sabato 29 febbraio 2020

Che scoperta Paul Klee!

Tranquilli, non sono io... lei è Peggy GUGGENHEIM

domenica 16 febbraio 2020

Sto esplorando le varie sale del Guggenheim di Venezia, cercando di evitare la guida inglese con cui ho già fatto la mia bella figuretta (vedi post "Di Zoe, Banksy, Rothko e altre storie veneziane Cap. 1....).
Vedo e rivedo opere interessanti che ogni volta mi piacciono sempre di più.
Forse perché ogni volta riesco a cogliere quel particolare che la volta precedente non ero riuscita a cogliere.

Nonostante le numerose "incursioni" al Peggy Guggenheim, è sempre come fosse la prima volta!
Si, perché le opere esposte cambiano spesso, molto probabilmente vengono esposte a rotazione. Alcune "spariscono" lasciando il posto a tele o sculture magari appena rientrate da un prestito per un'altra mostra.

Analizzando e fotografando i vari lavori presenti in uno dei corridoi, il mio occhio si posa su "il giardino incantato" di Paul Klee (Münchenbuchsee, 18 dicembre 1879 – Muralto, 29 giugno 1940).


Appare come un dipinto quasi infantile.
La cosa più interessante è che in ordine sparso ci sono diversi elementi, che ascoltando l'audio guida, scopro, formano alla fine, una storia bellissima.


La prima figura che noto è un tondo blu, che starebbe a significare il passaggio dal mondo reale al mondo fantastico.
Vicino, trova spazio un bambino a testa in giù, che potrebbe diventare il soggetto della nostra storia.


In basso a sinistra, un'aiuola, in cui si può giocare e in alto a destra un muro o una tenda.
Al centro troviamo una fontana con sopra un elfo. Compaiono poi delle case, un sole e una luna.
Per concludere in alto vi è una campanella azzurra e si pensa che la suonerà la mamma per richiamare o risvegliare il bambino.




Ora vi chiederete "ok e allora"??
Semplice: allora è fantastico! Punto!
Adoro quelle tele che racchiudono una storia, un sogno.
Ciò che più mi ha colpito è stato il fatto che incredibilmente ho fatto un collegamento con un artista dei giorni nostri: Giovanni Maranghi, del quale magari un giorno vi parlerò.

Probabilmente è una cosa mia, ma scoprire oggi che riesco a fare collegamenti, confronti, tra più artisti è per me una vera e propria conquista!

P.s. quando passate davanti ad un'opera osservatela profondamente, scoprirete di sicuro qualcosa che prima vi era sfuggito o addirittura non c'era!




giovedì 27 febbraio 2020

Palazzo Maffei... tanta attesa ma ne è valsa davvero la pena!!


domenica 23 febbraio 2020

È  2 mesi che aspetto questo giorno.
Sono felice, eccitata, emozionata! Il mio livello di curiosità è ai massimi storici! Diciamo che da quando ho sentito dell'apertura di Palazzo Maffei, una casa museo nel centro storico di Verona, sto contando i giorni, le ore, i minuti!
Vi sembrerà esagerato... non per me che ho sete di Arte!

Mi presento in biglietteria con un sorriso smagliante. Alle pareti ci sono 2 scritte al neon di Maurizio Nannucci, questa volta le riconosco subito e già  rido, fiera di me!
La hostess gentilissima  forse perchè contagiata dal mio entusiasmo, mi sorride a sua volta e mi chiede un documento. Mi dice che posso entrare gratuitamente, essendo della provincia di Verona ed essendo la mia prima volta qui.
Ora il mio sorriso diventa ancora più radioso e affermo: "Grazie! Ero già felice prima. Ora lo sono ancora di più!!".

