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venerdì 29 gennaio 2021

A ri-eccoci con Pollock!

 In un attimo di tranquillità la voglia di normalità conquista il mio essere... e allora? Eccomi qui a riflettere, scrivere e confrontarmi...


Oggi è il compleanno di Jackson Pollock!

Ve lo ricordate?

Ho scritto su di lui esattamente un anno fa. 

Ricordo ancora quanto ero elettrizzata nel parlarvi di lui... (se proprio dovete... cliccate QUI) Un grande artista letto da me! Una neofita dell'arte tanto impreparata quanto incosciente da volersi confrontare con il pubblico!

Io che parlo e scrivo di questo grande artista, inventore dell' action painting. 

O meglio di come sia riuscito a valorizzare di più l'idea "del come" e "del cosa" utilizzare per imprimere  i colori sulla tela. Trasmettere sensazioni uniche ed indescrivibili esclusivamente attreverso un gesto! Il fine non era tanto il risultato, di fatto puramente estetico. Il fine era il modo in cui tutto questo accadeva, si veniva a creare!

A distanza di un anno mi rendo conto che allora non ci avevo capito proprio un'emerita mazza... Ehmm, mammina volevo dire "nulla"... E che più precisamente, annaspavo nel cercare di trovare un senso. Una spiegazione.

Caspita ma come ero messa? Ignorante forte... Mentre adesso invece... "EHI?!? COSA C'E' DA RIDERE???"

Credo comunque che sia stata proprio questa falla nel mio curriculum artistico/culturale a farmi diventare quello che sono ora. Una blogger "un pochino più esperta"... forse... Ma ditemi, almeno a voi, sono simpatica? Per quell'essere, che almeno questa volta sono riuscita neanche a nominare... Vabbeh, lasciamo perdere...

Comunque... Orgogliosa di esserlo! Come cosa? Una blogger "un pochino più esperta"!

Ok, mi sono persa... Colpa dei medicinali?

P.s. La cosa che mi fa sorridere di più, è quanto tempo e forze intellettuali ho impiegato l'anno scorso per spiegare un concetto così... a mio parere ora "semplice". 

Niente in realtà lo è nell'arte, ma passatemi il termine, solo per questa volta!


sabato 21 marzo 2020

MONNALISA SMILE



Sento bussare alla porta (il campanello è rotto da un po', chi mi conosce lo sa!)
Che bello abbiamo visite! Oddio, chi sarà?
In questo momento di "clausura forzata" mi chiedo chi mai abbia voluto trasgredire le regole per venire a trovarmi!

Corro eccitata come una bambina che corre ad aprire al suo papà di ritorno da una lunga giornata di lavoro (io da piccola mi nascondevo sempre dietro la porta per poi fargli prendere uno spavento e lui, ovviamente fingeva di essere terrorizzato...).
Spalanco la porta e a 2/3 metri di distanza, vedo il corriere con un pacco per me.
Uffi. Speravo incoscientemente in un contatto umano... Ci resto quasi male da un lato e bene dall'altro. Ma la mia gioia nel vedere un volto nuovo è maggiore quindi sfodero il mio più bel sorriso e dico un sonoro "Buongiorno!"
Il tipo però non è altrettanto gioioso. Anzi direi, per nulla! Mi guarda come se fossi un'aliena, mi chiede se sono io Valeria Zanuso e quando ne ha la conferma, fa per darmi il pacco ma non sapendo come fare un po' impacciato e un po' imbarazzato, lo appoggia per terra, mi guarda, saluta e scappa letteralmente via!
Resto basita!
Che ci sia una bomba? O forse visto che non mi sono truccata sono così... ripugnevole?
 ...Ah no... è il Covid-19... Ok, tutto nella norma!!!

Rido tra me e me per non piangere, immaginando la tensione del povero fattorino. Che situazione surreale... chi lo avrebbe mai immaginato.



Insieme a Zoe apriamo il pacco.
Dentro troviamo il dvd che ho ordinato qualche giorno fa... "Monnalisa Smile" il film di qualche anno fa con Giulia Roberts... ve lo ricordate? L'ho ordinato perchè ricordo lei che interpreta il ruolo di insegnante di Storia dell'Arte... E lo fa in maniera convincente esprimendo concetti che se non ricordo male, mi possono essere utili in questo mio percorso... Cosa dite che la mia passione oramai si può definire "patologia"? Credo di si... comunque, chiedo a Zoe se questa sera possiamo guardarlo insieme.
Subito non è molto per la quale, ma riesco a convincerla dicendole che parla di studentesse del college, a quella parola (e chi ha figli adolescenti può capire!) si illumina e mi dice un secco, sillabico: "ok!"
Ora forse sarà convinta di ritrovarci i protagonisti di quel programma, idiota, in onda su Rai1 qualche mese fa del quale non ricordo neanche il titolo... (poveri noi dove andremo a finire..) ma tant'è, che
ha detto si!

