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lunedì 28 dicembre 2020

Una nuova consapevolezza si fa strada dentro di me

Ma non avevano detto che oggi ci sarebbe stato il sole splendente? 

Si, un piccolo accenno c'è... ma niente di che....

Si, lo ammetto. Questa mattina sono scesa dal letto con il piede sbagliato. 

Vi capita mai? Quindi di conseguenza la mole dei pensieri che ha cominciato a vagare dentro la mia, in questi casi, "bacata testolina" non era affatto simpatica anzi...

Quando mi succede questo, due sono le soluzioni: o mi faccio travolgere inesorabilmente mettendomi nel mood "victim of the world" o cerco un qualsiasi stratagemma per ribaltare la situazione.

Ovviamente dopo essermi rotta di essere "victim" e un po' essendo di spirito piratesco, ho optato per la seconda chance.

Tanto per cominciare ho acceso un po' di musica natalizia, jazz per la precisione, e ancora più nello specifico: Diana Krall. Ve la consiglio il suo modo di cantare è un sottofondo magico che riesce riattivare ogni pulsazione positiva che prima, come vi ho detto, si era messa in standby. Io non la metto a volume alto perché voglio che si crei un accordo perfetto tra lei, la musica, e i miei pensieri. Voglio che i miei pensieri trovino il sound giusto, il mood adeguato... per poi mettersi a danzare... si, perché sappiamo tutti che il danzare è per forza un qualcosa di "bello".

Secondo mi preparo un buon caffè. 


Il solo fatto di ritrovarmi con una bella tazza di caffè nero bollente tra le mani mi ristora l'anima. 

Ora capisco di più il mio Editor che diventa di buon umore solo dopo 2/3 tazze di caffè... Sapete, lui è grande e grosso quindi ha bisogno di dosi più abbondanti... ma che resti tra noi... Non potrei sopportare una sua sfuriata in questo momento!

Terzo, mangiucchio qualcosa perché sono convinta che il mio cervello macina meglio se si carica di energie.

E ora?

Ora viene la parte interessante. E cioè, aspetto che succeda qualcosa.

Vi state chiedendo "In che senso?"

Qui ci viole la classica botta di c... ehm fortuna.

Oggi mi metto a spippolare sui social in cerca di qualcosa di interessante. Il post l'ho pubblicato. Ma voglio qualcosa che faccia fare una capriola a 360° al mio umore.

Non trovo nulla. Ok. Forse oggi la fortuna non mi è propizia. 

Stop. Alt! Fermi tutti... Mi è arrivato un messaggio... Forse questo mi aiuterà. Uhmm... no è una pubblicità della banca....

Dopo un po' il telefono vibra 3 volte... 3 messaggi... Ok, incrocio le dita.

Apro il primo, poi il secondo e pure il terzo. Sono stati mandati da tre persone diverse che nemmeno si conoscono tra loro e... indovinate un po'? Mi danno la svolta che cercavo!

In soldoni i messaggi parlano del mio ultimo post esprimendo quanto sia stato interessante, stimolante e quanto abbia dato la possibilità di imparare cose nuove e soprattutto riflettere sul questioni importanti... Cito le testuali parole: "Mi intriga il significato del pendente rosso... e' una cosa che mi fa pensare quante cose davano un significato ai tempi antichi, mentre ora non diamo molto significato, dobbiamo tornare a riprendere le cose significative del passato per ricostruire un futuro migliore, soprattutto ora che ci troviamo in un momento buio, ci farebbe bene, grazie Valeria ho riflettuto molto stamattina su questa cosa, come hai detto tu dobbiamo cambiare modalità".

Ecco qui una bella foto con pendente in corallo rosso...visto che classe! Cosa dici Editor? non è prettamente un simbolo religioso questo? Ah no?! Si ok,  ma è pur sempre un cornetto porta fortuna Made in Napoli... ehmm... lo ammetto, non avevo altro. Forse con una catenina d'oro andrebbe meglio... No? Va bene, va bene Editor, ho recepito il messaggio, non ti scaldare. Si sarò seria e composta. Ufff... che bacchettone!

Beh, sapete una cosa? Sono piacevolmente sorpresa. Mi accorgo che qualcosa dentro di me si è mosso. Si, perché sto canticchiando insieme a Diana Krall.

Forse allora questo blog non è uno stimolo positivo solo per me ma anche per le altre persone. 

Questa nuova consapevolezza si fa strada dentro di me facendomi sentire viva e riconoscente verso voi miei cari lettori.

Il sorriso si stampa sul mio viso... Le nubi si sono dissolte e ora fuori e dentro di me c'è un sole meraviglioso. 