Entro e subito nella prima sala vengo rapita da uno degli artisti che sto scoprendo essere fra i più importanti e coinvolgenti della mia personalissima "classifica": Lucio Fontana con "Concetto spaziale. Attese" del 1964.
E qui il selfie non poteva mancare!
Incontro un ragazzo universitario con la spilla "Ask Me" e gli chiedo se è disposto ad accompagnarmi nell'esplorazione delle prime sale, così da capirci qualcosa in più... Lui, quasi imbarazzato dall'essere stato praticamente adescato da una folle... "ragazza di ieri", non riesce a rifiutare e anzi, oltre a me si aggiungono altre 2 signore diversamente giovani.
Ogni sala è numerata ed ha un suo nome in base all'argomento trattato: Santi ed Eroi, Sala degli stucchi, Venere e le altre, ecc...
Nella sala "L'ira funesta" trovo un'opera fantastica di Burri, "Tutto nero" del 1957, e così quando la guida smette con il suo monologo chiedo se mi può fare una foto... La cosa divertente è che credo sia risultata essere una richiesta alquanto bizzarra, vista la reazione quasi scioccata di Mr. Ask Me. Ma io non mi arrendo e con il sorriso più bello del mio repertorio, ho specificato: "Sa, è un regalo per una persona cara!". Senza nemmeno rendermi conto, questa mia affermazione, non ha certo aiutato a migliorare la mia "immagine" oltre al fatto che per fare la foto, le altre persone hanno dovuto gentilmente spostarsi un po', fermarsi... creando un micro cortocircuito nei flussi delle sale... Si, ma solo per qualche istante... che sarà mai!


Nella sala successiva Mr. Ask Me ci saluta (non capisco, ma ho avuto la sensazione che si sia trattato di una vera e propria fuga... e perchè mai? ...troppe domande? ...foto? ...bha, chissà...).
Senza esitazione alcuna ho così continuato il mio tour da sola.
La cosa curiosa è che quando arrivo in una nuova sala, spero sempre che non sia l'ultima perché ho aspettative altissime. Questo posto mi piace sempre di più!

Mario Sironi
Alle pareti trovano spazio opere del '700 e dell'800 che si alternano a quelle delle avanguardie storiche, quelle d'arte moderna e contemporanea e qui mi si apre un mondo! Il cuore comincia a battere forte e lo sguardo è quasi impazzito tanti sono gli artisti presenti...! Ragazzi, che ci crediate o no, vado in iperventilazione potrei svenire da tanta bellezza! Boccioni, Balla, Picasso, Schifano, Duchamp, Manzoni, Magritte, Vedova, De Chirico e tanti altri...

Giacomo Balla
Umberto Boccioni
Emilio Vedova
Piero Manzoni
Mi soffermo a guardare un'intervista fatta al collezionista che ha raccolto questa magnifica selezione di opere e mi colpisce il fatto che pure lui è partito da zero. Non era un esperto d'arte, un intenditore o chissà cos'altro... Si è avvicinato a lei piano, piano... e questo, mi fa ben sperare (ora, che sia chiaro, è vero che anch'io fino a qualche mese fa, ero completamente a digiuno per quanto riguarda l'arte... ma, c'è una piccolissima, infinitesimale, irrilevante differenza, fra me e lui: il Portafoglio! Quindi... un Palazzo che porti il nome Valeria Zanuso Collection, per ora la vedo cosa improbabile... peccato)!

Arrivo alla fine del percorso caricata a mille dalla miriade di emozioni, palpitazioni... Ho scattato foto come se fossi un fotoreporter per cercare di non dimenticare nulla.
Esco dal Museo sapendo già che ci ritornerò presto, perché  alcune opere vanno riviste con più calma... anche perché oggi c'era la curiosità della prima volta, del tutto e subito.

Milena ed Io!

Ho bisogno ora di un qualcosa che mi ristori e così  mi dirigo felice, raggiante, quasi saltellando, verso un localino carinissimo che si trova giusto a pochi passi dal museo : il "Caffè Scala".
Lì ci lavora Milena una mia amica. Mi siedo mi ordino un infuso ai mirtilli e un tortino al cioccolato... sublime...
Un ottimo premio per meditare e concludere una giornata fantastica!

P.s.  Vedere una mostra per la prima volta è sempre emozionante soprattutto se si trovano gli artisti preferiti, per gustarla appieno è il caso di ritornarci più volte, liberi, almeno un pochino, dall'euforia della prima volta!!!

