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mercoledì 26 agosto 2020

Esiste il paese dei balocchi? Per me esiste... esiste... eccome se esiste!

25 agosto 2020
 
L'altro giorno, mentre scrivevo il post "HO VISITATO LA MOSTRA DI BUREN A BERGAMO", vi ho accennato della mia "scorribanda" alla Fiera di Bergamo avvenuta nel gennaio scorso...
Sono andata a ricercare quello che allora avevo scritto. Ora lo condivido con voi... 
E' un po' "datato" e sotto forma di "appunti" ma lo trovo comunque utile, per raccontarvi un po' di me... 
 
E poi, detto fra noi... fa proprio parte della mia "vita precedente"...
 
 
 gennaio 2020
 


Vi è mai successo di trovarvi in un luogo stupefacente e sentirvi esattamente come se foste nel paese dei balocchi? 

Di sentirvi improvvisamente travolti da sensazioni positive che includono la voglia di saltare di gioia, la voglia di correre, ridere, girare su se stessi con le braccia aperte, di salutare, abbracciare e guardare con un luccichio sfavillante negli occhi tutto e tutti...?

Ecco a me è successo alla BAF 2020 (Bergamo Arte Fiera )!!!

Pensate pure che sia pazza, ma secondo me pazzo lo è chi non si ciba di tutte queste bellezze!


Ho passato la prima ora a cercare di indovinare gli autori delle varie opere esposte e la cosa sorprendente è che a differenza della mia prima fiera (Vi ricordate? ho scritto di quella esperienza nel post LA MIA PRIMA FIERA D'ARTE, questa è la quarta!) ho riconosciuto moltissimi artisti...


Se poi aggiungiamo anche il fatto, che ad ogni opera c'era il mio intercalare "Oh mio Dio! Ma questa opera è di... Ma dai, non ci posso credere!?!" il risultato è esilarante...

Una super scorpacciata gustosissima di arte, oserei dire, sicuramente più soddisfacente di ciò che può provare una persona, una a caso... che è stata messa a dieta da più un mese e che per la prima volta dopo giorni e giorni di astinenza si premia e arriva a mangiare una pizza integrale marinara col tonno come premio ...ed è pure felice!!!

P.S. scoprire ciò che per te è bello e coltivarlo emozionerà la tua esistenza... di sicuro!!

Alcune fra le opere che mi hanno colpito di più...

Christian Balzano
Gianfranco Meggiato
Carla Accardi
Mimmo Rotella
Mario Schifano
Lucio Fontana
Mario Schifano







martedì 30 giugno 2020

Il cubo invisibile... Genio o follia?

Sono stra felice! Questo è il primo vero e proprio scritto dopo... ehmm le ferie! Per un attimo ho temuto che non ne sarei stata più capace ed invece... Vi confesso però una cosa: sono ancora talmente tanto debole che aver prodotto queste poche righe è stato come scalare una montagna ma, come quando si raggiunge una vetta, sono esausta ma piena di forza!
Buona lettura...





lunedì 29 giugno 2020

Cavoli! Sono le 8 del mattino ed io sono già operativa dalle 6 30.

Intendiamoci, "l'operativa" di questo periodo di convalescenza, è un po' diverso dal mio essere operativa dei miei giorni passati.
Prima mi svegliavo presto per sfruttare ogni momento a disposizione per leggere e scrivere...
Ora mi sveglio sempre presto ma sarà la location, che temporaneamente non è casa mia ma quella dei miei genitori, sarà la batosta presa con cui sto facendo ancora i conti... sarà un po' tutto l'insieme che ora si, mi sveglio presto... ma per camminare, fare esercizio e poi mangiare, lentamente molto lentamente, per ritrovarmi alle 8 già bella sfatta!

Ora, sapete benissimo (o meglio lo sapranno i miei lettori della prima ora) che io aborro la tv ma ho scoperto che qui dai miei, c'è la possibilità di vedere Rai 5, canale che sulle colline di casa mia non arriva manco per sogno, nonostante antenne e antennine!

