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venerdì 20 novembre 2020

Io, Membership della Peggy Guggenheim Collection di Venezia




Questa mattina mi sono svegliata come al solito alle 6'30 e in quel momento avrei lanciato volentieri la sveglia fuori dalla finestra. Mi sarei rimessa a dormire molto volentieri da tanto ero assonnata. Poi come sempre, dovendo accompagnare la mia piccola pesticciola al pulmino, mi sono alzata ed entusiasta, mi sono detta "Ok, ho una mattinata intera a mia disposizione dove posso fare mille e più cose..."

Le ultime parole famose...

Sono le 11'33 e volete la verità? Credo di essere la star del "fancazzismo"... Ops, volevo dire... "Del dolce far niente"... Cavoli, cavoli e poi ancora cavoli! Non sono riuscita a combinare niente. O meglio, poco e nulla! Praticamente dalle 7 30 ad ora ho: 

- fatto una lauta colazione;

- telefonato alla mia amica, alla mia zietta, a mio fratello, al mio Editor e alla scuola di Zoe....;

- curato, lavato e vestito la mia persona;

- cincischiatato col telefono... che tradotto vuol dire essermi persa nei vari social...;

- e... e basta!!!!

Vi rendete conto? E sono le 11 e 33!

Insomma delle mille cose che avevo in testa ne ho fatte 4!!! E per di più devo ancora mettermi a scrivere il post per domani... E non ho ancora la più pallida idea di cosa vi parlerò  e sono sicura che tra un po' Editor  chiamerà dicendo: "Allora? Hai prodotto? No? E quando pensi di farlo questa notte?..." e via dicendo.

Ma a voi, capita mai di non riuscire a combinare niente? Il bello è che non mi sento triste anzi. Mi sento  come dire... "polleggiata" cioè in pace con me stessa, serena, perché so che la calma fa bene. 

Se penso a come ero "trottola" prima di ammalarmi. Ma soprattutto mi domando: come facevo???

Ora, quando Zoe è a scuola, ho un'infinità di tempo da dedicare a me stessa, a ciò che più mi piace e a ciò che mi fa stare bene! In poche parole, mi gusto letteralmente ogni cosa che faccio e, sarò sincera, non è poi tanto male. Anzi!

Però, a pensarci bene, una cosa importantissima l'ho fatta. Sentite un po'.

Mi sono iscritta ad un altro corso online di storia dell'arte e la cosa strepitosa è che per farlo ho prima dovuto fare richiesta di diventare una "Membership" dell'Associazione che lo organizza. E indovinate un po' qual' è tale associazione? Niente popò di meno che la Guggenheim Collection di Venezia!!!



Vi rendete conto ora sono una Membership!!!

Allora, già il titolo del corso è fantastico: "L'Arte è Vita". 

Voi forse non ci crederete ma per me questa frase racchiude un significato profondo importantissimo. 

L'Arte mi ha fatto riscoprire la vera vita, o meglio ha dato un nuovo senso alla mia. Una nuova direzione e una nuova spinta. È arrivata al momento giusto, si quando ero pronta per accoglierla, facendone buon uso.

 La mia voglia di apprendere, la mia curiosità innata hanno poi trovato un luogo sicuro, un porto sicuro ed estremamente stimolante, in cui affondare le radici, quelle radici che mi hanno permesso in questo lungo periodo "down" di trovare la forza e lo spirito giusto per apportare gioia e vitalità nella mia esistenza e affrontare questa dura prova. 

Se non avessi scoperto questa passione per l'arte forse sarei andata alla deriva, o forse no, non lo so. 

Imparare a guardare l'Arte e ad approfondirne la conoscenza, mi ha sicuramente insegnato a guardare tutto ciò che mi circonda con uno sguardo più attento. Pronto a cogliere l'essenza di ogni cosa che sia essa una foglia, un semino, un alito di vento, un profumo, un'essenza, un sorriso, uno sguardo, una morbidezza... 

So solo che sono felice di avere avuto questa occasione per migliorarmi e migliorare la mia vita e perché no, magari quella degli altri grazie al mio favoloso blog. 

Ritornando al corso, ecco cosa dovete sapere. Si tratta di un corso di storia dell'arte online, composto da due cicli di 4 lezioni ciascuno. A cura di Alessandra Montalbetti della Pinacoteca di Brera di Milano.



"Di tanto in tanto si trascura l'ambito profondamente stimolante dell'arte come fonte illimitata di idee per molti aspetti della realtà che sembrano estranei all'arte. Ci saranno otto conferenze che coprono l'arco di secoli ed esaminano temi che sono profondamente legati alla storia dell'arte, anche se non sempre immediatamente distinguibili."

"L'arte non può essere separata dalla vita. È l'espressione del più grande bisogno di cui è capace la vita."(Robert Henri).

Gli argomenti delle varie lezioni sono molto accattivanti: arte e alchimia, arte e pubblicità, arte e musica, arte e cibo... che ne dite? Potreste iscrivervi anche voi! Si tratta di investire un'ora del proprio tempo dalle 19 alle 20 del lunedì sera.

Pensateci! 

Comunque riflettendoci bene non è vero... non sono una "fancazzista" qualcosa di importante l'ho fatto: HO LAVORATO PER ME!

martedì 20 ottobre 2020

Venezia è sempre Venezia... se poi c'è "Untitled 2020" a Punta della Dogana...

 sabato 17 ottobre 2020


Ciao amici eccoci qui pronti per il proseguo della puntata precedente... Avete presente? Venezia, io e la mia amica, il poliziotto, Henri Cartier-Bresson...? Nooo? Allora cliccate QUI!

Ok, ora siete pronti? 

Via, partiamo!

Cariche di adrenalina come non mai, dopo aver trascorso un'ora e mezza sognante tra le foto di Cartier-Bresson, ci dirigiamo alla volta di Punta della Dogana, per vedere "Untitled 2020" una collettiva di arte contemporanea organizzata da Caroline Bourgeois, che vi ho segnalato tempo fa... Ricordate? Nooo? Ma allora lo fate apposta! Vabbeh, cliccate QUI...

Dovete sapere che acquistando il biglietto della mostra "Le grand jeu" di Bresson, avrete la possibilità di vedere anche "Once upon a dream" di Youssef Nabil, sempre allestita in Palazzo Grassi e la mostra "Untiteld".

