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martedì 13 ottobre 2020

Caravaggio al Mart... da non perdere!


 

12 ottobre 2020

Cari amici, avete mai visto un'opera di Caravaggio dal vero? 

Io forse. Anzi, quasi sicuramente. Si, certamente durante qualche gita fatta alle superiori... a Roma o a Firenze o da qualche altra parte. 

Il guaio è che non ricordo nulla! Ehmm... si, me ne vergogno moltissimo! 

Editor scusa, ma ero giovane. Non che ora sia vecchia intendiamoci... ma avevo altri grilli per la testa... O meglio, ricordo altre cose che a quei tempi, reputavo sicuramente più interessanti: le boutique, i bei ragazzi, i locali, le serate insonni... si, insomma cose più importanti, per quei tempi... per quella Valeria! 

Ma nella lista dei desideri c'è la voglia di recuperare... di tornare a visitare quei luoghi! Vedrete!

Tornando ai tempi della scuola, ho un vago ricordo del povero Professore di italiano... Tanto si prodigava a far entrare nelle nostre teste un minimo di cultura raccontando vita morte e miracoli di artisti e relative opere, tanto otteneva risultati quasi nulli! Insomma, senza grandi successi. Non come giustificazione, ma ricordo anche una classe alquanto scapestrata, distratta e disinteressata che tra una risata, uno sbadiglio e uno scherzo, fingeva spudoratamente il suo interesse e la sua attenzione!

Ah che rabbia! Peccato non aver avuto l'interesse, la passione e la maturità di adesso! (se mai ve ne fosse... visto che qualcuno di "nostra conoscenza" a volte sostiene che non sia stata ancora pienamente raggiunta.... mah...)  

Comunque, bando ai rimpianti, l'abbiamo detto qualche giorno, fa: "godiamoci pienamente il qui e ora". Quindi, visto che ci tengo molto a tenervi aggiornati sulle mostre in corso in questo periodo, vi avviso che qualche giorno fa al Mart di Rovereto, si è inaugurata la mostra "Caravaggio. Il Contemporaneo in dialogo con Burri e Pasolini" e sarà aperta fino al 14 febbraio 2021.

 


Pensate che Vittorio Sgarbi, ideatore della mostra, è riuscito a far arrivare un’opera di Caravaggio dalla Chiesa di Santa Lucia di Siracusa fino a Rovereto. 

Non è però finita qua. Il critico ha in mente di far arrivare in Trentino anche “La Primavera” di Botticelli (1482) conservata agli Uffizi di Firenze, e alcune opere di Raffaello. 

Giuro che se riesce nell'impresa di portare la Primavera di Botticelli a Rovereto, mi vedrete posteggiata con la canadese fuori dal museo in attesa dell'inaugurazione!

La giunta provinciale aveva puntato su di lui chiedendo a Sgarbi di riportare i visitatori al Mart di Rovereto e lui ha assolto il compito alla grande!

L’abbinamento con il contemporaneo, ha affermato Sgarbi, ha riguardato il fatto che il dipinto “Seppellimento di Santa Lucia” (1608) è esso stesso contemporaneo: parla infatti della violenza sulle donne, sull’umanità e sulla guerra. Ha solamente anticipato in linea temporale Burri e Pasolini. 

Se non siete ancora convinti leggete qui:

"L'attesa mostra Caravaggio. Il contemporaneo offre ai visitatori l'opportunità di contemplare il Seppellimento di santa Lucia, la prima opera siciliana di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, normalmente collocata a Siracusa, nella Chiesa di Santa Lucia alla Badia.

Nel 1608 l’artista, condannato a decapitazione e continuamente in fuga, evade da Malta e giunge a Siracusa. Qui realizza il Seppellimento di santa Lucia per l’altare maggiore della Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, nel luogo dove, secondo la tradizione, la santa fu martirizzata. La scena sembra collocata negli ambienti sotterranei e bui delle note latomie sottostanti la Chiesa, nelle quali si trova il sepolcro della martire. Si tratta di un Caravaggio ormai maturo, ossessionato dall’idea della decapitazione, maestro nella regia di composizioni articolate in dipinti sempre più silenti e spirituali.

