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venerdì 27 marzo 2020

MERZ e i suoi Igloo... HangarBicocca Cap. 2


Novembre 2018

Sono ancora alquanto scossa dall' aver appena visto e ammirato l'opera che per la prima volta mi ha fatto volare su in alto con l'anima: le "Sette Torri Celesti" di Anselm Kiefer, al Pirelli Hangar Bicocca (vedi post Bendata ad occhi spalancati - HangarBicocca Cap.1), che vengo catapultata direttamente all'esposizione di Mario Merz "igloos" ospitata sempre all'Hangar.
Quando entro nella sala mi accoglie uno spettacolo inusuale... un enorme igloo fatto di metallo. Sopra e dentro, degli elementi naturali: una renna che lo sovrasta, rami secchi...
Poi girando lo sguardo mi accorgo che ci sono tantissimi igloo... Wow strabiliante...!
E sono tutti fatti in mille modi diversi, sempre con materiali poveri o naturali.
Guardando bene e girando intorno a queste "strane opere" scopro che tutte hanno anche una scritta al neon o una serie di numeri, che poi mi viene spiegato che non sono numeri a caso ma una sequenza chiamata Codice Fibonacci (ora su, non fate finta di niente e non ditemi che non conoscete il Codice Fibonacci... Beh, io non lo conoscevo e sono dovuta andare a documentarmi. Ma ovviamente quando mi è stato detto, ho mentito clamorosamente, per non fare la solita mia figuretta,  dicendo un "ah, ma è vero, è il codice Fibonacci!..." e comunque per facilitarvi il compito... cliccate qui).

Gli igloo diventano per l’artista l’archetipo dei luoghi abitati e del mondo. La metafora delle diverse relazioni tra interno ed esterno, tra spazio fisico e spazio concettuale, tra individualità e collettività. Queste opere sono caratterizzate da una struttura metallica rivestita da una grande varietà di materiali di uso comune, come argilla, vetro, pietre, juta e acciaio – spesso appoggiati o incastrati tra loro in modo instabile – e dall’uso di elementi e scritte al neon.
Insomma trovandomi in questo grande spazio la mia curiosità è immensa. Voglio vedere tutti gli igloo, in cosa si caratterizzano, in cosa si differenziano, voglio leggere le scritte e decifrare quelle in inglese. Mi sembra di essere dentro ad una caccia al tesoro voglio scoprire l'igloo più particolare, quello che farà smuovere dentro di me qualcosa o quello che scatenerà quell'energia che comincerà a scorrere nelle vene. Quello che farà brillare di luce la mia anima, il mio spirito... Si perché in questo luogo si respira un'aria misteriosa, mistica, magica.


Alla fine, dopo tutto il mio vagare per cercare il "mio" Igloo, comprendo che quello che più mi piace, è anche quello che forse mi rappresenta di più (ovviamente secondo il mio modo di sentire). E' quello che racchiude dentro di sé una macchina da scrivere... ok io adesso, sinceramente parlando, non so precisamente cosa volesse intendere il signor Merz... so solo che dentro di me ho sempre avuto questo desiderio di leggere, di scrivere, di raccontare... Ed io, semplicemente, lo interpreto così... Un modo di comunicare ciò che si prova dentro se stessi con il mondo che ci circonda...
Ci avrò azzeccato? A mio parere forse si  o forse no. Ma che importa.
Importante è che questa installazione mi abbia fatto pensare, ragionare e a modo suo gioire per nuove rivelazioni!!

P.s. a volte non dobbiamo x forza ostinarci a capire il senso dell'artista possiamo provare a proporre il nostro senso...l'arte in questo ci lascia liberi!




Da oggi, inserisco una nuova rubrica... LA FRASE DEL GIORNO... la potrete trovare ai piedi del post o di spalla a dx dell'articolo... Ci sono frasi che mi fanno letteralmente impazzire, altre che mi invitano a riflettere altre ancora che avrei voluto persarle io! 

- LA FRASE DEL GIORNO -

“Le masse vogliono apparire anticonformiste, così questo significa che l'anticonformismo deve essere Prodotto per le masse.” 
Andy WARHOL

mercoledì 18 marzo 2020

Bendata ad occhi spalancati - HangarBicocca Cap.1


novembre 2018

Qualche giorno fa, l'8 marzo del 1945 a Doneveschingen (Germania) nasceva Anselm Kiefer.
Chi è Kiefer? Io vi racconto come l'ho scoperto...

