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martedì 8 dicembre 2020

E fuori nevica...

Sono le 7'00 del mattino.

Il telefono vibra. Un messaggio.

Apro un occhio, ma mi impongo di richiuderlo subito e continuare a dormire.

Ho sonno e voglio dormire. Fuori deve esserci una bufera, perché sento il vento sferzare le imposte delle finestre che scricchiolano e... sento pure il suo "ululare". 

È un suono che mi ha sempre attratto e allo stesso tempo spaventato tantissimo, ma il piacere di essere al calduccio nella mia casa, fa dimenticare e superare ogni timore. È una sensazione travolgente e bellissima insieme.

Dovete sapere che nel sottotetto la voce del vento si fa sentire, eccome se si fa sentire, e dove abito io, in  mezzo alle colline di Soave, le correnti ed il vento si danno appuntamento per mettere in scena un bel concerto. 

Il telefono vibra ancora. 

Dormi Valeria dormi.

Uffffffi ma perché non l'ho messo silenzioso? Forse perché non lo faccio mai?

Non ce la faccio, non resisto, è più forte di me voglio assolutamente vedere chi è che mi scrive a quest'ora!

Apro il messaggio è di Edo mio fratello. Capperi sarà importante. Il messaggio dice:" Nevica!!!"



Salto fuori dal letto come una gazzella vado alla finestra per aprire le imposte....Wow! Che spettacolo! Altro che "nevica"! E' in atto una vera e propria bufera di neve!!!

Lascio le tende aperte e ritorno sotto le coperte. 

Pure Stella la mia gatta non vuole saperne di alzarsi. Si stringe ancora di più a me supplicandomi quasi di restare a farle compagnia. 

I pensieri corrono veloci indietro nel tempo... A quando ero piccola. 

Ricordo che allora, quando capitava la nevicata, per me ed i miei fratelli era una festa. 

Ricordo la frenesia, l'agitazione, l'esplosione di umori nel guardare, con il naso incollato al vetro della finestra della cucina, i fiocchi di neve che scendevano con ritmi diversi: a volte veloci a volte lenti... fluttuando a mulinello come le foglie d'autunno.

Poi con frenesia si correva a cercare l'abbigliamento adatto, i Moon Boot, i guanti, il berretto di lana fatto dalla nonna e cosa più importante la slitta quella vera, quella di legno.

E poi?  Tutti fuori di corsa. 

In un primo istante si ascoltava il magico silenzio e poi via alla lotta con le palle di neve, alle scivolate giù per lo scivolo del garage,  a rotolarsi e a fare l'angelo e le impronte sulla neve. 

Ricordo che rientravamo in casa letteralmente "sfatti". Con le guance arrossate, i vestiti completamente inzuppati da tante ne avevamo fatte. Ricordo i piedi congelati e gli occhi... si quelli erano brillanti, scintillanti... come i nostri sorrisi. Io mi divertivo ad infilare le palle di neve giù per la schiena dei miei fratelli e dei miei cugini... per poi scappare a gambe levate!

Sorrido e mi crogiolo ancora un po' nei miei bei ricordi. Da questi mi arriva un senso di calma, di serenità.

Ad un certo punto vedo qualcosa muoversi alla finestra mi alzo e resto immobile per qualche secondo. 

Un pettirosso è lì, sul mio davanzale a fianco la casetta bianca di ceramica. 


Vorrei fare una foto perché di sfondo c'è anche il castello. Il mio castello! Ma in un batter d'occhio l'uccellino è già volato via. Chissà per dove...

Sembrava l'immagine di una favola. E così mi viene in mente che nell'arte molti artisti hanno dipinto paesaggi innevati. Dove la protagonista, la neve ha offerto loro infinite possibilità di rappresentazione: della luce, ai giochi di colori con la moltitudine infinita di cambiamenti di tonalità.

Pieter Bruegel, artista delle Fiandre del XV sec. è il primo che "rende la neve protagonista delle proprie opere, realizzando numerose tavole ambientate in un paesaggio immacolato, fiabesco come sospeso nel tempo dove la neve tutto avvolge e tutto attenua".


Tra il 700 e 800 Caspar David Friedrich e William Turner dipingono tetri e silenziosi paesaggi innevati ricercando la grandiosità della natura e della storia passata.

Nell'800  la neve diventa alternativamente simbolo di purezza e di denuncia delle asprezze della vita contadina. Lo si percepisce nei dipinti di Coubert e di Van Gogh. Per tutto questo secolo troveremo la neve in molte opere d'arte. Gli impressionisti a tal proposito amano cogliere i sottili effetti di trapasso da un colore all'altro e il cambiamento della luce, a seconda della stagione, delle condizioni atmosferiche e del momento della giornata.

Il vero maestro della neve in questo periodo è Claude Monet che le dedica decine di opere, ambientate soprattutto a Parigi e dintorni, ma anche in Normandia e in Norvegia. 

