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giovedì 8 ottobre 2020

"Cloud" la mia nuvola...personale!

 7 ottobre 2020


Sono nell'ultima sala di Palazzo Maffei. Ho intrapreso per la seconda volta un viaggio ristoratore per la mia anima all'interno di questa meravigliosa Casa Museo. No, non sono esagerata nel definirlo "ristoratore", perché la serenità che mi trasmette questo luogo non può essere misurata. E' oltre il limite, se un limite mai ci fosse, nel misurare la felicità. 

Felicità che vivo in questo luogo e che raggiunge sorprendentemente vette altissime... e il mio sorriso "stampato" e "imbalsamato" ne è la conferma!

Comunque, ritornando all'ultima sala, indovinate un po' cosa ho trovato: una nuvola! Lì proprio lì, che mi guarda, che mi aspetta...

Tranquilli, è tutto nella norma... Lo sapete oramai benissimo... io appena posso viaggio! Con la mente o con il corpo, viaggio! E come si fa a non prendere questa occasione? 

Penserete: si ok, ma un conto è se fosse la prima volta che la vedi... ma è già la seconda volta che ti trovi al suo cospetto....

Certo, certo. Ma dalla prima volta sono passati 8 mesi. E qualcosa in me è cambiato radicalmente. E soprattutto, oggi sono da sola in questa sala. Non c'è nessuno. Persino Editor si è volatilizzato... visto la stazza non so come abbia fatto... ma sta di fatto che in questo momento è scomparso dalla mia vista... impegnato a selfarsi con altre opere? Il bello è che poi dice a me che sono sempre lì a fotografarmi!!! Mah, vallo a capire.

Comunque, l'opera "Cloud" (2016), che ho di fronte, è di un giovane artista argentino Leandro Erlich. 

"L'opera intende suggerire un viaggio impossibile tra la variabilità infinita del corpo della nuvola, impalpabile e morbida all'interno della teca di vetro, e il sogno di ogni essere umano di giocare tra le nuvole volendo affrancarsi della propria materialità: in "Cloud" è lampante il riferimento alla cultura barocca per il fascino che esercitano in Elrich l'illusione, il gioco di specchi, i trucchi ottici e le macchine che possono produrre meraviglia e stupore immaginifico".           

Io, nell'osservarla comincio a sentire il mio corpo leggero... E in men che non si dica, mi ritrovo avvolta dalla impalpabile morbidezza della sua consistenza. 

Non sono più in questa sala.

Non sono più con i piedi per terra. Sto fluttuando nel cielo, trasportata da lei. 

Mi sento una Regina. Una pellegrina in cerca del suo spirito. Un'anima. Si, perché il suo modo di avvolgermi mi fa sentire bene. Mi fa stare comoda e sembra che tutto ciò che ho sempre desiderato sia lì, a portata di mano: tocco letteralmente il cielo con un dito... o meglio, sto capendo cosa sia "la felicità". 

Un tempo ero convinta che per raggiungere questo stato di benessere dovevo darmi da fare a più non posso, correndo di qua e di là. Cercando di soddisfare ogni mio, e altrui, desiderio terreno, materiale, tangibile. Qualsiasi esso fosse! Cercando di dimostrare a tutti quanto fossi brava. 

Ero sempre di corsa. E godevo delle mie conquiste solo a metà.

Poi qualcuno, senza chiedermi il permesso, ha deciso di rallentare. Anzi letteralmente "stoppare" questo mio correre senza meta.

In un primo momento ho pensato che questo fosse lo scotto da pagare per un qualcosa commesso magari in una vita precedente (d'altronde, se ero stata una piratessa... chissà che cosa ho combinato...). Poi il tempo mi ha fatto capire.

Mi ha fatto capire quanto sono importante.

Si. Ho capito!

Ho capito che questa nuvola mesi fa non era pronta per me. Ed io non ero pronta per lei. Per viverla. 

Oggi si.

Oggi mi trovo avvolta nel suo calore, nel suo candore nella sua ovattata morbidezza che scalda e risveglia i miei sensi, i miei sentimenti, la mia gioia nell'aver scoperto e, compreso finalmente, come va vissuta la mia vita: giorno per giorno. Day by day!

