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sabato 16 gennaio 2021

Verso... Sud... Cap. 2

Proseguono Le avventure in Van... Per le "puntate" precedenti... clicca QUI

Wow ritrovarmi per puro caso dentro al giardino di Daniel Spoerri è una sensazione stranissima perché è stato uno dei primi artisti che ho considerato alquanto... "strampalato".

Il ragazzo che mi ha beccato in flagrante mi sta accompagnando verso l'edificio principale... speriamo non voglia chiamare la sicurezza.

"...sa, in questo periodo la Fondazione è chiusa. Riaprirà in primavera. Cosa dice se prima di farla arrestare le offro un caffè e poi le faccio fare un giro?"

Sorrido imbarazzata, augurandomi che sia un simpatico scherzetto quello sull'arresto... In fondo  non sono una criminale... Oh cavoli, e se poi mi rinchiudessero veramente in cella? Cosa ne sarebbe della mia avventura in Van? E Editor? Quante risate si farebbe? Oh no! Non finirebbe più di prendermi in giro...

"Ehmm... volentieri... Ma senta, è proprio sicuro di volermi far mettere in gattabuia?"

"Chissà... magari riesce a farmi cambiare idea..."

"Oh certo, sicuro! Sarò bravissima! Non toccherò nulla e non combinerò nessun guaio... giuro... più o meno"

"Ok, affare fatto" Anche se non so a cosa andrò in contro... visto la presentazione!"

Sorvolo sulla misera battutina e mi gusto la mia tazzona di caffè nero bollente. 

Fortunatamente c'è pure un mix di ricciarelli e cantucci da mangiare. Questi dolcetti tipici toscani mi fanno impazzire  e la mia pancia esulta alla sola vista.

Thomas, così si chiama il ragazzotto, mi racconta un po' della Fondazione ma io come premesso non volendo essere da meno, sfoggio il mio sapere. Saranno serviti pure a qualcosa i corsi che ho fatto? Per non parlare di tutto ciò che mi ha insegnato Editor...

E così a mo' di superpippone alla Editor comincio...: "Spoerri prima di diventare un artista conosciuto in tutto il mondo fu un bravissimo ballerino e per guadagnarsi da vivere lavorò come cuoco e cameriere.

La sua fu definita EatArt,  arte commestibile.

Le sue opere sono tavole imbandite alla fine però di una cena o di un pranzo. Ogni oggetto, ogni residuo di cibo avanzato viene incollato esattamente dov'è. Poi le gambe del tavolo vengono tagliate, e il tutto viene esposto come fosse un quadro.



Ma dove sta il significato?

Tenetevi pronti!

Secondo lui attorno al tavolo avvengono episodi incredibili. Basta un niente e la vita intera può cambiare. Una parola di troppo. Una reazione inopportuna. Un gesto inaspettato... Può interrompere un clima e inevitabilmente trasformarlo, nel bene e nel male.

Effettivamente se ci penso non c'è nulla di più vero."

Wow sono sbalordita!ok è appurato che qualcosa di arte mastico!

Poi inizia lui.

"Ora le racconterò un po' di cose e poi le farò vedere le varie opere esposte... All’inizio degli anni ’90, l’artista svizzero Daniel Spoerri acquistò una tenuta sulle pendici del Monte Amiata, a circa 60 km a sud di Siena. Nelle mappe antiche questo luogo era denominato »Paradiso«, forse per il clima mite che favorisce una vegetazione  rigogliosa di numerosissime specie. Si potrebbe quindi giustamente parlare di un »giardino paradisiaco«. Qui Daniel Spoerri si è accostato alla natura e ha iniziato ad installare sculture.



Attualmente ospita 113 installazioni di 55 artisti su un territorio vasto circa 16 ettari, ricchi di bosco, macchia mediterranea ed olivi. Qui si attraversa una Toscana non come la si conosce dalle foto del calendario o in cartolina, ma un paesaggio lussureggiante e incantato che nasconde misteriosi ed inaspettati incontri con segni artistici ora mimetizzati, ora che cercano di imporsi alla natura."



Le opere che vedo sono veramente fantastiche e inimmaginabili allo stesso tempo. Certo che questi artisti hanno una fantasia stratosferica! Pensate che La villa principale offre camere per brevi soggiorni e ci sono pure un bar e un ristorante. 

Certo che camminare con i miei super tacchi alla scoperta di queste meraviglie è super faticoso, ma siccome sono una "superblogger d'assalto" l'immagine è fondamentale! Peccato che improvvisamente uno dei miei tacchi abbia deciso di infilarsi nella griglia di un tombino in mezzo al giardino e che nel mentre sia pure partita l'irrigazione automatica... Risultato? Io fradicia e il mio accompagnatore fermo in un angolo che ride a più non posso! Screanzato! Maleducato!!!

Dopo essere riuscita a liberarmi mi dirigo verso il mio Van ho decisamente bisogno di una doccia e di qualcosa di asciutto... il guaio è che quando arrivo al cancello è chiuso e penzola ancora la mia gonna. E ora? 

Thomas mi guarda. E semplicemente spinge il cancello che si apre senza bisogno di alcuna chiave.

"Ehmm... vorresti dirmi che è sempre stato aperto ?"

"Beh... si, certo!"

Grrrrrrrrrrr.

Thomas resta sbalordito dal mio super Van chiccoso. 

Questo ragazzo oltre ad essere carino, alla fine risulta essere anche simpatico. Peccato sia così giovane, non che io sia vecchia, intendiamoci, ma io preferisco gli uomini maturi.

Quando finisco di darmi una bella ripulita ed essermi messa qualcosa di comodo, gli chiedo se gli va di pranzare con me, niente di che, ovviamente una semplice pasta. Lui accetta al volo. E così mentre il mio nuovo amico si procura una buona bottiglia di vino rosso io preparo una super pasta al pomodoro! Si, che avete da ridere... se è fatta bene è buonissima! Soprattutto se ci metto un po' di erbette.  Giusto, giusto qui fuori ho visto qualche rametto di rosmarino e pure di timo. Quindi raccimolo le mie spezie, le frullo per benino, perché odio i pezzetti, ti si incastrano tra i denti, e... "Voilà, les jeux sont faits". 

La pasta è pronta. Ed è eccellente! Pure Thomas lo dice che per l'occasione si è presentato anche con un mazzolino di fiori! Ah chissà quando lo racconterò a Editor... Sarà orgoglioso di questa cuoca perfetta e forse magari un po' geloso. Seee....

Più guardo il mio invitato carino e più lo vedo... riempirsi di strane macchie rosse sul viso.

Bah, forse sarà il caldo. Però continuano ad aumentare.... Forse è il caso che lo avvisi? Si, decisamente....

"Senti, per caso sei allergico a qualcosa?

"Oh no... Cioè si... ma solo al rosmarino... perché?

Il resto potete immaginarlo! Ma come è possibile?!? L'unica volta che mi si presenta un bel figo davanti e ho l'occasione di cucinargli qualcosa... Alla fine mi tocca caricarlo sul Van per portarlo di corsa al pronto soccorso... Ma dico ma è mai possibile? 

Editor da quando gliel'ho raccontato non fa altro che prendermi per i fondelli! 

Mannaggia a me che gliel'ho raccontato...


martedì 12 gennaio 2021

Sto scalpitando. Io non so se ce la faccio.

 Per questo l'arte, quella vera, quella che viene dall'anima è così importante nella nostra vita. L'arte ci consola, ci solleva, l'arte ci orienta. L'arte ci cura. Noi non siamo solo ciò che mangiamo e l'aria che respiriamo. Siamo anche le storie che abbiamo sentito, le favole con cui ci hanno addormentato da bambini, i libri che abbiamo letto, la musica che abbiamo ascoltato e le emozioni che un quadro, una statua, una poesia ci hanno dato.

Tiziano Terzani



Sto scalpitando.

Io non so se ce la faccio.

No non credo proprio di farcela.

Oooooh mannaggia....

È più forte di me. E chi lo avrebbe mai detto!

Cosa cavolo sto dicendo? Si si avete ragione ora ve lo dico.

Da quando vi ho detto che questo sarebbe stato un periodo di pseudo pausa del blog, mi è scattato qualcosa dentro. Qualcosa di strano.

Di inaspettato. Si, di inaspettato!

Mi spiego meglio:

Da quel momento ho sentito che mi manca qualcosa. I conti dentro di me non tornano affatto. 

È come se una fetta di me, di Valeria, fosse stata messa in "standby". Con ovviamente conseguenze catastrofiche! Avete sentito bene: C A T A S T R O F I C H E. È come se mi fosse venuta a mancare la terra sotto i piedi, in quello stato dove le emozioni più vere, più pure, di gioia, di entusiasmo, di frenesia, di voglia di conoscere, di indagare, di stupirmi all'infinito, tirano fuori il meglio di me. Insomma l'essenza di me. Ammetto il panico ha fatto la sua parte. E ciò non lo tollero. 

It's time for a change!

Questa situazione e questa sensazione non mi piace.

Non la sopporto.

Mi manca il fatto di mettermi in gioco per scoprire e scovare di cosa scrivere. 

Mi manca l'adrenalina.

Mi manca l'ebrezza di sapere le reazioni più disparate dei miei lettori. 

Mi mancano le pappardelle lunghe un km. di Editor per dirmi magari che ho sbagliato a scrivere il tempo di un verbo! Dovreste sentire i suoi sermoni!

Mi manca ridere tra me e me mentre scrivo i miei pezzi. E accorgermi di quante malefatte combino nel ricercare e nel cercare di comprendere, spesso sbagliando, il mondo dell'arte. 

Oh Santa Polenta! Io sento e voglio che questo blog resti vivo, attivo più che mai. E quindi col cavolo che mi fermo. Ok, quando sarò fisicamente impedita salterò un pezzo o due... ma solo in quel caso!

Si, Editor hai sentito bene. La tua vacanza è già finita. Cosa? Non hai fatto nemmeno in tempo a cominciarla? E ti eri già preparato per entrare in letargo riempiendo la tua dispensa di tutte quelle cose buone che tu adori cucinare? Niet! Nisba! Stop.

Lo farai correggendo i miei post. Così sarai più ispirato e magari più distratto, lasciando correre qualche "involontaria" castroneria!

Che ci posso fare, l'arte è vita! 

Ma scusate la vacanza l'avevo già cominciata? 

