in quel momento arrivano 2 guardie della sicurezza e lo bloccano. 

C'è un momento di tafferuglio. Io e Editor ci guardiamo senza capire. Ora, arrestarlo perchè mi ha rovinato il rossetto, mi sembra eccessivo! Però quel signore viene veramente ammanettato. Poi le guardie si girano verso di me. Oh cavoli ecco, questa volta mi arrestano veramente. E solo per il mio Rossetto! 

Editor mi guarda e dice: "E no è? E ora che succede?". 

Il poliziotto mi guarda dicendo: "Scusi mademoiselle, è suo il rossetto?"

"Ehmm... no, sono innocente... cioè si... si certo è mio ma non ho fatto nulla e... è pure firmato! E' un rossetto Dior, capperi!"

 Editor sta per svenire mentre il gendarme dice: "Mi dispiace molto per... ehmm per il suo rossetto,  ma vorrei farle sapere che grazie al suo "Dior" siamo riusciti ad arrestare uno dei ladri più ricercati degli ultimi tempi!"

 Resto di stucco. Editor compreso.

 Non ci posso credere. "Quindi non sarò arrestata! Dice davvero? Evviva! Sa credevo che.... Ehi? Ma ora, il mio rossetto chi me lo ripaga?"

 "Visto l'atto eroico intrapreso la onoreremo  facendole pervenire una collezione di rossetti direttamente da Maison Dior!! Ovviamente dovrà rilasciare anche qualche intervista, qualche dichiarazione foto ect. ect. Visto che era mesi che cercavamo di acciuffarlo!"

 Editor non crede alle sue orecchie. Per una volta tanto non può sgridarmi! Questa volta il mio comportamento è stato ineccepibile! O quasi...

 Ora che ci ripenso... ma vi rendete conto? Sarò sulle più importanti riviste patinate di Francia e dintorni... Oh cavoli! 


Devo assolutamente fare shopping e prendermi qualcosa di adatto per le foto e poi devo farmi rifare trucco e parrucco e poi... cos'è questo scampanellio? Un altro allarme? Ancora?!?

No... purtroppo è la sveglia!...

 

 

lunedì 11 maggio 2020

Con Kandinskij dal medico...


aprile 2020

Qualcuno mi deve spiegare perché cavolo nelle sale d'aspetto degli ambulatori medici, dentistici, sono appese alle pareti riproduzioni fatte male e soprattutto incorniciate da far rizzare i capelli a chi non ne ha( il riferimento è puramente casuale...) di opere appartenenti a Mirò o a Kandinskij???

Non so a voi, ma a me danno proprio un senso di tristezza.
E alla fine hanno fatto crescere in me l'idea, che questi artisti non mi piacciono affatto!

Certo, una come me, con la mia esperienza... (assai ridotta), mica può pretendere un taglio di Lucio Fontana (certo Editor, mi correggo "concetto spaziale, attesa"!), però Kandinskij e Mirò relegati a squallidi componenti di arredo, proprio non li sopporto!

Anche se è poco che bazzico in questo mondo, farei una bella proposta a tutti questi studi professionali.

Come mi hanno detto, e la fonte la ritengo più che attendibile, sia all'estero che in alcune grandi città italiane, in molti studi professionali (medici, specialisti, dentisti ma anche avvocati e commercialisti), vengono ospitate alle loro pareti, piccole mostre temporanee di artisti emergenti.
In alcuni casi con tanto di presentazione critica, invito, rinfresco e... insomma una vera e propria inaugurazione... un "Vernissage"... mi dicono che si dice così... mah... questo mondo dell'arte con tutti questi suoi vocaboli e paroloni...

Ok, torniamo al dunque... qual era? ah si... eccomi...

Questa mattina il mio Editor mi ha inoltrato su Messenger il link per andare a vedere i video fatti da Carlo Vanoni, l'autore del libro "a piedi nudi nell'arte?" cui vi ho parlato qualche post fa.... (vi ricordate....No?!? Ok, se volete potete trovarlo qui!)

