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sabato 2 gennaio 2021

Il cuore cambia in ogni stagione della vita

 "Ma non bastava. A causa della Gioia, il grande amore che provava e che aveva sempre tentato di trovare una via di sfogo riuscì finalmente a esprimersi in modo nuovo:  improvvisamente, Zanna Bianca sporse la testa in avanti e la incuneò tra il corpo e le braccia del padrone. E li , prigioniero, e completamente nascosto, a parte le orecchie smise di colpo di brontolare e continuò a strofinarsi e a farsi coccolare."



Questa immagine meravigliosa mi accompagna da qualche giorno...

Ho riletto, proprio in questa ultima settimana, questo libro che avevo letto quando ero alle medie. È stata una riscoperta fantastica.

Quando lo lessi per la prima volta, ricordo solo che lo feci quasi di malavoglia perché alla fine dovevo presentare l'odiatissima scheda del libro. Confesso: ho cominciato a leggere con passione quando la lettura non mi è più stata imposta. 

La cosa che mi dispiace è che questo libro è come un cuore che palpita di vita vera. E se fossi stata meno sciocca allora, ne avrei tratto sicuramente molti insegnamenti e spunti su cui riflettere  e lavorare. 

Meglio tardi che mai!

L'ho ripreso in mano per caso. Di solito non rileggo i libri per intero. Li sfoglio, ne leggo qualche riga in base a cosa mi ispira. Questo invece mi sono riproposta di rileggerlo tutto. Sentivo che dovevo farlo. Come se qualcosa mi dicesse: "ti sei persa qualcosa di importante... non lasciartelo sfuggire".

Ho fatto bene. Mi sono emozionata e ho provato sensazioni che 30 anni fa non sono riuscita a godere. 

Ho intrapreso un viaggio dentro e fuori di me. Fatto di sorrisi, lacrime, paura, meraviglia e coraggio.

Un giorno, mi sono permessa di chiedere a Editor: "Ma perché quando si è ragazzini certe letture non si riesce a percepirle in modo così profondo, cosi significativo e magico, come succede in età adulta...?

Trent'anni fa non valeva così tanto... non faceva vibrare certe corde che probabilmente ancora non esistevano. Forse mi mancava quel sentimento, quella maturità che ora in piccola quantità ho?"

La sua risposta è stata questa: "Perché il cuore cambia in ogni stagione della vita... e se tu avessi letto lo stesso passo ogni anno avresti letto ogni volta una cosa diversa".

Ci rifletto e penso che ha proprio ragione. Ogni volta che mi ritrovo a leggere un passo importante che ho sottolineato - si perché faccio parte di quelle persone che scribacchiano sui libri e fanno pure le orecchie - scopro inevitabilmente un significato nuovo.

Il pezzetto che ho deciso di riportarvi all'inizio è uno dei tanti che mi ha emozionato e che ho sottolineato perché rispecchia l'espressione pura, di un affetto e di un amore profondo. 

Lo so che si tratta di un cane ma è stato scritto dal cuore di un uomo.

Se non lo avete ancora fatto e siete adulti vi consiglio di rileggerlo!


martedì 22 dicembre 2020

Lettura di Natale ovvero The Times They Are A-Changing



Sono appena uscita dalla libreria. 

Ci sarei rimasta almeno altre dieci ore e... avrei comprato mezzo negozio. 

Si, vi devo dire la verità. In questo periodo di "clausura" se entro in qualche negozio, rischio di essere assalita dalla sindrome dello shopping compulsivo!

Ho appena acquistato 4 libri. Da regalare a Zoe. Uhmm non so se ho fatto la cosa giusta. Più che altro perché siamo in quella fase in cui io voglio scegliere dei libri per lei e lei vorrebbe sceglierseli da sola! 

Ed i gusti sono opposti! Ma come diceva Bob Dylan... "The Times They Are A-Changing"...

Ok, ma "Mamma Natale", cioè io, da sempre porta delle novelle di Natale e tutti amano le novelle natalizie... non credete?

Ho acquistato un libro, per me dal significato profondo, che può insegnare quanto a volte per dimostrare il nostro amore ad una persona, rinunciamo scioccamente a ciò che più di prezioso abbiamo, per scoprire poi che forse potevamo dimostrarlo senza per forza dover rinunciare a quel qualcosa. 





Si tratta del "Dono dei Magi" di O. Henry. 

Ve lo straconsiglio. Soprattutto anche a chi non ama proprio la lettura perché è breve e si legge tutto d'un fiato.

Prendo il libro tra le mani e già la mia fantasia corre. 

Mi immagino seduta sul sofà in un epoca imprecisata. Fuori nevica, il camino è acceso, la luce fioca di una candela illumina lo scritto che sono intenta a leggere alla mia dolcissima, in questo momento, Zoe.

Lo scoppiettare della legna che brucia fa da colonna sonora di sottofondo.

Una cosa che adoro e ho sempre adorato fare, è leggere ad alta voce per Zoe e per i miei bambini a scuola. Ed è una delle cose che mi manca di più in questo momento del mio lavoro.

Se potessi fare come professione la "lettrice di racconti per bambini" lo farei anche per 12 ore al giorno!

Quando lo faccio infatti, entro nella parte, mi emoziono, sprizzo vero amore per la lettura. 


Sento il cuore che batte forte e si gonfia. Ed il sorriso mi si stampa sulla faccia.

Mi diverto un sacco a fare la voce narrante e a dare una tonalità diversa alle altre parti. 

È si una sorta di recitazione. Ma la cosa che mi soddisfa di più è guardare le facce ammaliate e quegli occhi illuminati di chi mi sta ascoltando e capire che sono riuscita a coinvolgerli, facendogli vivere un vero e proprio sogno. Non a caso a scuola l'addetta alla lettura sono spesso proprio io. Ok imploro, quasi arrivo alla corruzione, le mie colleghe per farmelo fare!! 

La cosa imbarazzante è che quelle volte che ho letto qualcosa agli adulti o a Editor, è stato un vero e proprio disastro! Inizio a balbettare, sbaglio tonalità,  faccio errori di pronuncia, mi si attorciglia la lingua (cosa che non mi succede mai in altre situazioni anzi... forse c'è qualcuno di nostra conoscenza che forse spererebbe questo...vero Mr. Gallery?) insomma ci faccio una vera e propria figura da... analfabeta...

Chissà, che sia ansia da prestazione?

Ma perché con i bambini non mi succede? Eppure loro sono i primi a dirti senza filtri, se qualcosa non va... o non gli piace. 

Sta di fatto che in questi giorni voglio riscoprire questo momento speciale, di coccola, di attenzione, e dedicarlo con tutto il mio amore alla mia pesticciola. 

Me lo sento dentro e se ci penso, penso proprio che sia lo spirito del Natale... quello vero... quello puro. 

Presa dall'entusiasmo svelo a Zoe il mio super progetto per questo periodo... volete sapere la risposta? "Ah si vabbè, se proprio ci tieni...". "The Times They Are A-Changing".

Ok, prendo atto che l'età pre-adolescenziale è terrificante, ma da Piratessa me ne "frego"! Piango dopo... ma sono sicura, anzi straconvinta, che alla fine abdicherà e ne sarà felicissima! 

Potrei scommetterci... ehmm... no meglio non scommettere di solito perdo!

P.s. Se volete ascoltare la bellissima canzone di Bob Dylan cliccate qui sotto!

https://www.youtube.com/watch?v=TlPV4wtZ6HE&feature=emb_logo 


 

 

 

venerdì 11 dicembre 2020

Avete scritto a Babbo Natale, o se volete a Mamma Natale, le vostre letterine??

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito... perché la lettura è un'immortalità all'indietro.

Umberto Eco

Oggi mi sono imbattuta in un'opera di un artista, tanto per cambiare, a me sconosciuto. Che comunque, mi ha incuriosito tantissimo. L'immagine, ambientata nei primi anni del 900, ritrae una ragazzina seduta davanti alla finestra intenta a leggere o sfogliare un libro. La sua peculiarità mi ha portato a navigare in rete a cercare altre immagini simili e... mi si è aperto un mondo. 


Ora, conoscete tutti la  mia passione per la lettura e spesso vi ho deliziato (o magari annoiato...) se così si può dire, con i miei selfie fatti con il mio amico libro tra le mani. 

Ecco ricercando opere d'arte con donne che si dedicano alla lettura ho trovato opere magnifiche che mi hanno lasciato senza fiato tanto sono espressive, inebrianti... opere di  Boccioni e addirittura di Picasso.


Sto perdendo troppo tempo? Ok, ho capito. Arrivo al dunque. 

La cosa ha sortito in me subito un senso di calore, di magia, di momento unico, personale e ovattato. 

Si, perché quando mi rifugio nella lettura non posso fare altro che ritrovarmi in un mondo parallelo, in una specie di bolla dove posso evadere dalla realtà, dalla mediocrità, dove posso fare esperienza di una vita che non vivrò mai. Dove in ogni pagina posso provare un'emozione nuova, un'avventura incredibile...

Ditemi se questo non è un incantesimo. 

Se ci pensate bene, e qui dovete impegnarvi, desiderare una bacchetta magica equivale, se lavorate bene con il pensiero, al desiderare di avere un buon libro.

Mi spiego meglio. 

Primo, esistono miliardi di libri, di ogni genere e sorta e qui è impossibile non riuscire a trovare quello che fa al caso nostro. 

Secondo, ogni libro ti permette di prenderti un tempo tutto tuo dove poter spaziare con la fantasia. 

Terzo, questo oggetto diventa per forza di cose, una super coccola perché fa bene alla tua anima, al tuo cuore. 