Nooo? Perfetto. Allora sono ancora in tempo a farmi rimborsare il biglietto... Ah dite che l'hotel 5 stelle cadenti, non rimborsa ma chiama solo quando è ora? Allora non aspetterò. Che è sicuramente meglio! Intanto...

venerdì 8 gennaio 2021

Verso.. sud...

 Proseguono Le avventure in Van... Per le "puntate" precedenti... clicca QUI

Sono ripartita raggiante da Reggio Emilia col mio Van nuovo fiammante alla conquista del mondo dell'Arte. 





Sto viaggiando su strade secondarie, giusto per gustarmi il paesaggio. Il guaio è che... credo di essermi persa... Ecco! 

Il mio obiettivo sarebbe quello di andare a Città di Castello in Umbria. Ma da un po' di chilometri, sono in mezzo alle montagne e ormai, si sta facendo buio... quindi decido di trovare un bel posticino e fermarmi per rifocillarmi per poi dormire serenamente per la mia prima volta nel mio super mega lettone morbidoso! 

Mi fermo in una piazzola perfetta perché non è sulla strada ma in mezzo ad un boschetto stupendo e quindi il mio sonno non sarà disturbato da eventuali mezzi di passaggio. Semmai da rumori di rapaci notturni... bestioline varie e affini... Mamma mia, che emozione. 



Ora devo solo montare il letto... mi sembra di essere tornata indietro a quando andavo in campeggio con le amiche. Figuratevi quando la fauna maschile ci vedeva arrivare... facevano a gara per allestirci tenda e quant'altro.

È già passata mezz'ora e sto cominciando a pensare che se forse, la fauna a quei tempi si fosse fatta gli affaracci suoi, ora non avrei questi piccoli problemi a montare la branda. 

Ma perché questa mattina non ho prestato attenzione quando mi è stato spiegato il tutto? Ah già, perché ero super emozionata... distratta e... tanto non ci avrei capito una mazza lo stesso!

Ho voltato e rivoltato assi e materasso ma ogni volta che mi ci butto sopra, convinta di averlo sistemato, qualcosa va storto e mi ritrovo col sedere per terra... ahia!

Chiamare Editor non ci penso nemmeno. Sarebbe la conferma per lui che sono inaffidabile. Drinn... drinn... eccolo è lui! Ma cos'è telepatico? Mi raccomando... voi acqua in bocca!

"Ehi, allora? Come va?"

"Bene, mi stavo quasi per addormentare nel mio comodissimo e nuovissimo lettone..."

"Wow, fantastico allora ce l'hai fatta a montarlo... Sai, avevo qualche dubbio che ci riuscissi... Questa mattina, mentre il tipo spiegava, eri un po' su di giri e la tua attenzione era... Da un'altra parte! Buona notte allora!"

"...'notte Editor!"

Mi addormento sfinita sul mio giaciglio... un po' improvvisato.

Improvvisamente vengo svegliata da un rumore assordante. Faccio un salto. Fuori è ancora buio. Mi affaccio al finestrino spostando un po' le tende. Ci sono delle luci. 

Guardo meglio... "Oh santi numi". Fuori ci sono due tir giganti con carichi altrettanto giganti, di tronchi mastodontici. Scendo dal mio Van per capire meglio cosa succede e mi ritrovo in mezzo ad una decina di boscaioli intenti a disboscare il mio bellissimo boschetto!

"'ngiorno!" - esclama uno dei tanti

"Ehnm, Buongiorno!" esclamo ancora mezza addormentata aggiungendo "Ma cosa sta succedendo? Che ci fate voi qui?"

"Noi? Lei che ci fa qui? Non ha letto il cartello all'imbocco della stradina? Ovviamente no!"

"Opsss... Sa, io e i cartelli non andiamo molto d'accordo..."

"Si ne sono convinto e credo che lei non vada nemmeno d'accordo con i parucchieri..."

Inorridisco e guardandomi nello specchio che ho sulla porta mi rendo conto del mio stato... ho anche la bava rinsecchita incollata sulla guancia... oh cavoli! Che disastro!

Mi strofino la guancia per eliminare ogni "residuo salivare" e decido di tornare dentro, anche perché c'è freddino.

"Ah, se ci facesse un bel caffè, le saremmo grati. Così si farebbe perdonare per il disturbo!"

GRRRR... sono furibonda! Io li avrei disturbati? Sono loro che... guardo l'orologio, all'alba delle 5 hanno interrotto il mio bellissimo sonno... Super Uffffffffffffff!

Vabbeh, visto che Editor mi ha regalato la macchina per fare il caffè americano, quale occasione migliore per provarla?

Dopo aver salutato la mia "sveglia mattutina" con il caffè, riprendo il mio viaggio. 

Non sono ancora le sette del mattino e sbagliando ripetutamente strada mi ritrovo a fare l'ennesima inversione a U. 

Questa volta sono finita davanti ad un bellissimo cancello. 

La mia innata curiosità mi fa scendere per andare a vedere di che si tratta. 

C'è un cartello con su scritto: "Hic Terminus Haeret" = qui aderiscono i confini. Uhmmm... Interessante... Mi ricorda qualcosa ma non so ancora cosa. Provo a suonare. Nessuna risposta. Sembra non ci sia nessuno... Sembra quasi abbandonato. 

Un'idea malsana mi balena nella testa e... le do retta. 

Decido di scavalcare! Wow che emozione! Era da quando ero piccola (ok, adolescente) che non lo facevo. L'abbigliamento non sarebbe proprio adatto visto che ho la mia bellissima gonna lunga in tulle nera e i tacchi... ma... chi se ne f..... un po' di pepe ci vuole! E poi sono un'esperta...

Aaaaaaaaahhhhhhhhhh.

Ok, ero un'esperta! 

Il mio sedere è frantumato e... Oh Santa Polenta! La mia gonna è rimasta impigliata al cancello, o meglio mezza gonna! E i miei tacchi sono sprofondati nella melma. 

Ok! No problem! Che sarà mai? Sono una piratessa io. Mi ricompongono  e comincio ad esplorare. 

Noo! Che "figata," ehmmm bellezza. Mamma dai, volevo dire bellezza. Questo giardino è pieno di opere d'arte e di... cani! Cani infuriati che mi corrono incontro.

 E non hanno per niente l'aria di essere tanto malleabili. Oh cavoli! Forse la mia "furbata" non ha tenuto conto di tutte le variabili. Decido in fretta e furia di arrampicarmi sopra ad un ulivo. Una volta in salvo sento un fischio e vedo comparire un ragazzo che urla: "Ehi, chi è là?"

Oh, merda... ops... Per bacco, volevo dire... Ora penserà che sono un' intrusa... e... non avrebbe tutti i torti perché in fondo, lo sono! Però, carino...

"Ehmm...  Iuhuuu... sono quassù..."

"Lo vedo! E che diamine mai ci fa lassù?"

"Beh, ecco vede... io... cioè... insomma... se richiamasse a cuccia i suoi dolci cagnolini, magari proverei a spiegarmi"

"Scenda da lì, i cani non le faranno nulla"

Dopo essere scesa, con non poche difficoltà, racconto sommessa ciò che ho fatto e mi scuso mille volte...

"Certo che ha scelto l'abbigliamento giusto per fare le sue bravate!"

E ride.

Uff! E' già la seconda volta che mi prendono in giro per il mio look oggi! Ora perdo la pazienza!

Però almeno non è arrabbiato. Seguendolo verso la casa confesso di essere un Artblogger. Lui si pietrifica. Si gira e mi dice: "Allora è capitata nel posto giusto. Sa vero dove si trova, vero?"

Guardando la mia faccia stralunata, capisce che non ne ho la più pallida idea.

"Lei è nel... nel "Giardino di Daniel Spoerri".

"Cosaaaaaa? Ecco cosa mi ricordava la scritta al cancello! Deve sapere che nell'ultima lezione del corso alla Guggenheim che ho fatto, hanno parlato proprio di questo posto incredibile!"

To be continued...


giovedì 7 gennaio 2021

Parole nuove, almeno per me!!!



Oggi sono felice.

Si, sono felice perché oggi ho imparato una parola nuova.

Ok, ok, è vero ogni santo giorno sto imparando una parola nuova. E non solo... Ed il merito è dell'Arte, dei libri che leggo e... di Editor.

"Si ok,  non ti gasare troppo... potresti esplodere..." (conoscendolo ora si darà un sacco di arie... tsk)

Ma questa mi piace. È particolare. Ha il suo fascino.

Poi se vi spiego come è successo non può che piacere anche a voi, visto che ho riso mezz'ora e allo stesso tempo, sarei sprofondata pur di nascondermi sotto l'altissima coltre della mia ignoranza!

Sta mattina mi ha telefonato Editor brontolando come un matto. 

Avreste dovuto vedere quanto era accigliato. O meglio infuriato! Starnazzava come un'anatra anche se il colore era più simile ad un rosso scarlatto... quello di un peperone... rosso di rabbia!

"...Se io ti correggo una parola... è inutile che vai a ricorreggere perché pensi che ho sbagliato a scrivere la parola stessa. Nel dubbio, almeno prenditi la briga di chiedere. Oppure vai su Google, su Wikipedia o dove diavolo vuoi tu e cliccaci sopra! Vedrai che il tuo dubbio forse si dipana! Testa di vitello che non sei altro...." ecc ecc. ecc. Non riporto tutta la manfrina perché sarebbe alquanto noiosa!

La cosa buffa è che vederlo in quello stato, mi fa ridere a crepapelle. 

Devo arrivare al dunque? Ok, si, si ora ci arrivo... è che non smetto di "Sbogolarmi" dalle risate... povero se lo sapesse (Cosa dite? Che di sicuro lo saprà quando correggerà quasta bozza? Vabbeh, se ne farà una ragione...) resterebbe ferito nell'orgoglio.

La parola in questione comunque è: "Esperanto".

Ok, ora alzi la mano chi ne conosce il significato. Tutti? MA COME?!? Uff... ma com'è possibile?

Ok, sono certa che qualcuno sta mentendo spudoratamente!

Ora vi spiego: in un mio post di qualche giorno fa, ho trovato l'aggiunta di questa parola. Io, essendo ignorante (io lo ammetto... e qualcuno che ha alzato la mano prima no...) e convinta che avesse voluto scrivere "esasperato" l'ho corretta... Il resto lo sapete già.

