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giovedì 8 ottobre 2020

"Cloud" la mia nuvola...personale!

 7 ottobre 2020


Sono nell'ultima sala di Palazzo Maffei. Ho intrapreso per la seconda volta un viaggio ristoratore per la mia anima all'interno di questa meravigliosa Casa Museo. No, non sono esagerata nel definirlo "ristoratore", perché la serenità che mi trasmette questo luogo non può essere misurata. E' oltre il limite, se un limite mai ci fosse, nel misurare la felicità. 

Felicità che vivo in questo luogo e che raggiunge sorprendentemente vette altissime... e il mio sorriso "stampato" e "imbalsamato" ne è la conferma!

Comunque, ritornando all'ultima sala, indovinate un po' cosa ho trovato: una nuvola! Lì proprio lì, che mi guarda, che mi aspetta...

Tranquilli, è tutto nella norma... Lo sapete oramai benissimo... io appena posso viaggio! Con la mente o con il corpo, viaggio! E come si fa a non prendere questa occasione? 

Penserete: si ok, ma un conto è se fosse la prima volta che la vedi... ma è già la seconda volta che ti trovi al suo cospetto....

Certo, certo. Ma dalla prima volta sono passati 8 mesi. E qualcosa in me è cambiato radicalmente. E soprattutto, oggi sono da sola in questa sala. Non c'è nessuno. Persino Editor si è volatilizzato... visto la stazza non so come abbia fatto... ma sta di fatto che in questo momento è scomparso dalla mia vista... impegnato a selfarsi con altre opere? Il bello è che poi dice a me che sono sempre lì a fotografarmi!!! Mah, vallo a capire.

Comunque, l'opera "Cloud" (2016), che ho di fronte, è di un giovane artista argentino Leandro Erlich. 

"L'opera intende suggerire un viaggio impossibile tra la variabilità infinita del corpo della nuvola, impalpabile e morbida all'interno della teca di vetro, e il sogno di ogni essere umano di giocare tra le nuvole volendo affrancarsi della propria materialità: in "Cloud" è lampante il riferimento alla cultura barocca per il fascino che esercitano in Elrich l'illusione, il gioco di specchi, i trucchi ottici e le macchine che possono produrre meraviglia e stupore immaginifico".           

Io, nell'osservarla comincio a sentire il mio corpo leggero... E in men che non si dica, mi ritrovo avvolta dalla impalpabile morbidezza della sua consistenza. 

Non sono più in questa sala.

Non sono più con i piedi per terra. Sto fluttuando nel cielo, trasportata da lei. 

Mi sento una Regina. Una pellegrina in cerca del suo spirito. Un'anima. Si, perché il suo modo di avvolgermi mi fa sentire bene. Mi fa stare comoda e sembra che tutto ciò che ho sempre desiderato sia lì, a portata di mano: tocco letteralmente il cielo con un dito... o meglio, sto capendo cosa sia "la felicità". 

Un tempo ero convinta che per raggiungere questo stato di benessere dovevo darmi da fare a più non posso, correndo di qua e di là. Cercando di soddisfare ogni mio, e altrui, desiderio terreno, materiale, tangibile. Qualsiasi esso fosse! Cercando di dimostrare a tutti quanto fossi brava. 

Ero sempre di corsa. E godevo delle mie conquiste solo a metà.

Poi qualcuno, senza chiedermi il permesso, ha deciso di rallentare. Anzi letteralmente "stoppare" questo mio correre senza meta.

In un primo momento ho pensato che questo fosse lo scotto da pagare per un qualcosa commesso magari in una vita precedente (d'altronde, se ero stata una piratessa... chissà che cosa ho combinato...). Poi il tempo mi ha fatto capire.

Mi ha fatto capire quanto sono importante.

Si. Ho capito!

Ho capito che questa nuvola mesi fa non era pronta per me. Ed io non ero pronta per lei. Per viverla. 

Oggi si.

Oggi mi trovo avvolta nel suo calore, nel suo candore nella sua ovattata morbidezza che scalda e risveglia i miei sensi, i miei sentimenti, la mia gioia nell'aver scoperto e, compreso finalmente, come va vissuta la mia vita: giorno per giorno. Day by day!

Non posso fare progetti, lo sapete. Però posso pur sempre sognare! Ed intendiamoci, posso godere con una sensibilità particolare ed un ' empatia" fuori dal comune di tutto ciò che mi si presenta ora difronte. 

E godere come non mai di tutto questo. Mi rende viva! 

Oggi tutto ciò che vedo, che sento, che tocco, è importante. Provoca in me uno stato di gioia e stupore mai provato prima.

Da quassù sono privilegiata.  Vedo i colori dell'autunno... quelli che mi fanno venire voglia di tuffarmi in un mare di foglie gialle, rosse, arancioni, marroni... Pensate, cosa che ho sempre fatto, e fatto fare, ai miei bambini a scuola. E a volte, pure ai loro genitori! 

Sono qui con gli occhi chiusi. Per assaporare approfonditamente ogni rumore, odore e quant'altro.

In questa nuvola è permesso fare monologhi, cantare, sognare ad occhi aperti, ridere, urlare e anche piangere! Si di gioia però... La tristezza non è ammessa. E' bandita, è stata messa in modalità "OFF".

Vi ricordate il post di qualche giorno fa? Quello dell'uomo che misura le nuvole? (Se avete risposto NO, allora cliccate QUI). Ecco, la mia non ha una misura precisa. Diciamo che è fatta apposta per me... è trasformabile. Si, in base al mio sentire, in base a ciò di cui ho bisogno... Ad esempio: se ho voglia di bere il te delle cinque, la postazione è subito pronta... Con tanto di alzatina di vetro ripiena di dolci e deliziosi pasticcini!

In questa nuvola ci possono salire solo le persone che contano veramente. Quelle che sono sempre pronte ad accoglierti e a sorreggerti. Incondizionatamente. Quelle che ti fanno capire in ogni modo possibile, anche se non le vedi tutti i giorni, che ci sono. Quelle che ti amano anche quando sbagli e se perdi la via maestra ti aiutano a ritornare su di essa.

Sento una mano sulla spalla. Mi giro. Editor è ritornato. I miei occhi brillano ed Editor capisce che non deve dire nulla. 

Ora sono pronta per lasciare questo luogo fantastico. Pronta per andare alla conquista della città... non prima però di aver acquistato la meravigliosa brochure con tanto di borsa "griffata" Palzzo Maffei! 

Ehmmm si, ok... Mi piacciono ancora i beni materiali... soprattutto se riguardano l'arte o l'arte di rendermi più bella, felice e che aiuta a prendermi cura di me!!!


mercoledì 7 ottobre 2020

A Palazzo Maffei per "caccia all'errore"

6 ottobre 2020



Sto cominciando a pensare che tutte gli sforzi che ho fatto e sto facendo per "acculturarmi" artisticamente e non solo, stiano veramente avendo i loro frutti creando una nuova "me"! 