Prima di schiacciare play, Zoe mi fa una confessione "Sai mamma che l'arte incomincia a piacermi un pochino di più?".
Resto basita per la seconda volta nel giro di 24 ore... lei mi guarda con occhi furbetti e continua "Dai mamma puoi riprenderti dallo shock il film deve iniziare".
Sto per commuovermi ma non c'è tempo...



Inizia...
Siamo negli anni '50. La storia parla di Katherine Watson ragazza nubile che giunge nel prestigioso collegio femminile di Wellesley come docente di storia dell'arte.
Alla prima lezione, dove viene praticamente messa in ridicolo dalle sue allieve, visto che sanno a memoria tutto il libro di arte in dotazione per l'anno accademico, le chiedono se possono andare a studiare cose più importanti.
Katherine si rende conto che lo scopo del collegio è quello di preparare le studentesse alla vita matrimoniale con un buon partito e diventare così mogli perfette e madri devote alla famiglia.
In totale contrasto con i suoi principi.
Lei è convinta che una donna possa contemporaneamente realizzare se stessa facendo anche l'università, affermarsi nel mondo del lavoro ed essere una moglie perfetta!
La professoressa decide quindi di offrire alle ragazze nuovi punti di vista. E tutto questo con l'aiuto dell'arte, inimicandosi così il corpo docente e anche molte studentesse.
Mi piace quando nella lezione successiva presenta alle allieve un dipinto di Chaïm Soutine "Bue squartato" (Minsk 1893 - Parigi 1943 pittore russo, naturalizzato francese, già "conosciuto" nel film su Modigliani -vedi post- ma giuro che andrò a studiarlo seriamente).
Tutte sono finalmente "impreparate". Cercano nel libro in dotazione ma non trovano risposte. Obiettivo raggiunto! La Prof. spiega loro che lì, non ci sono testi che parlano di lui.
Devono essere loro stesse a dire cosa ne pensano, a dire cosa provano, che sensazioni suscita in loro. E sottolinea il fatto che non vi è una teoria giusta o sbagliata. E che può essere bello oppure no! Ognuno di noi può giudicare in base alla propria sensibilità.

Un'altra scena cruciale ed emozionante, ovviamente per me, è quando Katherine accompagna le sue studentesse in una sorta di galleria d'arte e lì si ritrovano davanti ad un... Un "Pollock!" dico esultante io, e Zoe, mi guarda con sufficienza e ridendo  mi dice "brava mamma hai indovinato!". Vabbeh, ho una figlia "insensibile"... scherzo.

Comunque, la professoressa dice alle ragazze di gustarselo in silenzio e di prendersi tutto il tempo che vogliono, poi quando avranno percepito tutte le sensazioni possono andare la lezione  è finita.

L'immagine di stupore di questi visi che guardano l'opera col naso all'insù, mi fa venire in mente quando io osservo con meraviglia un'opera che mi emoziona. Rivedo il mio sguardo carico di eccitazione.... ed è... fantastico!

Il film scorre piacevolmente. E quando ognuna delle ragazze regalano alla Prof una copia fatta da loro, del dipinto "I girasoli" di Vincent Van Gogh, Zoe dice che è un artista che le piace tanto e che la sua maestra a scuola, le ha fatto fare dei bei lavori su di lui e che domani proverà a dipingere pure lei i famosi  girasoli!

Il film finisce.
Sta sera sono felice per 2 motivi: uno perché mi sono emozionata insieme alla mia piccola donna,
due, perché finalmente anche Zoe ora vede un qualcosa di bello nell'arte. Per me questo è un bell'inizio, anche perchè ha sempre detto "io non sopporto l'arte perché è noiosa!"

P.S. A volte anche un semplice film, una commedia leggera, può avere sviluppi interessanti. E se lo dico io che aborro i film per esaltare la lettura... la dice lunga!
Buona visione quindi!
E se ordinate un libro, un dvd o qualsiasi altra cosa on line, non spaventatevi se il corriere si comporta in modo strano... sono tempi di Coronavirus!

lunedì 16 marzo 2020

Oh Pollock, POLLOCK... il film...