Quindi oltre alla predicozza, ho dovuto pure sorbirmi, con piacere (lo ammetto quando c'è qualcosa di nuovo da imparare sono tutta orecchie), una lezione della personalissima enciclopedia che c'è nella sua testa... E' più forte di lui... e vai di monologo... che ora, per punizione, elargirò pure a voi! 

Siete entusiasti vero? Non aspettavate altro eh? Ammettetelo!

"L'esperanto è una lingua artificiale, sviluppata tra il 1872 e il 1887 dall'oculista polacco di origini ebraiche Ludwik Lejzer Zamenhof. Scopo della lingua è di far dialogare i diversi popoli cercando di creare tra di essi comprensione e pace con una seconda lingua semplice, ma espressiva, appartenente all'umanità e non a un popolo...Le regole della grammatica dell'esperanto sono state scelte da quelle di varie lingue studiate da Zamenhof, affinché fossero semplici da imparare e nel contempo potessero dare a questa lingua la stessa espressività di una lingua etnica. Anche i vocaboli derivano da idiomi preesistenti, alcuni (specie quelli introdotti di recente) da lingue non indoeuropee come il giapponese, ma in gran parte da latino, lingue romanze (in particolare italiano e francese), lingue germaniche (tedesco e inglese) e lingue slave (russo e polacco).Vari studi hanno dimostrato che si tratta di una lingua semplice da imparare anche da autodidatti e in età adulta, per via delle forme regolari, mentre altri dimostrano come dei ragazzi che hanno studiato l'esperanto apprendano più facilmente un'altra lingua straniera".

Ecco oggi mi andava di condividere con voi questa mia nuova scoperta... se ho stuzzicato la vostra curiosità e volete saperne di più indagate in rete, vi si aprirà un mondo.


mercoledì 6 gennaio 2021

Tutte le feste le porta via...



Non riesco a capire una cosa.

È un dubbio che mi perseguita da giorni. Oramai, non ci dormo più la notte!

È argomento di discussione continua tra me e Editor.

Ma perché cavolo la Befana da me non è mai passata? Non me lo sono mai chiesto fino ad ora ma... Ma lui, mi ha messo la pulce nell'orecchio! Cosa? Dite che non è un argomento importante? Ma certo che è un'argomentazione di cui parlare, perché oggi si festeggiano non solo i Re Magi ma anche lei, quella Befana che a me non ha mai portato nemmeno il carbone! Per dindirindina!

Non me lo sono mai chiesto fino ad ora ma...

Tutto è cominciato con le solite battutine che si fanno a una donna non più giovane, in questi giorni... Manco avessi già quarant'anni... Oh, oh... forse mi è sfuggito qualcosa... ehmm ok, di poco... solo di poco... diciamo quaranta e un pochino...

"Allora se io dovessi pubblicare qualcosa sulla mia Moto Guzzi, tu farai altrettanto con la tua Scopa?"

Oppure: "Ah già, tu il 6 ti prendi un giorno di vacanza immagino... visto che lavori tutta la notte per portare le calze..."

SGRUNT e doppio SGRUNT! 

A parte le misere battutine.... (si ho detto misere caro Editor!) e  nonostante io insista nel dire che quando ero piccola la Befana non mi ha mai portato nulla, Editor non fa altro che dirmi "Ma dai, è impossibile! Forse eri così tremenda che nemmeno il carbone andava bene per te!!! ahahah" e continua a rimarcare il fatto che è impossibile che non l'abbia mai incontrata.

Le uniche volte che ho ricordi di averla vista è stato quando da piccola andavo per 3 giorni a Castions di Strada, Udine, con la mia famiglia a casa dei miei adorati zii e cugini. In paese organizzavano un gran bel falò dove la povera Befana ci rimetteva le penne. 

Erano giorni di puro divertimento tra lotte con cuscini, nascondino, scoppi di raudi, petardi e i peggior artifici che si potessero trovare sul mercato. E schiamazzi vari, oltre al fatto che si mangiavano prelibatezze a non finire e noi bambini, eravamo lasciati liberi di scorazzare a destra e a manca senza controllo, combinando di tutto e di più!

 Comunque neanche allora si era disturbata a lasciarmi un ricordino... un biscotto... una caramella... una Golia!?! Ok, forse perché era già stata mandata al patibolo... Beh poteva farlo prima di finire affumicata, corpo di mille balene!

 Sta di fatto che oggi mi cucco l'augurio fatto con il sorrisone della mia piccola pesticciola che con fare sornione mi ha svegliato con "Auguri, mia Befana preferita" e tutta la sfilza di video foto e battutine da tutte le persone che mi conoscono! 

 E pensare che io neanche la conosco!

 Vabbè, riderò e mi divertirò come sempre... in fondo una cosa di certo la fa: tutte le feste porta via!

 Buona Epifania a tutti!

 

martedì 5 gennaio 2021

Il Van è pronto! Si parteeee...

Proseguono Le avventure in Van... Per le "puntate" precedenti... clicca QUI



Sono elettrizzata! Ma che dico elettrizzata, su di giri! No, no, ancora meglio: super gasata! 

Editor mi sta accompagnando a prendere il mio Van. 

È giorni che sono in trepidante attesa. Non sto più nella pelle! Non vedo l'ora di vederlo! Ehmm, spero che abbiano rispettato tutti i miei suggerimenti super "chiccosi"...

 
Editor, dopo aver metabolizzato la notizia di me in giro per l'Europa, non ha fatto altro che fare predicozzi ogni 3 x 2. 

Inoltre, per essere più tranquillo - ma vi rendete conto? lui non è rilassato per nulla...pensate che per me, questa idea è solo un po' "bizzara" per lui... "Insensata", "Incoscente", Addirittura "Insulsa"! Forse è una patologia... gli piacciono gli aggettivi che iniziano per "in", vabbeh, torniamo a noi... - si è organizzato un calendario di incontri, curatele e chi più ne ha più ne metta, che seguiranno i miei spostamenti. 

Come ci sia riuscito non ne ho la più pallida idea. Si sarà imposto con la sua naturale gentilezza mista a misantropia che alberga normalmente in lui... Una cosa è certa: ce l'avrò col fiato sul collo... ovunque! Il che da un lato mi rincuora, dall'altro mi mette ansia... Ma capperi! Possibile non si fidi di me? nemmeno avessi 15 anni!


Eccoci siamo arrivati. Ho il cuore in gola.
Lo vedo. Potrei svenire qui. È la cosa più strafiga che abbia mai visto. È "chic", è elegante, è raffinato, è dotato di ogni confort è.... è ....
"Ma cos'è? è super sdolcinato, femminile e romantico...." commenta Editor quasi disgustato e con un picco di glicemia che arriva alle stelle!
"Certo! E cosa credevi? Rispecchia la sua padrona... Se avesse rispecchiato te, sarebbe stato ricoperto da pelliccia bruna e corna biforcute!" Lo zittisco! Ma dopo 2 secondi lo guardo col sorriso sulle labbra.



Controlliamo ogni particolare... Si, quello c'è... Quest'altro anche... OK, ci sono pure le piantine, una libreria, le lanterne... Mi sembra....
Ad un certo punto sento Mr.Gallery che ride e dice "Non ci posso credere... ogni anta che apro ha già dentro o scarpe col tacco, o vestitini, o orecchini, o trucchi..."
"Beh? che c'è di strano? Lo volevo pronto per poter cominciare immediatamente la mia avventura. E poi quando si va in giro, bisogna essere pronti per ogni occasione e... mi devo distinguere, mica sono una semplice giramondo "hippie"... Io sono una hippie-chic". Alza gli occhi al cielo e si allontana bofonchiando qualcosa in una lingua che non conosco... "Esperanto" forse?


Dopo aver controllato ogni virgola, Editor è paranoico in questo, finalmente parto. 

La prima meta è il Cretto di Burri in Sicilia, ma prima di arrivarci ho in mente qualche piccola deviazione.
 

Alla guida di questo van mi sento una regina. Una Piratessa... Una... Ok, sono sempre Valeria ma mi sto godendo il momento...

Ora sono in autostrada direzione: Reggio Emilia, Palazzo Magnani.




Canto a squarcia gola la canzone dei 4 Non Blondes e a seguire una selezione di musiche rock messe dalla mia assistente digitale Alexa... si ho pure lei... sicuramente andremo d'accordissimo... Mi sto trasformando in Valery... Una nomade iper digitale... e...
Nel mentre che sto facendo uno dei miei urletti però vedo dei lampeggianti dietro di me... Oh cavoli... Una volante della polizia... che mi debba fermare? Si, sembrerebbe proprio di si... Il poliziotto mi fa segno di accostare...

Mi fermo...
"Patente e libretto!" Esclama il poliziotto avvicinandosi al finestrino... Sembra nervoso...
"Certamente!" dico facendo il saluto militare...  "Agli ordini..." ehmm... mi accorgo che non ha apprezzato la mia vena ironica... "Certo ammiraglio... no cioè... capitano... no, insomma Subito...intendevo dire subito..." Ora è davvero nervoso...
Ok... panico... dove cavolo saranno? Apro il cruscotto ma ne escono una valanga di rossetti, Rimmel e profumi vari....
Il poliziotto mi guarda sbalordito
"Ehm vuole favorire? Ah no, giusto è in servizio... ed è pure un uomo...."
Provo con il cassetto sotto allo stereo.... e qui ci sono i miei snack preferiti... provo ad offrirgliene uno ma con faccia contrita rifiuta... Uffa! non è ne un tentativo di corruzione e non è mica avvelenato!


Dopo un quarto d'ora di inutili ricerche il poliziotto quasi spazientito dice: "Senta, prima che le sequestri il mezzo e le faccia una multa "mega galattica" perché non dà un'occhiata dentro la sua borsa?"
"Ma dai! Non ci credo! Dai, non sarà così crudele? È la mia prima avventura "on the road", non sono una criminale... Ok si lo ammetto forse da piccola ho rubato una caramella alla liquirizia... Ah no! Ho capito! Perchè non sono proprio così intonata. diceva..."
"Oh santi numi! Apra la sua stramaledettissima borsa e stia un po' zitta.... non le ha mai detto nessuno che parla troppo?

"No, mai! Cioè si... Beh, si, ogni tanto lo dice Editor... Ma lui è il solito esagerato..."
Alquanto accigliata comunque apro la borsa e... "Eccoli finalmente! Stronzetti che non sono altro... Sa?  aveva proprio ragione! Se lo lasci dire lei è un genio" e gli strizzo l'occhiolino sfoggiando il mio bellissimo sorriso.

