martedì 31 marzo 2020

Il primo Cattelan non si scorda mai



PREMESSA

Buongiorno a tutti. Questo è il cinquantesimo intervento che faccio. 
Solo tre mesi fa se qualcuno mi avesse detto che avrei aperto un blog, gestito e scritto 50 articoli, lo avrei preso per matto.
Ora sono qui a ringraziarvi. 
La cosa più bella in questo momento, sono i vostri commenti qui e i tanti che mi mandate privatamente. 
Questo vuol dire che qualcosa vi sto trasmettendo e tutto ciò mi rende estremamente felice.
Continuate a seguirmi ed io cercherò di trasmettervi sempre di più la mia passione per l'arte!




marzo 2020

In questi giorni di Coronavirus, ho molto tempo per riflettere e sistemare il mio archivio e le mie idee... E' da un po' di tempo che mi frulla in testa di fare un Blitz... a Torino.
Perché vi domanderete? Ma voi, siete mai stati al Castello di Rivoli?
Nemmeno io! Però vi dico la verità, è una di quelle mete che voglio prima o poi raggiungere.

Perché oltre ad essere uno dei principali Musei d'Arte Contemporanea che abbiamo in Italia, ci sono opere di un artista italiano che mi intriga tantissimo.
Per essere completamente fuori dagli schemi e provocatorio oltre ogni limite.
Il discorso è che mi fa letteralmente impazzire! Chi è? Ma si è lui, Maurizio Cattelan.



Ok, state calmi, lo so che qualcuno avrà da ridere in riferimento alla sua ultima opera:
"Commedian" del 2019, la famosa "Banana appesa al muro", presentata lo scorso dicembre a Miami in occasione di Art Basel Miami (una delle fiere d'arte fra le più importanti al mondo... altro sogno da realizzare).
L'ho scoperto grazie alla Redaelli (confesso che prima, non lo avevo mai preso in considerazione), che in uno dei suoi manuali sull'arte contemporanea lo descrive in maniera straordinaria ed elementare.

Fra i suoi tanti interventi, uno che mi ha davvero sbalordito è la performance "A perfect day" del 1999.
In una famosissima Galleria d'Arte di Milano, ha letteralmente attaccato alla parete, con del nastro adesivo, il proprietario Massimo De Carlo e lo ha lasciato lì per qualche ora fino allo svenimento dello stesso, con conseguente ricovero in ospedale.
Leggendo quelle pagine non credo ai miei occhi. Come può essere considerata arte quella?
Eppure un misto di curiosità e incredulità ha cominciato a fare vibrare qualcosa nella mia testolina, spingendomi a ricercare qualche cosa di più su quest'artista così "fuori dagli schemi".

Ok, sottolineiamo pure il fatto che allora, non sapevo ancora che molti artisti contemporanei sono molto fuori dagli schemi (Jeff Koons, Damien Hirst, Christo solo per citarne alcuni), ma lui è italiano. E proprio per questo acquista ai miei occhi un fascino particolare.

novembre 2018



Un giorno Mr. Gallery è al Castello di Rivoli. Essendo a conoscenza della mia curiosità nei confronti di Cattelan, mi manda le foto di Novecento, 1997.
L’opera consiste in un cavallo imbalsamato appeso al soffitto mediante un’imbragatura. 
Il collo dell’animale è piegato verso terra e le zampe, allungate nel corso del procedimento tassidermico, sono tese verso il suolo. Una allusione a una condizione esistenziale dove il soggetto è privato di qualunque possibilità di azione. 
Inedita versione di «natura morta», l’opera trasmette il senso di una tensione frustrata, un’energia destinata a non trovare sbocco.

Quando apro le foto, ho un tuffo al cuore. Non ci posso credere l'opera di cui ho letto tanto e soprattutto di cui ho guardato la foto su l'intera rete è ora sopra la testa del mio amico...
Per la prima volta lo ammetto, sono "invidiosa".
Però  metto da parte il sentimento e mi faccio rapire dalla descrizione di questo cavallo imbalsamato.

Tanto è il desiderio, che mi sembra di essere lì, anche io, nella stanza del Castello.

fine gennaio 2020



Dopo un anno e mezzo, mi trovo oggi al MAMBo di Bologna.
Mi imbatto in un'opera alquanto singolare: sembrano carte da gioco, un po' più grandi, disposte come a formare una piramide... guardo il nome dell'artista e quando leggo Maurizio Cattelan il mio cuore salta un battito...
Rileggo attentamente il nome e sbalordita affermo: "noooo non ci credo...è  proprio lui...incredibile... la mia prima opera di Cattelan vista dal vero!"
Devo averlo detto ad alta voce perché mi rendo conto che le poche persone presenti mi stanno fissando ...ops divento rossa in viso e mi fiondo a leggere la spiegazione.
Leggendo scopro che è anche una delle sue prime opere, che lo consacreranno nel mondo dell'arte.
L'opera è "Strategie" del 1990. L'artista acquista 500 numeri di Flash Art nota rivista d'arte contemporanea, e ne sostituisce la copertina con una che ricalca il progetto grafico originario, ma che espone a tutta pagina una sua opera. In tal modo si assegna da solo il "frontespizio" di Flash Art e vende gli spazi pubblicitari sui tre rimanenti risvolti. L'opera raffigurata rappresenta un instabile castello di carte composto dalle precedenti copertine della rivista. Una pungente metafora del sistema dell'arte , paragonato ad un castello di carte, con l'ironica titolazione dell'opera che richiama sia il sistema stesso che l'intento dell'artista di riuscire prima o poi ad essere riconosciuto.

L' opera in se non ha nulla di così particolare, ma il solo fatto che appartiene ad uno degli artisti più irriverenti e provocatori mi incuriosisce e mi stupisce, rendendomi stra felice ed emozionata di essere qui.
Ovviamente parte il reportage fotografico d'altra parte il mondo deve sapere che sono qui con "Cattelan "! E Mr. Gallery deve sapere che pure io ho visto dal vivo una sua opera!

P.S. Castello di Rivoli? Arrivo tranquillo!


- LA FRASE DEL GIORNO -

"Chi poco pensa, molto erra" 
Leonardo da Vinci



lunedì 30 marzo 2020

Libri, libri e ancora libri... Siiiii!



lunedì 30 marzo 2020

Premessa:
Questo post è per tutti ma in particolar modo è dedicato a chi vive dalle mie parti...
Ah, forse non ve lo avevo mai comunicato... ma sicuramente qualcuno lo può avere intuito... sono veneta, della provincia di Verona... dalle parti di San Bonifacio, Soave , insomma ai piedi di quelle dolci colline coperte da filari di viti che con i loro frutti daranno vita a quel nettare bianco che porta il nome di Soave...il vino degli...ok mi sono fatta prendere dalla poesia...
Perché questa premessa? Lo scoprirete leggendo il proseguo!

il Castello di Soave e il suoi filari di vite...
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Oggi sfogliando FB, ehmm scusate, scorrendo su FB (ho talmente tanta voglia di sfogliare pagine di libri e di giornali che a volte fatico anche ad utilizzare un linguaggio corretto con la tecnologia), mi sono bloccata su una notizia bomba!
Di solito quando guardo FB ultimamente, sono abituata a ritrovarmi di fronte ad una miriade di notizie che riguardano arte: musei, artisti, opere, fondazioni, gallerie, aste e... libri. Si anche libri.

In realtà tutto nasce per la mia innata passione per la lettura... unita ad una buona dose di curiosità e alla voglia di sapere.

Credo che tutte queste pagine, mi escano perché durante il giorno ci clicco sopra in continuazione e quindi FB "sa" cosa propormi!