Quarto, ritrovarti perso tra le pagine di un bel viaggio qualunque esso sia, ti fa dimenticare le preoccupazioni che attanagliano la tua vita ogni giorno. 

Quinto ed ultimo, la tua apertura mentale ne risentirà in modo permanente. 

E ditemi se non è poco magico tutto ciò!

Ora siamo nel periodo natalizio ed io per tradizione, ho sempre incaricato il Buon Babbo Natale o come dice ultimamente la mia pesticciola, la brava e buona "Mamma Natale", di portare in dono un buon libro! 

Quindi visto che mancano pochi giorni al 25 e visto e considerato che ce ne staremo tutti a casa al calduccio, penso che potrebbe essere una bella idea darvi qualche consiglio di buone, divertenti e semplici letture sull'arte.

Per chi è già ampiamente svezzato, cioè adulto avrei 4 splendide idee:

 - "L'arte contemporanea spiegata a mia nonna" di Alice Zannoni ed. NFC


 - "Keep calm e impara a capire l'arte" di Alessandra Redaelli ed. Newton Compton Editori 

 - "I segreti dell'arte moderna e contemporanea" di Alessandra Redaelli ed.Newton Compton Editori 

 - "10 cose da sapere sull'arte contemporanea" di Alessandra Redaelli ed.Newton Compton Editori

 


Per chi invece è ancora in tenera età... cioè "bambino" ho qualche suggerimento da non perdere (ne gioveranno sicuramente anche gli adulti, ve lo dico per esperienza personale!): 

 - " Il giro del cielo" di Joan Mirò e Daniel Pennac ed. Salani 



 - "Piero Manzoni" di Fausto Gilberti ed. Corraini 

 - "Lucio Fontana" di Fausto Gilberti ed. Corraini

 - "Yayio Kusama"di Fausto Gilberti ed. Corraini

 - "My museum" di Joanne Lue ed. Prestel

 - "Munari per Rodari" AA.VV. ed. Corraini 

 


Vi posso assicurare che  questi libri potranno aiutarvi a comprendere in modo divertente e spassoso questo mondo, che spesso risulta essere, di primo acchito incomprensibile e alquanto strano. 

Che dire allora? Su forza scrivete a Babbo Natale, o a Mamma Natale, e fate le vostre richieste... ovviamente se siete stati buoni!

lunedì 23 novembre 2020

Pensieri liberi anzi... Pensieri Libri




 A proposito di libri.

Quando ero piccola nessuno mi ha mai letto una favola. Le classifiche favole o libri per bambini a casa mia non andavano di moda. Strano, perché mio padre è sempre stato un grande lettore e di libri per adulti ce ne sono sempre stati a migliaia!

Il primo libro personale di favole che ho avuto in dono sono state le favole di La Fontaine, avevo 8 anni. Poi a casa avevo i "Quindici", chi non li ha avuti, che includevano un libro con la raccolta di storie favole e fiabe. Quello mi ricordo l'ho sfogliato spesso perché mi piacevano le illustrazioni, soprattutto della fiaba di "Rosaspina" ricordo bene i colori sul rosa, lilla viola e blu. Avrò sfogliato questo libro centinaia di volte e finalmente quanto sono stata in grado di leggere mi sono letta la fiaba da sola. Bellissima.

Poi per anni la lettura è andata nel dimenticatoio . C'era lo studio che portava via troppo tempo. E il tempo libero preferivo  occuparlo giocando, ascoltando musica e guardando i miei cartoni preferiti.

Quando alle medie e alle superiori mi davano libri da leggere per poi fare la "famosa e tanto odiata scheda del libro" per me era una fatica immane affrontarli. 

Nel momento in cui non sono più stati obbligatori la passione per la lettura è risbocciata e lì ricordo le estati passate a leggere sotto gli alberi del mio giardino in ogni mio momento libero e le lunghe notti d'inverno passate sotto le coperte con la torcia.

Ho trovato questa mattina una frase fantastica "Entrai nella libreria e aspirai quel profumo di carta e magia che inspiegabilmente a nessuno era ancora venuto in mente di imbottigliare ".

Quando entro in una libreria resto quasi frastornata talmente la mia curiosità è presa in ballo se potessi passerei le ore a sfogliare e ad annusare le pagine dei libri che più mi attirano, vuoi per il titolo, vuoi per la copertina ed i suoi colori, vuoi per quella strana energia attrattiva che solo alcuni volumi possiedono. 

I libri antichi poi... mi fanno letteralmente impazzire. Non so cosa pagherei per vedere una di quelle biblioteche storiche con scaffalature altissime ricoperte di libri.

Quando apro un volume imparo sempre qualcosa di nuovo e immancabilmente mi emoziono.

Adoro i libri, adoro i libri romantici, adoro quelli che ti insegnano a vivere e a crescere, adoro i libri per bambini e ultimamente divoro i libri che parlano di arte.

Quando è nata la mia piccola "pesticciola" mi sono fatta regalare tantissimi libri da poterle leggere e tantissimi li ho comprati io per lei e per me. Le ho letto da quando è nata e lo faccio tutt'ora  perché penso che oltre ad essere utile a lei per crescere sia utile per me per colmare di bellezza la mia anima. Sono una coccola tra madre e figlia unica ed ineguagliabile. 

Ecco oggi mi andava di condividere con voi qualche pensiero così....


martedì 27 ottobre 2020

Il libro #iorestoacasaescrivo è "uscito" ed io sono "dentro"!

 


Domenica 25 ottobre 2020

Oggi è una giornata particolare. Più che particolare. Ma cosa dico particolare? Decisamente strana. 

Ok, forse oggi è una giornata particolarmente strana. E importante. 

Quando ero ragazzina (nello spirito ci sono ancora) tenevo un diario. D'altronde, confessiamolo, chi non lo ha tenuto? Pensate che un giorno, presa dall'euforia della vita, mi ero scritta le10 cose che avrei voluto assolutamente fare almeno una volta nella vita. Ad esempio un viaggio in Polinesia in barca a vela, il giro del mondo con il "camperino" della VW,  un viaggio a NY e altre cose così, insomma... Sogni da adolescente ma che come il "tubino" nero, vanno bene in tutte le stagioni della vita. Tra queste promesse, ce n'era una più strampalata di tutte: pubblicare un mio scritto. Poi tutto è finito nel dimenticatoio. Più o meno...

Quando, qualche mese fa, su suggerimento di chi sapete voi (si Editor, il merito è tuo!) ho aperto questo blog, è stato per me un risvegliare quel desiderio dimenticato. Ed il fatto di condividere i miei post con voi, cari amici, è stato ed è, ogni giorno per me una conferma che forse non era poi un sogno così "strampalato" visto che qualche ideuzza... ce l'ho! 

Ma torniamo a oggi.

Questo pomeriggio ci sarà il "famosissimo" evento a teatro, di cui vi ho accennato qualche giorno fa (leggi QUI), organizzato dall'Associazione Cenacolo Letterario e Poetico di San Bonifacio, in cui verrà presentato il libro "#iorestoacasaescrivo", una raccolta di poesie e racconti scritti nel periodo del lockdown dove è presente anche il mio racconto.

Sono emozionatissima. Lo so magari esagero ma per la sottoscritta è un gran traguardo. Quindi, lasciatemelo dire, non esagero!

Mi vesto di tutto punto e quando dico alla mia piccola pesticciola: "Sai, oggi andremo alla presentazione del libro dove figura il mio racconto..." per risposta ho un "lamentoso": "Oh no! Quanto dura? Sarà noioso? Posso non accompagnarti e andare dai nonni?"

Ok resto basita.

"Ma che cavolo! La tua "supermamma" ha scritto un racconto. E per la prima volta, viene pure pubblicato in un libro e tu? Ti vuoi perdere questo appuntamento? Non vorresti nemmeno venire all'evento?"

"No mamma, non ho proprio detto questo... ho solo chiesto "quanto sarà noioso?"

Poi, vedendo la mia faccia stralunata, disperata e sconfitta, si mette a ridere e mi dice: "Ahahah! ci sei cascata! Ci sei cascata! Certo che vengo, la mia mamma diventa famosa ed io... Si, ma durerà poco, vero?!?"

Ok, sorrido. Si per la disperazione. Ma vi rendete conto? Ha solo 10 anni e si prende già gioco di una "Piratessa" come me! Non ci posso credere!

Comunque, arriviamo a teatro. Come sempre in anticipo. Giusto per comprare le copie che mi servono da regalare e autografare... Insomma anch'io ho i miei fans... c'è il mio racconto su quel libro!!!

Quando mi consegnano le copie richieste, io e Zoe andiamo a sederci. Prendo il libro in mano lo guardo e il mio cuore comincia a battere forte. Comincio a sfogliarlo alla ricerca del mio scritto. Non lo trovo. Non c'è! Ma si, dai... Forse c'è un indice... E... Sorpresa!!! Il mio nome e il mio racconto ci sono! Sono presenti nell'indice! Non è fantastico?



Si ma nel libro? Comincio a cercare la pagina e quando la trovo... resto di stucco! Yes! A pagina 145 si trova "In giardino con Marcel Duchamp" di Valeria Zanuso.

Straordinario! Che emozione! Non sto nella pelle!!!

Il mio racconto occupa ben 3 facciate... ah no ben 4... Wow! ma vi rendete conto? 4 FACCIATE!!!

Non potete immaginare cosa provo in questo momento. Dire che sono felice è poco. E' riduttivo. 

Sono la felicità fatta a persona. Zoe mi guarda e percepisce dal mio sguardo che questo momento è unico! Sente che è importante e mi prende la mano. Me la stringe fortissimo dimostrando di essere fiera ed orgogliosa della sua pazza mamma! Un gesto che mi commuove e mi rende fiera!

Ma non è finita!