A quest'ora avvertiamo entrambe un leggero languorino, anzi in realtà sarà il camminare, sarà il continuo chiacchierare o forse anche l'ora, ma ammetto che mi si è aperta una voragine nello stomaco. 

Quindi ci dirigiamo con passo  deciso per scovare il ristorantino "da Raffaele" che mi hanno consigliato i miei pirati... (vi ricordate? ve lo ho accennato anche ieri nel post precedente...?). L'aria frizzante delle prime ore del mattino si è intipidita e il sole scalda e illumina i nostri passi tra un ponticello e l'altro, tra un "campo" e l'altro, fino a portarci dritte da Raffaele. 

Il posto è veramente incantevole e affascinante. Con i suoi tavolini all'aperto posizionati lungo il canale è davvero invitante. Francesca mi guarda e mi chiede se sono sicura di voler mangiare qua, o se non preferisco accontentarmi di un trancio di pizza o un "panino low cost". 

La guardo e col sorriso più grande che ho le dico: "Questa è una giornata stupenda e me la voglio godere al 100% chissà quando mi ricapita! Quindi ci sediamo e ci prendiamo anche un buon bicchiere di vino rosso... Cameriere... Cameriere..."


Lo staff di una gentilezza assoluta ci fa accomodare in un posticino delizioso. Ci sentiamo due Regine! Ovviamente partono selfie e foto, scomodando pure il cameriere che ci immortala in questo momento di puro relax. Il vociare lontano di chi passeggia, la melodia di una fisarmonica che suona non lontano da qui e la location rende tutto incredibilmente suggestivo. Ordiniamo tagliolini al nero di seppia. Al primo assaggio capiamo di aver fatto la scelta perfetta! Sono stratosferici! Siamo talmente prese dal gustarci il piatto che quando ci guardiamo scoppiamo a ridere visto che ci ritroviamo entrambe con le labbra e denti neri! Il nostro cameriere di fiducia ride aggiungendo: "Si vede che avete apprezzato il piatto...!". Insomma amici, se volete farvi un regalo ve lo stra consiglio!

Ora con la pancia piena ed il torpore dato dal bicchiere di vino rosso, ci incamminiamo verso la mostra che ci sta aspettando. 

Lungo il tragitto incontriamo moltissime gallerie d'arte ed io incollo il mio viso davanti ad ogni vetrina dicendo "GUARDAAAAA"... "Ma quello è..." e così via.

D'altra parte quando incontri opere particolarissime e straordinarie come fai a tirare dritto? Il mio cuore ogni volta fa un guizzo e mi devo fermare e ammirare! Io in quel caso mi ritrovo pure a respirare più profondamente come se dovessi inalare la bellezza, l'ebrezza e il significato dell'opera stessa.

Passiamo persino davanti alla Guggenheim Collection... e... mi illumino, mi riempio di gioia infinita... tanto da sussurrare "Aspettami, tornerò presto anche da te!"

Arriviamo a Punta della Dogana e prima di entrare andiamo a vedere il panorama che si vede da questo luogo incantato. Davanti a me vedo l'isola di San Giorgio e il ricordo mi provoca un tuffo al cuore e torna indietro di un anno quando ho visto le mostre di Emilio Isgrò e di Sean Scully. Ah, che momento Idilliaco...



Ok, ok, riprendiamoci.

È ora di entrare. 

Sono emozionata e curiosa. Le sale che ci aspettano sono 18. Ognuna ha un tema particolare come: l'attivismo, l'utopia, la perdita, il sesso, le origini della pittura, lo studio dell'artista....

La mostra presenta opere di 67 artisti che appartengono a generazioni diverse. E tra questi un gran numero di artisti afroamericani e donne "pioniere", storicamente poco rappresentati in seno alle istituzioni.

Le opere provengono in gran parte dalla Pinault Collection e da numerosi prestiti, da musei internazionali e da altrettante collezioni private.

Già nella prima sala troviamo opere che hanno assolutamente bisogno di essere "tradotte". Quindi, grazie al "libretto" e alle guide presenti in ogni sala ci facciamo aiutare nella comprensione delle opere che più ci attirano lasciandoci andare ad una libera interpretazione per le altre.

Mi concentro sull'opera che mi piace di più. Quella di Magdalena Abakanowicz, fatta in fibra di sisal, un cuore rosso (con la forma di quello vero) che scende dal soffitto. Ci sono delle protuberanze che non capisco ma si sa, gli artisti hanno le loro "visioni". Si questo cuore mi piace proprio tantissimo...


...la cosa imbarazzante è che quando chiedo spiegazione alla guida, questa mi dice che non si tratta di un "cuore" ma bensì di una "vagina"! Ok, come vedete sono la solita romantica!!! 

Rido tra me e me. 

E pensare che siamo solo all'inizio!

Vabbeh. Nel corso della nostra visita ci ritroviamo davanti ad opere a volte leggibili a volte illeggibili. Ma sicuramente particolarmente strane. Qualche volta non riesco a dire nulla tanto mi restano incomprensibili, altre, resto sconvolta dalla crudezza e altre ancora, mi ritrovo a ridere per la bella pensata che ha avuto l'artista! 

Ci sono opere che mi porterei a casa come "woman on a snowball" di Lorna Simpson, e altre che mi fanno sorridere come "Owl on wood" una civetta (mi piacerebbe capire dov'è...) che è posta su una terrazina sopra il museo, da cui si vede un panorama mozzafiato, o il tornello di legno di Kasia Fudakowski, scultura buffa e irriverente legata al tema del sesso e che al contempo con umorismo. mette in contrapposizione i mobili da chiesa con le porte dei negozi stabilendo una connessione tra la sfera religiosa e quella commerciale.




Nel corso delle sale si alternano artisti importanti come Thomas Houseago, David Hockney, August Rodin, Luc Tuymans, Gilberto Zorio... solo per citarne alcuni. 

Ok, terminiamo di vedere le opere e siamo alquanto sopraffatte dalle emozioni, dalle scoperte e anche, come è giusto che sia, da visioni discordanti. A questo punto, ci vuole una buona merenda! O meglio, visto l'ora, un buon aperitivo che ci dia la carica e nuova energia e placchi i giri tortuosi a cui sono state sottoposte le nostre menti.