Uhmm... Sarà per questo che non mi viene mai fuori una notizia, un'informazione, un piccolo suggerimento legato al fitness? Mah, indagherò...

Vabbeh, torniamo alla super mega notizia del giorno che ha letteralmente entusiasmato il mio spirito, la mia anima e ha fatto battere forte il mio cuore.
Hai bisogno di un libro? Non disperare ci siamo noi! Scrivici e se disponibile in libreria o presso i distributori te lo facciamo arrivare comodamente a casa...senza costi aggiuntivi!
Questo più o meno l'annuncio che si palesa davanti ai miei occhi!

Ora sapete bene che oltre alla passione per l'arte sono innamorata dei libri (l'ho già detto... ah si... vabbeh, pazienza) e resto completamente stupita, oltre che esserne felicissima, che a qualcuno sia venuta in mente questa idea strabiliante.
In questo periodo di isolamento completo la nostra cultura potrebbe accrescere in modo esponenziale se lo volessimo! E questa opportunità ci è data da quei geni che si inventano queste super strategie utili ed indispensabili per alleviare la noia e accrescere le nostre conoscenze!

La cosa che mi fa sorridere è che l'unica nota positiva di questo momento difficile è il risparmio economico (a parte le spese per il rifornimento viveri... non so voi ma qui noi stiamo mangiando il doppio!) ma, sono convinta che, se questa libreria avrà i libri d'arte che sto cercando allora il mio tentativo di risparmio sarà vanificato in un attimo... vista la lunga lista di volumi che desidero...
L'unica cosa che mi consola è che se investo in cultura, la spesa mi sembra meno pesante... mi fa sentire più sicura...




Ma ho dimenticato la cosa più importante... La genialata, l'idea vincente insomma, l'ha avuta una libreria che conosco benissimo ed è di San Bonifacio!
La libreria Bonturi quella di corso Venezia 5!

P.S. Sicuramente se vi guardate intorno, in rete visto che non si può uscire di casa, anche dalle vostre parti ci sarà una libreria che vi offrirà il medesimo servizio. Quindi non fatevi cogliere impreparati, stilate anche voi una lista di libri da ordinare?

- LA FRASE DEL GIORNO -

"Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che vi serve nella vita"
 
  Marco Tullio Cicerone

domenica 29 marzo 2020

Do you speak english?


"Io prima di entrare al museo"
aprile 2019

Siete mai stati a vedere un Museo di Arte Contemporanea all'estero (a Lubiana per l'esattezza) dove le didascalie delle opere sono scritte quasi tutte in sloveno con qualche eccezione dell'inglese?? Beh, io ci sono stata!!!

Ora, io con il mio inglese scolastico, che riesco a malapena ordinarmi un panino, riuscendo con grande maestria, ad ottenere quello che non era desiderato ed in tutto ciò, riesco anche a far perdere le staffe al barista, che in qualche modo mi vuole pur dare qualcosa da mangiare... immaginatemi comprendere uno dei tanti discorsi filosofici che accompagnano, se si è fortunati, le opere d'arte contemporanea!!! Un disastro!!!

È una giornata piuttosto uggiosa e freddina, ma potrebbero pure esserci 10 gradi sotto zero che non li percepisco affatto talmente è l'adrenalina e l'eccitazione che ho in corpo, perché finalmente oggi andrò a vedere con mia cognata e mia nipote (voi scherzate ma non potete immaginare gli sforzi intrapresi dalla sottoscritta pur di convincerle ad accompagnarmi, visto che in territorio straniero  rischierei di perdermi e trovarmi in Russia), il museo di arte moderna di Lubiana.
Pensate che nonostante il tempo mi sono messa in ghingheri come se dovessi andare ad un appuntamento.... si ad un un appuntamento con l'Arte appunto!

L'entusiasmo è a livelli altissimi, e me ne accorgo dal fatto che per la prima volta mi riesce un parcheggio a "esse" in un posticino microscopico al primo colpo!!!
Mia cognata non crede ai suoi occhi e mi fa pure i complimenti: forse era terrorizzata dal vedermi provocare una colonna lunghissima di auto o peggio dal vedermi fare la fiancata al bellissimo Mercedes parcheggiato davanti a noi! Bah!

Arrivata davanti al museo sono alle stelle e mi faccio subito un selfie e mentre scatto diversi click non mi accorgo che le mie accompagnatrici sono già entrate... Rido tra me e me ed entro quasi saltellando.
Il posto è veramente bello. Ultra moderno ma già dall'inizio non ci capisco nulla.
Giriamo per le sale cercando di decifrare qualcosa dalle didascalie esposte a fianco le opere, ma tra il mio inglese zoppicante le traduzioni di mia cognata che sa sì, bene inglese e sloveno, ma fatica a tradurmi i pensieri contorti che accompagnano le opere esposte, non ci capiamo un bel niente.

Non mi scoraggio! Ad un certo punto la nostra attenzione è attirata da una tavolata piena di oggetti che vanno da cose soffici a oggetti pungenti, pericolosi, e uno schermo che riproduce un video.

"Performance Rhythm 0 di Marina Abramovic"
 Fatalità troviamo un addetto che parla qualche parola di italiano e così decido di interrogarlo.
Lui che non può più scappare, ci spiega che questa è una performance di Marina Abramovic "Rhythm 0" dei primi anni 70, in cui lei si era sdraiata nuda per sei ore su un tavolo con intorno a sé settantadue oggetti invitando il pubblico a fare liberamente ciò che voleva.
Pensate che un uomo era rimasto a lungo con la pistola, con il colpo in canna, premuta contro la sua tempia, mentre lei era ben conscia del fatto che stava sfiorando la morte.
La presenza di questa artista ha rianimato un po' gli animi di mia cognata e mia nipote... il mio era già bello animato, e così abbiamo proseguito la visita con più entusiasmo.

La cosa più divertente è stato cercare di spiegare a mia nipote (dodicenne) il video di un'artista slovena, mentre si divertiva ad addobbare la sua vagina con una foglia ed uno stelo alla volta... fino a creare un magnifico bouquet di fiori... Immaginatevi la faccia disgustata della nipote, che nonostante cercassi in qualche modo di farle capire "il trionfo della vita", si rifiuta da allora, di venire a vedere una mostra con la sua zia preferita!!!
Torno a casa contenta, soddisfatta e orgogliosa di me per avercela fatta, e vi dirò pure che anche se magari Gori e Nadia, mia cognata e  mia nipote non hanno apprezzato tutto... sono sicura che l'arte ha fatto il suo lavoro nel bene o nel male e certamente non le ha lasciate indifferenti!

P.S. Impara bene l'inglese prima di avventurarti a mostre fuori dal suolo italiano...

P.S. Valuta bene da chi farti accompagnare!!!




http://www.mg-lj.si/si/obisk/779/info_msum/

- LA FRASE DEL GIORNO -

"prima sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni" 

Vincent VAN GOGH


sabato 28 marzo 2020

L'ARTE NEL CESSO di Francesco Bonami



12 marzo 2020

Questa mattina, dopo aver scritto un post su Picasso (vedi post), fatto in anticipo le pulizie di primavera, fatto fare i compiti a Zoe e preparato il pranzo, mi sono letteralmente lanciata sul divano in posizione "Torneo di Pennichella"...quando è squillato il telefono!

La prima reazione è stata quella di far finta di niente... tanto, che urgenza potrà mai esserci. Siamo tutti rinchiusi in casa!

Poi il buon senso ha prevalso dicendo "forse è importante... non si sa mai".