Non posso fare progetti, lo sapete. Però posso pur sempre sognare! Ed intendiamoci, posso godere con una sensibilità particolare ed un ' empatia" fuori dal comune di tutto ciò che mi si presenta ora difronte. 

E godere come non mai di tutto questo. Mi rende viva! 

Oggi tutto ciò che vedo, che sento, che tocco, è importante. Provoca in me uno stato di gioia e stupore mai provato prima.

Da quassù sono privilegiata.  Vedo i colori dell'autunno... quelli che mi fanno venire voglia di tuffarmi in un mare di foglie gialle, rosse, arancioni, marroni... Pensate, cosa che ho sempre fatto, e fatto fare, ai miei bambini a scuola. E a volte, pure ai loro genitori! 

Sono qui con gli occhi chiusi. Per assaporare approfonditamente ogni rumore, odore e quant'altro.

In questa nuvola è permesso fare monologhi, cantare, sognare ad occhi aperti, ridere, urlare e anche piangere! Si di gioia però... La tristezza non è ammessa. E' bandita, è stata messa in modalità "OFF".

Vi ricordate il post di qualche giorno fa? Quello dell'uomo che misura le nuvole? (Se avete risposto NO, allora cliccate QUI). Ecco, la mia non ha una misura precisa. Diciamo che è fatta apposta per me... è trasformabile. Si, in base al mio sentire, in base a ciò di cui ho bisogno... Ad esempio: se ho voglia di bere il te delle cinque, la postazione è subito pronta... Con tanto di alzatina di vetro ripiena di dolci e deliziosi pasticcini!

In questa nuvola ci possono salire solo le persone che contano veramente. Quelle che sono sempre pronte ad accoglierti e a sorreggerti. Incondizionatamente. Quelle che ti fanno capire in ogni modo possibile, anche se non le vedi tutti i giorni, che ci sono. Quelle che ti amano anche quando sbagli e se perdi la via maestra ti aiutano a ritornare su di essa.

Sento una mano sulla spalla. Mi giro. Editor è ritornato. I miei occhi brillano ed Editor capisce che non deve dire nulla. 

Ora sono pronta per lasciare questo luogo fantastico. Pronta per andare alla conquista della città... non prima però di aver acquistato la meravigliosa brochure con tanto di borsa "griffata" Palzzo Maffei! 

Ehmmm si, ok... Mi piacciono ancora i beni materiali... soprattutto se riguardano l'arte o l'arte di rendermi più bella, felice e che aiuta a prendermi cura di me!!!


mercoledì 7 ottobre 2020

A Palazzo Maffei per "caccia all'errore"

6 ottobre 2020



Sto cominciando a pensare che tutte gli sforzi che ho fatto e sto facendo per "acculturarmi" artisticamente e non solo, stiano veramente avendo i loro frutti creando una nuova "me"! 

Editor non ti agitare! Non è che da ora in poi ci saranno 2 me in giro... basto da sola! Ok? È solo che l'attuale "piratessa" viene... come dire... rinnovata!

Editor no, non nel senso che ho bisogno di qualche "ritocchino"... uffi!!!

Che cosa voglio intendere allora? Calma! Ora ci arrivo! Sapete che sono un po'... come dire... prolissa...

Editor!!! Svegliati! Non dormire proprio ora!

Insomma, dovete sapere che ultimamente sto scoprendo che il mio occhio critico sta diventando veramente critico... anzi, super critico! E non gli sfugge nulla! Nemmeno una pagliuzza, non so se mi state seguendo.

Ultimamente mi sto rendendo conto che se prima sì, osservavo le opere e a volte nella mia mente il tutto appariva "stra incasinato", ora osservo e tutto prende, sempre nella mia testa, una forma chiara, semplice per niente caotica. E mi porta a scoprire particolari che prima non avrei mai preso in considerazione e forse, nemmeno notato neanche se avessi avuto una lente di ingrandimento.