Pablo Picasso

Alberto Savinio

Georges Braque

Giovanni Boldini

mercoledì 26 febbraio 2020

Di Zoe, BanKsy, Rothko e altre storie veneziane Cap.2


domenica 16 febbraio 2020

Oggi, io e Zoe siamo a Venezia, per vedere Banksy e per andare alla Guggenheim Collection e chissà... (vedi post precedente cliccando qui).
Da quando siamo arrivate continuiamo a fermarci a fare foto di qua e di là. E' carnevale, è pieno di gente in maschera, alcune bellisime e spesso ci mettiamo in posa per scattare foto con loro e selfie strepitosi.
Nel scattare una delle mille foto che ho fatto, mi cade l'occhio su uno stendardo appeso al Palazzo che c'è sullo sfondo...
Provo a zoommare per leggere bene quello che c'è scritto.
Nel frattempo Zoe e le maschere veneziane sono lì in posa, convinte che stia scattando loro un sacco di foto... Dopo un po' ringraziano, salutano e se ne vanno verso altri click... In realtà non ho scattato la foto e quando Zoe se ne accorgerà (se mai leggerà questo post) mi sgriderà... "Oh Signur!..." ma io non l'ho fatto a posta... E' stata una cosa che è successa da sola.... "Ti stai arrampicando sugli specchi!" direte voi? Ok, va bene, ci sto provando!

Comunque grazie a quella foto che avrei dovuto fare  e non ho fatto, ho scoperto che era in corso ed oggi era l'ultimo giorno, una mostra sul Novecento a Palazzo Franchetti.
Incrociando le dita ho chiesto a Zoe se avesse avuto piacere ad andare, visto che tanto eravamo in anticipo per il suo laboratorio alla Guggenheim e... stranamente mi ha detto di sì.
Siamo arrivate in questo Palazzo meraviglioso. Zoe ha incominciato a dirmi che avrebbe desiderato nei suoi sogni vivere in un Palazzo così... e cosa vi devo dire, pure io!
All'entrata ci da il benvenuto una scultura di Giacomo Manzu' "cardinale seduto". Bella non il mio genere, forse un po' inquietante.


Poi, proseguendo nella prima sala incontriamo opere di artisti famosissimi. Giorgio Morandi con le nature morte, Gino Severini, Giacomo Balla con "canaringatti" opera molto apprezzata da mia figlia, e poi Mirò, Paul Klee, De Chirico con i suoi manichini, il Trovatore, Ettore e Andromaca, Piazza d'Italia e addirittura Palazzo Ducale a Venezia!


Magritte è presente con 5/6 opere, di lui mi colpisce tantissimo "le salon de dieu" è un'opera pienamente surreale, con un bellissimo cielo stellato sopra ed una casa illuminata a giorno sotto.  C'è una tela intitolata "météore" che rappresenta la testa di un cavallo con lo sfondo di un bosco, magnifica ma ciò che colpisce è il tipo di pittura... è fatta di micro pennellate di colori tenui mescolati in maniera sublime tra loro... sarebbe da guardare con la lente di ingrandimento da quanto è preziosa. Continuando nella sala successiva trovo Franz Kline, con un "untitled" del 1950 che mi piace moltissimo per i colori sul blu e verde, realizzato ad olio e collage, Sam Francis e tanti altri...



E ciliegina sulla torta, per finire 4 fantastici Andy Warhol compreso un Mao che già volevo vedere a Berlino (delle storie berlinisi vi scriverò presto).
Insomma arrivo all'ultima sala veramente soddisfatta ho visto tele impressionanti e magnifiche... sono strafelice perché questa tappa è stata proprio una casuale scoperta!!!


P.s. quando scattate le foto guardate bene cosa si nasconde sullo sfondo...le sorprese sono dietro l'angolo!








martedì 25 febbraio 2020

Di Zoe, BanKsy, Rothko e altre storie veneziane Cap.1

Gregge di pecore (foto dal web)