Editor non ti agitare! Non è che da ora in poi ci saranno 2 me in giro... basto da sola! Ok? È solo che l'attuale "piratessa" viene... come dire... rinnovata!

Editor no, non nel senso che ho bisogno di qualche "ritocchino"... uffi!!!

Che cosa voglio intendere allora? Calma! Ora ci arrivo! Sapete che sono un po'... come dire... prolissa...

Editor!!! Svegliati! Non dormire proprio ora!

Insomma, dovete sapere che ultimamente sto scoprendo che il mio occhio critico sta diventando veramente critico... anzi, super critico! E non gli sfugge nulla! Nemmeno una pagliuzza, non so se mi state seguendo.

Ultimamente mi sto rendendo conto che se prima sì, osservavo le opere e a volte nella mia mente il tutto appariva "stra incasinato", ora osservo e tutto prende, sempre nella mia testa, una forma chiara, semplice per niente caotica. E mi porta a scoprire particolari che prima non avrei mai preso in considerazione e forse, nemmeno notato neanche se avessi avuto una lente di ingrandimento.

Questa cosa mi lascia basita ed esterefatta. E la cosa mi piace da morire! Perché? Perchè provo una sensazione di divertimento assoluto!

Ora arrivo al dunque!

Allora, qualche giorno fa sono tornata in quel di "Palazzo Maffei" di cui vi ho già parlato in diverse occasioni. Ma la cosa straodinaria è che ho visitato la Casa Museo insieme a Mr. Gallery, che non aveva ancora avuto l'occasione di godere di questa "perla" della città veronese.

Io ero elettrizzata! Quasi come la prima volta che l'ho visitata, perché sapevo che avrei rivisto opere che hanno trovato nel mio cuore un posticino speciale. La cosa sorprendente è che alcune opere d'arte contemporanea sono state sostituite da nuove, sempre appartenenti alla collezione del signor Carlon e pure queste, hanno fatto breccia sul mio cuore... Oh che ci posso fare? Sono romantica anche con l'arte!

Girando tra le sale, mi sono soffermata davanti ad un dipinto del 1700 di un certo Sebastiano Lazzari: "Ritorno dalla caccia (allegoria dell'autunno)". 


Sapete benissimo che non amo molto questo genere di dipinti, ma l'istinto è stato di soffermarmi perché un particolare alquanto strano aveva catturato la mia attenzione. 

Ovviamente avendo la fortuna di essere accompagnata da un "Guru" dell'arte (così l'ho fatto contento e sarà lì a gongolarsi) ho pensato bene di rompergli i "così detti" con i miei perché... Non so perchè ma sembra che in questo dicono che io non sia una dilettante... bensì un'esperta! Mah, non capisco... Comunque... dicevo? ah si, nel farlo abbiamo scoperto che quel dipinto era pieno di "inesattezze" di portata stratosferica.

Il primo particolare che avevo notato era la trasparenza della gonna del vestito di una dama, da cui si intravedevano i gradini della scalinata posteriore. Subito ho pensato che ci fosse stata una perdita di intensità del colore, ma guardando tutti gli altri vestiti nessuno dava lo stesso effetto. Guardate un po' qui...


Poi l'occhio è caduto su una scala che sembrava per metà singola e per metà doppia... Ok non so come spiegarlo bene, ma se guardate la foto, capirete ciò che voglio dire. 


A quel punto la caccia all'errore ha avuto inizio ed io e Mr Gallery abbiamo fatto a gara a chi ne beccava altri.

Guardando i cavalli rappresentati mi sono accorta che qualcuno era letteralmente "azzoppato " e qualcuno aveva la gamba che cresceva in posti alquanto improbabili.



Osservando invece la casa sulla sinistra si percepisce una mancanza di prospettiva e la mancanza di un pezzo di trave.

Per non parlare poi del campanile che vive di vita propria non seguendo assolutamente la linea naturale del tetto e la posizione stessa della chiesa. 

 

Insomma io, da disegnatrice inesperta avrei potuto benissimo fare... lo stesso capolavoro!

È stato fantastico, era come giocare a" caccia all'errore" o "nota le differenze" o ancora "trova l'intruso". 

Tra risate e ovvio stupore, abbiamo dedotto che alla fine forse questo artista non era poi così preciso nella sua arte. Che sia stato un artista che voleva trasgredire le regole e quindi dall'animo contemporaneo? Potrebbe essere... Chi può mai dirlo? Neanche il famigerato Mr. Gallery è riuscito a dare una risposta! 

P.S. Andate a Verona e visitate Palazzo Maffei... ne uscirete innamorati!

 


sabato 11 luglio 2020

Una Louis Vuitton per Mr. Duchamp

Venerdì 10 luglio 2020

Sto decisamente meglio. Ogni giorno sempre di più!
Anche se ancora non ho proprio tutte quelle energie che mi consentono di fare proprio tutto ciò che mi piacerebbe fare...
Ad esempio leggere, scrivere, andare per mostre... 
E allora? Allora rispolvero "vecchi appunti da blogger"... 
Il pezzo che segue mi sembra buono e neanche troppo vecchio... 



aprile 2020

RICORDI...

C'è stato un periodo della mia vita, qualche anno fa, che avrei pagato oro per avere una fantastica borsa di Louis Vuitton (Vabbeh, un puro capriccio femminile!...).
E nonostante tutti lo sapessero, nessuno mai me l'ha regalata...
Si perché una Vuitton deve essere regalata, almeno nel mio caso e visto le mie personali finanze!
A proposito, non è che ho cambiato idea... se fra voi, ci fosse qualche anima buona che...
Ok, scherzavo... comunque se... voi chiedete e io vi mando il mio indirizzo in privato... ok?

Sapevano forse che dopo una stagione l'avrei rinchiusa in un armadio?
O più probabilmente non avevano soldi da spendere in frivolezze... bah non ne ho idea, comunque resta il fatto che non ce l'ho! E qui non vorrei ripetere il discorso di prima...

Ricordo ancora che pur di sfoggiarla ne avevo acquistata una "a secchiello", in spiaggia da un ambulante non proprio autorizzato...
Ne ero talmente fiera e orgogliosa, che la mostravo a tutto il parentame e visto che l'avevo contrattata e acquistata per "sole" 20 mila lire, ne ero doppiamente orgogliosa!

Solo, quando la mostrai a mio fratello Edo rimasi profondamente ferita.
Si mise a ridere dicendo: "Dove hai acquistato questo splendido tarocco?!?" detto per di più, con voce chiaramente "da presa in giro"!
Io, provai per un po' a sostenere che era assolutamente originale ma, quando mi fece notare che al posto della V di Vuitton c'era la W...  di WC... dovetti arrendermi ed andare a sotterrarmi...
Ma scusate, Vuitton non era con la doppia W?!?

Già da lì, si poteva intuire quanto me ne intendessi di moda.