Decido così di rispondere e vedo (come nei film) che dall'altro capo del telefono c'è Mr. Gallery, il mio Editor.
"Pronto!" dico tutta contenta, "Allora piaciuto il pezzo su Picasso?" e dall'altra parte: "Certo ottimo! Già sistemato e programmato! Ora cosa stai producendo? A cosa stai lavorando?"
Al che, col sorriso più bello che ho, anche se non lo può vedere dico "A dire il vero stavo per mettermi a leggere il libro di Francesco Bonami, "L'arte nel cesso" (ed. Mondadori n.d.a.).
Una piccola bugia bianca, per quieto vivere anche perchè se sapesse che in realtà ero pronta fare, e soprattutto vincere, il torneo di cui vi ho parlato prima...

"Bene" risponde lui "E' un libretto. E' veloce. Mi aspetto uno scritto per questa sera alle 18'00!!! Buon lavoro! E su, su, dai, fai qualcosa!". E riattacca!

Ecco ora mi chiedo, ma Santa polenta! Perché ha prevalso il buon senso ed ho risposto?!?
Vabbeh, visto che comunque in casa bisogna stare, tra uno sbadiglio e l'altro mi metto a leggere sul divano. BIG MISTAKE!


Ok, meglio sedersi a tavola. Con la matita pronta per possibili appunti e... Doppia dose di caffeina! Comincio a leggere e tra fare merendina (il the delle 17'00 è sacro), cercare di studiare i romani con Zoe e altre minuzie, riesco per le 19'00 a finire di leggere il libro. Evvai!

Ora ho la mente fusa ma, come dice sempre il mio Editor, "Batti il ferro fin che è caldo quindi, su che è il momento perfetto!".

E quindi, eccomi qui a scrivere queste righe su questo interessantissimo libro scritto con un linguaggio amichevole, ironico, divertente e colto. Bonami parla dell'arte contemporanea, nata con l'orinatoio  di Duchamp del 1917 e secondo lui, terminata 100 anni dopo con il wc d'oro massiccio, intitolato "America" di Cattelan (tornato da poco agli onori della cronaca in quanto rubato).


Fra le pagine, parla di vari artisti, sostenendoli e a volte criticandoli, senza mai essere offensivo. Sostiene che l'arte contemporanea si è conclusa. E' arrivata ad un punto in cui gli artisti tendono a ripetersi.
Gli artisti, secondo lui, devono trovare un nuovo modo di fare arte.
L'arte contemporanea di solito stupisce, crea scalpore, anche se però a volte scoraggia chi la guarda.  Succede allora che chi va al museo non comprende nulla. Perché? Perché manca un qualcosa che spieghi il significato dell'opera. Una sorta di "Libretto di Istruzioni". Quindi è importante il rapporto tra fruitore, artista e museo, perché l'arte deve suscitare nel bene o nel male, una reazione, una sensazione e indurre chi la guarda a capirne il significato.

L'autore ci fa comprendere più a fondo alcune opere di artisti famosi e insinua in noi il dubbio se "è  una vera opera o è solo meraviglia?".
Critica l'alone elitario dell'arte, perché l'arte deve essere accessibile a tutti e non solo per il significato... In questo senso l'arte dovrebbe aprirsi al mondo intero.
L'arte serve all'essere umano per camminare meglio attraverso i periodi più o meno bui della sua storia.
Senza l'arte la nostra anima sarebbe più povera, più triste.
Ognuno deve trovare l'arte giusta per se!

Questo libro mi ha arricchito ancora di più e sono felice di averlo potuto tenere tra le mani emozionandomi come sempre, ridendo e parlottando tra me e me, facendo magari anche strane facce... ovviamente con immancabile stralunamento di Zoe che oramai guarda sua madre come una "pazza scatenata malata d'arte"!

P.s. A volte fare le cose controvoglia ti fa venire la voglia di farle e rifarle!



- LA FRASE DEL GIORNO -
 "lunga è la vita se è piena"
 SENECA

venerdì 27 marzo 2020

MERZ e i suoi Igloo... HangarBicocca Cap. 2


Novembre 2018

Sono ancora alquanto scossa dall' aver appena visto e ammirato l'opera che per la prima volta mi ha fatto volare su in alto con l'anima: le "Sette Torri Celesti" di Anselm Kiefer, al Pirelli Hangar Bicocca (vedi post Bendata ad occhi spalancati - HangarBicocca Cap.1), che vengo catapultata direttamente all'esposizione di Mario Merz "igloos" ospitata sempre all'Hangar.
Quando entro nella sala mi accoglie uno spettacolo inusuale... un enorme igloo fatto di metallo. Sopra e dentro, degli elementi naturali: una renna che lo sovrasta, rami secchi...
Poi girando lo sguardo mi accorgo che ci sono tantissimi igloo... Wow strabiliante...!
E sono tutti fatti in mille modi diversi, sempre con materiali poveri o naturali.
Guardando bene e girando intorno a queste "strane opere" scopro che tutte hanno anche una scritta al neon o una serie di numeri, che poi mi viene spiegato che non sono numeri a caso ma una sequenza chiamata Codice Fibonacci (ora su, non fate finta di niente e non ditemi che non conoscete il Codice Fibonacci... Beh, io non lo conoscevo e sono dovuta andare a documentarmi. Ma ovviamente quando mi è stato detto, ho mentito clamorosamente, per non fare la solita mia figuretta,  dicendo un "ah, ma è vero, è il codice Fibonacci!..." e comunque per facilitarvi il compito... cliccate qui).

Gli igloo diventano per l’artista l’archetipo dei luoghi abitati e del mondo. La metafora delle diverse relazioni tra interno ed esterno, tra spazio fisico e spazio concettuale, tra individualità e collettività. Queste opere sono caratterizzate da una struttura metallica rivestita da una grande varietà di materiali di uso comune, come argilla, vetro, pietre, juta e acciaio – spesso appoggiati o incastrati tra loro in modo instabile – e dall’uso di elementi e scritte al neon.
Insomma trovandomi in questo grande spazio la mia curiosità è immensa. Voglio vedere tutti gli igloo, in cosa si caratterizzano, in cosa si differenziano, voglio leggere le scritte e decifrare quelle in inglese. Mi sembra di essere dentro ad una caccia al tesoro voglio scoprire l'igloo più particolare, quello che farà smuovere dentro di me qualcosa o quello che scatenerà quell'energia che comincerà a scorrere nelle vene. Quello che farà brillare di luce la mia anima, il mio spirito... Si perché in questo luogo si respira un'aria misteriosa, mistica, magica.


Alla fine, dopo tutto il mio vagare per cercare il "mio" Igloo, comprendo che quello che più mi piace, è anche quello che forse mi rappresenta di più (ovviamente secondo il mio modo di sentire). E' quello che racchiude dentro di sé una macchina da scrivere... ok io adesso, sinceramente parlando, non so precisamente cosa volesse intendere il signor Merz... so solo che dentro di me ho sempre avuto questo desiderio di leggere, di scrivere, di raccontare... Ed io, semplicemente, lo interpreto così... Un modo di comunicare ciò che si prova dentro se stessi con il mondo che ci circonda...
Ci avrò azzeccato? A mio parere forse si  o forse no. Ma che importa.
Importante è che questa installazione mi abbia fatto pensare, ragionare e a modo suo gioire per nuove rivelazioni!!

P.s. a volte non dobbiamo x forza ostinarci a capire il senso dell'artista possiamo provare a proporre il nostro senso...l'arte in questo ci lascia liberi!




Da oggi, inserisco una nuova rubrica... LA FRASE DEL GIORNO... la potrete trovare ai piedi del post o di spalla a dx dell'articolo... Ci sono frasi che mi fanno letteralmente impazzire, altre che mi invitano a riflettere altre ancora che avrei voluto persarle io! 