Il relatore, introducendo la sezione racconti, specifica che trattano tutti di pandemia, natura, vita durante il lockdown e via dicendo. Tutti temi insomma... profondi di attualità e specifica che per mancanza di tempo farà solo una breve sintesi di 6 brani.

Guardo Zoe e le dico: "Ok, piccola il mio che parla di arte non verrà letto"

"Mamma ma sei triste se non lo leggeranno?"

-"Scherzi? Per me è già un sogno che sia sul libro...!"

E mi stringe la mano ancora più forte.

Poi, all'improvviso sento il mio nome. Faccio un salto sulla poltroncina! E Zoe scoppia a ridere. 

No, non può essere vero! Stanno parlando di me! Il relatore fa una sintesi di chi sono e del mio pezzo. 

E lì, ammetto, qualche lacrimuccia comincia a scendere sul mio viso. 

La pesticciola mi guarda ed esclama: "ma stai piangendo?"

"Si, amore, di gioia!"

Mi appoggia la testolina sulla spalla, ed io ora sono davvero felice!

Vivo un momento è unico irripetibile.

E voi, avete voglia di leggere il mio racconto? Si? Ok, allora rimanete sintonizzati... nei prossimi giorni vi accontenterò!


lunedì 26 ottobre 2020

Ho incontrato Carlo Vanoni alla presentazione del suo libro... Che emozione!

 


sabato 24 ottobre 2020

Amici, oggi andrò alla presentazione del libro "Ho scritto t'amo sulla tela" di Carlo Vanoni. Ma vi rendete conto? Si il libro di cui vi ho parlato giusto, giusto un paio di settimane fa... Vi ricordate? Ok, per chi se lo fosse perso, clicchi QUI!

Ebbene sì, dopo averne scoperto l'opportunità, qualche giorno fa, ho prenotato per avere la possibilità di assistere alla presentazione presso la Libreria Ferrarin di Legnago. 

Sono euforica ovviamente. Pensate, incontrerò l'autore e se ci riuscirò, oltre a farmi fare l'autografo sul libro, ci scatterà un super selfie!

Ma come ci si presenta ad uno scrittore? 

Oh cavoli, l'outfit deve essere di tutto punto. Quindi, eleganza prima di tutto! Ma senza esagerare, visto che "lui", Carlo Vanoni, a 50 anni si è comprato per l'occasione, il suo primo paio di jeans strappati...così "confessa" nel suo libro precedente "a piedi nudi nell'arte"! Quindi, se tanto mi da tanto... Si presenterà sicuramente con un look del tutto "casual". Ok, trucco quanto basta e sorriso smagliante. Si, va bene, c'è la mascherina, ma il mio sorriso si vede anche dalla luminosità del mio sguardo! Almeno così dicono... Risultato? Ottimo, direi.

Zoe, la mia piccola pesticciola, mi guarda ed esclama: "Che bella che sei! Devi andare ad un funerale?"

Inorridisco, quasi mi affloscio e rispondo: "Ma come?!? Questa è eleganza..."

"Si mamma, ma sei tutta vestita di nero... ti manca solo il cappellino nero con la retina e poi..."

SGRUNT!!! Poi penso ai suoi 10 anni e alla sua idea di eleganza. Negli ultimi tempi gira con pantaloni con tasche da tutte le parti, catenelle e... vabbeh... Che stia sviluppando un animo punk in ritardo di 40 anni? Mah... Comunque, nonostante le sue critiche, decido che la mia mise è perfetta così!

Imposto il navigatore e... Tac! Dopo 40 minuti giungo a destinazione in perfetto orario. Anzi no, in perfetto anticipo di mezz'ora. E ora che faccio? Beh, entro comunque in libreria e avviso che la "piratessa è qui!"... Si dai, avete capito... timidamente dico: "Si può? E' permesso?"... e con charme annuncio che sono venuta per la presentazione del libro e aggiungo che il libro io ce l'ho già in borsa... Non si sa mai, con la sfiga degli ultimi tempi ci manca solo che venga denunciata per furto!

La commessa mi guarda, mi sorride e aggiunge: "Benvenuta, se vuole può subito farselo autografare. Il Dott. Vanoni è già qui!"

Wow fantastico! Faccio un respiro profondo... un altro... Si, sono emozionata, non lo posso nascondere.

Quando arrivo nella sala conferenze, dove tra l'altro è allestita una mostra d'arte di Paolo Masi, lui è intento a parlare con una coppia. Aspetto e quando mi vede mi dice:  "Ciao". 

Io resto spiazzata e muta. Subito mi giro credendo che lo abbia detto a qualcuno dietro di me... non c'è nessuno! Allora era riferito proprio a me! Mi ha riconosciuto! Ok, non è vero. Ma mi piace immaginarlo! Allora mi affretto a rispondere con un banalissimo: "Salve e..." mi imbalbetto! Mannaggia... cominciamo bene. Ed ora?

Vedendomi col libro in mano mi chiede se vuole che me lo firmi ed io che sono alquanto frastornata guardo il libro che sto letteralmente stritolando tra le mani e rispondo: "Si certo, forse è il caso... prima che lo polverizzi..." mentre dentro di me, penso: "è vero che l'ho già letto ma mi faceva piacere tenerlo nella mia libreria... ancora due minuti e lo avrei distrutto" e sorrido. Mi conduce ai divanetti. 

Ci sediamo e stranamente parto a raffica. Gli dico che il libro mi è piaciuto moltissimo anzi, che mi ha emozionato tantissimo, facendomi spendere pure qualche lacrima. Aggiungo pure che ho letto prima anche l'altro suo libro... e lui è meravigliato. Che abbia pensato che non ne fossi in grado?

Ammetto, all'inizio sono un po' agitata e si percepisce dalla voce un po' troppo squillante e tremolante ma poi parlando mi rilasso e aggiungo che ho pure un blog che parla d'arte e... che ho scritto pure di lui e dei suoi libri. 

Al che mi guarda e chiede il nome del blog così poi può andarli a leggere. 

Oddio! Questa cosa da me sperata da tempo, ora mi emoziona!

Passiamo 4/5 minuti a parlare dei 2 libri e a me sembrano infiniti. Poi sfacciatamente chiedo se possiamo farci un selfie e un attimo dopo con mano tremula scatto il mio click! Caspita è venuta mossa!

Sono strafelice! 

Visto che c'è altra gente che aspetta lo ringrazio e vado a scegliermi il mio posticino per seguire la sua presentazione. 

Quando comincia si capisce subito quanto sia abituato a parlare nei teatri. Ha un modo veramente coinvolgente, simpatico e affabile. Parla ininterrottamente per un'ora e mezza e la sala è catturata. Non vola una mosca a parte qualche risata. Descrive il viaggio intrapreso nel suo libro partendo del rinascimento. Spiegando attraverso la figura delle "sue" bellissime donne (la donna vento, la donna tempesta, la donna ferro...) che incontra nelle opere di grandi artisti di cui si innamora, di come l'arte nel corso del tempo si è dovuta trasformare per stare dietro ai tempi e alle esigenze del momento. 

Nel corso della serata mostra anche le immagini delle opere di cui parla, per rendere tutto più comprensibile. 

Se prima, avevo compreso il libro ma mi mancava qualche tassello ora sono soddisfatta perché è riuscito a chiarire tutto ciò che a me era rimasto per qualche strana ragione nascosto. Il "viaggio" raccontato direttamente da lui è stato ancora più profondo perché ho potuto percepire dal vivo il suo sentire, e riscoprire, e approfondire gli aneddoti divertenti  riportati nel libro. Lo sapevate per esempio che a Raffaello piaceva molto "disordinare" (= fare all'amore) e ci ha lasciato le penne proprio dopo aver "disordinato"?

Quando tutto finisce, risalgo in auto, imposto il navigatore e sarà la testa ancora fra le nuvole dentro a quel "viaggio" per certi versi assurdo, riesco a perdermi in mezzo alla campagna della bassa veronese. 

Il navigatore si rifiuta di collaborare e se potesse insultarmi penso che lo farebbe volentieri. 

Rido tra me e me anche se un po' di ansia sta salendo, come la nebbia davanti a me sta scendendo. 

Ma che volete che sia, una "piratessa" sa benissimo che prima o poi troverà la stella giusta che la guiderà a casa e... e se non vuole rischiare di passare la notte in auto girando a vuoto è meglio che accenda il navigatore! Poi, fortunatamente, all'improvviso come una stella cometa appare dalla foschia un cartello stradale! Posso tornare a casa tranquilla, serena e soddisfatta!

P.S. Allora, vi ho invogliato a leggere il libro?

http://www.solferinolibri.it/libri/ho-scritto-tamo-sulla-tela/ 


giovedì 15 ottobre 2020

Io in un libro... ma allora è vero... sono una scrittrice!

Udite, udite... Notizia sensazionale dell'ultima ora!!!

Squillino le trombe e suonino viole! E anche i violini, i violoncelli, gli oboe, i clarinetti e flauti, trombe, tromboni e anche sax, clavicembali, grancasse, tamburi, piatti e pure timpani... (si vede che oggi ho studiato musica con Zoe, eh?!?). 

Sfilino saltimbanchi e donne cannone. Volino colombe ed esplodano in cielo fuochi d'artificio di mille colori...! E...

Ok, "per cosa"? Vi chiederete voi... Come per cosa?!? 

Ma per me! Per chi se no?

Il Motivo? Eccovi accontentati!

Vi ricordate qualche mese fa? Avevo scritto un post su una bellissima iniziativa organizzata dall'associazione letteraria "Il cenacolo letterario e poetico", del mio paese di origine: San Bonifacio. Nel periodo del lockdown, nasce questa iniziativa intitolata "#iorestoacasaescrivo" ed io vengo invitata a partecipare. Se non ve la ricordate ecco QUI il link, così potete farvi anche quattro risate.

