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mercoledì 2 dicembre 2020

A Bruxelles per una Cioccolata calda con...

Dove eravamo rimasti?  (Se non ti ricordi clicca prima  QUI )

Mi sveglio un po' infreddolita.

Questa notte la temperatura deve essere scesa di un bel po'. 

Apro il portellone del Van, rischio l'assiderazione istantanea. Mi stropiccio gli occhi e vedo davanti a me un luccichio sfavillante che quasi mi abbaglia. Il canale dove ieri si riflettevano le stelle è ricoperto di una lastra di ghiaccio che con i raggi del sole, si illumina e riflette bagliori scintillanti. Sembra di essere dentro ad un libro fantastico, uno di quelli per bambini.

Ok, prima che mi prenda un accidente, ritorno dentro e accendo la stufa. Si, mi faccio un buon caffè bollente. 

Oggi andrò a visitare il Museo Magritte a Bruxelles.  

È da quando sono stata a Venezia con Mr. Gallery alla Peggy Guggenheim Collection, ed ho visto per la prima volta una delle sue opere (se sei curioso clicca QUI), che mi sono ripromessa che un giorno avrei assolutamente preso l'aereo, volato fino a Bruxelles e varcato la soglia del Museo a lui dedicato. Ok, allora il van non ce l' avevo ancora e mi dovevo accontentare dell'aereoplano! 

Mi metto in marcia, non dovrebbe mancare molto alla città. Il paesaggio che si pone attorno a me è costellato di casette e minuscoli paesini. Sembra di essere quasi dentro ad un presepe tanto è suggestivo. La cosa d'effetto è vedere quel filetto trasparente che si leva dai comignoli. Mi ritrovo subito dentro ai tanti libri di favole che ho letto alla mia pesticciola. 


Il solo ricordo di lei che si accoccola al mio fianco pronta per ascoltare il mio racconto, mi fa venire un lacrimone.

Sorrido con dolcezza al ricordo.

Finalmente dopo aver sbagliato incrocio per ben due volte, arrivo nei pressi del museo. 


Sono elettrizzata come sempre del resto in queste occasioni, ma oggi, sarò sincera, non vedo l'ora di entrare perchè fuori c'è un freddo tremendo anche se, essendo oggi il primo giorno di dicembre, è una goduria osservare i negozietti e le case addobbate a festa. Una musica natalizia si sente in sottofondo. Guardo in su e respiro l'aria frizzante, il cielo non promette bene.  I miei capelli vengono scompigliati da un mulinello di vento. Brrrrrr che freddo! Mi infilo subito il berretto di lana che mi ha regalato Fabio, uno dei miei pirati e subito sto meglio. Speriamo non nevichi. Un fiocco di neve si poggia sulla punta del mio naso... Come non detto!

Ok, ci penserò dopo.

Il museo si trova in Place Royale vicino ai Musei Reali di Belle Arti del Belgio.

Attraverso la piazza e mi dirigo dritta alla biglietteria del museo. 

Ce l'ho fatta! 

Sono riuscita nel mio intento. Sono orgogliosa di me. Mi faccio un bel selfie e lo mando a Editor. In fondo è merito suo se Magritte ha fatto breccia nel mio cuore, sbalordendomi con le sue stranissime opere surrealiste.

Il Musée Magritte situato nel cuore di Bruxelles, riunisce la più grande collezione al mondo del famoso artista surrealista. Pensate che sono esposti 230 opere. Lo spazio multidisciplinare ospita dipinti, gouaches, disegni, sculture e oggetti dipinti, oltre a manifesti pubblicitari, spartiti musicali, fotografie e film. Il Museo conserva anche la più importante collezione del periodo delle "vache" dell'artista (opere raffiguranti dei personaggi a metà strada fra figure grottesche e idoli dei fumetti)

Mi immergo a capofitto nelle sale e sono letteralmente inebriata da tutte queste opere così irreali... cioè surreali. 



