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venerdì 11 dicembre 2020

Avete scritto a Babbo Natale, o se volete a Mamma Natale, le vostre letterine??

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito... perché la lettura è un'immortalità all'indietro.

Umberto Eco

Oggi mi sono imbattuta in un'opera di un artista, tanto per cambiare, a me sconosciuto. Che comunque, mi ha incuriosito tantissimo. L'immagine, ambientata nei primi anni del 900, ritrae una ragazzina seduta davanti alla finestra intenta a leggere o sfogliare un libro. La sua peculiarità mi ha portato a navigare in rete a cercare altre immagini simili e... mi si è aperto un mondo. 


Ora, conoscete tutti la  mia passione per la lettura e spesso vi ho deliziato (o magari annoiato...) se così si può dire, con i miei selfie fatti con il mio amico libro tra le mani. 

Ecco ricercando opere d'arte con donne che si dedicano alla lettura ho trovato opere magnifiche che mi hanno lasciato senza fiato tanto sono espressive, inebrianti... opere di  Boccioni e addirittura di Picasso.


Sto perdendo troppo tempo? Ok, ho capito. Arrivo al dunque. 

La cosa ha sortito in me subito un senso di calore, di magia, di momento unico, personale e ovattato. 

Si, perché quando mi rifugio nella lettura non posso fare altro che ritrovarmi in un mondo parallelo, in una specie di bolla dove posso evadere dalla realtà, dalla mediocrità, dove posso fare esperienza di una vita che non vivrò mai. Dove in ogni pagina posso provare un'emozione nuova, un'avventura incredibile...

Ditemi se questo non è un incantesimo. 

Se ci pensate bene, e qui dovete impegnarvi, desiderare una bacchetta magica equivale, se lavorate bene con il pensiero, al desiderare di avere un buon libro.

Mi spiego meglio. 

Primo, esistono miliardi di libri, di ogni genere e sorta e qui è impossibile non riuscire a trovare quello che fa al caso nostro. 

Secondo, ogni libro ti permette di prenderti un tempo tutto tuo dove poter spaziare con la fantasia. 

Terzo, questo oggetto diventa per forza di cose, una super coccola perché fa bene alla tua anima, al tuo cuore. 

Quarto, ritrovarti perso tra le pagine di un bel viaggio qualunque esso sia, ti fa dimenticare le preoccupazioni che attanagliano la tua vita ogni giorno. 

Quinto ed ultimo, la tua apertura mentale ne risentirà in modo permanente. 

E ditemi se non è poco magico tutto ciò!

Ora siamo nel periodo natalizio ed io per tradizione, ho sempre incaricato il Buon Babbo Natale o come dice ultimamente la mia pesticciola, la brava e buona "Mamma Natale", di portare in dono un buon libro! 

Quindi visto che mancano pochi giorni al 25 e visto e considerato che ce ne staremo tutti a casa al calduccio, penso che potrebbe essere una bella idea darvi qualche consiglio di buone, divertenti e semplici letture sull'arte.

Per chi è già ampiamente svezzato, cioè adulto avrei 4 splendide idee:

 - "L'arte contemporanea spiegata a mia nonna" di Alice Zannoni ed. NFC


 - "Keep calm e impara a capire l'arte" di Alessandra Redaelli ed. Newton Compton Editori 

 - "I segreti dell'arte moderna e contemporanea" di Alessandra Redaelli ed.Newton Compton Editori 

 - "10 cose da sapere sull'arte contemporanea" di Alessandra Redaelli ed.Newton Compton Editori

 


Per chi invece è ancora in tenera età... cioè "bambino" ho qualche suggerimento da non perdere (ne gioveranno sicuramente anche gli adulti, ve lo dico per esperienza personale!): 

 - " Il giro del cielo" di Joan Mirò e Daniel Pennac ed. Salani 



 - "Piero Manzoni" di Fausto Gilberti ed. Corraini 

 - "Lucio Fontana" di Fausto Gilberti ed. Corraini

 - "Yayio Kusama"di Fausto Gilberti ed. Corraini

 - "My museum" di Joanne Lue ed. Prestel

 - "Munari per Rodari" AA.VV. ed. Corraini 

 


Vi posso assicurare che  questi libri potranno aiutarvi a comprendere in modo divertente e spassoso questo mondo, che spesso risulta essere, di primo acchito incomprensibile e alquanto strano. 

Che dire allora? Su forza scrivete a Babbo Natale, o a Mamma Natale, e fate le vostre richieste... ovviamente se siete stati buoni!

sabato 21 novembre 2020

Dramma al Museo Picasso!



Dopo aver quasi accidentalmente strozzato il primo cittadino di Parigi (la foto uscita sui rotocalchi francesi è esilarante... ed io sono venuta benissimo!) quest'ultimo mi ha caldamente invitato a proseguire il mio tour in altri lidi... ma fuori da Parigi...

Strano, sembrava quasi leggermente risentito... Come se mi volesse spedire a quel paese... uhmmm... "Permalosetto l'omino". In fondo è stato solo un piccolissimo incidente. Niente di personale... insomma... cose che succedono... a me!

Mah, valle a capire queste "primedonne"! 

Comunque sono riuscita a convincerlo che solo dopo la mia visita al museo Picasso lascerò questa splendida "Ville". E lui, assicurandomi una "scorta" a mo' di "sorvegliato speciale", ha accettato. E' buffo dormire sul Van, nel centro di Parigi, circondata da auto "Civetta" della polizia... io immaginavo di dormire un giorno ai margini di un bosco con le "Civette" quelle vere che mi facevano compagnia... Mah, c'est la vie!

Editor dopo essersi scusato mille volte con tutto l'entourage del sindaco,  avermi tenuto il muso per un po' e avermi insaccato di "dolci paroline", finalmente ha voltato pagina anche perché come ha affermato: "peggio di così non può più succedere nulla..." Editor, Editor... ne sei proprio sicuro? Mai dire mai...

Comunque facendo gli appropriati scongiuri e riascoltandomi tutte le sue estenuanti raccomandazioni: "non toccare nulla, stammi incollata, non fiatare,  non portare rossetti, non metterti i tacchi ecc..", la mattina seguente ci troviamo davanti all'ingresso e finalmente entriamo al Museo Picasso.

Sono emozionatissima. 

Picasso è un artista che mi ha sempre affascinato... non come uomo, troppo rude con le sue donne, ma come artista! Perché? Ma perché è stato il più geniale, il più grande, che nel corso della sua carriera ha cambiato diversi stili, mezzi espressivi  che ho imparato a conoscere in questi anni. E soprattutto oltre ad essere pittore è stato pure espertissimo creatore di ceramiche meravigliose. Su di lui ho pure scritto diverse volte, se siete curiosi cliccate QUI!  

La prima mostra sua, che ho visto è stata a Palazzo Reale a Milano: "Metamorfosi".  Sinceramente ora che sono qui non so cosa aspettarmi, perché già era stata magnifica quella, ma questo Museo... qui, nella "sua Parigi..." sono sicura mi sorprenderà ancora di più, me lo sento.

Infatti, già dalla prima sala resto senza fiato. Primo perché il palazzo è a dir poco strepitosamente bello, secondo perché ogni volta che giro la testa mi trovo davanti ad un'opera pazzesca che ho visto prima di ora solo nei libri e terzo perché... la presa stretta di Editor della mia mano per paura di lasciarmi libera, mi sta bloccando la circolazione del sangue!!!

Ad un certo punto, una piccolissima opera attira la mia attenzione. 

Mi fermo davanti come se ne fossi ipnotizzata. Editor mi asseconda visto che lui la conosce già benissimo.

 

L'opera in questione è "Due donne che corrono sulla spiaggia". 

Mi emoziono. Il soggetto è appunto due donne. Mi fanno pensare subito a me e a Zoe che corriamo gioiose sulla spiaggia. Il sorriso, le rotondità accentuate, la spensieratezza di questo atto così complice, e la presenza sullo sfondo del mare blu, inneggiano alla libertà, alla voglia di godersi  il momento, la vita, la natura. 

