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venerdì 25 settembre 2020

Velazquez? Non mi piace... anzi no, mi piace!

Giovedì 24 settembre 2020 

 

 

Oggi vi porterò in Spagna! Olè, olè!

Ok, non nel senso letterale della parola, dovrei essere il Bill Gates della situazione per portarvici tutti veramente, nel senso metaforico diciamo... su dai, un po' di fantasia e tu, Editor, non prendere sempre tutto alla lettera!

Comunque, andremo a Madrid e più precisamente al Museo Nacional del Prado. 

 

Perché questa decisione? Semplice, perché ultimamente mi sono imbattuta molto spesso nel nome di un artista che chissà per quale ragione, lo devo ancora capire, perdonatemi, ha influenzato grandissimi artisti che ammiro molto e che hanno lasciato in qualche modo un segno nel mio cuore: Picasso, Bacon e addirittura Manet! Beh, quest'ultimo lo devo ancora appurare! Ma mi fido di quanto ho letto sino ad ora.

Ora, so benissimo che la mia poca esperienza e soprattutto "sapienza", nel campo dell'arte dovrebbero indurmi a risparmiarmi e risparmiarvi, qualsiasi tipo di giudizio e conclusione. Ma oramai mi conoscete e... Ecco, quello che voglio esprimere io, non è un giudizio assoluto, ma uno mio. Magari a sproposito ma sicuramente mio! Si mio caro Editor, avrai già le mani nei capelli e... ah no, che sciocca non li hai... è una semplice constatazione personale, di possibile miglioramento qualora riuscissi a vedere qualche opera dal vivo!

Cosa? Vi state chiedendo di chi voglio parlarvi oggi?

Uffi, calmini, datemi il tempo di preparare il terreno. 

Certe cose, soprattutto se non piacciono tanto, fanno fatica ad uscire... Si perchè il protagonista di oggi non è che mi va proprio a genio... forse perchè ancora lo conosco poco... ma sta di fatto che...

Ok, va bene! Via il dente, via il dolore.

Vi dice niente il nome "Diego Velázquez"? 

Teoricamente se avete già avuto la fortuna di andare al Padro lo avrete già incontrato. Il signor Diego è nato a Siviglia nel 1599, sin dalle sue prime opere si nota un grande realismo unito ad un trattamento plastico delle figure (sembrano cioè tridimensionali) a forti contrasti chiaroscurali che ne fanno vedere l'influenza del pittore italiano Caravaggio. Ora per me non è nemmeno da mettere a confronto con Caravaggio, ma ripeto devo ancora studiare e tu Editor, stai calmo è solo una mia opinione!

Nel 1623 viene incaricato di realizzare il ritratto del Re Filippo IV. 

Il monarca, entusiasta, lo ingaggia al suo servizio e da quel momento nessun altro pittore avrà il privilegio di ritrarre il re e la sua famiglia, sarà solo lui il "pintor de càmara" pittore della cattedrale.

Pensate che da quanto diventano amici, gli viene assegnato il compito di decorare le residenze della Corona.


Nel corso della sua vita, intraprende 2 viaggi in Italia in cui apprende prima lo stile caravaggesco (vedi "la fucina di Vulcano") e poi lo stile veneziano ammirando Tiziano (vedi " Venere allo specchio"). 

 

Nel mentre che scrivo, fortunatamente, in questo caso è proprio un colpo di fortuna, chiama il mio Editor in video chiamata:

"Pronto allora ti stai dando da fare o stai oziando? Immagino la seconda... come al solito del resto..." ed io, che ho imparato a controbattere...: "ah, a dire il vero sto scrivendo!" vedo un accenno di sorriso in lui e... "inutile che sorridi. Sto scrivendo un pezzo su quel Velazquez che tu tanto dici..., che tra l'altro non mi piace neanche! Non mi piace, ma uffi, voglio farlo lo stesso!" 