5 marzo 2020

Siamo ormai tutti in quarantena.
Non perché abbiamo contratto chissà quale malattia, ma perché a causa del virus codiv-19, gran parte delle attività ricreative sono sospese.
Giustamente è altamente consigliato restarsene a casa, lontani dalla confusione per evitare contatti.
È un momento veramente strano e bisogna cercare di occupare il tempo rendendoselo amico.
Ora immaginate cosa vuol dire per una che è abituata a ritmi frenetici, che nella routine quotidiana riesce: a trovarsi in 2 posti diversi contemporaneamente, a teletrasportare Zoe ai diversi appuntamenti con le attività extrascolastiche in pochi minuti, imbastire una cena eccezionale (a questo proposito c'è  chi sostiene che non cucino ma faccio semplicemente da mangiare, giusto per sopravvivere... ma sono semplicemente delle malelingue!), a fare tutte le faccende e a pulire casa con la magia di mago Merlino, evitando che crolli, e trovare il tempo per coltivare gli interessi personali quali: lettura, pianoforte, arte ed estetista... e non ultimo il Blog, con tutto ciò che ne consegue....
Ora ritrovarsi improvvisamente con tanto tempo libero può mettere anche in difficoltà...
ma come dico sempre: "qualcosa ci inventeremo!".
Questa sera ho deciso di vedere il film di Ed Harris sulla vita di Pollock.



Pensate che documentandomi, ho scoperto che a questo attore/regista era stato regalato un libro del famoso artista, da suo padre quando era giovane.
Aveva sviluppato così una grande passione e per realizzare la pellicola si è messo in gioco in prima persona, esplorando i diversi materiali usati e le tecniche pittoriche sperimentate da Pollock stesso.

Infatti durante le riprese del film, l'attore/registra ha dovuto realmente dipingere, simulando addiritura la tecnica dell'Action Painting utilizzata dall'artista.
Dettaglio non da poco, per il successo della pellicola, è anche una impressionante somiglianza fisica con l'artista statunitense.
Dal film si può capire la vita difficile e travagliata di Pollock che, nonostante la sua dipendenza a periodi più o meno lunghi da alcool e psicofarmaci, è riuscito a incontrare una donna/artista fantastica, Lee Krasner, che lo amerà incondizionatamente e lo spronerà nella ricerca della particolarità che un giorno lo renderà famoso. Lo aiuterà ad incontrare Peggy Guggenheim insieme a Clem Greemberg, che lo consacrerà definitivamente nel mondo artistico americano.
La famosa ed eccentrica collezionista gli commissionerà un grande quadro per la sua nuova casa, offrendo all'artista uno stipendio e la possibilità di fare la sua prima mostra personale nella propria galleria.
Nel frattempo Jackson si trasferisce con la moglie a Long Island ed è proprio qui nel 1947 che arriva al "dripping", la tecnica per cui diventerà poi famoso.
Lee dirà: "ce l'hai fatta Pollock c'è un abisso col passato!".
L'artista nelle sue interviste spiega che la gente deve lasciare a casa i preconcetti: "è come quando si guarda un prato fiorito... non ci si strappa i capelli per capire cos'è!"
E poi ancora: "possono passare ore, giorni, mesi prima di terminare un quadro" ...e alla domanda: "come fa a capire quando è finito un lavoro?", risponde: "come si capisce quando si finisce di fare l'amore?".
Pollock nelle sue opere dichiara di esprimere il suo mondo interiore e nessun segno è lasciato al caso.

Il film scorre veloce raccontando gli alti e bassi della vita dell'artista.
L'attore che lo interpreta è candidato al Premio Oscar e ci sta proprio!
Quello che mi colpisce più di tutti è la figura di Lee Krasner, la moglie, una donna forte, risoluta che non si arrende mai e va avanti nonostante tutto, con forza e determinazione!
Nella  didascalia finale viene spiegato che Lee Krasner, dopo la morte del marito si occupò del patrimonio di Pollock per altri 28 anni, nei quali realizzò inoltre anche le sue opere migliori . Guardando questo film ho conosciuto finalmente la vita di un artista di cui avevo apprezzato le opere alla Guggenheim Collection di Venezia (vedi post Buon Compleanno Jackson) e vedere l' intensità  del gesto, il carico emotivo forse un po' pazzo, sentire o per lo meno immaginare di sentire il pathos presente in ogni sua mossa mi ha fatto riflettere sul fatto che molto spesso guardando un' opera non conosciamo tutto ciò che accompagna  la creazione dell'opera stessa ed è  un peccato prenderselo...lo spirito creativo è fondamentale.
 Ora posso comprendere ed apprezzare di più il suo lavoro e questo mi rende più consapevole delle mie scelte artistiche. .