Quando si decide di andare a vedere una mostra così, bisogna prepararsi prima psicologicamente sapendo che una volta dentro non capiremo tutto. Anzi, nulla è scontato e se avremo la voglia di metterci in gioco, sicuramente potremmo trarne qualche lezione interessante oltre ad aprire la nostra mente a cose nuove, inaspettate.

Ora ci sediamo in un baretto, facciamo il nostro aperitivo  prima di recuperare l'auto e partire alla volta di Soave, assistendo al tramontare di una enorme palla di fuoco sopra Marghera! 

Anche questa è emozione, proprio come l'arte... anche se avrei preferito veder tramontare il sole direttamente sul mare ma che ci volete fare, in quel momento la location era quella!!!

P.s. Allora che aspettate? Ho stimolato abbastanza la vostra curiosità? Ora sapete cosa fare nel prossimo week-end!

mercoledì 29 aprile 2020

Che cosa hai detto che ci dovrei vedere, lì dentro?



Premessa del 27 aprile 2020

Questo post è stato scritto circa 3 mesi fa.
Quando in me era ancora molto forte, persistente e vivo il ricordo con relativo entusiasmo (quello non si è mai spento in realtà...) della visita fatta a Venezia alla Guggenheim Collection, luogo che adoro se non lo avete ancora capito!

Da allora le cose si sono fortunatamente un po' evolute.
In che senso? Semplice, in questi mesi per una mia innata curiosità, mi sono messa a leggere una montagna di libri, (vedere un po' di post passati per credere...), di riviste, di articoli sui social, che hanno aumentato considerevolmente le mie conoscenze artistiche.
Ho cercato, ogni volta che ho incontrato una parola nuova, un concetto nuovo, un qualcosa che mi era poco chiaro, di andare a fondo per cercare di comprendere al meglio.
Ovviamente chiedendo a chi sapete voi...
Vabbeh, avete capito, il mio Editor e al Signor Google,
che vi dirò, essere si a volte non così del tutto chiaro, ma sicuramente meno brontolone e sarcastico del primo.
Devo però ammettere che fortunatamente in qualche modo hanno cercato di chiarire e sgrovigliare matasse lunghissime e chilometriche di dubbi.
Ok, ok, Editor devo riconoscere che la tua pazienza di spiegarmi le cose è immensa.
Soprattutto quando sei costretto ad abbassarti al mio livello ed utilizzare un linguaggio adatto ai bambini della scuola dell'infanzia pur di farmi comprendere un concetto.
Certo in quei momenti non so se essere felice perché ho acquisito una nuova conoscenza o sentirmi una perfetta idiota perché mi ci vogliono spiegazioni su spiegazioni per farmela comprendere!
Sta di fatto, che sono orgogliosa di me.
Che nonostante tutto, insisto per capire ad ogni costo tutto, stressando inverosimilmente chi deve darmi le risposte!
Certo come diceva la mamma di qualcuno di mia conoscenza, che oramai conoscete anche voi,
"Non si nasce imparati!".
Mai affermazione è stata più azzeccata!
Il guaio è che vorrei conoscere tutte le correnti artistiche, con artisti connessi e più mi sembra di cominciare a capire qualcosa, più accade qualcosa che mi fa capire che in realtà non ci ho capito una mazza!
In realtà una cosa l'ho capita, e chiaramente anche: sono solo alla prefazione! Che normalmente è prima dell'introduzione...del grande mondo dell'arte!
Avete capito bene? No?
Ok provate a rileggere magari vi sarà più chiaro!

Questo è ciò che è accaduto anche rileggendo questo post.
Pensavo  di essere in grado di dire qualcosina in più... Invece ragazzi cosa volete che vi dica... io in questa tela non ci vedo ancora nulla!!!
Sono sicura che i "maniaci" dell'arte mi riterranno una giovane e inesperta matricola, una burbetta... allora facciamo così: se ci riuscite provate a spiegarmela voi!

Aspettate però, io qualche cosa di lui l'ho scoperta.

Theo van Doesbourg è un artista  olandese. Autodidatta, pittore e architetto.
La sua pittura è caratterizzata dall'utilizzo di colori primari e forme geometriche elementari, come linee e quadrati.

Diede vita alla rivista De Stjil, insieme a Piet Mondrian, "che decanta il radicale rinnovamento dell'arte e intorno alla quale nacque il movimento del neoplasticismo".
E già questa affermazione mi manda in tilt... cosa mai vorrà dire?
Che aveva a che fare con la plastica o magari con le forme? (Quiz per voi amici miei! la soluzione a pag... no vabbeh... scherzavo!)

 ottobre 2019
Vi è mai successo di imbattervi in un' opera d'arte e non riuscire a vedere l'immagine che rappresenta fino a quando qualcun'altro ve lo suggerisce? Ok, anche a me è successo! E fin qui nulla di strano...

Se invece, quel qualcuno, insieme ai libri che state divorando, vi suggerisce sì, che c'è un'immagine e voi continuate a non vederla?
Beh, inevitabile... Si cade nel dilemma... Mia incapacità? Mancanza di sensibilità? Ottusità? ...facendo leva su tutta quella poca autostima che mi è rimasta dopo questa confessione, vi dico che questo è il mio caso!
Di tutto quello che è indicato da tutti, non ci ho visto nulla allora e, continuo a non vederci nulla ora!

E qui vi voglio!

Sto parlando di un'opera di un certo Theo Van Doesburg presente nella collezione Peggy Guggenheim di Venezia (e a me tutt'oggi sconosciuto!).
L'opera in questione "Composizione in grigio, rag time" del 1919.
Rappresenterebbe una coppia che balla il “ragtime” (danza americana all’epoca in voga), di cui riprende il ritmo sincopato.
Uno studio preliminare piuttosto realistico, ci permette di comprendere che, l’uomo è sulla destra, con il piede saldamente ancorato alla base della composizione e il braccio destro alzato al livello della spalla. La donna, un po’ più piccola, sta muovendo il piede (le due linee verticali parallele in basso a sinistra) all’indietro fino a raggiungere il ginocchio, in un passo tipico del “ragtime”. La sua cintura è nell’ombreggiato ovale contenuto in un rettangolo a metà della composizione, sul lato sinistro.
Sono stata mezz'ora davanti al dipinto cercando di guardarlo da angolazioni diverse ad un certo punto mi sono anche messa a testa in giù... rischiando letteralmente di essere buttata fuori dal museo... ma io, i due ballerini non li ho visti!!!