L'apice arrivò qualche anno più tardi quando la mia carissima amica Erica mi disse: "Senti Vale, mia suocera mi ha regalato una Vuitton la vuoi? Io non la uso perché ne ho già altre, ok non è originale ma è fatta bene...".

Come non accettare una proposta del genere? Ovviamente quando la vidi capii immediatamente il perché la mia amica aveva deciso di sbarazzarsene... sembrava un modello adatto a una "signora per bene" di 90 anni!!!

Sono passati anni e ad oggi fortunatamente il mio cervello si è evoluto... spero, e di conseguenza le priorità sono cambiate (ripeto, comunque se ve ne avanza una... io sono qui...)

Oggi pagherei oro per avere una vera opera d'arte appesa alla parete di casa mia e poter girare il mondo per vedere i musei di cui sento tanto parlare.

Vi starete chiedendo  "Beh? E allora, che cavolo ci importa della pappardella della borsa che tanto non ce l'hai?" Calmi, calmi adesso ci arrivo... Scusate ma avete bevuto il caffè?
Sapete il mio Editor è più accomodante quando beve il caffè... un doppio caffè per l'esattezza!

OK, HO DIVAGATO ANCORA UNA VOLTA!

Dovete sapere che un paio di volte, nelle mie scorribande in giro per musei, ho avuto la fortuna di incontrare opere del famosissimo Marcel Duchamp.

Solo che in quel momento non capivo ancora perché fosse così importante.

O meglio sapevo che da lui era esplosa tutta quella che sarebbe stata poi definita arte contemporanea nel XX secolo... la mia preferita...
Ma a parte "fontana" (l'orinatoio rovesciato di cui vi ho già parlato in diverse occasioni) che era il simbolo di inizio di una nuova era per l'arte... non conoscevo altro.

In queste due mostre, fatalità, ho avuto occasione di vedere due opere uguali, ero ancora in quella fase in cui, o conosco qualcosa di famoso che mi fa tremare le gambe o sorvolo e chi s'è visto s'è visto! E in quelle due occasioni, ho avuto la sfrontatezza di guardarle con talmente tanta superficialità che mi chiedo ancora perché, in entrambe le occasioni le ho comunque fotografate... Ora lo so!

Sapevo che sarebbe arrivato il momento in cui il fato, me le avrebbe riproposte. Ed è successo proprio così.

L'altra mattina ho "bevuto il caffè" a Palazzo Maffei.

Indovinate un po' di cosa si parlava? Si proprio della "boite en valise" l'opera di Duchamp che ho visto in quelle mie avventure!!! Fantastico! E indovinate un po' cosa ho scoperto?
Che "Boite en valise", ovvero scatola in valigia, è un piccolo museo portatile.
L'artista dadaista seleziona ben 69 opere e le inserisce una valigia in pelle di LOUIS VUITTON!!!

Ecco qui svelato l'arcano mistero di quel prologo...!
Vi sono al suo interno miniature polimateriche e riproduzioni fotografiche a colori delle sue opere.
Viene venduta ai collezionisti attraverso un modulo di abbonamento spedito il 1° gennaio del 1941. Le versioni  realizzate tra gli anni 40 e 60 sono 312.

Il concetto di Valigia o Museo Portatile, era per l'autore una sorta di metafora. In maniera quasi profetica ipotizzava un arte "pret a porter".

Le riproduzioni delle opere inserite in queste "scatole portatili" si datano tra il 1910 e il 1937 e sono tappe emblematiche  della carriera stessa di Duchamp... dall'opera futurista "nudo che scende le scale" fino ai primi Ready-Made.

Insomma, lo stravagante signor Duchamp, viene considerato uno dei massimi esponenti del dadaismo, corrente che mette in crisi l'idea normale di opera d'arte e rifiuta ogni logica fino ad allora perpetuata.

Anche se lo stesso Duchamp non accetta di essere messo dentro a questo gruppo.


Egli ha creato una nuova immagine di artista intellettuale che si propone sempre in maniera inaspettata anche per il solo piacere di essere diverso dal normale: "un artista a elevato tasso di anormalità", inteso come rifiuto di qualsiasi norma a pratica sia di arte sia di vita".

Dopo gli anni 20 e dopo il successo planetario ottenuto si allontanò dall'ambiente artistico e si dedicò al gioco degli scacchi.
Ma nonostante questa volontà di estraniarsi da tutto e da tutti, divenne una figura importante di riferimento del gruppo surrealista e dopo la seconda guerra mondiale sarà ancora un punto di riferimento per gli artisti dagli anni 50... fino ad arrivare ad oggi.

Ecco, ora che so tutte queste informazioni, vorrei assolutamente rivedere le opere viste ahimè, quasi di sfuggita. Pesto i piedi per terra come una bambina perché sono imbufalita da me stessa! Perchè, e mi ridomando perchè? Uffi, odio il fatto di aver visto quelle opere quando non ero ancora pronta!
E dire che mi è capitata l'occasione per ben 2 volte... Mannaggia! più ci penso e più potrebbe uscirmi il fumo dalle orecchie!
Ok finché i musei saranno "off limits" mi accontenterò di guardare le opere della mia galleria fotografica o in rete... ma appena mi sarà possible tornarci...

Cosa posso fare ora? Avete idee? Forse una cosa ci sarebbe, mangiare una bella fetta di torta appena sfornata dalla mia pasticciera preferita: mia figlia Zoe!
Devo ancora capire da chi capperi ha preso perché in famiglia nessuno è bravo a fare i dolci come lei e spesso non segue nemmeno le ricette...
che sia una nuova dadaista? Bah l'importante è che continui così!!!

P.S. Non vorrei sembrare insistente... ma avete una Louis Vuitton che vi avanza?

venerdì 15 maggio 2020

Mr. Guttuso e Mr. Gallery...



aprile 2020

Sono intrippata!
Si sono completamente intrippata!
E quando sono intrippata sono felice!

Ma cosa avete capito...? No tranquilli "intrippato" non è sinonimo di dipendente da qualche strana sostanza , nemmeno che ho messo su una bella trippa (pancia) e tanto meno che ho cucinato la trippa (piatto molto ricercato dalle buone forchette da osteria vero Mr. Gallery?).

Quando sostengo di essere "intrippata" voglio dire che sono completamente presa, attratta e incuriosita da qualcosa o qualcuno!

È tre giorni che sento parlare il mio Editor di un artista di cui dovrà raccontare in uno dei suoi "Salotti dell'arte" in onda sulla rete.
Questo artista l'ho sempre sentito nominare da mio papà quando ero piccola, in qualche fiera, in qualche esposizione e ho avuto anche occasione di ammirare una sua opera recentemente, a Palazzo Maffei e nulla... niente più.
Quindi posso affermare con fermezza che non lo conosco.
Solo che questa cosa di non sapere, ultimamente comincia a darmi un poco fastidio.
Anzi comincia a starmi un po' stretta...
Sarà per questo che sto cercando di leggere di tutto e di più e, di conseguenza, sto ponendo una miriade di domande a chi sapete voi... Per ovviamente, la sua immensa gioia... Vero Editor?...