Riesco addirittura a percepire l'aria fresca e profumata di mare, di salsedine. Alle spalle gli odori della macchia mediterranea (essenze che adoro) e... mi viene la pelle d'oca tanto li sento forti e persistenti. Eppure, è solo un quadro. E che quadro!

Un quadro che scatena dentro di me l'indescrivibile.

Ascolto la mia audioguida che mi racconta  che: "è un dipinto a gouache su compensato (32,5x41,1 cm) realizzato nel 1922

Stoppo subito l'audio guida e chiedo a Mr. Gallery che cavolo significa... ehmmm cioè,  che cosa si intende per "a gouache". E lui, che non vede l'ora di sfoderare il suo eccelso sapere... lo chiamerò Vanesio... mi spiega che "Il guazzo, noto nella forma francese come "gouache", è un tipo di colore a tempera, reso più pesante e opaco con l'aggiunta di un pigmento bianco (per esempio biacca o gesso) mescolato con la gomma arabica. Il risultato è appunto un colore più coprente e più opaco rispetto al normale colore a tempera.

Perfetto. Riattacco la guida che mi racconta che nel 1924 una copia (10,4 per 11,7 metri) di questo quadro fu fatta dipingere dal produttore Djagilev come fondale di scena in occasione del balletto "Le train bleu". Tale copia è adesso parte della collezione del Victoria & Albert Museum di Londra.

Il piccolo quadro davanti a me, doveva fungere da schizzo per essere presentato al regista e raffigura due donne "enormi e scomposte" che corrono sulla spiaggia; il balletto infatti, celebrava il culto dello sport e del nudismo.

Le due figure, più che intente in una corsa a perdifiato, sembra stiano danzando. Il riferimento all'antichità è d'obbligo: il drappeggio rigido e fermo delle tuniche e i movimenti poco coordinati rimandano alle menadi danzanti dell'arte greca.

Nonostante le forme gonfie e sproporzionate, le due donne mantengono una carica di sensualità importante.

Wow, sono letteralmente scossa. Guardo Editor e con un gesto della testa, visto che non riesco a parlare tanto sono "ingroppata" (tradotto = commossa), gli faccio capire che possiamo proseguire la visita. Nella sala successiva  ci sono un'infinità di ceramiche. Sono una più bella dell'altra e sono tantissime.

Editor è costretto a lasciare la presa, finalmente, altrimenti rischiamo di fare un gran pasticcio. E non mi sembra il caso. 

Ad un certo punto mi chiama per farmi vedere una ceramica particolarmente curiosa e nel girarmi di scatto... la mia borsa Louis Vuitton (tarocca, ovviamente nessuno me l'ha ancora regalata... a questo proposito, vedi post cliccando QUI) va a sbattere contro una ceramica e... 

Scena a rallentatore

Editor vede la borsa che sta per sbattere. Comincia a correre e ad urlare "Nooooo... Cosa hai fatto!?!?!?! Attentaaaaa". Io non capisco.  Che ci sia un'ape che vuole pungermi? Che carino, che romantico... vuole salvarmi! Lui si lancia verso di me. Oh capperi... Ma che cosa sta facendo? Si vuole gettare ai miei piedi? Ma così mi ammazza! ...Altro che salvarmi dall'ape!

In quel frangente scattano tutti gli allarmi e lui prende con una "parata" degna di Buffon, l'opera al volo, che io sbadatamente ho urtato innarvetitamente. Così in men che non si dica... Me lo ritrovo lì davanti, sdraiato a pancia in su, con l'opera miracolosamente integra tra le mani! Wow che gesto atletico, che salvataggio! Sei un mito, Editor!

A quel punto però, un esercito di forze dell'ordine, a mo di scena finale del film Blues Brothers si è materializzata improvvisamente, puntando tanto di pistole e fucili contro Editor. 


 

Oh cavoli! Credo sia stato scambiato per un possibile ladro. Ok, lo ammanettato all'istante. Ora è sicuro: lo considerano un ladro!

Lo so, lo so, non dovrei farlo... ma... ma non è avvincente? E poi, quanto eroico è stato Mr Gallery? Per non parlare della sua AGILITÀ... non mi capacito visto la sua stazza! Sono SBALORDITA. E rivederlo in volo planante mi fa scoppiare a ridere!

Uhmmmm, dalla faccia che ha Editor in questo momento pure la sua è sbalordita. Ma lui, non ride!

Poverino, sta cercando di spiegare in francese misto a inglese e a parolacce italiane, insomma una sorta di nuovo esperanto, che si tratta di un clamoroso equivoco. L'ispettore di polizia sembra non capire. 

Ok è ora di intervenire. Tiro fuori il mio smartphone e faccio vedere loro chi sono e che sono l'eroina che solo 2 giorni fa, ha sventato un furto al Louvre e fatto arrestare il noto criminale...

Dopo qualche telefonata miracolosamente in cerca di conferme "smanettano" Editor.

Ecco, ho sbagliato! In questo momento avrei voluto che lo tenessero ammanettato! Giusto il tempo per potermela dare a gambe. mettermi a distanza di sicurezza... È alquanto irato. Si capisce non tanto dalle parole, in questo momento è muto, ma semplicemente dallo sguardo assassino e dal movimento impercettibile delle sue mascelle. Capperi! Eppure era stata una scena così gloriosa... Impavida... non capisco... non capisco come il suo umore possa essere nero. Tutto è andato a buon fine no?Per fortuna mi sono messa vicino al campanello d'allarme nel caso decida di sfogare la sua ira su di me... che sono del tutto innocente! Ok, si avvicina... è meglio che pigi quel pulsantino rosso... uno... due... e tre...

DRIIIIINNNNNN 

No! ancora una volta la sveglia!!! Che barba! 

N.B. se vi siete persi i post con le altre esilaranti avventure in Van cliccate QUI!


lunedì 7 settembre 2020

Calder: un artista felice!

Questo pezzo l'ho scritto qualche mese fa... prima delle mie peripezie in "Hotel 5 Stelle Scadenti"...
Vi racconto della scoperta di uno scultore per me straordinario:
 Alexander Calder  
 
 
 
5 aprile 2020


Finalmente ce l'ho fatta e ho trovato un artista felice... O meglio positivo e abbastanza "normale"! 

Ok mi rendo conto che "abbastanza normale" è una affermazione grossa. Effettivamente, da quando ho cominciato ad interessarmi a questo magico mondo, mi sono accorta che molti artisti hanno veramente delle menti contorte e fanno anche spesso una... finaccia. Ciò che mi fa più ridere è che Zoe, mia figlia, la prima domanda che mi fa riguardo ad un artista è: "Mamma, questo artista è ancora vivo?". 

E purtroppo, quasi sempre la risposta è: "No

A quel punto inizia il "terzo grado": "Ma uffi! Ma sono tutti morti? E come è morto? E quanti anni aveva? Era famoso?" Al che, le sue considerazioni sono: "Oh poverino! Mi dispiace! ma tu lo conoscevi... ect. ect.".
 

Non so che idea si stia formando nella sua testa, ma sono comunque contenta che gli si stia formando comunque un'idea. Perché l'arte è questo che deve fare: smuovere le menti o meglio come diceva Picasso: "L'arte scuote dall'anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni

 
Ora, vi starete chiedendo "Di chi mai vorrà parlare?". Prima di dirvelo volevo raccontarvi questo piccolo aneddoto:
- Qualche anno fa, quando ho cominciato a lavorare al nido, mi è capitato tra le mani un libricino che parlava di attività per bambini 0-3. Ricordo come fosse ora l'immagine di un giochino o meglio di un "mobiles" fatto con dei pesciolini di cartone e sotto cui vi era scritto "prendendo spunto dai mobiles di Calder". Ok avete capito è di lui che vi voglio parlare!
Ora quella frase, mi è sempre rimasta impressa perché avevo appena imparato che un certo signor Calder aveva creato per la prima volta una "Cosa" di questo tipo (ancora non sapevo che una "Cosa" così si potesse chiamare scultura)! In tutti questi anni non mi sono mai preoccupata una volta sola di andare ad approfondire chi era costui... Ok, sapevo che era una persona sicuramente creativa, ma punto.

