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domenica 12 aprile 2020

CAMPIGLI... Massimo Campigli

Domenica 12 aprile 2020
SS PASQUA

Beh, innanzi tutto... volevo augurare a tutti Voi, una Buona Pasqua a "regola d'Arte" 


con un'opera intitolata "uovo in scatola" di uno degli artisti che mi intriga di più... 
Piero Manzoni
e poi... 
invitarvi a continuare a seguirmi... Buona lettura!




14 marzo 2020

Sabato sera.
Sono sul divano con Zoe. Lei sta guardando alla tv Confu Panda ed io... io che non amo quel tipo di cartone (fosse stato la Bella e la Bestia, mi sarei fiondata davanti allo schermo, sfoderando il mio estro musicale a cantare l'intera colonna sonora a squarciagola...) sono davanti al mio portatile intenta a scegliere un docu/film di qualche artista famoso sul programma Art Night di Rai Play (ricordate il post... vabbeh provate a cliccare qui...).

Qui di nomi ce ne sono una valanga e non so davvero chi scegliere.
Cerco qualcosa di conosciuto ma vorrei, allo stesso tempo, qualcosa di nuovo.
Il mio sguardo cade su Campigli.... uhmm, Massimo Campigli mi ricorda qualcosa ma non riesco a ricordare cosa. Poi vedo anche un docu/film su Leoncillo che sono sicura di aver visto a Venezia a Palazzo Franchetti, ma anche a Palazzo Maffei a Verona...
poi attira la mia attenzione anche... ok, sono troppo indecisa. Messaggio al mio Editor e chiedo consiglio. Risposta?: "chiudi gli occhi e punta il dito a caso!" (Come dire: "ma devi proprio stressare la vita anche di sabato sera?" Bah, che caratteraccio... in fondo era solo un consiglio!!!).
Decido di seguire il mio istinto e lui mi sussurra "Campigliii...".
Ok ci sto speriamo che non cali la palpebra.


 Il critico d'arte racconta che Campigli (pseudonimo di Max Ihlenfeldt - Berlino, 4 luglio 1895 – Saint-Tropez, 31 maggio 1971) è uno dei più significativi artisti del 900 italiano, insieme a De Pisis, De Chirico, Morandi, le sue tele si riconoscono per le sue donne "a clessidra", ornate spesso di gioielli.
Comincio a pensare... ancora niente... nebbia... eppure... mah, vado avanti.

E' stato giornalista del Corriere della Sera. Inviato a Parigi negli anni 20. Lì matura la sua tecnica artistica, è un uomo curioso, di grande spessore culturale e amante dell'arte.
Quando si avvicina alla tela non ha l'idea di cosa andrà a dipingere. All'inizio sulla tela bianca "un po' sporca", come dice lui fa delle diagonali e poi forme a otto un po' astratte e da lì ci ricava una testa uno scollo, un corpo. Una Donna!
Ecco ora mi viene in mente qualcosa... ma non so... sono indecisa... mah, vado avanti.

Vengo a conoscere che la donna è il soggetto perfetto, preferito e costante delle sue opere.
La donna è un "monotema" con delle varianti: la donna che cuce; la donna che gioca con una scacchiera; la donna che osserva; la donna che osserva il mare... STOP! Fermi tutti!
Alla parola "mare" mi viene alla mente un dipinto che mi ha fatto letteralmente aggrovigliare le budella.
L'ho visto a Gennaio alla mostra su Ubaldo Oppi... (vedi post Mi sono innamorata di un uomo di 131 anni... Ubaldo Oppi). Corro alla galleria immagini del telefono per cercarlo... scorro il miliardo di foto che ho (forse dovrei fare qualcosa...) e BINGO!

Esulto a voce talmente alta che faccio fare un salto a Zoe che prontamente si gira, mi guarda malissimo e dice: "Ma mamma, ma ti pare il modo??". mi scuso e cerco di spiegarle, ma mi dice subito "shhhh sto guardando un cartone!!!"
Ok, torno al mio pc e al mio telefono, ci sono. Ecco dove avevo già visto un'opera di Massimo Campigli.
Il dipinto in questione è "le spose dei marinai"del 1934.