Editor? Ci sei? Ok, credo stia picchettando a favore di uno sciopero contro l'uso incontrollato di punti interrogativi, punti esclamativi, puntini di sospensione e...!!! Sostiene ancora che ne abusi... Mah!

Comunque, come vi dicevo, è da tre giorni che ne sento parlare e oggi visto che è il terzo giorno e sono stanca di fare le mie solite figure da persona che non sa le cose, un modo gentile per non definirmi proprio ignorante... (anche se ahimé in materia lo sono!), ho deciso di prendere in mano la situazione e... come si dice in questi casi: "se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto..." uhmmm è  giusto? Boh... Ma, quindi io sarei la montagna... ok, ok, non divaghiamo che non è proprio il caso!
Eccomi allora alla ricerca in rete di foto, informazioni sulla vita, immagini di opere ecc. ecc.

La cosa bella è che quando mi succedono questi intrippamenti, prendo tutti i libri che ho in casa, li sfoglio o meglio ne sfoglio gli indici, cerco nelle riviste e in tutto quello che ho a disposizione...
Uffi, ma quando arriva il mio libro di storia dell'arte "usato" ordinato 3 giorni fa su Ebay pur di avere la versione antica e originale che mi è stata suggerita?
Ops, scusate presa dall'entusiasmo non vi ho nemmeno detto di quale artista sto parlando.
Perdonatemi...

Lui è... Renato Guttuso.



La vicenda è andata più meno così...

Una sera, su FB vengo invitata a partecipare a una specie di gioco dove Mr. Gallery, chiede ai suoi amici, clienti e collezionisti, il quesito su "di chi" vorrebbero sentir parlare negli appuntamenti dei prossimi "salotti dell'arte".
E lì parte una raffica di proposte che includono nomi importanti e meno, artisti internazionali o italiani, artisti scomparsi o presenti, contemporanei.
Ognuno dice la sua ed io curiosa come sempre, voglio scrivere la mia... Sul più bello, mentre sto pensando chi indicare, vengo invitata su WhatsApp a scrivere Guttuso!
Rido tra me e me... e invece di scrivere la marea di nomi che avevo in testa scrivo davvero Guttuso!

Indovinate un po'? Dopo qualche giorno scopro che nel suo "salotto" si parlerà proprio di lui...
Editor bastava dirlo che la tua era tutta una strategia per far credere a tutti che possono dare suggerimenti anche se in realtà tu hai già deciso!!!
Furbacchione!

Quando scopro che parlerà di lui mi torna alla mente un'opera che ho visto qualche volta nei vari post di Mr. Gallery e nella sua galleria. E vi dico la verità, mi piace tantissimo e se potessi essere una mecenate dell'arte (potevo dire collezionista ma mi piace un sacco questa nuova parola che ho imparato che significa "un appassionato dell'arte che colleziona e sostiene anche qualche artista" anche se a dire il vero, Guttuso, proprio non ha bisogno...), la comprerei subito.


Poi ieri sera viene pubblicata un'opera che mi sconquassa.
Quando la guardo penso "No, non può essere sua... è troppo cruda!".
Le uniche sue opere che ho visto, avevano colori sgargianti, allegri... "mediterranei".
Una raffigurava delle damigiane e l'altra un armadio con i vestiti appesi...
Questa rappresenta la crocefissione di Gesù... già il tema non è dolce di per sé, ma le immagini rappresentate sono dure, crude, drammatiche, reali.

Ecco allora che quando lo sento per telefono dico: "Ma senti, ma Guttuso, è quello che ha dipinto l' opera che ho visto a Verona? Sei sicuro?"

A questa mia domanda Mr. Gallery si mette a ridere. Poi intuendo la mia imminente incavolatura, visto che comincio a dire sulla difensiva: "Ma che capperi! Che ne so io... non lo conosco e per me lo stile, il soggetto... insomma, queste opere sono completamente diverse..."

Allora dopo aver smesso di prendermi in giro e ritornato in modalità "Cicerone" (ma quanto gli piace dare sfoggio delle cose che conosce... ma prima o poi lo prenderò in"castagna" su un argomento che... ok, vabbeh...) dice: "Se tu guardi bene, le pieghe dei vestiti e dei cavalli della pittura "crocefissione " riprendono quelle dei vestiti che hai visto tu... prova metterle a confronto e ti accorgerai che sono sue... e poi scusa, non avevi scoperto che anche Picasso ha usato nella sua carriera stili completamente diversi eppure..."
Verifico e...
IO: "Caspita! E' vero... qui la cosa si fa molto interessante! Quindi paragoni Guttuso a Picasso?"
LUI: "Assolutamente no. Picasso è inarrivabile! Però erano amici. Lo sai che Guttuso fu una delle poche persone presenti proprio in Costa Azzurra il giorno della  morte di Picasso perché si sarebbero dovuti incontrare? Lui era lì proprio in quel momento..."

Oh Santa polenta! Non le sapevo tutte queste cose... Ok, direte voi... che non sono neanche le uniche... Lo so... Uffiiiii

Pensate che questa mattina mi è successa una cosa molto interessante: trovo infatti un post su FB condiviso da uno storico dell'arte... o critico dell'arte... o curatore... Vabbeh, faccio ancora un po' di confusione su questi titoli... Insomma di Ivan Quaroni in cui c'erano circa 40 opere di Guttuso, messe in ordine cronologico.  Da quelle fatte in età giovanile a quelle della maturità.

Le ho guardate tutte più o meno attentamente.
Poi come vi ho detto, mi sono lanciata sulla rete per recepire più notizie possibili.
Questa per me è stata una genialata perché capendo il percorso e la vita fatta da questo pittore e ritornando poi a rivedere le opere, ho avuto l'illuminazione! Nel senso che ho potuto comprenderne meglio il senso e la collocazione storica.!
Mi scopro affascinata e attratta più che mai da un artista che amava, si dipingere scene dure, difficili, ma amava anche dipingere la sua terra natia: la Sicilia e soprattutto era molto abile nel dipingere le  donne... Vi dirò la verità, i nudi femminili che ho visto mi piacciono moltissimo. Incredibile!
Io che fino a qualche mese fa non sapevo nemmeno di avere un gusto!
Mr. Gallery torna a riportarmi alla realtà con un messaggio: "Domani pubblicherò la foto dell'opera "vucciria"... hai presente vero che cos'è?"
IO: "uhmm, ehm, certo come no... Ok dai, non lo so..." ma nel frattempo scorro le immagini di Quaroni...
LUI: "Di sicuro sai che cos'è "Ballarò" vero?"
Odio quando non so rispondere alle domande del mio Editor, alias Mr. Gallery!
Il guaio è che mi capita spesso! Complice il fatto che lui è un pozzo di storia... ed io sono alle prime armi...
Mannaggia che figure...ed io odio fare questo tipo di figurette... Vabbè sto cercando di migliorarmi... E prima o poi arriveranno anche i risultati! Vero? Chi l'ha dura la vince... e io non mi arrendo!
Poi arriva l'intuizione!
"Certo è il programma televisivo!" dico bella pimpante.