Poi mi sono innamorata! Dell'arte intendo, cosa avete capito! Ed ho approfondito alcune cose...

Prima fra tutte, credevo fosse un maestro giovane e molto creativo. Seconda cosa, pensavo fosse un pedagogista all'avanguardia (visto che faceva giochi divertenti per bambini). Terza, ehmmm... Non c'è due senza tre... ero stra convinta fosse francese!!! Avete pure il permesso di ridere, rido pure io delle mie stesse gaffe... e non mi vergogno nell'ammettere che fino a qualche anno fa... Ok, mese fa... non avevo la più pallida idea di chi fosse.

Come si dice? "Meglio tardi che mai!"
Partiamo dal fatto che Alexander Calder è nato, vissuto e morto negli Stati Uniti. E già qui, andrei pure a nascondermi... e prima di tutto fu un un ingegnere e poi un artista. 

E che Artista! 

Pensate solo, che quando ho accennato al mio Editor che avevo cominciato a scrivere qualcosa su di lui, la risposta è stata: "Certo sei andata a cercarti il più semplice... come sempre!" Ed io, che ammetto sulle battute arrivo sempre un po' tardi, ho risposto: "Ah cavoli, non è tanto importante? vabbeh, fa niente..." Il ringhiare dall'altra parte del telefono mi fa capire che non ho capito, per l'ennesima volta il senso... Cosa ci posso fare!!!
Calder è quello che ha completamente ribaltato il concetto di scultura, trasformando ciò che era di solito concepito come pesante, imponente e solido, in uno svolazzare di forme bidimensionali. Si è ispirato molto al lavoro di Mirò (Ve lo ricordate? Quello che trovate appeso nelle pareti degli studi dentistici? Ah no? Allora cliccate QUI!). Infatti i suoi Mobiles (nome geniale coniato dal suo amico Marcel Duchamp, di cui vi ho già parlato in diverse occasioni... clicca QUI...) sembrano rappresentare dal vivo i soggetti fluttuanti del collega spagnolo. I Mobiles sono davvero fluttuanti perché sono sospesi e attaccati a dei fili. Le loro forme si spostano nello spazio, oscillano, cambiano posizione a seconda dei movimenti delle persone che vi stanno intorno e dell'aria che circola nella stanza. Come dice  Alessandra Redaelli in uno dei suoi saggi, non ricordo quale... "nella sua semplicità quella di Calder è una delle intuizioni più geniali della storia dell'arte. Aprire la scultura alla libertà formale, lasciarle uscire dalle gabbie dei materiali tradizionali significa dare il via a una serie di sperimentazioni che non si sono ancora fermate significa spalancare lo spazio e invitare l'artista a occuparlo come meglio crede e con i materiali che preferisce. Insomma senza Calder le grandi strutture site-specific che oggi chiamiamo installazioni non esisterebbero".


Andando avanti con le mie ricerche scopro poi, che questo signore è tra gli artisti che in teoria, avrei dovuto studiare al liceo... Ora se torno indietro al periodo delle superiori, visto che comunque alle medie facevo solo pessimi disegni ed elaborati artistici di dubbio gusto, ricordo che avevo un bellissimo professore... Ops, scusate, un pessimo libro di storia dell'arte, in cui le foto erano talmente piccole e scure che era difficile distinguere un'opera di Raffaello da un'opera di Picasso. 

Per non parlare poi delle didascalie che accompagnavano le varie immagini: talmente piccole che al solo vederle ti facevano passare qualsiasi voglia di studiare! Tutto sommato però, le lezioni della 2^ erano fantastiche! Si perché il professore era veramente affascinante, ehmm... mi correggo, bravissimo! 

E fu l'unico anno in cui aspettavo le lezioni di storia dell'arte con gioia e voglia di fare... ehmm... di applicarmi... intendo! 

Pensate, l'unico anno in cui ho avuto 9+ (credo che il mio entusiasmo abbia influito non poco... tanto per capirci... quell'anno, di arte non ho imparato nulla se non l'equazione Storia dell'arte = Prof. Figo!!!). 

Poi, come tutte le cose belle, prima o poi finiscono e l'anno dopo cambiando professore, la storia dell'arte è precipitata di nuovo nel dimenticatoio.


 


Tornando al nostro Calder, scopro che è un uomo estremamente positivo, che vuole esprimere la sua gioia di vivere. 

Pensate che già quando era piccolo,  come regali di Natale per i suoi parenti aveva realizzato sculture oscillanti (siamo nel 1908). Incredibile! 

Tanto per farvi un piccolo quadro familiare sappiate che Calder proveniva da una famiglia di artisti. Il nonno, lo scultore Alexander Milne Calder, nacque in Scozia ed emigrò a Philadelfia nel 1868. È l'autore della colossale statua di William Penn in cima alla torre di Philadelphia City Hall. Il padre, Alexander Stirling Calder, è stato anch'esso uno scultore noto. Ha prodotto molti monumenti pubblici, per lo più a Philadelfia. La madre, Nanette Lederer Calder, era una ritrattista  professionista che aveva studiato a Parigi.
 

Oh Santa polenta! 

Ora, forse pure io se avessi avuto una famiglia alle spalle così "invischiata" nel mondo dell'arte, sarei potuta diventare un'artista importante! Nooo? Uhmmm... Ok forse la famiglia importante può influire... ma credo in minima parte. E' l'estro creativo che conta, ed io, il mio, ho appurato dai disegni anche di maestra per insegnare ai bambini (questa è un'altra storia...) non esiste! Deve essersi dato letteralmente alla fuga! 

Per non annoiarvi ulteriormente ritornerò a parlarvi presto di Calder intanto andate a guardarvi i suoi mobiles, tornerete sicuramente tutti un po' più bambini!


P.S. Il vostro Prof. di storia dell'arte delle superiori, com'era? Figo come il mio?

mercoledì 19 agosto 2020

Da OFFICINA MONDELLO, "orecchino Picasso" solo per me!

mercoledì 19 agosto

 

Anche oggi sono strafelice!

Perché? 

Un attimo di pazienza ora vi spiego... Ma quanta fretta... Beh effettivamente avete ragione. Sarei curiosa pure io!

Vi ricordate la mia amica Francesca, quella bravissima a fare gli orecchini? Quella di OFFICINA MONDELLO (Vedi post VALERIA VS PEGGY...). 

Beh, devo averla talmente stressata ehm... no, forse meglio dire "coinvolta" con tutte le mie filippiche e post di arte, che indovinate un po'? Mi ha fatto una bellissima sorpresa! Ora vi racconto...

Qualche giorno fa guardando fb, mi è uscita la sua pagina e ovviamente ho notato un paio di orecchini che mi hanno fatto letteralmente impazzire... Erano miei! O meglio, dovevano essere miei! E anche al più presto...! (astinenza da shopping compulsivo? Nooo, giusto un pochino...)

Quindi telefono alla mano ho cercato di contattarla immediatamente per non farmeli scappare perché nella mia mente erano già abbinati ad un fantastico vestitino!

Quando mi ha dato conferma che il bottino era mio il cuore ha esultato! 

Ora essendo lei anche la mia vicina di casa, ed essendo lei ad occuparsi di Stella la mia adorata gattina nei miei periodi di assenza forzata, ci siamo accordate che me li avrebbe fatti trovare sul mobile dell'entrata di casa mia l'indomani mattina. 

Ma quando sono arrivata non c'erano solo un paio di orecchini ma, vi era pure un mono orecchino (si dice così? Bah...) raffigurante il viso di una donna di Picasso!!! Ma vi rendete conto? Ha fatto appositamente per me un orecchino "picassiano"...si può dire vero? Editor respira, non stramazzare per terra ti prego...

Ed è un pezzo unico... e soprattutto è mio!!!!