Nell'esposizione del Mart il capolavoro di Caravaggio si sdoppia: come in un gioco di specchi, le opere esposte sono due. Una è l'originale, l'altra una fedelissima replica realizzata con tecnologie rivoluzionarie da Factum Arte e Factum Fondazione. La fedeltà della riproduzione è tale da "ingannare anche l’occhio più esperto" assicura Vittorio Sgarbi. Il "vero" Seppellimento sarà esposto al Mart fino al 4 dicembre, poi farà ritorno a Siracusa dove è atteso per i festeggiamenti della Patrona della città, il 13 dicembre. La mostra proseguirà a Rovereto fino al 14 febbraio 2021.

Mart propone un confronto tra questo capolavoro e una selezione di opere del grande maestro dell'Informale italiano: Alberto Burri. In un continuo rimando tra immagini, simboli e affinità, completano la mostra il grande dipinto I naufraghi (1934) di Cagnaccio di San Pietro, le opere dell'artista Nicola Verlato e del fotografo Massimo Siragusa, alcune fotografie sulla vita e la morte di Pier Paolo Pasolini. Oltre ai nuclei tematici rappresentati da questi accostamenti, la mostra ha due opere-sipario: una di Hermann Nitsch, proveniente dalle Collezioni del Mart, e una di Margherita Manzelli. Infine, ad accogliere i visitatori nel Foyer di ingresso, è esposto un dipinto di Andrea Facco ispirato alla Decollazione di san Giovanni Battista di Caravaggio."

Che dire Amici, a me sembra un'occasione unica e spettacolare! Da prendere al volo per fare qualcosa di meraviglioso ed alternativo... senza dimenticarvi che nel ristorante/bar del museo si può degustare una torta Sacher da mille e una notte!!! 

Allora che aspettate su dai prenotate!

info: http://www.mart.trento.it/caravaggio


venerdì 25 settembre 2020

Velazquez? Non mi piace... anzi no, mi piace!

Giovedì 24 settembre 2020 

 

 

Oggi vi porterò in Spagna! Olè, olè!

Ok, non nel senso letterale della parola, dovrei essere il Bill Gates della situazione per portarvici tutti veramente, nel senso metaforico diciamo... su dai, un po' di fantasia e tu, Editor, non prendere sempre tutto alla lettera!

Comunque, andremo a Madrid e più precisamente al Museo Nacional del Prado. 

 

Perché questa decisione? Semplice, perché ultimamente mi sono imbattuta molto spesso nel nome di un artista che chissà per quale ragione, lo devo ancora capire, perdonatemi, ha influenzato grandissimi artisti che ammiro molto e che hanno lasciato in qualche modo un segno nel mio cuore: Picasso, Bacon e addirittura Manet! Beh, quest'ultimo lo devo ancora appurare! Ma mi fido di quanto ho letto sino ad ora.

Ora, so benissimo che la mia poca esperienza e soprattutto "sapienza", nel campo dell'arte dovrebbero indurmi a risparmiarmi e risparmiarvi, qualsiasi tipo di giudizio e conclusione. Ma oramai mi conoscete e... Ecco, quello che voglio esprimere io, non è un giudizio assoluto, ma uno mio. Magari a sproposito ma sicuramente mio! Si mio caro Editor, avrai già le mani nei capelli e... ah no, che sciocca non li hai... è una semplice constatazione personale, di possibile miglioramento qualora riuscissi a vedere qualche opera dal vivo!

Cosa? Vi state chiedendo di chi voglio parlarvi oggi?

Uffi, calmini, datemi il tempo di preparare il terreno. 

Certe cose, soprattutto se non piacciono tanto, fanno fatica ad uscire... Si perchè il protagonista di oggi non è che mi va proprio a genio... forse perchè ancora lo conosco poco... ma sta di fatto che...