E lui stupendomi: "Brava! Fai bene! Scrivilo, non devi nasconderlo! Anzi esprimi ciò che pensi...“

E allora ne approfitto e... bla... bla... fino ad arrivare a: "vedi il discorso è che si dice che ha preso spunto da Caravaggio e da Tiziano ma per me lui con loro non c'entra. I suoi soggetti sono brutti, orribili, se tu guardi i ritratti non c'è un Reale che si salva, persino la principessina Margherita in "la meninas" è una ciofeca!"

E come sempre, armato di tanta pazienza...: "Allora, devi capire che a quei tempi, essendoci molti matrimoni tra consanguinei non potevano venire fuori delle gran bellezze e al contrario il resto degli artisti per far felici i loro committenti li rendevano più belli e presentabili nei ritratti più di quanto fossero nella realtà. Ma lui Diego, decise di dipingere la "verità" così com'era, era reale, sincero, non c'era inganno o falsità nei suoi ritratti. Quindi grazie a lui sappiamo veramente come erano le persone da lui immortalate. Con tutti i loro pregi e difetti..."

Ancora una volta resto fra il basito e lo sconfitto e...: "Ma non è possibile! Quindi su questa base dovrei rivalutarlo e considerarlo un pittore quasi "d'avanguardia". E chi lo avrebbe mai detto!"

Lui torna ad essere categorico... che "palloso" che è a volte... anzi senza quel "a volte"...: "vedi, prima di esprimere un qualsiasi giudizio è sempre meglio approfondire... conoscere, studiare, sapere e..."

Lo blocco prima che parta il "pippone": "Si ho capito ma caspita, erano inguardabili!" Ok, forse sono troppo severa... ma... ma io, non so voi, ero abituata a vedere e a credere a ritratti fedeli, non ritoccati.... è come (Editor tieniti forte, siediti se vuoi, ti conviene...) quando ti fai un selfie e per non far vedere le rughe metti l'opzione lifting! A proposito... Il mio nuovo telefono questa opzione non ce l'ha più!!! Si lo so, non c'entra nulla ma, se tra di voi ci fosse qualcuno che ha un Samsung A50 in più e non sa cosa... Ok, ho capito. Sto zitta...

Comunque, tornando al mio oramai amico Diego, il suo dipinto più famoso è "Las Meninas" (1656) è un ritratto della famiglia reale ma fatto in maniera particolare.

Ora vi spiego.

Il dipinto si intitola così in riferimento alle damigelle d'onore di Margherita figlia di Filippo IV, raffigurate intorno alla protagonista. La principessina  che indossa un elegante abito bianco ed è ritratta al centro della scena, sembra estranea alla scena che le si svolge intorno. In realtà è venuta insieme a dame di compagnia, damigelle e nani, a fare visita ai suoi genitori e assiste alla loro sessione di posa accanto al pittore. La cosa strana è che i coniugi noi li vediamo solo dal riflesso dello specchio che si trova nella parete, dietro al pittore e alla principessa... Oh insomma, è come se il Re e la Regina fossero posizionati dalla parte di chi guarda il quadro. Almeno io l'ho capita così! Incredibile! 

Con questo gioco d'astuzia il signor Diego è riuscito a rappresentarsi dentro la scena e a farsi uno strepitoso autoritratto mentre dipinge! E vi dirò di più il suo sguardo fissa si da lontano la coppia reale, ma allo stesso tempo lancia il suo sguardo verso un immaginario ammiratore del quadro!

Per ottenere gli effetti di luce sugli abiti e sugli accessori dei protagonisti, Velazquez applica i colori a piccoli colpi di pennello. I suoi tocchi rapidi e a macchia, diventeranno una caratteristica della sua pittura.

Pensate, bisognerà attendere gli impressionisti, due secoli più tardi, per ritrovare questo approccio fresco e naturale.

Ecco, lo sapevo! Adesso, seppur i personaggi non siano proprio "carini", pagherei oro pur di vedere quest'opera dal vivo. Mannaggia!