Mi ricordo che quando l'ho visto ho proprio pensato: "ecco un'opera che mi porterei volentieri a casa" e sono rimasta lì davanti, in adorazione, con un misto fra commozione ed entusiasmo per un bel po'.
Sono donne di classe, raffinate, dipinte con colori tenui.
Hanno letteralmente rapito la mia vista. Avrei voluto in quell'istante essere dentro alla tela, essere una di loro. Un sogno.

Le sue opere fanno parte di un mondo fantastico, di ricordi d'infanzia, e il soggetto femminile c'è sempre perché trasmette comprensione, consolazione e accoglie le difficoltà dell'artista nel rapportarsi col mondo esterno.
Senza parlare poi con il rapporto che instaura con il passato. Con l'antichità, l'archeologia.
Le sue donne, sembrano donne etrusche, Matrone romane...

Curiosità: il primo giorno che dipinge canterella, il secondo sta in silenzio, il terzo sono guai...
è il quadro che decide dove vuole andare. Per fare un'opera può impiegare qualche giorno, mesi o addirittura anni. Nel senso che l'opera può essere modificata anche a distanza di tanto tempo.

Fa parte degli indipendentisti con De Pisis, De Chirico, Alberto Savinio, Gino Severini, Mario Tozzi, insomma i cosiddetti "Les Italiens de Paris".
E' un pittore iconico, isolato dalle tendenze contemporanee.
È una persona che vive tra Roma, Parigi e Saint Tropez, è riservato schivo, ha pochi legami e vive in un suo mondo fantastico, escludendo tutto ciò che è brutto o doloroso.

Che dire, finisco di guardare il documentario e sono contenta, soddisfatta e soprattutto meravigliata dal fatto che il mio istinto mi abbia invitato a passare una serata in compagnia di Massimo Campigli, che ammetto, non sapevo nemmeno chi fosse... o quasi!

P.S. sentite è inutile fare tanti progetti, mettiamoci calmi e facciamoci consigliare dal nostro istinto... a volte, anzi quasi sempre, funziona!

- LA FRASE DEL GIORNO -

"Non c'è nulla da dire: c'è solo da vivere"

Piero Manzoni

martedì 24 marzo 2020

Marina Abramovic con l'Italia... Grazie a lei e a Palazzo Strozzi



22 marzo 2020

Oggi ho fatto un sacco di movimento sentite qua:
lettura, FB, Istagram, pc, lettura, FB, lettura, pc, WhatsApp, FB, lettura, dvd, WhatsApp, lettura...
Ok va bene, va bene, con l'indice ed il pollice ho fatto tanto movimento!

Ammetto che in questo periodo di Coronavirus, risulta a tutti un po' difficile, ma vi assicuro che oggi presa dallo sconforto di vedere mia figlia che ogni giorno si esercita per 50 minuti buoni con una sessione pazzesca di esercizio fisico (il buon esempio che arriva dalla figlia di 10 anni?... c'è qualcosa che non mi torna... bah!) mi sono obbligata, e sforzata, a fare la rampa di scale 20 volte (in onore dei miei glutei!).

Ok, facendo ginnastica, ehmm, scorrendo FB ho trovato la pubblicazione di un video fatto da Marina Abramovic.

Quando leggo il suo nome mi viene subito alla mente la prima volta che me la nominò mia cognata Gorica, di origine serba come lei, che chiedendomi se la conoscevo, risposi un vago "si... mi sembra di averla già sentita..." (immediatamente andai subito a documentarmi perché ero curiosa, super curiosa... finalmente un'artista donna... E ovviamente, rimasi alquanto scioccata da ciò che, in quell'occasione, scoprii...). Lei è una famosissima performing artist, quella che nel 1997 alla biennale di Venezia ha presentato "Balkan baroque".