Ok, va bene! Via il dente, via il dolore.

Vi dice niente il nome "Diego Velázquez"? 

Teoricamente se avete già avuto la fortuna di andare al Padro lo avrete già incontrato. Il signor Diego è nato a Siviglia nel 1599, sin dalle sue prime opere si nota un grande realismo unito ad un trattamento plastico delle figure (sembrano cioè tridimensionali) a forti contrasti chiaroscurali che ne fanno vedere l'influenza del pittore italiano Caravaggio. Ora per me non è nemmeno da mettere a confronto con Caravaggio, ma ripeto devo ancora studiare e tu Editor, stai calmo è solo una mia opinione!

Nel 1623 viene incaricato di realizzare il ritratto del Re Filippo IV. 

Il monarca, entusiasta, lo ingaggia al suo servizio e da quel momento nessun altro pittore avrà il privilegio di ritrarre il re e la sua famiglia, sarà solo lui il "pintor de càmara" pittore della cattedrale.

Pensate che da quanto diventano amici, gli viene assegnato il compito di decorare le residenze della Corona.


Nel corso della sua vita, intraprende 2 viaggi in Italia in cui apprende prima lo stile caravaggesco (vedi "la fucina di Vulcano") e poi lo stile veneziano ammirando Tiziano (vedi " Venere allo specchio"). 

 

Nel mentre che scrivo, fortunatamente, in questo caso è proprio un colpo di fortuna, chiama il mio Editor in video chiamata:

"Pronto allora ti stai dando da fare o stai oziando? Immagino la seconda... come al solito del resto..." ed io, che ho imparato a controbattere...: "ah, a dire il vero sto scrivendo!" vedo un accenno di sorriso in lui e... "inutile che sorridi. Sto scrivendo un pezzo su quel Velazquez che tu tanto dici..., che tra l'altro non mi piace neanche! Non mi piace, ma uffi, voglio farlo lo stesso!" 

E lui stupendomi: "Brava! Fai bene! Scrivilo, non devi nasconderlo! Anzi esprimi ciò che pensi...“

E allora ne approfitto e... bla... bla... fino ad arrivare a: "vedi il discorso è che si dice che ha preso spunto da Caravaggio e da Tiziano ma per me lui con loro non c'entra. I suoi soggetti sono brutti, orribili, se tu guardi i ritratti non c'è un Reale che si salva, persino la principessina Margherita in "la meninas" è una ciofeca!"

E come sempre, armato di tanta pazienza...: "Allora, devi capire che a quei tempi, essendoci molti matrimoni tra consanguinei non potevano venire fuori delle gran bellezze e al contrario il resto degli artisti per far felici i loro committenti li rendevano più belli e presentabili nei ritratti più di quanto fossero nella realtà. Ma lui Diego, decise di dipingere la "verità" così com'era, era reale, sincero, non c'era inganno o falsità nei suoi ritratti. Quindi grazie a lui sappiamo veramente come erano le persone da lui immortalate. Con tutti i loro pregi e difetti..."

Ancora una volta resto fra il basito e lo sconfitto e...: "Ma non è possibile! Quindi su questa base dovrei rivalutarlo e considerarlo un pittore quasi "d'avanguardia". E chi lo avrebbe mai detto!"

Lui torna ad essere categorico... che "palloso" che è a volte... anzi senza quel "a volte"...: "vedi, prima di esprimere un qualsiasi giudizio è sempre meglio approfondire... conoscere, studiare, sapere e..."

Lo blocco prima che parta il "pippone": "Si ho capito ma caspita, erano inguardabili!" Ok, forse sono troppo severa... ma... ma io, non so voi, ero abituata a vedere e a credere a ritratti fedeli, non ritoccati.... è come (Editor tieniti forte, siediti se vuoi, ti conviene...) quando ti fai un selfie e per non far vedere le rughe metti l'opzione lifting! A proposito... Il mio nuovo telefono questa opzione non ce l'ha più!!! Si lo so, non c'entra nulla ma, se tra di voi ci fosse qualcuno che ha un Samsung A50 in più e non sa cosa... Ok, ho capito. Sto zitta...