Questa cosa mi lascia basita ed esterefatta. E la cosa mi piace da morire! Perché? Perchè provo una sensazione di divertimento assoluto!

Ora arrivo al dunque!

Allora, qualche giorno fa sono tornata in quel di "Palazzo Maffei" di cui vi ho già parlato in diverse occasioni. Ma la cosa straodinaria è che ho visitato la Casa Museo insieme a Mr. Gallery, che non aveva ancora avuto l'occasione di godere di questa "perla" della città veronese.

Io ero elettrizzata! Quasi come la prima volta che l'ho visitata, perché sapevo che avrei rivisto opere che hanno trovato nel mio cuore un posticino speciale. La cosa sorprendente è che alcune opere d'arte contemporanea sono state sostituite da nuove, sempre appartenenti alla collezione del signor Carlon e pure queste, hanno fatto breccia sul mio cuore... Oh che ci posso fare? Sono romantica anche con l'arte!

Girando tra le sale, mi sono soffermata davanti ad un dipinto del 1700 di un certo Sebastiano Lazzari: "Ritorno dalla caccia (allegoria dell'autunno)". 


Sapete benissimo che non amo molto questo genere di dipinti, ma l'istinto è stato di soffermarmi perché un particolare alquanto strano aveva catturato la mia attenzione. 

Ovviamente avendo la fortuna di essere accompagnata da un "Guru" dell'arte (così l'ho fatto contento e sarà lì a gongolarsi) ho pensato bene di rompergli i "così detti" con i miei perché... Non so perchè ma sembra che in questo dicono che io non sia una dilettante... bensì un'esperta! Mah, non capisco... Comunque... dicevo? ah si, nel farlo abbiamo scoperto che quel dipinto era pieno di "inesattezze" di portata stratosferica.

Il primo particolare che avevo notato era la trasparenza della gonna del vestito di una dama, da cui si intravedevano i gradini della scalinata posteriore. Subito ho pensato che ci fosse stata una perdita di intensità del colore, ma guardando tutti gli altri vestiti nessuno dava lo stesso effetto. Guardate un po' qui...


Poi l'occhio è caduto su una scala che sembrava per metà singola e per metà doppia... Ok non so come spiegarlo bene, ma se guardate la foto, capirete ciò che voglio dire. 


A quel punto la caccia all'errore ha avuto inizio ed io e Mr Gallery abbiamo fatto a gara a chi ne beccava altri.

Guardando i cavalli rappresentati mi sono accorta che qualcuno era letteralmente "azzoppato " e qualcuno aveva la gamba che cresceva in posti alquanto improbabili.



Osservando invece la casa sulla sinistra si percepisce una mancanza di prospettiva e la mancanza di un pezzo di trave.

Per non parlare poi del campanile che vive di vita propria non seguendo assolutamente la linea naturale del tetto e la posizione stessa della chiesa. 

 

Insomma io, da disegnatrice inesperta avrei potuto benissimo fare... lo stesso capolavoro!

È stato fantastico, era come giocare a" caccia all'errore" o "nota le differenze" o ancora "trova l'intruso". 

Tra risate e ovvio stupore, abbiamo dedotto che alla fine forse questo artista non era poi così preciso nella sua arte. Che sia stato un artista che voleva trasgredire le regole e quindi dall'animo contemporaneo? Potrebbe essere... Chi può mai dirlo? Neanche il famigerato Mr. Gallery è riuscito a dare una risposta! 

P.S. Andate a Verona e visitate Palazzo Maffei... ne uscirete innamorati!

 


venerdì 11 settembre 2020

Che noia, che barba... e poi, all'improvviso...

10 settembre 2020
 
Questo post l'ho scritto diverso tempo fa...
Mamma mia, quanto è passato... ma la mia voglia di Sardegna è talmente tanta, 
che il solo ricordo mi emoziona!



luglio 2019


Da quando sono arrivata al mare, ho l'abitudine dopo pranzo di bere il caffè con tutta la family e poi sedermi da sola, se è libero, in un divanetto di fronte alla Galleria d'Arte della struttura, per godere della vista delle opere esposte e magari leggere qualcosa. 