 In quella occasione è vestita di bianco, seduta su una montagna di resti sanguinolenti che con acqua e spazzola metallica pulisce le ossa dal sangue, una per una, senza sosta per 4 giorni con un movimento ossessivo ed ipnotico, cantando a mezza voce e raccontando favole sulla terra, che non c'è più, perché devastata da una guerra fratricida tra le più terribili della nostra epoca.
Più passano le ore, più il suo vestito si imbratta di sangue più lei si impiastriccia di sangue. Sporca, stremata, diventa una carcassa anche lei. Balkan baroque è un'elegia per un paese la Ex-Jugoslavia, che non esiste più, è una denuncia contro la guerra e soprattutto contro l'indifferenza verso la guerra. Lei stessa dice "non si lava via il sangue dalle tue mani come non si lava via la vergogna della guerra."
Ma torniamo al post che ho letto su fb oggi e pubblicato da Palazzo Strozzi a favore dell'iniziativa "in contatto" nata per stimolare una riflessione a distanza su quanto stiamo vivendo, attraverso il linguaggio dell'arte.
Punto di partenza per questa iniziativa è la mostra di Tomàs Saraceno (che mi auguro di riuscire a vedere...) che permette di parlare di presente e futuro possibili, di connessione ed isolamento (quanto è più reale in questo momento, neanche lo avesse previsto!) di partecipazione e di meditazione.
Una riflessione più che mai attuale per portare avanti nuove visioni di futuro e di realtà.
 
PAUSA DI RIFLESSIONE

Scusate ma ogni tanto mi meraviglio da sola di quello che scrivo... solo due anni fa non distinguevo un quadro da un ricamo a punto e croce e oggi, sono qui a condividere con voi concetti al di sopra dell'umana comprensione... riuscirete mai a perdonarmi?

FINE PAUSA DI RIFLESSIONE

La Abramovic, proprio attraverso questa iniziativa culturale ha rilasciato il suo messaggio di incoraggiamento: "Questo è il mio messaggio per l’Italia e per gli italiani, che io amo profondamente. Sappiamo che questo è un momento di crisi e che il virus ormai è ovunque. Ma allo stesso tempo dobbiamo imparare una lezione da questi disastri. Gli italiani stanno dimostrando grande coraggio, un profondo senso di comunità e umanità. Dobbiamo combattere insieme. È qualcosa che passerà e ciò che rimarrà sarà un’esperienza davvero importante: la coscienza umana deve cambiare, il nostro approccio al mondo e al pianeta deve cambiare. Questa è la lezione che dobbiamo imparare. Italia, ti amo. Il mio cuore è con voi." È veramente un bel segno di affetto, solidarietà e riconoscimento. Ciò che mi ha sbalordito di più è il fatto di vederla per la prima volta come una persona "normale", emozionata e non impassibile come appare spesso nelle sue performance. In quelle occasioni deve resistere, essere imperturbabile, portare a compimento le sue azioni. Qui no, è visibilmente coinvolta. (Se volete vedere il video cliccate qui)
Attenzione ciò non significa assolutamente che nella performance non prova emozioni anzi, probabilmente le emozioni sue e di chi ha la fortuna di vederle sono immense e reali.

Mi colpisce molto ed in questo sono d'accordo con lei quando dice che la nostra coscienza deve cambiare e soprattutto il nostro approccio al mondo... Mi auguro con tutto il cuore che tutti  ricorderemo (e soprattutto non dimenticheremo)  questi giorni interminabili in cui siamo stati privati di vita, bellezza e natura. E quindi rispetteremo più noi stessi, gli altri e il nostro pianeta.

P.S.  Avete mai visto una performance di Marina Abramovič? Forse è il caso di ravvivare un po' la vostra routine quotidiana magari cercando su raiplay (Arts night) o su YouTube!

lunedì 23 marzo 2020

BOCCIONI su Rai Play? da vedere!