Sconfitto mi lascia andare...

Inutile... nessuno resta indifferente al mio fascino....


Arrivo a Palazzo Magnani con qualche minuto, ok, diciamo ora di ritardo. Che ci faccio qui? Devo assolutamente vedere l' opera che si intitola "Library" di una certa Lori Nix, che fa parte dell'attuale mostra in atto True Fictions. Fotografia visionaria dagli anni '70.
La cerco girando per le sale. E quando la trovo, penso che ho fatto proprio bene a fermarmi. 



In quel momento chiama Mr. Gallery che mi chiede se ho quasi raggiunto la mia prima "pseudo tappa" e cioè Città di Castello, sede della Fondazione Burri...
"Ehmm... Beh, ecco sai Editor, ho fatto una piccola deviazione sulla deviazione... ma sono sicura che sarai orgoglioso di me."
"E ti pareva! E siamo solo all'inizio...  Temo che ne vedremo delle belle..."
Sorvolo ovviamente sulla storia della volante e gli dico dove mi trovo...
"Raccontami quello che vedi..."
"Tutto in questa foto sembra dannatamente reale... si ha la netta sensazione di sentire il profumo delle piante e di poter toccare e contare i libri che ci sono sugli scaffali. Ma non si può, perché è la foto di un "diorama" cioè di un plastico. Ma ti rendi conto? Senti un po' cosa dicono dell'artista: è originaria della Virginia  è una maga dello Staged photography. Con le sue opere anima l'inanimato e crea un percorso di immaginazioni suggestive che ti fanno entrare in contatto con paesaggi misteriosamente abbandonati e conquistati dalle più segrete forze della natura."


Editor è entusiasta quanto me e si raccomanda che faccia più foto possibili, così poi ci posso scrivere un pezzo.

Beh... allora un po' di bene me lo vuole...


To be continued...

giovedì 31 dicembre 2020

Le Avventure in Van... Le origini!

Proseguono Le avventure in Van... Per le "puntate" precedenti... clicca QUI

 

Sono sdraiata da un po' e non riesco a prendere sonno. 

Oggi è stata una giornata intensa. Il museo Vasa mi ha letteralmente conquistata e allo stesso tempo sfinito. Sono stanchissima, ma nonostante ciò, non riesco a stoppare la mente. 

Un velo di malinconia fa capolino e i pensieri cominciano a volare a ritroso, arrivando all'inizio dell'illuminazione di questo fantastico viaggio.

Tutto è iniziato così:

Era un po' che ci macinavo sopra. Che volevo intraprendere una fantastica avventura, alla scoperta di tutto ciò che ho letto, visto e fiutato del mondo dell'arte. 

Non sapevo come l'avrei fatto. Ma sapevo che ci sarei riuscita!

Poi un giorno ho avuto l'idea. E che idea! Guardando un post dedicato al VanLife. 

In quell'occasione il mio cuore ha cominciato a battere forte e l'entusiasmo ha cominciato a crescere dentro di me. Ok, sapevo cosa dovevo fare: Trovare un Van! 

La ricerca non è stata semplice e quando finalmente ho fiutato una possibile "occasione giusta", ho chiamato mio fratello Edo e l'ho convinto a venire con me. Giusto per avere un parere maschile. 

Ricordo ancora la sua faccia nel momento in cui gli ho comunicato il progetto "Arrossata, contrita... in escandescenza" ma ancor meglio le sue parole...: "Ma tu sei pazza! Ma come ti è venuto in mente. Ti rendi conto Te in giro per l'Europa da sola su un van! E poi? Conoscessi almeno bene le lingue!!! No, ci devi ripensare... Non puoi andare così allo sbaraglio." Ecco forse qualcuno non ha ancora capito che se mi si dice "non puoi" la mia voglia di farlo aumenta a dismisura. Grazie fratello! Mi hai dato il LA!



Ora spiegatemi perché mai non avrei potuto farlo... Ho coraggio da vendere. Sono curiosa. Ottima guidatrice... ehmm, su questo punto qualcuno avrebbe qualcosa da ridire... bah sono solo maldicenze... A tal proposito, se la reazione di Edo è stata disastrosa, immaginatevi quella di Editor. Ci ha quasi rimesso le coronarie! 

Arrivati dal rivenditore, con Edo che continuava ad elencare i suoi "se" e i suoi "ma"... lo vedo subito! Ed è Amore a prima vista. Ok, è da risistemare un pochino ma è perfetto! Edo mi ha guardato e portando gli occhi al cielo ha cominciato: "Ma... Ma è un catorcio, maledizione!!! E' un ammasso di ruggine... E' un rottame... E'..." "E' PERFETTO!" lo azzitisco io! E poi con calma e voce suadente... "Stai tranquillo, ho già contattato il cognato del cugino dello zio di un amico di una mia amica che se ne occuperà e lo renderà spettacolare..."



Guardo il rivenditore e col sorriso stampato gli dico: "Lo prendo, è mio!" Senza neanche trattare sul prezzo... anche perchè a meno di così potevo solo aspettarmi una macchina a pedali!

Per tirare su il morale a Edo che continuava con la sua solfa "Non ci posso credere... Non ci posso credere...." gli  ho proposto di andare a festeggiare visitando, essendo a Padova, la Basilica di Sant'Antonio, giusto, giusto per avere una piccola benedizione... Per me, che ne ho tanto bisogno e.. per il mio Van... anche lui altrettanto bisognoso!

È stata un'idea fantastica perché ne io ne lui ci avevamo mai messo piede dentro. 

Questa Basilica che i padovani chiamano "il Santo" è stata costruita intorno al 1200, è il principale monumento di Padova e uno tra i maggiori capolavori d’arte del mondo. 



Riconosciuto dalla Santa Sede come Santuario internazionale, è anche uno dei più celebri e frequentati luoghi di culto della cristianità. La parte che ricordo con più trasporto per la sia bellezza è la cappella della Madonna Mora. È la parte superstite dell’antica chiesetta di Santa Maria Mater Domini, donata a S.Antonio nel 1229 dal vescovo di Padova Iacopo.

Qui il Santo celebrava la Messa, predicava, ascoltava le confessioni e si raccoglieva in preghiera. Qui fu sepolto nel 1231 e le sue spoglie vi rimasero fino al 1263. 

Una volta usciti ricordo che ho esordito dicendo "Beh, visto che siamo qui, non si può fare a meno di andare a vedere il capolavoro di Giotto ed in assoluto il cielo stellato più bello che sia mai stato dipinto. Che dici fratellone?" .

Credo che Edo in quel momento abbia annuito solo per rassegnazione e forse per farsi passare l'in... cavolatura. 

Ci dirigiamo verso la Cappella degli Scrovegni. Nel mentre si era pure messo a squillare il telefono! E ti pareva!... Sullo schermo compare il faccione di Editor ..."Oh santa polenta! Ci mancava solo lui adesso... e ora chi lo sente?... uhmm... forse potrei omettere qualche particolare... si, si farò così."

Ok, diciamo che anche lui era all'oscuro di tutto. Quindi: "Ciao Editor come butta?....qui tutto ok, nulla di nuovo ehmm o meglio, qualcosina di nuovo si ci sarebbe... ma niente di così importante..."

"Sputa il rospo! Cos'hai combinato questa volta?"

"Ma cosa ti fa credere che per forza abbia potuto combinare qualcosa...?!?"

"Avanti, sputa il rospo...."

"Si, insomma... niente... ehmm... dunque: ecco... Ho deciso di fare un giro per l'Europa ed andare alla scoperta delle meraviglie artistiche disperse qua e là... e..."

"Wow! Ma è un'idea fantastica! Tu all'avventura per gli stati del continente... sono stra felice... e...?!?!?"

"Bene! e..." Squittisco come un topolino... forse un po' troppo...

"Ok, ora però dimmi per cosa dovrei perdere le staffe? perché sento dal tuo tono e dal tuo"E.." sospeso che mi stai nascondendo qualcosa"

"Chi iooo? Ma no, assolutamente... No, è che.... sai già tutto... ho deciso di fare un bellissimo viaggio... Una speciale avventura con il mio nuovo Van..."

La frase resta in sospeso...

Dall'altra parte del telefono silenzio... Uhmm... troppo silenzio... e dopo qualche interminabile secondo di un silenzio assordante...

"Scusami, ho sentito bene? hai detto Van?"

"Si, ha sentito benissimo... Un Van... hai presente quella specie di..."

"Certo! Eh che diamine! So benissimo che cos'è un Van... Tu... tu... vorresti andare in giro da sola? Con un Van? In giro per il mondooo!?!"

"Beh, ecco vedi, non hai capito niente di niente! Chi ha parlato di mondo? Io ho parlato d'Europa!!!"

To be' continued...


martedì 22 dicembre 2020

Lettura di Natale ovvero The Times They Are A-Changing



Sono appena uscita dalla libreria. 

Ci sarei rimasta almeno altre dieci ore e... avrei comprato mezzo negozio. 

Si, vi devo dire la verità. In questo periodo di "clausura" se entro in qualche negozio, rischio di essere assalita dalla sindrome dello shopping compulsivo!

Ho appena acquistato 4 libri. Da regalare a Zoe. Uhmm non so se ho fatto la cosa giusta. Più che altro perché siamo in quella fase in cui io voglio scegliere dei libri per lei e lei vorrebbe sceglierseli da sola! 

Ed i gusti sono opposti! Ma come diceva Bob Dylan... "The Times They Are A-Changing"...

Ok, ma "Mamma Natale", cioè io, da sempre porta delle novelle di Natale e tutti amano le novelle natalizie... non credete?

Ho acquistato un libro, per me dal significato profondo, che può insegnare quanto a volte per dimostrare il nostro amore ad una persona, rinunciamo scioccamente a ciò che più di prezioso abbiamo, per scoprire poi che forse potevamo dimostrarlo senza per forza dover rinunciare a quel qualcosa. 





Si tratta del "Dono dei Magi" di O. Henry. 

Ve lo straconsiglio. Soprattutto anche a chi non ama proprio la lettura perché è breve e si legge tutto d'un fiato.

Prendo il libro tra le mani e già la mia fantasia corre. 