P.s. non lo avrei mai detto... ma in casa mia, i dvd stanno aumentando in maniera esponenziale!

N.d.A. Questo post è stato scritto il 5 marzo scorso... quando ancora la situazione del Coronavisus non aveva assunto le dimensioni apocalittiche di questi giorni. Scusate ma mi sembrava giusto fare questa sottolineatura.

giovedì 12 marzo 2020

Crescere e creare: un incontro con l'ART THERAPY



febbraio 2020

È una mattina di febbraio, c'è il sole e la temperatura è perfetta per uscire in giardino con i bambini.


Sono felice perché si sente aria di primavera.
Accompagno i miei piccoli pulcini a cambiare le scarpe e a mettere le giacche e i capottini.
Solo questo tipo di operazione mi impegnerà per almeno un bel quarto d'ora, soprattutto per il fatto che avendo loro circa 2 anni, sono in quella fase che vogliono fare tutto da soli... e non ci riescono!
Immaginatevi il caos...
Immaginatevi me, già naturalmente tendente al caos...
Sommateli ed il risultato che ne uscirà, sarà strepitoso!

Dopo 20 minuti buoni fatti di inseguimenti, consigli e soprattutto a cercare di capire che le scarpe di uno, in realtà erano dell'altro e se le sono scambiate, di canzoni cantate a metà  e filastrocche "inventate al momento" degne di un Rapper in trance creativa "free style mode" per tenerli buoni, finalmente vedo l'alba e riesco ad uscire in giardino.

Ce l'ho fatta!
Ce l'abbiamo fatta!
Rido tra me e me, perché la scena vista da fuori deve essere stata molto divertente!
So benissimo che tra un'oretta si ripeterà tutto, ma al contrario (aggiungendo anche fame e stanchezza!).
Decido di godermi comunque il momento.
Ad un tratto sulla soglia vedo Lucia, la mia coordinatrice, che mi guarda mi chiama e sventola in aria un foglio... mi avvicino e lei parte a raffica dicendo: "ti ho iscritto ad un corso, lo devi fare, è giusto per te, sono sicura che ti piacerà e magari ti potrà essere utile x il lavoro!" mi lascia il foglio e se ne va! Guardo, leggo e il mio sorriso di stampa sul viso sono stata iscritta ad un corso di "Arte terapia"
!!!

7 marzo 2020

Sono appena arrivata a "La casa dei bambini", il luogo dove si svolgerà il corso.
Sono emozionata. Non so bene cosa aspettarmi, ma una sensazione dentro di me, dice di fidarmi.
Vengo salutata dalla "counselor" con un gran sorriso e già questo mi fa sentire accolta.
Saluto tutte le partecipanti sorridendo a mia volta e tutte ricambiano solari.
Direi che è proprio un buon inizio!
La psicologa che tiene il corso, la Dott.sa Mimma Della Cagnoletta, fondatrice della prima scuola italiana di Art Therapy, ci spiega il programma della giornata. Da ciò che dice capisco che lavorerò con diversi materiali: tempera, farina, sale, cerette, lapis, rafia, carta, colla ecc.
In men che non si dica io, che parlo tanto di artisti e opere d'arte, divento un'artista in prima persona.

La cosa crea non poco scompiglio! Essendo abituata ad ammirare Arte con la A maiuscola, mi sento quasi in difetto... Ma il tutto è superato in un nano secondo... E che cavoli! Ho l'opportunità di godere di un momento unico forse irripetibile: la creazione di un manufatto artistico (non mi azzardo a chiamarla opera d'arte). Quindi mi ci butto a capofitto!
Mi viene dato un grande foglio di carta. Ad occhi chiusi lo esploro con le mani. Dopo pochi minuti viene aggiunta della farina bianca... Al tatto ora, il foglio sembra vibrare, emanare energia e ciò fa nascere in me una sensazione di fermento, di estro creativo che non si arresterà se non alla fine della esecuzione della mia prima (ed ultima !) "Opera d'Arte".
Questo lavoro rapisce letteralmente ogni mio senso, sono libera di esprimere me stessa. Ed il fatto di farlo ad occhi chiusi, senza quindi essere influenzata dai lavori realizzati dagli altri partecipanti, rende tutto più particolare, misterioso, suggestivo.
Pensate che, anche nel momento in cui posso lavorare ad occhi aperti, cerco di evitare di guardare le opere di chi mi sta vicino per non essere influenzata!