Oggi in preda alla stanchezza (viste le enormi fatiche...) e alla noia più assoluta (state voi sdraiati 18/20 ore al giorno a guardare il soffitto perché qualsiasi attività vi mettete in testa di fare vi sfinisce e poi mi direte...) mi son detta: "Ma si, fammi un po' vedere che fanno su rai 5"
...e non ci crederete, ma telecomando in mano, accendo e... il fato questa volta mi ha assistito!
Stava giusto iniziando un programma a posta per me: Money Art!

Solo il nome già mi elettrizza e sento quella sensazione che era da più di un mese che non sentivo... emozione misto a curiosità voglia di sapere di scoprire... Ahhhhh fantastico!
Sento qualcosa dentro di me che spinge per uscire ...è entusiasmo puro...

Non ci credo... pensavo di averlo quasi perso... o meglio pensavo si fosse nascosto e che per ritrovarlo avrei fatto più fatica!
Invece, invece eccomi qua incollata davanti ad uno schermo pronta a ricevere qualsiasi informazione che mi possa essere utile.
Ascolto assorta, quasi in trance, tutto ciò che, con fare flemmatico, racconta il presentatore.
Sarò sincera, io di solito amo le cose più veloci scattanti, dinamiche... ma forse in questo programma dire le cose con i tempi giusti, agevola nel comprenderle ed interiorizzarle meglio.

Questa puntata parla dei più grandi mecenati di arte del mondo ed io che desidererei essere proprio una mecenate vado in visibilio!
Essere un mecenate vuol dire essere in primis un appassionato di arte, un collezionista che arrivato a soddisfare tutti i suoi desideri,  può permettersi di sostenere artisti, musei e addirittura donare parte delle proprie opere ad un museo o addirittura aprirne proprio uno!

ALT FERMI... Divagazione:

Vedo già l'insegna gigantesca troneggiare sulla facciata di uno splendido edificio, progettato da un "Archistar" che dice "The Valery Museum" ed io lì, bella pimpante e con la classe che mi contraddistingue a ricevere i miei ospiti invitati per l'inaugurazione... ci sono artisti, direttori di Musei, collezionisti, levrieri e bassotti... (si i cani, avete letto bene... i levrieri ed i bassotti, ho notato non mancano mai a certi eventi). Mi vedo più che mai impegnata che rilascio interviste a destra e a manca e tutti i giornalisti che vogliono sapere ogni dettaglio: come è nata questa mia passione, quale è stata la prima opera, quella alla quale sono più affezionata e perché quell'artista anziché un altro...! Ed io, che davanti al mio Fontana (quello dei tagli, in questo bianco, rigorosamente bianco e con un taglio solo) mi crogiolo e mi sento perfetta nel momento perfetto nel posto perfetto...

OK POTETE MUOVERVI Fine divagazione.

Ok torniamo alla nostra trasmissione...
Ascolto rapita ogni parola.
Poi mi elettrizzo e resto basita nell'ascoltare una storia raccontata da Marina Abramovic sul "Cubo invisibile" di Gino de Dominicis.

Ora ve la racconto per me è strepitosa!



Una sera un grosso collezionista incontra l'artista Gino de Dominicis.
Essendo quest'ultimo in cattive acque... insomma a corto di quattrini, gli propone di acquistare una sua opera.
L'artista propone "l'opera invisibile" ed il collezionista senza controbattere stacca un bell'assegno con la cifra richiesta.
Giorni dopo il collezionista riceve una telefonata dove gli viene chiesto quando possono recapitare l'opera acquistata.
Il collezionista rimane interdetto perché non ricorda dell'accaduto (ma era forse ubriaco quella sera?!? A me non capita mai di staccare assegni qua e là e non ricordarmene... a dire il vero, manco di avere il libretto degli assegni con me e quando, ne ho fatto uno, sono dovuta correre il giorno seguente in Banca a coprirlo!).
Pensa ad uno scherzo... ma rimane al gioco.
Il giorno stabilito si presenta davanti casa un furgone da dove scendono sei operai vestiti di grigio con i guanti bianchi. Quando suonano alla porta il proprietario apre e loro  domandano dove possano appoggiare l'opera... Il proprietario risponde serafico: "vicino alla finestra?"
Loro stupefatti controbattono: "NO, ASSOLUTAMENTE! Quest'opera non può prendere molta luce forse è meglio metterla in un posto più riparato". E così è stato.