È favoloso, fantastico e ora lo indosserò per voi... si proprio per voi! Qualcosa in contrario? Lo volete pure voi?... eh no mi spiace è un pezzo unico!!! Editor tranquillo se vuoi posso prestartelo ahahahah!!!

P.S. E voi che mono orecchino vorreste?


venerdì 15 maggio 2020

Mr. Guttuso e Mr. Gallery...



aprile 2020

Sono intrippata!
Si sono completamente intrippata!
E quando sono intrippata sono felice!

Ma cosa avete capito...? No tranquilli "intrippato" non è sinonimo di dipendente da qualche strana sostanza , nemmeno che ho messo su una bella trippa (pancia) e tanto meno che ho cucinato la trippa (piatto molto ricercato dalle buone forchette da osteria vero Mr. Gallery?).

Quando sostengo di essere "intrippata" voglio dire che sono completamente presa, attratta e incuriosita da qualcosa o qualcuno!

È tre giorni che sento parlare il mio Editor di un artista di cui dovrà raccontare in uno dei suoi "Salotti dell'arte" in onda sulla rete.
Questo artista l'ho sempre sentito nominare da mio papà quando ero piccola, in qualche fiera, in qualche esposizione e ho avuto anche occasione di ammirare una sua opera recentemente, a Palazzo Maffei e nulla... niente più.
Quindi posso affermare con fermezza che non lo conosco.
Solo che questa cosa di non sapere, ultimamente comincia a darmi un poco fastidio.
Anzi comincia a starmi un po' stretta...
Sarà per questo che sto cercando di leggere di tutto e di più e, di conseguenza, sto ponendo una miriade di domande a chi sapete voi... Per ovviamente, la sua immensa gioia... Vero Editor?...

Editor? Ci sei? Ok, credo stia picchettando a favore di uno sciopero contro l'uso incontrollato di punti interrogativi, punti esclamativi, puntini di sospensione e...!!! Sostiene ancora che ne abusi... Mah!

Comunque, come vi dicevo, è da tre giorni che ne sento parlare e oggi visto che è il terzo giorno e sono stanca di fare le mie solite figure da persona che non sa le cose, un modo gentile per non definirmi proprio ignorante... (anche se ahimé in materia lo sono!), ho deciso di prendere in mano la situazione e... come si dice in questi casi: "se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto..." uhmmm è  giusto? Boh... Ma, quindi io sarei la montagna... ok, ok, non divaghiamo che non è proprio il caso!
Eccomi allora alla ricerca in rete di foto, informazioni sulla vita, immagini di opere ecc. ecc.

La cosa bella è che quando mi succedono questi intrippamenti, prendo tutti i libri che ho in casa, li sfoglio o meglio ne sfoglio gli indici, cerco nelle riviste e in tutto quello che ho a disposizione...
Uffi, ma quando arriva il mio libro di storia dell'arte "usato" ordinato 3 giorni fa su Ebay pur di avere la versione antica e originale che mi è stata suggerita?
Ops, scusate presa dall'entusiasmo non vi ho nemmeno detto di quale artista sto parlando.
Perdonatemi...

Lui è... Renato Guttuso.



La vicenda è andata più meno così...

Una sera, su FB vengo invitata a partecipare a una specie di gioco dove Mr. Gallery, chiede ai suoi amici, clienti e collezionisti, il quesito su "di chi" vorrebbero sentir parlare negli appuntamenti dei prossimi "salotti dell'arte".
E lì parte una raffica di proposte che includono nomi importanti e meno, artisti internazionali o italiani, artisti scomparsi o presenti, contemporanei.
Ognuno dice la sua ed io curiosa come sempre, voglio scrivere la mia... Sul più bello, mentre sto pensando chi indicare, vengo invitata su WhatsApp a scrivere Guttuso!
Rido tra me e me... e invece di scrivere la marea di nomi che avevo in testa scrivo davvero Guttuso!

Indovinate un po'? Dopo qualche giorno scopro che nel suo "salotto" si parlerà proprio di lui...
Editor bastava dirlo che la tua era tutta una strategia per far credere a tutti che possono dare suggerimenti anche se in realtà tu hai già deciso!!!
Furbacchione!

Quando scopro che parlerà di lui mi torna alla mente un'opera che ho visto qualche volta nei vari post di Mr. Gallery e nella sua galleria. E vi dico la verità, mi piace tantissimo e se potessi essere una mecenate dell'arte (potevo dire collezionista ma mi piace un sacco questa nuova parola che ho imparato che significa "un appassionato dell'arte che colleziona e sostiene anche qualche artista" anche se a dire il vero, Guttuso, proprio non ha bisogno...), la comprerei subito.


Poi ieri sera viene pubblicata un'opera che mi sconquassa.
Quando la guardo penso "No, non può essere sua... è troppo cruda!".
Le uniche sue opere che ho visto, avevano colori sgargianti, allegri... "mediterranei".
Una raffigurava delle damigiane e l'altra un armadio con i vestiti appesi...
Questa rappresenta la crocefissione di Gesù... già il tema non è dolce di per sé, ma le immagini rappresentate sono dure, crude, drammatiche, reali.

Ecco allora che quando lo sento per telefono dico: "Ma senti, ma Guttuso, è quello che ha dipinto l' opera che ho visto a Verona? Sei sicuro?"

A questa mia domanda Mr. Gallery si mette a ridere. Poi intuendo la mia imminente incavolatura, visto che comincio a dire sulla difensiva: "Ma che capperi! Che ne so io... non lo conosco e per me lo stile, il soggetto... insomma, queste opere sono completamente diverse..."

Allora dopo aver smesso di prendermi in giro e ritornato in modalità "Cicerone" (ma quanto gli piace dare sfoggio delle cose che conosce... ma prima o poi lo prenderò in"castagna" su un argomento che... ok, vabbeh...) dice: "Se tu guardi bene, le pieghe dei vestiti e dei cavalli della pittura "crocefissione " riprendono quelle dei vestiti che hai visto tu... prova metterle a confronto e ti accorgerai che sono sue... e poi scusa, non avevi scoperto che anche Picasso ha usato nella sua carriera stili completamente diversi eppure..."
Verifico e...
IO: "Caspita! E' vero... qui la cosa si fa molto interessante! Quindi paragoni Guttuso a Picasso?"
LUI: "Assolutamente no. Picasso è inarrivabile! Però erano amici. Lo sai che Guttuso fu una delle poche persone presenti proprio in Costa Azzurra il giorno della  morte di Picasso perché si sarebbero dovuti incontrare? Lui era lì proprio in quel momento..."

Oh Santa polenta! Non le sapevo tutte queste cose... Ok, direte voi... che non sono neanche le uniche... Lo so... Uffiiiii

Pensate che questa mattina mi è successa una cosa molto interessante: trovo infatti un post su FB condiviso da uno storico dell'arte... o critico dell'arte... o curatore... Vabbeh, faccio ancora un po' di confusione su questi titoli... Insomma di Ivan Quaroni in cui c'erano circa 40 opere di Guttuso, messe in ordine cronologico.  Da quelle fatte in età giovanile a quelle della maturità.

Le ho guardate tutte più o meno attentamente.
Poi come vi ho detto, mi sono lanciata sulla rete per recepire più notizie possibili.
Questa per me è stata una genialata perché capendo il percorso e la vita fatta da questo pittore e ritornando poi a rivedere le opere, ho avuto l'illuminazione! Nel senso che ho potuto comprenderne meglio il senso e la collocazione storica.!
Mi scopro affascinata e attratta più che mai da un artista che amava, si dipingere scene dure, difficili, ma amava anche dipingere la sua terra natia: la Sicilia e soprattutto era molto abile nel dipingere le  donne... Vi dirò la verità, i nudi femminili che ho visto mi piacciono moltissimo. Incredibile!
Io che fino a qualche mese fa non sapevo nemmeno di avere un gusto!
Mr. Gallery torna a riportarmi alla realtà con un messaggio: "Domani pubblicherò la foto dell'opera "vucciria"... hai presente vero che cos'è?"
IO: "uhmm, ehm, certo come no... Ok dai, non lo so..." ma nel frattempo scorro le immagini di Quaroni...
LUI: "Di sicuro sai che cos'è "Ballarò" vero?"
Odio quando non so rispondere alle domande del mio Editor, alias Mr. Gallery!
Il guaio è che mi capita spesso! Complice il fatto che lui è un pozzo di storia... ed io sono alle prime armi...
Mannaggia che figure...ed io odio fare questo tipo di figurette... Vabbè sto cercando di migliorarmi... E prima o poi arriveranno anche i risultati! Vero? Chi l'ha dura la vince... e io non mi arrendo!
Poi arriva l'intuizione!
"Certo è il programma televisivo!" dico bella pimpante.