È incredibile. Ogni volta ci sbatto la testa. Finisce sempre allo stesso modo: parto titubante, scettica e magari svogliata per poi accelerare e, volendo scoprire e conoscere ancora di più, va a finire che mi innamoro un'altra volta! Ora con calma cercherò di osservare anche le altre sue opere... soprattutto una mi ispira: "la Venere allo specchio". E sapete perché? Perché visto che è ritratta da dietro, il viso allo specchio si vede pochissimo... che sia stata brutta pure quella? Mah... Lo scoprireno solo viv... ehmmm guardando!

P.S. pure voi fate i selfie effetto lifting?

venerdì 31 luglio 2020

Bacon a colazione...



                                                                                                                                31 luglio 2020

So già in partenza che l'inizio di questo post scombussolerà non poco l'esistenza,
grazie a me già alquanto frizzante, visto i recenti trascorsi, del mio adoratissimo, nonché simpaticissimo ed illustrissimo (forse indorare la pillola mi aiuterà), Editor.

ANTEFATTO
Questa mattina quando sono entrata su fb, la prima immagine che mi è apparsa è stato un buon piatto di "English breakfast" con uova, pancetta e polenta abbrustolita.
Ora, per chi non mi conoscesse, io faccio fieramente parte di quella fetta, giusto per restare in tema, di persone che la mattina si deliziano con colazioni pantagrueliche a base di ingredienti salati...
Ok, il bacon, per motivi di salute, per ora è in standby, ma il resto no... e che capperi!
Quindi immaginate la piroetta allegra del mio stomaco che ha cominciato a reclamare la mitica colazione.
FINE ANTEFATTO

Ora vi starete chiedendo, cosa c'entra tutto questo e perché mai il mio Editor dovrebbe accusarne... Visto, tra l'altro, la sua fama di grande consumatore di pranzi luculliani (e lo si capisce benissimo anche solamente guardandolo: un bel quintalotto che cammina! ops...ho parlato troppo?)
Il fatto è questo:
un paio d'ore dopo aver visto quell'immagine, proprio lui, Mr.Gallery, mi invia su istagram un link che parla indovinate un po'? Si parla di Francis Bacon!!!

Artista di fama internazionale di cui ricordo l'esistenza solo collegandolo alla sacra pancetta...
il famigerato bacon, appunto!

Tu... tu... tu... tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu...

Editor ci sei?
Tutto a posto?
Ehm... Scusate un attimo, forse c'è qualche problema di linea.
Ah no, che sbadata! Non è la linea... ma il suo elettrocardiogramma...
Uffi però! Mr.Gallery, sei il solito melodrammatico, esagerato, commediante!

Pensate che non posso nemmeno  rivelare per conflitto di interessi... suppongo, o un qualche conto in sospeso... chissà... ma io ho il sospetto che sia solo gelosia, chi è l'autore del link interessantissimo che mi ha girato. Pena: la cancellazione istantanea dalla lista dalle sue super amicizie...

E pensare che ero convinta che il mio essere un po' "Scaramacai" mi rendesse inattacabile!

Ora però, vi racconto cosa ho scoperto in questo video di Carl... ops! scusate, devo stare zitta mantenere la riservatezza... non posso dire che parlerò di Carlo Vanoni e non chiedetemi il link... basta cercarlo su google...

Il signor Pancet, ops scusate di nuovo, il sig. Bacon è di origine irlandese e nel suo primo impiego era un arredatore, vendeva mobili.
Comincerà a dipingere da autodidatta dopo aver visto un'opera di Picasso.
Nel 1934 riesce ad esporre i suoi lavori a Londra ma la mostra non ha successo e quindi lui che fa? Distrugge tutte le sue opere e si da all'alcool e ovviamente ad altri vizi! Vizio che le rimarrà per tutta la vita.

Le sue opere d'ora in poi rappresenteranno la drammaticità dell'esistenza umana, l'uomo che grida, l'uomo che sta dentro una gabbia...


Più ascolto questa storia più mi rendo conto di quanto effettivamente lui, attraverso una delle uniche opere che so riconoscere come sua "Ritratto di  Innocenzo X"... esprime con forza e profondità tutta questa sua visione difficile, cruda, dura e per nulla spensierata della vita umana.
Ok è da ricordare che siamo nel periodo subito dopo la seconda guerra mondiale... di conseguenza in un momento storico decisamente non facile...