16 marzo 2020

Riepilogo della giornata:

- colazione, pranzo, cena, più merende varie (forse è la volta buona che ingrasso!)... fatto;
- riordino casa... fatto;
- pulizia maniglie porte con alcol disinfettante... fatto;
- scaricare compiti dal pc... fatto;
- ora di svago fuori in giardino con mascherina e ansia... fatto;
- libro da leggere... fatto
- caffè... fatto
- pennichelle varie... fatto
- pianoforte... fatto
- post x il blog...fatto
- chiacchierata con Zoe... fatto
- chiacchierata con altre persone adulte... ahimè, non pervenuta;
- attività fisica x rassodare i glutei.... ops, anche questa... non pervenuta!

Sono le nove di sera, dopo una giornata intensa come questa, finalmente mi "stravacco" sul divano.
Ho intenzione  di guardarmi su Rai Play un docu-film per ampliare le mie conoscenze (visto che in questo periodo non si può fare altro...).
Apro la lista e non so perché opto per Umberto Boccioni, artista di cui ho già scritto, ma di cui sento mancarmi ancora qualcosa...

Il video in realtà è anche breve e si concentra sulla mostra fatta a Milano a Palazzo Reale nel 2016, quindi non rischio l'addormentamento.

Nato a Reggio Calabria nel 1882, negli anni dell'adolescenza segue per lavoro il padre in giro per l'Italia.
Soffrirà quindi la mancanza della figura materna (figura che sarà presente in molte sue opere).
Ma in questo suo girovagare sviluppa anche una apertura mentale rara per quell'epoca, che renderà rivoluzionaria la sua ricerca artistica.

A 18 anni pubblica il suo primo romanzo, sua prima forma d'arte.
Due anni dopo scopre la pittura, dai tratti si capisce che è un uomo inquieto, sofferente eternamente insoddisfatto, voleva diventare non un grande, ma un grandissimo ed i suoi metri di paragone, pensate un po', sono Michelangelo e Leonardo!
Proprio per questo cercava in continuazione stimoli, soluzioni nuove e voleva sempre superarsi.
Il fatto di sentirsi così "servo dell'arte" condiziona anche la sua vita sentimentale che risulta precaria e contrastata.

A Milano  incontra Filippo Tommasi Marinetti e Carlo Carrà con cui darà vita al Futurismo nel 1909.

Nel documentario viene presentato un lavoro bellissimo: "romanzo di una cucitrice" (che vi consiglio di andare a vedere in rete) presentato ad un concorso a Milano. E' dipinta una donna (si pensa sia Ines la sua modella preferita nonché amica e amante...) seduta che si riposa leggendo un libro difronte alla sua macchina da cucire, simbolo di modernità.
Per creare un rapporto di continuità tra mondo interno e mondo esterno inserisce una finestra da cui entra la luce, terza protagonista dell'opera. Guardandola e osservandola e ascoltando le spiegazioni ai miei occhi diventa sempre più bella e acquista un nuovo significato. La cosa straordinaria è che prima non avrei guardato un dipinto così per più di 10 secondi...

Passando poi al trittico "Gli stati d'animo" del 1910, scopro che Boccioni vuole recuperare la poetica delle emozioni, degli umori, delle sensazioni, e delle attese che si creano nella città contemporanea, soprattutto in questo caso alla stazione ferroviaria dove il viavai di gente che si incontra e che parte, genera sollecitazioni continue.
Qui l'episodio principale è dedicato all'addio perché ci sono persone che si salutano in un abbraccio (quello che vorremo, Dio solo sa quanto, tra di noi... in questi giorni di Coronavirus... Ok, scusate  questa è un'altra storia... ) e poi ci sono persone che restano.
 L'idea è quella di trasportare dentro la tela non solo il momento del distacco, ma  le emozioni di questa lontananza.
Questa scena smuove dentro di me sensazioni di paura, quella paura di lasciare il certo, il conosciuto, per l'incerto, ma anche di entusiasmo e meraviglia, di scoprire un qualcosa di nuovo, fatto di relazioni e nuovi modi di sentire.
Il tutto si mescola dentro di me perfettamente e l'opera sembra il riassunto perfetto di tutto ciò.