Silenzio... temo ed immagino lo strabuzzamento di occhi al cielo....
LUI: "Ok, secondo te da dove hanno tirato fuori questo titolo? cosa significa Ballarò?"
IO: "Oh senti Editor, hai già appurato che mi manca giusto qualche piccola informazione... ufff, arriva al dunque!"
"Allora Ballarò e Vucciria sono due famosi mercati popolari di Palermo e come hai scoperto, Guttuso è siciliano. E' molto legato alla sua terra tanto che lui stesso dice che "se dovesse dipingere una mela avrebbe il sapore della Sicilia !"Ora "Vucciria" è un'opera magnifica che rappresenta una scena del mercato...." Ed ecco che mi appare anche in quelle di Quaroni...
"Si, si, l'ho vista e l'ho guardata anche profondamente. Nel senso che ho ingrandito l'immagine e ho cercato di guardarne i particolari..."
LUI: "Bene! E cosa hai scoperto, raccontami..."
Uhm la richiesta mi spiazza..., ma sono sicura di me perché per una volta ho guardato a fondo l'opera. Forse perché attratta dal suo modo di rappresentare la realtà, però, per ora posso ovviamente solo raccontare tutti gli elementi rappresentati... e così faccio.
Ma lui incalza: "Dai, ogni "cosa" rappresentata si rifà a un qualche artista o ad un'opera del passato... Cominciamo, qual è la cosa più strana che hai visto?"
IO: "Beh, sarò sincera, sicuramente non c'entrano..." e qui ammetto ho paura di dire una castroneria. Quindi sono incerta se spararla o meno... Ok, tanto peggio di così! "...Le lampadine..."
"Ottimo!" dice lui!
Ed io entusiasta per aver segnato il punto dico: "Davvero??? c'ho azzeccato?"
"Si allora le lampade sono un chiaro riferimento a GUERNICA di Picasso..."  e immaginando la mia faccia dubbiosa... aggiunge: "ti ricordi che in mezzo c'è la lampadina....vero?"
"In sincerità? No... ok, vado a rivederla, sarà il caso!" Uffi è vero!


"Andiamo avanti..." scrive lui "Il quarto di bue macellato appeso, ti ricorda Soutine?..."
E qui mi esalto perché la so... "Si, si, quello che fa vedere la professoressa alle allieve nel film "Monnalisa smile" e ti dirò di più, c'è anche nel film "I colori dell'anima" quello su Modigliani !!!" (vi ricordate? Ah no? beh, allora cliccate qui e qui)...
"Bravissima..." Un complimento?!? Sono stupita! "Ma andiamo avanti, il riferimento, in realtà non è Soutine ma a Rembrandt..."


Riflessione:
Certo Editor che non ti sprechi mai in elogi eh? Mi raccomando, ti si potrebbe incartare la lingua se fai un complimento in più... stai attento...
Fine riflessione!

Ok, torniamo a quello che stavo scrivendo...
Continua lui: "Il pescivendolo che afferra una delle spade dei pescispada presenti che tendono verso l'alto, rimanda sicuramente al famoso dipinto di Paolo Uccello LA BATTAGLIA DI SAN ROMANO"
E qui il mondo si ferma un attimo...


Attimo di panico.... e chi sarà mai costui? Oh e ora come faccio... Secondo voi, ha già capito che non ho la più pallida idea di chi è costui? Ops dalla reazione credo di sì!

Abbandona il mezzo di messaggeria e mi arriva la sua videochiamata...

Me lo ritrovo davanti con una mano in fronte, chiaro segno di disperazione... comincia a tossire e credo che abbia urgente bisogno di un defibrillatore... e... Oh cavoli la situazione è molto grave... LO STIAMO PERDENDO...

In quel momento però, mi arriva un link lo apro e vedo l'opera di questo famosissimo artista (che ora lo è anche per me) che è esposto, non al museo sfigato dell'angolo dietro casa... bensì agli Uffizi!
E' magnifica!

"Ti dirò la verità: effettivamente pensandoci bene devo averlo trovato in qualche libro che ho letto... ne sono sicura ma chissà perché, non gli ho mai dato tanto peso.."

Qui mi sorge spontanea una domanda: "Ma sappiamo per certo che Guttuso quando lo ha dipinto volesse fare davvero riferimento a tutti questi artisti?"
E lui prontamente: "No, certo che no! Ma essendo lui un uomo d'arte e di cultura, inconsciamente si è fatto influenzare da ciò che magari più lo aveva colpito... il vero artista è quello che sa "rubare" senza che gli altri se ne accorgano... Hai visto prima, lo stesso Soutine ha preso spunto dal bue di Rembrandt e così via..." Uffi ecco che ci torna su... ma questa lezione improvvisata di storia dell'arte mi piace un sacco! La cosa che mi meraviglia di più è che ogni volta riesce a sbalordirmi di nuovo! Non lui, cosa avete capito? La storia dell'arte! E anche noto, con piacere che le rotelle e gli ingranaggi del mio cervello stanno cominciando a girare nel verso giusto.
Anche se so ancora molto poco, sono fiera di me del cammino che sto facendo.

Di certo oggi non vi ho raccontato approfonditamente (intendiamoci per come lo posso fare io...) di un artista o corrente... ma vi ho resi partecipi di come può nascere l'interesse per conoscere vita, morte e miracoli di un artista...

Le cose accadono il più delle volte a caso...
Anzi, io sono convinta che arrivano sempre al momento giusto. Dipende dai noi approfittarne oppure no.
Qualche giorno fa non sapevo nulla di Guttuso. Oggi però sentivo un qualcosa che... (ispirazione?) ...Che mi diceva: "metti nero su bianco quello che stai provando..." e così ho fatto!

Curiosità: lo sapete che per fare Vucciria Guttuso si è fatto allestire nel suo atelier, allora in provincia di Varese... un mercato con i prodotti fatti arrivare appositamente dalla Sicilia in aereo?
Da qui si può notare la sua importanza...
Ok, anche oggi penso di avervi annoiato abbastanza... 

P.S. E voi siete mai stati a Vucciria o a Ballarò?

venerdì 24 aprile 2020

"La venere degli stracci" involontariamente spiegata a mia figlia!



28 marzo 2020

In questi giorni di convivenza forzata (Dio solo sa quanto desidererei riappropriarmi della mia libertà e quotidianità... come tutti del resto immagino...) con mia figlia di 10 anni, non tutto è rosa e fiori!

Quando sento, anzi leggo, quei discorsi su FB del tipo "E' un bel modo per riscoprire la famiglia, il calore delle persone amate, fate tutte quelle cose che non avete mai fatto... ecc..." mi fumano letteralmente le orecchie! E prudono le mani!

UFFA! Ma a nessuno è mai venuto in mente che a me la situazione di prima stava bene?
Ok, sono d'accordo che forse bisognava ridimensionarsi un pochettino ma punto, basta così!