5 anni dopo, Marina Abramovic si reca a Roma, al MAXXI, dove è allestita una mostra a lui dedicata. Sono esposte una serie di opere fra cui è presente anche la suddetta opera invisibile... e rischia di inciampare proprio su di essa: "Vi erano incollati al pavimento quattro pezzi di scotch che delineavano un quadrato e dentro... nulla!!!"

Io questa la trovo una genialata. Una cosa irriverente, una furbata stratosferica! Ma comunque geniale... e se ci riflettiamo, assolutamente pertinente con il mondo dell'arte contemporanea.
Lo so, forse non sarete d'accordo, ma a chi può venire in mente un'idea così matta, così alternativa... così pazza? Diciamoci la verità: non a tutti... o ad un Genio o ad un Folle!
Ma forse è proprio qui che sta la verità: per essere artisti è necessario essere geniali e sicuramente anche un po' matti!

Sentire questa storia, comunque, mi ha messo di buon umore e ha acceso in me la curiosità di scoprire di più su questo artista! Prometto che mi metterò a studiare e poi vi racconterò.

Di sicuro sono super convinta, e appurerò anche questo, che sia stato il Maurizio Cattelan degli anni 60, e che lo stesso Cattelan ne sia stato influenzato! Voi che dite?

P.S. E voi conoscevate già questa storia bizzarra?

domenica 3 maggio 2020

In risposta ad un commento particolare...



1 maggio 2020

Oggi vorrei scrivere un post diverso dai soliti.
Si tanto per dare un po' di brio... no? Sbaglio?
Cosa dite? Che il brio è già dato dalle mie continue gaffe? Dal mio muovermi goffo nel mondo dell'arte? Ma se lo faccio in punta di pantofole?!?
Ok, ok,  state manzi (alias calmi...)! Oh capito. Comunque, il fatto è che scriverò comunque, volente o nolente un post diverso. Punto.

Ecco già vi vedo lì a scalpitare chiedendovi : "Ma cosa avrà in mente questa, oggi?"...un attimo, un attimo, aspettate! Eh che fretta!!!

Curiosità:
questa parola "un attimo" insieme ad "aspetta eh" per chi non lo avesse capito, sono le due parole da non dire mai difronte al mio Editor!
Percheeeé? Dovete sapere che ogni volta che chiama rispondo e poi gli dico: "un attimo eh, che arrivo..." o... "aspetta eh....", parte l'embolo! Nel senso che subito si innervosisce.
E non vi dico gli sbuffi e i borbottii che si sentono in sottofondo!
Il fatto è che devo avere il tempo di cercare gli auricolari e di attivarli... e ci metto sempre un pochino... vero Editor???

Ok, dove ero rimasta? Ah si ....ecco!
Allora: qualche giorno fa ho ricevuto un interessantissimo commento sul post dedicato alla scomparsa del noto critico Germano Celant, fatto immaginatevi un po' da chi? Ok, a meno che voi non l'abbiate letto, non potete farlo.
Allora vi darò un aiutino... da mio zio, zio Andrea!!!

State insinuando che non vi ho aiutato ma che l'ho spifferato subito? Si effettivamente avete ragione. Vabbè dai per sta volta....

Dicevo... mio zio ha scritto un commento a cui volevo rispondere subito... ma poi come mi accade ultimamente mi sono ritrovata tra le mani un vero e proprio post.
Infatti essendo mio Zio Andrea una persona dotata di estro artistico e perennemente in lotta per la salvaguardia dei diritti altrui e soprattutto di Madre Natura, mi sembrava alquanto riduttivo rispondere con un semplice messaggio.
Quindi eccomi qua pronta per elargire una mia nuova filippica! Siete pronti? Via si parte!