Mi immagino seduta sul sofà in un epoca imprecisata. Fuori nevica, il camino è acceso, la luce fioca di una candela illumina lo scritto che sono intenta a leggere alla mia dolcissima, in questo momento, Zoe.

Lo scoppiettare della legna che brucia fa da colonna sonora di sottofondo.

Una cosa che adoro e ho sempre adorato fare, è leggere ad alta voce per Zoe e per i miei bambini a scuola. Ed è una delle cose che mi manca di più in questo momento del mio lavoro.

Se potessi fare come professione la "lettrice di racconti per bambini" lo farei anche per 12 ore al giorno!

Quando lo faccio infatti, entro nella parte, mi emoziono, sprizzo vero amore per la lettura. 


Sento il cuore che batte forte e si gonfia. Ed il sorriso mi si stampa sulla faccia.

Mi diverto un sacco a fare la voce narrante e a dare una tonalità diversa alle altre parti. 

È si una sorta di recitazione. Ma la cosa che mi soddisfa di più è guardare le facce ammaliate e quegli occhi illuminati di chi mi sta ascoltando e capire che sono riuscita a coinvolgerli, facendogli vivere un vero e proprio sogno. Non a caso a scuola l'addetta alla lettura sono spesso proprio io. Ok imploro, quasi arrivo alla corruzione, le mie colleghe per farmelo fare!! 

La cosa imbarazzante è che quelle volte che ho letto qualcosa agli adulti o a Editor, è stato un vero e proprio disastro! Inizio a balbettare, sbaglio tonalità,  faccio errori di pronuncia, mi si attorciglia la lingua (cosa che non mi succede mai in altre situazioni anzi... forse c'è qualcuno di nostra conoscenza che forse spererebbe questo...vero Mr. Gallery?) insomma ci faccio una vera e propria figura da... analfabeta...

Chissà, che sia ansia da prestazione?

Ma perché con i bambini non mi succede? Eppure loro sono i primi a dirti senza filtri, se qualcosa non va... o non gli piace. 

Sta di fatto che in questi giorni voglio riscoprire questo momento speciale, di coccola, di attenzione, e dedicarlo con tutto il mio amore alla mia pesticciola. 

Me lo sento dentro e se ci penso, penso proprio che sia lo spirito del Natale... quello vero... quello puro. 

Presa dall'entusiasmo svelo a Zoe il mio super progetto per questo periodo... volete sapere la risposta? "Ah si vabbè, se proprio ci tieni...". "The Times They Are A-Changing".

Ok, prendo atto che l'età pre-adolescenziale è terrificante, ma da Piratessa me ne "frego"! Piango dopo... ma sono sicura, anzi straconvinta, che alla fine abdicherà e ne sarà felicissima! 

Potrei scommetterci... ehmm... no meglio non scommettere di solito perdo!

P.s. Se volete ascoltare la bellissima canzone di Bob Dylan cliccate qui sotto!

https://www.youtube.com/watch?v=TlPV4wtZ6HE&feature=emb_logo 


 

 

 

lunedì 21 dicembre 2020

I magi... a casa mia: non sotto una stella ma schiacciati da Stella!

Ho voglia di Natale! 

E quest'anno più che mai! Forse perché è quasi proibito festeggiarlo a dovere, che ne sento più la necessità. Quando ti proibiscono di fare una cosa aumenta a dismisura la voglia di farla! Per me è così! 

Nei giorni scorsi, io e la mia piccola pesticciola ci siamo divertite ad allestire, come tutti gli anni, un graziosissimo presepe. 

Ok, partiamo dal fatto che le doti artistiche nonché architettoniche in me si sono defilate ancora quando ero in fasce. E posso aggiungere che in questo Zoe mi assomiglia! 



Quindi, vi lascio immaginare le difficoltà che sono insorte nel fare la scenografia: montagne che crollano, fiumi che tracimano, capanne o grotte con tanto di stella cometa incollata che ogni tre secondi si stacca rischiando una nuova "strage degli innocenti" o travolgendo i  Re Magi, i pastori e le pecorelle... 



Si, dovete sapere che nel nostro presepe, anche se manca qualche giorno a Natale, tutti i personaggi sono già arrivati... Forse avevano fretta di posizionarsi al posto giusto? O temevano di incappare in restrizioni anti-assembramento? Ma non sanno che è vietato? Dove vivono? In un presepe? Ah, ok... è così... Già... 

Ok, volete la verità?

Noi avevamo voglia di vederli già tutti sistemati per poterci anche giocare e non pensarci più. 

I personaggi che quest'anno ci fanno ridere sono: "l'uomo senza testa", e Stella. La gatta. Quella vera, quella viva. Infatti dovete sapere che Stella, oltre a divertirsi giocando con le statuette... appunto decapitandone per sbaglio ogni tanto qualcuna..., di sera, si trova bene ad andare a dormire dentro la grotta... anche se è già affollata. 

Nulla serve a farle cambiare idea! I miei rimproveri, la prediche come si fanno con un bambino e... più la tiri giù... più lei brontolando, appena ti giri... zac... eccola di nuovo lì! E ti guarda con indifferenza per giunta!  E spesso con un grande sbadiglio scocciato!

Ma perché tutta questa manfrina? Perché oggi parlando con Editor del mio presepe, mentre lui si divertiva a prendermi in giro per il fatto dei Magi che son già presenti, mi ha confidato che l'opera più bella sui Magi che abbia mai visto è quella di Benozzo Gozzoli in Palazzo Medici - Ricciardi a Firenze. 



Benozzo Gozzoli? Ma chi è? Un nuovo Teomondo Scrofalo? Chi lo sa? Chi mai sarà questo signore dal nome un po' strano? Come da copione non ne ho la più pallida idea!  E per dirla tutta, nemmeno sapevo dell'esistenza di questa "cappella dei Magi". 

Ok. ok, Editor non fare quella faccia... Su, su... Che sarà mai? Puoi pure strapparti i capelli quanto vuoi...  ah, dimenticavo... la solita storia: non ne hai! Ahahah, ma pensa ai miei progressi e a quanto mi sto acculturando. Dovresti essere fiero di me!

Ok, da super neostudiosa, mi fiondo direttamente in internet per trovare notizie e foto. 

Wow fantastico! Vengo a scoprire che non si tratta di un semplice "quadretto" ma bensì di un intero ciclo di affreschi. 

Comincio a leggere e vado un po' in crisi... Non ci capisco un piffero! Troppi termini che non conosco, troppe vicissitudini e personaggi della storia che non ricordo... Mamma mia, che figura. 

Vabbè non mi arrendo. Prima o poi memorizzerò qualcosa. Questa rappresentazione ha veramente un che di magico, e sono convinta che avere la possibilità di visitarla in questi giorni renderebbe unico e magico il mio Natale. Peccato che non si possa fare, però!

Ma andiamo a fondo.

"Il fastoso e solenne viaggio dei Magi rappresentato dal Gozzoli nella cappella di Palazzo Medici, parte da Gerusalemme - bianca città fortificata in alto sulla parete orientale, a destra entrando - e si dispiega lungo le tre pareti in senso orario in direzione di Betlemme.

I magi sono rappresentati secondo l’iconografia tradizionale dei tre re, ognuno con un dono da offrire al Bambino (oro, incenso e mirra): Gasparre è il re più giovane, Baldassarre è quello dalla pelle scura e in età matura, Melchiorre in rosso è il più anziano in testa al corteo."

Guardando bene mi accorgo che i particolari sono tantissimi e leggendo scopro che Messer Benozzo per dare magnificenza a questo "viaggio" ha utilizzato materiali rari, preziosi e anche costosi come i lapislazzuli, le lacche lucenti e l'oro.

"Melchiorre, guida il corteo dei tre Magi con il suo seguito vestito di rosso. I Magi sono preceduti da una processione di personaggi coevi, molti dei quali con fisionomie ben caratterizzate, fra le quali è forse possibile riconoscere ritratti di banchieri, collaboratori e sostenitori politici dei Medici."

Questa abitudine degli artisti di rappresentare i personaggi con la faccia dei committenti e delle loro parentele... mi fa sorridere un pel po'... Lo so, è cosa frequente in passato ma ogni volta mi immagino, ritratta in un grande dipinto di oggi, mimetizzata fra la folla... in veste di famosa blogger... Ok, stavo partendo per la tangente....

"Gaspare, il mago giovane, biondo e imberbe porta in dono la mirra, il balsamo cosparso sul corpo dei defunti e dunque allusivo alla natura terrena di Gesù Cristo. 



Vestito di bianco come i partecipanti al suo drappello, il mago guida il corteo della famiglia Medici e di parenti, alleati e ospiti illustri. Segue Baldassarre, il mago di età virile, con la pelle scura."



Se posso permettermi è il più intrigante e affascinante... Si, insomma... in tre parole "il più figo"! 

Bravo Benozzo mi complimento con te!... Ah no Editor, non posso? è sconveniente? Ooops... Vabbeh, oramai...

Vestito di verde come il suo seguito e questo verde gli dona proprio... "Baldassarre occupa il segmento mediano del corteo dei tre re. La pittura soffre qui perdite ingenti: a sinistra per l’apertura della finestra e a destra per la traslazione della porzione della parete occidentale. L’operazione disastrosa ha provocato l’abbattimento della fascia di parete dove erano raffigurati i paggi recanti il dono e la spada di Baldassarre."

Bene! Direi che anche oggi ho imparato qualcosa di nuovo.... Cos'è il consiglio degli antichi saggi per mantenersi giovani e sprintosi? Impara una cosa nuova al giorno! 

Beh, con tutto quello che sto imparando io ogni giorno, dovrei come minimo essere una ventenne... 

Beh, effettivamente... guardandomi bene allo specchio...

"Editor! Smettila di ridere!" Uffa... è proprio dispettoso! Una brutta persona!

venerdì 18 dicembre 2020

La sirenetta a Copenaghen

 La serie LE AVVENTURE IN VAN proseguono...

 

Sono a letto, nel mio "ban" e sto "balissimooooo"... voglio la "babba"... e... e... etciù!!! 

Ho un raffreddore stratosferico non so se si è capito... etciù!

Ma partiamo dal principio.

Vi ricordate ieri pomeriggio... la sfilata di Santa Lucia? I biscottini di pan di zenzero? Il liquore che i danesi bevono a colazione?.... Ok rinfrescatevi la memoria QUI.