Comunque, oggi mi è arrivata una comunicazione assai speciale... eccola


Ma vi rendete conto? E' stato pubblicato un libro con al suo interno anche il mio racconto! 

E se leggete bene, nella locandina c'è proprio scritto: "Una raccolta di poesie e racconti scritti da poeti, scrittori e persone che amano la poesia e la letteratura...".

Oh Santa Polenta! Sono elettrizzata e "strafelice". Si, perché sarebbe la prima volta che viene pubblicato un mio racconto in un libro "vero". Si ok, era stata pubblicata una mia poesia sul giornalino della scuola alle superiori e per non far capire che avevo un cuore tenero, mi ero firmata con banalissimo "anonimo"! 

Ok, tempi lontani fortunatamente! Ora che sono più saggia, anche se qualcuno non ci crede..., spero abbiano messo il mio nome in bella vista e per esteso!

Quindi, mio caro Editor, potrei rientrare nella categoria degli "scrittori"... Si, Editor hai sentito bene! Vuoi che te lo ripeto? Ops... Forse l'abbiamo perso... Ah no, falso allarme. Si è ripreso!!!

Quindi ciò significa "Signor" Editor che rientrando pure io nella categoria... posso avere il famigerato "blocco dello scrittore"!!! (Per chi non ha capito si vada a rileggere il POST di ieri)

Ok, scongiuriamo comunque quel momento, almeno per ora!

Fatto sta, che se per allora, il prossimo 25 di ottobre, i teatri saranno ancora aperti al pubblico, vi aspetto con gioia alla presentazione di questo libro! 

Grazie a "Il cenacolo Letterario di San Bonifacio"

lunedì 12 ottobre 2020

"Ho scritto t'amo sulla tela" di Carlo Vanoni... mi ha "sbaragliato"

 

11 ottobre 2020

Sono le 23. 55 e ho appena terminato di leggere "Ho scritto t'amo sulla tela" di Carlo Vanoni ed. Solferino.

È un paio di giorni che "ci sto sotto". Leggo in ogni momento libero che ho, perché quando un libro ti prende è impossibile resistere e ogni occasione è buona per trovare una scusa e mettersi a leggere. 


Effettivamente mi sono resa conto che la montagna di vestiti da stirare è aumentata.  Quasi non vedo più la vetta! Si, perché lo sappiamo tutti: per fare una lavatrice ci si mette un nano secondo, è poi stendere e stirare che porta via più tempo. 

E perché devo farmi portare via tempo prezioso? Io ho di meglio da fare!?! Certo, non posso nemmeno permettermi di andare in giro in mutande, ma posso permettermi, all'occorrenza, di stirare "alla bell'e meglio" il necessario, l'indispensabile... Quello che ho deciso di indossare... (Mamma ok, tappati le orecchie. Fai finta che non sia tua figlia in questo istante!). Non ditemi ora che siete tutti perfettini... C'è solo una persona che (devo ancora capire perché) si reputa tale... Editor, ne sai qualcosa?


Dicevo... Ho appena chiuso il libro. Respiro e una lacrima scende sul mio viso. Si perché è finita una bella lettura, che mi ha rapito tra le sue pagine. Emozionandomi e facendomi riflettere su punti profondi come la bellezza, l'innamoramento, l'importanza del momento... 

È stato un "viaggio". Si perché di questo si è trattato: a modo suo romantico, che ha toccato in alcuni casi, le corde del mio intimo sentire. 

Non è un libro "sempre" semplice. Ci sono pagine, pensieri, che hanno bisogno di essere riletti più e più volte, che ti "sbaragliano" e solo prendendoti il tempo giusto e la pazienza "che ci vuole" per soffermartici sopra, riesci a scoprirne il significato più profondo. Più adatto a te. 

Non nego che leggere questo libro, ha fatto rivivere in me emozioni presenti e passate, portando a galla ricordi oramai seppelliti, dimenticati o tutt'ora presenti e vivi nella mia vita.

Se dovessi paragonarlo ad un qualcosa, sarebbe un vento. Si un vento. A volte prepotente e a volte più  pacato. Capace di scuotere emozioni, quelle vere, pure. Che in questo periodo, come ben sapete oramai nella mia esistenza, tanto sono messe in gioco... e a dura prova per giunta!

C'è un passaggio che mi ha colpito sin dalle prime pagine: "...le persone si possono suddividere più o meno come le opere d'arte: ci sono i capolavori, gli esemplari unici, le brutte copie, i multipli, e i falsi d'autore(...) I capolavori sono rari, i pezzi unici un po' meno, le brutte copie sono pericolose, i multipli numerosi, i falsi d'autore illegali...". 

Ognuno qui potrebbe perderci le ore a ripensare a chi ha incontrato nel corso del suo viaggio personale e fare una sua riflessione.

E ci sono anche affermazioni come questa: "La verità è che nel meccanismo complesso della vita, io non sono mai perfettamente sincronizzato con gli altri ingranaggi.  È come se al mio mancasse un dente..."...che mi lasciano quasi senza forze, perché sembra che riguardino anche me... E dopo averci speso qualche lacrima, arrivo a darne una mia interpretazione. Non credo manchi un dente nel mio ingranaggio, credo piuttosto che le cose arrivano, semplici o difficili che siano, per portarci alla fine qualcosa di grande, di positivo, che darà un valore vero alla nostra vita... anche se spesso ammetto di fare fatica a comprenderne il cammino...

Perchè probabilmente è inutile affannarsi tanto nella sua ricerca.

Poi alla fine mi ritrovo davanti a: "una natura Nobile desidera con tutte le forze di sfuggire al suo ambiente affollato e rumoroso per rifugiarsi nel silenzio delle vette più alte, dove l'occhio spazia liberamente nell'aria ancora pura e segue con sguardo amorevole i placidi contorni che paiono per l'eternità".

Per comprenderla a pieno mi soffermo a rileggerla... tante volte... ed ogni volta che lo faccio ci trovo un nuovo spunto di riflessione, un nuovo senso, un nuovo valore. 

Mi commuovo perché negli ultimi tempi io, che mi ritengo di natura nobile ( tutti dovremmo farlo) non ho scelto volontariamente di finire nel "caos", mi ci sono trovata per cause maggiori e ciò stranamente mi ha permesso di trovare la vera essenza in me...Guardando tutto da un altro punto di vista...

Insomma, se dovessi oggi consigliare un'ottima lettura, senza ombra di dubbio consiglierei questo libro. 

E per attirare di più la vostra curiosità inserisco qui una piccola scheda.

"La prima volta che mi sono innamorato è stato nel 1512. All’epoca vivevo a Roma e frequentavo la cerchia di Agostino Chigi, l’uomo più ricco del suo tempo. Allora ne ero convinto davvero, che le persone si potessero catalogare più o meno come le opere d’arte: capolavori, esemplari unici, brutte copie, multipli e falsi d’autore. Io sono un collezionista, e se avevo scelto Roma era perché lì c’erano più capolavori che da qualsiasi altra parte. Uno di questi si chiamava Agostino Chigi. Quell’anno lo stavo accompagnando a Venezia a riscuotere soldi dai suoi debitori, a vendere allume al doge, a fare un salto in qualche postribolo di lusso per poi tornare a Roma con un’avventura in più da raccontare. Non sapevo che da lì a breve mi sarei innamorato di una donna. La sua donna.» Comincia così l’avvincente racconto del protagonista di questo libro, che reduce da una delusione sentimentale si pone la domanda più vecchia del mondo: perché mi sono innamorato? Per rispondere, decide di interrogare le figure femminili che nel tempo sono state capaci di colpirlo, ammaliarlo, infiammarlo: dalla Galatea di Raffaello a Dora Maar di Picasso, dalla Cleopatra di Tiepolo a Marina Abramovic’, passando per il Ritratto della madre di Boccioni e la Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto. Ciascuna è un incontro, un carattere, un legame, una scoperta e una perdita. Insieme, sono il ritratto di oltre cinque secoli di storia dell’arte. Nel suo stile unico, che combina in modo colto e appassionato divulgazione e narrazione, Carlo Vanoni ci offre un punto di vista nuovo sui più grandi artisti della nostra cultura, sul mutare del gusto e degli stili, sulle sfaccettature e i significati della femminilità"...

P.S. Leggetelo e fatemi sapere cosa avete provato!


venerdì 9 ottobre 2020

Foglie e rimpianti

 8 ottobre 2020

Se avete il "fazzoletto salva lacrime" facile, non leggete questo post! Non parlo d'arte ma di emozioni... quelle che ho provato, ritrovato scrivendolo e ancora una volta, vissute rileggendolo!

Oggi va così... Ogni tanto ci sta... Ma non vi preoccupate... La Valeria "Scaramacai" non è andata via! 

TORNA! e tornerà presto... prestissimo!... Non temete!


Scendo di corsa dall'auto. Sono in ritardo. Come sempre, del resto.  

Ultimamente non mi riesce proprio ad essere puntuale! 

Eppure una volta arrivavo sempre in anticipo! E vi dirò di più, non sopportavo chi mi faceva aspettare... Mica avevo tempo da perdere "Io".

Tutto è sempre stato incastrato al millesimo di secondo: 6.30 sveglia, 6.45 colazione pronta, tempo di seduta 20 minuti non un secondo di più, impossibile sforare il tempo... o meglio, vietato! 7.45 in auto perché Zoe vuole essere a scuola in anticipo (da chi avrà preso? Mah?!?) E così via. Fino al click che spegneva l'abat-jour prima di dormire.

Oggi non riesco ad avere un programma. A fare un programma... A rispettare un programma!