Piuttosto che pensare che è la mia mente ad essersi fossilizzata, preferisco pensarla così:
Forse in quel momento i nostri ballerini hanno fatto una pausa andandosi a bere un drink!

A voi la sfida!

P.S. non sempre trovo delle risposte, ma il fatto di pormi delle domande rende le mie scorribande nell'arte sempre più interessanti!



- LA FRASE DEL GIORNO -

"il privilegio dei morti: non moriranno più"
  Gabriele D'Annunzio

giovedì 23 aprile 2020

Peggy Guggenheim, una vita per l'arte... Istruzioni per l'uso di una forte personalità!



27 marzo 2020

Finito!
Sono emozionata, felice e allo stesso tempo esausta... ce l'ho fatta!
Vi assicuro che quando l'ho preso tra le mani e l'ho sfogliato non ne ero così sicura!
Sono orgogliosa di me perché ora il quadro che ho in testa è molto, molto diverso. Più chiaro!

Ma torniamo un attimo indietro, così vi chiarisco le idee!

Un paio di settimane fa mi telefona il mio Editor (o Mr. Gallery se preferite), per fare il punto della situazione. Fra le altre cose mi chiede quando penso di scrivere qualcosa su tutti i libri che ho, che parlano di arte e quant'altro... per essere più precisi comincia con: "hai letto il libro di Vanoni?"
ed io prontamente, perché mi aspettavo prima o poi un "interrogatorio" di questo tipo, rispondo: "diciamo che sono quasi a metà..." (omettendo che sono più a metà della metà che... vabbeh, inezie!). "Quello di Thompson? lo hai finito?" imperterrito continua ed io... "Beh, a dire il vero sono a un po' più della metà... (forse in questo caso ho superato la metà di una pagina... forse...)" ma, non soddisfatto dalle mie risposte, "Ah, probabilmente perché eri impegnata a finire la lettura su Peggy?" Ok, mi schiarisco la voce e...  "Ah si, di quello ho letto i primi 2 capitoli... (ah meglio non dire che ho cominciato anche Rothko!)..." Silenzio... Ho l'impressione che stia per esplodere una bomba... -5,... -4,.... -3,.... - 2... "Ma sei proprio una testa di vitello!!! Ma come si fa ad incominciare diciottomila libri contemporaneamente??? E' normale che poi vai in TILT!!!"

In questo momento immagino i colori che potrebbe avere assunto il suo viso: rosso intenso con sfumature tendenti al grigio fumo.... o forse nero con aggiunta di fumo... Questa immagine mi fa molto ridere e mi scappa un risolino... BIG MISTAKE!!
"ARGH!!! ti viene anche da ridere adesso!!!" con parecchi sensi di colpa, cerco di correre ai ripari " ma no Editor era un colpo di tosse (mento clamorosamente!) Il fatto è..."
e senza farmi finire... "sentiamo sentiamo la super baggianata delle 9. 27!!!".
Oramai piegata in due dalle risate, ma che resti tra noi, rispondo: "Il fatto è che sono talmente curiosa che vorrei leggerli tutti nello stesso momento!"
"Si ok, e poi ti ritrovi con un sacco di libri lasciati a metà perché ovviamente non sai più con chi procedere..."
Bingo! È proprio così... caspita ma come fa?!? questa cosa mi fa uscire proprio dai gangheri!!!
"Editor?... Editor?... ci sei ancora?"
"Certo dove vuoi che sia! Sto cercando di respirare e di non mangiare il telefono!"
Ed io per sdrammatizzare: "uhm... hai così tanta fame? Bhe forse un panino con burro e acciughe sarebbe decisamente meglio (Santa polenta! dimentico per un attimo che è anche a dieta forzata , secondo Big Mistake!)...ok ok stavo scherzando! Prometto che ne scelgo uno e lo porto a termine in breve tempo!" e lui con voce ferma e decisa: "Peggy Guggenheim... entro 3 giorni... non di più!"
E... riattacca.

Cavoli, guai seri.

Dovete sapere che "Peggy Guggenheim, una vita per l'arte" è  un libro di ben 400 pagine scritte talmente in piccolo che è come se fosse di 800 pagine!
Ma questo commento non diciamolo a Mr. Gallery, altrimenti potrebbe dirmi "sei come i bambini che scelgono i libri in base al numero di pagine e di immagini?".

Mi fiondo nella lettura, augurandomi che Zoe,  riesca ad arrangiarsi con i compiti...
Leggo in ogni momento: quando cucino, quando stiro, quando passo con l'aspirapolvere, quando suono il pianoforte, quando lavo il pavimento, quando mi asciugo i capelli e anche quando sono in... ok un po' di privacy per favore... sorvoliamo!



Torniamo al libro.

La protagonista di questa biografia è Peggy Guggenheim, la famosissima collezionista di arte del '900. Lei, quella della Guggenheim Collection di Venezia. Luogo che io adoro.

Suo nonno Salomon, fondò il Guggenheim Museum di New York. La sua famiglia era ed è considerata una delle famiglie più ricche al mondo. Ma come spesso accade anche nei ceti alti la sfiga colpisce... pensate che suo padre fu una delle vittime del Titanic.
Peggy comunque cresce e studia a NY.
Si sposa per la prima volta con Laurence Vail (pittore, scrittore stravagante e squattrinato, con cui ha due figli Simbdad e Pegeen) ed insieme a lui parte per visitare l'Europa, l'Egitto, Gerusalemme ecc.
Si innamora di Venezia.

Si stabilisce in Francia dove frequenta i salotti Bohémien... e qui con il suo vissuto capisco bene cosa significa questa parola: uno stile di vita al limite con la continua e assidua frequentazione di artisti, scrittori che vivono liberi, fuori dagli schemi classici imposti dalla società, con libertà extraconiugali, uso e abuso di alcool e non solo, feste ect. ect.