Comunque, tornando al mio oramai amico Diego, il suo dipinto più famoso è "Las Meninas" (1656) è un ritratto della famiglia reale ma fatto in maniera particolare.

Ora vi spiego.

Il dipinto si intitola così in riferimento alle damigelle d'onore di Margherita figlia di Filippo IV, raffigurate intorno alla protagonista. La principessina  che indossa un elegante abito bianco ed è ritratta al centro della scena, sembra estranea alla scena che le si svolge intorno. In realtà è venuta insieme a dame di compagnia, damigelle e nani, a fare visita ai suoi genitori e assiste alla loro sessione di posa accanto al pittore. La cosa strana è che i coniugi noi li vediamo solo dal riflesso dello specchio che si trova nella parete, dietro al pittore e alla principessa... Oh insomma, è come se il Re e la Regina fossero posizionati dalla parte di chi guarda il quadro. Almeno io l'ho capita così! Incredibile! 

Con questo gioco d'astuzia il signor Diego è riuscito a rappresentarsi dentro la scena e a farsi uno strepitoso autoritratto mentre dipinge! E vi dirò di più il suo sguardo fissa si da lontano la coppia reale, ma allo stesso tempo lancia il suo sguardo verso un immaginario ammiratore del quadro!

Per ottenere gli effetti di luce sugli abiti e sugli accessori dei protagonisti, Velazquez applica i colori a piccoli colpi di pennello. I suoi tocchi rapidi e a macchia, diventeranno una caratteristica della sua pittura.

Pensate, bisognerà attendere gli impressionisti, due secoli più tardi, per ritrovare questo approccio fresco e naturale.

Ecco, lo sapevo! Adesso, seppur i personaggi non siano proprio "carini", pagherei oro pur di vedere quest'opera dal vivo. Mannaggia!

È incredibile. Ogni volta ci sbatto la testa. Finisce sempre allo stesso modo: parto titubante, scettica e magari svogliata per poi accelerare e, volendo scoprire e conoscere ancora di più, va a finire che mi innamoro un'altra volta! Ora con calma cercherò di osservare anche le altre sue opere... soprattutto una mi ispira: "la Venere allo specchio". E sapete perché? Perché visto che è ritratta da dietro, il viso allo specchio si vede pochissimo... che sia stata brutta pure quella? Mah... Lo scoprireno solo viv... ehmmm guardando!

P.S. pure voi fate i selfie effetto lifting?

mercoledì 29 luglio 2020

Caravaggio, a me!

Quando ho scritto questo pezzo, non sapevo che il mio post quarantena sarebbe stato un po' più difficoltoso di quanto potessi immaginare...
Ma io non mollo e quindi... 


28 aprile 2020

Ho deciso!
Si! si, ne sono oramai più che convinta!
Devo farlo!
Non ho più scuse...
E poi sicuramente mi servirà (come dice quel qualcuno di mia conoscenza..)

Uhmmm ma è veramente..." palloso"... Ecco, l'ho detto!
Uffffffffffffff...

Forse i continui richiami inaspettati che mi arrivano dai libri che leggo, dai video che ogni giorno scorro sui social e dalle affermazioni che sento dal mio stesso Editor...

RIFLESSIONE
"Si, mia cara... capiresti di più se ti decidessi a sfogliare qualche libro di storia dell'arte, magari semplicemente il tuo, quello delle superiori"
Se solo sapesse che si ho anche avuto la buona volontà di cercarlo, a casa dei miei che hanno tutti i libri e quaderni di tutta la mia carriera scolastica... E l'ho pure trovato! Ma da quanto era fatto male,  immagini microscopiche scritte ancora più piccole, l'ho prontamente nascosto in mezzo agli altri libri con il chiaro obiettivo di non ritrovarlo mai più! Brrr che orrore!
FINE RIFLESSIONE

...Mi hanno convinto che è giunto il momento di imparare qualcosa sull'arte antica.