Silenzio... temo ed immagino lo strabuzzamento di occhi al cielo....
LUI: "Ok, secondo te da dove hanno tirato fuori questo titolo? cosa significa Ballarò?"
IO: "Oh senti Editor, hai già appurato che mi manca giusto qualche piccola informazione... ufff, arriva al dunque!"
"Allora Ballarò e Vucciria sono due famosi mercati popolari di Palermo e come hai scoperto, Guttuso è siciliano. E' molto legato alla sua terra tanto che lui stesso dice che "se dovesse dipingere una mela avrebbe il sapore della Sicilia !"Ora "Vucciria" è un'opera magnifica che rappresenta una scena del mercato...." Ed ecco che mi appare anche in quelle di Quaroni...
"Si, si, l'ho vista e l'ho guardata anche profondamente. Nel senso che ho ingrandito l'immagine e ho cercato di guardarne i particolari..."
LUI: "Bene! E cosa hai scoperto, raccontami..."
Uhm la richiesta mi spiazza..., ma sono sicura di me perché per una volta ho guardato a fondo l'opera. Forse perché attratta dal suo modo di rappresentare la realtà, però, per ora posso ovviamente solo raccontare tutti gli elementi rappresentati... e così faccio.
Ma lui incalza: "Dai, ogni "cosa" rappresentata si rifà a un qualche artista o ad un'opera del passato... Cominciamo, qual è la cosa più strana che hai visto?"
IO: "Beh, sarò sincera, sicuramente non c'entrano..." e qui ammetto ho paura di dire una castroneria. Quindi sono incerta se spararla o meno... Ok, tanto peggio di così! "...Le lampadine..."
"Ottimo!" dice lui!
Ed io entusiasta per aver segnato il punto dico: "Davvero??? c'ho azzeccato?"
"Si allora le lampade sono un chiaro riferimento a GUERNICA di Picasso..."  e immaginando la mia faccia dubbiosa... aggiunge: "ti ricordi che in mezzo c'è la lampadina....vero?"
"In sincerità? No... ok, vado a rivederla, sarà il caso!" Uffi è vero!


"Andiamo avanti..." scrive lui "Il quarto di bue macellato appeso, ti ricorda Soutine?..."
E qui mi esalto perché la so... "Si, si, quello che fa vedere la professoressa alle allieve nel film "Monnalisa smile" e ti dirò di più, c'è anche nel film "I colori dell'anima" quello su Modigliani !!!" (vi ricordate? Ah no? beh, allora cliccate qui e qui)...
"Bravissima..." Un complimento?!? Sono stupita! "Ma andiamo avanti, il riferimento, in realtà non è Soutine ma a Rembrandt..."


Riflessione:
Certo Editor che non ti sprechi mai in elogi eh? Mi raccomando, ti si potrebbe incartare la lingua se fai un complimento in più... stai attento...
Fine riflessione!

Ok, torniamo a quello che stavo scrivendo...
Continua lui: "Il pescivendolo che afferra una delle spade dei pescispada presenti che tendono verso l'alto, rimanda sicuramente al famoso dipinto di Paolo Uccello LA BATTAGLIA DI SAN ROMANO"
E qui il mondo si ferma un attimo...


Attimo di panico.... e chi sarà mai costui? Oh e ora come faccio... Secondo voi, ha già capito che non ho la più pallida idea di chi è costui? Ops dalla reazione credo di sì!

Abbandona il mezzo di messaggeria e mi arriva la sua videochiamata...

Me lo ritrovo davanti con una mano in fronte, chiaro segno di disperazione... comincia a tossire e credo che abbia urgente bisogno di un defibrillatore... e... Oh cavoli la situazione è molto grave... LO STIAMO PERDENDO...

In quel momento però, mi arriva un link lo apro e vedo l'opera di questo famosissimo artista (che ora lo è anche per me) che è esposto, non al museo sfigato dell'angolo dietro casa... bensì agli Uffizi!
E' magnifica!

"Ti dirò la verità: effettivamente pensandoci bene devo averlo trovato in qualche libro che ho letto... ne sono sicura ma chissà perché, non gli ho mai dato tanto peso.."

Qui mi sorge spontanea una domanda: "Ma sappiamo per certo che Guttuso quando lo ha dipinto volesse fare davvero riferimento a tutti questi artisti?"
E lui prontamente: "No, certo che no! Ma essendo lui un uomo d'arte e di cultura, inconsciamente si è fatto influenzare da ciò che magari più lo aveva colpito... il vero artista è quello che sa "rubare" senza che gli altri se ne accorgano... Hai visto prima, lo stesso Soutine ha preso spunto dal bue di Rembrandt e così via..." Uffi ecco che ci torna su... ma questa lezione improvvisata di storia dell'arte mi piace un sacco! La cosa che mi meraviglia di più è che ogni volta riesce a sbalordirmi di nuovo! Non lui, cosa avete capito? La storia dell'arte! E anche noto, con piacere che le rotelle e gli ingranaggi del mio cervello stanno cominciando a girare nel verso giusto.
Anche se so ancora molto poco, sono fiera di me del cammino che sto facendo.

Di certo oggi non vi ho raccontato approfonditamente (intendiamoci per come lo posso fare io...) di un artista o corrente... ma vi ho resi partecipi di come può nascere l'interesse per conoscere vita, morte e miracoli di un artista...

Le cose accadono il più delle volte a caso...
Anzi, io sono convinta che arrivano sempre al momento giusto. Dipende dai noi approfittarne oppure no.
Qualche giorno fa non sapevo nulla di Guttuso. Oggi però sentivo un qualcosa che... (ispirazione?) ...Che mi diceva: "metti nero su bianco quello che stai provando..." e così ho fatto!

Curiosità: lo sapete che per fare Vucciria Guttuso si è fatto allestire nel suo atelier, allora in provincia di Varese... un mercato con i prodotti fatti arrivare appositamente dalla Sicilia in aereo?
Da qui si può notare la sua importanza...
Ok, anche oggi penso di avervi annoiato abbastanza... 

P.S. E voi siete mai stati a Vucciria o a Ballarò?

martedì 28 aprile 2020

Giuseppe Capogrossi... Pettine o forchetta?



marzo 2020

Quando apro gli occhi al mattino, la prima cosa che faccio è prendere il telefono, accenderlo, strizzare gli occhi per la troppa luce che emana e cercare, mettendo a fuoco l'immagine, di cliccare i tasti giusti per accedere al blog.

INIZIO RIFLESSIONE

Ok, sono malata... dovrò cercare una terapia per curare questa mia "Blog-Mania"...

FINE RIFLESSIONE

Una volta qui, mi sforzo, tra uno sbadiglio e l'altro, di trovare il post del giorno, che in teoria grazie alla programmazione automatica è già stato pubblicato. E a quel punto, faccio di tutto (a volte lo ammetto, incasinandomi non poco) per riuscire a condividerlo nei vari social e contatti.