Grazie!


giovedì 12 novembre 2020

Amaci

 Mercoledì 11 novembre 2020

Amici, sono elettrizzata! Oggi ho infatti scoperto che il 5 dicembre sarà una data dedicata alla Giornata dell'arte Contemporanea. E cosa ancora più da... "strizza budella" ci posso partecipare pure io! 

Ma vi rendete conto? Non è nemmeno un anno che ho aperto il Blog ed ora mi ritrovo pure a partecipare a grandiose iniziative come questa che cercano di promuovere e valorizzare la dura realtà dell'arte in questo tempestoso periodo! Io ne sono orgogliosa perché nel mio piccolo, posso fare qualcosa di utile per questo mondo che tanto mi affascina e mi riempie di gioia ogni giorno.

L'associazione che organizza tutto ciò è AMACI Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, che da sedici anni coinvolge musei, fondazioni, istituzioni pubbliche e private, gallerie, studi e spazi d’artista per raccontare la vitalità dell’arte contemporanea nel nostro Paese.

In quest’anno complesso, profondamente condizionato dall’emergenza pandemica, la Giornata del Contemporaneo assume una veste necessariamente diversa da quella tradizionale. Il contesto mutato a causa dell’emergenza Covid-19 ha richiesto una sospensione del format tradizionale della manifestazione e un’edizione aggiornata con variazioni che ne garantiscano lo svolgimento su un doppio binario online e offline, favorendo tutti i partecipanti a contribuire su entrambi i piani, se le condizioni sanitarie lo consentono, o su un piano unicamente digitale aderendo alla grande campagna di comunicazione con l’hashtag #giornatadelcontemporaneo.

Se le condizioni lo consentiranno, il 5 dicembre i musei AMACI e tutte le realtà aderenti alla Giornata del Contemporaneo apriranno gratuitamente al pubblico i loro spazi (con ingressi contingentati, nel massimo rispetto delle restrizioni vigenti), e affiancheranno progetti e attività digitali.

 Il modello ibrido "online & offline" e la grande campagna di comunicazione per favorire la partecipazione di più realtà possibili, servirà per promuovere e far emergere la rete del contemporaneo nazionale e internazionale.

Amici che ne pensate? Non è una notizia fantastica e se qualcuno di voi volesse partecipare con un suo progetto... Forza, al lavoro, che manca meno di un mese!!!

https://www.amaci.org 




mercoledì 30 settembre 2020

15000 GRAZIE!!!!

 Martedì 29 settembre 2020


Carissimi amici non ci posso credere! 

Sono stra, stra, stra felice! 

Si di annunciarvi che il mio "super, magnifico, straordinario, eccezionale blog, Quattro salti in padella....ops, ho sbagliato, scusate... ehmm... dicevo "Quattro passi nell'arte in punta di pantofole", grazie a voi, ha raggiunto le 15000 visualizzazioni. 

15000! Avete sentito?!?

Per me è un traguardo inimmaginabile!  

Ma chi lo avrebbe mai detto, 8 mesi fa? Sono orgogliosa di voi che in questi mesi mi avete seguito, sopportato e supportato...

Forse non ve ne rendete conto ma  in questo momento così particolate della mia vita, siete molto importanti. 

Scrivere sapendo poi, di avere un riscontro da parte vostra così positivo, affettuoso, presente e costante, mi fa arrivare alle stelle e mi fa sentire davvero speciale.

Si, forse non sarò una storica dell'arte, è vero. 

Anzi, visto le continue gaffe, le famose "figurette", i burberi rimproveri di Mr. Gallery e lo striminzito, per ora, bagaglio culturale/artistico, non valgo nemmeno un dito di uno storico dell'arte! Ma sono certa di valere molto di più! Per la sincerità e la passione che ci metto! 

Sono altresì convinta di non meritarmi tutto il consenso che mi state dimostrando ma proprio per questo, vi prometto che ci sarà un continuo miglioramento. Cresceremo insieme! Ne sono super convinta...!!! Però voi continuate a seguirmi. Oh, non fate scherzi!

Credo che qualcosina sto imparando giorno dopo giorno e voi con me. E quindi, per poter raccontare le mie avventure strampalate nel mondo dell'arte ho bisogno di voi. Scrivere, leggere e studiare per voi, mi diverte e mi fa sentire bene. Quindi...

Quindi 15000 volte grazie di cuore... Per tutto!

Valeria, l'Art-Blogger 
Ahahahaha

giovedì 6 agosto 2020

Un mio regalo per lui: Egon Schiele

 6 agosto 2020


Voglio fare un regalo al mio Editor!
Si avete capito bene...