Nella sua opera "la gazza" il tempo sembra essersi fermato. Il bianco assume sfumature diverse in base ai riflessi delle cose e della luce.

Ed intanto fuori continua a nevicare... e tutto già profuma di Natale...


venerdì 14 febbraio 2020

Al cinema con papà...


12 febbraio 2020

Questa sera sono emozionata!
Andrò al cinema a vedere "Impressionisti Segreti".
Un docu-film dedicato ad uno dei movimenti artistici più importanti degli ultimi 200 anni e sarò accompagnata da un uomo speciale: mio padre! (Che ho scoperto essere il mio lettore più attento).

Dico la verità non so cosa aspettarmi.
Da un lato ho paura che mi annoiero' e finirà che mi addormenterò semi sdraiata sulla poltroncina.
(Si avete letto bene, perchè? Perché gli impressionisti non mi hanno mai, pur riconoscendone tutta l'importanza dovuta, entusiasmato più di tanto); dall'altro, spero di sbagliarmi di grosso!!!

Arriviamo al cinema 15 minuti prima perché ho paura di non trovare posto... ma... ma dove sono tutti? La sala è vuota!
Provo un moto di sconforto perché è un vero peccato che nessuno sia stato attratto da questa rassegna dedicata all'arte. Fortunatamente, e lo dico per l'umanità, 5 minuti prima che inizi il film, la sala si anima un pochino.

Si spengono le luci, e inizia la proiezione.

Il documentario spiega che il movimento degli impressionisti nasce a Parigi fra il 1860 ed il 1870, ed è di fatto, l'introduzione alla grande mostra Impressionisti Segreti in corso a Roma a Palazzo Bonaparte (visitabile fino al prossimo 8 marzo).
Ma chi erano gli impressionisti? Semplicemente un gruppo di giovani artisti, che decisero di dipingere una "realtà quotidiana", fuori dagli schemi e soprattutto, fuori dagli atelier: En Plain Air.
E cosa ancor più straordinaria che, con consapevolezza o no, cambiarono definitivamente il sistema dell'arte di allora, traghettangolo fino ai giorni nostri con gli appellativi "arte moderna" prima e, "arte contemporanea" poi.

La cosa magnifica di questa mostra (e di conseguenza di questo video) è che propone ai visitatori, la visione di opere impressioniste provenienti da collezioni private e di conseguenza, praticamente mai viste prima... E questo è il perchè del titolo, "impressionisti segreti".
Con tutte queste informazioni non posso farmi sfuggire nulla e quindi comincio a prendere appunti sul telefono... Mio padre che osserva sempre tutto, sconvolto, mi guarda e dice quasi sussurrando: "ma non li hai mai presi neanche a scuola!"
Rido orgogliosa tra me e me... e... rispondo prendendolo sottobraccio: "Papà, allora non avevo un blog!".

La pellicola racconta che, a quei tempi, tutti i critici d'arte, rifiutarono il lavoro di questo gruppo di "strani pittori" perché il loro cambiamento stilistico era stato decisamente rivoluzionario! Difficile da accettare ai più.
Avevano cambiato il modo di dipingere e la critica accademica non poteva sostenerlo.
Nei loro dipinti si poteva percepire il movimento, la luce naturale e cosa più importante, l'essenza, l'anima ed il sentimento dell'artista stesso.

Superfluo ricordare i nomi dei più famosi protagonisti di questo movimento... ma lo faccio lo stesso: ci sono i paesaggi naturali di Monet, quelli di Manet, i contadini di Pissaro, le donne e i bambini della Berthe Morisot, le donne "burrose" di Renoir e tanti altri...

L'artista che, confesso, più mi è entrata dentro, facendo breccia nel mio cuore, è sicuramente la Morisot.
C'è, presentato in questo documentario, un suo lavoro dove rappresenta una donna in parte nuda davanti allo specchio, e che nonostante la sua pudicita', risulta di una sensualità disarmante.

l'opera "incriminata" di Berthe Morisot

Insomma, 90 minuti che volano, e quando si riaccendo le luci della sala, sono talmente dispiaciuta, da rimanenerci male, quasi come una bambina a cui è stato sottratto il proprio giocattolo. Avrei voluto saperne ancora, scoprire di più. E ora più che mai mi è venuta voglia di andare a Roma a visitare la mostra!
Insomma, esco dal cinema contentissima! Da oggi, non considererò più gli impressionisti noiosi e pesanti! Lo giuro!
Certo non incarnano il mio stile preferito, ma sono stati comunque degli "apri pista" per tutto ciò che è successo nell'intero mondo dell'arte del '900! Anche per le cosidette "nuove correnti"... quelle che più piacciono a me e per le quali batte sempre forte il cuore!

P.s. mai dare per scontato nulla soprattutto nell'arte...

P.s. Innamorata della vita, dell'arte e sopratutto dell'amore, visto che oggi, il giorno della pubblicazione di questo post, è San Valentino...
Auguri a tutti!