È una donna forte (il patrimonio economico finanziario alle spalle influisce ed aiuta non poco, ma comunque dimostra subito di avere gli attributi) che segue decisamente il suo istinto, e cerca di fare quello che vuole.
Quello che mi sbalordisce di più è l'ambiente che frequenta, nel senso che per amici, amanti e conoscenti ha avuto solo artisti, scrittori e poeti importanti... cioè la sua cerchia di amici e relazioni era fatta da personcine del calibro di Duchamp, Man Ray, Brancusi, Brauner...

a Parigi
Apre la sua prima galleria a Londra "Guggenheim Jeune" dove comincia ad esporre opere di artisti non convenzionali, prevalentemente astratti come Kandinskij, Tanguy, Calder, Jean Arp...

Tra le tante relazioni che ha, c'è anche quella con Beckett, si proprio lui, lo scrittore!
Lei stessa afferma che "trovo noiose le donne, preferisco la compagnia di omosessuali e uomini".

Gira la Francia e compra tantissime opere di DalíLeger, Giacometti, Man Ray, Klee, Picabia, e Max Ernst.
Quest'ultimo diventerà suo marito una volta tornata in America.

Curiosità: prima di partire per l'America, durante la seconda guerra mondiale (obbligata a tornare negli USA perché vittima delle leggi razziali), chiede al Louvre se può custodire le sue opere e la risposta è  un secco "No" perché sono troppo astratte e moderne! Incredibile!

a New York
Tornata in patria scopre Pollock e apre la galleria "Art of this  Century" che riscuote immediatamente un bel successo. E' una donna che lavora sodo, che si da molto da fare per realizzare il suo sogno: aprire un museo. Alla fine ci riuscirà! In italia, a Venezia.

Curiosità: ama collezionare anche orecchini e se li farà fare da Tanguy ma anche da Calder!

a Venezia
Per quanto riguarda l'educazione dei figli, saranno seguiti da baby-sitter e gireranno il mondo insieme a lei.
Negli anni 60 si trasferisce definitivamente a Venezia dove compra Palazzo Venier dei Leoni che utilizzerà sia come abitazione che (per 3 pomeriggi a settimana) come galleria d'Arte. Ma anche come "salotto informale" dell'arte.
Qui frequenta il ristorante Angelo che espone alle pareti i lavori di artisti ancora sconosciuti ai più.
Definito "ritrovo di artisti e rugbisti", qui conosce, e lancia, Vedova, Tancredi, Parmeggiani, Santomaso, Crippa...

Il libro è ricco di aneddoti, alcuni anche molto divertenti, di informazioni, di nomi, di luoghi, di scrittori,  di editori, di feste organizzate per qualsiasi motivo, di eventi importanti come ad esempio la Biennale di Venezia ed il tutto è descritto talmente bene che a volte sembra di essere lì con lei.

Mi colpisce la sua capacità di fare affari, di organizzare mostre per gli amici artisti in cambio di qualche opera d'arte. Nel corso della sua vita riesce così a collezionare tantissime opere, ora presenti in gran parte a Venezia.

Curiosità: nella sua villa ospita Truman Capote, autore di colazione da Tiffany e Giacometti con la moglie che qui farà la sua luna di miele.

Devo dire che è un personaggio singolare, disinibito, che ha vissuto a pieno la sua vita, che ha avuto  relazioni amorose tormentate, difficili, correndo a volte, il rischio di essere svalorizzata ma non per questo ha mai rinunciato a nulla.

Finisco il libro e come quando lo leggevo sono esterrefatta da tutto quello che ha fatto e vissuto questa donna.

Ma veramente si può vivere una vita così? Si, si può! Ovviamente con il suo budget, le sue capacità e le sue relazioni!

Quando tornerò a vedere la sua collezione, a Venezia, la guarderò ora con occhi diversi. Perché conoscerò (se me la ricorderò) la storia di ogni artista o quadro appeso... e guarderò quelle stanze in modo diverso, immaginando di vederla lì pronta a partire con la sua gondola privata per andare a chissà quale ricevimento.

Rimpiango di non averlo letto prima, ma come dico sempre in questi casi, forse non era il momento giusto!

Sono soddisfatta ho finito non solo di leggere una storia avventurosa, fantastica, ma anche di scrivere il pezzo e non vedo l'ora di inviarlo al mio Editor... mentre sto per cliccare invia, guardo l'ora, sono le 8 30 del mattino... ed è severamente vietato disturbarlo prima delle 9... ma l'entusiasmo prende il sopravvento e... Big mistake!!!

P.S. secondo voi cosa sarà successo? Beh, se leggerete il pezzo allora vuol dire che non si è arrabbiato così tanto...

P.S. vi consiglio vivamente di leggere questa entusiasmante biografia ne sarete catturati ve lo assicuro!

- LA FRASE DEL GIORNO -

"la donna che non riesce a rendere affascinanti i suoi errori è solo una femmina" 
 
Oscar WILDE

martedì 7 aprile 2020

Il cielo è sempre più blu... quasi come quello di Magritte!



ottobre 2019

Questa mattina ho aperto la finestra della mia camera convinta di ritrovarmi di fronte il solito panorama degli ultimi 4 giorni: Nebbia fitta!

Invece no! Qualcuno mi ha fatto un piacevole scherzo... ho guardato il cielo e gli angoli delle mie labbra si sono alzati formando uno splendido sorriso!
Davanti a me infatti avevo un magnifico cielo terso, luminoso.
Insomma il cielo di Magritte!!!
Avete presente? Si proprio lui!
Uno dei massimi esponenti del surrealismo insieme a Dalì, Ernst, Gris, Mirò e tanti altri...

L'intensità dell'azzurro e le nuvole bianche che in esso fluttuavano mi hanno dato l'impressione di essere dentro ad uno dei suoi quadri che ho visto durante una mia visita al Guggenheim di Venezia. Ricordo che quel giorno prima di arrivare nella piccola sala che lo ospita, insieme ad un'altra meravigliosa opera di Bacon (di lui vi parlerò in un altro post), sono stata bendata con un foulard e nel momento che mi è stato tolto... il mondo x un attimo si è fermato...!
Non sentivo, non udivo più nulla avevo solo occhi per lui "l'impero della luce".
Un'opera sensazionale che incanta e disorienta a causa dell'impossibile giustapposizione di due palesi opposti: il giorno e la notte.
La cosa ancora più curiosa è cercare queste contrapposizioni nelle sue opere e restarne quasi confusi.

