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martedì 25 agosto 2020

Ho letto il libro di Sergio Mandelli!

 lunedì 24 agosto 2020

Ieri sera ho finito di leggere un  libro interessantissimo.

Ma partiamo dall'inizio!

Qualche settimana fa mi chiama Editor dicendo: "Sai? sto leggendo un libro che trovo interessantissimo... hai presente Sergio Mandelli quello che tiene la rubrica in rete "Praline. Prelibatezze dal mondo dell'arte"? Ecco proprio lui, ha scritto un libro: " Il senso dell'opera d'arte, e il ruolo dell'artista nel ventunesimo secolo" e me lo ha inviato in dono perché io lo leggessi ed esprimessi le mie considerazioni..."

Io per risposta, con un briciolo di invidia, gli dico: "Wow! ma è una cosa fantastica! Anch'io voglio leggerlo! Se poi mi dici essere così interessante... Potrei scrivere un post sul blog con le mie considerazioni e pubblicizzarlo... Ok oggi me lo compro!"

So benissimo Editor che la mia recensione sarà più "spartana" e priva di paroloni esageratamente complicati rispetto alla tua, però che c'entra, sarà la mia recensione, che seppur semplice e ovviamente spontanea, ma sarà la mia! (e qui vedo già i sudorini che imperlano la sua fronte... non capisco, in fondo parlo solo di "spontaneità"... mah!).

La sua replica, che come al solito mi smonta non si fa attendere... "A dire il vero, il volume in questione, non si trova ancora nelle librerie dovresti contattare l'autore direttamente e..."

Uffi! Ma non mi faccio intimorire! E "detto e fatto" riattacco il telefono, mi fiondo su fb alla ricerca del contatto e quando lo trovo... Comincio a scrivere: 

"Buongiorno Dott. Mandelli! Mi presento, mi chiamo Zanuso Valeria. Tramite un amico che abbiamo in comune, ho avuto la possibilità di scoprire che ha scritto un nuovo libro, io seguo spesso la sua rubrica "Praline" che trovo sempre interessantissima. Dai commenti che ho letto, penso davvero che debba essere molto interessante! Ora, avendo un blog personale che tratta arte in ogni sua espressione: dalle mostre all'editoria, viste dal punto di vista di una non addetta ai lavori..."Quattro passi nell'arte in punta di pantofole...mi piacerebbe avere la possibilità di leggere il suo volume e magari poterle poi dare, un mio personale riscontro... Sarebbe così gentile da indicarmi dove posso trovarlo?

Grazie e buona giornata, Valeria Zanuso"

E... click, invio! 

Sono emozionata, come sempre quando contatto qualche personaggio importante di questo mondo, come artisti, autori, direttori di musei... Non so mai cosa aspettarmi. E confesso che l'adrenalina va alle stelle!

Attendo la sua risposta con trepidazione e non tarda ad arrivare: "Buongiorno... ect. ect. se lei intende scrivere sul mio libro non posso che esserne onorato... provvederò a fargliene avere gratuitamente una copia!"

Sono al settimo cielo. E dal quel giorno ogni volta che sento il rumore del motorino del postino, arrivare, corro per vedere se il libro è arrivato!

Passano i giorni e niente da fare. Penso: "Ecco, o le poste italiane lo hanno perso oppure il signor Mandelli ha cambiato idea!"

Invece, l'altra sera, tornata dalla mia mitica visita al Mart di Rovereto (vedi i post precedenti), intravedo una busta dentro la buca delle lettere e...


"È arrivato! È arrivato! E salto dalla gioia col mio pacchetto tra le mani!" Non ci posso credere! Vado in camera mia lo appoggio sul comò e lo ammiro come una "reliquia". 

Ho voglia di aprirlo, ma allo stesso tempo voglio gustarmi l'attesa di questo momento. La magia dell'istante. Si, perchè l'attesa, a volte può essere snervante ma altre volte può rendere magnifico un momento.