Ci sono dipinti sia di giovani talenti emergenti, di artisti affermati ed anche di grandi Maestri del '900. 

Non nascondo che alcune di esse mi lasciano ancora un sacco di punti interrogativi, uno fra tutti il rapporto valore/prezzo. 

Confesso che su questo argomento ho ancora tanto da imparare.
Il mio amico Mr. Gallery (ve lo ricordate?) è super impegnato con i clienti e collezionisti. Mai avrei pensato che in un luogo di vacanza e relax, un'attività come una Galleria d'Arte potesse avere tanto seguito.
Anche se con me ci ha rinuciato, per piccolissimi motivi riguardanti il budget, mi invita comunque sempre ad unirmi ad ascoltare, così dice: "vista la mia passione, imparo qualcosa!".

 
Oggi sembra che la gente abbia preferito la pennichella. Forse il troppo caldo ma tutti da lì a poco, si rifugiano nelle proprio stanze al fresco dell'aria condizionata. E così il mio amico, pensando di fare cosa gradita, decide di rifilarmi il suo monologo/pippone d'arte quotidiana. 

Non dico che sia così noioso, nooo... ma sinceramente alle due del pomeriggio faccio fatica a mantenere sull'attenti i miei neuroni!
Ok, come faccio a dirglielo? Niente, trattengo lo sbadiglio più grande del mondo, sorrido e mi sacrifico!
Ma come spesso succede in certe occasioni il Fato viene a salvarti!
Ed oggi è successo anche a me... Ora vi racconto com'è andata.

Dunque sto guardando l'ennesima rassegna fotografica di opere d'arte (uhhhahhh...sbadiglio deglutito!) di Mr. Gallery. Sullo schermo del pc: un'immagine di "For the love of God", un teschio umano tempestato di diamanti creato dall'artista inglese Damien Hirst... e lui, Mr. Gallery che... bla, bla, bla...
Entra in Galleria una signora non proprio giovane, ma una bella signora...
Gli occhi di Mr. Gallery si illuminano... forse perchè la conosce o perchè la riconosciuta... per me è solamente, per ora, una deliziosa Signora di una certa età. Elegante nel portamento, al dito un anello pantera di Gucci, alta, sguardo vispo e attento ma avrà 80 anni suonati!
Lui sembra rapito.
Bah, i gusti sono gusti!
Lui si alza fa il bacia mano. Fra loro uno scambio di convenevoli e poi ricordarsi della "palla al piede", la sottoscritta, decide di presentarci... così: "Signora Carla, le presento Valeria, un'amica, appassionata d'arte, alle prime armi e desiderosa di apprendere tutto ciò che può!... Valeria ti presento la Signora Carla una delle più importanti ed influenti collezioniste d'arte contemporanea del nord Italia!."


La mia bocca deve essersi aperta un po' troppo visto che che il mio amico mi fa cenno di richiuderla. Provvedo subito e qui compare il mio sorriso migliore! Vi rendete conto ho la fortuna di essere qui con una collezionista stratosferica...
Il suo modo di fare è molto "in", quindi cerco di darmi un contegno e sfoderare tutte le mie buone maniere (grazie mamma...). Nel corso della chiacchierata vengo a sapere che è qui in vacanza con sua nipote dodicenne, che odia la confusione, e che Mr Gallery vende solo opere "minori"... nel senso che la sua sfera di interesse viaggia a livelli ancora più alti. Ed io che pensavo di avere fra gli amici un nuovo Leo Castelli!