Dopo questa operazione vorrei anche ritornare a dormire, ma purtroppo il fatto che spesso creo qualche pasticcio col blog (una volta, addirittura ho temuto di averlo eliminato definitivamente... immaginatevi il panico assoluto!), mi induce a svegliarmi del tutto. Ed ecco allora che avendo già il telefono in mano, decido di dare un'occhiata alle ultime notizie. Avendo attivato tutta una serie di notifiche automatiche da parte di molti siti che parlano d'arte... sono letteralmente "bombardata" da informazioni a tema... e le notizie di cronaca (tanto sono sempre le stesse) aspettano...

La prima cosa che mi è uscita questa mattina è l'immagine di un'opera vista proprio qualche tempo fa a Palazzo Maffei (ricordate vero? ah no? beh, allora cliccate un po' qui...). Il messaggio era chiaro:

"Stai bevendo il tuo caffè? Oggi Andrea ti racconterà dell'opera di Giuseppe Capogrossi, Superficie CP/833/a. Buona pausa! ☕".
Questa comunicazione mi colpisce moltissimo per 2 cose: 
- 1 Capogrossi mi piace;
- 2 ma come si fa a dire buona pausa se devo ancora fare colazione e sono appena le 7.30 del mattino?

Non so a voi... ma a me, la cosa diverte...

Ok, non essendo esperta di tecnologia, comincio a cercare il video... ovviamente non trovandolo.  Scocciata, comincio a imprecare mentalmente con fb...

Solo qualche ora dopo scoprirò per caso, che era nelle "storie".

La prima volta che ho visto una tela di Capogrossi è stato ad Arte Fiera, Bologna, l'anno scorso.
Quando l'ho vista, mi sono fermata subito e con la faccia meravigliata di una bambina piccola che scopre una cosa meravigliosa, sono rimasta lì, in contemplazione per qualche minuto.
Insomma, l'opera di Capogrossi, che allora non conoscevo, ha attratto fin da subito la mia attenzione e Mr. Gallery, che in quell'occasione mi stava facendo da cicerone, vedendo il mio sguardo assorto e il mio sorriso inebetito, disse: "Questo artista si chiama Giuseppe Capogrossi, realizza le sue opere con questa specie di idioma arcaico, che sembra una forchetta."
L'idea di tante piccole forchette o pettinini mi fa sorridere e mi fa apprezzare ancora di più questi dipinti che mi riportano alla mente un mondo primitivo, un mondo bambino, un mondo semplice.


Questo artista è arrivato al linguaggio astratto dopo la seconda guerra mondiale, dopo essersi cimentato per diverso tempo in linguaggi più tradizionali.
Quel segno grafico, elementare sarà la sua fortuna.
Nelle sue opere queste forme vengono ripetute all'infinito, ma con ritmi diversi, come nella musica. Per lui questo segno non ha un significato simbolico,  è l'elemento base che utilizza in modo personale e originale per esprimersi: "se i miei quadri danno un'emozione, qualunque essa sia, già è bene."

L'artista moltiplica, allinea, ingigantisce la sua formula grafica spaziale.
I segni bianchi e neri si impossessano dello spazio, si incontrano, fino a costruire una sorta di catena.
Il segno può essere invertito, usato ritmicamente. Ci si può giocare come si vuole.

Capogrossi è abile nell’inserire anche il colore, che si accende nei toni del rosso e dell’arancio.
Le pennellate si fanno più vivaci e si animano. C’è chi in quei tratti ha visto una forchetta, chi un tridente. Siamo liberi di interpretarlo come vogliamo. 
Per l’artista sono soltanto moduli spaziali, fortemente liberi, tratto distintivo della propria personalità.
Potrebbero essere pensati come un'estensione della sua interiorità, unica ed originale.
Pensate che questo segno "misterioso", che lo contraddistingue, lo porta in giro per il mondo e gli fa avere successo!

 
Nel corso delle varie mostre e fiere che ho visto, ho incontrato molto spesso le sue "forchette" e ogni volta mi ritrovo a guardarle con il naso all'insù, stupita come la prima volta e rido perché è il primo artista di cui mi ricordo in automatico il nome... Ok, ok, sono facilitata dal suo tratto distintivo!

Che dire forse non avrò fatto la pausa caffè... vista l'ora, ma sicuramente la mia colazione è stata stimolata da Capogrossi visto che mi sono ritrovata a mescolare il mio te' caldo con una adorabile forchettina!

P.S. Oggi quando mangerete qualcosa con la forchetta o vi sistemerete i capelli con il pettine pensate a questo artista e... bevetevi un buon caffè!

martedì 14 aprile 2020

Lucio Fontana "mi ingarbuglia le budella"

8 marzo 2020

Josef Albers. "Homage to the square"

In tempo di Coronavirus sono relegata in casa... Leggo, stiro, brigo, scrivo e navigo.

Oggi mi è capitata tra le pagine di Facebook una foto di un' opera di un artista che ho incontrato per la prima volta a Palazzo Maffei, Verona: Josef Albers.
L'opera in questione"Homage to the square", rappresenta dei quadrati posti uno dentro l'altro con tonalità di rosso diverse.
Proprio per il suo colore c'è scritta una citazione dello stesso autore che dice: "Se uno dice rosso e ci sono 50 persone che ascoltano, di sicuro ci saranno 50 rossi nelle loro menti. E uno può stare certo, che tutti i rossi saranno molto diversi."
Ora vi starete chiedendo: "ma oggi, questa qui, dove vuole arrivare?".

Vi accontento subito!

Quando vedo il rosso, da 2 anni a questa parte, mi vengono in mente in automatico i concetti spaziali di Lucio Fontana...
È un po' come il toro che quando vede rosso gli viene in mente che deve correre e magari infilzare qualcuno o qualcosa! Ok, ok ridete pure per l'analogia strampalata. Vi do il permesso! Ma...

Lucio Fontana, è uno di quegli artisti che ha scoperto qualcosa di nuovo. Che nessuno aveva mai sperimentato prima ed è per questo che è considerato un Grande!


Lui, con i suoi "Concetti Spaziali, Attese", le opere con i tagli per intenderci, è riuscito a trovare una terza dimensione.
Su uno sfondo sempre  monocromo, egli incide la tela con un uno o più tagli, per cui si interrompe la illusorietà della tela come supporto per un disegno e l'opera diventa una materia che tramuta la tela in una scultura tridimensionale.

Nel corso delle varie mostre, musei, collezioni e fiere che ho visitato negli ultimi due anni, ho avuto occasione di incontrare molte sue opere. Tutte diverse tra loro, nonostante possano sembrare a prima vista tutte molto simili.



I buchi possono essere di varie dimensioni, ornamentali, o disposti a caso, praticati davanti o sul retro del quadro.

