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sabato 21 novembre 2020

Dramma al Museo Picasso!



Dopo aver quasi accidentalmente strozzato il primo cittadino di Parigi (la foto uscita sui rotocalchi francesi è esilarante... ed io sono venuta benissimo!) quest'ultimo mi ha caldamente invitato a proseguire il mio tour in altri lidi... ma fuori da Parigi...

Strano, sembrava quasi leggermente risentito... Come se mi volesse spedire a quel paese... uhmmm... "Permalosetto l'omino". In fondo è stato solo un piccolissimo incidente. Niente di personale... insomma... cose che succedono... a me!

Mah, valle a capire queste "primedonne"! 

Comunque sono riuscita a convincerlo che solo dopo la mia visita al museo Picasso lascerò questa splendida "Ville". E lui, assicurandomi una "scorta" a mo' di "sorvegliato speciale", ha accettato. E' buffo dormire sul Van, nel centro di Parigi, circondata da auto "Civetta" della polizia... io immaginavo di dormire un giorno ai margini di un bosco con le "Civette" quelle vere che mi facevano compagnia... Mah, c'est la vie!

Editor dopo essersi scusato mille volte con tutto l'entourage del sindaco,  avermi tenuto il muso per un po' e avermi insaccato di "dolci paroline", finalmente ha voltato pagina anche perché come ha affermato: "peggio di così non può più succedere nulla..." Editor, Editor... ne sei proprio sicuro? Mai dire mai...

Comunque facendo gli appropriati scongiuri e riascoltandomi tutte le sue estenuanti raccomandazioni: "non toccare nulla, stammi incollata, non fiatare,  non portare rossetti, non metterti i tacchi ecc..", la mattina seguente ci troviamo davanti all'ingresso e finalmente entriamo al Museo Picasso.

Sono emozionatissima. 

Picasso è un artista che mi ha sempre affascinato... non come uomo, troppo rude con le sue donne, ma come artista! Perché? Ma perché è stato il più geniale, il più grande, che nel corso della sua carriera ha cambiato diversi stili, mezzi espressivi  che ho imparato a conoscere in questi anni. E soprattutto oltre ad essere pittore è stato pure espertissimo creatore di ceramiche meravigliose. Su di lui ho pure scritto diverse volte, se siete curiosi cliccate QUI!  

La prima mostra sua, che ho visto è stata a Palazzo Reale a Milano: "Metamorfosi".  Sinceramente ora che sono qui non so cosa aspettarmi, perché già era stata magnifica quella, ma questo Museo... qui, nella "sua Parigi..." sono sicura mi sorprenderà ancora di più, me lo sento.

Infatti, già dalla prima sala resto senza fiato. Primo perché il palazzo è a dir poco strepitosamente bello, secondo perché ogni volta che giro la testa mi trovo davanti ad un'opera pazzesca che ho visto prima di ora solo nei libri e terzo perché... la presa stretta di Editor della mia mano per paura di lasciarmi libera, mi sta bloccando la circolazione del sangue!!!

Ad un certo punto, una piccolissima opera attira la mia attenzione. 

Mi fermo davanti come se ne fossi ipnotizzata. Editor mi asseconda visto che lui la conosce già benissimo.

 

L'opera in questione è "Due donne che corrono sulla spiaggia". 

Mi emoziono. Il soggetto è appunto due donne. Mi fanno pensare subito a me e a Zoe che corriamo gioiose sulla spiaggia. Il sorriso, le rotondità accentuate, la spensieratezza di questo atto così complice, e la presenza sullo sfondo del mare blu, inneggiano alla libertà, alla voglia di godersi  il momento, la vita, la natura. 

Riesco addirittura a percepire l'aria fresca e profumata di mare, di salsedine. Alle spalle gli odori della macchia mediterranea (essenze che adoro) e... mi viene la pelle d'oca tanto li sento forti e persistenti. Eppure, è solo un quadro. E che quadro!

Un quadro che scatena dentro di me l'indescrivibile.

Ascolto la mia audioguida che mi racconta  che: "è un dipinto a gouache su compensato (32,5x41,1 cm) realizzato nel 1922

Stoppo subito l'audio guida e chiedo a Mr. Gallery che cavolo significa... ehmmm cioè,  che cosa si intende per "a gouache". E lui, che non vede l'ora di sfoderare il suo eccelso sapere... lo chiamerò Vanesio... mi spiega che "Il guazzo, noto nella forma francese come "gouache", è un tipo di colore a tempera, reso più pesante e opaco con l'aggiunta di un pigmento bianco (per esempio biacca o gesso) mescolato con la gomma arabica. Il risultato è appunto un colore più coprente e più opaco rispetto al normale colore a tempera.

