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giovedì 13 agosto 2020

Il potere della Fotografia... McCurry. Genio assoluto!

13 agosto 2020
 
Sono ancora in "Hotel 5 Stelle", come dice "qualcuno" e la voglia di partire e andare in giro per mostre e musei sale sempre di più...
E presto ci andrò... lo so!
 
Nel frattempo, "spulciando" nei miei appunti, leggete un po' cosa ho trovato... 
 
La mostra di McCURRY al Mudec di qualche tempo fa...
CASPITA! ma  è già passato così tanto tempo?
 
Ok, confesso che ritrovare certi "reperti" non fa altro che aumentare la voglia e la nostalgia ma sono o non sono una "piratessa"? Presto tornerò a navigar... ehmm, a varcare la soglia di qualche bella mostra e allora...

 

marzo 2019


8.30 di una domenica mattina di marzo.
Sono seduta sul freccia rossa che tra pochi minuti partirà dalla stazione di Verona per portarci a Milano... Portarci chi? Chi, vi chiederete... io e la mia cara amica Erica!


Avete presente quelle amicizie che nascono sui banchi di scuola e nonostante i cambiamenti e le prove difficili che la vita ci impone, resistono?

Quei legami che, anche se ci si sente 1/2 volte al mese, resistono e sono presenti e fondamentali nei momenti bui della vita?
Ecco questa Amicizia esiste!
Pensate che la mia piccola donna (mia figlia Zoe) mi dice sempre: "mamma riuscirò a trovare un giorno pure io un'amica così?". Me lo auguro con tutto il cuore...
Ma torniamo a noi. Arrivate a Milano decidiamo di farci prima un giretto in centro, in Duomo e magari un po' di shopping, visto che la visita l'abbiamo prenotata alle 12 50....
Vi state forse chiedendo cosa mai vedremo oggi? Eccovi accontentati: vedremo la mostra di Steve McCurry ANIMALS al Mudec...
Steve McCurry è un fotografo che ha fatto del viaggio il suo set ideale. Perennemente in movimento, da una parte all'altra del globo, fotografando scenari di guerra o in mezzo alla natura, riportandoci realtà estreme a noi sconosciute. E' guidato da una curiosità innata e dal senso di meraviglia. Interessato del mondo e di tutti coloro che lo abitano. Con una straordinaria capacità di attraversare i confini della lingua e della cultura per catturare storie di esperienza umana.
Quando arriviamo al Mudec siamo contente. Ci accingiamo a visitare la mostra di uno dei più importanti fotografi viventi, che vuole proporre agli spettatori l'animale in relazione all'uomo.
E siamo felici. Felici di avere trovato il tempo da dedicare alla nostra amicizia e alla nostra passione.
Felici di intraprendere questo viaggio.

Entriamo in mostra. Curiose e piene di aspettative.
Sin dalle prime foto resto a bocca aperta, mi chiedo come si possa essere così bravi. Ogni scatto arriva a colpire dritto al cuore. McCurry è un vero e proprio artista.
Quando ti trovi difronte ad una qualsiasi delle sue immagini ti sembra di essere dentro lo scatto stesso. Quello che provi è quasi reale ti sembra di toccare, di sentire. Puoi piangere, puoi sorridere, puoi rimanere senza fiato... Ecco, con le sue foto puoi vivere avventure/emozioni vere, pure.


La foto che più mi rapisce è Al Ahmadi, Kuwait 1991. Quella dei cammelli su uno sfondo infuocato... i colori, la densità del fumo, tutto sembra esserti così vicino quasi da sentirne i rumori, percepire i profumi della distruzione. Una scena più vicina alla non realtà eppure così drammaticamente vera. Tanto da far scaturire in me una sensazione di incredulità, mista ad angoscia pensando a cosa l'uomo è capace di fare.
McCurry aveva dedicato l'intero servizio all'impatto della guerra del Golfo sull'ambiente, e questa foto divenne icona assoluta.
Un monito sui rischi che l'uomo arreca al futuro del pianeta. Più che a se stesso.

Usciamo dalla mostra spossate. La miriade di emozioni a cui siamo state sottoposte, ci hanno lasciato il segno. Ma ne è valsa assolutamente la pena!


Ci guardiamo e nello stesso istante diciamo "meravigliosa"
...e cominciamo a ridere felici di aver intrapreso questa avventura o lo facciamo per esorcizzare un momento di così alta emotività?