Trovarsi al cospetto di tanta grazia e tanta bellezza ti fa proprio capire il perché l'Arte sia il mezzo più propenso per far star bene le persone, è impossibile non trarne beneficio.
Ed oggi, fortunatamente, si sente parlare di Arte-Terapia.
La cosa curiosa di tutto questo è, che la visione di quel cielo, con quell'intensità di luce e quella forza nei colori, che stavo ammirando, è durata giusto pochi minuti perché poi ha cominciato a cambiare... casualità? coincidenza? fato? Io non lo so.
So solo che ciò, mi ha permesso di avere l'ispirazione giusta per scrivere per voi!

P.S. Il più delle volte le cose accadono per caso... sta a noi coglierne il significato giusto... sempre se lo vogliamo!




- LA FRASE DEL GIORNO -

"le azioni più decisive della nostra vita sono il più delle volte azioni avventate" 
André Gide

lunedì 16 marzo 2020

Oh Pollock, POLLOCK... il film...



5 marzo 2020

Siamo ormai tutti in quarantena.
Non perché abbiamo contratto chissà quale malattia, ma perché a causa del virus codiv-19, gran parte delle attività ricreative sono sospese.
Giustamente è altamente consigliato restarsene a casa, lontani dalla confusione per evitare contatti.
È un momento veramente strano e bisogna cercare di occupare il tempo rendendoselo amico.
Ora immaginate cosa vuol dire per una che è abituata a ritmi frenetici, che nella routine quotidiana riesce: a trovarsi in 2 posti diversi contemporaneamente, a teletrasportare Zoe ai diversi appuntamenti con le attività extrascolastiche in pochi minuti, imbastire una cena eccezionale (a questo proposito c'è  chi sostiene che non cucino ma faccio semplicemente da mangiare, giusto per sopravvivere... ma sono semplicemente delle malelingue!), a fare tutte le faccende e a pulire casa con la magia di mago Merlino, evitando che crolli, e trovare il tempo per coltivare gli interessi personali quali: lettura, pianoforte, arte ed estetista... e non ultimo il Blog, con tutto ciò che ne consegue....
Ora ritrovarsi improvvisamente con tanto tempo libero può mettere anche in difficoltà...
ma come dico sempre: "qualcosa ci inventeremo!".
Questa sera ho deciso di vedere il film di Ed Harris sulla vita di Pollock.



Pensate che documentandomi, ho scoperto che a questo attore/regista era stato regalato un libro del famoso artista, da suo padre quando era giovane.
Aveva sviluppato così una grande passione e per realizzare la pellicola si è messo in gioco in prima persona, esplorando i diversi materiali usati e le tecniche pittoriche sperimentate da Pollock stesso.

Infatti durante le riprese del film, l'attore/registra ha dovuto realmente dipingere, simulando addiritura la tecnica dell'Action Painting utilizzata dall'artista.
Dettaglio non da poco, per il successo della pellicola, è anche una impressionante somiglianza fisica con l'artista statunitense.
Dal film si può capire la vita difficile e travagliata di Pollock che, nonostante la sua dipendenza a periodi più o meno lunghi da alcool e psicofarmaci, è riuscito a incontrare una donna/artista fantastica, Lee Krasner, che lo amerà incondizionatamente e lo spronerà nella ricerca della particolarità che un giorno lo renderà famoso. Lo aiuterà ad incontrare Peggy Guggenheim insieme a Clem Greemberg, che lo consacrerà definitivamente nel mondo artistico americano.
La famosa ed eccentrica collezionista gli commissionerà un grande quadro per la sua nuova casa, offrendo all'artista uno stipendio e la possibilità di fare la sua prima mostra personale nella propria galleria.
Nel frattempo Jackson si trasferisce con la moglie a Long Island ed è proprio qui nel 1947 che arriva al "dripping", la tecnica per cui diventerà poi famoso.
Lee dirà: "ce l'hai fatta Pollock c'è un abisso col passato!".
L'artista nelle sue interviste spiega che la gente deve lasciare a casa i preconcetti: "è come quando si guarda un prato fiorito... non ci si strappa i capelli per capire cos'è!"
E poi ancora: "possono passare ore, giorni, mesi prima di terminare un quadro" ...e alla domanda: "come fa a capire quando è finito un lavoro?", risponde: "come si capisce quando si finisce di fare l'amore?".
Pollock nelle sue opere dichiara di esprimere il suo mondo interiore e nessun segno è lasciato al caso.

Il film scorre veloce raccontando gli alti e bassi della vita dell'artista.
L'attore che lo interpreta è candidato al Premio Oscar e ci sta proprio!
Quello che mi colpisce più di tutti è la figura di Lee Krasner, la moglie, una donna forte, risoluta che non si arrende mai e va avanti nonostante tutto, con forza e determinazione!
Nella  didascalia finale viene spiegato che Lee Krasner, dopo la morte del marito si occupò del patrimonio di Pollock per altri 28 anni, nei quali realizzò inoltre anche le sue opere migliori . Guardando questo film ho conosciuto finalmente la vita di un artista di cui avevo apprezzato le opere alla Guggenheim Collection di Venezia (vedi post Buon Compleanno Jackson) e vedere l' intensità  del gesto, il carico emotivo forse un po' pazzo, sentire o per lo meno immaginare di sentire il pathos presente in ogni sua mossa mi ha fatto riflettere sul fatto che molto spesso guardando un' opera non conosciamo tutto ciò che accompagna  la creazione dell'opera stessa ed è  un peccato prenderselo...lo spirito creativo è fondamentale.
 Ora posso comprendere ed apprezzare di più il suo lavoro e questo mi rende più consapevole delle mie scelte artistiche. .

P.s. non lo avrei mai detto... ma in casa mia, i dvd stanno aumentando in maniera esponenziale!

N.d.A. Questo post è stato scritto il 5 marzo scorso... quando ancora la situazione del Coronavisus non aveva assunto le dimensioni apocalittiche di questi giorni. Scusate ma mi sembrava giusto fare questa sottolineatura.

sabato 29 febbraio 2020

Che scoperta Paul Klee!