Non so come e non so perché, a questo proposito ho le idee un po' confuse... Ma mi sono ritrovata a sfilare insieme alle danesi con la corona in testa adornata di candele. 

Dai ricordi vaghi che ho, deve essere stato divertentissimo. 

La cosa più bella è che nel corso della sfilata siamo passati davanti proprio alla famosissima "sirenetta"... E quindi ho rinunciato alla sfilata pur di gustarla con calma. 

Ora non vi posso negare la mia delusione nel vederla così piccola... Io mi aspettavo una sirena a grandezza naturale... si insomma almeno grande come me! 

 

La statua della Sirenetta infatti è una scultura bronzea alta 1,25 m e dal peso di 175 kg, situata all'ingresso del porto di Copenaghen. 

Statua simbolo di Copenaghen, la Sirenetta è una delle attrazioni più visitate dai turisti. 

La piccola statua è ispirata ad una delle fiabe più note dello scrittore danese Andersen, nella quale si narra dell’amore impossibile tra la giovane figlia del re del mare ed il bel principe terrestre. 

La celeberrima Lille Havfrue (sirenetta in danese), fu creata nel 1913 da E. Erksen il quale, dopo il rifiuto della ballerina scelta di posare per l’opera, chiese a sua moglie di fargli da modella. 

La scultura venne commissionata da Carl Jacobs, mecenate e proprietario della fabbrica di birra Carlsberg, profondamente colpito ed emozionato da un adattamento della fiaba come balletto, e da questi donata alla sua città per abbellirla. 

La Sirenetta di Copenaghen, quasi ignorata all’inizo, conquistò una certa popolarità nel tempo grazie ad alcune foto pubblicate su un giornale americano, fino a diventare il simbolo più famoso e conosciuto di Copenaghen ed il più amato della Nazione. 

La dolce creatura del mare si trova all’imbocco del porto, sul molo di Langeline, quasi a voler accogliere i naviganti.

Adagiata su una sorta di scoglio con lo sguardo pieno di nostalgia rivolto verso il mare, sua dimora naturale, la sirenetta è immortalata nel momento della sua metamorfosi, mentre la lunga coda di sirena lascia il posto a due gambe umane. 

Ora, nonostante sia piccola e abbia un po' disilluso le mie aspettative, dicono che il solo toccarla porti fortuna... e quindi chi sono io per non farlo? Prontamente mi do da fare. Ma sarà il buio, sarà l'euforia esagerata che ho, che nel raggiungerla inciampo finendo... direttamente in acqua! 

Fortunatamente un giovane e aitante ragazzotto danese (comunicazione per le amiche e colleghe... "Ammazza che  'boono") ridendo come un matto, cosa ci sarà mai da ridere... non capisco, mi salva non prima di aver scattato qualche foto, dice, da postare sui suoi social... Grrr che rabbia... ma devo anche esserle riconoscente... Sgrunt.

Bagnata ed infreddolita, ma finalmente sveglia come un grillo - l'acqua gelida ha fatto la sua parte - me ne ritorno in fretta verso il van e mi faccio una bella doccia caldissima!

Ed ecco spiegato il mistero del mio malessere. 

Comunque nel raccontarvi cosa mi è accaduto la situazione è peggiorata, mi sento uno straccio. 

L'unica persona che potrebbe aiutarmi visto che so che si trova ancora nei paraggi è Editor. Lo chiamo... il telefono squilla ma lui non risponde... Eccoci, ci siamo... il solito... quando ho bisogno di lui... sparisce! Mamma mia che rabbia!

Alla decima telefonata finalmente mi risponde, ma la delusione è dietro l'angolo... anzi aldilà del ricevitore perchè la sua risposta è: "Ti richiamo io fra un attimo... ho da fare..." e butta giù. "HO DA FARE?!?" Ma io... ma io... io lo tronco in due! Sto male!

Cavoli e ora che faccio? Calma... organizziamoci... Mi misuro la febbre e il mercurio (si sono una di quelle che ha ancora il vero termometro... quello che dice la verità!) sale in "frettissima".

Alla faccia dell'attimo... Sua Maestà... mi richiama dopo 3 ore... il fanciullino... Dico... dopo tre ore di delirio lui richiama...

"Ehi, allora? Come te la passi a Copenaghen?"

"Etciù... sto balissimo" e in preda alla disperazione, racconto ciò che è successo.

"Ma è mai possibile che non riesci a tenerti alla larga dai guai?"

Ecco ci mancava solo la predica!

"Senti fatti un bel decotto caldo della nonna, mettiti la borsa del ghiaccio in testa e copriti bene e vedrai che domani starai meglio... ti devo lasciare ho un affare importantissimo tra le mani... ci sentiamo più tardi, magari" E riattacca.

"MAGARI?" Io... io... io lo strozzo.

Ma lo sapevo... non solo è l'antiromanticismo fatto a persona... è pure un rude senza cuore e senza anima. Io sono qua che annaspo in mezzo agli stenti, che non so se arrivo a domani e lui? Ha in mente solo gli affari. SGRUNT! Lo odio! Brutto orso cattivo che non è altro. 

Mentre impreco tra me e me bussano al Van e io dico: "Non voglio niente sto "bale" ho la febbre."

Alla terza "bussata" mi alzo e vado comunque ad aprire... La curiosità fa parte di me. E...

"Allora ti sei fatta il decotto?"

Editor!!!!????

"Ma che ci fai qui?

Ma allora... allora non è poi così tanto uomo delle caverne... poi mi porge un sacchettino con dentro Tachipirina e uno spray nasale.

E sorridendo, mi porge anche un giornale con una foto in prima pagina di me bagnata fradicia davanti alla sirenetta... Ops.

"Ma... ma quindi sapevi già tutto? "

"A dire il vero, è stato il mio cliente a farmi vedere l'articolo... dicendo questi italienish... vi fate sempre riconoscere..."

"E tu gli hai detto che mi conoscevi?"

"Ho cercato di negare in tutti i modi ma non so se ci ha creduto visto che ero paonazzo!"

"Quindi sono famosa!!!"

"Beh, diciamo che più che famosa... direi ridicola... Certo che questo viaggio si sta rivelando più avventuroso di quello che immaginavi eh?!?"

Mi guarda dritto negli occhi e aggiunge "Non ci sono speranze!"

Il solito catastrofico... che sarà mai... ho fatto solo un bagnetto nell'acqua gelida del mare del Nord... e chi non lo fa!


sabato 12 dicembre 2020

ConVivere o Vivere Con? A voi la scelta...




Oggi una persona saggia mi ha fatto riflettere. 

Mi ha fatto riflettere su una parola che ultimamente uso troppo spesso. E nella sua accezione più negativa: ConVivere!

Ma partiamo dal principio...

Quest'anno come tutti gli anni da quando è nata Zoe, mi sto prodigando da settimane per racimolare i regali o sorprese che, la cara buona, brava e bella Santa Lucia (...visto che sono io ad interpretare il ruolo... non potevo non autoelogiarmi...) le farà trovare tra la notte del 12 e 13 dicembre.

Non frequentando da un po' negozi e market ho delegato il Santo zio Edo. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco! 

Infatti, probabilmente oberato da innumerevoli impegni lo zio si è letteralmente dimenticato di acquistare i dolcetti per l'occasione e quindi, dopo giorni di clausura, sono uscita di casa per risolvere l'inghippo.

Vi dirò, l'idea è stata elettrizzante. Non vedevo l'ora che succedesse un imprevisto del genere! Quindi ben bardata con tanto di mascherina super protettiva e intenzionata a fare una semplice toccata e fuga, sono partita alla volta del supermercato per  adempiere alla mia missione.

Risultato? Un vero e proprio disastro! Intendiamoci i dolci li ho trovati tutti, anche quelli che non erano stati contemplati... ma... Un disastro! Oltre al fatto che mi ero scordata che il venerdì c'è un sacco di gente che non sa cosa fare, e quindi ingolfa i centri commerciali, una volta dentro, mi è mancato letteralmente il fiato.

Non vedevo l'ora di uscire. Di scappare per poter respirare.

Sono arrivata all'auto, ho caricato la borsa nel baule e quando sono salita al posto di guida, dopo essermi disinfettata 200 volte le mani, la mia testa è crollata sul volante e... grossi lacrimoni hanno cominciato a sgorgare incessantemente dai miei occhi. Nella mia testa c'era solo un pensiero che si ripeteva come un disco rotto:

"Questa non sono io! Io sono... Io sono frizzante, io sono altro..."

Tornata a casa delusa e affranta, mi sono messa sul divano e lì ho ripreso lentamente fiato, o meglio, coscienza di me. 

Nel mentre mi ha chiamato Editor per sapere se avevo già messo in cantiere "il pezzo" per l'indomani mattina... e lì,  essendo una persona perspicace ha voluto sapere per filo e per segno perché avevo quella faccia da "cerbiatto investito da un cinghiale". Al che ne è venuto fuori un saggio ragionamento sulla parola "ConVivere".

Come dicevo all'inizio del post è una parola che ho sempre usato nel suo senso svantaggioso...: "Devo imparare a "convivere" con gli effetti collaterali di queste tremende terapie che potrebbero durare mesi se non addirittura anni...", "Convivere con questo", "Convivre con quest'altro..."

Ma la saggezza di Editor (insomma, l'età gli servirà a qualcosa si o no?!?) Mi ha fatto vedere un risvolto della parola diverso, nuovo. Visto il mio stato d'animo davvero turbato ha cercato di farmi ragionare e cambiare umore... che in quel momento era davvero giù...

"Vale, prova a dire anziché "ConVivere" "Vivere con". Il significato è lo stesso ma se ci fai caso, vedendola da questa altra prospettiva, la parola "vivere" prende il sopravvento. Acquisisce una accezione maggiore, più importante... positiva... Perché ti ricorda che Tu sei Viva!. Hai capito? Tu sei Viva e non smetterai di esserlo perché questa è sempre stata la tua natura. Sei Viva con  tutte le cose belle, quelle più antipatiche e dispettose che la vita in questo momento ti sa offrire... Ma ricordati: Sei Viva!!!"

Resto senza parole.

Non ci avevo mai fatto caso a considerare e ad approfondire il significato di questa parola: ConVivere - Vivere Con...

Ecco allora che riflettendoci un po' e smuovendo gli ingranaggi un po' arrugginiti del mio cervello, mi rendo conto che IO ci sono! Si, ci sono ancora e che ho la possibilità di ritornare ad essere più "sprintosa" di prima. Dipende solo da me! Da come "traduco" il linguaggio del mondo che mi circonda.