Nonostante sia un uomo burbero, convinto di essere l'unico "acculturato" sulla faccia della terra, in preda ad attacchi apoplettici continui ogni volta che apro bocca, è anche colui che mi ha introdotto sapientemente e, soprattutto, pazientemente in questo fantomatico mondo artistico.
Che ha aperto la mia mente e che, soprattutto, ha saputo rispondere correttamente, a volte in modo semplice a volte in modo pesantuccio (ammettiamolo) ai miei miliardi di quesiti...
Ehmm mi conoscete, sono curiosa... e lui è colui che ha creduto e intravisto in me la possibilità di realizzare questo Super Blog... (nonostante le premesse non fossero incoraggianti) mi ha spronata dicendomi spesso "Allora? ti dai una mossa si o no?"
Insomma sono giunta alla conclusione che si merita un bel regalo, e così ho pensato di scrivere un pezzo sul suo artista preferito!!! O almeno credo... Vabbeh, so che gli piace molto...

Perché siete tutti ammutoliti?

State forse pensando che il mio è un "big mistake"?
Ok, avete ragione!
Avrebbe sicuramente preferito di gran lunga un invito a cena a base di pignatta stracolma di "spaghetti all'nduja" accompagnati da una pirofila ripiena di "melanzane alla parmigiana" e ciotola finale (no, meglio terrina) ripiena di gelato alla vaniglia, banana e magari decorazioni alla Nutella!
ma questo ho da offrirgli: un bel post sul mio Blog e basta! E voi, basta fare i soliti pessimisti!

Cosa dite? Dite che scrivere su il suo artista preferito sia rischioso?

Beh, sapete che vi dico? Amo il rischio! D'altronde sono o non sono una piratessa? E poi se dirò qualche castroneria, rafforzerò la sua convinzione di essere insuperabile e perfetto (fin che ci crede lasciamolo crogiolarsi nella sua convinzione. Sapete, ad una certa età è difficile cambiare... intendiamoci, tutto questo, non è valido per me!).

C'è solo un piccolo, minuscolo, insignificante particolare: non ho tenuto in considerazione... il fatto che non conosco affatto questo artista!
E di conseguenza, per ora, non mi piace neanche tanto!

Ecco l'ho detto!
Ma acqua in bocca. Sapete, Mr. Gallery a volte  potrebbe comportarsi come i bambini : "non ti piace quell'artista lì? Allora non sei più mio amico! Tiè!". Sempre colpa dell'età, ovviamente... come si dice? "Invecchiando si torna ad essere bambini!"!

Comunque tutto ciò non mi fa desistere e anzi oramai mi conosco e so che se proverò a scoprirlo, ...e lentamente... potrei pure innamorarmene.

Mi tuffo a capofitto nei miei libri d'arte "acchiappando", ehmm si dice acquisendo, tutte le informazioni possibili. E dall' iniziale indifferenza sento crescere in me un desiderio di saperne sempre di più.



Egon Schiele (attenzione leggetelo nel modo giusto: "Scile" ...cosa che io, ho cannato subito ovviamente!).
È nato nel 1890 a Tulln vicino a Vienna.
Il padre era capo stazione e sperava che il figlio seguisse le sue orme invece di "perdere tempo a disegnare ". Pensate che un giorno dalla rabbia e frustrazione che suo figlio non volesse seguire le sue orme, distrusse tutti i suoi lavori.
Fu solo dopo la morte del padre, avvenuta quando aveva 15 anni, che ebbe, grazie allo zio che lo aveva preso sotto le sue cure, la possibilità di iscriversi all'Accademia di Belle arti di Vienna.
Il suo insegnante, il suo mentore, è il grande Gustav Klimt!
Addirittura acquistò molti dei suoi disegni e lo presentò ad importanti mecenati.
Naturale che le prime opere mostrano somiglianze sconvolgenti con quelle del Maestro, inoltre, i due hanno condiviso per tutta la vita un reciproco apprezzamento, amicizia e si dice anche amore per la stessa donna: Wally, che con Schiele visse per qualche tempo in stile "bohémien"!

Caspita, più approfondisco le storie di questi artisti e più mi rendo conto che molti non si accontentavano di una sola donna... ma erano un po'... come dire? "uccel di bosco"!

Pensate, e qui scatta il pettegolezzo, che lo stesso Schiele adorante indefesso del genere femminile, prediligesse come modelle giovani adolescenti e si dice che avesse un intrallazzo pure con la sorella della moglie che gli si prestava come modella... A tal proposito l'opera che più mi piace, che più mi affascina, è un ritratto appunto di questa donna!


"Protagonista di questo dipinto realizzato su carta con acquerello e matita, è una giovane donna. Carica di energia nervosa, la modella di Schiele sembra fissarci dritto negli occhi, con uno sguardo e un atteggiamento carichi di erotismo. Il corpo è muscoloso, le mani contratte sulla caviglia, il collo contorto. Tutti elementi che contribuiscono a rendere inquietante quest’opera dalla struttura molto compatta. Un’inquietudine espressa con nuda brutalità, come dopotutto ritroviamo spesso nelle figure ritratte da Egon Schiele."