Perfetto. Riattacco la guida che mi racconta che nel 1924 una copia (10,4 per 11,7 metri) di questo quadro fu fatta dipingere dal produttore Djagilev come fondale di scena in occasione del balletto "Le train bleu". Tale copia è adesso parte della collezione del Victoria & Albert Museum di Londra.

Il piccolo quadro davanti a me, doveva fungere da schizzo per essere presentato al regista e raffigura due donne "enormi e scomposte" che corrono sulla spiaggia; il balletto infatti, celebrava il culto dello sport e del nudismo.

Le due figure, più che intente in una corsa a perdifiato, sembra stiano danzando. Il riferimento all'antichità è d'obbligo: il drappeggio rigido e fermo delle tuniche e i movimenti poco coordinati rimandano alle menadi danzanti dell'arte greca.

Nonostante le forme gonfie e sproporzionate, le due donne mantengono una carica di sensualità importante.

Wow, sono letteralmente scossa. Guardo Editor e con un gesto della testa, visto che non riesco a parlare tanto sono "ingroppata" (tradotto = commossa), gli faccio capire che possiamo proseguire la visita. Nella sala successiva  ci sono un'infinità di ceramiche. Sono una più bella dell'altra e sono tantissime.

Editor è costretto a lasciare la presa, finalmente, altrimenti rischiamo di fare un gran pasticcio. E non mi sembra il caso. 

Ad un certo punto mi chiama per farmi vedere una ceramica particolarmente curiosa e nel girarmi di scatto... la mia borsa Louis Vuitton (tarocca, ovviamente nessuno me l'ha ancora regalata... a questo proposito, vedi post cliccando QUI) va a sbattere contro una ceramica e... 

Scena a rallentatore

Editor vede la borsa che sta per sbattere. Comincia a correre e ad urlare "Nooooo... Cosa hai fatto!?!?!?! Attentaaaaa". Io non capisco.  Che ci sia un'ape che vuole pungermi? Che carino, che romantico... vuole salvarmi! Lui si lancia verso di me. Oh capperi... Ma che cosa sta facendo? Si vuole gettare ai miei piedi? Ma così mi ammazza! ...Altro che salvarmi dall'ape!

In quel frangente scattano tutti gli allarmi e lui prende con una "parata" degna di Buffon, l'opera al volo, che io sbadatamente ho urtato innarvetitamente. Così in men che non si dica... Me lo ritrovo lì davanti, sdraiato a pancia in su, con l'opera miracolosamente integra tra le mani! Wow che gesto atletico, che salvataggio! Sei un mito, Editor!

A quel punto però, un esercito di forze dell'ordine, a mo di scena finale del film Blues Brothers si è materializzata improvvisamente, puntando tanto di pistole e fucili contro Editor. 


 

Oh cavoli! Credo sia stato scambiato per un possibile ladro. Ok, lo ammanettato all'istante. Ora è sicuro: lo considerano un ladro!

Lo so, lo so, non dovrei farlo... ma... ma non è avvincente? E poi, quanto eroico è stato Mr Gallery? Per non parlare della sua AGILITÀ... non mi capacito visto la sua stazza! Sono SBALORDITA. E rivederlo in volo planante mi fa scoppiare a ridere!

Uhmmmm, dalla faccia che ha Editor in questo momento pure la sua è sbalordita. Ma lui, non ride!

Poverino, sta cercando di spiegare in francese misto a inglese e a parolacce italiane, insomma una sorta di nuovo esperanto, che si tratta di un clamoroso equivoco. L'ispettore di polizia sembra non capire. 

Ok è ora di intervenire. Tiro fuori il mio smartphone e faccio vedere loro chi sono e che sono l'eroina che solo 2 giorni fa, ha sventato un furto al Louvre e fatto arrestare il noto criminale...

Dopo qualche telefonata miracolosamente in cerca di conferme "smanettano" Editor.

Ecco, ho sbagliato! In questo momento avrei voluto che lo tenessero ammanettato! Giusto il tempo per potermela dare a gambe. mettermi a distanza di sicurezza... È alquanto irato. Si capisce non tanto dalle parole, in questo momento è muto, ma semplicemente dallo sguardo assassino e dal movimento impercettibile delle sue mascelle. Capperi! Eppure era stata una scena così gloriosa... Impavida... non capisco... non capisco come il suo umore possa essere nero. Tutto è andato a buon fine no?Per fortuna mi sono messa vicino al campanello d'allarme nel caso decida di sfogare la sua ira su di me... che sono del tutto innocente! Ok, si avvicina... è meglio che pigi quel pulsantino rosso... uno... due... e tre...

DRIIIIINNNNNN 

No! ancora una volta la sveglia!!! Che barba! 