Partiamo dal presupposto che già dell'arte contemporanea, quindi l'arte di buona parte del 900, ho un bel minestrone in testa!
Anche se l'arte del '900 è quella che mi fa sospirare di più, è quella che mi fa letteralmente attorcigliare le budella a tal punto da farmi uscire emozioni fino a quel momento quasi sconosciute. E' quella che quando scopro qualcosa di nuovo mi fa sentire viva, piena di vitalità! Soprattutto da quando comincio a riconoscerne le opere, gli artisti... e basta!

Si dico basta perché non mi vergogno ad affermare che ad oggi non mi sono ancora ben chiare le correnti pittoriche che hanno caratterizzato questo secolo, e se (Editor non commuoverti... lo so che per un uomo duro e tutto d'un pezzo come te è matematicamente impossibile, ma ricordati: mai dire mai!) fino ad ora non mi era importato niente di conoscerle, preferendo di gran lunga soffermarmi sull'opera e sull' artista,  da oggi, sento il bisogno di chiarirmi un po' le idee e di conoscere tutte queste benedette correnti, tutti questi benedetti stili... Ok, ancora non so bene come chiamarli...

Ecco magari qui ci vorrebbe un aiutino!

Detto questo, non mi vergogno nemmeno ad affermare che non so praticamente nulla nemmeno dell'arte precedente...

Motivo questo di disperazione continua da parte del mio Editor che a volte è costretto ad ascoltare strafalcioni "ciclopici"(come dice lui) del tipo "ma come mai nella storia di Caravaggio non c'è scritto che ha dipinto la Cappella Brancacci di Firenze?"... risposta con rischio di esplosione di coronarie "forse perché è stato Masaccio?"
"Ok, ok, ho sbagliato a dire il nome tanto sono più o meno dello stesso periodo..."
risposta con strabuzzamento degli occhi al cielo con mano disperata sulla testa "A dire il vero Masaccio vive circa 300 anni prima!!!!"

OPSSSS!

Quindi i molti segnali che mi sono implicitamente arrivati come la collana di arte che mi sta regalando mio padre,  i continui ed insistenti riferimenti storici che trovo nei libri che leggo e nei discorsi che sento, vogliono dirmi probabilmente anzi oramai ne sono certa, qualcosa di importante.

Tempo fa, Mr. Gallery mi ha detto una cosa che il mio cervello ha sì recepito ma poi archiviato.
Ora è un po' di giorni che è ritornata a galla ed è questa:
"Per capire e apprezzare l'arte contemporanea devi conoscere almeno le basi, della storia dell'arte... da quella antica fino ad arrivare ad oggi!"

Qui potrei aggrapparmi per giustificarmi, a quello che diceva Rothko e cioè che "per conoscere l'arte antica si può partire dall'arte contemporanea con un viaggio a ritroso..." diceva più o meno così!!! L'ho letto da qualche parte. Ne sono sicura!

Ok, va bene. Non ho più scusanti!

Quindi su suggerimento del mio Editor ho ordinato un libro di storia dell'arte "vecchio come il cucco" (il solo fatto che lo usasse lui quando era in giovane età... la dice lunga... ops Editor stai forse leggendo anche tu? Scherzavo, dai...) ma che secondo lui mi farà innamorare ancora di più dell'arte e mi aiuterà a fare chiarezza!
Testuali parole: "Già solo l'introduzione ti farà innamorare! E' meravigliosa è un libro che ho riletto più e più volte... ti chiarirà le idee... sicuramente!."

Ora non che non mi fidi del sapere e della saggezza infinita del mio Editor, ma gli ultimi libri (interessantissimi e spettacolari) che mi ha consigliato non sono stati per niente una passeggiata.
Anzi... e in fatto di chiarirmi le idee... si lo hanno fatto dopo che me le sono fatte chiarire anche da lui!!!