Più guardo le sue opere, più approfondisco l'argomento, capisco di quanto contorto e drammatico sia lo stato l'animo e il sentire di questo artista.
Provate a osservare i suoi autoritratti, oppure i ritratti delle modelle dove i corpi appaiono contorti e la sessualità è quasi, o senza quasi, cruda, scarnificata.
È stato un importante pittore figurativo dell'inizio del ventesimo secolo. Attore fondamentale della "Secessione Viennese" che ha creato oltre 3000 opere su carta e circa 300 dipinti, spesso considerati scioccanti e offensivi per il loro erotismo esplicito e impenitente.
I suoi tratti, le sue linee, appaiono spesso spigolosi. Un esempio sono le mani, che in certi lavori sembrano scheletriche.
Respingeva le tipiche convenzioni sui temi  della bellezza e introduceva emozioni esagerate, forti. Troppo forti per la sua epoca.

Trascorse 21 giorni in prigione perché accusato di aver sedotto una minorenne e aver fatto vedere disegni osceni a minori.
Nel suo diario dal carcere scrive: "...nessuna opera d'arte erotica è sconcia se è artisticamente significativa,  può divenire sconcia se chi la guarda lo è..."

Morì a 28 di spagnola insieme alla moglie che era incinta di 6 mesi, proprio quando stava cominciando ad essere famoso e la sua arte veniva "sdoganata" dai collezionisti di tutto il mondo.

Non ci crederete ma questa full-immersion dura da più di 3 giorni.
Ho letto, ho cercato, ho soppesato e valutato.
Mi sono interrogata molto su cosa apprezzo e non apprezzo di questo pazzo artista...
Ne ho pure discusso con Mr. Gallery e indovinate un po'? Anche lui adora il dipinto che piace a me!

Cavoli allora sto migliorando! Il mio gusto si sta formando... Mi vedo già là in qualche mostra, o evento, ad un vernissage in veste di curatrice e...
Ok, sto volando troppo con la fantasia?
Va bene, va bene, state calmi! Avrei lo stesso del tempo da dedicare al mio blog, se è questo che vi preoccupa!


Ok che ne pensate, questo pezzo, potrebbe piacere a Mr. Gallery? Apprezzerà questo regalino?

Sicuramente si lamenterà per qualche piccola inesattezza... lo conosco!

Vabbè, lasciamolo parlare tanto prima o poi resterà a bocca asciutta! Non ci credete?
Uhmmm improbabile, ma non impossibile!

P.S. e a voi che opera piace di questo artista?



giovedì 25 giugno 2020

Attenzione...Attenzione...sono tornata!

"Farmacia" Damien Hirst - Boredom Nowhere 1995


Giovedì 25 giugno 2020

Ciao Amici!
Eccomi qui bella e pronta più che mai, per riprendere le chiacchierate sulle mie avventure e scorribande nel fantastico mondo dell'arte!

Prima di tutto, prima di scrivere, raccontare e... annoiarvi... dai scherzo, devo fare una cosa.
Devo fare gli auguri all'uomo più importante della mia vita, al mio lettore più puntuale, a colui che anche in questo periodo mi ha "viziato": auguri papà!

Fatto questo, dove eravamo rimasti? Ah si... eccomi....

La vacanza nel "Resort a 5 stelle Superior" (alias reparto di chirurgia generale!) in cui sono stata catapultata senza alcun preavviso e possibilità di scelta, per ben 34 giorni, è stata molto intensa ed impegnativa e, visto e considerato che mi ritengo una "neoblogger" strampalata, poco blogger e molto strampalata, non mi sono fatta mancare nulla, ma proprio nulla.
Diciamo che un po' di "suspance" ravviva gli animi ed io per l'appunto, ho fatto tenere il fiato sospeso per un bel po' a tutti.
Ma ora eccomi di nuovo qui!
E come dice sempre il mio caro Editor (ve lo ricordate?... quello brontolone... che sbuffa come un treno a vapore di fine 800 e strabuzza gli occhi ogni volta che apro bocca o ne combino una delle mie?... ah si? Si ok ci siete, come dite? Impossibile da dimenticare... Già, avete ragione...) sono bravissima a raggiungere il primato in tutto, e senza fare tanti sforzi pure!
Non so perché ma dice sempre che:  "riesco a frantumare e polverizzare i "così detti" in modo magistrale!" Beh, che dire? Credo che si possa definire Arte pure questa!

Che volete... quando faccio le cose o le faccio per bene o altrimenti non le faccio!