N.B. se vi siete persi i post con le altre esilaranti avventure in Van cliccate QUI!


venerdì 2 ottobre 2020

Mi sono fatta un super, super regalo!

 giovedì 1 ottobre 2020

Oggi sono stra, strafelice! Mi sono fatta un super, super regalo!

Un diamante, direte voi? O la tanto famigerata Louis Vuitton? Si dai, quella del post "Una Louis Vuitton per Mr. Duchamp"... Vi ricordate? No, niente di tutto questo! Semplicemente una piccola, economica ma straordinaria libreria! Si, una di quelle proprio basiche, economiche, che compri da Ikea e poi impeghi tutto il giorno a montarle. E' una cosa che mi ero ripromessa di fare oramai da un po' di tempo... "Le mie pubblicazioni d'arte, meritano più rispetto!" mi ero detta... e oggi... Taac. Ho preso e via. 

Ladies & Gentlemen... Ecco il risultato...


Lo so, magari vi aspettavate che parlassi di Tizio, Caio o Sempronio o magari dell'ennesimo battibecco con Mr. Gallery o ancora dell'ultima "figuretta" fatta durante la visita di una mostra... 

No! Niente di tutto ciò! Semplicemente un po' di me... e se non vi piace... cambiate canale... 

Ops! No dai, scherzavo... Non fate così... Dai... Rimanete ancora un po' qui con me... ho ancora tante cose da raccontarvi!

P.S. E voi qual è l'ultimo regalo che vi siete fatti?

sabato 11 luglio 2020

Una Louis Vuitton per Mr. Duchamp

Venerdì 10 luglio 2020

Sto decisamente meglio. Ogni giorno sempre di più!
Anche se ancora non ho proprio tutte quelle energie che mi consentono di fare proprio tutto ciò che mi piacerebbe fare...
Ad esempio leggere, scrivere, andare per mostre... 
E allora? Allora rispolvero "vecchi appunti da blogger"... 
Il pezzo che segue mi sembra buono e neanche troppo vecchio... 



aprile 2020

RICORDI...

C'è stato un periodo della mia vita, qualche anno fa, che avrei pagato oro per avere una fantastica borsa di Louis Vuitton (Vabbeh, un puro capriccio femminile!...).
E nonostante tutti lo sapessero, nessuno mai me l'ha regalata...
Si perché una Vuitton deve essere regalata, almeno nel mio caso e visto le mie personali finanze!
A proposito, non è che ho cambiato idea... se fra voi, ci fosse qualche anima buona che...
Ok, scherzavo... comunque se... voi chiedete e io vi mando il mio indirizzo in privato... ok?

Sapevano forse che dopo una stagione l'avrei rinchiusa in un armadio?
O più probabilmente non avevano soldi da spendere in frivolezze... bah non ne ho idea, comunque resta il fatto che non ce l'ho! E qui non vorrei ripetere il discorso di prima...

Ricordo ancora che pur di sfoggiarla ne avevo acquistata una "a secchiello", in spiaggia da un ambulante non proprio autorizzato...
Ne ero talmente fiera e orgogliosa, che la mostravo a tutto il parentame e visto che l'avevo contrattata e acquistata per "sole" 20 mila lire, ne ero doppiamente orgogliosa!

Solo, quando la mostrai a mio fratello Edo rimasi profondamente ferita.
Si mise a ridere dicendo: "Dove hai acquistato questo splendido tarocco?!?" detto per di più, con voce chiaramente "da presa in giro"!
Io, provai per un po' a sostenere che era assolutamente originale ma, quando mi fece notare che al posto della V di Vuitton c'era la W...  di WC... dovetti arrendermi ed andare a sotterrarmi...
Ma scusate, Vuitton non era con la doppia W?!?

Già da lì, si poteva intuire quanto me ne intendessi di moda.

L'apice arrivò qualche anno più tardi quando la mia carissima amica Erica mi disse: "Senti Vale, mia suocera mi ha regalato una Vuitton la vuoi? Io non la uso perché ne ho già altre, ok non è originale ma è fatta bene...".

Come non accettare una proposta del genere? Ovviamente quando la vidi capii immediatamente il perché la mia amica aveva deciso di sbarazzarsene... sembrava un modello adatto a una "signora per bene" di 90 anni!!!

Sono passati anni e ad oggi fortunatamente il mio cervello si è evoluto... spero, e di conseguenza le priorità sono cambiate (ripeto, comunque se ve ne avanza una... io sono qui...)

Oggi pagherei oro per avere una vera opera d'arte appesa alla parete di casa mia e poter girare il mondo per vedere i musei di cui sento tanto parlare.

Vi starete chiedendo  "Beh? E allora, che cavolo ci importa della pappardella della borsa che tanto non ce l'hai?" Calmi, calmi adesso ci arrivo... Scusate ma avete bevuto il caffè?
Sapete il mio Editor è più accomodante quando beve il caffè... un doppio caffè per l'esattezza!