Ora, io mi reputo una persona che viaggia molto con la mente... ma qui ragazzi... la creatività supera ogni limite. Ma quanto cavolo si ingegnava? E poi la cosa che mi colpisce di più è che a volte è proprio fissando l'opera che cominci a scoprire una serie infinita di particolarità assurde. Waw. Che universo fantastico!

René Magritte, detto anche le saboteur tranquille per la sua capacità di insinuare dubbi sul reale attraverso la rappresentazione del reale stesso, non avvicina il reale per interpretarlo, né per ritrarlo, ma per mostrarne il mistero indefinibile. Intenzione del suo lavoro è alludere al tutto come mistero e non definirlo.

"Essere surrealisti significa bandire la nozione di déjà vu e cercare il non ancora visto".

René Magritte

Direi che questa affermazione risponde a tutte le mie domande.

Il Surrealismo è un movimento artistico nato ufficialmente con l'apparizione della Manifeste du surréalisme ("Manifesto surrealista") nel 1924. Il movimento deve il suo nome al poeta francese Guillaume Apollinaire, che nel 1917 usò quel termine per nominare una forma di espressione che va oltre il realismo.

Passo 2 ore e mezza a scoprire e a sorprendermi davanti ad ogni opera che incontro. È molto stimolante e mi fa fare ragionamenti quasi assurdi.

Sono esausta, mentalmente esausta. Ho assolutamente bisogno di un qualcosa di dolce.

Esco dal museo e resto senza parole. 

Tutto e coperto di bianco. È surreale. I rumori sono ovattati e l'atmosfera è tipica di un paesaggio natalizio... è fantastico. 



Mi sembra di essere dentro ad uno di quei paesaggi con  casette e negozietti adornati di lucine e tanto di albero luminoso che gira... di quelli che si mettono sopra la credenza nel periodo natalizio.


Entro in una piccola pasticceria caffetteria e trovo un posticino su una comodissima poltroncina vicino alla vetrina... Mi ordino una cioccolata calda. A Bruxelles è d'obbligo! I fiocchi di neve scendono lievi e leggeri. 

Sogno ad occhi aperti di giocare con Zoe a palle di neve. In quel momento... una palla di neve si schianta sul vetro facendomi sobbalzare e urlare. Poi vedo un tizio che si avvicina al vetro e lo ripulisce dalla neve. In quel momento lo sto insultando perché mi ha fatto prendere un colpo. Mi blocco. Lui che è super "imberettato" mi guarda e mi strizza l'occhio, facendomi la linguaccia. Ma brutto screanzato! Ma come si permette. Poi vedo che si dirige verso la porta... sta per entrare e... togliendosi il berretto viene verso di me... Non ci credo!... "Editor?!? Cosa ci fai qua..."

To be continued...

lunedì 30 novembre 2020

In viaggio tra le stelle nel mito di Cassiopea...

Finalmente il Van è ritornato tra le mie mani! E' pomeriggio e decido di partire. 

Direzione... Bruxelles: Museo Magritte. 

Scarlett insiste perché mi fermi per la notte ma sento che è ora di ripartire. 

Allora con la sua gentilezza innata, mi riempie il frigo e la dispensa di prelibatezze. E abbracciandomi mi augura buon viaggio! 

Mi metto in moto. Sono felice. Ho conosciuto persone splendide, disponibili che mi hanno fatto sentire a mio agio. Mi sono sentita libera di essere spudoratamente me stessa. Senza filtri, senza finzioni, senza giudizi. 

Si, ho combinato qualche piccolo pasticcio... ma niente che non fosse risolvibile... E poi ho cantato a squarcia gola, mi sono anche leggermente "inciuccata" con la birra, ho cucinato e sfidato le forze gravitazionali della cucina. Ho litigato con anatre o oche che siano, "nuotato" nei loro escrementi... ma soprattutto ho riso, ho respirato, sono stata bene. Sono stata Me.

Il buio avvolge ora tutto il paesaggio. Fa molto freddo. Credo che la temperatura questa notte scenderà sotto lo zero di un bel po'.