Tranquilli, non sono io... lei è Peggy GUGGENHEIM

domenica 16 febbraio 2020

Sto esplorando le varie sale del Guggenheim di Venezia, cercando di evitare la guida inglese con cui ho già fatto la mia bella figuretta (vedi post "Di Zoe, Banksy, Rothko e altre storie veneziane Cap. 1....).
Vedo e rivedo opere interessanti che ogni volta mi piacciono sempre di più.
Forse perché ogni volta riesco a cogliere quel particolare che la volta precedente non ero riuscita a cogliere.

Nonostante le numerose "incursioni" al Peggy Guggenheim, è sempre come fosse la prima volta!
Si, perché le opere esposte cambiano spesso, molto probabilmente vengono esposte a rotazione. Alcune "spariscono" lasciando il posto a tele o sculture magari appena rientrate da un prestito per un'altra mostra.

Analizzando e fotografando i vari lavori presenti in uno dei corridoi, il mio occhio si posa su "il giardino incantato" di Paul Klee (Münchenbuchsee, 18 dicembre 1879 – Muralto, 29 giugno 1940).


Appare come un dipinto quasi infantile.
La cosa più interessante è che in ordine sparso ci sono diversi elementi, che ascoltando l'audio guida, scopro, formano alla fine, una storia bellissima.


La prima figura che noto è un tondo blu, che starebbe a significare il passaggio dal mondo reale al mondo fantastico.
Vicino, trova spazio un bambino a testa in giù, che potrebbe diventare il soggetto della nostra storia.


In basso a sinistra, un'aiuola, in cui si può giocare e in alto a destra un muro o una tenda.
Al centro troviamo una fontana con sopra un elfo. Compaiono poi delle case, un sole e una luna.
Per concludere in alto vi è una campanella azzurra e si pensa che la suonerà la mamma per richiamare o risvegliare il bambino.




Ora vi chiederete "ok e allora"??
Semplice: allora è fantastico! Punto!
Adoro quelle tele che racchiudono una storia, un sogno.
Ciò che più mi ha colpito è stato il fatto che incredibilmente ho fatto un collegamento con un artista dei giorni nostri: Giovanni Maranghi, del quale magari un giorno vi parlerò.

Probabilmente è una cosa mia, ma scoprire oggi che riesco a fare collegamenti, confronti, tra più artisti è per me una vera e propria conquista!

P.s. quando passate davanti ad un'opera osservatela profondamente, scoprirete di sicuro qualcosa che prima vi era sfuggito o addirittura non c'era!




martedì 25 febbraio 2020

Di Zoe, BanKsy, Rothko e altre storie veneziane Cap.1

Gregge di pecore (foto dal web)

domenica 16 febbraio 2020
 
Sono in auto, assediata da almeno 400 pecore che ci circondano...
Tra 20 minuti ho un treno che mi porterà a Venezia che vorrei prendere...
E invece? Mi ritrovo qui a sbattere la testa sul volante... Con mia figlia, si c'è anche Zoe, che ride e mi guarda perplessa come fossi una pazza...
Ok, siamo partite da casa un po' di corsa, ma chi poteva immaginare che nel nostro tragitto avremmo trovato il guidatore della domenica che va ai 40 all'ora, il gruppo di ciclisti che occupa tutta la corsia e la transumanza delle pecore???
Zoe dice che le sembra di essere in un film!!! "Si dell'orrore!" penso io!
Arriviamo comunque in stazione e troviamo un parcheggio... Miracolo!... Visto come è incominciata la giornata... speriamo questa sera al ritorno, di non trovare sorprese...!
Ci mettiamo a correre e riusciamo a prendere il nostro treno al volo!!!
Oggi mi sono posta 3 obiettivi: uno, riuscire a scovare il graffito "Bambino profugo nel vento" di Banksy; due, portare Zoe a fare un laboratorio d'arte al Guggenheim su Frank Stella e tre, approfittare nel frattempo di visitare il museo e riguardare con calma alcune opere di cui oggi, conosco qualcosa in più.

Banksy a Venezia

Arrivate a Venezia impostiamo il navigatore del telefono alla ricerca del nostro Banksy e...
ad un certo punto da lontano i miei occhi lo vedono! Anche Zoe lo intravede e cominciamo a urlare super eccitate come 2 bambine di 10 anni (o meglio io incomincio ad urlare come una bimba di 10 anni... Zoe li ha!!!).

Cerchiamo, attraversando calle e ponti, di arrivare al punto di osservazione esatto... ci siamo solo noi e Lui. Il mio cuore sta battendo forte, continuo a saltellare e a dire "guarda, guarda Zoe è lui, ti rendi conto è lui? E noi siamo qui, non ci posso credere!"... la trepidazione è talmente forte che sono travolta e scossa da brividi. Potrei mettermi a piangere da un momento all'altro, da quanto è forte l'emozione! Vorrei dire al mondo intero che sono qui, di fronte alla mia prima opera di Banksy vista dal vero! Faccio un sacco di foto da poter condividere con tutti voi! Zoe è emozionata si, ma rimane con i piedi per terra e mi dice ridendo "mamma stai calma!!!".

Dopo essermi ripresa dalla forte emozione e metabolizzato il momento, ci dirigiamo verso la Guggenheim Collection. Attraversando uno dei tanti ponticelli ci troviamo per caso caso di fronte a Palazzo Franchetti dove fatalità è in corso, ed oggi è l'ultimo giorno, una mostra su tanti artisti del '900 (di cui vi parlerò in un altro post, perchè ovviamente non ho resistito e ho convinto Zoe ad accompagnarmi).
Poi proseguiamo verso il nostro secondo obiettivo.
Quando arriviamo alla Guggenheim, veniamo accolte da un gruppo di giovani ragazzi stranieri, che parlano benissimo italiano ed inglese. Sono i tutor del corso... prendono in affidamento il gruppo di aspiranti artisti, circa una decina, e si avviano a fare le loro attività artistiche...
Zoe è felice ed emozionata!
Rimango da sola. Con ancora il Banksy nella mente, prendo l'audioguida e comincio la mia visita.

La prima opera che incontro è quella di Magritte (di cui ho scritto un post che prima o poi pubblicherò) e qui immediatamente, scatta un selfie.