- LA FRASE DEL GIORNO -

“Le masse vogliono apparire anticonformiste, così questo significa che l'anticonformismo deve essere Prodotto per le masse.” 
Andy WARHOL

giovedì 26 marzo 2020

Dal Corriere della Sera, pagine e pagine d'arte...



 marzo 2020

Qualche settimana fa, quando ancora ci si poteva trovare, salutare, bere un té in compagnia, è passato a trovarmi mio papà, che (e ora dico fortuna che è passato) doveva per forza piantare alcune ortensie nel mio giardino.
Un anno fa, ho vissuto la stessa identica scena! Padre, ortensie, giardino ect. ect.

Il problema, che tra l'altro ha afflitto per quasi un anno mio padre, è il risultato.
Neanche un paio di mesi dopo, infatti, le giovani piantine apparivano morte e stecchite!
Il guaio è che nella mia tabella di marcia giornaliera, non avevo contemplato il punto "dare da bere alle piante", con conseguente relativa essiccazione precoce delle suddette pianticelle!

Quindi rieccoci al punto di partenza. Pronti o meglio pronto, visto che ha deciso di sua iniziativa di riprovarci... Ops a tal proposito aspettate un attimo visto che ci sono... vado a dare da bere alle piantine....

-Pausa-

Eccomi! Vi aggiorno che per ora le piante sono ancora vive!
Dunque ritornando al nostro discorso...
Vi stavo raccontando appunto che quel giorno mio padre oltre a portarmi le ortensie mi ha portato in dono un libro "Van Gogh, girasoli".
Ovviamente questo mi ha sorpreso non poco e sul mio viso si è stampato un bel sorriso...

La sorpresa è stata maggiore quando ho scoperto che da quella settimana, sarebbe uscito un libro d'arte, per ben 40 settimane, insieme al Corriere della Sera!!!

Voi lo sapevate che il Corriere ha deciso di pubblicare questa interessantissima raccolta intitolata "I capolavori dell'ate"?.
Io no!
I capolavori dei più grandi maestri raccontati per di più da Philippe Daverio.
Ogni volume ripercorre, a partire dall’analisi di un capolavoro, la vita dell’artista attraverso le sue opere più significative e offre un’ampia panoramica sui suoi contemporanei.
Una ricca sezione antologica, con testi degli artisti e contributi dei più importanti scrittori, pittori e storici dell’arte, da Giulio Carlo Argan a Ernst Gombrich, da Roberto Longhi a Bernard Berenson, spiega e completa il racconto della vita dei maestri e della loro produzione artistica.
Un nuovo affascinante percorso per comprendere a fondo il mondo dell’arte.


Sfogliando il volume scopro che per alcune opere dell'artista vengono spiegati i minimi particolari:
il colore, il significato del soggetto, l'organizzazione dello spazio, la tecnica.
Poi e qui mi sbalordisco ancora di più, vengono fatti dei confronti e delle corrispondenze con altri artisti. C'è la spiegazione del periodo vissuto dall'artista (in questo caso in epoca post-impressionista)
e dei suoi contemporanei.
Chiude il volume una lista dei paesi e dei musei che ospitano le opere dello stesso.

Direi che questa collana si può ritenere molto interessante, valida e potrebbe essere uno spunto per ampliare le conoscenze di base che mi mancano su alcuni artisti.
La cosa che più mi fa tenerezza, è che mio padre si sia prodigato a farmi avere il primo fascicolo, sicuro che mi sarebbe stato utile per il percorso che sto facendo, di cui lui è il mio primo sostenitore!

Ah, lo sapete cosa ha fatto Zoe? Si è appropriata del libro ed essendo attratta dalle bellissime riproduzioni  si è messa a dipingere...
Forse potrei farlo pure io... Nooo, meglio di no! Largo ai giovani!

Sono estremamente felice perché mi accorgo che le persone che mi conoscono, e mi circondano, ultimamente se mi regalano qualcosa lo fanno pensando alla mia nuova passione: il mondo dell'arte.

P.S. e voi cosa aspettate, prendetevi carta pennello e tempere o quello che volete e divertitevi a fare qualcosa di diverso ....dipingete!




mercoledì 25 marzo 2020

Tra un Pop Corn e l'altro guardo BIG EYES



10 marzo 2020

Ok il film è terminato e pure i popcorn (da un po'... quelli...) non mi resta che scrivere a caldo un pezzo su questa pellicola da poter condividere con voi miei cari lettori...


Oggi il corriere mi ha consegnato un pacco...
Ero in trepidante attesa da ben... 12 ore...!!!
Lo so, lo so, una volta l'attesa era lunghissima... giorni, settimane e a volte anche mesi! Insomma una cosa te la dovevi proprio sudare!

Oggi, ordini in rete qualcosa la sera e l'indomani mattina ti arriva a casa per colazione.
E' incredibile nemmeno Babbo Natale è così efficiente.
La mia trepidante attesa era dovuta al fatto che dovevano arrivare ben 4 film.
E vi assicuro che per me che non amo guardare la tv, aspettare dei film è davvero cosa strana!
Ovviamente film che parlano di arte e dei suoi protagonisti.
Ed ora sentite questa mia affermazione... Film che non vedevo l'ora di vedere!

Come sempre mi sono affidata un po' al mio intuito e un po' al mio editor (che mi sprona in continuazione ad aggiornarmi e a trovare nuovi stimoli e altrettanti spunti) per selezionare possibili pellicole interessanti.

Tre artisti, protagonisti di queste pellicole, li conosco uno no, ma mi viene alla mente che un amico complimentandosi del blog (adoro ricevere i vostri commenti e i vostri riscontri) mi disse di essersi letteralmente innamorato delle tele di questa artista: Margaret Keane.

Margaret Keane

Vi dico la verità? Non mi piacciono i suoi lavori. Ma come dico sempre... proprio perchè una cosa non ti convince devi studiarla meglio per capire il perchè.
Avrete capito che una delle protagoniste dei film che ho ordinato è proprio lei!

Il film? beh, che altro se non BIG EYES!
Il lungometraggio che ci racconta la vita di questa artista.

E allora ciotola gigante di popcorn alla mano, semini caldi per coccolarsi, pigiama, divano, blocknotes per possibili appunti e... Ciak si gira! Anzi si guarda!



Il film ambientato negli anni 50, racconta la storia di una donna artista che fuggendo dal primo matrimonio (allora era una cosa insolita) con la piccola Jane, la figlia, si imbatte in un secondo matrimonio, anch'esso, non troppo fortunato, ma questo lo scoprirà dopo, con un artista di nome Walter Keane.

Lei ammette che nella sua esistenza, sino a quel momento non  è mai stata libera.
Prima è stata figlia, poi moglie e poi madre... ahimé non sa ancora che prima di raggiungere la libertà dovrà aspettare qualche anno!
Per uno strano gioco del destino o forse imbroglio fraudolento del nuovo marito, si ritrova a produrre opere che riportano il cognome del marito.
I suoi lavori rappresentano bambini e bambine con grandi occhi che risultano sproporzionati.
L'artista sostiene che ogni sua opera raffigura Jane, in quanto è l'unica persona che la conosce nell'intimo e  attraverso quei grandi occhi lei dice che: "si vedono tante cose attraverso gli occhi, perché sono lo specchio dell'anima ... ed esprimono le mie emozioni ".
Margaret scopre lo stratagemma di Walter e, nonostante sia profondamente delusa e tenti di opporsi, accetta questa situazione. Un doloroso compromesso perchè il guadagno economico risulta essere costante e inarrestabile.
Ormai le opere di Margaret, attribuite però a Walter, sono famosissime.
Il marito le spinge sul mercato privilegiandone il lato commerciale, giungendo al punto che vengono addirittura vendute delle copie nei supermercati.
Il successo di Walter aumenta sempre di più e Margaret si sente sempre più a disagio: nessuno sa la verità, nemmeno la figlia.
Ribellarsi alla sete di guadagno e di successo, e alla malvagità di Walter, non è facile.
Per farlo, Margaret deve trovare in sé stessa una grande forza interiore mai avuta sino ad ora.