Se prima puntavo la sveglia per misurare il tempo, ora sbadatamente me ne dimentico! E solo il suono del telefono mi fa capire che qualcuno mi sta cercando ed invitando a muovere le mie "terga"... Perché quel qualcuno sta aspettando proprio me ed io... lo sto facendo attendere!

Ma torniamo al punto di partenza.

Scendo dall'auto, un leggero venticello sfiora il mio viso, il mio corpo. Lo respiro e lo sento, perché mi sta accarezzando con dolcezza e mi sorprendo a sorridere perché il suo tocco mi solletica. 

Ad un certo punto, con mia grande sorpresa un turbinio di foglie colorate "di caldo" cominciano a volteggiare attorno a me. 

Sembra che il vento autunnale oggi voglia regalarmi un vestito nuovo. L'atmosfera che percepisco è di magia pura. 

Attorno vi è silenzio. 

Si sente solo il rumore delle foglie mosse dal vento. 

Il tutto dura pochi istanti, poi la danza si ferma. Vorrei continuasse perché  ha smosso dentro di me un qualcosa di bello, impalpabile. Qualcosa che comunque mi ha fatto sorridere, respirare e assaporare un istante magico. 

Il bello è che oggi posso vivermelo! Non devo correre per forza. Ok, si, sono in ritardo, ma qui si parla della mia vita. E la mia vita è qui, ora, in questo istante. Questa è la cosa più importante. In questo momento particolare della mia vita sono comunque felice. Felice. Guardo questo "vortice" di foglie gialle, rosse, arancioni... Mi fermo. Lo faccio mio.

 Dentro in casa mi stanno aspettando... Ma ho una priorità: me stessa.

Ma perché sono in ritardo? 

Ovvio perché stavo leggendo un libro, che tanto per cambiare parlava di arte. Non il classico manuale però, ma una specie di romanzo, di racconto. Si tratta dell'ultimo libro di Carlo Vanoni "Ho scritto t'amo sulla tela", di cui però vi parlerò una volta che lo avrò finito. 


Ma come spesso mi capita ultimamente, nel corso della lettura incappo in qualche frase che apre in me una voragine, al cui interno fluttuano pensieri importanti o banali, riflessioni profonde o leggere, visioni vere o fantasiose: ma che esprimono il mio essere attenta e curiosa. Una volta non mi perdevo a fantasticare o a ricordare qualcosa, solo perché una frase me lo imponeva... no! Ero più rigida. Andavo avanti, senza sosta perché era importante avere tutte le nozioni subito e velocemente. L'importante era finire e passare subito ad altro!

Oggi, il mio desiderio è che le cose belle non devono finire. E che le cose brutte... si! Se proprio devono esistere, si devono trasformare in qualcosa di bello, inaspettato e stimolante.

Oggi, assaporo con gusto e lentezza quasi inimmaginabile per chi conosceva "l'altra" Valeria, ogni istante, ogni singola parola o concetto e mi perdo in un mare infinito di sensazioni. 

Leggendo trovo questo pensiero: "la persistenza dei ricordi,  quando lascia un sapore amaro, si chiama rimpianto. Il rimpianto di non aver provato a dirle, una volta ancora scendi che andiamo al mare".

Decontestualizzata, non ha la stessa efficacia. Allora vi invito a focalizzare l'attenzione solo sulla prima parte: "la persistenza dei ricordi,  quando lascia un sapore amaro, si chiama rimpianto"

Nella mia vita precedente, quella che vivevo fino a qualche mese fa, prima del "fulmine a ciel sereno",  ho perso tante occasioni solo perché troppo impegnata nel cercare di soddisfare/accontentare tutto e tutti. Pensando che tutto potesse andare nella giusta posizione. A far "quadrare i conti".

I "conti" invece cominciano a quadrare! Si nella mia vita di adesso! Dove tutto, nonostante la situazione vista dal di fuori possa sembrare assurda, addirittura crudele, prende il suo significato! Cosa fondamentale, e importante per farmi sentire che "ci sono". 

Quel che sono ora mi piace! Nonostante tutto! Comprese le angosce, le paure, il dolore e la sofferenza mia e di chi sta vicino. Perché sono vera!

Non mi interessa se un giorno sono più "Scaramacai" di un altro. O se un giorno sono la ritardataria di turno, o se ancora in un altro ammetto palesemente di non capire una mazza... (Editor oramai ti sei rassegnato ma so, che in fondo ti piace potermi chiarire le idee... è stimolante per te e divertente per me... lo sappiamo entrambi ammettilo!), o ultimo, ma non ultimo, essere antipatica e scorbutica come qualcuno magari pensa!

Sono io. Sono così e per non avere rimpianti, oggi mi gioco il tutto e per tutto! Perché non voglio rischiare di perdere la ben che minima occasione. 

Si ok, a volte ci vuole fegato, coraggio, spavalderia... Ma volete mettere il brio che si prova? L'adrenalina che scorre lungo la spina dorsale? ...nelle vene... e ti fa letteralmente divertire, impazzire. 

Un tempo forse, non rischiavo. Per paura forse, di mettere in ridicolo me stessa o gli altri. Ora vivo con la consapevolezza che buttarsi e non farsi sfuggire le cose belle, è una Mission che, volente o nolente, non mi metterà mai in una situazione di inferiorità! Anzi mi arricchirà. Trasformandomi sempre più in una "piratessa" ancora più bella, forte, combattiva... oltre che ricca (Giusto per "costruirmi" una piccola collezione d'arte...).

Insomma, perché avere rimpianti quando, mettendosi in gioco, si possono evitare? 

Ok, magari non sempre sarà semplice... non sempre saranno rose e fiori... ma sono convinta che sarà un'esperienza insolita, unica e a modo suo, fantastica.

 P.S. E voi, siete tipi da rimpianti?

venerdì 2 ottobre 2020

Mi sono fatta un super, super regalo!

 giovedì 1 ottobre 2020

Oggi sono stra, strafelice! Mi sono fatta un super, super regalo!

Un diamante, direte voi? O la tanto famigerata Louis Vuitton? Si dai, quella del post "Una Louis Vuitton per Mr. Duchamp"... Vi ricordate? No, niente di tutto questo! Semplicemente una piccola, economica ma straordinaria libreria! Si, una di quelle proprio basiche, economiche, che compri da Ikea e poi impeghi tutto il giorno a montarle. E' una cosa che mi ero ripromessa di fare oramai da un po' di tempo... "Le mie pubblicazioni d'arte, meritano più rispetto!" mi ero detta... e oggi... Taac. Ho preso e via. 

Ladies & Gentlemen... Ecco il risultato...


Lo so, magari vi aspettavate che parlassi di Tizio, Caio o Sempronio o magari dell'ennesimo battibecco con Mr. Gallery o ancora dell'ultima "figuretta" fatta durante la visita di una mostra... 

No! Niente di tutto ciò! Semplicemente un po' di me... e se non vi piace... cambiate canale... 

Ops! No dai, scherzavo... Non fate così... Dai... Rimanete ancora un po' qui con me... ho ancora tante cose da raccontarvi!

P.S. E voi qual è l'ultimo regalo che vi siete fatti?

martedì 25 agosto 2020

Ho letto il libro di Sergio Mandelli!

 lunedì 24 agosto 2020

Ieri sera ho finito di leggere un  libro interessantissimo.

Ma partiamo dall'inizio!

Qualche settimana fa mi chiama Editor dicendo: "Sai? sto leggendo un libro che trovo interessantissimo... hai presente Sergio Mandelli quello che tiene la rubrica in rete "Praline. Prelibatezze dal mondo dell'arte"? Ecco proprio lui, ha scritto un libro: " Il senso dell'opera d'arte, e il ruolo dell'artista nel ventunesimo secolo" e me lo ha inviato in dono perché io lo leggessi ed esprimessi le mie considerazioni..."

Io per risposta, con un briciolo di invidia, gli dico: "Wow! ma è una cosa fantastica! Anch'io voglio leggerlo! Se poi mi dici essere così interessante... Potrei scrivere un post sul blog con le mie considerazioni e pubblicizzarlo... Ok oggi me lo compro!"

So benissimo Editor che la mia recensione sarà più "spartana" e priva di paroloni esageratamente complicati rispetto alla tua, però che c'entra, sarà la mia recensione, che seppur semplice e ovviamente spontanea, ma sarà la mia! (e qui vedo già i sudorini che imperlano la sua fronte... non capisco, in fondo parlo solo di "spontaneità"... mah!).

La sua replica, che come al solito mi smonta non si fa attendere... "A dire il vero, il volume in questione, non si trova ancora nelle librerie dovresti contattare l'autore direttamente e..."

Uffi! Ma non mi faccio intimorire! E "detto e fatto" riattacco il telefono, mi fiondo su fb alla ricerca del contatto e quando lo trovo... Comincio a scrivere: 

"Buongiorno Dott. Mandelli! Mi presento, mi chiamo Zanuso Valeria. Tramite un amico che abbiamo in comune, ho avuto la possibilità di scoprire che ha scritto un nuovo libro, io seguo spesso la sua rubrica "Praline" che trovo sempre interessantissima. Dai commenti che ho letto, penso davvero che debba essere molto interessante! Ora, avendo un blog personale che tratta arte in ogni sua espressione: dalle mostre all'editoria, viste dal punto di vista di una non addetta ai lavori..."Quattro passi nell'arte in punta di pantofole...mi piacerebbe avere la possibilità di leggere il suo volume e magari poterle poi dare, un mio personale riscontro... Sarebbe così gentile da indicarmi dove posso trovarlo?

Grazie e buona giornata, Valeria Zanuso"

E... click, invio! 