Pensate che gli stessi "addetti ai lavori" del reparto ospedaliero (che ringrazio con tutto il cuore) ad un certo punto hanno triplicato, ma che dico, quintuplicato, i loro sforzi pur di vedermi tornare a casa... Cosa avvenuta qualche giorno fa con tanto di applauso finale, standing ovation e un sincero "a mai più!!!"
Bah... valli a capire. Eppure si sono sempre dimostrati molto affettuosi e carini con la sottoscritta ed io con loro!
Tant' è, che un bel giorno valigia alla mano mi hanno detto: "Prego, quella è la porta... è giunta l'ora che lei vada!".

Vabbeh, la cosa importante è essere qui a raccontarvi come prima delle mie avventure... anzi, non proprio come prima... ora vi spiego: un po' di cose nella condivisione dei post cambieranno.
Primo perché la quarantena fortunatamente è terminata e quindi tutti sarete più impegnati col lavoro, palestre, shopping, ferie etc. etc.
Secondo, pure io, oltre al blog, sarò caricata di impegni extra a cui non potrò sottrarmi per alcuna ragione.
Quindi...

Tranquilli amici i post usciranno, questo è sicuro... magari con cadenza pazzerella...
come dire un po' stramba... oh insomma avete capito in modo irregolare!

Una cosa però ve la devo confessare, ...sono contenta, sono felice, e sono super emozionata.
Vi svelerò un segreto (e qui vedo già la faccia contratta e sudata di Mr.Gallery che dice "Oh signur, e ora cos'avrà mai in mente?"
Tranquillo è solo un po' di sano romanticismo... Quello che tu non contempli nel tuo burbero vocabolario!!!).
Quando mi sono preparata per scrivere, ero un po' preoccupata. Avevo paura che non mi venisse nulla. Dentro di me però, allo stesso tempo, sentivo da qualche giorno montare questo desiderio. Quasi fosse una necessità!

Ho cominciato a pensare. Ma le idee si accavallavano una sull'altra..
Allora ho chiuso gli occhi. Ho pensato a come facevo prima...
Li ho riaperti e...
ho aperto il mio notebook.
Magia... con dita tremanti ho cominciato a scrivere!
Ho pianto dalla commozione. "Che sciocca" qualcuno di voi potrà pensare... ma in questo momento ogni piccola cosa anche quella che può sembrare la più banale per me è un "passo da gigante"!

Amici sono tornata più guerriera e incasinata che mai...
preparatevi quindi. Ne vedrete... anzi, ne leggerete delle belle!!! Siete pronti?

P.S. E tu, Editor da strapazzo, sei pronto? Pensavi di esserti liberato di me... eh? E invece...

domenica 3 maggio 2020

In risposta ad un commento particolare...



1 maggio 2020

Oggi vorrei scrivere un post diverso dai soliti.
Si tanto per dare un po' di brio... no? Sbaglio?
Cosa dite? Che il brio è già dato dalle mie continue gaffe? Dal mio muovermi goffo nel mondo dell'arte? Ma se lo faccio in punta di pantofole?!?
Ok, ok,  state manzi (alias calmi...)! Oh capito. Comunque, il fatto è che scriverò comunque, volente o nolente un post diverso. Punto.

Ecco già vi vedo lì a scalpitare chiedendovi : "Ma cosa avrà in mente questa, oggi?"...un attimo, un attimo, aspettate! Eh che fretta!!!

Curiosità:
questa parola "un attimo" insieme ad "aspetta eh" per chi non lo avesse capito, sono le due parole da non dire mai difronte al mio Editor!
Percheeeé? Dovete sapere che ogni volta che chiama rispondo e poi gli dico: "un attimo eh, che arrivo..." o... "aspetta eh....", parte l'embolo! Nel senso che subito si innervosisce.
E non vi dico gli sbuffi e i borbottii che si sentono in sottofondo!
Il fatto è che devo avere il tempo di cercare gli auricolari e di attivarli... e ci metto sempre un pochino... vero Editor???

Ok, dove ero rimasta? Ah si ....ecco!
Allora: qualche giorno fa ho ricevuto un interessantissimo commento sul post dedicato alla scomparsa del noto critico Germano Celant, fatto immaginatevi un po' da chi? Ok, a meno che voi non l'abbiate letto, non potete farlo.
Allora vi darò un aiutino... da mio zio, zio Andrea!!!

State insinuando che non vi ho aiutato ma che l'ho spifferato subito? Si effettivamente avete ragione. Vabbè dai per sta volta....