Questo è quanto scritto da Zio Andrea:

Cara Valeria, quando negli anni settanta dipingevo, era difficile conoscere le nuove tendenze o correnti artistiche, oltre ai giornali se volevi scoprire qualcosa c’erano le gallerie, che allora erano frequentate, ma per l’arte moderna, per farti capire com’era il mondo cinquant’anni fa, ad eccezione della galleria Ferrari di Verona che era una mosca bianca, per vedere qualcosa dovevi andare soprattutto a Milano. Allora ero innamorato della pittura e vedevo nella tela dei limiti espressivi, concettuali e di spazio, quindi cominciai a usare gli spaghi, il legno, i chiodi, oltre ai colori. E fu in quegli anni che scoprii casualmente l’arte povera di Celant e Pistoletto, che apprezzavo più che altro come movimento in polemica contro l’arte corrente e tradizionale e la società consumistica e distruttiva con la loro narrazione artistica degli scarti di questa società. Io invece usavo chiodi legno e spaghi per inventare un nuovo linguaggio dei materiali poveri e naturali che avevano da sempre accompagnato la vita dell’uomo. Ma a parte questo mio ricordo, ne approfitto per aggiungere che ho sempre fatto fatica ad apprezzare l’arte moderna in genere, non tanto per i loro messaggi o linguaggi spesso condivisibili, anche se a volte astratti concettuali e irreali, nonostante la loro visibile realtà come gli impacchettamenti di Christo, ma perché raramente trovo una ricerca, la scoperta o riscoperta della bellezza, dell’armonia e della poesia nelle loro opere, perché a mio avviso l’artista dovrebbe insegnare a far scoprire agli uomini quello che stanno distruggendo e che dovrebbero proteggere, amare, salvaguardare.
Un abbraccio da zio Andrea

...E questa la mia risposta:

Ciao zio.
Intanto volevo dirti che mi ha fatto molto piacere aver ricevuto il tuo messaggio.
Non hai idea di quanto mi abbia sbalordito, e confesso anche emozionato, sapere così tante cose particolari di te. O meglio, ho sempre conosciuto la tua indole artistica e ho sempre visto i tuoi lavori, alquanto fuori dagli schemi, presenti nella mia casa natale.
Devi sapere che proprio loro hanno accompagnato la mia giovinezza.
Infatti finché ho studiato e vissuto in famiglia me li sono trovati ogni giorno davanti agli occhi, perché si trovavano in quella che a casa dei miei, era stata "battezzata" la stanza della cultura (che null'altro era se non  la mansarda!!) ed era il luogo deputato all'apprendimento.
Ricordo ancora quante volte mi sono persa, durante le mie pause per riposare il cervello (diciamo così!), nel cercare di capire e soprattutto trovare un senso a ciò che avevi in qualche modo creato...
Allora purtroppo, e non ho idea del perché, non ho sentito la necessità di andare a fondo, di scoprire cosa ci poteva essere sotto.
Forse se il mio spirito e la mia creatività si fossero mostrati più inclini all'arte già a quei tempi... a quest'ora magari lavorerei in quel mondo, ma forse poteva anche essere che avrei scoperto le cose che sto adorando ora, senza la passione e il trasporto maturo che ho in questo momento... Bah chissà... Inutile rimuginare adesso. L'importante è il qui e ora!

Al contrario dei tuoi "anni '70" oggi, per mia fortuna, posso destreggiarmi tra musei, gallerie e quant'altro, scoprendo così che esistono vari tipi di espressioni. E scoprendo altresì, che alcuni tipi di arte, che un tempo non avrei nemmeno calcolato, ora sono proprio loro, che smuovono in me qualcosa...
E già che facciano questo, è a dir poco destabilizzante.
Perché destabilizzante? Perché nella mia ottusità (dovuta al mio analfabetismo culturale e artistico) ho sempre negato (forse perché non ne avevo mai avuto esperienza) che degli oggetti, in questo caso tele, sculture, performance, etc... potessero offrirmi un miglioramento così profondo e una crescita così forte, in grado di toccare corde nascoste, così intime e inaccessibili che io stessa non sapevo di avere.