La grande scultura "forme uniche della continuità nello spazio" (alla quale ho dedicato un post che un giorno magari pubblicherò) è la "Regina".
"E' convinto che la linea che costituisce il movimento è unica (linee elicoidali), in sostanza il nudo non è da solo, trascina con se le implicazioni spaziali entro le quali il nudo stesso si muove."

Curiosità: lo sapete che è rappresentata nelle monete da 20 centesimi?

Muore  nel 1916 a Verona in un incidente a cavallo.

Finisco di vedere il video e comincio a pensare  alle 2 opere viste di recente a Palazzo Maffei (vedi post). Di come mi hanno intrigato ed incuriosito per il tratto pittorico: unico e personale, fatto di piccole pennellate sfuggenti e veloci.

Mi accorgo solo ora, di quanto questo mio girovagare in "punta di pantofole" nel mondo dell'arte, stia stimolando in me la ricerca di un gusto, la ricerca di un senso di bellezza, la voglia di approfondire concetti nuovi, e la consapevolezza di quanto sia importante l'arte nella vita dell'uomo.

Sono contenta della scelta fatta perché mi sta dando l'opportunità di conoscere e di provare ancora una volta belle emozioni che in questo periodo sono fondamentali!

Quindi che dire altro...

- ampliare la mia cultura artistica... fatto!

P.S.  spero che il mio blog possa essere da stimolo per voi e la vostra curiosità... e poi come tutte le cose ognuno ci può mettere del suo!

venerdì 20 marzo 2020

"PICASSO, UNA VITA" da vedere!!!



12 marzo 2020

Che dire ragazzi, dopo aver scoperto che su Rai Play (vedi a questo proposito il mio post di qualche giorno fa, cliccando qui) posso fare grandi abbuffate di arte, mi sono messa subito a tavola... ehm al pc!

È  da tempo che voglio scrivere qualcosa su "il Genio indiscusso del 900".
Certo che scrivere su di lui non è una passeggiata...
Già da alcune sue affermazioni, come ad esempio: "Le mie opere sono ricordi che scrivo per me stesso", si capisce che sarà un viaggio, il mio, molto complesso.
Riuscire a decifrarlo non sarà semplice!

Sommiamo poi il fatto che non sono una storica dell'arte ma semplicemente un'autodidatta, appassionata e curiosa, vediamo cosa ne viene fuori!

Avete indovinato di chi sto parlando? Ma certo, si lui, proprio lui: Pablo Picasso!

 
Ho deciso di guardare Picasso, una vita, lo speciale in due puntate a lui dedicato.
Silenzio... atmosfera... concentrazione. Si inizia...


Scorrono i primi fotogrammi e immediatamente il ricordo va all'ottobre 2018, quando in compagnia della mia amica Erica sono andata a Milano a vedere la mostra Metamorfosi a Palazzo Reale. La mia prima mostra importante!
Non che le altre non lo siano state, ma qui il soggetto si è distinto parecchio!


Ma torniamo al mio amico Pablo.
Nato in Spagna nel 1881 comincia a disegnare prima ancora di parlare e la prima parola che dirà sarà "lapis" e già qui, la dice lunga...

Il padre, vedendo il suo talento artistico lo sprona e lo porta al museo Prado di Madrid dove resterà scioccato da Goya e Velazquez.
Si iscrive alla scuola d'arte di Liota a Barcellona dove perfeziona la sua tecnica.

Lì decide di firmare le opere con il cognome della madre: PICASSO!

E fin qui tutto più o meno nella norma.

Certo sarà poi, quando conoscerà i piaceri della vita e della carne (donne e oppio!), che i suoi stili cambieranno.

È un uomo che ha legato la sua arte ai suoi amori e anche al contesto storico e politico della propria contemporaneità.
Riusciva ad innamorarsi di una donna semplicemente vedendola per strada. E poi col suo sguardo ammaliante, la faceva capitolare...

Pensate che ho scoperto che ogni volta che cambiava donna, cambiava tutto: stile, casa,  amici. Incredibile anche perché di donne ne ha avute parecchie!