Ok tutto questo era per dirvi che ho finalmente deciso di dedicare il mio tempo anche ad artisti del passato remoto o addirittura trapassato remoto e ho deciso di partire dal mio amico Caravaggio!
Si chiamarlo amico me lo rende un po' più vicino, più reale. Insomma, meno da sbadiglio del tempo delle superiori... per intenderci, non so se riuscite a seguirmi...

La prima cosa che ho fatto è stata quella di guardarmi le immagini delle sue opere più famose per vedere se ne riconosco qualcuna e... sorpresa!
Ne conosco tantissime o meglio sapevo che esistevano ma, non sapevo che era lui l'autore...
Forse detta così, suona ancora peggio, ma cosa ci posso fare...

Guardando le opere mi accorgo che vorrei tanto esserci davanti. Per poterle meglio apprezzare e per poter notare con meraviglia tutti quei particolari che sto vedendo nel libro.
Vorrei saperne di più di questo artista che ha fatto della "luce" un qualcosa di essenziale per dare vita all'immagine, per renderla più reale, tangibile e sincera.

Mi cade l'occhio sui musei che ospitano queste tele e scopro che molte sono sparse tra Milano,  Firenze e Roma, ma soprattutto in quest'ultima città se ne trovano parecchie...
Ecco allora che ho una genialata, sì  la genialata delle 16.42...
Visto che uno dei miei progetti finita la quarantena è quello di andare a Roma a vedere la Galleria di Arte Moderna, che è stata rimodernata ed è il luogo in cui ha lavorato una delle donne che più mi affascinano nel mondo dell'arte, Palma Bucarelli, potrei proporre al mio Editor di fare con me una "full immersion" nell'arte di... almeno 48 ore!
Che dite secondo voi accetterebbe? Riuscirebbe a sopportare tutte le mie domandine, curiosità e figurette varie senza farsi esplodere le coronarie?
Uhmmm ok, sarò clemente e prima di fare una domanda conterò fino a 10 per valutare bene se è il caso di farla!!!

Nel frattempo mi butterò a capofitto nella lettura del volume che mi introduce questo artista e dei suoi colleghi che hanno animato l'arte prima del XX secolo, così almeno quando parleranno di qualcuno o di qualche opera forse la mia mente sarà più pronta e sicuramente più "acculturata"!

P.S. E i vostri progetti post quarantena quali sono?

lunedì 6 aprile 2020

A PIEDI NUDI NELL'ARTE di Carlo Vanoni...


marzo 2020

Vi avevo già detto che i libri sono la mia passione?
...Uhm credo di sì
E vi avevo detto che ultimamente leggo un sacco di libri che parlano di arte?
...Uhm anche questo credo di sì....
E vi avevo
...Ok basta mi fermo!

Due mesi fa, un mio caro amico, essendo venuto a conoscenza della mia passione per i libri, ha pensato bene di regalarmi il libro "A piedi nudi nell'arte" ed.  Solferino di Carlo Vanoni, storico dell'arte, autore ed interprete di spettacoli teatrali e televenditore.


Quando ho scartato il pacchetto, ero felice da un lato, perché sentivo che sotto la carta avrei trovato un amico libro... e dall'altro temevo, non avendolo scelto io, che fosse un libro mattone, o uno di quei libri che solo a vederli ti inducono a non prenderli in mano. O, peggio ancora un libro che già possedevo, O... Wow! Un libro che non ho e che mi ispira già a partire dal colore della copertina!!!