Poi ritrovo "L'Oiseau dans l'espace " di Brancusi, una scultura magnifica, elegante, perfetta... e qui si avvicina una hostess che mi chiede se parlo inglese e se desidero che mi illustri quest'opera. Io ovviamente rispondo "certo che parlo inglese... cioè, un po'... si, abbastanza... più o meno". Dopo meno di un minuto, la supplico di spiegarmi le cose in italiano perché non ci sto capendo nulla!!! Poteva mancare la mia bella figuretta quotidiana? Vabbeh, me ne infischio e proseguo la mia visita, soffermandomi su opere di artisti che l'ultima volta che sono stata qui, ancora non conoscevo ed apprezzavo. C'è Paul Klee, Max Enst, Alberto Burri, Jasper Johns e quando vedo "Lui" mi sciolgo... si "Lui" il mio primo Rothko!!! E' attrazione fatale!
Il selfie è d'obbligo e non contenta chiedo ad una turista francese se mi può fare una foto...

Con Mr. Rothko

Se potessi lo abbraccerei...  l'opera e anche l'artista ...e anche la francese da quanto sono contenta!
La tranquillità, la calma, il silenzio assordante che riesce a trasmettere sono unici, sensazionali.
Ecco ora sono in pace! Guardo l'ora e mi accorgo che è già passata un'ora e mezza... e penso: "Oh mamma, Zoe!"
Corro all'entrata e in quell'istante arriva con la sua opera d'arte fra le mani... spettacolare!!!
È entusiasta e mi chiede già, se possiamo tornare ancora a fare anche gli altri laboratori...
Il mio cuore scoppia letteralmente di gioia...
Ora però, visto che è carnevale ci meritiamo una bella frittella gigante veneziana!!!!


P.s. Anche se Banksy lo avevo già visto al Mudec è bello ritrovarsi emozionati  davanti ad uno ancora, lì dove è stato concepito...Trovate il vostro... in Italia ce ne sono 2 uno a Venezia e uno a Napoli, normalmente vengono staccati o cancellati...questi due sono ancora lì!!!

Beh, un Burri così non lo vogliamo "selfiare"?


per vedere gli altri miei interventi su Banksy, clicca qui

sabato 22 febbraio 2020

L'Arte che corre sul tapis roulant

ottobre 2019

Andando in palestra, ok lo ammetto ho bisogno di rassodare un po' le parti posteriori, ho scoperto una cosa fortissima!!!
In alcune palestre, come la mia, la Gymnasium di Soave, puoi correre sul tapis roulant avendo a disposizione davanti a te uno schermo con youtube e guardare quindi i video che più ti piacciono...
Da quando l'ho scoperto la mia corsa mattutina (passeggiata veloce.....è che faceva più figo immaginarmi correre!!!) è diventata uno dei momenti più interessanti della palestra ...
Infatti mi perdo nei video di artisti e musei per conoscerli più a fondo!
A volte, come è capitato questa mattina, mi capita di imbattermi in opere già viste. Questa mattina è successo con una ammirata al Guggenheim di Venezia e di cui ho fatto tanto di foto realizzando che è di un artista che sto imparando ad apprezzare moltissimo: Frank Stella.
Dovete sapere che, con la scusa che sto studiando tanto (magari tutti i miei studi fossero stati così piacevoli!!), più approfondisco la conoscenza dei diversi artisti, più mi accorgo che un giorno sono più attratta da uno, poi scopro che qualcun'altro mi acchiappa di più come tecnica, tonalità, metodo, personalità...
Ciò significa che forse piano piano sto formando un mio gusto.....un gusto tutto mio!!!
Questo per me è un grande traguardo!
Ciò che per ora mi piace di Stella sono: i colori e le forme geometriche di alcune sue opere.
Mi danno una sensazione come dire... lineare..., liscia..., tranquilla... e tutto ciò mi fa stare bene... semplicemente bene... niente più!!!

P.s. Correre con l'Arte ?? Da provare assolutamente!!!

Hagamatana II - polimeri e polimeri fluorescenti su tela, 1967, 305.4 x 458 x 7.5 cm Museu Coleção Berardo - Lisbona
Gray Scramble, olio e matita su tela, 1968-69, 175.3 x 175.3 cm - Peggy Guggenhein Collection - Venezia

martedì 28 gennaio 2020

Buon Compleanno Jackson



gennaio 2020 - ottobre 2019

Quando ho cominciato a lavorare al nido (ebbene sì, sono un'educatrice di asilo nido) circa... ok un bel po' di anni fa, mi sono divertita molto a far realizzare ai bambini delle tele, prendendo semplici lenzuola bianche o nere e facendovi cadere sopra colori a tempera che poi i bambini con cannucce, tappi di sughero e pennelli distribuivano a loro piacere. In fine mettevo anche un mio tocco personale gocciolando tempera acrilica.

Il risultato fu sensazionale... noi educatrici vedendo la bellezza di questi lavori organizzammo per la festa di fine anno una mostra... e senza averlo programmato prima i genitori si offrirono di comprare le diverse tele!
Ora ecco dove voglio arrivare: oggi 28 Gennaio ricorre la nascita di Jackson Pollock un artista americano che ho conosciuto (sarebbe meglio dire: ammirato una sua opera, ma mi piace l'idea di pensare di averlo conosciuto, scoperto) per la prima volta come tanti altri artisti al Peggy Guggenheim di Venezia. Quando mi sono ritrovata davanti alla sua opera (Enchanted Forest, 1947) il mio sguardo si è perso nei reticoli e nei segni dell'opera portandomi indietro nel tempo a quando dipingevo con i miei piccoli alunni. È stato un attimo. Mi sono gustata l'opera con calma assaporando ogni tonalità di colore, ogni tipo di segno. Chi mi accompagnava mi ha parlato di "dripping" che era questo modo del Signor Pollock di far gocciolare sulla tela stesa a terra il colore, immerso in una sorta di danza.
A distanza di qualche mese mi sono imbattuta in un libro che parlava di lui (Pollock Painting di H. Namuth , Mnemosyne) e diceva  che " Pollock  non sta semplicemente sgocciolando della pittura, lui estrae il pennello dalla latta della vernice e con un ampio gesto  lo passa alto sopra la tela creando delle linee di colore dapprima sospese nell'aria che poi cadono e si dispongono sulla tela imprimendo la traccia del loro passaggio".

Sapere tutto questo mi ha fatto apprezzare ancora di più il suo lavoro le sue opere.

P.s. Guardate su internet qualche video in cui si vede la sua magnifica danza....i vostri sensi ne saranno rapiti!!!