Proseguendo nella visione del film documentario (qui i popcorn sarebbero semplicemente ridicoli, per sostenere il carico emozionale, ci vuole qualcosa di più: una bella stecca di fondente con nocciole intere...) scopro che nella sua lunghissima carriera, è mancato nel 1973, ha avuto diversi periodi: quello Rosa, quello Blu e poi il Cubismo... e ancora i cicli dedicati alla corrida, agli autoritratti, al minotauro per non parlare della sua produzione incisoria! Ma certamente è proprio il Cubismo a renderlo "genio universale".

Quella che si può definire la sua opera "apripista" di questo periodo è la tela "Les Demoiselles d'Avignone".
La scena rappresentata in quest'opera, sono alcune prostitute di un bordello, con sembianze quasi primitive. Pensate che per realizzarla ci ha messo 9 mesi con più 800 studi preparatori.
Ovviamente è una tela che fa scalpore, che provoca reazioni contrastanti e critiche feroci ma lui, va avanti!.

Ha la fortuna di avere per amici scrittori del calibro di Apollinaire e Cocteau, che lo sostengono!
Più avanti è contro la guerra e il regime nazista. E lo manifesta in molte sue opere.
All'esposizione internazionale di Parigi presenta "Guernica". Manifesto politico contro le ingiustizie del nazionalismo di Franco e di tutti i regimi totalitari. Esprime il suo disprezzo per la casta militare che fa "sprofondare la Spagna in un oceano di dolore e tristezza".



Pensate che quest'opera arriverà al MoMA di New York e ci resterà per 40 anni e oggi si trova al Centro d'Arte Reina Sofía di Madrid. Infatti Picasso, da ordine al suo avvocato di farla rientrare in spagna (nel caso lui fosse già morto) solo quando il regime di Franco sarà caduto.

Continua a dipingere anche in periodo di guerra.
Ha 4 figli, che nonostante abbiano madri diverse si incontrano e si affezionano tra loro.
Riesce a formare una specie di famiglia "allargata" anche se le varie compagne non sono proprio felici...
Picasso, nella sua vita, oltre ad essere pittore ed incisore è anche scultore, lavora la ceramica e assembla materiali di recupero diversi per realizzare le proprie opere. Alcune monumentali! Inoltre si confronta anche con la scenografia, la costumeria e la scrittura.
Una curiosità: quando aveva un blocco creativo si rivolgeva alla scultura.

Dipinge incessantemente fino alla sua morte. Lui stesso afferma:"la pittura è più forte di me mi fa fare ciò che vuole".
Alla sua morte si scoprono nelle varie ville e castelli di sua proprietà, una miriade di lavori a tutti sconosciuti.
Nonostante ciò, il valore delle sue opere non si svaluta... anzi!

 L'eredità sarà divisa dai figli ed il 20 per cento andrà allo stato Francese in opere che potrà così finalmente aprire un museo a suo nome: il Musée National Picasso Paris.

I suoi dipinti, le sue sculture sono, come sostiene lui stesso: "un giornale intimo, bisogna girare lentamente le pagine per comprenderne il mistero... siamo ciò che conserviamo" e lui ha conservato tutto, ma veramente tutto nelle sue dimore!

Alla fine del film sono sopraffatta dalla miriade di informazioni ricevute.
E soprattutto dallo stile di vita che ha tenuto... non deve essere stato semplice essere una delle sue amanti e l'unica che forse, lo ha capito davvero, è stata Francoise Gilot, che di sua iniziativa lo ha lasciato.
Le altre sono state vittime e prede di un "minotauro insaziabile".

Se rivedessi ora la mostra di Palazzo Reale, apprezzerei molto di più ciò che ho visto e mi perderei ore per riconosce i volti, i gesti, gli stili e le dinamiche delle sue opere.

Ora ricordo anche un'altra cosa: la gita scolastica in Spagna della quinta superiore.
In quell'occasione ci hanno portati a visitare uno o più musei. Ricordo alcune sue opere, ricordo le sue colombe... ma che volete, a quell'età ed in quella occasione, erano altri gli interessi e altre le mie priorità...!!!