Sono emozionata, come sempre quando contatto qualche personaggio importante di questo mondo, come artisti, autori, direttori di musei... Non so mai cosa aspettarmi. E confesso che l'adrenalina va alle stelle!

Attendo la sua risposta con trepidazione e non tarda ad arrivare: "Buongiorno... ect. ect. se lei intende scrivere sul mio libro non posso che esserne onorato... provvederò a fargliene avere gratuitamente una copia!"

Sono al settimo cielo. E dal quel giorno ogni volta che sento il rumore del motorino del postino, arrivare, corro per vedere se il libro è arrivato!

Passano i giorni e niente da fare. Penso: "Ecco, o le poste italiane lo hanno perso oppure il signor Mandelli ha cambiato idea!"

Invece, l'altra sera, tornata dalla mia mitica visita al Mart di Rovereto (vedi i post precedenti), intravedo una busta dentro la buca delle lettere e...


"È arrivato! È arrivato! E salto dalla gioia col mio pacchetto tra le mani!" Non ci posso credere! Vado in camera mia lo appoggio sul comò e lo ammiro come una "reliquia". 

Ho voglia di aprirlo, ma allo stesso tempo voglio gustarmi l'attesa di questo momento. La magia dell'istante. Si, perchè l'attesa, a volte può essere snervante ma altre volte può rendere magnifico un momento.

Respiro a fondo. Basta non ce la faccio più. Ho aspettato anche troppo! Le mie mani fremono, afferrano il pacchetto e lo scartano con cura ed estrema perizia. Non si sa mai. Non voglio rovinare o strappare nulla. Estraggo il libro lo guardo, lo apro, lo annuso (gesto immancabile ogni volta che ho un nuovo libro fra le mani...) e poi mi cade l'occhio sulla prima pagina... C'è pure la dedica! 

"A Valeria Zanuso con stima. Sergio Mandelli" BANG! Sono stesa!


Ho così tanta voglia di leggerlo che anche se sono letteralmente sfinita dalla giornata a dir poco "epocale", non posso non leggere le prime pagine e quando trovo scritto "Per questo il mio invito è di procedere ad un costante esercizio di verifica dei propri pregiudizi, a costo di rompere dei tabù...." Cosa che io faccio abitualmente, capisco che questo libro è giusto per me e mi ha già conquistata.

"Il punto cruciale della sua riflessione è che l'arte è sempre un fenomeno di natura religiosa.

Gli esseri umani sono intrinsecamente esseri religiosi e l'arte è un linguaggio che cerca di comunicare con il mistero,con il regno del sacro."

Da quello che posso capire è che l'arte è stata molto spesso ed esplicitamente, espressione di un collegamento col divino. Basta vedere tutte le opere che raffigurano scene bibliche, santi, papi e quant'altro, presenti nelle nostre chiese. A volte però, soprattutto nel novecento, gli artisti hanno cercato di negare o camuffare questa espressione, questo legame col divino o con un'entità superiore non riuscendoci però completamente.

 

Curiosità: nel 1500 l'artista doveva essere un uomo di cultura, un intellettuale, per dar vita insieme a poeti, letterati e pensatori ad un gruppo di persone che condividessero riflessioni elevate tanto da suggerire nuovi temi da sviluppare. Successivamente, in una epoca molto più vicina a noi, con l'artista Dubuffet che sosteneva esattamente il contrario e cioè che "l'arte era più genuina quanto meno intellettualmente  preparato era  l'artista!", le cose cambiano...

L'arte diventa perciò, una sorta di entità misteriosa, che viene negata agli intellettuali, ma che si rivela a uno spirito "puro", incorrotto dalla civiltà, come quello dei malati mentali... nasce l'Art-Brut

Sono incuriosita ed allo stesso tempo esterrefatta. Mamma mia quante cose devo ancora studiare!

Apprendo con stupore che attraverso le opere di Mondrian, di Picasso e tanti altri. possiamo vedere una piccola porzione del mondo esistente nella loro testa, un mondo che risponde a regole e codici personali ma che, tramite il quadro, diventano in parte evidenti e universali. 

Oh cavoli! Sono "intrippata", non ci avevo mai riflettuto... tutti questi ragionamenti mi fanno impazzire e apprezzare ancora di più il mondo dell'artista o meglio, l'arte in sé. 

Beh, sarò sincera: leggere questo volume è stato veramente un viaggio emozionante ed estremamente illuminante. Scritto benissimo. Complesso ma scorrevole. I tanti riferimenti e collegamenti dell'arte con la religione mi hanno permesso di rispolverare e soprattutto, arricchire le mie conoscenze in materia, non mancando ovviamente di stupirmi con tutti quegli aneddoti. Un'esperienza unica! È confortante sapere che esistono persone al mondo così preparate e capaci di trasmettere il "bello" di questo tanto fantastico, quanto enigmatico, Mondo dell'Arte...

Ringrazio ancora di cuore l'autore per questo splendido dono e non mancherò di consigliarlo a tutti e soprattutto ai lettori del mio blog! Ops, che sbadata l'ho appena fatto!

P.S. E voi che aspettate, dai su è ora di leggere!!!




domenica 16 agosto 2020

Giorgione, una scoperta straordinaria!

 Passato bene il Ferragosto? Beh, io vi posso dire di averlo passato benissimo! Perchè? Perchè uscita dall'oramai famoso "Hotel a 5 stelle" l'ho passato a casa, con la mia famiglia e i miei pensieri "artistici"... Buona lettura!

16 Agosto 2020 


Squilla il telefono.
Guardo lo schermo. 

E' una videochiamata del mio Editor... Che bello! Forse vorrà farmi i complimenti per il post di oggi... Quello dei fulmini ...chissà! 

Ok, rispondiamo prima che ci ripensi o peggio ancora, riattacchi!
- "Pronto Editor come butta?" (giusto per farlo sentire giovanile ...ma da come risponde sembra si ostini a non voler cogliere...!)
- "Allora, immagino che tu stia scrivendo qualcosa di nuovo vero? Anche perchè, sei lì, in Hotel a 5 stelle, servita e riverita a non fare un tubo... quindi immagino che..."
Uhmm...  Ok, niente complimenti. Il solito burbero simpaticone... Ma dico io, ci vuole tanto? Vabbeh, tanto, se la sua intenzione è farmi intimorire, non ci riesce! Quindi, sfoggiando il mio sorriso più bello, e nascondendo il fatto che lo strozzerei... dico:
- "Ah, sapessi... Ho appena finito di leggere il libro su Giorgione... Sai quello che ti dicevo... Ho scoperto un sacco di cose interessantissime! Ma tu lo sapevi che ha dipinto "la Giuditta con la testa di Oleoferne" pure lui, proprio come Klimt e poi, andando in internet, ho scoperto che sono stati in molti ad aver fatto la stessa cosa: Artemisia Gentileschi, Caravaggio, Botticelli, Michelangelo, Donatello, Goya... Non è incredibile?
Ovviamente il mio entusiasmo è alle stelle!!!
E lui:
- "Oh, finalmente hai capito che nell'arte si possono fare un sacco di collegamenti! Era ora!
Ma senti, vediamo cosa hai imparato..."

Suspence... Oh santa polenta! Vuole farmi un'interrogazione? Ok, vuoi sfidarmi? Ci sto!!!
E senza darmi il tempo di dire si, riprende...
- "Dov'è nato Giorgione?"
- "Castelfranco Veneto" Andata, uno a zero!
- "Chi è stato il suo Maestro?"
- "il Bellini e si dice pure Leonardo!
Tie' anche la seconda è andata... cavoli mi sembra di essere tornata alle superiori!
- "e lui, di chi è stato maestro?"
- "Beh, ovvio, di Tiziano"
- "Tiziano, chi?"
- "Uffi, ma Tiziano Vecellio"
voleva fregarmi ma non ci è riuscito...ahahah
- "e Tiziano dov'è nato?"
- "...Venezia... no, forse... Padova... si, ok, da quelle parti? no?
Ecco, come non detto, mi ha fregato! Ma dai, non è valido però... stavamo parlando di Giorgione uffi... non vale!
- "...a Pieve di Cadore... e dimmi un po' qual'è il colore di Tiziano?"
- "uhmm... Azzurro? no, aspetta Rosa?...no, forse il Verde?"
È bello vedere il colorito che sta prendendo la sua faccia: proprio un Rosso, Rosso Tiziano! "Ma si, dai, lo sanno tutti! ROSSO Tiziano!!! ...Ti ho fatto venire un colpo eh?"
E rido come una matta perché per una volta mi sono io presa gioco di lui! E non ho finito ora lo metto io alla prova e con una sola domanda. Preparati Editor...
- "Senti Editor, ho scoperto una parola nuova e ci potrei scommettere che tu non la conosci" incrocio le dita, anche quelle dei piedi ovviamente... perchè cavoli, sa sempre tutto!
- "impossibile! spara"
- "Allora dimmi, che cos'è il Melangolo"?
Silenzio... evvai l'ho fregato! È la terza cosa che so più di lui!!! Vi rendete conto?!!!
Il furbacchione pensa di guardare su Google ma lo becco subito perché col suo telefono non è capace di fare 2 cose contemporaneamente, sapete è sempre il discorso dell'età.
E così mi dilungo con fare sapiente nella mia spiegazione e sono al settimo cielo si vede dalla mia faccia, dai miei occhi, dal mio "gongolarmi" e dovreste vedere anche la sua di faccia... potrebbe quasi intenerirmi! No, no, no! cosa ho detto!

- "Allora, il melangolo è un tipo di arancia selvatica dal sapore agrodolce, che durante il rinascimento veniva associato a Venere e simboleggiava il temperamento dolce-amaro della persona malinconica, soggiogata al sentimento dell'amore. Ed è raffigurato nel "doppio ritratto-Ludovisi del 1502 del Giorgione". TIE'


Ovviamente tutto questo lo dico con aria pomposa, saccente... da futura "curatrice d'arte" (e qui la fantasia galoppa come sempre... cosa ci posso fare, sognare fa parte del mio strano essere!).


