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martedì 29 dicembre 2020

Albero speciale...

 Mi è  appena apparsa online un'immagine suggestiva, che esprime un momento fantastico e gioioso tra madre e figlia. Guardare per credere.



Non è bella? Lo so che il termine bello vuol dire tutto e niente, ma è quello che più esprime ciò che voglio dire. Sarò più precisa. Guardando questo dipinto provo una stretta al cuore ed immediatamente, una specie di calore pian pianino pervade il mio corpo. 

La mente ne è catturata perché si ritrova improvvisamente dentro ad un sogno, un ricordo, un' esperienza, una lettura o addirittura un film. Che si rifà a tempi passati. Tempi lontani, che hanno smosso nel corso della mia vita sentimenti di pace, appagamento, felicità.

Ricordo che quando ero piccola e mi capitava tra le mani un bigliettino di auguri con un'immagine simile, in un nano secondo, mi trovavo catapultata dentro quella stessa scena e la vivevo godendo di ogni minimo particolare.

Ora che sono adulta, mi ritrovo ancora una volta a catapultarmici dentro. E a fantasticare, come allora, con una cognizione diversa, più profonda, più adulta...

 Ritrovo esplicitato il dolcissimo, profondo e speciale, rapporto d'amore, intesa, collaborazione e condivisione che solo tra madre e figlia può esistere.

 L'autore di "Addobbando l'albero" è Louis Lang, un pittore tedesco, ma naturalizzato americano, che ama ritrarre famiglie in momenti di festa. 

La scena è ambientata in una ricca dimora americana, sullo sfondo si intravede fuori dalla finestra la chiesa collegando così l'albero di origine e tradizione pagana con la religione. Il salone è addobbato con drappi e ghirlande che hanno i colori tipici caldi del Natale: il rosso ed verde.

 L'opera in sé nella sua semplicità mi fa sognare e questo per me è già un meraviglioso dono di natale.

venerdì 25 dicembre 2020

Buon Natale a tutti...

Vi è mai capitato di cercare una cosa per giorni e giorni e non trovarla? Si? Ok allora rientro nella norma. 

È che a me capita spesso accidenti! Non rientro più nella norma!

Forse è per questo che mi sono meritata l'epiteto di "Scaramacai"? 

Ok, meglio non approfondire...

Pensate che da me esistono addirittura persone addette a dire i "Sequeri". Una sorta di preghiere in latino in onore di Sant' Antonio che dovrebbero aiutare al ritrovamento della cosa perduta. 

Ora io non è che ho perso qualcosa, io non riesco a trovare qualcosa... quindi qui i Sequeri a poco servono.

Ma il fato a volte arriva in soccorso e... Oggi sono riuscita a trovare l'immagine perfetta per augurare a tutti voi, miei cari lettori, un sereno Natale.

Insomma ci tenevo che fosse qualcosa di speciale per me, e di conseguenza per voi! E non la prima opera "a tema" che mi capitasse tra le mani. 

Si, perché di opere importanti che narrano il Natale, ce ne sono una valanga, ma io cerco sempre quella che mi ingarbuglia le budella o che mi fa battere forte il cuore, lasciandomi senza fiato... In adorazione. 



Si è proprio la parola giusta! Adorazione, perché sto parlando dell'Adorazione del Bambino di Lorenzo Lotto. 

Questa opera la trovo perfetta per questa occasione. È forse quella che si avvicina di più all'immagine che mi ero creata dentro la testa per farvi questo augurio personale. 

Auguro a tutti voi di poter trascorrere questo Natale "Speciale" (questo me lo mette sotto una luce positiva) distribuendo, non essendo sempre possibile dal vivo, in forma virtuale tutto l'amore che potete e non solo... Mi auguro che possiate far arrivare a chiunque l'energia positiva insieme alla curiosità, alla voglia di conoscere, di sbalordirvi e di emozionarvi. Tutte caratteristiche che vi contraddistinguono! 

Pensate forse di non avere queste qualità? Beh, se leggete il mio blog le avete di sicuro! Statene certi!

Buon Natale a tutti!

 

giovedì 24 dicembre 2020

Un uovo a Natale fa subito Pasqua!

Oggi che è la vigilia Natale vi sorprenderò! 