L'idea che mi sono fatta di questo storico dell"arte è strana.
Nel senso che immagino lui, e tutti gli appartenenti a questa categoria, una persona con più di 50 anni... non vecchia ma con la "pesantezza" di un ruolo alquanto arduo, difficile ed impegnativo... Risultato una persona "barbosa"!


Quando vedo la proposta del mio Editor, subito mi parte uno sbadiglio "mega galattico" talmente è grande la bocca... e poi sbuffo... nel senso che penso che sicuramente mi addormenterò nel giro di pochi istanti... Si, anche se mi sono svegliata da poco più di un'ora! Ed ancora, nonostante il caffè non ho iniziato a carburare...

Decido comunque di dargli una chance. E prima di cliccare il link mi ripeto: "Dai, il tuo editor ti conosce. Abbi fiducia non sarà così pall....ehm noioso!"

Ok clicco!

Stupore e meraviglia!

Quello che mi trovo davanti non ha per niente l'aria da topo di biblioteca... né da storico dell'arte invecchiato... anzi...

In soldoni, l'idea "fisica" del Vanoni narrante, era di un uomo grande, robusto, con gli occhiali e gran pancione alla Philippe Daverio... ma mi ritrovo un tipo di 50 anni, con fare giovanile capello lunghetto, niente occhiali e pure in linea!
Lo "slang" che usa è si da persona colta e divertente.
Guardo un po' di video. Per farmi un'idea. E mi fa ridere perché passa, dal parlare di artisti dal suo bello studio pieno di libri, alla strada che percorre tutti i giorni, per andare a fare la spesa, mentre è alla guida dell'auto in autostrada ed in altre strane situazioni.

Mi lancio e decido di guardare il video di oggi ha dedicato a Kandinskij.

Il racconto che ne fa in pochi minuti, non è per niente noioso.
Anzi, scopro cose che finalmente mi fanno rivalutare questo artista.
E così vengo a sapere che Kandinskij è arrivato all'arte astratta dopo anni di attività in cui aveva dipinto paesaggi seguendo i canoni  dell'espressionismo (vi avevo già accennato qualcosa nel post dedicato al Principe azzur.. no, scusate al Cavaliere Azzurro...).

Poi dopo aver scritto il libro "lo spirituale nell'arte" si accorge che "occorre che la pittura con le sue forze diventi un'arte astratta e diventi finalmente una composizione pittorica. Per arrivare a ciò i mezzi sono due: forme e colori".
Quindi non più tetti e case, ma triangoli, quadrati, cerchi.... e colori. Tanti colori!

Ascoltare ciò che racconta è piacevole e quando arriva a parlare dei colori, appunto, e delle emozioni che sprigionano mi intrippo veramente... a lui non interessa l'aspetto percepito da chi guarda il quadro.
Gli interessa l'aspetto emotivo. E i colori sono delle cartine tornasole degli stati d'animo.



Sentite qua cosa dice il nostro "nuovo" (per me, almeno) amico Kandinskij: " la profondità si trova nel blu che richiama l'idea dell'infinito suscitando la nostalgia del soprannaturale, se è molto scuro è quiete, se precipita nel nero acquista una nota di tristezza struggente, se tende a toni più chiari diventa indifferente, è distante come un cielo altissimo, più è chiaro meno è eloquente fino a giungere a una quiete silenziosa... il bianco".

Insomma per Kandinskij l'arte astratta riesce a raggiungere l'anima delle cose e delle persone.

Sarà solo dopo il 1920 quando diventerà insegnante alla Bauhaus (una specie di scuola d'arte, da quello che ho capito... ok, lo so, devo studiare ancora, e ancora, e ancora...) che darà vita ai capolavori che conosciamo oggi.


Bene, finisco di guardare il mini video. Sono soddisfatta per aver imparato qualcosa di nuovo, di aver rivalutato un artista famoso e di poter dire grazie al mio editor che ha ben compreso che non apprezzo le cose noiose!!

Ah un'altra cosa... ho pure rivalutato la figura dello storico dell'arte "pomposo"...