Talvolta l'effetto spaziale è rafforzato dall'inserimento di lustrini o frammenti di vetro colorato. Al posto della carta si può trovare la tela non trattata o dipinta con colori a olio.
Su un libro che ho acquistato di recente dedicato a lui, trovo una sua frase: "Non è che ho bucato per rompere il quadro, no, ho bucato per trovare qualcosa...".

Ora una cosa super curiosa che mi è stata raccontata è  questa: lo sapevate che sul tetro delle tele oltre al titolo, alla firma e alle garze nere incollate dietro le fenditure, troviamo spesso una breve frase sempre diversa che Fontana scriveva per aggiungere un ulteriore elemento di autenticità?
Sono frasi curiose ironiche con accenni anche alla vita quotidiana.
Ad esempio:
"il primo giugno non è il primo maggio";
"credo che bisogna cambiare la caldaia";
"Io sono un santo";
"io sono una carogna".

Quando ho scoperto questa storia il caro Lucio Fontana mi ha conquistato definitivamente...

Il guaio è che quando vai al museo, non puoi staccare l'opera dalla parete per vedere se dietro c'è il messaggio.
Scatterebbero tutti gli allarmi e ti ritroveresti a dover spiegare alla polizia che non era tua intenzione rubare il quadro, ma bensì leggere il messaggio nascosto... tesi credibile?
Forse bisognerebbe provare ma il mio buon senso mi consiglia di starmene buona buona... e forse non ha tutti i torti!


Comunque tutto questo per dirvi che Concetto Spaziale rosso, è quello che "mi ingarbuglia le budella" (non so se nel mondo dell'arte si può dire ma io, quando trovo una cosa che mi manda in tilt lo dico!) giusto per rendervi l'idea!

P.s. E' stupefacente come anche la cosa più semplice come suonare una melodia al pianoforte o sfogliare una pagina di Facebook possa far volare la mente a qualcosa di straordinario...

- LA FRASE DEL GIORNO -

"chi lavora con le mani è un operaio. Chi lavora con le mani e la testa è un artigiano. Chi lavora con le mani, la testa ed il cuore è un artista" 
San Francesco d'Assisi

domenica 12 aprile 2020

CAMPIGLI... Massimo Campigli

Domenica 12 aprile 2020
SS PASQUA

Beh, innanzi tutto... volevo augurare a tutti Voi, una Buona Pasqua a "regola d'Arte" 


con un'opera intitolata "uovo in scatola" di uno degli artisti che mi intriga di più... 
Piero Manzoni
e poi... 
invitarvi a continuare a seguirmi... Buona lettura!




14 marzo 2020

Sabato sera.
Sono sul divano con Zoe. Lei sta guardando alla tv Confu Panda ed io... io che non amo quel tipo di cartone (fosse stato la Bella e la Bestia, mi sarei fiondata davanti allo schermo, sfoderando il mio estro musicale a cantare l'intera colonna sonora a squarciagola...) sono davanti al mio portatile intenta a scegliere un docu/film di qualche artista famoso sul programma Art Night di Rai Play (ricordate il post... vabbeh provate a cliccare qui...).

Qui di nomi ce ne sono una valanga e non so davvero chi scegliere.
Cerco qualcosa di conosciuto ma vorrei, allo stesso tempo, qualcosa di nuovo.
Il mio sguardo cade su Campigli.... uhmm, Massimo Campigli mi ricorda qualcosa ma non riesco a ricordare cosa. Poi vedo anche un docu/film su Leoncillo che sono sicura di aver visto a Venezia a Palazzo Franchetti, ma anche a Palazzo Maffei a Verona...
poi attira la mia attenzione anche... ok, sono troppo indecisa. Messaggio al mio Editor e chiedo consiglio. Risposta?: "chiudi gli occhi e punta il dito a caso!" (Come dire: "ma devi proprio stressare la vita anche di sabato sera?" Bah, che caratteraccio... in fondo era solo un consiglio!!!).
Decido di seguire il mio istinto e lui mi sussurra "Campigliii...".
Ok ci sto speriamo che non cali la palpebra.


 Il critico d'arte racconta che Campigli (pseudonimo di Max Ihlenfeldt - Berlino, 4 luglio 1895 – Saint-Tropez, 31 maggio 1971) è uno dei più significativi artisti del 900 italiano, insieme a De Pisis, De Chirico, Morandi, le sue tele si riconoscono per le sue donne "a clessidra", ornate spesso di gioielli.
Comincio a pensare... ancora niente... nebbia... eppure... mah, vado avanti.

E' stato giornalista del Corriere della Sera. Inviato a Parigi negli anni 20. Lì matura la sua tecnica artistica, è un uomo curioso, di grande spessore culturale e amante dell'arte.
Quando si avvicina alla tela non ha l'idea di cosa andrà a dipingere. All'inizio sulla tela bianca "un po' sporca", come dice lui fa delle diagonali e poi forme a otto un po' astratte e da lì ci ricava una testa uno scollo, un corpo. Una Donna!
Ecco ora mi viene in mente qualcosa... ma non so... sono indecisa... mah, vado avanti.

Vengo a conoscere che la donna è il soggetto perfetto, preferito e costante delle sue opere.
La donna è un "monotema" con delle varianti: la donna che cuce; la donna che gioca con una scacchiera; la donna che osserva; la donna che osserva il mare... STOP! Fermi tutti!
Alla parola "mare" mi viene alla mente un dipinto che mi ha fatto letteralmente aggrovigliare le budella.
L'ho visto a Gennaio alla mostra su Ubaldo Oppi... (vedi post Mi sono innamorata di un uomo di 131 anni... Ubaldo Oppi). Corro alla galleria immagini del telefono per cercarlo... scorro il miliardo di foto che ho (forse dovrei fare qualcosa...) e BINGO!

Esulto a voce talmente alta che faccio fare un salto a Zoe che prontamente si gira, mi guarda malissimo e dice: "Ma mamma, ma ti pare il modo??". mi scuso e cerco di spiegarle, ma mi dice subito "shhhh sto guardando un cartone!!!"
Ok, torno al mio pc e al mio telefono, ci sono. Ecco dove avevo già visto un'opera di Massimo Campigli.
Il dipinto in questione è "le spose dei marinai"del 1934.


Mi ricordo che quando l'ho visto ho proprio pensato: "ecco un'opera che mi porterei volentieri a casa" e sono rimasta lì davanti, in adorazione, con un misto fra commozione ed entusiasmo per un bel po'.
Sono donne di classe, raffinate, dipinte con colori tenui.
Hanno letteralmente rapito la mia vista. Avrei voluto in quell'istante essere dentro alla tela, essere una di loro. Un sogno.

Le sue opere fanno parte di un mondo fantastico, di ricordi d'infanzia, e il soggetto femminile c'è sempre perché trasmette comprensione, consolazione e accoglie le difficoltà dell'artista nel rapportarsi col mondo esterno.
Senza parlare poi con il rapporto che instaura con il passato. Con l'antichità, l'archeologia.
Le sue donne, sembrano donne etrusche, Matrone romane...