P.S. Se andate a vedere un mostra fotografica di McCurry, preparatevi mentalmente perché sarete risucchiati dal set fotografico!






giovedì 20 febbraio 2020

Tutto da sola... Un giro a Milano per Banksy



marzo 2019

Oggi ho un giorno di vacanza. E visto che Zoe (mia figlia) è a scuola fino alle 16'00, ho pensato di organizzare una gita al Museo. Da sola!

Destinazione il Mudec di Milano per la mostra su Banksy.
È la prima volta che mi avventuro in una gita tutta mia ed è tutto così eccitante...
Il tempo che ho a disposizione è poco ma dovrebbe essere sufficiente per essere di ritorno in tempo per andare prendere Zoe a scuola.
Allora saluto mia figlia e salgo in auto alla volta di Verona per prendere il Freccia Rossa che mi porterà in una città che adoro: Milano!
 
Il viaggio mi permette di documentarmi un po' su questo artista "di strada" singolare (grazie anche ad un bel libro che mi è stato regalato qualche settimana prima... BANKSY di Andrea Concas), che oltre ad usare una tecnica inusuale per me, lo stancil, è reso ancora più interessante per il fatto che nessuno (o pochissimi) conoscono la sua identità.


Per aiutarvi a capire meglio di chi sto parlando, è quell'artista che ha distrutto una propria opera, subito dopo una importante aggiudicazione (1'400'000 sterline) qualche mese fa a Londra. Ricordate? ne parlarono tutti i telegiornali...
Ebbene, per lui essere invisibile significa avere un superpotere che gli consente di essere contemporaneamente osservatore, critico, pensatore e creatore indisturbato.
In effetti le sue opere appaiono in aree delle città  come ponti, cavalcavia, sponde di fiumi, facciate di edifici, navi, vecchie fabbriche, ciminiere e persino recinti di animali negli zoo, come se non volesse mettersi troppo in mostra.
Nel giro di una notte riesce realizzare una propria opera: un murales.
Ed ecco perchè l'utilizzo dello stancil, per velocizzare la produzione dell'opera stessa.
La cosa curiosa per molti è andare in giro per la città e scovare una sua nuova creazione.
Ma torniamo ai fatti. Arrivo alla mostra alle 11 puntuale per la visita che ho prenotato, mi infilo le cuffie e faccio partire l'audioguida... Comincia così il mio tour.
Le opere esposte le trovo interessanti e allo stesso tempo provocatorie. Ognuna ha la sua storia ed è bello calarsi in ognuna di esse.
Gran parte dei soggetti di Banksy sono una denuncia contro la guerra. La sua è una guerra culturale contro le guerre convenzionali e contro le logiche che le producono.
Solo i bambini sono eroi in un mondo che è preda della violenza e della sopraffazione, eroi ai quali affidare un messaggio di speranza.

C'è un'opera che trovo simpatica ed è quella che rappresenta un ratto che ha appena disegnato un cuore e dice: "ho imbrattato d'Amore il mondo"!
I ratti di Banksy sono ironici, irriverenti, quasi umani...
Le opere esposte mi affascinano talmente tanto che ad un certo punto mi accorgo che devo scappare! Due ore e mezza sono volate! Ho un treno da prendere e una figlia da recuperare a scuola...
Esco dal museo di corsa, mi fiondo in metropolitana sperando ci sia subito un convoglio.
La fortuna è dalla mia. Arrivo in stazione e corro per riuscire a prendere la mia "Freccia"...
Ce la faccio x un pelo! Ma la corsa non finisce qui. Arrivata a Verona prendo la macchina, affronto il traffico cittadino e finalmente arrivo perfettamente in orario all'uscita della scuola di mia figlia...
Ci sono riuscita... anche questa volta!
I "super-poteri di mamma" hanno funzionato!
Respiro, guardo Zoe corrermi incontro con il sorriso. Le sorrido a mia volta e lei mi guarda perplessa, e dice: "sembra che hai corso come una matta, e si mette a ridere!" 
"Giusto un pochino..." rispondo io e penso tra me e me, "Ma ne è valsa la pena!"

P.s. un bel regalo da farsi? Andate a vedere una mostra anche da soli , perché no?

P.s. se andate in grandi città, Londra, Bristol, Venezia, Cisgiordania e tante altre, guardatevi bene attorno, potreste trovare un'opera di Banksy!






https://www.mudec.it/ita/banksy-mudec-milano/

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