Respiro a fondo. Basta non ce la faccio più. Ho aspettato anche troppo! Le mie mani fremono, afferrano il pacchetto e lo scartano con cura ed estrema perizia. Non si sa mai. Non voglio rovinare o strappare nulla. Estraggo il libro lo guardo, lo apro, lo annuso (gesto immancabile ogni volta che ho un nuovo libro fra le mani...) e poi mi cade l'occhio sulla prima pagina... C'è pure la dedica! 

"A Valeria Zanuso con stima. Sergio Mandelli" BANG! Sono stesa!


Ho così tanta voglia di leggerlo che anche se sono letteralmente sfinita dalla giornata a dir poco "epocale", non posso non leggere le prime pagine e quando trovo scritto "Per questo il mio invito è di procedere ad un costante esercizio di verifica dei propri pregiudizi, a costo di rompere dei tabù...." Cosa che io faccio abitualmente, capisco che questo libro è giusto per me e mi ha già conquistata.

"Il punto cruciale della sua riflessione è che l'arte è sempre un fenomeno di natura religiosa.

Gli esseri umani sono intrinsecamente esseri religiosi e l'arte è un linguaggio che cerca di comunicare con il mistero,con il regno del sacro."

Da quello che posso capire è che l'arte è stata molto spesso ed esplicitamente, espressione di un collegamento col divino. Basta vedere tutte le opere che raffigurano scene bibliche, santi, papi e quant'altro, presenti nelle nostre chiese. A volte però, soprattutto nel novecento, gli artisti hanno cercato di negare o camuffare questa espressione, questo legame col divino o con un'entità superiore non riuscendoci però completamente.

 

Curiosità: nel 1500 l'artista doveva essere un uomo di cultura, un intellettuale, per dar vita insieme a poeti, letterati e pensatori ad un gruppo di persone che condividessero riflessioni elevate tanto da suggerire nuovi temi da sviluppare. Successivamente, in una epoca molto più vicina a noi, con l'artista Dubuffet che sosteneva esattamente il contrario e cioè che "l'arte era più genuina quanto meno intellettualmente  preparato era  l'artista!", le cose cambiano...

L'arte diventa perciò, una sorta di entità misteriosa, che viene negata agli intellettuali, ma che si rivela a uno spirito "puro", incorrotto dalla civiltà, come quello dei malati mentali... nasce l'Art-Brut

Sono incuriosita ed allo stesso tempo esterrefatta. Mamma mia quante cose devo ancora studiare!

Apprendo con stupore che attraverso le opere di Mondrian, di Picasso e tanti altri. possiamo vedere una piccola porzione del mondo esistente nella loro testa, un mondo che risponde a regole e codici personali ma che, tramite il quadro, diventano in parte evidenti e universali. 

Oh cavoli! Sono "intrippata", non ci avevo mai riflettuto... tutti questi ragionamenti mi fanno impazzire e apprezzare ancora di più il mondo dell'artista o meglio, l'arte in sé. 

Beh, sarò sincera: leggere questo volume è stato veramente un viaggio emozionante ed estremamente illuminante. Scritto benissimo. Complesso ma scorrevole. I tanti riferimenti e collegamenti dell'arte con la religione mi hanno permesso di rispolverare e soprattutto, arricchire le mie conoscenze in materia, non mancando ovviamente di stupirmi con tutti quegli aneddoti. Un'esperienza unica! È confortante sapere che esistono persone al mondo così preparate e capaci di trasmettere il "bello" di questo tanto fantastico, quanto enigmatico, Mondo dell'Arte...

Ringrazio ancora di cuore l'autore per questo splendido dono e non mancherò di consigliarlo a tutti e soprattutto ai lettori del mio blog! Ops, che sbadata l'ho appena fatto!

P.S. E voi che aspettate, dai su è ora di leggere!!!




lunedì 24 agosto 2020

Ho visitato la mostra di Buren a Bergamo!