Guido prudentemente. Il ghiaccio mi fa paura.

Una leggera nebbiolina si sta levando e quindi, quando non vedo più un ficco secco, anche per la stanchezza, mi arrendo e cerco un posticino dove posteggiare la mia casetta "viaggiante". 

Mi faccio una cenetta frugale e poi con una bella tazza di tisana fumante esco. 

La nebbiolina di prima si è momentaneamente diradata. Attorno a me solo canali che sicuramente, questa notte ghiacceranno. 

Guardo l'acqua e colgo un qualcosa di magico. Si, ci sono dei riflessi. Metto a fuoco... O mamma, che spettacolo! Ci sono un miliardo di puntini luminosi. Alzo lo sguardo al cielo e lo spettacolo di stelle che mi si para davanti è a dir poco stupefacente.



Sorrido, in quel momento squilla il telefono! Sempre nei momenti meno opportuni! E... indovinate un po' chi è? Si è lui: Editor. 

Sicuramente vorrà sapere dove mi trovo esattamente... mica lo so ovviamente! Sapete, ho scoperto che in fondo in fondo, è anche un po' umano, poco eh... non esageriamo. 

Forse si sente in dovere di tenere sotto controllo questa eterna adolescente. Si perché a detta sua "non c'è  da fidarsi!" Capperi! Eppure mi sembra di essere una "super piratessa"! Chissà!

"Ciao allora sei arrivata a Bruxelles?"

"Bah, a dire il vero non saprei... ma ti posso assicurare che sono in un posto fantastico e... sto ammirando un cielo stellato sbalorditivo"

"Wow! Raccontami, dai..."

"Raccontami??? Ma non si può raccontare! Si può solo "vivere" un momento come questo!

A volte Editor mi lascia... come dire? Spiazzata...

"Come puoi raccontare un cielo così..."

"Sono sicuro che tu lo puoi fare... Anche perché è impossibile farti star zitta... blateri in continuazione e se non hai nulla da dire.... ti sforzi pur di trovare il pretesto per farlo..."

"Uhmmm allora me ne starò zitta..."

Passano 2 secondi... 3... 4...

Ok, non ce la faccio! Ha ragione ho un'esplosione dentro.

"Ok touché! Vuoi sapere cosa ne penso ti accontento subito...



...Io vedo un tappeto di minuscole lucine, lo so che sono stelle, ma rappresentano di più. Per me potrebbero benissimo essere sogni realizzabili o possibilmente realizzabili o irrealizzabili ma sogni belli. Per me potrebbero essere viaggi, viaggi lontani e avventurosi. Per me potrebbero essere sorrisi che donano morbidezza alle  lunghe giornate. Per me potrebbero essere voci che arricchiscono in ogni istante la mia esistenza. Per me potrebbero essere colori che rendono viva la mia anima. Per me potrebbero essere le mille fragranze che permeano il mio olfatto...

...Più le guardo e più mi vengono alla mente un vortice di stelle che vuole avvolgermi con tutta la sua incredibile magia ed io sono pronta a lasciarmi travolgere..."

"Caspita... lo sapevo che avresti trovato le parole per esprimere quello che provi. Sì ok, in modo contorto e in un linguaggio arcaico preistorico come sempre, ma lo hai fatto...

Sai immaginando quello che mi hai raccontato, mi viene da pensare al "cielo stellato" di Van Gogh..."

"Giusto!!! Ecco la mia prossima tappa potrebbe essere benissimo ad Amsterdam al museo Van Gogh!..."

Il freddo glaciale sta pungendo il mio naso ma non ho voglia di rientrare... l'aria surreale mi trattiene... i miei occhi si perdono ancora... guardo in sù e mi viene spontanea una domanda:

"Editor, qual è la tua costellazione preferita...?"

"Perché? Adesso uno dovrebbe avere pure la costellazione preferita? Ma che cavolo" Io sarò di vecchio stampo ma ai miei tempi si parlava di colore, film, piatto preferito..."