Si, perché non parlerò d'Arte ma di cucina! Visto anche che nel mio subconscio forse desidero ricevere in dono un libro di cucina vero! Attenti, ho detto nel mio subconscio e sottolineo solo in quello! Quindi, che non vi vengano strane idee in mente! Piuttosto regalatemi uno Chef, magari pluristellato! Sarebbe la felicità mia, ma soprattutto di Zoe che ogni tanto, anzi ultimamente un po' più spesso, butta lì con finta innocenza: "Mamma, ma quando andiamo a mangiare dalla nonna Rosa?". Chissà perché...? Forse perchè è considerata la miglior cuoca del parentado? Bah, non capisco!

Comunque oggi voglio farvi un regalo strepitoso.  

Una delle mie super ricette. Una di quelle che mi riesce benissimo. Una di quelle che rende la colazione il momento più bello della mia giornata. Siete curiosi eh? 

Ora vi stupirò! Alla faccia di tutti quelli che ancora credono che io in cucina sia una frana... Di quelli che quando vengono invitati a cena a casa mia, si inventano malattie tropicali iperinfettive e ricadute a lunga distanza di varicella infantile avuta trent'anni fa!

Ok, quindi oggi elargirò tutto ciò che dovreste sapere per fare...  rullo di tamburo..., squilli di trombe... cori angelici ... le famosissime " uova all'occhio di bue"! Ma non di quelle classiche... di quelle perfette! Non aspettavate altro vero?

Dai ammettetelo! Su... a me lo potete confessare... Chi era Vissani? Artusi? O qualcun altro che aveva classificato questa pietanza come una delle più complesse da realizzare?  Beh. Io sono campionessa del Mondo in questa categoria!

Ok, tanto per cominciare, prendete 2 uova freschissime... cioè, tiratele fuori dal frigo.

Se poi, avete le galline che ve le sfornano ogni giorno... beh, meglio ancora... vanno benissimo a temperatura ambiente! Andate direttamente nel pollaio, facendo attenzione a non farvi beccare e a non... scivolare! A me succederebbe sicuramente...

Ah, dimenticavo! Prima delle uova, procuratevi una bella padellina antiaderente. E ricordatevi di ungerla con olio o burro. Perchè? state chiedendo visto che è già antiaderente... E cosa ne so! Io personalmente uso di più l'olio, ma mia mamma, la famosa nonna Rosa, quando ero da lei per la convalescenza, me le faceva col burro: "perché  devi crescere" diceva... Come se una a quarant'anni suonati, dovesse ancora crescere! Ah, dimenticavo... Anche quel simpaticone di Editor sicuramente le fa col burro ma lui è un caso a parte... è di origine "tetesca" quindi non fa testo.

Vabbè, fatele con ciò che vi pare. L'importante è ungere la teglia perché non si attacchino. Parlo per esperienza personale, ovviamente! (a me succede 1 volta su 2 nonostante l'olio!)

Ora arriva il bello, la parte più difficile: "Rompete le uova!"

Nel senso letterale del termine... Si, uffi non vi stavo offendendo. Non quelle "uova"... quelle della gallina di prima!

Anche qui ci vuole tatto. Se siete troppo bruschi il tuorlo rischia di rompersi subito, se siete troppo frettolosi... idem. Se siete maledettamente sbadati o con la testa fra le nuvole, come ogni tanto a me capita... saranno perfetti. Come? Vi starete domandando... Vi ho spiazzato con questa ultima affermazione? Ok, la verità? È tutta questione di... c... ehmm fortuna. Si fortuna!

Io odio quando il tuorlo si rompe! Non lo sopporto proprio. E ho notato che ogni volta che sono di cattivo umore immancabilmente si rompono e il mio umore di più! 

Allora confidando nel fatto che le uova saranno rotte a puntino, fatele soffriggere per qualche minuto aggiungendo un pizzico di sale e di pepe. Il tuorlo non si deve cuocere, non deve diventare sodo, mi raccomando. Andate... Andate a caso... insomma non so dirvi per quanto tempo guardate e giudicate a seconda di come più vi piacciono.

Se vi riesce potete anche creare delle facce aliene molto carine... Ecco qui, in questa specialità potrei definirmi un'artista... anni e anni di esperienza! Di fortuna...


Infine, per l'impiattamento fate molta attenzione. Infatti far scivolare le uova dalla padella al piatto a volte può risultare una manovra più ardua del rompere le uova. 

Mi capita spesso di farle precipitare nel piatto in modo poco decoroso o... ortodosso... e se cerco di raddrizzarle la situazione ahimé, precipita dando origine ad un vero e proprio disastro Ma che ci volete fare, io non rinuncio mai e ci provo ad oltranza sfidando tutte le leggi della gravità.