domenica 16 febbraio 2020
 
Sono in auto, assediata da almeno 400 pecore che ci circondano...
Tra 20 minuti ho un treno che mi porterà a Venezia che vorrei prendere...
E invece? Mi ritrovo qui a sbattere la testa sul volante... Con mia figlia, si c'è anche Zoe, che ride e mi guarda perplessa come fossi una pazza...
Ok, siamo partite da casa un po' di corsa, ma chi poteva immaginare che nel nostro tragitto avremmo trovato il guidatore della domenica che va ai 40 all'ora, il gruppo di ciclisti che occupa tutta la corsia e la transumanza delle pecore???
Zoe dice che le sembra di essere in un film!!! "Si dell'orrore!" penso io!
Arriviamo comunque in stazione e troviamo un parcheggio... Miracolo!... Visto come è incominciata la giornata... speriamo questa sera al ritorno, di non trovare sorprese...!
Ci mettiamo a correre e riusciamo a prendere il nostro treno al volo!!!
Oggi mi sono posta 3 obiettivi: uno, riuscire a scovare il graffito "Bambino profugo nel vento" di Banksy; due, portare Zoe a fare un laboratorio d'arte al Guggenheim su Frank Stella e tre, approfittare nel frattempo di visitare il museo e riguardare con calma alcune opere di cui oggi, conosco qualcosa in più.

Banksy a Venezia

Arrivate a Venezia impostiamo il navigatore del telefono alla ricerca del nostro Banksy e...
ad un certo punto da lontano i miei occhi lo vedono! Anche Zoe lo intravede e cominciamo a urlare super eccitate come 2 bambine di 10 anni (o meglio io incomincio ad urlare come una bimba di 10 anni... Zoe li ha!!!).

Cerchiamo, attraversando calle e ponti, di arrivare al punto di osservazione esatto... ci siamo solo noi e Lui. Il mio cuore sta battendo forte, continuo a saltellare e a dire "guarda, guarda Zoe è lui, ti rendi conto è lui? E noi siamo qui, non ci posso credere!"... la trepidazione è talmente forte che sono travolta e scossa da brividi. Potrei mettermi a piangere da un momento all'altro, da quanto è forte l'emozione! Vorrei dire al mondo intero che sono qui, di fronte alla mia prima opera di Banksy vista dal vero! Faccio un sacco di foto da poter condividere con tutti voi! Zoe è emozionata si, ma rimane con i piedi per terra e mi dice ridendo "mamma stai calma!!!".

Dopo essermi ripresa dalla forte emozione e metabolizzato il momento, ci dirigiamo verso la Guggenheim Collection. Attraversando uno dei tanti ponticelli ci troviamo per caso caso di fronte a Palazzo Franchetti dove fatalità è in corso, ed oggi è l'ultimo giorno, una mostra su tanti artisti del '900 (di cui vi parlerò in un altro post, perchè ovviamente non ho resistito e ho convinto Zoe ad accompagnarmi).
Poi proseguiamo verso il nostro secondo obiettivo.
Quando arriviamo alla Guggenheim, veniamo accolte da un gruppo di giovani ragazzi stranieri, che parlano benissimo italiano ed inglese. Sono i tutor del corso... prendono in affidamento il gruppo di aspiranti artisti, circa una decina, e si avviano a fare le loro attività artistiche...
Zoe è felice ed emozionata!
Rimango da sola. Con ancora il Banksy nella mente, prendo l'audioguida e comincio la mia visita.

La prima opera che incontro è quella di Magritte (di cui ho scritto un post che prima o poi pubblicherò) e qui immediatamente, scatta un selfie.

Poi ritrovo "L'Oiseau dans l'espace " di Brancusi, una scultura magnifica, elegante, perfetta... e qui si avvicina una hostess che mi chiede se parlo inglese e se desidero che mi illustri quest'opera. Io ovviamente rispondo "certo che parlo inglese... cioè, un po'... si, abbastanza... più o meno". Dopo meno di un minuto, la supplico di spiegarmi le cose in italiano perché non ci sto capendo nulla!!! Poteva mancare la mia bella figuretta quotidiana? Vabbeh, me ne infischio e proseguo la mia visita, soffermandomi su opere di artisti che l'ultima volta che sono stata qui, ancora non conoscevo ed apprezzavo. C'è Paul Klee, Max Enst, Alberto Burri, Jasper Johns e quando vedo "Lui" mi sciolgo... si "Lui" il mio primo Rothko!!! E' attrazione fatale!
Il selfie è d'obbligo e non contenta chiedo ad una turista francese se mi può fare una foto...