Ascolto assorta la sua descrizione e mi felicito per il fatto che il signor Van...
Shhh, silenzio, stai zitta boccuccia mia... non si può dire... Comunque, mi chiarisce per l'ennesima volta una cosa: che oramai mi vergogno quasi a chiedere al mio Editor.
Sarò più chiara... Nella speranza che entri nella mia testa una volta per tutte.

Negli anni 50 la pittura figurativa, ad esempio quella di Bacon, viene quasi sostituita dalla pittura informale. Che attenzione non è da confondere con quella "astratta" perché priva di forme geometriche... ORA E' CHIARO A TUTTI, VERO?
Si dai, e per semplificare di più le cose vi dico anche che, in Italia si chiama pittura informale ma in America, espressionismo astratto.
Esempi possono essere Pollock, Vedova, Harthung, oh Santa polenta!
Tutti artisti che mi piacciono un sacco...
Quindi da ciò posso dedurre di essere un'appassionata di arte informale...
WOW! Che emozione! Ora finalmente lo so. L'ho capito!!!

Insomma, molto probabilmente nessuno se la sentiva più di dipingere la figura umana visto le nefandezze successe con la guerra.



Ma Bacon invece, decide di farlo.
Di prendere come soggetto il Papa prendendo spunto dal ritratto di Innocenzo X di Velasquez, artista spagnolo del 1600, perché figura buona e di stravolgerlo ingabbiandolo e facendolo urlare proprio per tutto ciò che è accaduto.

Il mio primo ricordo/incontro con Francis Bacon, va allo scimpanzé (o scimmia ?) che ho visto al Guggenheim di Venezia...
Ne rimasi affascinata senza saperne bene il motivo. Anche perché allora non ci capivo proprio nulla di arte, eppure mi era bastato sentire il trasporto e la magia con cui lo descriveva Mr. Gallery per farmelo piacere immediatamente...

Curiosità: custodisco ancora gelosamente sul mio comodino il libretto informativo delle opere e spesso torno a dargli un'occhiatina...

Il suo studio, quello di Bacon... insomma anche voi! Se non riuscite a seguirmi però!
Dicevo, il suo studio, nonostante le opere negli anni 80 fossero già vendute a prezzi altissimi (e qui si parla di miliardi!),  era uno sgabuzzino disordinatissimo. Dove qui, nel completo caos lavorava e passava la giornata.

Imparo un'altra nuova cosa: che la sua non è una pittura illustrativa.
Perché se fosse tale, si rivelerebbe immediatamente. Semplicemente guardandola. Mentre la sua, è forma di pittura "non illustrativa": passa prima per la sensazione e solo dopo lentamente riporta alla realtà.
Usando questa forma di pittura ci fa arrivare ad una realtà altra, più profonda.

Mi ritrovo super impegnata a racimolare tutte queste informazioni nella speranza che qualcuna di esse sedimenti dentro quella parte di me che si sta acculturando inesorabilmente (vero Editor? Ci credi anche tu in questo crescente acculturamento in me? VERO?!?)

Silenzio...

Vabbeh, io ne sono convinta e questo è sufficiente!

E comunque sono soddisfatta!
Oggi mi sono sentita di nuovo sul pezzo, mi sono emozionata nel ricordare ciò che ho vissuto e soprattutto al pensare a come sto lavorando: su di me per migliorarmi e per poter vivere (e non dico "rivivere" perché dopo questa mia avventura sarò cresciuta, cambiata, migliorata e tutto sarà da vivere come nuovo, in maniera speciale ed in modo unico...) in pieno queste e più grandi emozioni al più presto...

Ho interiorizzato concetti nuovi ho allargato i miei orizzonti e soprattutto ho animato un po' la giornata del mio carissimo Editor che senza le mie chicche di saggezza si annoierebbe moltissimo...
Tranquillo Editor io sono sempre attiva! O almeno ci provo!

P.S. E voi cosa amate mangiare a colazione?