Quando mi scrivi che ad un certo punto eri si, talmente innamorato della pittura da soffrire per il fatto che la tela ti portava dei limiti espressivi, concettuali e di spazio, mi fai venire alla mente uno degli artisti che più mi fa girar la testa, di cui ho già scritto un paio di volte: Lucio Fontana.
Artista che anche lui, come ben sai, ad un certo punto trova nel lavoro su tela la terza dimensione! Cavoli Zio avresti potuto essere il nuovo Fontana!




Hai cominciato ad utilizzare i materiali di uso comune come chiodi, spago, legno...
Materiali poveri che da sempre hanno accompagnato la vita dura e reale dell'uomo, proprio per trovare una risposta alle tue esigenze che non venivano più soddisfatte dalla tela stessa, e senza forse rendertene conto, hai fatto parte anche tu di quel movimento artistico "Poverista" creato dalla figura di Germano Celant e che ha coinvolto quegli artisti ad esempio, come sostieni tu, Michelangelo Pistoletto, che probabilmente hanno infiammato il tuo spirito e la tua creatività.

Ok, tu sei sempre stato da quando sono nata, un sostenitore e difensore accanito della Natura. Per lei ti sei battuto, e ti batti tutt'ora, vincendo o perdendo, molte battaglie e  forse all'epoca ritenevi giusto andare contro quell'arte che sosteneva o forse esaltava in qualche modo la società consumistica di allora.



Per l'occasione sono andata a rivedermi le tue opere o meglio, non potendomi spostare dal mio bel castello "pandemico" dorato, mi sono fatta inviare le foto, e noto con piacere che ad oggi riesco apprezzarne il lavoro, o meglio riesco a pormi delle domande (visto che comunque il senso ancora mi sfugge...) e cerco, cosa che non avrei mai fatto tempo addietro, di metterle in relazione con artisti significativi come De Chirico, Max Ernst, e...

Caro Zio, pure io nel mio percorso di scoperta a volte non riesco a dare una chiave di lettura alle opere che vedo. Magari, a volte, cercando oltre ai sensi materiali, riesco a trovare anche una spiegazione. Capisco anche che molto spesso, certe opere possano sembrare un obbrobrio a confronto con la bellezza che ci può offrire la Natura.
Tuttavia belle o brutte (termini che reputo inadatti e riduttivi, per questo argomento, ma era per farmi capire), immense o insignificanti che siano, trovo sempre che qualsiasi "opera d'arte" può renderci migliori.
E qui parte il mio ragionamento. Attento eh! Potrebbe essere contorto...

L'arte ha il compito importantissimo di smuovere, nel bene e nel male, le viscere, le budella, l'anima, lo spirito, procurare emozioni, facendo sentire la persona entusiasta, felice, piena di vitalità... ma anche l'esatto contrario... Così facendo la persona sarà portata, essendo in armonia con se stessa, a dare il meglio di sé ad amarsi , ad amare il mondo, la natura, le persone... Penso che solo  facendo così, tutto potrebbe cominciare a muoversi nel verso giusto... se un verso giusto c'è!!!

Grazie Zio, un abbraccio!

martedì 14 aprile 2020

Lucio Fontana "mi ingarbuglia le budella"

8 marzo 2020

Josef Albers. "Homage to the square"

In tempo di Coronavirus sono relegata in casa... Leggo, stiro, brigo, scrivo e navigo.