Grazie Editor!


lunedì 7 dicembre 2020

Rembrandt "stupefacente"

 


Dopo aver bevuto la cioccolata calda con Mr. Gallery che, come ben ricordate mi ha fatto una super sorpresa... (se ve la siete persa cliccate QUI!) ci siamo diretti verso il mio Van che era ricoperto da una montagna di neve. 

Ora lo so che non bisogna viaggiare di notte ma oramai mi conoscete e... con l'aiuto di Editor liberiamo la mia adorata "casetta su ruote" che è anche super attrezzata per ogni condizione atmosferica.  Più o meno!

Editor che è molto attento e superscrupoloso, vuole assicurarsi che tutto "funzioni a dovere" e quindi passa in rassegna ogni minuscolo marchingegno e... Fiuu... è tutto ok!!!


Lo saluto ma prima attacca con la sua predicozza... da cui si deduce che è di vecchio stampo... anzi, senza stampo...: "Mi raccomando stai andando in Olanda e più precisamente ad Amsterdam e..."
"Si, si non è entusiasmante...? La città de "I pattini d'argento", il libro di Mary Mapes Dodge, la città dei canali ghiacciati in inverno e dei fiori in primavera... ah, che meraviglia sarà piena di neve e..."

"Ok, tutto molto bello... ma io intendevo che devi stare su con le antenne... Lo sai che è una città..."

In quel momento sentiamo una musica proveniente dalla strada... Oh, che bello! C'è la parata di San Nicola... così azzittisce il vecchio... ehmm l'amato Editor... 

Devo partire altrimenti resterò qui bloccata fino a domani!
"Editor su, su, è ora che scendi (lo butto praticamente fuori dalla porta, così mi risparmio il seguito della pappardella) devo partire. Altrimenti chi ci arriva da Rembrandt!"
 

Si, si, avete capito bene la mia prossima meta è il Riiksmuseum ad Amsterdam per vedere la sua magnifica "Ronda di notte".

Povero Mr. Gallery, non gli ho neppure dato il tempo di finire di parlare... Beh, forse meglio così! Gli dimostrerò che si può fidare di me... Amsterdam arrivoooooo!

Ciao, ciao Bruxelles!


Viaggio per 4 ore filate super concentrata andando pianino, pianino, perché le strade sono alquanto ghiacciate e... Visto? sono o non sono responsabile? Che tempra, che scorza! Sono proprio fiera di me!


Alla fine arrivo ad Amsterdam ed essendo tardissimo decido di posteggiare il mio Van alle porte della città in una piazzola attrezzata. Dopo essermi fatta una bella tazza di latte e cacao con "biscuits aux chocolat" crollo come una pera cotta sul mio lettone dormendo fisso e di gusto, fino al mattino dopo. 


Mi sveglio con la bocca spalancata e una leggera bava alla bocca che scende... (Ok lo spettacolo non è di certo dei migliori, ma sono umana, e poi chi mi vede? sono sola dentro il Van) perchè c'è il mio telefono che squilla da un po'... è una video chiamata...
Rispondo con voce impastata e assonnata: "Prooooontooo"
"Testa di vitello che non sei altro non eravamo d'accordo che mi avresti mandato un sms al tuo arrivo? Oh capperi! Forse è meglio che ti asciughi la bava..."
Oh santi numi! Metto a fuoco lo schermo del telefono... c'è davvero un filo di bava!!!!
Cerco di riassestarmi un attimo ma i capelli non vogliono collaborare e lo stampo del cuscino fa la sua parte.
"Ok, ok, non penso che quando tu ti svegli al mattino sia già tutto in ghingheri..." rispondo  bonfonchiando...
"Certo, ma tu da donna di classe... e femmina di charme quale che sei... mi aspettavo di vederti al risveglio già bella truccata e vestita di tutto punto!" E ride a crepapelle... grrr...
Questo English humour di mattina presto poi... Secondo me vuole vendicarsi per il fatto che ieri sera l'ho praticamente scaraventato fuori senza ascoltarlo? Ma io sono superiore. Non mi faccio abbindolare da questi giochetti e... e... sto al gioco! A dire il vero la scena è simpatica, e mi diverte. Ridiamo e scherziamo e sul più bello quando voglio farmi una bella tazzona di caffè caldo bollente mi accorgo che l'ho finito. Ottimo farò colazione al bar!


Mi vesto per bene visto che fuori sta nevicando ancora. 

Cammino per le stradine della città e resto incantata nel vedere i canali che tanto mi hanno affascinato leggendo uno dei miei libri preferiti di bambina. 

Mi avventuro dentro ad una piccola pasticceria o almeno credo che lo sia... c'è gente di tutti i tipi dal colletto bianco pronto per l'ufficio al ragazzo con i rasta e il cane a mo' di "Punk'a'Bestia"... 

Non capisco bene la lingua, guardo attentamente il menù per cercare un caffè o un the che mi svegli fuori ma... ma... mi sembra da quel poco che posso capire che qui sia tutto a base di erba... Avete capito?... Erba nel senso di... Marijuana! Si proprio lei! Non quella del presepe... l'altra! 

Arriva la cameriera e non sapendo cosa fare farfuglio qualcosa in finto spagnolo del tipo: "Ola me soi ricordatas che hoi dimienticado el taccuinos... (Ok, si lo so, potevo dirlo in italiano ma mi è venuto così... da sempre ho l'improvvisazione teatrale nel sangue...) e sono sgattaiolata fuori dal localino. 

Entro in una via piena di negozietti tutti illuminati a festa... e qui lo sapete che ho un debole. 

La mia attenzione è attratta da un bellissimo capo di lingerie su un manichino che... Oh Santa Polenta! Il manichino mi strizza l'occhio! Faccio un salto indietro accorgendomi che in realtà è una bellissima ragazza che forse offre lavoretti... Vabbè avete capito! E una schiera di ragazzotti dietro di me sta fischiando e commentando con frasi non proprio da catechesi!
Forse è il caso che mi attivi per raggiungere il museo velocemente. E' meglio. 

Forse era questo che voleva dirmi Mr. Gallery? Povero... Ed io malfidente che gli ho pure tappato la bocca... Ok, dai non proprio... però...


Dopo varie peripezie  mi ritrovo davanti al Rijksmueum... ma questo è... un Castello! Altroché! 

È a dir poco fantasmagorico! Vedere per credere! 

Sono sicura che qui dentro mi perderò... Molto volentieri.
Il Rijksmuseum Amsterdam (Museo Statale di Amsterdam), è un museo che possiede la più grande collezione di dipinti del Secolo d'oro olandese 1584-1702 e una considerevole collezione di arte asiatica. 

L'edificio iniziato nel 1876 è una combinazione di elementi gotici e rinascimentali.
Cerco tra le sale l' opera di cui mi ha tanto parlato Mr. Gallery, dovete sapere infatti che è
considerata uno dei maggiori capolavori perché ricca di particolari, del maestro olandese, per via delle dimensioni grandissime, della vivida esecuzione dei dettagli e dell'eccezionale uso della luce. 


Il dipinto raffigura il capitano Frans Banning Cocq, insieme con il suo luogotenente Willem van Ruytenburgh, nel momento in cui impartisce l'ordine di iniziare la marcia, verso un non specificato luogo d'azione o di ritrovo.
I personaggi sono circondati dagli archibugieri, gli antichi fucilieri... (l'archibugio si può definire una delle prime armi da fuoco).
Il quadro gli viene commissionato perché la città deve essere pronta per ospitare Maria De Medici e così, per rendere il suo arrivo, indimenticabile, vengono commissionate ben 6 tele agli artisti più importanti di Amsterdam.
Rembrandt fa parte di questa piccola squadra. La sua presenza è abbastanza scontata, dato che dal 1639 ha già una solida fama alle spalle.
A bussare alla porta del suo studio è Frans Banning Cocq: di professione è un dottore, ma riveste anche l’importante ruolo di capitano di un piccolo gruppo di archibugieri, i “Kloveniers”.
Quando arriva da Rembrandt, Cocq ha già ben chiaro in mente quale deve essere la priorità dell’opera: lui, da buon capitano, deve essere al centro e deve risaltare rispetto agli altri protagonisti nel lavoro.
Il piccolo gruppo militare è composto da 14 persone e nel momento in cui Rembrandt li immortala, i soldati stanno cominciando a muoversi dopo l’ordine di avanzare dato dal capitano. Il capitano con la sua mano alzata in direzione dello spettatore sembra quasi uscire dalla tela.
 

Editor mi racconta anche che oltre ad essere un pittore di grande talento, Rembrandt è bravissimo anche a contrattare. Per questa tela ha ricevuto ben 1600 fiorini; ciascuno dei protagonisti ha sborsato 100 fiorini per la realizzazione dell’opera. I  personaggi presenti nella scena sanno che si tratta di un’occasione irripetibile: questa tela sarebbe stata ammirata nei secoli successivi e molti avrebbero parlato del loro gruppo, facendoli passare alla storia.


Rembrandt, conoscendo bene le idee dei vari personaggi, decide di valorizzare il proprio lavoro, e così si fa pagare una cifra abbastanza notevole.


Eccola! Finalmente la trovo!
Subito vado un po' in confusione... Caspita non me l'aspettavo così... così... ricca! I particolari sono tanti e la tela è veramente grande, imponente. 

Memore della lezione di Mr. Gallery mi metto lì davanti con il naso all'insù.  È tanta "roba". Quindi respiro e mi dico "Ok, calma. Un passo alla volta"... Voglio godermi ogni centimetro, ogni minimo particolare, ogni immagine e suo significato, ogni pennellata, ogni colpo di luce, ogni... È un lavoro magnifico! Talmente tanto raffinato che... Santa Polenta, è stupefacente e ancora più meraviglioso è che io sia qui in questo luogo dove la cultura, la storia e l'arte la fanno da padrona prendendosi il permesso di invadere il mio essere. Sono in estasi! Altro che marijuana!

sabato 28 novembre 2020

Rubens, l'anatra ripiena e le prugne secche!

Questo post è il proseguo di "Il gallo, Gand e la birra..."

Il viaggio di rientro con il mio amico "birragolo" è stato alquanto divertente visto che alla fine ho deciso di scegliere la birra per non morire congelata. 