Ok sono curiosa, molto curiosa. Scopro che lei è una socia sostenitrice della GAMeC di Bergamo, che si è appassionata all'arte insieme al marito sin da giovane e a casa sua deve ha una collezione fantastica. Per lo meno da quello che riesco ad intuire.
Ora vuole sapere qualche cosa di me... e cosa le dico? Le dico la verità, che sono una neofita dell'arte, che anche grazie a Mr. Gallery sto facendo un percorso di conoscienza e le racconto della Biennale di Venezia, del Mudec, di alcune mostre viste qua e là. Insomma di un po' delle mie avventure.
Lei si illumina quando scopre che sono della provincia di Verona. Mi dice che essendo di quelle parti, devo assolutamente andare a vedere un paio di gallerie a detta sua, molto rinomate e che mi aiuterebbero ad ampliare le mie conoscenze. Addirittura mi gira il numero di telefono di un tale che è dentro all'organizzazione della Fiera d'Arte di Verona!
Passo un'ora fitta, fitta, tra stupore, adrenalina e felicità perché non è da tutti conoscere collezionisti così importanti! Vorrei farmi raccontare tutto, ma il tempo come si sa è tiranno e la nipotina reclama la presenza della nonna. 

Quando si congeda il mio cuore batte a mille e ho qualche problema a togliermi il sorriso orami stampato sul mio viso. Ringrazio il fato, per avermi offerto questa occasione più unica che rara!


Guardo Mr. Gallery e gli dico ridendo "Dai comunque per me, rimani lo stesso il mio Leo Castelli!".
Lui mi guarda basito, non capisce la mia battuta...
Su una cosa però siamo concordi: pagheremmo oro pur di vedere la collezione della Sig.ra Carla!
 
P.S. Anche nella noia più assoluta un evento imprevisto ti può salvare!

lunedì 9 marzo 2020

Capodanno con Giacometti Cap. 2



1 gennaio 2020

È il primo giorno dell'anno.
Ho avuto la straordinaria idea di venire a Verona a vedere la mostra su Giacometti (vedi post Capodanno con Giacometti Cap. 1).

Subito ho una bella sorpresa. Si perché visto che leggo sempre molto bene i titoli delle mostre (sono un disastro lo ammetto) mi rendo conto solo ora che con Giacometti sono esposte anche opere di altri artisti famosissimi!

Effettivamente riprendo in mano la brochure e questa volta leggendo attentamente, mi accorgo che c'è scritto:"Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinskij capolavori della Fondazione Maeght".
Giusto un piccolo particolare che mi era sfuggito! Ma la sorpresa più strabiliante è che vi è una sala con una collezione  che racchiude opere di Leger, Braque, Derain, oltre a altre opere di Mirò e Chagall.

Ora non crediate che io conosca già tutti questi artisti. Come accade quasi costantemente negli ultimi 2 anni, molti per me sono delle new entry!
Ma quanti caspita di artisti esistono al mondo?!


Entro nella prima sala  e a sorpresa vengo attirata subito da un'opera di Fernand Leger intitolata "composizione su fondo verde".
L'audioguida mi dice che in quest'opera dovrei vedere un uomo a cavallo.
Ora io non ho mai avuto problemi di vista, anzi, potrei quasi vedere anche oltre (ricordatevi che ho i superpoteri da mamma!) ma qui, di cavalli e cavalieri non vedo neanche l'ombra!
Mi piazzo davanti alla tela e più la osservo più il mio cervello va in confusione e non vede nulla.
Qui si apre una sfida... e vi avviso non amo essere sconfitta.
Decido di mollare la presa un attimo per vedere se distraendomi il mio cervello si rimette in moto.

Osservo un' altra opera di Leger a mio parere fantastica "elementi su fondo blu".
A me sembra di vedere due persone con in mezzo un albero che si abbracciano e ciò mi piace perché adoro gli abbracci e gli alberi sono il simbolo della vita... Questa per lo meno, è la mia interpretazione e sarò presuntuosa, ma a me piace così!!!
Ritorno all'opera di prima, riascolto per l'ennesima volta l'audio guida. Sembra che i miei neuroni si siano incaponiti e non vogliano collaborare. Ok, Keep Calm!