Quando l'ardua impresa è riuscita non vi resta che scattare una bella foto ricordo per poi inviarla a chi vi sta più a cuore per farlo rosicare d'invidia. Anche perchè non potete sapere se la prossima volta saranno così... perfette! Ah, dimenticavo, mangiatele pure ed in fretta, perché questo piatto freddo non vale niente.

Sicuramente dopo questo post Editor mi depennerà dalla sua preziosa lista... O forse no, perché a Natale siamo tutti più buoni... Vero Mr. Gallery? 

In fondo è proprio lui che mi ha insegnato che nel mondo dell'arte l'uovo ha un significato molto importante! Ma questa è un'altra storia!

Auguro a tutti voi Buona Pasqua!

Ma cosa dico? Ah ecco è per via delle uova... Ok, allora un Buon "Strano" e Santo Natale sicura che ognuno porterà nel cuore  questi preziosissimi insegnamenti.

Con affetto la vostra blogger preferita.

Valeria


martedì 22 dicembre 2020

Lettura di Natale ovvero The Times They Are A-Changing



Sono appena uscita dalla libreria. 

Ci sarei rimasta almeno altre dieci ore e... avrei comprato mezzo negozio. 

Si, vi devo dire la verità. In questo periodo di "clausura" se entro in qualche negozio, rischio di essere assalita dalla sindrome dello shopping compulsivo!

Ho appena acquistato 4 libri. Da regalare a Zoe. Uhmm non so se ho fatto la cosa giusta. Più che altro perché siamo in quella fase in cui io voglio scegliere dei libri per lei e lei vorrebbe sceglierseli da sola! 

Ed i gusti sono opposti! Ma come diceva Bob Dylan... "The Times They Are A-Changing"...

Ok, ma "Mamma Natale", cioè io, da sempre porta delle novelle di Natale e tutti amano le novelle natalizie... non credete?

Ho acquistato un libro, per me dal significato profondo, che può insegnare quanto a volte per dimostrare il nostro amore ad una persona, rinunciamo scioccamente a ciò che più di prezioso abbiamo, per scoprire poi che forse potevamo dimostrarlo senza per forza dover rinunciare a quel qualcosa. 





Si tratta del "Dono dei Magi" di O. Henry. 

Ve lo straconsiglio. Soprattutto anche a chi non ama proprio la lettura perché è breve e si legge tutto d'un fiato.

Prendo il libro tra le mani e già la mia fantasia corre. 

Mi immagino seduta sul sofà in un epoca imprecisata. Fuori nevica, il camino è acceso, la luce fioca di una candela illumina lo scritto che sono intenta a leggere alla mia dolcissima, in questo momento, Zoe.

Lo scoppiettare della legna che brucia fa da colonna sonora di sottofondo.

Una cosa che adoro e ho sempre adorato fare, è leggere ad alta voce per Zoe e per i miei bambini a scuola. Ed è una delle cose che mi manca di più in questo momento del mio lavoro.

Se potessi fare come professione la "lettrice di racconti per bambini" lo farei anche per 12 ore al giorno!

Quando lo faccio infatti, entro nella parte, mi emoziono, sprizzo vero amore per la lettura. 


Sento il cuore che batte forte e si gonfia. Ed il sorriso mi si stampa sulla faccia.

Mi diverto un sacco a fare la voce narrante e a dare una tonalità diversa alle altre parti. 

È si una sorta di recitazione. Ma la cosa che mi soddisfa di più è guardare le facce ammaliate e quegli occhi illuminati di chi mi sta ascoltando e capire che sono riuscita a coinvolgerli, facendogli vivere un vero e proprio sogno. Non a caso a scuola l'addetta alla lettura sono spesso proprio io. Ok imploro, quasi arrivo alla corruzione, le mie colleghe per farmelo fare!! 

La cosa imbarazzante è che quelle volte che ho letto qualcosa agli adulti o a Editor, è stato un vero e proprio disastro! Inizio a balbettare, sbaglio tonalità,  faccio errori di pronuncia, mi si attorciglia la lingua (cosa che non mi succede mai in altre situazioni anzi... forse c'è qualcuno di nostra conoscenza che forse spererebbe questo...vero Mr. Gallery?) insomma ci faccio una vera e propria figura da... analfabeta...

Chissà, che sia ansia da prestazione?