Dimenticavo che è proprio un Orso! 

"Beh, io ce l'ho, o per lo meno è quella che ha la storia più affascinante..."

"Percepisco che non vedi l'ora di dirmelo e se anche ti dicessi che non mi interessa tu troveresti il modo di dirmelo... quindi... Dimmi..."

"Si, si, Ok... allora... è... si, è Cassiopea... e ora stai zitto! Ascolta per una volta..."



Entro in modalità cicerone. Ah tiè questa volta ti ho fregato la scena Editor...

"Questa costellazione è di facile riconoscimento grazie alla sua figura a zig-zag, si nota specialmente nelle notti stellate autunnali come questa, sebbene dall'emisfero nord sia ben osservabile per quasi tutto l'anno ed è attraversata dalla Via Lattea.

Cassiopea fu la moglie vanitosa e boriosa del re d'Etiopia Cefeo, che si trova vicino a lei in cielo a formare le uniche due costellazioni celesti dedicate a un marito e a una moglie. 

Un giorno, mentre era intenta a pettinarsi i lunghi capelli ricciuti, Cassiopea osò dichiarare di essere più bella delle Nereidi, le ninfe del mare. Le Nereidi erano le cinquanta figlie di Nereo, il cosiddetto Vecchio del Mare. Una di esse, Anfitrite, era la sposa di Poseidone, il dio del mare. Le Nereidi si rivolsero a Poseidone perché punisse Cassiopea per la sua vanità, e il dio mandò un mostro a razziare le coste del paese di Re Cefeo.

Per acquietare il mostro, Cefeo e Cassiopea incatenarono la figlia Andromeda a una costa rocciosa per sacrificargliela, ma la fanciulla fu sottratta a quell'atroce destino dall'eroe Perseo, come narra uno dei più famosi racconti di salvataggio della storia.

Come ulteriore punizione a Cassiopea toccò di girare eternamente intorno al polo celeste, a volte in una posizione poco dignitosa, cioè sottosopra. In cielo è rappresentata seduta sul trono che giocherella con i suoi capelli..."

Finisco di raccontare tutta soddisfatta la mia storia ma... dall'altro capo del telefono sento uno strano rumore... sembra il tipico rumore di chi sta ronfando di gusto!

Non ci posso credere! Si è ADDORMENTATO!

E poi ditemi che non è Orso! Sono stizzita! Si, perché per una volta tanto che volevo mettere in mostra il mio sapere... lui... vabbè lasciamo perdere... sorrido tra me e me, riguardo il cielo e proprio alla mia destra la vedo. Si è lei! E' Cassiopea... le strizzo l'occhio e le dico "Se fossi vissuta nella mitologia come te, probabilmente, scaramacai e vanitosa come sono, sarei lì al tuo fianco... Buona notte stelle."



lunedì 6 luglio 2020

Alla Moderna Galerija Ljubljana... ok, è troppo anche per me!

Lunedì 6 luglio 2020

Eccomi di nuovo qua! 
Ancora una volta a proporvi un breve testo scritto qualche tempo fa...
E' stato uno dei primi. Scritto più come "appunto" che come post vero e proprio... 

Perchè ho scelto questo? Perchè in queste poche righe vi racconto di un'avventura svoltasi in Slovenia, con mia cognata Gori, che di fatto è la vera testimone oculare della mia metamorfosi... Ovvero, lei ha vissuto e "visto" in prima persona di come sono finita "imbrigliata" nella scoperta dell'arte...

P.S. Ho scelto questo anche perchè, proprio in questi giorni lei che può, è tornata "sulla scena del delitto..." ovvero il luogo dove è avvenuta la suddetta "illuminazione": il sud della Sardegna!



dicembre 2019
Sono in viaggio verso il centro di  Lubiana con mia nipote Nadia, sua cugina Sara e mia cognata Gori.