Mi dirigo verso "sole giallo" del 1958 di Chagall... finalmente un'opera di questo autore che mi piace (lo ammetto, forse perché ancora lo conosco poco ma Chagall non è nella mia Top 10) con bei colori ed immagini chiare, 2 amanti, un violino, un uccello sdraiato, un sole... giallo appunto!
Ma la mia mente torna là, a quel Leger, e allora quasi irritata torno davanti all'opera ma nulla.
Mi arrendo (solo momentaneamente), la fotografo, e la mando al mio amico Mr Gallery, chiedendo delucidazioni: quasi scioccato mi risponde "ma come diamine fai a non vederlo?il cavallo è bianco con la criniera nera e l'uomo è rosso..." Santa Polenta! Ora lo vedo!!!
Il mio cervello ha ripreso la sua attività. Forse era entrato in modalità off line. Ringrazio e saluto Mr Gallery che più di una volta mi ha salvato in situazioni simili!
Esco dal Palazzo fiera di me stessa per essermi concessa questo regalo di inizio anno...

Dentro di me non vedo l'ora di fare vedere le foto a Zoe, soprattutto, la foto dell'opera incriminata.
Quando lo faccio ci resto malissimo. Alla domanda "Dimmi cucciola, cosa vedi in questa immagine?" Lei prontamente risponde "Che domanda sciocca, mamma, è ovvio: un uomo a cavallo!!!"

P.S. andare a vedere una mostra il primo dell'anno è un buon proposito per cominciare bene!

P.S. Quando si guarda un'opera bisognerebbe resettare il nostro cervello e essere liberi da tanti preconcetti che influenzano la nostra libertà di pensare.

P.S. la mostra è visibile fino al prossimo 5 aprile... andate a vederla! Prima però, in tempi di Coronavirus informatevi se aperta... Visitate il sito della mostra cliccando qui...




domenica 8 marzo 2020

Capodanno con Giacometti Cap. 1




1 gennaio 2020

Meno 7 ...6 ...5 ...4 ...3 ...2 ...1 ...Buon anno a tutti! Peppepereppepe... A-E-I-O-U-Y......

Ok, ok, ho ancora i postumi della cena, interminabile, di ieri sera e della super tombolata... (pensate che ad un certo punto della serata, eravamo intenzionati a spostare in avanti le lancette dell'orologio pur di dar fine a questo supplizio!!!).

Sono le tre del pomeriggio e sto camminando veloce per arrivare il più in fretta possibile al Palazzo della Gran Guardia di Verona.
Obiettivo? La mostra "Il tempo di Giacometti, da Chagall a Kandinskij".

Non vi dico la fatica per trovare un parcheggio, sembra che ieri sera nessuno abbia fatto baldoria e tutti abbiano deciso di riunirsi qui ora a festeggiare.
Avvicinandomi alla mostra mi sale qualche dubbio: "e se c'è troppa gente, e se magari è chiusa?, e se c'è la fila e bisogna aspettare?...".
Capperi, aumento il passo, io quella mostra la voglio assolutamente vedere.
Arrivo rossa in viso e quasi ansimante (ok devo andare in palestra più spesso, primo proposito per il nuovo anno), faccio la prima gradinata che si affaccia su Piazza Bra a due gradini alla volta.
Poi quando vedo la seconda molto più maestosa mi arrendo. Decido di respirare e la faccio da donna elegante e sicura di sé! Insomma, un po' di contegno, d'altronde sono o non sono oramai una signora!

Arrivo all'entrata e mi blocco. Qui non c'è nessuno a parte le hostess.

 Mi avvicino alla biglietteria e chiedo, titubante e quasi timorosa della risposta, all'addetta: "Mi scusi, è aperta la mostra su Giacometti?" la sua risposta è immediata: "Certo! Desidera un biglietto?". Ora il mio sorriso si fa smagliante.  E penso "Ma cosa fa la gente la fuori...nessuno ha voglia di un po' di arte? un po' di cultura?".

Vabbeh, problemi loro.
Prendo l'audio guida e comincio il mio viaggio alla scoperta di questo interessantissimo pittore e scultore svizzero (che ancora conosco poco).
Iniziato all'arte dal padre fin dalla più tenera età  lo seguirà passo passo offrendogli incoraggiamento  e sostegno.
Le sculture in esposizione qui a Verona, sono veramente molto strane. Le prime che vedo rappresentano figure umane che vengono paragonate a utensili. Ad esempio "la donna cucchiaio" e "la coppia".
Poi, figure filiformi quasi spaventose.
L'opera più rappresentativa di Giacometti è "l'uomo che cammina".