Ok, l'aria un peletto pomposa resterà, ma questa è una parte imprescindibile di quel tipo di figura.

Ora ho il compito di andarmi a rivedere, ahimé, nella mia galleria fotografica le opere di Kandinskij che ho incontrato in diverse mostre... e quasi sempre da me, snobbate... e constatare se veramente mi emozionano...
Ok, credo sarà improbabile perché è vista dal vivo che l'arte fa il suo effetto, però almeno proverò a guardarle con uno sguardo diverso!

P.S. E voi cosa ne pensate delle sale d'aspetto degli studi medici?

P.S. Interessati ad avere anche voi il link per vedere i video di Carlo Vanoni? Vabbeh... eccolo: https://www.facebook.com/VanoniCarlo/

- LA FRASE DEL GIORNO -

"se la vostra mente non è aperta, tenete chiusa anche la bocca" 

Albert Einstein

martedì 7 aprile 2020

Il cielo è sempre più blu... quasi come quello di Magritte!



ottobre 2019

Questa mattina ho aperto la finestra della mia camera convinta di ritrovarmi di fronte il solito panorama degli ultimi 4 giorni: Nebbia fitta!

Invece no! Qualcuno mi ha fatto un piacevole scherzo... ho guardato il cielo e gli angoli delle mie labbra si sono alzati formando uno splendido sorriso!
Davanti a me infatti avevo un magnifico cielo terso, luminoso.
Insomma il cielo di Magritte!!!
Avete presente? Si proprio lui!
Uno dei massimi esponenti del surrealismo insieme a Dalì, Ernst, Gris, Mirò e tanti altri...

L'intensità dell'azzurro e le nuvole bianche che in esso fluttuavano mi hanno dato l'impressione di essere dentro ad uno dei suoi quadri che ho visto durante una mia visita al Guggenheim di Venezia. Ricordo che quel giorno prima di arrivare nella piccola sala che lo ospita, insieme ad un'altra meravigliosa opera di Bacon (di lui vi parlerò in un altro post), sono stata bendata con un foulard e nel momento che mi è stato tolto... il mondo x un attimo si è fermato...!
Non sentivo, non udivo più nulla avevo solo occhi per lui "l'impero della luce".
Un'opera sensazionale che incanta e disorienta a causa dell'impossibile giustapposizione di due palesi opposti: il giorno e la notte.
La cosa ancora più curiosa è cercare queste contrapposizioni nelle sue opere e restarne quasi confusi.

Trovarsi al cospetto di tanta grazia e tanta bellezza ti fa proprio capire il perché l'Arte sia il mezzo più propenso per far star bene le persone, è impossibile non trarne beneficio.
Ed oggi, fortunatamente, si sente parlare di Arte-Terapia.
La cosa curiosa di tutto questo è, che la visione di quel cielo, con quell'intensità di luce e quella forza nei colori, che stavo ammirando, è durata giusto pochi minuti perché poi ha cominciato a cambiare... casualità? coincidenza? fato? Io non lo so.
So solo che ciò, mi ha permesso di avere l'ispirazione giusta per scrivere per voi!

P.S. Il più delle volte le cose accadono per caso... sta a noi coglierne il significato giusto... sempre se lo vogliamo!




- LA FRASE DEL GIORNO -

"le azioni più decisive della nostra vita sono il più delle volte azioni avventate" 
André Gide

domenica 8 marzo 2020

Capodanno con Giacometti Cap. 1




1 gennaio 2020

Meno 7 ...6 ...5 ...4 ...3 ...2 ...1 ...Buon anno a tutti! Peppepereppepe... A-E-I-O-U-Y......

Ok, ok, ho ancora i postumi della cena, interminabile, di ieri sera e della super tombolata... (pensate che ad un certo punto della serata, eravamo intenzionati a spostare in avanti le lancette dell'orologio pur di dar fine a questo supplizio!!!).

Sono le tre del pomeriggio e sto camminando veloce per arrivare il più in fretta possibile al Palazzo della Gran Guardia di Verona.
Obiettivo? La mostra "Il tempo di Giacometti, da Chagall a Kandinskij".