Dicevo... mio zio ha scritto un commento a cui volevo rispondere subito... ma poi come mi accade ultimamente mi sono ritrovata tra le mani un vero e proprio post.
Infatti essendo mio Zio Andrea una persona dotata di estro artistico e perennemente in lotta per la salvaguardia dei diritti altrui e soprattutto di Madre Natura, mi sembrava alquanto riduttivo rispondere con un semplice messaggio.
Quindi eccomi qua pronta per elargire una mia nuova filippica! Siete pronti? Via si parte!

Questo è quanto scritto da Zio Andrea:

Cara Valeria, quando negli anni settanta dipingevo, era difficile conoscere le nuove tendenze o correnti artistiche, oltre ai giornali se volevi scoprire qualcosa c’erano le gallerie, che allora erano frequentate, ma per l’arte moderna, per farti capire com’era il mondo cinquant’anni fa, ad eccezione della galleria Ferrari di Verona che era una mosca bianca, per vedere qualcosa dovevi andare soprattutto a Milano. Allora ero innamorato della pittura e vedevo nella tela dei limiti espressivi, concettuali e di spazio, quindi cominciai a usare gli spaghi, il legno, i chiodi, oltre ai colori. E fu in quegli anni che scoprii casualmente l’arte povera di Celant e Pistoletto, che apprezzavo più che altro come movimento in polemica contro l’arte corrente e tradizionale e la società consumistica e distruttiva con la loro narrazione artistica degli scarti di questa società. Io invece usavo chiodi legno e spaghi per inventare un nuovo linguaggio dei materiali poveri e naturali che avevano da sempre accompagnato la vita dell’uomo. Ma a parte questo mio ricordo, ne approfitto per aggiungere che ho sempre fatto fatica ad apprezzare l’arte moderna in genere, non tanto per i loro messaggi o linguaggi spesso condivisibili, anche se a volte astratti concettuali e irreali, nonostante la loro visibile realtà come gli impacchettamenti di Christo, ma perché raramente trovo una ricerca, la scoperta o riscoperta della bellezza, dell’armonia e della poesia nelle loro opere, perché a mio avviso l’artista dovrebbe insegnare a far scoprire agli uomini quello che stanno distruggendo e che dovrebbero proteggere, amare, salvaguardare.
Un abbraccio da zio Andrea

...E questa la mia risposta:

Ciao zio.
Intanto volevo dirti che mi ha fatto molto piacere aver ricevuto il tuo messaggio.
Non hai idea di quanto mi abbia sbalordito, e confesso anche emozionato, sapere così tante cose particolari di te. O meglio, ho sempre conosciuto la tua indole artistica e ho sempre visto i tuoi lavori, alquanto fuori dagli schemi, presenti nella mia casa natale.
Devi sapere che proprio loro hanno accompagnato la mia giovinezza.
Infatti finché ho studiato e vissuto in famiglia me li sono trovati ogni giorno davanti agli occhi, perché si trovavano in quella che a casa dei miei, era stata "battezzata" la stanza della cultura (che null'altro era se non  la mansarda!!) ed era il luogo deputato all'apprendimento.
Ricordo ancora quante volte mi sono persa, durante le mie pause per riposare il cervello (diciamo così!), nel cercare di capire e soprattutto trovare un senso a ciò che avevi in qualche modo creato...
Allora purtroppo, e non ho idea del perché, non ho sentito la necessità di andare a fondo, di scoprire cosa ci poteva essere sotto.
Forse se il mio spirito e la mia creatività si fossero mostrati più inclini all'arte già a quei tempi... a quest'ora magari lavorerei in quel mondo, ma forse poteva anche essere che avrei scoperto le cose che sto adorando ora, senza la passione e il trasporto maturo che ho in questo momento... Bah chissà... Inutile rimuginare adesso. L'importante è il qui e ora!

Al contrario dei tuoi "anni '70" oggi, per mia fortuna, posso destreggiarmi tra musei, gallerie e quant'altro, scoprendo così che esistono vari tipi di espressioni. E scoprendo altresì, che alcuni tipi di arte, che un tempo non avrei nemmeno calcolato, ora sono proprio loro, che smuovono in me qualcosa...
E già che facciano questo, è a dir poco destabilizzante.
Perché destabilizzante? Perché nella mia ottusità (dovuta al mio analfabetismo culturale e artistico) ho sempre negato (forse perché non ne avevo mai avuto esperienza) che degli oggetti, in questo caso tele, sculture, performance, etc... potessero offrirmi un miglioramento così profondo e una crescita così forte, in grado di toccare corde nascoste, così intime e inaccessibili che io stessa non sapevo di avere.

Quando mi scrivi che ad un certo punto eri si, talmente innamorato della pittura da soffrire per il fatto che la tela ti portava dei limiti espressivi, concettuali e di spazio, mi fai venire alla mente uno degli artisti che più mi fa girar la testa, di cui ho già scritto un paio di volte: Lucio Fontana.
Artista che anche lui, come ben sai, ad un certo punto trova nel lavoro su tela la terza dimensione! Cavoli Zio avresti potuto essere il nuovo Fontana!