OK, HO DIVAGATO ANCORA UNA VOLTA!

Dovete sapere che un paio di volte, nelle mie scorribande in giro per musei, ho avuto la fortuna di incontrare opere del famosissimo Marcel Duchamp.

Solo che in quel momento non capivo ancora perché fosse così importante.

O meglio sapevo che da lui era esplosa tutta quella che sarebbe stata poi definita arte contemporanea nel XX secolo... la mia preferita...
Ma a parte "fontana" (l'orinatoio rovesciato di cui vi ho già parlato in diverse occasioni) che era il simbolo di inizio di una nuova era per l'arte... non conoscevo altro.

In queste due mostre, fatalità, ho avuto occasione di vedere due opere uguali, ero ancora in quella fase in cui, o conosco qualcosa di famoso che mi fa tremare le gambe o sorvolo e chi s'è visto s'è visto! E in quelle due occasioni, ho avuto la sfrontatezza di guardarle con talmente tanta superficialità che mi chiedo ancora perché, in entrambe le occasioni le ho comunque fotografate... Ora lo so!

Sapevo che sarebbe arrivato il momento in cui il fato, me le avrebbe riproposte. Ed è successo proprio così.

L'altra mattina ho "bevuto il caffè" a Palazzo Maffei.

Indovinate un po' di cosa si parlava? Si proprio della "boite en valise" l'opera di Duchamp che ho visto in quelle mie avventure!!! Fantastico! E indovinate un po' cosa ho scoperto?
Che "Boite en valise", ovvero scatola in valigia, è un piccolo museo portatile.
L'artista dadaista seleziona ben 69 opere e le inserisce una valigia in pelle di LOUIS VUITTON!!!

Ecco qui svelato l'arcano mistero di quel prologo...!
Vi sono al suo interno miniature polimateriche e riproduzioni fotografiche a colori delle sue opere.
Viene venduta ai collezionisti attraverso un modulo di abbonamento spedito il 1° gennaio del 1941. Le versioni  realizzate tra gli anni 40 e 60 sono 312.

Il concetto di Valigia o Museo Portatile, era per l'autore una sorta di metafora. In maniera quasi profetica ipotizzava un arte "pret a porter".

Le riproduzioni delle opere inserite in queste "scatole portatili" si datano tra il 1910 e il 1937 e sono tappe emblematiche  della carriera stessa di Duchamp... dall'opera futurista "nudo che scende le scale" fino ai primi Ready-Made.

Insomma, lo stravagante signor Duchamp, viene considerato uno dei massimi esponenti del dadaismo, corrente che mette in crisi l'idea normale di opera d'arte e rifiuta ogni logica fino ad allora perpetuata.

Anche se lo stesso Duchamp non accetta di essere messo dentro a questo gruppo.


Egli ha creato una nuova immagine di artista intellettuale che si propone sempre in maniera inaspettata anche per il solo piacere di essere diverso dal normale: "un artista a elevato tasso di anormalità", inteso come rifiuto di qualsiasi norma a pratica sia di arte sia di vita".

Dopo gli anni 20 e dopo il successo planetario ottenuto si allontanò dall'ambiente artistico e si dedicò al gioco degli scacchi.
Ma nonostante questa volontà di estraniarsi da tutto e da tutti, divenne una figura importante di riferimento del gruppo surrealista e dopo la seconda guerra mondiale sarà ancora un punto di riferimento per gli artisti dagli anni 50... fino ad arrivare ad oggi.

Ecco, ora che so tutte queste informazioni, vorrei assolutamente rivedere le opere viste ahimè, quasi di sfuggita. Pesto i piedi per terra come una bambina perché sono imbufalita da me stessa! Perchè, e mi ridomando perchè? Uffi, odio il fatto di aver visto quelle opere quando non ero ancora pronta!
E dire che mi è capitata l'occasione per ben 2 volte... Mannaggia! più ci penso e più potrebbe uscirmi il fumo dalle orecchie!
Ok finché i musei saranno "off limits" mi accontenterò di guardare le opere della mia galleria fotografica o in rete... ma appena mi sarà possible tornarci...

Cosa posso fare ora? Avete idee? Forse una cosa ci sarebbe, mangiare una bella fetta di torta appena sfornata dalla mia pasticciera preferita: mia figlia Zoe!
Devo ancora capire da chi capperi ha preso perché in famiglia nessuno è bravo a fare i dolci come lei e spesso non segue nemmeno le ricette...
che sia una nuova dadaista? Bah l'importante è che continui così!!!

P.S. Non vorrei sembrare insistente... ma avete una Louis Vuitton che vi avanza?