Una delle prime installazioni site-specific che ho avuto la fortuna di vedere dall'inizio di questo mio viaggio alla scoperta dell'arte, sono stati i Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer all'Hangar Bicocca Pirelli di Milano.
Le 7 Torri alte fino a 18 metri apparentemente "instabili e pericolanti" sono realizzate recuperando container di cemento armato ai quali si aggiungono elementi diversi inseriti tra i vari piani di ciascuna Torre o disseminati a terra sul pavimento (frammenti di vetro, carta, cenere, fiori appassiti, grandi libri bruciati in piombo, scritte di numeri e nomi in riferimento alla Shoah).
L'opera deve il suo nome ai palazzi descritti in un antico trattato ebraico in cui si narra il simbolico cammino di iniziazione spirituale di colui che vuole Avvicinarsi al cospetto di Dio.
In effetti la tensione verso il cielo è un elemento centrale dell'ispirazione dell'opera. La tensione verso l'alto è forse quella che prevale, Kiefer tiene conto della tendenza ambivalente dell'uomo....tendenza distruttiva e della sua possibilità di rinascita.
Ora arriva ciò che io ho provato nel trovarmi in questo luogo mistico...
Chi mi ha portato mi ha bendato. Nell'istante in cui ho potuto aprire gli occhi sono rimasta senza fiato!
Davanti a me si stagliava una Torre Maestosa che mi incuteva insicurezza e paura da un lato (sembrava mi crollasse addosso da un momento all'altro e quindi le mie gambe hanno cominciato a  tremare) e dall'altro, invece ho sentito una forza interiore che mi invitava a meditare a volare in alto ad assaporare la magnificenza del mistico e qui il mio cuore ha cominciato a battere forte!
Un misto quindi di emozioni tra paura e voglia di rinascere, di avvicinarsi all'indescrivibile e al non conosciuto...

 P.s. esperienza assolutamente da fare e rifare più volte... e in silenzio!



venerdì 31 gennaio 2020

Museo '900 Milano, Lucio Fontana "Struttura al neon"


novembre 2018

La prima volta che sono entrata al museo del '900 di Milano, mi sentivo quasi impaurita per il fatto che era un ambiente a me nuovo, sconosciuto, ma allo stesso tempo mi sentivo anche trasportata da un'onda di energia che mi avrebbe portato per la mia prima volta alla scoperta di tanti artisti, ahimè ancora ignoti... che imbarazzo!
Se in quel momento qualcuno mi si fosse avvicinato e mi avesse fatto una qualsiasi domanda avrei fatto finta di essere straniera e non capire!!!
La cosa buffa è che ero si da sola, ma fortunatamente la persona che mi aveva mandato in "missione"(Il tizio in questione è Mr. Gallery. Imparerete a conoscerlo. Comunque si, questa era una vera e propria missione: provate a ritrovarvi di fronte ad opere indecifrabili e cercare di affrontarle con un minimo di dignità!) mi aveva anche suggerito di contattarla al telefono in caso di dubbi.
Ovviamente per non far vedere la mia troppa ignoranza in materia ho resistito... e quindi si è fatta sentire lei... forse incuriosita!
Scena: mi trovo in una sala enorme con vetrate che danno su Piazza Duomo... in un angolo vi è un monitor con un video che scorre... null'altro.
Cominciamo bene... penso. Suona il telefono
- Pronto ciao allora come va?
- Benissimo è grandissimo questo posto!
- Dove ti trovi ora?
- Mah... in una sala che si affaccia a Piazza Duomo, ma qui non c'è ancora nulla di interessante...
 Dall'altra parte del telefono sento sospirare...
 - Sicura che non ci sia nulla? Li dovrebbe esserci una favolosa opera di Lucio Fontana...
 - Beh,  forse l'hanno spostata ...qui a parte una tv che manda l'intervista di un artista straniero e a parte le luci al neon non c'è altro...
 - Ecco le " luci al neon" di cui parli sono un'installazione importantissima di Lucio Fontana... con "Struttura al neon", installazione fatta di metri e metri di tubi al neon, Fontana, come una vecchia tessitrice, unisce la scultura e la pittura allo spazio.
...Silenzio... guardo bene... mi sento piccola piccola... comincio a ridere insieme al mio interlocutore... non rido solo x l'eclatante "figuretta"... rido perché sono felice: ho conosciuto la mia prima opera di Fontana!!!

P.s.
In una mostra, in un museo, non dare mai nulla x scontato!!!