Ma perché con i bambini non mi succede? Eppure loro sono i primi a dirti senza filtri, se qualcosa non va... o non gli piace. 

Sta di fatto che in questi giorni voglio riscoprire questo momento speciale, di coccola, di attenzione, e dedicarlo con tutto il mio amore alla mia pesticciola. 

Me lo sento dentro e se ci penso, penso proprio che sia lo spirito del Natale... quello vero... quello puro. 

Presa dall'entusiasmo svelo a Zoe il mio super progetto per questo periodo... volete sapere la risposta? "Ah si vabbè, se proprio ci tieni...". "The Times They Are A-Changing".

Ok, prendo atto che l'età pre-adolescenziale è terrificante, ma da Piratessa me ne "frego"! Piango dopo... ma sono sicura, anzi straconvinta, che alla fine abdicherà e ne sarà felicissima! 

Potrei scommetterci... ehmm... no meglio non scommettere di solito perdo!

P.s. Se volete ascoltare la bellissima canzone di Bob Dylan cliccate qui sotto!

https://www.youtube.com/watch?v=TlPV4wtZ6HE&feature=emb_logo 


 

 

 

lunedì 21 dicembre 2020

I magi... a casa mia: non sotto una stella ma schiacciati da Stella!

Ho voglia di Natale! 

E quest'anno più che mai! Forse perché è quasi proibito festeggiarlo a dovere, che ne sento più la necessità. Quando ti proibiscono di fare una cosa aumenta a dismisura la voglia di farla! Per me è così! 

Nei giorni scorsi, io e la mia piccola pesticciola ci siamo divertite ad allestire, come tutti gli anni, un graziosissimo presepe. 

Ok, partiamo dal fatto che le doti artistiche nonché architettoniche in me si sono defilate ancora quando ero in fasce. E posso aggiungere che in questo Zoe mi assomiglia! 



Quindi, vi lascio immaginare le difficoltà che sono insorte nel fare la scenografia: montagne che crollano, fiumi che tracimano, capanne o grotte con tanto di stella cometa incollata che ogni tre secondi si stacca rischiando una nuova "strage degli innocenti" o travolgendo i  Re Magi, i pastori e le pecorelle... 



Si, dovete sapere che nel nostro presepe, anche se manca qualche giorno a Natale, tutti i personaggi sono già arrivati... Forse avevano fretta di posizionarsi al posto giusto? O temevano di incappare in restrizioni anti-assembramento? Ma non sanno che è vietato? Dove vivono? In un presepe? Ah, ok... è così... Già... 

Ok, volete la verità?

Noi avevamo voglia di vederli già tutti sistemati per poterci anche giocare e non pensarci più. 

I personaggi che quest'anno ci fanno ridere sono: "l'uomo senza testa", e Stella. La gatta. Quella vera, quella viva. Infatti dovete sapere che Stella, oltre a divertirsi giocando con le statuette... appunto decapitandone per sbaglio ogni tanto qualcuna..., di sera, si trova bene ad andare a dormire dentro la grotta... anche se è già affollata. 

Nulla serve a farle cambiare idea! I miei rimproveri, la prediche come si fanno con un bambino e... più la tiri giù... più lei brontolando, appena ti giri... zac... eccola di nuovo lì! E ti guarda con indifferenza per giunta!  E spesso con un grande sbadiglio scocciato!

Ma perché tutta questa manfrina? Perché oggi parlando con Editor del mio presepe, mentre lui si divertiva a prendermi in giro per il fatto dei Magi che son già presenti, mi ha confidato che l'opera più bella sui Magi che abbia mai visto è quella di Benozzo Gozzoli in Palazzo Medici - Ricciardi a Firenze. 



Benozzo Gozzoli? Ma chi è? Un nuovo Teomondo Scrofalo? Chi lo sa? Chi mai sarà questo signore dal nome un po' strano? Come da copione non ne ho la più pallida idea!  E per dirla tutta, nemmeno sapevo dell'esistenza di questa "cappella dei Magi". 

Ok. ok, Editor non fare quella faccia... Su, su... Che sarà mai? Puoi pure strapparti i capelli quanto vuoi...  ah, dimenticavo... la solita storia: non ne hai! Ahahah, ma pensa ai miei progressi e a quanto mi sto acculturando. Dovresti essere fiero di me!

Ok, da super neostudiosa, mi fiondo direttamente in internet per trovare notizie e foto. 