Con Mr. Rothko

Se potessi lo abbraccerei...  l'opera e anche l'artista ...e anche la francese da quanto sono contenta!
La tranquillità, la calma, il silenzio assordante che riesce a trasmettere sono unici, sensazionali.
Ecco ora sono in pace! Guardo l'ora e mi accorgo che è già passata un'ora e mezza... e penso: "Oh mamma, Zoe!"
Corro all'entrata e in quell'istante arriva con la sua opera d'arte fra le mani... spettacolare!!!
È entusiasta e mi chiede già, se possiamo tornare ancora a fare anche gli altri laboratori...
Il mio cuore scoppia letteralmente di gioia...
Ora però, visto che è carnevale ci meritiamo una bella frittella gigante veneziana!!!!


P.s. Anche se Banksy lo avevo già visto al Mudec è bello ritrovarsi emozionati  davanti ad uno ancora, lì dove è stato concepito...Trovate il vostro... in Italia ce ne sono 2 uno a Venezia e uno a Napoli, normalmente vengono staccati o cancellati...questi due sono ancora lì!!!

Beh, un Burri così non lo vogliamo "selfiare"?


per vedere gli altri miei interventi su Banksy, clicca qui

sabato 22 febbraio 2020

L'Arte che corre sul tapis roulant

ottobre 2019

Andando in palestra, ok lo ammetto ho bisogno di rassodare un po' le parti posteriori, ho scoperto una cosa fortissima!!!
In alcune palestre, come la mia, la Gymnasium di Soave, puoi correre sul tapis roulant avendo a disposizione davanti a te uno schermo con youtube e guardare quindi i video che più ti piacciono...
Da quando l'ho scoperto la mia corsa mattutina (passeggiata veloce.....è che faceva più figo immaginarmi correre!!!) è diventata uno dei momenti più interessanti della palestra ...
Infatti mi perdo nei video di artisti e musei per conoscerli più a fondo!
A volte, come è capitato questa mattina, mi capita di imbattermi in opere già viste. Questa mattina è successo con una ammirata al Guggenheim di Venezia e di cui ho fatto tanto di foto realizzando che è di un artista che sto imparando ad apprezzare moltissimo: Frank Stella.
Dovete sapere che, con la scusa che sto studiando tanto (magari tutti i miei studi fossero stati così piacevoli!!), più approfondisco la conoscenza dei diversi artisti, più mi accorgo che un giorno sono più attratta da uno, poi scopro che qualcun'altro mi acchiappa di più come tecnica, tonalità, metodo, personalità...
Ciò significa che forse piano piano sto formando un mio gusto.....un gusto tutto mio!!!
Questo per me è un grande traguardo!
Ciò che per ora mi piace di Stella sono: i colori e le forme geometriche di alcune sue opere.
Mi danno una sensazione come dire... lineare..., liscia..., tranquilla... e tutto ciò mi fa stare bene... semplicemente bene... niente più!!!

P.s. Correre con l'Arte ?? Da provare assolutamente!!!

Hagamatana II - polimeri e polimeri fluorescenti su tela, 1967, 305.4 x 458 x 7.5 cm Museu Coleção Berardo - Lisbona
Gray Scramble, olio e matita su tela, 1968-69, 175.3 x 175.3 cm - Peggy Guggenhein Collection - Venezia

giovedì 20 febbraio 2020

Tutto da sola... Un giro a Milano per Banksy



marzo 2019

Oggi ho un giorno di vacanza. E visto che Zoe (mia figlia) è a scuola fino alle 16'00, ho pensato di organizzare una gita al Museo. Da sola!

Destinazione il Mudec di Milano per la mostra su Banksy.
È la prima volta che mi avventuro in una gita tutta mia ed è tutto così eccitante...
Il tempo che ho a disposizione è poco ma dovrebbe essere sufficiente per essere di ritorno in tempo per andare prendere Zoe a scuola.
Allora saluto mia figlia e salgo in auto alla volta di Verona per prendere il Freccia Rossa che mi porterà in una città che adoro: Milano!
 
Il viaggio mi permette di documentarmi un po' su questo artista "di strada" singolare (grazie anche ad un bel libro che mi è stato regalato qualche settimana prima... BANKSY di Andrea Concas), che oltre ad usare una tecnica inusuale per me, lo stancil, è reso ancora più interessante per il fatto che nessuno (o pochissimi) conoscono la sua identità.