 21 agosto 2020

Accipicchia! Due giorni fa ero così euforica e oggi mi ritrovo qui un po' stranita a pensare a quello che avrei potuto fare e vedere in questi giorni di pseudo normalità... ma, non avevo fatto i conti sul fatto che anche i "pirati" vanno in vacanza... Mannaggia! Ma una volta, i pirati, non dovevano sottostare ai comandi del loro capitano? Uhmm forse una volta...


Il fatto è questo.


Ho messaggiato a Edo, mio fratello, proponendo un'altra gitarella e lui, mi ha risposto che sarebbe partito l'indomani e che quindi bisognava rinviare tutto di 2 settimane....


Uffi! Odio dipendere ancora dagli altri!
Vabbeh, tanto è che me la devo far andar bene così...

così è ...per ora! Ma arriverà quel giorno che...


Ok, rimetto  dentro l'armadietto tutti i miei sogni, le mie mostre, le mie proposte, le mie scorribande e mi tuffo nella lettura... Sto leggendo un libro di Sergio Mandelli, Il senso dell'opera d'arte, che mi piace tantissimo. Presto ve ne parlerò.


Nel pomeriggio comunque, passano i pirati per farmi un saluto e quando mi presento in cucina pronta per condividere una sana e gustosa merenda a base di di yogurt greco con cereali e biscotti più topping ai frutti di bosco (piccole gioie che di questi tempi fanno bene al cuore e anche al fisico...) Fabio, mi guarda e mi dice: "Allora? Sei pronta? Domani pomeriggio andiamo in quel di Bergamo a vedere la mostra di Daniel Buren... Ti va?"
Forse ho le "traveggole". Ho sentito bene? Forse, il fatto che oggi sia riuscita, dopo mesi e mesi, ad andare dall'estetista per riappropriarmi della mia bellezza (si lo so, sono un po' vanitosa... che ci volete fare, sono nata femmina e cresciuta donna...) Mi ha dato alla testa? Non ci credo!
Respiro... accenno un sorriso... e dico: "Mi stai prendendo in giro vero? È uno scherzo?"
"No, domani si va a Bergamo!" ripete Fabio, col sorriso stampato.
A quel punto non posso fare altro che cominciare con i miei urletti e con il mio sproloquio di frasi a metà: "Ma come? ...ma non dovevate... e a che ora? ... e con cosa...ecc..."
Oh Santa polenta! Sono al settimo cielo. Non credo ancora che i miei pirati abbiano posticipato le loro vacanze di un giorno per me... Allora le piratesse hanno ancora un po' di... fascin... No, potere!!!


L'indomani alle 15'00 partiamo puntuali. Sono elettrizzata all'idea di ritornare a Bergamo. Città che ho visto di sfuggita a gennaio, quando sono stata alla fiera dell'arte (fiera fantastica, di cui ho anche scritto e che magari un giorno pubblicherò qualcosa...!). Oggi vedrò per la prima volta Bergamo Alta, perché il Palazzo della Ragione dove si tiene la mostra è proprio lì. 


Quando arriviamo in città il mio sguardo si posa sul segnale stradale che indica la GAMeC e con nonchalance lancio il sasso: "Se volete poi si potrebbe fare un salto alla GAMeC...." il sasso affonda e non si trova più!!! Peccato. I miei pirati sono ancora un po' acerbi a riguardo!
Vabbeh, accontentiamoci... E soprattutto, non rompiamo troppo... meglio tenerseli buoni!


Dopo aver parcheggiato cominciamo la scoperta di questa cittadina incredibile... Le viette che si snodano in salita con i loro negozietti e botteghe tipiche, dal sapore antico, sono incredibilmente belle e suggestive. Gli scorci che mostrano la Bergamo bassa e il panorama circostante sono mozzafiato. La città è silenziosa o meglio, si sente solo il vociare della gente che passeggia, che ride e si stupisce,  sembra di essere stati inghiottiti in un altro tempo... un tempo lontano... molto lontano.
Noto un posticino graziosissimo adatto per un aperitivo carino e avviso i miei compagni di avventura che poi se volessimo, ci potremmo "assolutamente" fermare lì!