Non vi dico la fatica per trovare un parcheggio, sembra che ieri sera nessuno abbia fatto baldoria e tutti abbiano deciso di riunirsi qui ora a festeggiare.
Avvicinandomi alla mostra mi sale qualche dubbio: "e se c'è troppa gente, e se magari è chiusa?, e se c'è la fila e bisogna aspettare?...".
Capperi, aumento il passo, io quella mostra la voglio assolutamente vedere.
Arrivo rossa in viso e quasi ansimante (ok devo andare in palestra più spesso, primo proposito per il nuovo anno), faccio la prima gradinata che si affaccia su Piazza Bra a due gradini alla volta.
Poi quando vedo la seconda molto più maestosa mi arrendo. Decido di respirare e la faccio da donna elegante e sicura di sé! Insomma, un po' di contegno, d'altronde sono o non sono oramai una signora!

Arrivo all'entrata e mi blocco. Qui non c'è nessuno a parte le hostess.

 Mi avvicino alla biglietteria e chiedo, titubante e quasi timorosa della risposta, all'addetta: "Mi scusi, è aperta la mostra su Giacometti?" la sua risposta è immediata: "Certo! Desidera un biglietto?". Ora il mio sorriso si fa smagliante.  E penso "Ma cosa fa la gente la fuori...nessuno ha voglia di un po' di arte? un po' di cultura?".

Vabbeh, problemi loro.
Prendo l'audio guida e comincio il mio viaggio alla scoperta di questo interessantissimo pittore e scultore svizzero (che ancora conosco poco).
Iniziato all'arte dal padre fin dalla più tenera età  lo seguirà passo passo offrendogli incoraggiamento  e sostegno.
Le sculture in esposizione qui a Verona, sono veramente molto strane. Le prime che vedo rappresentano figure umane che vengono paragonate a utensili. Ad esempio "la donna cucchiaio" e "la coppia".
Poi, figure filiformi quasi spaventose.
L'opera più rappresentativa di Giacometti è "l'uomo che cammina".


L'uomo che cammina suscita differenti emozioni. Un senso di estraneità dall'opera è la prima impressione, poi la strana potenza della scultura si fa largo e trasmette una lieve ma costante inquietudine.
La forma allungata in modo innaturale, trasmette un senso di solitudine, a rimarcare la separazione tra gli individui, mette a nudo la debolezza e fragilità dell'essere.
Trovarsi difronte a questa figura è veramente inquietante sembra quasi che si muova veramente e che voglia venire verso di te...ammiro, scatto mille foto e cerco anche di farmi un selfie (che non mi riesce...uffi) e osservo attentamente ogni parte di questo uomo... non è bello, ma affascina, attira, e ti mette quasi in soggezione.

Io mi ci metto davanti quasi a sfidarlo a dirgli "io ci sono, e anche se mi fai paura non scappo, ti affronto." Un po' come la vita che va affrontata con le sue difficoltà  anche se a volte ci fanno paura, perché la paura impedisce la vita e non la morte, che è l'unica cosa di cui siamo certi (Forse dovevo fare filosofia all'università!).

A tagliare l'aria e a rendere la mostra un po' più spensierata sono esposte opere di Kandinskij e Mirò. Più  precisamente mi colpisce "Blue " del 1925 di Joan Mirò... è incredibile questa tela non ha sostanzialmente nulla di così particolare, ma il suo colore mi fa sognare e mi ritrovo a volare in un cielo stellato alla ricerca di una mia costellazione.


Ok "pianeta terra chiama Valeria ripeto pianeta terra chiama Valeria"...
Eccomi. Ritorno al presente. È incredibile come delle volte, forse spesso, mi ritrovo a sognare ad occhi aperti davanti ad un'opera... ma questo è  il bello dell'Arte ve lo dico sempre!
Arrivo nell'ultima sala e qui si apre una piccola collezione fantastica di cui vi parlerò nel capitolo 2 di questa avventura!