Oggi mi è capitata tra le pagine di Facebook una foto di un' opera di un artista che ho incontrato per la prima volta a Palazzo Maffei, Verona: Josef Albers.
L'opera in questione"Homage to the square", rappresenta dei quadrati posti uno dentro l'altro con tonalità di rosso diverse.
Proprio per il suo colore c'è scritta una citazione dello stesso autore che dice: "Se uno dice rosso e ci sono 50 persone che ascoltano, di sicuro ci saranno 50 rossi nelle loro menti. E uno può stare certo, che tutti i rossi saranno molto diversi."
Ora vi starete chiedendo: "ma oggi, questa qui, dove vuole arrivare?".

Vi accontento subito!

Quando vedo il rosso, da 2 anni a questa parte, mi vengono in mente in automatico i concetti spaziali di Lucio Fontana...
È un po' come il toro che quando vede rosso gli viene in mente che deve correre e magari infilzare qualcuno o qualcosa! Ok, ok ridete pure per l'analogia strampalata. Vi do il permesso! Ma...

Lucio Fontana, è uno di quegli artisti che ha scoperto qualcosa di nuovo. Che nessuno aveva mai sperimentato prima ed è per questo che è considerato un Grande!


Lui, con i suoi "Concetti Spaziali, Attese", le opere con i tagli per intenderci, è riuscito a trovare una terza dimensione.
Su uno sfondo sempre  monocromo, egli incide la tela con un uno o più tagli, per cui si interrompe la illusorietà della tela come supporto per un disegno e l'opera diventa una materia che tramuta la tela in una scultura tridimensionale.

Nel corso delle varie mostre, musei, collezioni e fiere che ho visitato negli ultimi due anni, ho avuto occasione di incontrare molte sue opere. Tutte diverse tra loro, nonostante possano sembrare a prima vista tutte molto simili.



I buchi possono essere di varie dimensioni, ornamentali, o disposti a caso, praticati davanti o sul retro del quadro.

Talvolta l'effetto spaziale è rafforzato dall'inserimento di lustrini o frammenti di vetro colorato. Al posto della carta si può trovare la tela non trattata o dipinta con colori a olio.
Su un libro che ho acquistato di recente dedicato a lui, trovo una sua frase: "Non è che ho bucato per rompere il quadro, no, ho bucato per trovare qualcosa...".

Ora una cosa super curiosa che mi è stata raccontata è  questa: lo sapevate che sul tetro delle tele oltre al titolo, alla firma e alle garze nere incollate dietro le fenditure, troviamo spesso una breve frase sempre diversa che Fontana scriveva per aggiungere un ulteriore elemento di autenticità?
Sono frasi curiose ironiche con accenni anche alla vita quotidiana.
Ad esempio:
"il primo giugno non è il primo maggio";
"credo che bisogna cambiare la caldaia";
"Io sono un santo";
"io sono una carogna".

Quando ho scoperto questa storia il caro Lucio Fontana mi ha conquistato definitivamente...

Il guaio è che quando vai al museo, non puoi staccare l'opera dalla parete per vedere se dietro c'è il messaggio.
Scatterebbero tutti gli allarmi e ti ritroveresti a dover spiegare alla polizia che non era tua intenzione rubare il quadro, ma bensì leggere il messaggio nascosto... tesi credibile?
Forse bisognerebbe provare ma il mio buon senso mi consiglia di starmene buona buona... e forse non ha tutti i torti!


Comunque tutto questo per dirvi che Concetto Spaziale rosso, è quello che "mi ingarbuglia le budella" (non so se nel mondo dell'arte si può dire ma io, quando trovo una cosa che mi manda in tilt lo dico!) giusto per rendervi l'idea!

P.s. E' stupefacente come anche la cosa più semplice come suonare una melodia al pianoforte o sfogliare una pagina di Facebook possa far volare la mente a qualcosa di straordinario...

- LA FRASE DEL GIORNO -

"chi lavora con le mani è un operaio. Chi lavora con le mani e la testa è un artigiano. Chi lavora con le mani, la testa ed il cuore è un artista" 
San Francesco d'Assisi

giovedì 27 febbraio 2020

Palazzo Maffei... tanta attesa ma ne è valsa davvero la pena!!


domenica 23 febbraio 2020

È  2 mesi che aspetto questo giorno.
Sono felice, eccitata, emozionata! Il mio livello di curiosità è ai massimi storici! Diciamo che da quando ho sentito dell'apertura di Palazzo Maffei, una casa museo nel centro storico di Verona, sto contando i giorni, le ore, i minuti!
Vi sembrerà esagerato... non per me che ho sete di Arte!