Per aiutarvi a capire meglio di chi sto parlando, è quell'artista che ha distrutto una propria opera, subito dopo una importante aggiudicazione (1'400'000 sterline) qualche mese fa a Londra. Ricordate? ne parlarono tutti i telegiornali...
Ebbene, per lui essere invisibile significa avere un superpotere che gli consente di essere contemporaneamente osservatore, critico, pensatore e creatore indisturbato.
In effetti le sue opere appaiono in aree delle città  come ponti, cavalcavia, sponde di fiumi, facciate di edifici, navi, vecchie fabbriche, ciminiere e persino recinti di animali negli zoo, come se non volesse mettersi troppo in mostra.
Nel giro di una notte riesce realizzare una propria opera: un murales.
Ed ecco perchè l'utilizzo dello stancil, per velocizzare la produzione dell'opera stessa.
La cosa curiosa per molti è andare in giro per la città e scovare una sua nuova creazione.
Ma torniamo ai fatti. Arrivo alla mostra alle 11 puntuale per la visita che ho prenotato, mi infilo le cuffie e faccio partire l'audioguida... Comincia così il mio tour.
Le opere esposte le trovo interessanti e allo stesso tempo provocatorie. Ognuna ha la sua storia ed è bello calarsi in ognuna di esse.
Gran parte dei soggetti di Banksy sono una denuncia contro la guerra. La sua è una guerra culturale contro le guerre convenzionali e contro le logiche che le producono.
Solo i bambini sono eroi in un mondo che è preda della violenza e della sopraffazione, eroi ai quali affidare un messaggio di speranza.

C'è un'opera che trovo simpatica ed è quella che rappresenta un ratto che ha appena disegnato un cuore e dice: "ho imbrattato d'Amore il mondo"!
I ratti di Banksy sono ironici, irriverenti, quasi umani...
Le opere esposte mi affascinano talmente tanto che ad un certo punto mi accorgo che devo scappare! Due ore e mezza sono volate! Ho un treno da prendere e una figlia da recuperare a scuola...
Esco dal museo di corsa, mi fiondo in metropolitana sperando ci sia subito un convoglio.
La fortuna è dalla mia. Arrivo in stazione e corro per riuscire a prendere la mia "Freccia"...
Ce la faccio x un pelo! Ma la corsa non finisce qui. Arrivata a Verona prendo la macchina, affronto il traffico cittadino e finalmente arrivo perfettamente in orario all'uscita della scuola di mia figlia...
Ci sono riuscita... anche questa volta!
I "super-poteri di mamma" hanno funzionato!
Respiro, guardo Zoe corrermi incontro con il sorriso. Le sorrido a mia volta e lei mi guarda perplessa, e dice: "sembra che hai corso come una matta, e si mette a ridere!" 
"Giusto un pochino..." rispondo io e penso tra me e me, "Ma ne è valsa la pena!"

P.s. un bel regalo da farsi? Andate a vedere una mostra anche da soli , perché no?

P.s. se andate in grandi città, Londra, Bristol, Venezia, Cisgiordania e tante altre, guardatevi bene attorno, potreste trovare un'opera di Banksy!






https://www.mudec.it/ita/banksy-mudec-milano/

per vedere gli altri miei interventi su Banksy, clicca qui

martedì 18 febbraio 2020

Biennale di Venezia? la mia Disneyland... Cap.2


agosto 2019

Sabato di metà agosto sono appena scesa alla stazione Santa Lucia di Venezia.
Squilla il telefono, è mio fratello Edo: "allora sei arrivata? dove sei?"
Rispondo quasi saltellando per l'eccitazione: "si, si, sono qui sui gradini fuori dalla stazione",
dall'altra parte sento un "ok ferma li, non ti muovere che arriviamo!".
Forse mio fratello ha paura che scappi? O forse sa che potrei perdermi da un momento all'altro, vista la grande curiosità che mi porta ad essere attratta da tutto e da tutti?
Lascio a voi intuire la risposta esatta... Ecco li vedo , Edo e Fabio i miei compagni di avventura di oggi.
Gli corro incontro felice di vederli, li abbraccio forte esprimendo subito la mia euforia e voglia di andare alla scoperta della Biennale!

Tranquilli so cosa state pensando, si ci sono già stata (vedi il post Biennale di Venezia ?...la mia Disneyland Cap.1) ma oggi andrò a vedere la parte dei Giardini, che non ho ancora visitato.
Lungo il tragitto, come sempre, resto affascinata dal paessaggio e ricordo a me stessa quanto sono fortunata a potermi recare in questa splendida città quando voglio, vista la vicinanza.