Ma bando alle chiacchiere ora vi racconto qualcosina di lui! Giorgione s'intende!
Allora di Giorgio Barbarella Zorzi detto Giorgione, (1478-1510) a dire il vero non si hanno notizie certissime. Pensate che a lui sono state riconosciute solo 5 opere, le altre sono tutte in forse, perché si confondono spesso con opere di Tiziano anche se io lo trovo quasi impossibile perché lo stile emozionale (mi baso solo su quello, non avrei le capacità per fare altrimenti) è completamente diverso. Il primo è più puro pacato, l'altro è più carnale, quasi osé...

Per capirlo, basta mettere a confronto la Venere dormiente casta e pura di Giorgione con la Venere di Urbino di Tiziano, sicuramente più civettuola.
Editor sei ancora vivo? Lo so che questi miei commenti ti possono traumatizzare... Ma dai, sono solo pensieri in libertà!


Procediamo.
Il mio amico Giorgione si dice sia stato allievo del Bellini, da cui riprese il gusto del colore e l'attenzione per i paesaggi. Si dice anche, che sia entrato in contatto con Leonardo e soprattutto con alcuni leonardeschi quando era a Venezia. Tra i suoi dipinti certi abbiamo Laura, Nuda, Giuditta, i tre filosofi, e la più importante la Tempesta.

 


Quest'opera "la Tempesta " del 1506, che si trova a Venezia alle Gallerie dell'Accademia, appunto è  un'opera circondata da mistero. Infatti in mancanza di notizie ben documentate, gli studiosi si sono affannati per cercare il significato ultimo del dipinto, confrontandosi con dibattiti filosofici e ricorrendo, pensate un po', all'aiuto di radiografie e fotografie a raggi infrarossi che hanno riportato alla luce fasi precedenti alla stesura definitiva.
Si pensa che il committente del quadro sia stato un ricco mercante, Gabriele Vendramin, e che sia stato lui a suggerire al pittore i contenuti e l'iconografia.
Curiosità: pensate che la consapevolezza di possedere in maniera esclusiva il significato di un dipinto, come un segreto, faceva parte a pieno titolo del gusto collezionistico del tempo!


Il dipinto consiste in un vasto paesaggio campestre, nel quale sono inseriti due personaggi. 

La prima testimonianza relativa a questo dipinto è di un patrizio veneziano di nome Marcantonio Michiel che vide il quadro nel 1530 in casa del Vendramin descrivendolo come "El paesetto in tela cum la Tempesta cum la cingana (zingara) et soldato".
Ma molte sono le varie interpretazioni che si sono susseguite nel tempo: chi sostiene che è la narrazione di un episodio biblico "il ritrovamento di Mosè", chi parla di un'allegoria mitologica "la fortuna, la fortezza, la carità", o chi la considera una cacciata dal Paradiso con Adamo a riposo dopo il lavoro ed Eva che allatta Caino. La tempesta diviene così una metafora della condizione umana dopo il peccato, con il fulmine che rappresenta la spada con cui l'angelo scaccia i progenitori dal Paradiso terrestre.
I due personaggi partecipano all'evento naturale che sta per accadere e l'elemento che rapisce la nostra attenzione è il lampo improvviso che squarcia il cielo carico di nubi minacciose.
Santa polenta... sono  esterrefatta... come si fa a dare così tante interpretazioni ad un'opera che già di per sé è misteriosa come il suo autore? Visto poi, che non si sa nulla o quasi.
Mi chiedo come hanno fatto gli storici a fare tutte queste ipotesi e sulla base di cosa? Uffi! Ma quante cose devo imparare ancora?
Sento in lontananza una voce che conosco bene, fin troppo bene che con tono perentorio dice: "infinite, infinite..."


Con la curiosità che mi ritrovo continuo a pensare che magari, se avessi intrapreso degli studi artistici, forse avrei avuto delle belle soddisfazioni! Perché? Perché mi sto accorgendo di quanto mi emoziono, godo, mi animo, ogni volta che scopro e conosco qualcosa di nuovo in questo campo.


Però mi pongo pure un'altra domanda: e chi ha detto che non lo posso fare? Sono o non sono quella che è convinta che a tutte le età si può fare tutto quello che si vuole, basta volerlo?!
Giorgione vorrei vedere la tua "tempesta" dal vivo, sono sicura che mi faresti toccare quel cielo nebuloso e carico di energia emozionandomi a mille. Aspettami, presto sarò a Venezia da te!


P.S. E voi che interpretazione vorreste dare all'opera?

lunedì 10 agosto 2020

Oggi... Degas

 
 
luglio 2020
 
Ieri ho guardato la mia biblioteca artistica e mi son detta: "Ok Vale chiudi gli occhi e scegli... vediamo su chi puoi concentrare tutte le tue attenzioni". 

La mia mano scorre avanti ed indietro toccando i volumi. 
Li sfioro con i polpastrelli.
Mi soffermo due volte ma sento che non ci siamo. 
Riprovo e alla terza volta mi blocco. Estraggo il libro e finalmente apro gli occhi.
 

(Ok ok non passatemi per pazza ma dovrò pure in qualche modo farmela passare con qualche gioco divertente!)


Tra le mani mi ritrovo un volume dedicato a Edgar Degas...

Ecco lo sapevo: arte dell'800... ufffffffffi


Si, lo so che mi sono riproposta di approfondire le varie epoche, gli artisti di tutti i periodi e di tutte le correnti...  è che... Si, ok, ma avrei preferito uno del '900...

Dopo essermi convinta... con non poco sforzo, sfoglio il libro e mi compare un'opera che ho sempre visto nei film americani: "Piccola ballerina di 14 anni" che mi fa tornare alla mente che pure io, sono stata una piccola ballerina!!! Si per brevissimo tempo ma pur sempre una ballerina!!!

A questo punto immagino già le grasse risate che si starà facendo il mio Editor... E dire che mi ha visto ballare solo una volta! Testuali parole: "Tu e la coordinazione fate parte di 2 mondi diversi che non si incontreranno mai!" Questa poi... e come si permette di giudicare! Come se mi avesse visto quanto ero brava da piccola...
Cosa? Qualcuno di voi sa già che la mia carriera di "ballerina di danza classica" è stata una meteora? Uffi, vabbè ma volete sapere realmente com'è andata?
 

Vi accontento subito!
 

Dovete sapere che sono stata introdotta alla danza classica alla tenera età di 6 anni. Mia zia Josefina (super fan del blog!), arrivata direttamente dall'Argentina,  è stata una ballerina professionista (pensate che ha fatto parte di diversi corpi di ballo, ha ballato in importanti teatri argentini e ha lavorato per molti anni in televisione facendo balletti di danza classica con la coreografa Adela Adamova a Buenos Aires).

Una volta tornata in Italia, ha deciso di aprire una scuola di danza proprio qui nel mio paese!!! 

Ovviamente il sogno di ogni bambina è poter indossare un tutù e le mitiche scarpette rosa da danza con quei nastri lunghissimi e bellissimi... Che accidenti a loro non sono mai riuscita ad intrecciare e legare con destrezza... fosse già un segno del destino? Bah... non saprei... già da questo indizio si può intuire che non sarebbe mai stata la mia strada...

Ehi, ma cosa credete? Ho comunque insistito... d'altronde come si fa a rinunciare alle scarpette e a quei costumi bellissimi per il saggio di fine anno? 

Impossibile! Pur di poterli indossare ero disposta a tutto! Forse a mia zia saranno venuti i capelli dritti nel vedere un fagottino scoordinato che fluttuava e spesso inciampava da una parte all'altra del palco e, ahimè, non oso pensare ai miei genitori... poveri, mentre gli altri si pavoneggiavano loro...

Ad amplificare la mia incapacità, era la presenza di mio fratello Edo che al contrario di me la danza, ce l'aveva nel sangue! GRRR... a ripensarci bene, capisco da dove arrivino alcune mie frustrazioni!


Comunque, chiudiamo il sipario e torniamo ora al mio amico Edgar.


Figlio di un banchiere agiato, cresce in un ambiente prospero e colto. Frequenta il liceo e si dedica alla copia di disegni e dipinti conservati al Louvre. Si iscrive all'accademia delle Belle Arti di Parigi e per completare la sua educazione artistica compie un viaggio anche in Italia. 

Frequenta artisti come Renoir, Sisley, Monet... con cui esporrà nel 1874 alla prima esposizione degli impressionisti...
Ma non illudetevi lui non è un vero impressionista! Infatti al pari di Manet, Degas predilige la figura umana al paesaggio, le vedute di interni alle scene di esterni, la resa del movimento allo studio dei mutamenti atmosferici della luce, il lavoro nell'atelier alle gioie della pittura immediata "en plein air" che ha caratterizzato l'intero movimento degli impressionisti.

 
I dipinti di Degas minuziosamente eseguiti nell'atelier, rivelano uno studio meditato e accurato delle composizioni che gli consente di indugiare con incisività sulla realtà psicologica dei personaggi.


I suoi soggetti preferiti sono tratti dalla vita quotidiana fatta di teatri, caffè, ippodromi ma anche di anonimi momenti di vita quotidiana, di gente umile e modesta. Che si tratti di stiratrici, cameriere, modiste o donne colte nell'intimità della loro toeletta, Degas rivela nei suoi dipinti, un nuovo interesse per i temi sociali.