Questa mattina, dopo aver passato ore a riordinare e pulire le camere e il bagno, e sono approdata con tutti i miei attrezzi di impresa di pulizia al piano terra... Ecco davanti a me il panico!
SCENA: Zoe dopo essersi lavata, cambiata e per fortuna pettinata (cosa non così scontata in questo periodo...) è seduta al tavolo davanti ai suoi libri intenta a fare i compiti.
Attorno a lei sembra sia esplosa una bomba. Ora chi mi conosce sa benissimo che io e l'ordine siamo 2 pianeti diversi di 2 galassie diverse, che non si incontreranno mai... ma cerco, tuttavia, di sistemare alla meno peggio le mie cose.
Il guaio nasce quando mi aspetto che lo facciano anche quelli che condividono il mio spazio! (in questo caso mia figlia). Cosa che, come potete immaginare, regolarmente non succede mai! Solo vane speranze.


Mi guardo attorno. Sono inorridita e come tutte le mamme "normali e sclerate" del mondo, parto con la mia "filippica": "ma è mai possibile che... bla bla bla ...e poi almeno le tue cose.... bla bla bla ...per non parlare infine, di quella montagna di stracci... cosa volevi fare, riprodurre la "Venere degli stracci" di Michelangelo Pistoletto?"

A questo punto Zoe, che fino a quel momento si era quasi tappata le orecchie per evitate di essere disturbata dal mio monologo,  esplode a ridere. Mi guarda dritta negli occhi e con fare dolce e finto interessato dice "davvero esiste un'opera fatta di stracci e che riproduce il mio disordine? Allora potrei essere pure io un'artista...?" ...silenzio... ...respiro profondo... e... "Si certo! Artista nel creare disordine!!!" poi, non riesco più a trattenermi e cominciando a ridere, e perdendo la mia credibilità di mamma super battagliera, mi arrendo sconfitta ma felice! Felice direte voi? Si perché ho suscitato la curiosità di Zoe nei confronti di un'opera d'arte!
Infatti Zoe vuole saperne di più e non mi posso tirare indietro! Continua a farmi domande. Sono stra felice che mi abbia posto queste domande. Non ci posso credere! E allora... pronti via! Indosso i panni di cicerone e...
Partiamo dal presupposto che, anche se certe opere potrebbero essere fatte da un bambino perché di facile esecuzione, in realtà non potranno essere considerate opere d'arte perché l'artista che le fa non le fa a caso, ma lo fa con un' idea in testa che si colloca dentro la storia dell'arte, ne tiene conto e ne è influenzata.



Quest'opera del 1967, è composta da una una Venere (una riproduzione della Venere con pomo di Bertel Thorvaldsen) di cemento ricoperta di mica che la rende bianca, liscia e luminosa e una montagna di stracci, vestiti vecchi dismessi, colorati. La Venere ci da le spalle mostrandoci pure le sue...terga, perché è rivolta verso la montagna di stracci. Ci nega la sua bellezza,  ci snobba e preferisce concentrarsi sugli stracci che sono simbolo di vita, mondo, ricordo, carne. Lei è bella perfetta, gli stracci rappresentano il caos. L'arte è bella, perfetta, ma deve calarsi nella vita, che è appunto caos, altrimenti non serve a niente. Gli stracci rappresentano il passaggio delle persone dentro tutti questi vestiti  ormai degradati, la Venere venendo dal passato essendo simbolo di bellezza e di speranza ridà vita, rigenera questi stracci. Quest'opera pone l'accento sul consumismo della società contemporanea,sui rifiuti, Pistoletto accosta il Bello ideale alla vita vera, sciupata e usata!

Il calco della Venere classica,  bianca e ordinata si contrappone al disordine dei vestiti creando una perfetta relazione, armonia tra il passato ed il presente, il neutro ed il multicolore , l'eterno ed il transitorio.
Insomma le forme classiche dell'arte stridono con il disordine della vita moderna.

Curiosità: la prima volta che l'opera fu mostrata al pubblico alla mostra "arte povera + azioni povere" nel 1968 non c'era la Venere ma una bella signora nuda nello specchio (Pistoletto è famoso per i suoi quadri specchianti... di cui magari vi parlerò un giorno... non ora, tranquilli...) che era la moglie dell'artista.

Ovviamente a Zoe l'ho spiegato in modo più semplice e simpatico e quando mi ha detto: "Ok, dopo riordino", ho replicato con enfasi: "Ferma lì, che prima devo scriverci un pezzo e poi fare la foto!".
Ha alzato gli occhi al cielo e mi ha detto "MA MAMMAAAA!!!" Bah, a volte non la capisco!

Oggi sono contenta perché da come era cominciata la giornata, non pensavo che sarei finita a parlare e a scrivere di arte su un qualcosa che mi aveva fatto leggermente infervorare!
È proprio vero l'arte, se ci guardiamo bene attorno è ovunque, permea le nostre vite e diventa viva.
E spettacolare nel momento in cui ce ne accorgiamo!

Grazie Zoe per il tuo disordine! (Questo post è meglio che lei non lo legga e... nemmeno mia Mamma... forse avrebbe qualcosa da ridire!).

P.S. Cari amici quando vi ritroverete la prossima volta in lavanderia davanti alla montagna di panni da lavare immaginate di essere una Venere e se siete un maschio immaginate di essere un David... così il vostro lavoro apparirà più leggero... più artistico!!!
 

- LA FRASE DEL GIORNO -
"i buoni artisti copiano, i grandi rubano" 
Pablo PICASSO

venerdì 17 aprile 2020

Natalia Gončarova: una bella scoperta!


novembre 2019

Quest'oggi mi trovo a Firenze,  è metà novembre.
E' una giornata abbastanza fredda, con la pioggia (ma non mi interessa, ho con me il mio "mitico" ombrello blu Klein... vabbeh, un giorno vi spiegherò...) e sto camminando per il centro, alla ricerca di Palazzo Strozzi.

Giro e rigiro, tra le mani la cartina geografica presa all'ufficio turistico... ma perché sono così? ovvero una pessima navigatrice?
Eppure mi piace girare! Uffi... Non riesco più a raccapezzarmi dovrei esserci, in teoria... Ma in pratica, chissà dove sono finita...
Fermo un passante, ma è straniero e non mi comprende, cerco di fermarne un'altro che fortunatamente è italiano e mi dice "certo è qui di fronte lei!", indicando il magnifico palazzo che ho proprio difronte!!!
In questa situazione sprofonderei, ma sfodero uno dei più bei sorrisi che ho in repertorio, ringrazio e vado avanti!




Questo palazzo ospita da sempre grandi mostre di artisti importantissimi ed io oggi sono venuta a vedere la mostra della Gončarova.

Sono sicura che vi starete chiedendo "e chi è mai?"...non è vero? Ho indovinato?
Per saperlo dovrete entrare con me perché neppure io non la conosco!

Ok, entro e armata dei miei soliti assistenti: audio-guida e telefono, comincio la mia visita.

Scopro che Natalia Gončarova è una pittrice, illustratrice e scenografa russa.
Vissuta tra la fine del '800 e la metà del '900, frequenta la scuola di pittura,scultura e architettura di Mosca, protagonista assoluta della storiche avanguardie russe, che ha avuto la fortuna di sposarsi con il famoso pittore Michail Fëdorovič Larionov (di cui ovviamente ne scopro solo oggi l'esistenza...) e, grazie al suo talento e a quello del consorte, riesce ad avere contatti in Italia ed in Francia con artisti molto importanti Boccioni e Marinetti.

Osservo con curiosità tutte le opere.
Scopro così, che nel corso della sua esistenza adotta stili diversi che a me appaiono più o meno interessanti.
Quelli che prediligo riguardano dei paesaggi naturali... Andando avanti mi accorgo dalla descrizione che appare come una donna molto forte, che sapeva ciò che voleva, e non si vergognava di nulla. Tutto ciò mi piace molto.

Durante il percorso, con mia grande sorpresa, trovo anche opere di Gauguin, di Cézanne, Matisse e Picasso.
Sono stupende, però, tutto sommato è molto interessante anche lei, devo ammetterlo!

C'è un'opera che mi fa sognare ed è una tela con dei pappagalli... è colorata piena di vitalità e ciò che esprime è proprio gioia! Si mi piace proprio!