Mi presento in biglietteria con un sorriso smagliante. Alle pareti ci sono 2 scritte al neon di Maurizio Nannucci, questa volta le riconosco subito e già  rido, fiera di me!
La hostess gentilissima  forse perchè contagiata dal mio entusiasmo, mi sorride a sua volta e mi chiede un documento. Mi dice che posso entrare gratuitamente, essendo della provincia di Verona ed essendo la mia prima volta qui.
Ora il mio sorriso diventa ancora più radioso e affermo: "Grazie! Ero già felice prima. Ora lo sono ancora di più!!".

Entro e subito nella prima sala vengo rapita da uno degli artisti che sto scoprendo essere fra i più importanti e coinvolgenti della mia personalissima "classifica": Lucio Fontana con "Concetto spaziale. Attese" del 1964.
E qui il selfie non poteva mancare!
Incontro un ragazzo universitario con la spilla "Ask Me" e gli chiedo se è disposto ad accompagnarmi nell'esplorazione delle prime sale, così da capirci qualcosa in più... Lui, quasi imbarazzato dall'essere stato praticamente adescato da una folle... "ragazza di ieri", non riesce a rifiutare e anzi, oltre a me si aggiungono altre 2 signore diversamente giovani.
Ogni sala è numerata ed ha un suo nome in base all'argomento trattato: Santi ed Eroi, Sala degli stucchi, Venere e le altre, ecc...
Nella sala "L'ira funesta" trovo un'opera fantastica di Burri, "Tutto nero" del 1957, e così quando la guida smette con il suo monologo chiedo se mi può fare una foto... La cosa divertente è che credo sia risultata essere una richiesta alquanto bizzarra, vista la reazione quasi scioccata di Mr. Ask Me. Ma io non mi arrendo e con il sorriso più bello del mio repertorio, ho specificato: "Sa, è un regalo per una persona cara!". Senza nemmeno rendermi conto, questa mia affermazione, non ha certo aiutato a migliorare la mia "immagine" oltre al fatto che per fare la foto, le altre persone hanno dovuto gentilmente spostarsi un po', fermarsi... creando un micro cortocircuito nei flussi delle sale... Si, ma solo per qualche istante... che sarà mai!


Nella sala successiva Mr. Ask Me ci saluta (non capisco, ma ho avuto la sensazione che si sia trattato di una vera e propria fuga... e perchè mai? ...troppe domande? ...foto? ...bha, chissà...).
Senza esitazione alcuna ho così continuato il mio tour da sola.
La cosa curiosa è che quando arrivo in una nuova sala, spero sempre che non sia l'ultima perché ho aspettative altissime. Questo posto mi piace sempre di più!

Mario Sironi
Alle pareti trovano spazio opere del '700 e dell'800 che si alternano a quelle delle avanguardie storiche, quelle d'arte moderna e contemporanea e qui mi si apre un mondo! Il cuore comincia a battere forte e lo sguardo è quasi impazzito tanti sono gli artisti presenti...! Ragazzi, che ci crediate o no, vado in iperventilazione potrei svenire da tanta bellezza! Boccioni, Balla, Picasso, Schifano, Duchamp, Manzoni, Magritte, Vedova, De Chirico e tanti altri...

Giacomo Balla
Umberto Boccioni
Emilio Vedova
Piero Manzoni
Mi soffermo a guardare un'intervista fatta al collezionista che ha raccolto questa magnifica selezione di opere e mi colpisce il fatto che pure lui è partito da zero. Non era un esperto d'arte, un intenditore o chissà cos'altro... Si è avvicinato a lei piano, piano... e questo, mi fa ben sperare (ora, che sia chiaro, è vero che anch'io fino a qualche mese fa, ero completamente a digiuno per quanto riguarda l'arte... ma, c'è una piccolissima, infinitesimale, irrilevante differenza, fra me e lui: il Portafoglio! Quindi... un Palazzo che porti il nome Valeria Zanuso Collection, per ora la vedo cosa improbabile... peccato)!