Hai cominciato ad utilizzare i materiali di uso comune come chiodi, spago, legno...
Materiali poveri che da sempre hanno accompagnato la vita dura e reale dell'uomo, proprio per trovare una risposta alle tue esigenze che non venivano più soddisfatte dalla tela stessa, e senza forse rendertene conto, hai fatto parte anche tu di quel movimento artistico "Poverista" creato dalla figura di Germano Celant e che ha coinvolto quegli artisti ad esempio, come sostieni tu, Michelangelo Pistoletto, che probabilmente hanno infiammato il tuo spirito e la tua creatività.

Ok, tu sei sempre stato da quando sono nata, un sostenitore e difensore accanito della Natura. Per lei ti sei battuto, e ti batti tutt'ora, vincendo o perdendo, molte battaglie e  forse all'epoca ritenevi giusto andare contro quell'arte che sosteneva o forse esaltava in qualche modo la società consumistica di allora.



Per l'occasione sono andata a rivedermi le tue opere o meglio, non potendomi spostare dal mio bel castello "pandemico" dorato, mi sono fatta inviare le foto, e noto con piacere che ad oggi riesco apprezzarne il lavoro, o meglio riesco a pormi delle domande (visto che comunque il senso ancora mi sfugge...) e cerco, cosa che non avrei mai fatto tempo addietro, di metterle in relazione con artisti significativi come De Chirico, Max Ernst, e...

Caro Zio, pure io nel mio percorso di scoperta a volte non riesco a dare una chiave di lettura alle opere che vedo. Magari, a volte, cercando oltre ai sensi materiali, riesco a trovare anche una spiegazione. Capisco anche che molto spesso, certe opere possano sembrare un obbrobrio a confronto con la bellezza che ci può offrire la Natura.
Tuttavia belle o brutte (termini che reputo inadatti e riduttivi, per questo argomento, ma era per farmi capire), immense o insignificanti che siano, trovo sempre che qualsiasi "opera d'arte" può renderci migliori.
E qui parte il mio ragionamento. Attento eh! Potrebbe essere contorto...

L'arte ha il compito importantissimo di smuovere, nel bene e nel male, le viscere, le budella, l'anima, lo spirito, procurare emozioni, facendo sentire la persona entusiasta, felice, piena di vitalità... ma anche l'esatto contrario... Così facendo la persona sarà portata, essendo in armonia con se stessa, a dare il meglio di sé ad amarsi , ad amare il mondo, la natura, le persone... Penso che solo  facendo così, tutto potrebbe cominciare a muoversi nel verso giusto... se un verso giusto c'è!!!

Grazie Zio, un abbraccio!

martedì 28 aprile 2020

Giuseppe Capogrossi... Pettine o forchetta?



marzo 2020

Quando apro gli occhi al mattino, la prima cosa che faccio è prendere il telefono, accenderlo, strizzare gli occhi per la troppa luce che emana e cercare, mettendo a fuoco l'immagine, di cliccare i tasti giusti per accedere al blog.

INIZIO RIFLESSIONE

Ok, sono malata... dovrò cercare una terapia per curare questa mia "Blog-Mania"...

FINE RIFLESSIONE

Una volta qui, mi sforzo, tra uno sbadiglio e l'altro, di trovare il post del giorno, che in teoria grazie alla programmazione automatica è già stato pubblicato. E a quel punto, faccio di tutto (a volte lo ammetto, incasinandomi non poco) per riuscire a condividerlo nei vari social e contatti.

Dopo questa operazione vorrei anche ritornare a dormire, ma purtroppo il fatto che spesso creo qualche pasticcio col blog (una volta, addirittura ho temuto di averlo eliminato definitivamente... immaginatevi il panico assoluto!), mi induce a svegliarmi del tutto. Ed ecco allora che avendo già il telefono in mano, decido di dare un'occhiata alle ultime notizie. Avendo attivato tutta una serie di notifiche automatiche da parte di molti siti che parlano d'arte... sono letteralmente "bombardata" da informazioni a tema... e le notizie di cronaca (tanto sono sempre le stesse) aspettano...

La prima cosa che mi è uscita questa mattina è l'immagine di un'opera vista proprio qualche tempo fa a Palazzo Maffei (ricordate vero? ah no? beh, allora cliccate un po' qui...). Il messaggio era chiaro:

"Stai bevendo il tuo caffè? Oggi Andrea ti racconterà dell'opera di Giuseppe Capogrossi, Superficie CP/833/a. Buona pausa! ☕".
Questa comunicazione mi colpisce moltissimo per 2 cose: 
- 1 Capogrossi mi piace;
- 2 ma come si fa a dire buona pausa se devo ancora fare colazione e sono appena le 7.30 del mattino?