Pensate, ci siamo ritrovati a cantare "O sole mio" a squarcia gola! 

Quando entro in cucina sto ancora ridendo tra me e me. Tra il ricordo delle clamorose stonature e le grasse risate, racconto alquanto allegra, per colpa della famosa "birretta", il corso della mattinata a Scarlett  che sogghignando imbastisce un delizioso pranzetto, a base di carbonade flamande (uno squisito stufato di manzo) accompagnato da cavolini di Bruxelles e stoemp (un tortino di patate schiacciate con carote, pancetta, panna e noce moscata...)insomma, un pranzetto davvero "leggero".

"Allora hai pensato a come fare l'anatra ripiena per sta sera?"

"Certo, che si" rispondo molto sicura di me. 

A dire il vero, mentre che ero sul furgone, ho chiamato Editor per chiedere consiglio. Lui mi ha spiegato per filo e per segno una squisitissima ricetta... solo che... sempre a causa della "birretta" non ricordo perfettamente gli ingredienti e soprattutto il procedimento.  Ma che volete che sia? Non mi preoccupo più di tanto, perché confido nella memoria... che mi verrà in aiuto nel corso della preparazione. 

Almeno me lo auguro!

"Perfetto allora ti lascio le redini della cucina perché oggi ho prenotato la parrucchiera visto che all'anatra ci pensi tu! Au revoir!"

Cosa????

Mi ha praticamente lasciato da sola in una cucina che non conosco e con una ricetta mai fatta prima d'ora! E sul tavolo c'è un'anatra si spiumata, ma con la testa attaccata ancora al collo, le zampe in bella vista... attaccate pure quelle! 

Speriamo almeno sia svuotata... Arghhhhhh! Come non detto!

Ok, calma! Ce la farò! O meglio ce la voglio fare! Ho un concorso da vincere!

Prendo il coltello e via! Mi metto a fare quello che faceva mia madre quando ero piccola. 

Dio solo sa quante volte gliel'ho visto fare... Non dovrebbe essere così difficile. 

Nel momento che sto per affondare il coltello l'anatra mi scivola via e... cade per terra! Oh capperi! Forse vuole darsi alla fuga... cominciamo bene. 

La lotta ha inizio. La riprendo e ci riprovo! Ok, ora le staccherò la testa e poi le zampe. 

Oh no! No non lo posso fare! Ma come si fa staccare la testa ad un pennuto che ti guarda dritto negli occhi? Si ok, è già bello che morto ma... Ok forse se chiudessi gli occhi? Uhmmm... troppo pericoloso. Idea e se ci mettessi sopra un pezzo di carta? Ci provo e il risultato è disastroso e la testa è sempre lì attaccata!

Va bene, decido di lasciarla lì e nel frattempo svuotarla... forse andrà meglio... Oh cavoli! Ma è tutto viscido!!! Che schifo! Brrr.... Potrei vomitare. 

Coraggio ce la posso fare. Sono o non sono una piratessa? Sguaino la mia spada ehmm... il mio coltello e... in qualche modo riesco nel mio intento. Si forse qualche pezzetto è rimasto dentro... ma si confonderà sicuramente col ripieno. 

Ecco giusto.... il ripieno. 

Dunque Editor mi aveva parlato di castagne, patate, prugne secche e spezie varie. 

Questa cucina è fornitissima. Trovo tutto l'occorrente. Faccio bollire le castagne nel latte e le patate. 

Sono sicura che 15 minuti saranno più che sufficienti. Aggiungo un po' di salsiccia schiacciata (qui non ricordo se andava cruda o cotta... Beh, si cucinerà in forno no?). 

Poi devo aggiungere un bel po' di prugne secche so che Editor va matto per le prugne secche quindi... sicuramente  saranno buonissime, essendo lui un buongustaio. Ce ne vorranno tante! Ma dove sono? Forse sono queste? Ma si, il colore gli assomiglia molto... Vabbè sono un po' più "chiarette"... magari sono prugne gialle... procedo. Ah, poi Editor abbonda sempre con le spezie, quindi mi sfogo e non sapendo quale scegliere visto che non ricordo quelle che mi aveva suggerito decido di metterle tutte: pepe, noce moscata, cannella, chiodi di garofano, anice stellato ecc.ecc. si che bello un tripudio di spezie!


Bel lavoro! Alla fine inforno l'anatra. Sarà perfetta. È pure carina a vederla!

E vi dirò la testa alla fine gli dona!

Quando rientra Scarlett le faccio vedere orgogliosa la mia opera d'arte! La sua faccia è sbalordita. Non riesco a capire se in positivo o in negativo perché non dice una parola. Forse è basita da quanto è bella ed invitante!  

Ok, a questo punto vado io a farmi bella per la strepitosa serata.



Anche perché il premio, che vincerò sicuramente io, è un biglietto per visitare la casa museo di Rubens!

Il Rubenshuis (in italiano Casa di Rubens) è una casa museo, abitata per circa trenta anni da Pieter Paul Rubens; si trova nel centro di Anversa. Le collezioni qui conservate, oltre ad alcune opere del maestro, comprendono capolavori di alcuni dei suoi allievi più talentuosi e contemporanei. Parti integranti del percorso espositivo sono l'edificio stesso, lo studio, il portico barocco e il padiglione del giardino, in grado ancora di restituire le atmosfere seicentesche. Nel 1610, insieme alla prima moglie Isabella Brant (1591-1626), Rubens acquista una villa con terreno ad Anversa. Negli anni successivi progetta lui stesso un ampliamento, fa costruire: una galleria semicircolare per l'esposizione di una collezione di statue antiche; uno studio, dove produrrà numerose opere; un portico, un arco di trionfo e un padiglione nel giardino, trasformazioni che imprimeranno alla casa lo stile di un palazzo italiano, conforme agli ideali artistici del maestro, ispirati all'arte romana e al rinascimento italiano.

Rubens raccoglie durante la propria vita quadri di artisti di fama internazionale e la sua casa diviene un'importante esposizione d'arte senza uguali all'epoca nei Paesi Bassi.

Ok, non posso assolutamente perdere!

Decido per una mise  semplice, elegante ma d'effetto, in fondo siamo in un "paesello". 

Quando arriviamo, la sala del comune che ospita la gara è straordinariamente addobbata con già tutte le decorazioni natalizie e sembra di entrare in un mondo magico. 

Presento la mia anatra e guardando le altre nove in gara, mi rendo conto che la mia è la più originale e completa, perlomeno perchè è l'unica che ha ancora testa e zampe. 



Partono gli assaggi la mia in ordine è l'ultima. Ad assaggiare saranno il sindaco, il cappellano e il direttore della casa museo di Rubens. Wow!

Sono emozionata. Mentre assaggiano non fanno percepire nulla. Giusto forse per non dare false speranze. Ah come vorrei che Editor fosse qui a vedere quanto sono stata brava. Ecco ora assaggiano la mia. Che bello! 

La cosa bella è che assaggiano tutti e tre insieme forse per non condizionarsi.

Non riesco a capire, stanno facendo delle smorfie... delle facce un po' strane... ed il il viso del direttore si sta tingendo di un bel rosso acceso... anche quello del cappellano e pure quello del sindaco! 

Che abbia esagerato con qualche spezia?

Iniziano a tossire e si scolano in men che non si dica una pinta di birra ciascuno! Caspita! Ma si vogliono ubriacare? Sono proprio festaioli da queste parti! 

 Finita la pinta si bevono pure una seconda pinta... chissà! 

 Poi cominciano a confabulare tra di loro e alla fine emanano il verdetto. 

 "The Winner is... Gerard THE KING OF THE DUCK!"

 Un po' di applausi composti e basta! Uhmm... che serietà. Io salterei di gioia.

 Resto però alquanto delusa, ma poi aggiungono:

 "Quest'anno però avremo anche il vincitore per il coraggio... no, cioè, per la "creatività" quindi... for the creativity  the Winner is....Valeria Zanusssso!!!"

Wow ! "Sono io, sono proprio io" comincio ad urlare... Tutti si girano ed io sorrido e salto di gioia e vado dritta ad abbracciare i giudici. Oh cavoletti di Bruxelles! Mi sembra di essere a Masterchef!!!

Torno a casa soddisfatta... Ho il mio biglietto tra le mani... i giudici hanno specificato che l'anatra era alquanto immangiabile visto che le castagne erano dure come sassi e cozzavano con il mango... Mango? ah ecco allora... non erano prugne secche! Ok, farò a meno di dire a Editor che la sua ricetta è stata un insuccesso... Poverino, ci resterebbe male... quindi voi, mi raccomando acqua in bocca... altrimenti vengo lì e... cucino per voi!

P.s. Sono riuscita a recuperare la ricetta originale di Editor e visto che è buonissima ve la consiglio, magari in previsione delle feste! Io l'ho provata, non è per niente difficile ed il risultato è ottimo! 

Cosa occorre? Bè tanto per cominciare una faraona/anatra... possibilmente senza testa, senza zampe e già pulita! 

Ingredienti per il ripieno: 

20 castagne secche o già cotte a vapore

1 patata  tagliata a dadini

15 prugne secche o albicocche disidratate 

Latte q. b.

1 salsiccia

1 tuorlo

1 albume montato a neve

Sale q.b.

Aglio

Salvia

Rosmarino 

Vino rosso

Brodo

Far cuocere le castagne nel latte, quando sono quasi cotte aggiungere le patate e aggiustare di sale. Una volta cotte spegnere la fiamma e schiacciare un po' con la forchetta. Il composto deve essere morbido e non troppo asciutto.

Una volta tiepido aggiungere la salsiccia cotta precedentemente e poi schiacciata, 4/5 prugne tagliate a pezzetti, il tuorlo e mescolare bene. Incorporare l'albume montato a neve.

Riempire l'anatra e chiudere poi con la carta stagnola in modo che il ripieno non fuoriesca. Metterla in una teglia da forno.

Ungere l'anatra con olio extravergine d'oliva, e cospargere con un trito di aglio, salvia e rosmarino. Guarnire la teglia con le prugne restanti. Innaffiare con vino rosso e cuocere in forno statico a 180° per 2 ore e mezza circa. La prima ora coprire la teglia con la stagnola. 

Girare ogni tanto l'anatra per farla dorare da entrambi i lati e se il sugo si asciuga troppo aggiungere brodo o vino.

Buon appetito!