Arrivo alla fine del percorso caricata a mille dalla miriade di emozioni, palpitazioni... Ho scattato foto come se fossi un fotoreporter per cercare di non dimenticare nulla.
Esco dal Museo sapendo già che ci ritornerò presto, perché  alcune opere vanno riviste con più calma... anche perché oggi c'era la curiosità della prima volta, del tutto e subito.

Milena ed Io!

Ho bisogno ora di un qualcosa che mi ristori e così  mi dirigo felice, raggiante, quasi saltellando, verso un localino carinissimo che si trova giusto a pochi passi dal museo : il "Caffè Scala".
Lì ci lavora Milena una mia amica. Mi siedo mi ordino un infuso ai mirtilli e un tortino al cioccolato... sublime...
Un ottimo premio per meditare e concludere una giornata fantastica!

P.s.  Vedere una mostra per la prima volta è sempre emozionante soprattutto se si trovano gli artisti preferiti, per gustarla appieno è il caso di ritornarci più volte, liberi, almeno un pochino, dall'euforia della prima volta!!!

Pablo Picasso

Alberto Savinio

Georges Braque

Giovanni Boldini

venerdì 31 gennaio 2020

Museo '900 Milano, Lucio Fontana "Struttura al neon"


novembre 2018

La prima volta che sono entrata al museo del '900 di Milano, mi sentivo quasi impaurita per il fatto che era un ambiente a me nuovo, sconosciuto, ma allo stesso tempo mi sentivo anche trasportata da un'onda di energia che mi avrebbe portato per la mia prima volta alla scoperta di tanti artisti, ahimè ancora ignoti... che imbarazzo!
Se in quel momento qualcuno mi si fosse avvicinato e mi avesse fatto una qualsiasi domanda avrei fatto finta di essere straniera e non capire!!!
La cosa buffa è che ero si da sola, ma fortunatamente la persona che mi aveva mandato in "missione"(Il tizio in questione è Mr. Gallery. Imparerete a conoscerlo. Comunque si, questa era una vera e propria missione: provate a ritrovarvi di fronte ad opere indecifrabili e cercare di affrontarle con un minimo di dignità!) mi aveva anche suggerito di contattarla al telefono in caso di dubbi.
Ovviamente per non far vedere la mia troppa ignoranza in materia ho resistito... e quindi si è fatta sentire lei... forse incuriosita!
Scena: mi trovo in una sala enorme con vetrate che danno su Piazza Duomo... in un angolo vi è un monitor con un video che scorre... null'altro.
Cominciamo bene... penso. Suona il telefono
- Pronto ciao allora come va?
- Benissimo è grandissimo questo posto!
- Dove ti trovi ora?
- Mah... in una sala che si affaccia a Piazza Duomo, ma qui non c'è ancora nulla di interessante...
 Dall'altra parte del telefono sento sospirare...
 - Sicura che non ci sia nulla? Li dovrebbe esserci una favolosa opera di Lucio Fontana...
 - Beh,  forse l'hanno spostata ...qui a parte una tv che manda l'intervista di un artista straniero e a parte le luci al neon non c'è altro...
 - Ecco le " luci al neon" di cui parli sono un'installazione importantissima di Lucio Fontana... con "Struttura al neon", installazione fatta di metri e metri di tubi al neon, Fontana, come una vecchia tessitrice, unisce la scultura e la pittura allo spazio.
...Silenzio... guardo bene... mi sento piccola piccola... comincio a ridere insieme al mio interlocutore... non rido solo x l'eclatante "figuretta"... rido perché sono felice: ho conosciuto la mia prima opera di Fontana!!!

P.s.
In una mostra, in un museo, non dare mai nulla x scontato!!!