P.S. a volte gli artisti sono veramente complicati difficili da decifrare e non nego che riescono anche a farmi incavolare da quanto sono enigmatici... allora anche se non riesco a comprenderli a fondo mi sforzo di trovare un senso semplice per rendermeli più simpatici!

P.S. la mostra è visibile fino al prossimo 5 aprile... andate a vederla! Prima però, in tempi di Coronavirus informatevi se è aperta... Visitate il sito della mostra cliccando qui...




mercoledì 26 febbraio 2020

Di Zoe, BanKsy, Rothko e altre storie veneziane Cap.2


domenica 16 febbraio 2020

Oggi, io e Zoe siamo a Venezia, per vedere Banksy e per andare alla Guggenheim Collection e chissà... (vedi post precedente cliccando qui).
Da quando siamo arrivate continuiamo a fermarci a fare foto di qua e di là. E' carnevale, è pieno di gente in maschera, alcune bellisime e spesso ci mettiamo in posa per scattare foto con loro e selfie strepitosi.
Nel scattare una delle mille foto che ho fatto, mi cade l'occhio su uno stendardo appeso al Palazzo che c'è sullo sfondo...
Provo a zoommare per leggere bene quello che c'è scritto.
Nel frattempo Zoe e le maschere veneziane sono lì in posa, convinte che stia scattando loro un sacco di foto... Dopo un po' ringraziano, salutano e se ne vanno verso altri click... In realtà non ho scattato la foto e quando Zoe se ne accorgerà (se mai leggerà questo post) mi sgriderà... "Oh Signur!..." ma io non l'ho fatto a posta... E' stata una cosa che è successa da sola.... "Ti stai arrampicando sugli specchi!" direte voi? Ok, va bene, ci sto provando!

Comunque grazie a quella foto che avrei dovuto fare  e non ho fatto, ho scoperto che era in corso ed oggi era l'ultimo giorno, una mostra sul Novecento a Palazzo Franchetti.
Incrociando le dita ho chiesto a Zoe se avesse avuto piacere ad andare, visto che tanto eravamo in anticipo per il suo laboratorio alla Guggenheim e... stranamente mi ha detto di sì.
Siamo arrivate in questo Palazzo meraviglioso. Zoe ha incominciato a dirmi che avrebbe desiderato nei suoi sogni vivere in un Palazzo così... e cosa vi devo dire, pure io!
All'entrata ci da il benvenuto una scultura di Giacomo Manzu' "cardinale seduto". Bella non il mio genere, forse un po' inquietante.


Poi, proseguendo nella prima sala incontriamo opere di artisti famosissimi. Giorgio Morandi con le nature morte, Gino Severini, Giacomo Balla con "canaringatti" opera molto apprezzata da mia figlia, e poi Mirò, Paul Klee, De Chirico con i suoi manichini, il Trovatore, Ettore e Andromaca, Piazza d'Italia e addirittura Palazzo Ducale a Venezia!


Magritte è presente con 5/6 opere, di lui mi colpisce tantissimo "le salon de dieu" è un'opera pienamente surreale, con un bellissimo cielo stellato sopra ed una casa illuminata a giorno sotto.  C'è una tela intitolata "météore" che rappresenta la testa di un cavallo con lo sfondo di un bosco, magnifica ma ciò che colpisce è il tipo di pittura... è fatta di micro pennellate di colori tenui mescolati in maniera sublime tra loro... sarebbe da guardare con la lente di ingrandimento da quanto è preziosa. Continuando nella sala successiva trovo Franz Kline, con un "untitled" del 1950 che mi piace moltissimo per i colori sul blu e verde, realizzato ad olio e collage, Sam Francis e tanti altri...



E ciliegina sulla torta, per finire 4 fantastici Andy Warhol compreso un Mao che già volevo vedere a Berlino (delle storie berlinisi vi scriverò presto).
Insomma arrivo all'ultima sala veramente soddisfatta ho visto tele impressionanti e magnifiche... sono strafelice perché questa tappa è stata proprio una casuale scoperta!!!


P.s. quando scattate le foto guardate bene cosa si nasconde sullo sfondo...le sorprese sono dietro l'angolo!