Ora non mettetevi a ridere, ma è come per chi è appassionato di modellini di aeroplani. Ogni pezzo nuovo o vecchio che sia, deve rispondere a delle caratteristiche precise: forma, grandezza, colore etc.
Piccole differenze, minuscoli particolari che però fanno breccia nel nostro cuore, nella nostra anima, nel nostro modo di sentire...
Ecco per me i libri sono così, devono catturare il mio cuore...
Stop. Questo non significa che posso già sapere come sarà la sua essenza... Dovrò affrontarlo per capirla, ma se già l'idea "esterna" mi incuriosisce allora forse... Vabbè procediamo prima che mi ingarbugli coi miei stessi discorsi.

Il libro in questione, ha una copertina gialla e questo colore mi ricorda tanto il mio primo libro di arte di Alessandra Redaelli che adoro (vedi qui).
L'immagine (un particolare, lo sguardo) che troviamo raffigurata è il "suonatore di liuto" di Caravaggio, esposto a l'Ermitage di San Pietroburgo. Sa dell'incredibile, quest'opera perché quell'occhio dipinto, sembra vivo e vero!!!

L'autore che si immagina , nelle vesti di protagonista di questo saggio romanzato,  vive una normalissima giornata, passata tra un giro mattutino ad una mostra, l'acquisto di un paio di jeans in un negozio di abbigliamento, la visita da un dentista, un aperitivo galeotto con una ragazza troppo giovane, il passeggiare in una piazza, il prendere un semplice tram e per concludere un black out notturno improvviso.

Da queste esperienze, il soggetto riflette e si pone domande su capolavori di artisti antichi e contemporanei.
L'idea di inserire in questa passeggiata metropolitana (lui è nuovo in questa città, quindi si trova un po' spaesato), luoghi o cose che richiamano nella sua mente il ricordo di artisti è azzeccata ed è il segreto del successo di questo volume. Tutto ciò rende la scoperta di questi ultimi  gustosa, interessante, intrigante, stimolante e anche se vogliamo dirla tutta simpatica!
Si legge benissimo perché è scorrevole e scritto in modo semplice e alla fine possiamo dire di aver incontrato artisti come Giotto, Caravaggio, Van Gogh, Fontana, Kounellis, Malevic, Morandi e tanti altri.

"Provocazioni, intuizioni, aneddoti si intrecciano in un originale racconto colorato d'arte e di vita, capace di calare il messaggio dei capolavori di ogni epoca nella nostra quotidianità per parlare in modo originale e appassionato di pensiero, di bellezza e, perché no, anche d'amore."

Mi trovo d'accordo quando sostiene che : "guardare un'opera d'arte ponendo l'attenzione sull'aspetto esteriore e limitandosi a un giudizio personale equivale a giudicare una persona dal solo aspetto esteriore, fisico, dipingere non è illustrare e neppure narrare dipingere è cogliere l'essenza". L'importante è che chiunque si trovi difronte ad un'opera d'arte sia in grado di capirlo.
L'autore dice che "non è solo dipingendo corpi sofferenti che si rappresenta la tristezza ma anche, come fanno alcuni contemporanei, utilizzando odori, metallo, carbone....", e ancora "il mestiere dell'arte non è quello di stupire ma è quello di occuparsi di cose normali, facendole diventare speciali.". E aggiunge "non esistono cose, persone, situazioni belle, esiste semmai una luce che le fa diventare belle  e non è una luce divina, e neppure la luce del sole, ma una luce che abbiamo dentro, e che a volte si spegne per poi riaccendersi quando ci troviamo di fronte a uno stimolo nuovo, quando succede qualcosa che improvvisamente sembra dare un senso alla nostra vita.

Leggere questo libro è stato molto piacevole per il fatto che ha incrementato le mie conoscenze in modo tranquillo, sereno e piacevole, creando uno stato d'animo accogliente positivo e allegro come quando si va a fare una bella passeggiata!

P.S. Lettura assolutamente consigliata per chi vuole passare qualche ora spensierata alla scoperta dell'arte antica e moderna!

- LA FRASE DEL GIORNO -

"una volta Monet prese fra le mani un temporale che batteva sul mare e lo gettò sulla tela: e quella che aveva così dipinto era proprio pioggia"
Guy De Maupassant