Scopro una cosa interessantissima, pensate, non dipingeva solo con i colori a olio, ma moltissime sue opere furono realizzate con i pastelli... si, quelli che oggi usano i nostri figli per scarabocchiare a scuola... incredibile!


Comunque, personalmente, i dipinti che apprezzo maggiormente sono quelli dove ritrae le ballerine.

 
Una curiosità: in quei tempi i teatri non erano ancora elettrificati. Erano illuminati soltanto durante le rappresentazioni ed in questa situazione si andava agli spettacoli tanto per vedere quanto per attirare sguardi. I giochi di luce e ombre rafforzavano l'espressività delle ballerine.
Pensate che Edgar aveva ottenuto l'autorizzazione a lavorare a l'Operà di Parigi durante le rappresentazioni, le prove e i momenti di riposo dei ballerini. 

Una volta ritornato in atelier cercava di ricreare quelle scene con prospettive esagerate, distorsioni e scorci particolari, per dare l'apparenza di scene catturate dal vivo. E la cosa più interessante è, che dietro alla magia della danza e alla grazia delle ballerine, l'artista captava una realtà più prosaica di queste giovani ragazze, spesso miserabili, obbligate a prostituirsi e tentate dai soldi dei protettori. Egli dipingeva anche la fatica dei corpi disarticolati a forza di esercizi, e sottomessi a una disciplina infernale.
E chi lo avrebbe mai detto!!!


Direi che questo viaggio alla scoperta delle ballerine, dei teatri di Degas mi è piaciuto.

Ora caro il mio Editor, un pezzetto di me è ancora più "acculturato" ...eh, eh, attento... lo sai vero come si dice...: "a volte l'allievo supera il maestro!"

Ok, impossibile!
Impossibile perché mi manca l'arte della tua favella... Uhm forse qui ti do ragione... Nessuno mai potrebbe superarti... ma io in qualcosa sicuramente ti supero e a modo mio ne vado fiera...: sono spontanea e al tempo stesso imprevedibile in tutto... con me, vige la regola del "non si sa mai!"
La tua allieva sta crescendo... Attento!


P.S. E voi avete mai fatto danza?

giovedì 6 agosto 2020

Un mio regalo per lui: Egon Schiele

 6 agosto 2020


Voglio fare un regalo al mio Editor!
Si avete capito bene...

Nonostante sia un uomo burbero, convinto di essere l'unico "acculturato" sulla faccia della terra, in preda ad attacchi apoplettici continui ogni volta che apro bocca, è anche colui che mi ha introdotto sapientemente e, soprattutto, pazientemente in questo fantomatico mondo artistico.
Che ha aperto la mia mente e che, soprattutto, ha saputo rispondere correttamente, a volte in modo semplice a volte in modo pesantuccio (ammettiamolo) ai miei miliardi di quesiti...
Ehmm mi conoscete, sono curiosa... e lui è colui che ha creduto e intravisto in me la possibilità di realizzare questo Super Blog... (nonostante le premesse non fossero incoraggianti) mi ha spronata dicendomi spesso "Allora? ti dai una mossa si o no?"
Insomma sono giunta alla conclusione che si merita un bel regalo, e così ho pensato di scrivere un pezzo sul suo artista preferito!!! O almeno credo... Vabbeh, so che gli piace molto...

Perché siete tutti ammutoliti?

State forse pensando che il mio è un "big mistake"?
Ok, avete ragione!
Avrebbe sicuramente preferito di gran lunga un invito a cena a base di pignatta stracolma di "spaghetti all'nduja" accompagnati da una pirofila ripiena di "melanzane alla parmigiana" e ciotola finale (no, meglio terrina) ripiena di gelato alla vaniglia, banana e magari decorazioni alla Nutella!
ma questo ho da offrirgli: un bel post sul mio Blog e basta! E voi, basta fare i soliti pessimisti!

Cosa dite? Dite che scrivere su il suo artista preferito sia rischioso?

Beh, sapete che vi dico? Amo il rischio! D'altronde sono o non sono una piratessa? E poi se dirò qualche castroneria, rafforzerò la sua convinzione di essere insuperabile e perfetto (fin che ci crede lasciamolo crogiolarsi nella sua convinzione. Sapete, ad una certa età è difficile cambiare... intendiamoci, tutto questo, non è valido per me!).

C'è solo un piccolo, minuscolo, insignificante particolare: non ho tenuto in considerazione... il fatto che non conosco affatto questo artista!
E di conseguenza, per ora, non mi piace neanche tanto!

Ecco l'ho detto!
Ma acqua in bocca. Sapete, Mr. Gallery a volte  potrebbe comportarsi come i bambini : "non ti piace quell'artista lì? Allora non sei più mio amico! Tiè!". Sempre colpa dell'età, ovviamente... come si dice? "Invecchiando si torna ad essere bambini!"!

Comunque tutto ciò non mi fa desistere e anzi oramai mi conosco e so che se proverò a scoprirlo, ...e lentamente... potrei pure innamorarmene.

Mi tuffo a capofitto nei miei libri d'arte "acchiappando", ehmm si dice acquisendo, tutte le informazioni possibili. E dall' iniziale indifferenza sento crescere in me un desiderio di saperne sempre di più.



Egon Schiele (attenzione leggetelo nel modo giusto: "Scile" ...cosa che io, ho cannato subito ovviamente!).
È nato nel 1890 a Tulln vicino a Vienna.
Il padre era capo stazione e sperava che il figlio seguisse le sue orme invece di "perdere tempo a disegnare ". Pensate che un giorno dalla rabbia e frustrazione che suo figlio non volesse seguire le sue orme, distrusse tutti i suoi lavori.
Fu solo dopo la morte del padre, avvenuta quando aveva 15 anni, che ebbe, grazie allo zio che lo aveva preso sotto le sue cure, la possibilità di iscriversi all'Accademia di Belle arti di Vienna.
Il suo insegnante, il suo mentore, è il grande Gustav Klimt!
Addirittura acquistò molti dei suoi disegni e lo presentò ad importanti mecenati.
Naturale che le prime opere mostrano somiglianze sconvolgenti con quelle del Maestro, inoltre, i due hanno condiviso per tutta la vita un reciproco apprezzamento, amicizia e si dice anche amore per la stessa donna: Wally, che con Schiele visse per qualche tempo in stile "bohémien"!

Caspita, più approfondisco le storie di questi artisti e più mi rendo conto che molti non si accontentavano di una sola donna... ma erano un po'... come dire? "uccel di bosco"!

Pensate, e qui scatta il pettegolezzo, che lo stesso Schiele adorante indefesso del genere femminile, prediligesse come modelle giovani adolescenti e si dice che avesse un intrallazzo pure con la sorella della moglie che gli si prestava come modella... A tal proposito l'opera che più mi piace, che più mi affascina, è un ritratto appunto di questa donna!


"Protagonista di questo dipinto realizzato su carta con acquerello e matita, è una giovane donna. Carica di energia nervosa, la modella di Schiele sembra fissarci dritto negli occhi, con uno sguardo e un atteggiamento carichi di erotismo. Il corpo è muscoloso, le mani contratte sulla caviglia, il collo contorto. Tutti elementi che contribuiscono a rendere inquietante quest’opera dalla struttura molto compatta. Un’inquietudine espressa con nuda brutalità, come dopotutto ritroviamo spesso nelle figure ritratte da Egon Schiele."


Più guardo le sue opere, più approfondisco l'argomento, capisco di quanto contorto e drammatico sia lo stato l'animo e il sentire di questo artista.
Provate a osservare i suoi autoritratti, oppure i ritratti delle modelle dove i corpi appaiono contorti e la sessualità è quasi, o senza quasi, cruda, scarnificata.
È stato un importante pittore figurativo dell'inizio del ventesimo secolo. Attore fondamentale della "Secessione Viennese" che ha creato oltre 3000 opere su carta e circa 300 dipinti, spesso considerati scioccanti e offensivi per il loro erotismo esplicito e impenitente.
I suoi tratti, le sue linee, appaiono spesso spigolosi. Un esempio sono le mani, che in certi lavori sembrano scheletriche.
Respingeva le tipiche convenzioni sui temi  della bellezza e introduceva emozioni esagerate, forti. Troppo forti per la sua epoca.

Trascorse 21 giorni in prigione perché accusato di aver sedotto una minorenne e aver fatto vedere disegni osceni a minori.
Nel suo diario dal carcere scrive: "...nessuna opera d'arte erotica è sconcia se è artisticamente significativa,  può divenire sconcia se chi la guarda lo è..."

Morì a 28 di spagnola insieme alla moglie che era incinta di 6 mesi, proprio quando stava cominciando ad essere famoso e la sua arte veniva "sdoganata" dai collezionisti di tutto il mondo.

Non ci crederete ma questa full-immersion dura da più di 3 giorni.
Ho letto, ho cercato, ho soppesato e valutato.
Mi sono interrogata molto su cosa apprezzo e non apprezzo di questo pazzo artista...
Ne ho pure discusso con Mr. Gallery e indovinate un po'? Anche lui adora il dipinto che piace a me!

Cavoli allora sto migliorando! Il mio gusto si sta formando... Mi vedo già là in qualche mostra, o evento, ad un vernissage in veste di curatrice e...
Ok, sto volando troppo con la fantasia?
Va bene, va bene, state calmi! Avrei lo stesso del tempo da dedicare al mio blog, se è questo che vi preoccupa!


Ok che ne pensate, questo pezzo, potrebbe piacere a Mr. Gallery? Apprezzerà questo regalino?

Sicuramente si lamenterà per qualche piccola inesattezza... lo conosco!

Vabbè, lasciamolo parlare tanto prima o poi resterà a bocca asciutta! Non ci credete?
Uhmmm improbabile, ma non impossibile!

P.S. e a voi che opera piace di questo artista?