P.S. Se ne avete voglia, vi consiglio di guardarvi questo speciale docu/film così quando riapriranno i musei di tutto il mondo (e mi auguro che ciò avvenga presto perchè significherebbe essere fuori da questo incubo Coronavirus) potrete arrivare preparati davanti alle sue opere! Buona visione!


venerdì 13 marzo 2020

Coronavirus = Più arte in TV



martedì 10 marzo 2020

Da meno di 24 ore l'Italia è diventata interamente zona rossa o meglio area protetta.
Il Coronavirus dilaga!
Ieri sera è arrivata la notizia, sconcertante (visto che non mi era mai successo in vita di vivere una situazione apocalittica di queste dimensioni...), mentre scrivevo uno dei miei post sotto le coperte.

Ho per ora l'abitudine di scriverli prima nel notebook del mio telefono (perché l'ispirazione quando arriva, arriva... e non ti puoi permettere di essere colta impreparata), sia perché potresti essere a casa comodamente seduto sul divano, come in coda alla cassa del supermercato o sul lettino dall'estetista pronta per farti una bella ceretta. Oppure come ieri sera già a letto sotto le coperte!
Dopo aver terminato, la prima traccia, viene salvata nelle bozze sul blog per essere poi corretta e arricchita con foto e link utili... Ok, ok magari non interessa a nessuno ma mi andava di raccontarvelo... (saranno i primi segni di astinenza da contatti sociali!!).

Quindi, tornando a noi, possiamo ahimè, affermare di essere, quasi alla fine del nostro primo giorno di isolamento da tutti e da tutto ...o quasi!
Non so voi, ma io oggi ho incominciato un sacco di cose...
Ho scaricato online i compiti per Zoe, un'impresa titanica; ho letto un libro (vabbè confesso, parte di un libro... ma al mio editor ho detto che l'avrei finito entro oggi... shhhhh silenzio magari si è dimenticato!); ho cominciato a guardare un film che ho interrotto 3 volte (prima perché è venuto l'idraulico per la caldaia che fa brutti scherzi, poi mio padre che doveva assolutamente piantare oggi le ortensie nel mio giardino ed infine c'era di mezzo anche la pausa caffè, una piccola coccola irrinunciabile). Poi sono riuscita ad andare a farmi un po' di spesa e a preparare infine una deliziosa cenetta per me e Zoe.
In mezzo a tutto questo tran-tran ho scoperto in rete una cosa fighissima... si può dire fighissima? Beh questa lo è. Quindi suppongo di sì!
Non crederete a quello che vi sto per dire, tenetevi pronti! Siete pronti? ...meglio se vi sedete sul divano... anche perché potrebbe essere la postazione perfetta!



Lo sapevate che su Rai Play ci sono le serie ed i documentari più belli dedicati al mondo dell'Arte?
Siiiiiiii ( salto esultante!)
Vi rendete conto che potrete godere gratis di questo servizio online di streaming della RAI?

A vostra disposizione troverete:

- Art Night (20 puntate da un'ora e mezza)
- I più grandi musei del mondo (4 puntate da 50 minuti circa)
- Museo Italia (6puntate da 50 minuti)
- L'arte con Matì e Dadà (12 puntate x bambini)
- Italia viaggio nella bellezza (46 puntate da 50 minuti)
- La vera natura di Caravaggio (12 puntate da 60 minuti)
- La libertà di Bernini (8 puntate di 60 minuti)
- Picasso una vita (2 puntate da 60 minuti)
- Douanier Rousseau. Un pittore nella giungla (1 puntata di 52 minuti).

Allora che ne pensate? E' o non è una cosa fighissima? Io la trovo un'occasione fantastica, perché tempo ne abbiamo e se pensate di non averlo credetemi, anche se non avete i poteri da super mamma, se lo volete e lo desiderate tanto, il tempo si farà trovare lì pronto apposta per voi!

P.s. correte ad accaparrarvi la postazione migliore e chi ha problemi di connessione online con la TV (come me!) sappiate che si può vedere sul pc, sul tablet, e anche sul telefono!!!