Sto guidando e qui tutte ridono e mi prendono in giro ricordando la gita al museo di arte contemporanea fatta lo scorso aprile (vedi il post a cui mi riferisco, cliccando QUI).

Io sono felice. Almeno ho lasciato un segno e se lo ricorderanno a vita!.

Oggi il mio obiettivo è visitare un'altra Galleria d’Arte Moderna (Moderna Galerija Ljubljana) che è il Museo d’arte moderna slovena. Si può visitare la collezione permanente,  costituita dalla selezione della migliore arte slovena del sec. XX.

Oltre a quella, la galleria ospita inoltre mostre temporanee, dove ciclicamente, si presentano le nuove prassi artistiche.

Inutile dire che quando, oggi a pranzo, ho proposto la gita, a tutti i presenti gli si sono rizzati i capelli. Qualcuno ha cominciato a tossire nervosamente, altri si sono dati letteralmente alla fuga...
In un attimo mi sono ritrovata con mia cognata e mia nipote che per gentilezza si sono offerte di accompagnarmi in città, specificando che mentre io visiterò il museo, loro faranno shopping sfrenato!

E allora eccomi qua, davanti al museo. Sono come sempre elettrizzata e pronta ad accettare la sfida: capirò qualcosa questa volta? Bah!
Entro mi dirigo alla cassa e dico: "One ticket please!" E fin qua tutto bene!
Ora viene il peggio.
Vorrei chiedere da che parte inizia la mostra visto che ci sono 3 porte.
Guardo la hostess dirigendomi verso la prima e lei mi fa cenno di no aggiungendo qualcosa...
Ok vado in quella centrale e ancora un deciso No...
ok ora non posso sbagliare inforco la terza porta ed entro come un missile per non sentirmi dire ancora qualcosa!

Mi ritrovo in una grande sala, un po' spoglia, con luci fioche che non aiutano certo a far risaltare queste opere slovene!
In più ci sono dei vasi con piante ornamentali da appartamento a rendere tutto ancora più triste.

Guardo le opere, leggo i nomi degli autori, non ne conosco uno. Ammetto però che alcune le trovo davvero interessanti...

Di fronte ad un dipinto, mi illumino! Finalmente riconosco qualcosa! Si questo o è Magritte o è Dali!
Invece, essendoci solo artisti sloveni è Stane Krager... Ok, mai sentito! Però è simile dai... ci sono andata vicina...

Ci sono tele veramente interessanti colorate e fatte con materiali diversi, E sculture alquanto strane... per me ancora incomprensibili.

Mi piace essere in questo posto perché sembra di essere in un pianeta diverso, marziano, e qui siamo nella parte dell'esposizione permanente.

Quando arrivo all'esposizione temporanea sollevo bandiera bianca. Mi arrendo fogli bianchi con discorsi lunghissimi spiegano le opere ed io non comprendo nulla!
Ok, osservo pacifica e cerco di dare una mia interpretazione, anche se mi risulta una sfida difficilissima...

Vabbè, osservo e l'interpretazione la lascio agli sloveni... Per questa volta, Ok? Solo per questa volta!!!
Esco dal museo comunque contenta e soddisfatta di averci provato anche sta volta...

Vabbeh, non avrò compreso ma ho visto qualcosa di nuovo e ho ampliato il mio bagaglio artistico! Almeno ne sono convinta.
Ora raggiungo le mie accompagnatrici in pasticceria e... una bella fetta di Sacher mi aspetta!
Quella si, la comprendo benissimo!

P.s. Mai arrendersi nemmeno difronte all'evidenza!







martedì 7 aprile 2020

Il cielo è sempre più blu... quasi come quello di Magritte!



ottobre 2019

Questa mattina ho aperto la finestra della mia camera convinta di ritrovarmi di fronte il solito panorama degli ultimi 4 giorni: Nebbia fitta!