Arriviamo ai Giardini. Non sto più nella pelle, non vedo l'ora di esibire il mio pass e finalmente entrare.
L'ambiente mi attira tantissimo perchè ogni stato ha il suo padiglione... più o meno.
Le prime installazioni che vediamo sono molto strane ma altrettanto curiose, come tutto del resto qui alla Biennale!
Mi fermo di fronte a dei pannelli monocolore (non ricordo assolutamente ne l'artista ne la nazione che proponeva questa installazione) in cui a ritmi regolari si può scorgere una scritta che quasi fuoriesce dalla tela... In quel mentre sento dietro di me una persona che chiede informazioni ad una hostess, sulla performance della Lituania, quella che ha vinto il primo premio quest'anno. Con nonchalance, mi intrometto nella conversazione e con meraviglia scopro che la performance viene fatta solo in alcuni sabati dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 e... Oggi ci sarà!
Quasi esplodo dalla gioia e corro ad avvisare i mei compagni di "Biennale" che voglio assolutamente andare a vedere questo spettacolo.
I due mi guardano sbigottiti. Li rassicuro che sarà una performance sensazionale, mentre fra me e me penso: "Avrà vinto per qualcosa capperi!!!"

Proseguiamo il nostro viaggio verso la meta prefissata, meravigliandoci difronte ad ogni padiglione ed ogni installazione. Una perchè curiosa, un'altra perchè indecifrabile, alcune perchè terrificanti... visto che questa biennale non mi sembra incentrata su temi allegri!
Ci divertiamo così a dare noi, le nostre interpretazioni.
Il padiglione Venezia mi colpisce e mi diverte tantissimo (anche se non ne ho capito il senso!).
Si entra da una fessura in un lungo tunnel fatto di nylon bianco, il fondo è nero e quando lo calpesti (si è rigorosamente scalzi) ti accorgi che sprofondi. La sensazione è stranissima perchè al di sotto del telo c'è un liquido (vedi foto). Sembra di camminare su qualcosa di vivo!
Usciamo ridendo e all'unanimità la consideriamo l'esperienza più bella della giornata.

A questo punto ci dirigiamo verso il sito della performance della Lituania e perdendoci tra le calle, i palazzi e i ponti veneziani, alla fine riusciamo ad arrivare a destinazione...
Scopriamo che dovremmo attendere parecchio, perchè c'è una lunghissima fila. E così passiamo un'ora e mezza ad auto incoraggiarci, continuando a ripeterci che stiamo facendo la cosa giusta.
Quando finalmente arriva il nostro turno lo spettacolo che ci accoglie è veramente surreale: una spiaggia, vera, fatta di sabbia, messa dentro ad un capannone, con coppie e piccoli gruppi di bagnanti sdraiati. C'è chi legge, chi gioca a racchettoni, chi dorme, chi si scambia sguardi d'amore, adulti, bambini...
Noi spettatori, vediamo la scena dall'alto. A ritmi regolari, i protagonisti cantano delle canzoni in inglese, che raccontano la loro vita.
Restiamo di stucco perché sono bravissimi. Riescono a farti vibrare l'anima, riescono a farti meravigliare, a piangere e a ridere allo stesso tempo... si perchè qui sei stato trasportato in una dimensione strana, diversa, staccata completamente dalla realtà.
Il tempo per sostare è stabilito in soli 20 minuti, ma è impossibile andare. E' come se le musiche ti incatenassero lì, come un moderno canto delle sirene.
Alla fine a malincuore e per il rispetto di chi sta ancora aspettando il suo turno dopo di noi, decidiamo di andare.
Tutti e tre siamo sorridenti e fieri di noi stessi per non esserci fatti scoraggiare dalla lunga fila...
Ce l'abbiamo fatta e ne è valsa proprio la pena.
Possiamo dire di avere visto dal vivo l'opera  vincitrice della Biennale 2019!!!

P.s. per godere delle meraviglie dell'arte a volte c'è da sudare ....il risultato però unico e meraviglioso arricchisce la nostra mente, il nostro cuore e la nostra anima!!!

Altre immagini della visita alla Biennale...