Risultato? Un capolavoro a cui ho dato anche un titolo: "Esplosione". Lo so, anzi dovrei saperlo che non dovrei dare un significato ma, in questo caso mi è chiesto e quindi, nonostante l'operato sia oggettivamente tremendo, ecco cosa ho voluto rappresentare: "conoscere bene e valorizzare se stessi ed i propri desideri ci permette di andare oltre i limiti imposti dalla società e dai suoi stereotipi!".


La psicologa decide di dedicare questo mio messaggio a tutto il gruppo e ciò mi fa sentire onorata!

Osservare tutte le opere create in questo corso da tutti i partecipanti, mi ha fatto capire come lavorando con lo stesso materiale ogni persona riesca ad esprimere qualcosa di unico e particolare.
Di come, unendo questi lavori, si possa trovare un filo conduttore che li accomuna.
Incredibile. Il corso si svolge in un clima sereno e divertente, anche perché tutte ci siamo messe in gioco con onestà e semplicità affidandoci al gruppo.

Dopo 8 ore di corso sono uscita più entusiasta ed eccitata di quando sono arrivata.
La cosa che più mi è piaciuta è stata l'opportunità che ho avuto ad utilizzare tecniche e materiali  impiegati normalmente da Artisti che adoro: come l'action painting di Pollock e i materiali naturali di Anselm Kiefer... ok ho viaggiato con la fantasia!
Ma è vero, mi sono ritrovata a dipingere come loro, con loro, ...con un risultato leggermente diverso... ma questo è solo un piccolo insignificante particolare!

P.s. Una volta ogni tanto dovremmo metterci in gioco e giocare con l'Arte. Farci trasportare dal flusso creativo che in fondo, ognuno di noi ha!




martedì 28 gennaio 2020

Buon Compleanno Jackson



gennaio 2020 - ottobre 2019

Quando ho cominciato a lavorare al nido (ebbene sì, sono un'educatrice di asilo nido) circa... ok un bel po' di anni fa, mi sono divertita molto a far realizzare ai bambini delle tele, prendendo semplici lenzuola bianche o nere e facendovi cadere sopra colori a tempera che poi i bambini con cannucce, tappi di sughero e pennelli distribuivano a loro piacere. In fine mettevo anche un mio tocco personale gocciolando tempera acrilica.

Il risultato fu sensazionale... noi educatrici vedendo la bellezza di questi lavori organizzammo per la festa di fine anno una mostra... e senza averlo programmato prima i genitori si offrirono di comprare le diverse tele!
Ora ecco dove voglio arrivare: oggi 28 Gennaio ricorre la nascita di Jackson Pollock un artista americano che ho conosciuto (sarebbe meglio dire: ammirato una sua opera, ma mi piace l'idea di pensare di averlo conosciuto, scoperto) per la prima volta come tanti altri artisti al Peggy Guggenheim di Venezia. Quando mi sono ritrovata davanti alla sua opera (Enchanted Forest, 1947) il mio sguardo si è perso nei reticoli e nei segni dell'opera portandomi indietro nel tempo a quando dipingevo con i miei piccoli alunni. È stato un attimo. Mi sono gustata l'opera con calma assaporando ogni tonalità di colore, ogni tipo di segno. Chi mi accompagnava mi ha parlato di "dripping" che era questo modo del Signor Pollock di far gocciolare sulla tela stesa a terra il colore, immerso in una sorta di danza.
A distanza di qualche mese mi sono imbattuta in un libro che parlava di lui (Pollock Painting di H. Namuth , Mnemosyne) e diceva  che " Pollock  non sta semplicemente sgocciolando della pittura, lui estrae il pennello dalla latta della vernice e con un ampio gesto  lo passa alto sopra la tela creando delle linee di colore dapprima sospese nell'aria che poi cadono e si dispongono sulla tela imprimendo la traccia del loro passaggio".

Sapere tutto questo mi ha fatto apprezzare ancora di più il suo lavoro le sue opere.

P.s. Guardate su internet qualche video in cui si vede la sua magnifica danza....i vostri sensi ne saranno rapiti!!!