Decide quindi di fuggire alle Hawaii con la figlia e lì, grazie a nuove amicizie, decide di dire tutta la verità e di intentare una causa conto Walter.
La prova schiacciante che determinerà la paternità delle opere dagli "occhi pazzi" alla donna, consiste nel dover dipingere davanti alla corte del tribunale. Ovviamente il verdetto è scontato.

Walter Keane finirà in povertà mentre Margareth si rifarà una vita e continuerà a dipingere con successo.

Il film di Tim Burton carino e a tratti divertente riesce comunque a mettere in risalto la forza che questa donna riesce a tirare fuori nonostante le innumerevoli umiliazioni e violenze psicologiche subite dal marito.
È  uno di quei film che si possono tranquillamente guardare per imparare qualcosa in più sull'arte.

P.S. Quando guardate un film coccolatevi con ciò che più vi piace. Sicuramente lo gusterete di più... e poi chi lo ha detto che i popcorn sono solo al cinema?

martedì 24 marzo 2020

Marina Abramovic con l'Italia... Grazie a lei e a Palazzo Strozzi



22 marzo 2020

Oggi ho fatto un sacco di movimento sentite qua:
lettura, FB, Istagram, pc, lettura, FB, lettura, pc, WhatsApp, FB, lettura, dvd, WhatsApp, lettura...
Ok va bene, va bene, con l'indice ed il pollice ho fatto tanto movimento!

Ammetto che in questo periodo di Coronavirus, risulta a tutti un po' difficile, ma vi assicuro che oggi presa dallo sconforto di vedere mia figlia che ogni giorno si esercita per 50 minuti buoni con una sessione pazzesca di esercizio fisico (il buon esempio che arriva dalla figlia di 10 anni?... c'è qualcosa che non mi torna... bah!) mi sono obbligata, e sforzata, a fare la rampa di scale 20 volte (in onore dei miei glutei!).

Ok, facendo ginnastica, ehmm, scorrendo FB ho trovato la pubblicazione di un video fatto da Marina Abramovic.

Quando leggo il suo nome mi viene subito alla mente la prima volta che me la nominò mia cognata Gorica, di origine serba come lei, che chiedendomi se la conoscevo, risposi un vago "si... mi sembra di averla già sentita..." (immediatamente andai subito a documentarmi perché ero curiosa, super curiosa... finalmente un'artista donna... E ovviamente, rimasi alquanto scioccata da ciò che, in quell'occasione, scoprii...). Lei è una famosissima performing artist, quella che nel 1997 alla biennale di Venezia ha presentato "Balkan baroque".

 In quella occasione è vestita di bianco, seduta su una montagna di resti sanguinolenti che con acqua e spazzola metallica pulisce le ossa dal sangue, una per una, senza sosta per 4 giorni con un movimento ossessivo ed ipnotico, cantando a mezza voce e raccontando favole sulla terra, che non c'è più, perché devastata da una guerra fratricida tra le più terribili della nostra epoca.
Più passano le ore, più il suo vestito si imbratta di sangue più lei si impiastriccia di sangue. Sporca, stremata, diventa una carcassa anche lei. Balkan baroque è un'elegia per un paese la Ex-Jugoslavia, che non esiste più, è una denuncia contro la guerra e soprattutto contro l'indifferenza verso la guerra. Lei stessa dice "non si lava via il sangue dalle tue mani come non si lava via la vergogna della guerra."
Ma torniamo al post che ho letto su fb oggi e pubblicato da Palazzo Strozzi a favore dell'iniziativa "in contatto" nata per stimolare una riflessione a distanza su quanto stiamo vivendo, attraverso il linguaggio dell'arte.
Punto di partenza per questa iniziativa è la mostra di Tomàs Saraceno (che mi auguro di riuscire a vedere...) che permette di parlare di presente e futuro possibili, di connessione ed isolamento (quanto è più reale in questo momento, neanche lo avesse previsto!) di partecipazione e di meditazione.
Una riflessione più che mai attuale per portare avanti nuove visioni di futuro e di realtà.
 
PAUSA DI RIFLESSIONE

Scusate ma ogni tanto mi meraviglio da sola di quello che scrivo... solo due anni fa non distinguevo un quadro da un ricamo a punto e croce e oggi, sono qui a condividere con voi concetti al di sopra dell'umana comprensione... riuscirete mai a perdonarmi?

FINE PAUSA DI RIFLESSIONE

La Abramovic, proprio attraverso questa iniziativa culturale ha rilasciato il suo messaggio di incoraggiamento: "Questo è il mio messaggio per l’Italia e per gli italiani, che io amo profondamente. Sappiamo che questo è un momento di crisi e che il virus ormai è ovunque. Ma allo stesso tempo dobbiamo imparare una lezione da questi disastri. Gli italiani stanno dimostrando grande coraggio, un profondo senso di comunità e umanità. Dobbiamo combattere insieme. È qualcosa che passerà e ciò che rimarrà sarà un’esperienza davvero importante: la coscienza umana deve cambiare, il nostro approccio al mondo e al pianeta deve cambiare. Questa è la lezione che dobbiamo imparare. Italia, ti amo. Il mio cuore è con voi." È veramente un bel segno di affetto, solidarietà e riconoscimento. Ciò che mi ha sbalordito di più è il fatto di vederla per la prima volta come una persona "normale", emozionata e non impassibile come appare spesso nelle sue performance. In quelle occasioni deve resistere, essere imperturbabile, portare a compimento le sue azioni. Qui no, è visibilmente coinvolta. (Se volete vedere il video cliccate qui)
Attenzione ciò non significa assolutamente che nella performance non prova emozioni anzi, probabilmente le emozioni sue e di chi ha la fortuna di vederle sono immense e reali.

Mi colpisce molto ed in questo sono d'accordo con lei quando dice che la nostra coscienza deve cambiare e soprattutto il nostro approccio al mondo... Mi auguro con tutto il cuore che tutti  ricorderemo (e soprattutto non dimenticheremo)  questi giorni interminabili in cui siamo stati privati di vita, bellezza e natura. E quindi rispetteremo più noi stessi, gli altri e il nostro pianeta.

P.S.  Avete mai visto una performance di Marina Abramovič? Forse è il caso di ravvivare un po' la vostra routine quotidiana magari cercando su raiplay (Arts night) o su YouTube!

lunedì 23 marzo 2020

BOCCIONI su Rai Play? da vedere!



16 marzo 2020

Riepilogo della giornata:

- colazione, pranzo, cena, più merende varie (forse è la volta buona che ingrasso!)... fatto;
- riordino casa... fatto;
- pulizia maniglie porte con alcol disinfettante... fatto;
- scaricare compiti dal pc... fatto;
- ora di svago fuori in giardino con mascherina e ansia... fatto;
- libro da leggere... fatto
- caffè... fatto
- pennichelle varie... fatto
- pianoforte... fatto
- post x il blog...fatto
- chiacchierata con Zoe... fatto
- chiacchierata con altre persone adulte... ahimè, non pervenuta;
- attività fisica x rassodare i glutei.... ops, anche questa... non pervenuta!