Invece no! Qualcuno mi ha fatto un piacevole scherzo... ho guardato il cielo e gli angoli delle mie labbra si sono alzati formando uno splendido sorriso!
Davanti a me infatti avevo un magnifico cielo terso, luminoso.
Insomma il cielo di Magritte!!!
Avete presente? Si proprio lui!
Uno dei massimi esponenti del surrealismo insieme a Dalì, Ernst, Gris, Mirò e tanti altri...

L'intensità dell'azzurro e le nuvole bianche che in esso fluttuavano mi hanno dato l'impressione di essere dentro ad uno dei suoi quadri che ho visto durante una mia visita al Guggenheim di Venezia. Ricordo che quel giorno prima di arrivare nella piccola sala che lo ospita, insieme ad un'altra meravigliosa opera di Bacon (di lui vi parlerò in un altro post), sono stata bendata con un foulard e nel momento che mi è stato tolto... il mondo x un attimo si è fermato...!
Non sentivo, non udivo più nulla avevo solo occhi per lui "l'impero della luce".
Un'opera sensazionale che incanta e disorienta a causa dell'impossibile giustapposizione di due palesi opposti: il giorno e la notte.
La cosa ancora più curiosa è cercare queste contrapposizioni nelle sue opere e restarne quasi confusi.

Trovarsi al cospetto di tanta grazia e tanta bellezza ti fa proprio capire il perché l'Arte sia il mezzo più propenso per far star bene le persone, è impossibile non trarne beneficio.
Ed oggi, fortunatamente, si sente parlare di Arte-Terapia.
La cosa curiosa di tutto questo è, che la visione di quel cielo, con quell'intensità di luce e quella forza nei colori, che stavo ammirando, è durata giusto pochi minuti perché poi ha cominciato a cambiare... casualità? coincidenza? fato? Io non lo so.
So solo che ciò, mi ha permesso di avere l'ispirazione giusta per scrivere per voi!

P.S. Il più delle volte le cose accadono per caso... sta a noi coglierne il significato giusto... sempre se lo vogliamo!




- LA FRASE DEL GIORNO -

"le azioni più decisive della nostra vita sono il più delle volte azioni avventate" 
André Gide

martedì 25 febbraio 2020

Di Zoe, BanKsy, Rothko e altre storie veneziane Cap.1

Gregge di pecore (foto dal web)

domenica 16 febbraio 2020
 
Sono in auto, assediata da almeno 400 pecore che ci circondano...
Tra 20 minuti ho un treno che mi porterà a Venezia che vorrei prendere...
E invece? Mi ritrovo qui a sbattere la testa sul volante... Con mia figlia, si c'è anche Zoe, che ride e mi guarda perplessa come fossi una pazza...
Ok, siamo partite da casa un po' di corsa, ma chi poteva immaginare che nel nostro tragitto avremmo trovato il guidatore della domenica che va ai 40 all'ora, il gruppo di ciclisti che occupa tutta la corsia e la transumanza delle pecore???
Zoe dice che le sembra di essere in un film!!! "Si dell'orrore!" penso io!
Arriviamo comunque in stazione e troviamo un parcheggio... Miracolo!... Visto come è incominciata la giornata... speriamo questa sera al ritorno, di non trovare sorprese...!
Ci mettiamo a correre e riusciamo a prendere il nostro treno al volo!!!
Oggi mi sono posta 3 obiettivi: uno, riuscire a scovare il graffito "Bambino profugo nel vento" di Banksy; due, portare Zoe a fare un laboratorio d'arte al Guggenheim su Frank Stella e tre, approfittare nel frattempo di visitare il museo e riguardare con calma alcune opere di cui oggi, conosco qualcosa in più.

Banksy a Venezia

Arrivate a Venezia impostiamo il navigatore del telefono alla ricerca del nostro Banksy e...
ad un certo punto da lontano i miei occhi lo vedono! Anche Zoe lo intravede e cominciamo a urlare super eccitate come 2 bambine di 10 anni (o meglio io incomincio ad urlare come una bimba di 10 anni... Zoe li ha!!!).