Wow fantastico! Vengo a scoprire che non si tratta di un semplice "quadretto" ma bensì di un intero ciclo di affreschi. 

Comincio a leggere e vado un po' in crisi... Non ci capisco un piffero! Troppi termini che non conosco, troppe vicissitudini e personaggi della storia che non ricordo... Mamma mia, che figura. 

Vabbè non mi arrendo. Prima o poi memorizzerò qualcosa. Questa rappresentazione ha veramente un che di magico, e sono convinta che avere la possibilità di visitarla in questi giorni renderebbe unico e magico il mio Natale. Peccato che non si possa fare, però!

Ma andiamo a fondo.

"Il fastoso e solenne viaggio dei Magi rappresentato dal Gozzoli nella cappella di Palazzo Medici, parte da Gerusalemme - bianca città fortificata in alto sulla parete orientale, a destra entrando - e si dispiega lungo le tre pareti in senso orario in direzione di Betlemme.

I magi sono rappresentati secondo l’iconografia tradizionale dei tre re, ognuno con un dono da offrire al Bambino (oro, incenso e mirra): Gasparre è il re più giovane, Baldassarre è quello dalla pelle scura e in età matura, Melchiorre in rosso è il più anziano in testa al corteo."

Guardando bene mi accorgo che i particolari sono tantissimi e leggendo scopro che Messer Benozzo per dare magnificenza a questo "viaggio" ha utilizzato materiali rari, preziosi e anche costosi come i lapislazzuli, le lacche lucenti e l'oro.

"Melchiorre, guida il corteo dei tre Magi con il suo seguito vestito di rosso. I Magi sono preceduti da una processione di personaggi coevi, molti dei quali con fisionomie ben caratterizzate, fra le quali è forse possibile riconoscere ritratti di banchieri, collaboratori e sostenitori politici dei Medici."

Questa abitudine degli artisti di rappresentare i personaggi con la faccia dei committenti e delle loro parentele... mi fa sorridere un pel po'... Lo so, è cosa frequente in passato ma ogni volta mi immagino, ritratta in un grande dipinto di oggi, mimetizzata fra la folla... in veste di famosa blogger... Ok, stavo partendo per la tangente....

"Gaspare, il mago giovane, biondo e imberbe porta in dono la mirra, il balsamo cosparso sul corpo dei defunti e dunque allusivo alla natura terrena di Gesù Cristo. 



Vestito di bianco come i partecipanti al suo drappello, il mago guida il corteo della famiglia Medici e di parenti, alleati e ospiti illustri. Segue Baldassarre, il mago di età virile, con la pelle scura."



Se posso permettermi è il più intrigante e affascinante... Si, insomma... in tre parole "il più figo"! 

Bravo Benozzo mi complimento con te!... Ah no Editor, non posso? è sconveniente? Ooops... Vabbeh, oramai...

Vestito di verde come il suo seguito e questo verde gli dona proprio... "Baldassarre occupa il segmento mediano del corteo dei tre re. La pittura soffre qui perdite ingenti: a sinistra per l’apertura della finestra e a destra per la traslazione della porzione della parete occidentale. L’operazione disastrosa ha provocato l’abbattimento della fascia di parete dove erano raffigurati i paggi recanti il dono e la spada di Baldassarre."

Bene! Direi che anche oggi ho imparato qualcosa di nuovo.... Cos'è il consiglio degli antichi saggi per mantenersi giovani e sprintosi? Impara una cosa nuova al giorno! 

Beh, con tutto quello che sto imparando io ogni giorno, dovrei come minimo essere una ventenne... 

Beh, effettivamente... guardandomi bene allo specchio...

"Editor! Smettila di ridere!" Uffa... è proprio dispettoso! Una brutta persona!

martedì 8 dicembre 2020

E fuori nevica...

Sono le 7'00 del mattino.

Il telefono vibra. Un messaggio.

Apro un occhio, ma mi impongo di richiuderlo subito e continuare a dormire.

Ho sonno e voglio dormire. Fuori deve esserci una bufera, perché sento il vento sferzare le imposte delle finestre che scricchiolano e... sento pure il suo "ululare". 

È un suono che mi ha sempre attratto e allo stesso tempo spaventato tantissimo, ma il piacere di essere al calduccio nella mia casa, fa dimenticare e superare ogni timore. È una sensazione travolgente e bellissima insieme.