Opere nella sua vita ne ha fatte moltissime ma sinceramente, anche ad averne la disponibilità, non so se mi comprerei mai una sua tela.
Senza ombra di dubbio, se ne avessi la possibilità, di certo però, prenderei spunto dalla sua vita. Entusiasmante e avvincente!

P.s. a volte è la persona stessa che ci attrae...di più delle sue opere!!!

- LA FRASE DEL GIORNO -

"un giorno senza sorriso è un giorno perso" 

Charly Chaplin


Natalia Gončarova

Natalia Gončarova

Paul Gauguin

Paul Cézanne




Pablo Picasso

https://www.palazzostrozzi.org/

sabato 28 marzo 2020

L'ARTE NEL CESSO di Francesco Bonami



12 marzo 2020

Questa mattina, dopo aver scritto un post su Picasso (vedi post), fatto in anticipo le pulizie di primavera, fatto fare i compiti a Zoe e preparato il pranzo, mi sono letteralmente lanciata sul divano in posizione "Torneo di Pennichella"...quando è squillato il telefono!

La prima reazione è stata quella di far finta di niente... tanto, che urgenza potrà mai esserci. Siamo tutti rinchiusi in casa!

Poi il buon senso ha prevalso dicendo "forse è importante... non si sa mai".

Decido così di rispondere e vedo (come nei film) che dall'altro capo del telefono c'è Mr. Gallery, il mio Editor.
"Pronto!" dico tutta contenta, "Allora piaciuto il pezzo su Picasso?" e dall'altra parte: "Certo ottimo! Già sistemato e programmato! Ora cosa stai producendo? A cosa stai lavorando?"
Al che, col sorriso più bello che ho, anche se non lo può vedere dico "A dire il vero stavo per mettermi a leggere il libro di Francesco Bonami, "L'arte nel cesso" (ed. Mondadori n.d.a.).
Una piccola bugia bianca, per quieto vivere anche perchè se sapesse che in realtà ero pronta fare, e soprattutto vincere, il torneo di cui vi ho parlato prima...

"Bene" risponde lui "E' un libretto. E' veloce. Mi aspetto uno scritto per questa sera alle 18'00!!! Buon lavoro! E su, su, dai, fai qualcosa!". E riattacca!

Ecco ora mi chiedo, ma Santa polenta! Perché ha prevalso il buon senso ed ho risposto?!?
Vabbeh, visto che comunque in casa bisogna stare, tra uno sbadiglio e l'altro mi metto a leggere sul divano. BIG MISTAKE!


Ok, meglio sedersi a tavola. Con la matita pronta per possibili appunti e... Doppia dose di caffeina! Comincio a leggere e tra fare merendina (il the delle 17'00 è sacro), cercare di studiare i romani con Zoe e altre minuzie, riesco per le 19'00 a finire di leggere il libro. Evvai!

Ora ho la mente fusa ma, come dice sempre il mio Editor, "Batti il ferro fin che è caldo quindi, su che è il momento perfetto!".

E quindi, eccomi qui a scrivere queste righe su questo interessantissimo libro scritto con un linguaggio amichevole, ironico, divertente e colto. Bonami parla dell'arte contemporanea, nata con l'orinatoio  di Duchamp del 1917 e secondo lui, terminata 100 anni dopo con il wc d'oro massiccio, intitolato "America" di Cattelan (tornato da poco agli onori della cronaca in quanto rubato).


Fra le pagine, parla di vari artisti, sostenendoli e a volte criticandoli, senza mai essere offensivo. Sostiene che l'arte contemporanea si è conclusa. E' arrivata ad un punto in cui gli artisti tendono a ripetersi.
Gli artisti, secondo lui, devono trovare un nuovo modo di fare arte.
L'arte contemporanea di solito stupisce, crea scalpore, anche se però a volte scoraggia chi la guarda.  Succede allora che chi va al museo non comprende nulla. Perché? Perché manca un qualcosa che spieghi il significato dell'opera. Una sorta di "Libretto di Istruzioni". Quindi è importante il rapporto tra fruitore, artista e museo, perché l'arte deve suscitare nel bene o nel male, una reazione, una sensazione e indurre chi la guarda a capirne il significato.

L'autore ci fa comprendere più a fondo alcune opere di artisti famosi e insinua in noi il dubbio se "è  una vera opera o è solo meraviglia?".
Critica l'alone elitario dell'arte, perché l'arte deve essere accessibile a tutti e non solo per il significato... In questo senso l'arte dovrebbe aprirsi al mondo intero.
L'arte serve all'essere umano per camminare meglio attraverso i periodi più o meno bui della sua storia.
Senza l'arte la nostra anima sarebbe più povera, più triste.
Ognuno deve trovare l'arte giusta per se!

Questo libro mi ha arricchito ancora di più e sono felice di averlo potuto tenere tra le mani emozionandomi come sempre, ridendo e parlottando tra me e me, facendo magari anche strane facce... ovviamente con immancabile stralunamento di Zoe che oramai guarda sua madre come una "pazza scatenata malata d'arte"!

P.s. A volte fare le cose controvoglia ti fa venire la voglia di farle e rifarle!



- LA FRASE DEL GIORNO -
 "lunga è la vita se è piena"
 SENECA

venerdì 20 marzo 2020

"PICASSO, UNA VITA" da vedere!!!



12 marzo 2020

Che dire ragazzi, dopo aver scoperto che su Rai Play (vedi a questo proposito il mio post di qualche giorno fa, cliccando qui) posso fare grandi abbuffate di arte, mi sono messa subito a tavola... ehm al pc!

È  da tempo che voglio scrivere qualcosa su "il Genio indiscusso del 900".
Certo che scrivere su di lui non è una passeggiata...
Già da alcune sue affermazioni, come ad esempio: "Le mie opere sono ricordi che scrivo per me stesso", si capisce che sarà un viaggio, il mio, molto complesso.
Riuscire a decifrarlo non sarà semplice!

Sommiamo poi il fatto che non sono una storica dell'arte ma semplicemente un'autodidatta, appassionata e curiosa, vediamo cosa ne viene fuori!

Avete indovinato di chi sto parlando? Ma certo, si lui, proprio lui: Pablo Picasso!

 
Ho deciso di guardare Picasso, una vita, lo speciale in due puntate a lui dedicato.
Silenzio... atmosfera... concentrazione. Si inizia...


Scorrono i primi fotogrammi e immediatamente il ricordo va all'ottobre 2018, quando in compagnia della mia amica Erica sono andata a Milano a vedere la mostra Metamorfosi a Palazzo Reale. La mia prima mostra importante!
Non che le altre non lo siano state, ma qui il soggetto si è distinto parecchio!


Ma torniamo al mio amico Pablo.
Nato in Spagna nel 1881 comincia a disegnare prima ancora di parlare e la prima parola che dirà sarà "lapis" e già qui, la dice lunga...

Il padre, vedendo il suo talento artistico lo sprona e lo porta al museo Prado di Madrid dove resterà scioccato da Goya e Velazquez.
Si iscrive alla scuola d'arte di Liota a Barcellona dove perfeziona la sua tecnica.

Lì decide di firmare le opere con il cognome della madre: PICASSO!

E fin qui tutto più o meno nella norma.

Certo sarà poi, quando conoscerà i piaceri della vita e della carne (donne e oppio!), che i suoi stili cambieranno.

È un uomo che ha legato la sua arte ai suoi amori e anche al contesto storico e politico della propria contemporaneità.
Riusciva ad innamorarsi di una donna semplicemente vedendola per strada. E poi col suo sguardo ammaliante, la faceva capitolare...

Pensate che ho scoperto che ogni volta che cambiava donna, cambiava tutto: stile, casa,  amici. Incredibile anche perché di donne ne ha avute parecchie!

Proseguendo nella visione del film documentario (qui i popcorn sarebbero semplicemente ridicoli, per sostenere il carico emozionale, ci vuole qualcosa di più: una bella stecca di fondente con nocciole intere...) scopro che nella sua lunghissima carriera, è mancato nel 1973, ha avuto diversi periodi: quello Rosa, quello Blu e poi il Cubismo... e ancora i cicli dedicati alla corrida, agli autoritratti, al minotauro per non parlare della sua produzione incisoria! Ma certamente è proprio il Cubismo a renderlo "genio universale".