Cerchiamo, attraversando calle e ponti, di arrivare al punto di osservazione esatto... ci siamo solo noi e Lui. Il mio cuore sta battendo forte, continuo a saltellare e a dire "guarda, guarda Zoe è lui, ti rendi conto è lui? E noi siamo qui, non ci posso credere!"... la trepidazione è talmente forte che sono travolta e scossa da brividi. Potrei mettermi a piangere da un momento all'altro, da quanto è forte l'emozione! Vorrei dire al mondo intero che sono qui, di fronte alla mia prima opera di Banksy vista dal vero! Faccio un sacco di foto da poter condividere con tutti voi! Zoe è emozionata si, ma rimane con i piedi per terra e mi dice ridendo "mamma stai calma!!!".

Dopo essermi ripresa dalla forte emozione e metabolizzato il momento, ci dirigiamo verso la Guggenheim Collection. Attraversando uno dei tanti ponticelli ci troviamo per caso caso di fronte a Palazzo Franchetti dove fatalità è in corso, ed oggi è l'ultimo giorno, una mostra su tanti artisti del '900 (di cui vi parlerò in un altro post, perchè ovviamente non ho resistito e ho convinto Zoe ad accompagnarmi).
Poi proseguiamo verso il nostro secondo obiettivo.
Quando arriviamo alla Guggenheim, veniamo accolte da un gruppo di giovani ragazzi stranieri, che parlano benissimo italiano ed inglese. Sono i tutor del corso... prendono in affidamento il gruppo di aspiranti artisti, circa una decina, e si avviano a fare le loro attività artistiche...
Zoe è felice ed emozionata!
Rimango da sola. Con ancora il Banksy nella mente, prendo l'audioguida e comincio la mia visita.

La prima opera che incontro è quella di Magritte (di cui ho scritto un post che prima o poi pubblicherò) e qui immediatamente, scatta un selfie.

Poi ritrovo "L'Oiseau dans l'espace " di Brancusi, una scultura magnifica, elegante, perfetta... e qui si avvicina una hostess che mi chiede se parlo inglese e se desidero che mi illustri quest'opera. Io ovviamente rispondo "certo che parlo inglese... cioè, un po'... si, abbastanza... più o meno". Dopo meno di un minuto, la supplico di spiegarmi le cose in italiano perché non ci sto capendo nulla!!! Poteva mancare la mia bella figuretta quotidiana? Vabbeh, me ne infischio e proseguo la mia visita, soffermandomi su opere di artisti che l'ultima volta che sono stata qui, ancora non conoscevo ed apprezzavo. C'è Paul Klee, Max Enst, Alberto Burri, Jasper Johns e quando vedo "Lui" mi sciolgo... si "Lui" il mio primo Rothko!!! E' attrazione fatale!
Il selfie è d'obbligo e non contenta chiedo ad una turista francese se mi può fare una foto...

Con Mr. Rothko

Se potessi lo abbraccerei...  l'opera e anche l'artista ...e anche la francese da quanto sono contenta!
La tranquillità, la calma, il silenzio assordante che riesce a trasmettere sono unici, sensazionali.
Ecco ora sono in pace! Guardo l'ora e mi accorgo che è già passata un'ora e mezza... e penso: "Oh mamma, Zoe!"
Corro all'entrata e in quell'istante arriva con la sua opera d'arte fra le mani... spettacolare!!!
È entusiasta e mi chiede già, se possiamo tornare ancora a fare anche gli altri laboratori...
Il mio cuore scoppia letteralmente di gioia...
Ora però, visto che è carnevale ci meritiamo una bella frittella gigante veneziana!!!!


P.s. Anche se Banksy lo avevo già visto al Mudec è bello ritrovarsi emozionati  davanti ad uno ancora, lì dove è stato concepito...Trovate il vostro... in Italia ce ne sono 2 uno a Venezia e uno a Napoli, normalmente vengono staccati o cancellati...questi due sono ancora lì!!!

Beh, un Burri così non lo vogliamo "selfiare"?


per vedere gli altri miei interventi su Banksy, clicca qui