Curiosità: il primo giorno che dipinge canterella, il secondo sta in silenzio, il terzo sono guai...
è il quadro che decide dove vuole andare. Per fare un'opera può impiegare qualche giorno, mesi o addirittura anni. Nel senso che l'opera può essere modificata anche a distanza di tanto tempo.

Fa parte degli indipendentisti con De Pisis, De Chirico, Alberto Savinio, Gino Severini, Mario Tozzi, insomma i cosiddetti "Les Italiens de Paris".
E' un pittore iconico, isolato dalle tendenze contemporanee.
È una persona che vive tra Roma, Parigi e Saint Tropez, è riservato schivo, ha pochi legami e vive in un suo mondo fantastico, escludendo tutto ciò che è brutto o doloroso.

Che dire, finisco di guardare il documentario e sono contenta, soddisfatta e soprattutto meravigliata dal fatto che il mio istinto mi abbia invitato a passare una serata in compagnia di Massimo Campigli, che ammetto, non sapevo nemmeno chi fosse... o quasi!

P.S. sentite è inutile fare tanti progetti, mettiamoci calmi e facciamoci consigliare dal nostro istinto... a volte, anzi quasi sempre, funziona!

- LA FRASE DEL GIORNO -

"Non c'è nulla da dire: c'è solo da vivere"

Piero Manzoni

giovedì 27 febbraio 2020

Palazzo Maffei... tanta attesa ma ne è valsa davvero la pena!!


domenica 23 febbraio 2020

È  2 mesi che aspetto questo giorno.
Sono felice, eccitata, emozionata! Il mio livello di curiosità è ai massimi storici! Diciamo che da quando ho sentito dell'apertura di Palazzo Maffei, una casa museo nel centro storico di Verona, sto contando i giorni, le ore, i minuti!
Vi sembrerà esagerato... non per me che ho sete di Arte!

Mi presento in biglietteria con un sorriso smagliante. Alle pareti ci sono 2 scritte al neon di Maurizio Nannucci, questa volta le riconosco subito e già  rido, fiera di me!
La hostess gentilissima  forse perchè contagiata dal mio entusiasmo, mi sorride a sua volta e mi chiede un documento. Mi dice che posso entrare gratuitamente, essendo della provincia di Verona ed essendo la mia prima volta qui.
Ora il mio sorriso diventa ancora più radioso e affermo: "Grazie! Ero già felice prima. Ora lo sono ancora di più!!".

Entro e subito nella prima sala vengo rapita da uno degli artisti che sto scoprendo essere fra i più importanti e coinvolgenti della mia personalissima "classifica": Lucio Fontana con "Concetto spaziale. Attese" del 1964.
E qui il selfie non poteva mancare!
Incontro un ragazzo universitario con la spilla "Ask Me" e gli chiedo se è disposto ad accompagnarmi nell'esplorazione delle prime sale, così da capirci qualcosa in più... Lui, quasi imbarazzato dall'essere stato praticamente adescato da una folle... "ragazza di ieri", non riesce a rifiutare e anzi, oltre a me si aggiungono altre 2 signore diversamente giovani.
Ogni sala è numerata ed ha un suo nome in base all'argomento trattato: Santi ed Eroi, Sala degli stucchi, Venere e le altre, ecc...
Nella sala "L'ira funesta" trovo un'opera fantastica di Burri, "Tutto nero" del 1957, e così quando la guida smette con il suo monologo chiedo se mi può fare una foto... La cosa divertente è che credo sia risultata essere una richiesta alquanto bizzarra, vista la reazione quasi scioccata di Mr. Ask Me. Ma io non mi arrendo e con il sorriso più bello del mio repertorio, ho specificato: "Sa, è un regalo per una persona cara!". Senza nemmeno rendermi conto, questa mia affermazione, non ha certo aiutato a migliorare la mia "immagine" oltre al fatto che per fare la foto, le altre persone hanno dovuto gentilmente spostarsi un po', fermarsi... creando un micro cortocircuito nei flussi delle sale... Si, ma solo per qualche istante... che sarà mai!


Nella sala successiva Mr. Ask Me ci saluta (non capisco, ma ho avuto la sensazione che si sia trattato di una vera e propria fuga... e perchè mai? ...troppe domande? ...foto? ...bha, chissà...).
Senza esitazione alcuna ho così continuato il mio tour da sola.
La cosa curiosa è che quando arrivo in una nuova sala, spero sempre che non sia l'ultima perché ho aspettative altissime. Questo posto mi piace sempre di più!

Mario Sironi
Alle pareti trovano spazio opere del '700 e dell'800 che si alternano a quelle delle avanguardie storiche, quelle d'arte moderna e contemporanea e qui mi si apre un mondo! Il cuore comincia a battere forte e lo sguardo è quasi impazzito tanti sono gli artisti presenti...! Ragazzi, che ci crediate o no, vado in iperventilazione potrei svenire da tanta bellezza! Boccioni, Balla, Picasso, Schifano, Duchamp, Manzoni, Magritte, Vedova, De Chirico e tanti altri...

Giacomo Balla
Umberto Boccioni
Emilio Vedova
Piero Manzoni
Mi soffermo a guardare un'intervista fatta al collezionista che ha raccolto questa magnifica selezione di opere e mi colpisce il fatto che pure lui è partito da zero. Non era un esperto d'arte, un intenditore o chissà cos'altro... Si è avvicinato a lei piano, piano... e questo, mi fa ben sperare (ora, che sia chiaro, è vero che anch'io fino a qualche mese fa, ero completamente a digiuno per quanto riguarda l'arte... ma, c'è una piccolissima, infinitesimale, irrilevante differenza, fra me e lui: il Portafoglio! Quindi... un Palazzo che porti il nome Valeria Zanuso Collection, per ora la vedo cosa improbabile... peccato)!

Arrivo alla fine del percorso caricata a mille dalla miriade di emozioni, palpitazioni... Ho scattato foto come se fossi un fotoreporter per cercare di non dimenticare nulla.
Esco dal Museo sapendo già che ci ritornerò presto, perché  alcune opere vanno riviste con più calma... anche perché oggi c'era la curiosità della prima volta, del tutto e subito.

Milena ed Io!

Ho bisogno ora di un qualcosa che mi ristori e così  mi dirigo felice, raggiante, quasi saltellando, verso un localino carinissimo che si trova giusto a pochi passi dal museo : il "Caffè Scala".
Lì ci lavora Milena una mia amica. Mi siedo mi ordino un infuso ai mirtilli e un tortino al cioccolato... sublime...
Un ottimo premio per meditare e concludere una giornata fantastica!

P.s.  Vedere una mostra per la prima volta è sempre emozionante soprattutto se si trovano gli artisti preferiti, per gustarla appieno è il caso di ritornarci più volte, liberi, almeno un pochino, dall'euforia della prima volta!!!

Pablo Picasso

Alberto Savinio

Georges Braque

Giovanni Boldini