Finalmente dopo una miriade di "Ohhh, guarda che bello... Uhhh e quello, che meraviglia... E cavoli, non ci posso credere..." ci ritroviamo nella piazza centrale e di fronte a me si staglia alto e maestoso il Palazzo della Ragione.



La mostra mi sta aspettando o meglio mi sta letteralmente chiamando. Sono emozionata perché non so bene cosa aspettarmi da un artista così strano e per me sconosciuto (tanto per cambiare!)... E se non mi piacesse? Ok, meglio salire la gradinata ed entrare senza farsi tante inutili domande! 


Appena varco la soglia della sala, il mio respiro si interrompe... lo spettacolo di tele colorate e luminose mi sconquassa... è talmente fine, elegante, leggero e così ben amalgamato a quell'ambiente che capisco all'istante che mi piace... si mi piace... e pure molto!
"Daniel Buren ha utilizzato per la prima volta nel 1965, come supporto per la propria pittura ridotta al grado 0, una tenda da sole, il cui motivo a bande verticali bianche e colorate di 8.7 cm è divenuto, da quel momento in avanti, un dispositivo visivo utilizzato dall’artista in tutti i propri lavori, dalle mostre alle commissioni pubbliche.
Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati nasce dall’incontro tra questi fondamentali orientamenti della ricerca dell’artista e l’interesse più recente per la luce, e in particolare per le qualità e il potenziale estetico e costruttivo della fibra ottica.
In questo suggestivo contesto, i tessuti luminosi di Buren  ridefiniscono gli ambienti gettando “nuova luce” sulle antiche forme del Palazzo e sugli affreschi in esso conservati...
"



Passo davanti ad ogni tela e non resisto dal selfarmi con quasi ognuna di esse. La cosa poi che mi piace di più è che dentro questo vortice di tele luminose mi sento bene, rilassata, in pace. Mi guardo attorno e mi stupisco gioendo davanti ad ogni colore. Scelgo pure quelle che mi piacciono di più (quelle verdi e quelle blu... tanto per farvelo sapere) e mi immortalo con esse. 



Vorrei tanto toccare ma come sempre non si può, allora mi accontento di osservare il tutto a pochi millimetri! Accidenti è spettacolare... ma come cavolo ha fatto a pensare ad una cosa del genere.
Esco dalla sala diversa, ora sono sicura di una cosa: mi piace e ho fatto bene a venire a vederla. 

Ve la consiglio vivamente!  

In quel momento mi chiama Editor, che è curioso di sapere com'è andata. Appena vede il mio sorriso capisce che è stata un successo e io parto a raffica a raccontare ciò che ho visto e ciò che ho provato... e orgogliosa gli dico: "Sai questo Buren ha allestito questa installazione proprio per quella sala... ti rendi conto?"
"Certo" risponde lui "La classica installazione -site specific-"...
Silenzio... e poi, risata da parte mia... "Ahh, ecco cosa voleva dire "site specific "... a me piaceva usarlo perché mi sembrava che rendesse tutto più "figo"...ah ah ah..."
Editor non sta ridendo affatto... Anzi, sta sospirando e alzando per l'ennesima volta gli occhi al cielo... e cosa sarà mai..., è meglio capire le cose tardi...che mai!!!  Mi chiede se mi sono comportata bene evitando di fare qualche mia bella figuretta... non capisco, ma perché mai dovrebbe avere questo timore... bah!
Rispondo ridendo: "Per ora sono stata una Piratessa modello... per ora... la serata però, è ancora lunga!" E lui si mette le mani nella testa!


P.S. E voi che aspettate? Andate a vedere questa  mostra intrigante e godetevi questa meravigliosa città!

P.S. Della mostra di Buren a Bergamo avevo già scritto, vi ricordate? Ah no? allora cliccate QUI