L'uomo che cammina suscita differenti emozioni. Un senso di estraneità dall'opera è la prima impressione, poi la strana potenza della scultura si fa largo e trasmette una lieve ma costante inquietudine.
La forma allungata in modo innaturale, trasmette un senso di solitudine, a rimarcare la separazione tra gli individui, mette a nudo la debolezza e fragilità dell'essere.
Trovarsi difronte a questa figura è veramente inquietante sembra quasi che si muova veramente e che voglia venire verso di te...ammiro, scatto mille foto e cerco anche di farmi un selfie (che non mi riesce...uffi) e osservo attentamente ogni parte di questo uomo... non è bello, ma affascina, attira, e ti mette quasi in soggezione.

Io mi ci metto davanti quasi a sfidarlo a dirgli "io ci sono, e anche se mi fai paura non scappo, ti affronto." Un po' come la vita che va affrontata con le sue difficoltà  anche se a volte ci fanno paura, perché la paura impedisce la vita e non la morte, che è l'unica cosa di cui siamo certi (Forse dovevo fare filosofia all'università!).

A tagliare l'aria e a rendere la mostra un po' più spensierata sono esposte opere di Kandinskij e Mirò. Più  precisamente mi colpisce "Blue " del 1925 di Joan Mirò... è incredibile questa tela non ha sostanzialmente nulla di così particolare, ma il suo colore mi fa sognare e mi ritrovo a volare in un cielo stellato alla ricerca di una mia costellazione.


Ok "pianeta terra chiama Valeria ripeto pianeta terra chiama Valeria"...
Eccomi. Ritorno al presente. È incredibile come delle volte, forse spesso, mi ritrovo a sognare ad occhi aperti davanti ad un'opera... ma questo è  il bello dell'Arte ve lo dico sempre!
Arrivo nell'ultima sala e qui si apre una piccola collezione fantastica di cui vi parlerò nel capitolo 2 di questa avventura!

P.S. a volte gli artisti sono veramente complicati difficili da decifrare e non nego che riescono anche a farmi incavolare da quanto sono enigmatici... allora anche se non riesco a comprenderli a fondo mi sforzo di trovare un senso semplice per rendermeli più simpatici!

P.S. la mostra è visibile fino al prossimo 5 aprile... andate a vederla! Prima però, in tempi di Coronavirus informatevi se è aperta... Visitate il sito della mostra cliccando qui...




domenica 26 gennaio 2020

Quando l'Arte viene a cercarti non puoi dire di no!



ottobre 2017

L'arte è è venuta a cercarmi!
Sì proprio così sono convinta, stra convinta, che le cose quando è il momento giusto arrivano. Navigando su Facebook era un po' che mi usciva la promozione della mostra di Botero.
La sottoscritta era un po' che si scervellava per trovare qualcosa di interessante da fare con la sua piccola Zoe, qualcosa che non fosse il solito cinema, Parco divertimenti eccetera... È stata la nostra prima mostra d'arte!
Era gennaio, siamo partite esaltate all'idea che non sapevamo come sarebbe andata, l'avremmo apprezzata? I punti interrogativi erano tanti eravamo completamente una tabula rasa in arte!!! Il fato ha voluto che questa mostra fosse proprio adatta ,per il tipo di colori vivaci e per i buffi personaggi rappresentati ,a due giovani "non ancora neofite" dell'arte... L'audioguida e la fortuna di aver beccato sul percorso un gruppo con bambini con una simpaticissima e preparatissima Guida a cui ci siamo accodate con nonchalance, ci ha dato l'occasione di provare per la prima volta una miriade di emozioni per l'arte...
Siamo tornate a casa alla sera elettrizzate e orgogliose di noi stesse per aver fatto qualcosa di stimolante e semplicemente bello per la nostra cultura personale e per la nostra Anima!

P.S. Se non siete esperti d'arte non ostinatevi a voler fare da soli. Prendetevi un'audioguida così non rinuncerete al vero divertimento... capire i perché dell' artista!!