Sono le nove di sera, dopo una giornata intensa come questa, finalmente mi "stravacco" sul divano.
Ho intenzione  di guardarmi su Rai Play un docu-film per ampliare le mie conoscenze (visto che in questo periodo non si può fare altro...).
Apro la lista e non so perché opto per Umberto Boccioni, artista di cui ho già scritto, ma di cui sento mancarmi ancora qualcosa...

Il video in realtà è anche breve e si concentra sulla mostra fatta a Milano a Palazzo Reale nel 2016, quindi non rischio l'addormentamento.

Nato a Reggio Calabria nel 1882, negli anni dell'adolescenza segue per lavoro il padre in giro per l'Italia.
Soffrirà quindi la mancanza della figura materna (figura che sarà presente in molte sue opere).
Ma in questo suo girovagare sviluppa anche una apertura mentale rara per quell'epoca, che renderà rivoluzionaria la sua ricerca artistica.

A 18 anni pubblica il suo primo romanzo, sua prima forma d'arte.
Due anni dopo scopre la pittura, dai tratti si capisce che è un uomo inquieto, sofferente eternamente insoddisfatto, voleva diventare non un grande, ma un grandissimo ed i suoi metri di paragone, pensate un po', sono Michelangelo e Leonardo!
Proprio per questo cercava in continuazione stimoli, soluzioni nuove e voleva sempre superarsi.
Il fatto di sentirsi così "servo dell'arte" condiziona anche la sua vita sentimentale che risulta precaria e contrastata.

A Milano  incontra Filippo Tommasi Marinetti e Carlo Carrà con cui darà vita al Futurismo nel 1909.

Nel documentario viene presentato un lavoro bellissimo: "romanzo di una cucitrice" (che vi consiglio di andare a vedere in rete) presentato ad un concorso a Milano. E' dipinta una donna (si pensa sia Ines la sua modella preferita nonché amica e amante...) seduta che si riposa leggendo un libro difronte alla sua macchina da cucire, simbolo di modernità.
Per creare un rapporto di continuità tra mondo interno e mondo esterno inserisce una finestra da cui entra la luce, terza protagonista dell'opera. Guardandola e osservandola e ascoltando le spiegazioni ai miei occhi diventa sempre più bella e acquista un nuovo significato. La cosa straordinaria è che prima non avrei guardato un dipinto così per più di 10 secondi...

Passando poi al trittico "Gli stati d'animo" del 1910, scopro che Boccioni vuole recuperare la poetica delle emozioni, degli umori, delle sensazioni, e delle attese che si creano nella città contemporanea, soprattutto in questo caso alla stazione ferroviaria dove il viavai di gente che si incontra e che parte, genera sollecitazioni continue.
Qui l'episodio principale è dedicato all'addio perché ci sono persone che si salutano in un abbraccio (quello che vorremo, Dio solo sa quanto, tra di noi... in questi giorni di Coronavirus... Ok, scusate  questa è un'altra storia... ) e poi ci sono persone che restano.
 L'idea è quella di trasportare dentro la tela non solo il momento del distacco, ma  le emozioni di questa lontananza.
Questa scena smuove dentro di me sensazioni di paura, quella paura di lasciare il certo, il conosciuto, per l'incerto, ma anche di entusiasmo e meraviglia, di scoprire un qualcosa di nuovo, fatto di relazioni e nuovi modi di sentire.
Il tutto si mescola dentro di me perfettamente e l'opera sembra il riassunto perfetto di tutto ciò.


La grande scultura "forme uniche della continuità nello spazio" (alla quale ho dedicato un post che un giorno magari pubblicherò) è la "Regina".
"E' convinto che la linea che costituisce il movimento è unica (linee elicoidali), in sostanza il nudo non è da solo, trascina con se le implicazioni spaziali entro le quali il nudo stesso si muove."

Curiosità: lo sapete che è rappresentata nelle monete da 20 centesimi?

Muore  nel 1916 a Verona in un incidente a cavallo.

Finisco di vedere il video e comincio a pensare  alle 2 opere viste di recente a Palazzo Maffei (vedi post). Di come mi hanno intrigato ed incuriosito per il tratto pittorico: unico e personale, fatto di piccole pennellate sfuggenti e veloci.

Mi accorgo solo ora, di quanto questo mio girovagare in "punta di pantofole" nel mondo dell'arte, stia stimolando in me la ricerca di un gusto, la ricerca di un senso di bellezza, la voglia di approfondire concetti nuovi, e la consapevolezza di quanto sia importante l'arte nella vita dell'uomo.

Sono contenta della scelta fatta perché mi sta dando l'opportunità di conoscere e di provare ancora una volta belle emozioni che in questo periodo sono fondamentali!

Quindi che dire altro...

- ampliare la mia cultura artistica... fatto!

P.S.  spero che il mio blog possa essere da stimolo per voi e la vostra curiosità... e poi come tutte le cose ognuno ci può mettere del suo!

domenica 22 marzo 2020

"L'ARTE CONTEMPORANEA SPIEGATA A MIA NONNA" di Alice Zannoni


marzo 2020

Vi è mai capitato di ricevere in dono qualcosa e dopo averlo scartato, magari anche emozionandovi non poco e aver ringraziato chi ve lo ha fatto, lo avete riposto in un cassetto perché sapevate benissimo che il momento giusto per godervelo doveva ancora arrivare?

Non si tratta di maleducazione no...
È  come quando devi metterti un vestito... non è detto che tu sia predisposto in quel determinato giorno a vestirti con una certa maglia o gonna... te lo devi sentire addosso, o meglio devi sentire dentro di te quella sensazione che ti fa sentire perfetto con te stesso...

Tranquilli non ho una laurea in filosofia quindi ora, arriverò al punto della situazione.

È che mi piace esprimere il perché a volte accadono certe cose o faccio certe scelte!


 Il discorso è che circa un anno fa mi è stato regalato un libro: "L'arte contemporanea spiegata a mia nonna" scritto da Alice Zannoni ed edito da NFC edizioni.

Ricordo ancora che quando mi è stato messo tra le mani il pacchetto, il mio cuore ha sobbalzato di gioia perché avevo già intuito che si trattava di una new entry per la mia biblioteca!



Forse ancora non lo sapete ma io adoro leggere, e specifico anche che leggo solo ciò che mi ispira... nel senso che non leggo tutto quello che mi passa sotto mano, no, ci deve essere un suo perché...
Un suo tempo giusto che si sposa con emozioni, desideri, attese che ci sono dentro di me!
Proprio per questo motivo il destino ha voluto che il libro ritornasse tra le mie mani proprio ora in tempo di guerra... ehm scusate... di coronavirus!

Il libro è strutturato in una sorta di dialogo tra nipote, osservatrice contemporanea (come ama definirsi l'autrice) e sua nonna novantenne.
Il motivo? spiegare con chiarezza e semplicità, ad un interlocutore digiuno, cento anni di storia dell'arte, svelandone i fondamenti e scoprendo le maggiori opere d'arte del 900.

È un testo che aiuta a conoscere un mondo bizzarro, quello dell'Arte, che non è inarrivabile, basta avere la voglia di incontrarla.
Leggendo le pagine, il messaggio che passa è chiaro: andare a visitare l'arte è un bene per tutti. Perché apre la mente, fai esperienza, ti emozioni e di conseguenza conosci e scopri.

L'arte è un modo di parlare del mondo, attraverso una lingua fatta di disegni, dipinti, sculture, installazioni, perfomance, happening...