Quella che si può definire la sua opera "apripista" di questo periodo è la tela "Les Demoiselles d'Avignone".
La scena rappresentata in quest'opera, sono alcune prostitute di un bordello, con sembianze quasi primitive. Pensate che per realizzarla ci ha messo 9 mesi con più 800 studi preparatori.
Ovviamente è una tela che fa scalpore, che provoca reazioni contrastanti e critiche feroci ma lui, va avanti!.

Ha la fortuna di avere per amici scrittori del calibro di Apollinaire e Cocteau, che lo sostengono!
Più avanti è contro la guerra e il regime nazista. E lo manifesta in molte sue opere.
All'esposizione internazionale di Parigi presenta "Guernica". Manifesto politico contro le ingiustizie del nazionalismo di Franco e di tutti i regimi totalitari. Esprime il suo disprezzo per la casta militare che fa "sprofondare la Spagna in un oceano di dolore e tristezza".



Pensate che quest'opera arriverà al MoMA di New York e ci resterà per 40 anni e oggi si trova al Centro d'Arte Reina Sofía di Madrid. Infatti Picasso, da ordine al suo avvocato di farla rientrare in spagna (nel caso lui fosse già morto) solo quando il regime di Franco sarà caduto.

Continua a dipingere anche in periodo di guerra.
Ha 4 figli, che nonostante abbiano madri diverse si incontrano e si affezionano tra loro.
Riesce a formare una specie di famiglia "allargata" anche se le varie compagne non sono proprio felici...
Picasso, nella sua vita, oltre ad essere pittore ed incisore è anche scultore, lavora la ceramica e assembla materiali di recupero diversi per realizzare le proprie opere. Alcune monumentali! Inoltre si confronta anche con la scenografia, la costumeria e la scrittura.
Una curiosità: quando aveva un blocco creativo si rivolgeva alla scultura.

Dipinge incessantemente fino alla sua morte. Lui stesso afferma:"la pittura è più forte di me mi fa fare ciò che vuole".
Alla sua morte si scoprono nelle varie ville e castelli di sua proprietà, una miriade di lavori a tutti sconosciuti.
Nonostante ciò, il valore delle sue opere non si svaluta... anzi!

 L'eredità sarà divisa dai figli ed il 20 per cento andrà allo stato Francese in opere che potrà così finalmente aprire un museo a suo nome: il Musée National Picasso Paris.

I suoi dipinti, le sue sculture sono, come sostiene lui stesso: "un giornale intimo, bisogna girare lentamente le pagine per comprenderne il mistero... siamo ciò che conserviamo" e lui ha conservato tutto, ma veramente tutto nelle sue dimore!

Alla fine del film sono sopraffatta dalla miriade di informazioni ricevute.
E soprattutto dallo stile di vita che ha tenuto... non deve essere stato semplice essere una delle sue amanti e l'unica che forse, lo ha capito davvero, è stata Francoise Gilot, che di sua iniziativa lo ha lasciato.
Le altre sono state vittime e prede di un "minotauro insaziabile".

Se rivedessi ora la mostra di Palazzo Reale, apprezzerei molto di più ciò che ho visto e mi perderei ore per riconosce i volti, i gesti, gli stili e le dinamiche delle sue opere.

Ora ricordo anche un'altra cosa: la gita scolastica in Spagna della quinta superiore.
In quell'occasione ci hanno portati a visitare uno o più musei. Ricordo alcune sue opere, ricordo le sue colombe... ma che volete, a quell'età ed in quella occasione, erano altri gli interessi e altre le mie priorità...!!!

P.S. Se ne avete voglia, vi consiglio di guardarvi questo speciale docu/film così quando riapriranno i musei di tutto il mondo (e mi auguro che ciò avvenga presto perchè significherebbe essere fuori da questo incubo Coronavirus) potrete arrivare preparati davanti alle sue opere! Buona visione!


mercoledì 11 marzo 2020

I COLORI DELL'ANIMA, il film



                                                                                                                      11 marzo 2020

Tutta colpa del Coronavirus!
Sono a casa da più di due settimane, le scuole sono chiuse, i musei sono chiusi, le mostre sono chiuse (anche se ieri vi ho dato qualche dritta...) ma che noia, che barba.

Pensate che io, che non amo la televisione, fra uno stimolo a Zoe e l'altro, fra una lettura e l'altra, un intervento sul blog e l'altro, sono qui a fare zapping...

Sono arrivata al punto di ordinare in rete due dvd, che mi sono stati consigliati.
Film che quando uscirono nelle sale non suscitarono il mio interesse e che ora... non vedo l'ora di vederli!



Due film che raccontano vita di artisti famosi: Modigliani di cui non so nulla a parte che era livornese, migrato a Parigi e dipingeva le donne col collo lungo e Pollock del quale, qualche cosa già so.

Non so cosa aspettarmi. Dopo aver visto il film su Basquiat (vedi post IN REGALO UN BASQUIAT), che ammetto è stato impegnativo, profondo e commovente, ho il presentimento che con questi due, non sarà una passeggiata.

Chiedo a Zoe se vuole vedere uno dei film con me. Mi guarda, sgrana gli occhi e mi dice: "sarai mica matta... per vedermi annoiare di più?".

Ok, visto che non ho scelta e la TV è di suo monopolio, mi accontento di vederlo sul pc.



Decido per "I colori dell'anima" del 2004, con Andy García che racconta la storia d'amore travagliata tra Modigliani e Jeanne.
Lui succube dell'alcol, lei succube di lui.
Lui da tutti chiamato Modì, è un pittore italiano di nessuna fortuna e malato di tubercolosi, che da anni vive a Parigi conducendo una vita ai limiti dell'accattonaggio. Facendo largo consumo di droghe dimostra un carattere guascone, tanto da irritare il più famoso collega Pablo Picasso che, geloso del suo talento, lo sfida a partecipare a un concorso tra artisti: il quadro migliore verrà premiato con un'ingente somma di denaro.
Una delle battute più  belle è di Jeanne quando chiede a Modigliani se dipingera' mai i suoi occhi e lui risponderà : "si quando conoscerò la tua anima".
Alla fine sarà proprio un ritratto di Jeanne con gli occhi dipinti (per la prima volta) a farlo vincere.

La scena più struggente, che da sola vale già tutto il film, è quella della sfida stessa. Quando gli artisti Picasso, Utrillo, Ribera, Soutine e tanti altri, lavorano ognuno sulla propria tela sulle note musicali un'Ave Maria bellissima, drammatica e coinvolgente, un po' rap un po' classica....



Fin qua tutto ok, se non fosse che di mezzo c'è una figlia che viene data in affidamento ai servizi sociali a causa dell'incapacità della madre di dedicarsi a lei perché sopraffatta dall'amore per lui e dell'incapacità di lui di prendersi le sue responsabilità e cercare di uscire dall'alcol.

Alla fine sarà  lui a vincere la sfida e a diventare così il famoso Modì, ma come avviene spesso per questi artisti, "maledetti" come qualcuno li definì,  è già troppo tardi. Non avrà occasione di godersi il meritato successo. Muore a Parigi, il 24 gennaio 1920.

Le due ore di film, intenso, romantico, struggente, infinitamente triste, volano.
Quando la pellicola finisce mi chiedo seriamente come può esistere un contrasto così vario: la sofferenza di un artista a confronto della felicità di un collezionista. Due attori della stessa sceneggiatura che non potrebbero esistere uno senza l'altro. Ah... la magia e i misteri del mondo dell'arte!

P.s. Altri film da suggerirmi dedicati alla vita dei protagonisti del mondo dell'arte?
P.s. Ora ho un un'obiettivo: trovare un artista che abbia trascorso la vita felicemente! Chi di voi è disposto ad aiutarmi?