Dovete sapere che nel sottotetto la voce del vento si fa sentire, eccome se si fa sentire, e dove abito io, in  mezzo alle colline di Soave, le correnti ed il vento si danno appuntamento per mettere in scena un bel concerto. 

Il telefono vibra ancora. 

Dormi Valeria dormi.

Uffffffi ma perché non l'ho messo silenzioso? Forse perché non lo faccio mai?

Non ce la faccio, non resisto, è più forte di me voglio assolutamente vedere chi è che mi scrive a quest'ora!

Apro il messaggio è di Edo mio fratello. Capperi sarà importante. Il messaggio dice:" Nevica!!!"



Salto fuori dal letto come una gazzella vado alla finestra per aprire le imposte....Wow! Che spettacolo! Altro che "nevica"! E' in atto una vera e propria bufera di neve!!!

Lascio le tende aperte e ritorno sotto le coperte. 

Pure Stella la mia gatta non vuole saperne di alzarsi. Si stringe ancora di più a me supplicandomi quasi di restare a farle compagnia. 

I pensieri corrono veloci indietro nel tempo... A quando ero piccola. 

Ricordo che allora, quando capitava la nevicata, per me ed i miei fratelli era una festa. 

Ricordo la frenesia, l'agitazione, l'esplosione di umori nel guardare, con il naso incollato al vetro della finestra della cucina, i fiocchi di neve che scendevano con ritmi diversi: a volte veloci a volte lenti... fluttuando a mulinello come le foglie d'autunno.

Poi con frenesia si correva a cercare l'abbigliamento adatto, i Moon Boot, i guanti, il berretto di lana fatto dalla nonna e cosa più importante la slitta quella vera, quella di legno.

E poi?  Tutti fuori di corsa. 

In un primo istante si ascoltava il magico silenzio e poi via alla lotta con le palle di neve, alle scivolate giù per lo scivolo del garage,  a rotolarsi e a fare l'angelo e le impronte sulla neve. 

Ricordo che rientravamo in casa letteralmente "sfatti". Con le guance arrossate, i vestiti completamente inzuppati da tante ne avevamo fatte. Ricordo i piedi congelati e gli occhi... si quelli erano brillanti, scintillanti... come i nostri sorrisi. Io mi divertivo ad infilare le palle di neve giù per la schiena dei miei fratelli e dei miei cugini... per poi scappare a gambe levate!

Sorrido e mi crogiolo ancora un po' nei miei bei ricordi. Da questi mi arriva un senso di calma, di serenità.

Ad un certo punto vedo qualcosa muoversi alla finestra mi alzo e resto immobile per qualche secondo. 

Un pettirosso è lì, sul mio davanzale a fianco la casetta bianca di ceramica. 


Vorrei fare una foto perché di sfondo c'è anche il castello. Il mio castello! Ma in un batter d'occhio l'uccellino è già volato via. Chissà per dove...

Sembrava l'immagine di una favola. E così mi viene in mente che nell'arte molti artisti hanno dipinto paesaggi innevati. Dove la protagonista, la neve ha offerto loro infinite possibilità di rappresentazione: della luce, ai giochi di colori con la moltitudine infinita di cambiamenti di tonalità.

Pieter Bruegel, artista delle Fiandre del XV sec. è il primo che "rende la neve protagonista delle proprie opere, realizzando numerose tavole ambientate in un paesaggio immacolato, fiabesco come sospeso nel tempo dove la neve tutto avvolge e tutto attenua".


Tra il 700 e 800 Caspar David Friedrich e William Turner dipingono tetri e silenziosi paesaggi innevati ricercando la grandiosità della natura e della storia passata.

Nell'800  la neve diventa alternativamente simbolo di purezza e di denuncia delle asprezze della vita contadina. Lo si percepisce nei dipinti di Coubert e di Van Gogh. Per tutto questo secolo troveremo la neve in molte opere d'arte. Gli impressionisti a tal proposito amano cogliere i sottili effetti di trapasso da un colore all'altro e il cambiamento della luce, a seconda della stagione, delle condizioni atmosferiche e del momento della giornata.

Il vero maestro della neve in questo periodo è Claude Monet che le dedica decine di opere, ambientate soprattutto a Parigi e dintorni, ma anche in Normandia e in Norvegia. 

Nella sua opera "la gazza" il tempo sembra essersi fermato. Il bianco assume sfumature diverse in base ai riflessi delle cose e della luce.

Ed intanto fuori continua a nevicare... e tutto già profuma di Natale...