Quando si guarda un'opera si dovrebbe avere una reazione anche se non si sa nulla, perché lo stupore è la prima forma di conoscenza.
Poi ci si può informare per comprendere così il significato.
In questo mi ci ritrovo tantissimo e vi dico anche, che mi stupisco per cose che mi piacciono e cose che non mi piacciono, cercando poi delle risposte.

Il pubblico per l'arte è molto importante perché senza di esso, senza gli sguardi degli osservatori e i punti di vista, non esisterebbe.

Finalmente nella mia mente comincia a farsi spazio, tra il caos un po' di chiarezza, ora molti concetti mi sembrano più alla mia portata, e mi accorgo con orgoglio che finalmente comincio a interiorizzare un po' di informazioni di base fondamentali per andare avanti a scoprire questo mondo meraviglioso.

Ciò che mi intriga di più è che con l'arte è necessario andare oltre la materia, oltre a ciò che si vede, bisogna esplorare l'opera con il pensiero, le intuizioni, le emozioni, le sensazioni, gli indizi che ci vengono dati per poterla infine comprendere.

Nel corso della lettura ho riso tanto soprattutto per la spontaneità e la semplicità degli interventi di nonna Zita, ho dipanato dubbi artistici grazie alla maestria di Alice, ho dato sfogo alle più belle emozioni ricordando anche momenti della mia infanzia!
Se dovessi proprio dare un voto a questo libro darei un bel 10!!

P.S. Io vi do un consiglio...non sapete cosa fare Visto che i negozi sono chiusi ? Semplice ordinativi online il libro...vi aiuterà a superare la noia di questi tempi e vi farà comprendere che l'Arte è Vita!!!

sabato 21 marzo 2020

MONNALISA SMILE



Sento bussare alla porta (il campanello è rotto da un po', chi mi conosce lo sa!)
Che bello abbiamo visite! Oddio, chi sarà?
In questo momento di "clausura forzata" mi chiedo chi mai abbia voluto trasgredire le regole per venire a trovarmi!

Corro eccitata come una bambina che corre ad aprire al suo papà di ritorno da una lunga giornata di lavoro (io da piccola mi nascondevo sempre dietro la porta per poi fargli prendere uno spavento e lui, ovviamente fingeva di essere terrorizzato...).
Spalanco la porta e a 2/3 metri di distanza, vedo il corriere con un pacco per me.
Uffi. Speravo incoscientemente in un contatto umano... Ci resto quasi male da un lato e bene dall'altro. Ma la mia gioia nel vedere un volto nuovo è maggiore quindi sfodero il mio più bel sorriso e dico un sonoro "Buongiorno!"
Il tipo però non è altrettanto gioioso. Anzi direi, per nulla! Mi guarda come se fossi un'aliena, mi chiede se sono io Valeria Zanuso e quando ne ha la conferma, fa per darmi il pacco ma non sapendo come fare un po' impacciato e un po' imbarazzato, lo appoggia per terra, mi guarda, saluta e scappa letteralmente via!
Resto basita!
Che ci sia una bomba? O forse visto che non mi sono truccata sono così... ripugnevole?
 ...Ah no... è il Covid-19... Ok, tutto nella norma!!!

Rido tra me e me per non piangere, immaginando la tensione del povero fattorino. Che situazione surreale... chi lo avrebbe mai immaginato.



Insieme a Zoe apriamo il pacco.
Dentro troviamo il dvd che ho ordinato qualche giorno fa... "Monnalisa Smile" il film di qualche anno fa con Giulia Roberts... ve lo ricordate? L'ho ordinato perchè ricordo lei che interpreta il ruolo di insegnante di Storia dell'Arte... E lo fa in maniera convincente esprimendo concetti che se non ricordo male, mi possono essere utili in questo mio percorso... Cosa dite che la mia passione oramai si può definire "patologia"? Credo di si... comunque, chiedo a Zoe se questa sera possiamo guardarlo insieme.
Subito non è molto per la quale, ma riesco a convincerla dicendole che parla di studentesse del college, a quella parola (e chi ha figli adolescenti può capire!) si illumina e mi dice un secco, sillabico: "ok!"
Ora forse sarà convinta di ritrovarci i protagonisti di quel programma, idiota, in onda su Rai1 qualche mese fa del quale non ricordo neanche il titolo... (poveri noi dove andremo a finire..) ma tant'è, che
ha detto si!

Prima di schiacciare play, Zoe mi fa una confessione "Sai mamma che l'arte incomincia a piacermi un pochino di più?".
Resto basita per la seconda volta nel giro di 24 ore... lei mi guarda con occhi furbetti e continua "Dai mamma puoi riprenderti dallo shock il film deve iniziare".
Sto per commuovermi ma non c'è tempo...



Inizia...
Siamo negli anni '50. La storia parla di Katherine Watson ragazza nubile che giunge nel prestigioso collegio femminile di Wellesley come docente di storia dell'arte.
Alla prima lezione, dove viene praticamente messa in ridicolo dalle sue allieve, visto che sanno a memoria tutto il libro di arte in dotazione per l'anno accademico, le chiedono se possono andare a studiare cose più importanti.
Katherine si rende conto che lo scopo del collegio è quello di preparare le studentesse alla vita matrimoniale con un buon partito e diventare così mogli perfette e madri devote alla famiglia.
In totale contrasto con i suoi principi.
Lei è convinta che una donna possa contemporaneamente realizzare se stessa facendo anche l'università, affermarsi nel mondo del lavoro ed essere una moglie perfetta!
La professoressa decide quindi di offrire alle ragazze nuovi punti di vista. E tutto questo con l'aiuto dell'arte, inimicandosi così il corpo docente e anche molte studentesse.
Mi piace quando nella lezione successiva presenta alle allieve un dipinto di Chaïm Soutine "Bue squartato" (Minsk 1893 - Parigi 1943 pittore russo, naturalizzato francese, già "conosciuto" nel film su Modigliani -vedi post- ma giuro che andrò a studiarlo seriamente).
Tutte sono finalmente "impreparate". Cercano nel libro in dotazione ma non trovano risposte. Obiettivo raggiunto! La Prof. spiega loro che lì, non ci sono testi che parlano di lui.
Devono essere loro stesse a dire cosa ne pensano, a dire cosa provano, che sensazioni suscita in loro. E sottolinea il fatto che non vi è una teoria giusta o sbagliata. E che può essere bello oppure no! Ognuno di noi può giudicare in base alla propria sensibilità.

Un'altra scena cruciale ed emozionante, ovviamente per me, è quando Katherine accompagna le sue studentesse in una sorta di galleria d'arte e lì si ritrovano davanti ad un... Un "Pollock!" dico esultante io, e Zoe, mi guarda con sufficienza e ridendo  mi dice "brava mamma hai indovinato!". Vabbeh, ho una figlia "insensibile"... scherzo.

Comunque, la professoressa dice alle ragazze di gustarselo in silenzio e di prendersi tutto il tempo che vogliono, poi quando avranno percepito tutte le sensazioni possono andare la lezione  è finita.

L'immagine di stupore di questi visi che guardano l'opera col naso all'insù, mi fa venire in mente quando io osservo con meraviglia un'opera che mi emoziona. Rivedo il mio sguardo carico di eccitazione.... ed è... fantastico!

Il film scorre piacevolmente. E quando ognuna delle ragazze regalano alla Prof una copia fatta da loro, del dipinto "I girasoli" di Vincent Van Gogh, Zoe dice che è un artista che le piace tanto e che la sua maestra a scuola, le ha fatto fare dei bei lavori su di lui e che domani proverà a dipingere pure lei i famosi  girasoli!

Il film finisce.
Sta sera sono felice per 2 motivi: uno perché mi sono emozionata insieme alla mia piccola donna,
due, perché finalmente anche Zoe ora vede un qualcosa di bello nell'arte. Per me questo è un bell'inizio, anche perchè ha sempre detto "io non sopporto l'arte perché è noiosa!"

P.S. A volte anche un semplice film, una commedia leggera, può avere sviluppi interessanti. E se lo dico io che aborro i film per esaltare la lettura... la dice lunga!
Buona visione quindi!
E se ordinate un libro, un dvd o qualsiasi altra cosa on line, non spaventatevi se il corriere si comporta in modo strano... sono tempi di Coronavirus!

venerdì 20 marzo 2020

"PICASSO, UNA VITA" da vedere!!!



12 marzo 2020

Che dire ragazzi, dopo aver scoperto che su Rai Play (vedi a questo proposito il mio post di qualche giorno fa, cliccando qui) posso fare grandi abbuffate di arte, mi sono messa subito a tavola... ehm al pc!

È  da tempo che voglio scrivere qualcosa su "il Genio indiscusso del 900".
Certo che scrivere su di lui non è una passeggiata...
Già da alcune sue affermazioni, come ad esempio: "Le mie opere sono ricordi che scrivo per me stesso", si capisce che sarà un viaggio, il mio, molto complesso.
Riuscire a decifrarlo non sarà semplice!

Sommiamo poi il fatto che non sono una storica dell'arte ma semplicemente un'autodidatta, appassionata e curiosa, vediamo cosa ne viene fuori!

Avete indovinato di chi sto parlando? Ma certo, si lui, proprio lui: Pablo Picasso!

 
Ho deciso di guardare Picasso, una vita, lo speciale in due puntate a lui dedicato.
Silenzio... atmosfera... concentrazione. Si inizia...


Scorrono i primi fotogrammi e immediatamente il ricordo va all'ottobre 2018, quando in compagnia della mia amica Erica sono andata a Milano a vedere la mostra Metamorfosi a Palazzo Reale. La mia prima mostra importante!
Non che le altre non lo siano state, ma qui il soggetto si è distinto parecchio!


Ma torniamo al mio amico Pablo.
Nato in Spagna nel 1881 comincia a disegnare prima ancora di parlare e la prima parola che dirà sarà "lapis" e già qui, la dice lunga...

Il padre, vedendo il suo talento artistico lo sprona e lo porta al museo Prado di Madrid dove resterà scioccato da Goya e Velazquez.
Si iscrive alla scuola d'arte di Liota a Barcellona dove perfeziona la sua tecnica.

Lì decide di firmare le opere con il cognome della madre: PICASSO!

E fin qui tutto più o meno nella norma.

Certo sarà poi, quando conoscerà i piaceri della vita e della carne (donne e oppio!), che i suoi stili cambieranno.

È un uomo che ha legato la sua arte ai suoi amori e anche al contesto storico e politico della propria contemporaneità.
Riusciva ad innamorarsi di una donna semplicemente vedendola per strada. E poi col suo sguardo ammaliante, la faceva capitolare...

Pensate che ho scoperto che ogni volta che cambiava donna, cambiava tutto: stile, casa,  amici. Incredibile anche perché di donne ne ha avute parecchie!

Proseguendo nella visione del film documentario (qui i popcorn sarebbero semplicemente ridicoli, per sostenere il carico emozionale, ci vuole qualcosa di più: una bella stecca di fondente con nocciole intere...) scopro che nella sua lunghissima carriera, è mancato nel 1973, ha avuto diversi periodi: quello Rosa, quello Blu e poi il Cubismo... e ancora i cicli dedicati alla corrida, agli autoritratti, al minotauro per non parlare della sua produzione incisoria! Ma certamente è proprio il Cubismo a renderlo "genio universale".

Quella che si può definire la sua opera "apripista" di questo periodo è la tela "Les Demoiselles d'Avignone".
La scena rappresentata in quest'opera, sono alcune prostitute di un bordello, con sembianze quasi primitive. Pensate che per realizzarla ci ha messo 9 mesi con più 800 studi preparatori.
Ovviamente è una tela che fa scalpore, che provoca reazioni contrastanti e critiche feroci ma lui, va avanti!.

Ha la fortuna di avere per amici scrittori del calibro di Apollinaire e Cocteau, che lo sostengono!
Più avanti è contro la guerra e il regime nazista. E lo manifesta in molte sue opere.
All'esposizione internazionale di Parigi presenta "Guernica". Manifesto politico contro le ingiustizie del nazionalismo di Franco e di tutti i regimi totalitari. Esprime il suo disprezzo per la casta militare che fa "sprofondare la Spagna in un oceano di dolore e tristezza".



Pensate che quest'opera arriverà al MoMA di New York e ci resterà per 40 anni e oggi si trova al Centro d'Arte Reina Sofía di Madrid. Infatti Picasso, da ordine al suo avvocato di farla rientrare in spagna (nel caso lui fosse già morto) solo quando il regime di Franco sarà caduto.

Continua a dipingere anche in periodo di guerra.
Ha 4 figli, che nonostante abbiano madri diverse si incontrano e si affezionano tra loro.
Riesce a formare una specie di famiglia "allargata" anche se le varie compagne non sono proprio felici...
Picasso, nella sua vita, oltre ad essere pittore ed incisore è anche scultore, lavora la ceramica e assembla materiali di recupero diversi per realizzare le proprie opere. Alcune monumentali! Inoltre si confronta anche con la scenografia, la costumeria e la scrittura.
Una curiosità: quando aveva un blocco creativo si rivolgeva alla scultura.

Dipinge incessantemente fino alla sua morte. Lui stesso afferma:"la pittura è più forte di me mi fa fare ciò che vuole".
Alla sua morte si scoprono nelle varie ville e castelli di sua proprietà, una miriade di lavori a tutti sconosciuti.
Nonostante ciò, il valore delle sue opere non si svaluta... anzi!

 L'eredità sarà divisa dai figli ed il 20 per cento andrà allo stato Francese in opere che potrà così finalmente aprire un museo a suo nome: il Musée National Picasso Paris.

I suoi dipinti, le sue sculture sono, come sostiene lui stesso: "un giornale intimo, bisogna girare lentamente le pagine per comprenderne il mistero... siamo ciò che conserviamo" e lui ha conservato tutto, ma veramente tutto nelle sue dimore!

Alla fine del film sono sopraffatta dalla miriade di informazioni ricevute.
E soprattutto dallo stile di vita che ha tenuto... non deve essere stato semplice essere una delle sue amanti e l'unica che forse, lo ha capito davvero, è stata Francoise Gilot, che di sua iniziativa lo ha lasciato.
Le altre sono state vittime e prede di un "minotauro insaziabile".

Se rivedessi ora la mostra di Palazzo Reale, apprezzerei molto di più ciò che ho visto e mi perderei ore per riconosce i volti, i gesti, gli stili e le dinamiche delle sue opere.

Ora ricordo anche un'altra cosa: la gita scolastica in Spagna della quinta superiore.
In quell'occasione ci hanno portati a visitare uno o più musei. Ricordo alcune sue opere, ricordo le sue colombe... ma che volete, a quell'età ed in quella occasione, erano altri gli interessi e altre le mie priorità...!!!

P.S. Se ne avete voglia, vi consiglio di guardarvi questo speciale docu/film così quando riapriranno i musei di tutto il mondo (e mi auguro che ciò avvenga presto perchè significherebbe essere fuori da questo incubo Coronavirus) potrete arrivare preparati davanti alle sue opere! Buona visione!