Non so a voi... ma a me, la cosa diverte...

Ok, non essendo esperta di tecnologia, comincio a cercare il video... ovviamente non trovandolo.  Scocciata, comincio a imprecare mentalmente con fb...

Solo qualche ora dopo scoprirò per caso, che era nelle "storie".

La prima volta che ho visto una tela di Capogrossi è stato ad Arte Fiera, Bologna, l'anno scorso.
Quando l'ho vista, mi sono fermata subito e con la faccia meravigliata di una bambina piccola che scopre una cosa meravigliosa, sono rimasta lì, in contemplazione per qualche minuto.
Insomma, l'opera di Capogrossi, che allora non conoscevo, ha attratto fin da subito la mia attenzione e Mr. Gallery, che in quell'occasione mi stava facendo da cicerone, vedendo il mio sguardo assorto e il mio sorriso inebetito, disse: "Questo artista si chiama Giuseppe Capogrossi, realizza le sue opere con questa specie di idioma arcaico, che sembra una forchetta."
L'idea di tante piccole forchette o pettinini mi fa sorridere e mi fa apprezzare ancora di più questi dipinti che mi riportano alla mente un mondo primitivo, un mondo bambino, un mondo semplice.


Questo artista è arrivato al linguaggio astratto dopo la seconda guerra mondiale, dopo essersi cimentato per diverso tempo in linguaggi più tradizionali.
Quel segno grafico, elementare sarà la sua fortuna.
Nelle sue opere queste forme vengono ripetute all'infinito, ma con ritmi diversi, come nella musica. Per lui questo segno non ha un significato simbolico,  è l'elemento base che utilizza in modo personale e originale per esprimersi: "se i miei quadri danno un'emozione, qualunque essa sia, già è bene."

L'artista moltiplica, allinea, ingigantisce la sua formula grafica spaziale.
I segni bianchi e neri si impossessano dello spazio, si incontrano, fino a costruire una sorta di catena.
Il segno può essere invertito, usato ritmicamente. Ci si può giocare come si vuole.

Capogrossi è abile nell’inserire anche il colore, che si accende nei toni del rosso e dell’arancio.
Le pennellate si fanno più vivaci e si animano. C’è chi in quei tratti ha visto una forchetta, chi un tridente. Siamo liberi di interpretarlo come vogliamo. 
Per l’artista sono soltanto moduli spaziali, fortemente liberi, tratto distintivo della propria personalità.
Potrebbero essere pensati come un'estensione della sua interiorità, unica ed originale.
Pensate che questo segno "misterioso", che lo contraddistingue, lo porta in giro per il mondo e gli fa avere successo!

 
Nel corso delle varie mostre e fiere che ho visto, ho incontrato molto spesso le sue "forchette" e ogni volta mi ritrovo a guardarle con il naso all'insù, stupita come la prima volta e rido perché è il primo artista di cui mi ricordo in automatico il nome... Ok, ok, sono facilitata dal suo tratto distintivo!

Che dire forse non avrò fatto la pausa caffè... vista l'ora, ma sicuramente la mia colazione è stata stimolata da Capogrossi visto che mi sono ritrovata a mescolare il mio te' caldo con una adorabile forchettina!

P.S. Oggi quando mangerete qualcosa con la forchetta o vi sistemerete i capelli con il pettine pensate a questo artista e... bevetevi un buon caffè!

giovedì 16 aprile 2020

Rassodare con PENONE, l'anima della natura...

 
26 marzo 2020

Oggi sono andata a fare un po' di jogging...
Va bene... dai lo so, che non mi credete, chiamiamola passeggiata veloce per rassodamento generale!
Ho l'impressione che qui, ci ritroveremo in pessime condizioni per la prova costume, se mai vi sarà una prova costume, visto l'andazzo!

Ok, ok, state calmi!
Non ho infranto la legge e non sto invitando nessuno a farlo.
Ho passeggiato avanti ed indietro nel filare di vigne che ho dietro casa mia... i famigerati 200 metri li ho rispettati!
Se qualcuno mi avesse visto avrebbe pensato: "Questa è completamente fuori!".
Ma ragazzi ditemi, in questo periodo di ristrettezze, nessuno per smuovere le sue articolazioni ha mai fatto almeno un paio di giri intorno alla casa?
Passeggiando, oltre a guardare dove mettevo i piedi per evitare spiacevoli sorprese, mi sono gustata il panorama fantastico delle colline e ho notato magnifici alberi in fiore.
Alla parola albero gli ingranaggi del mio cervello cominciano a muoversi...
certo, albero fonte di vita, fatto e rifatto milioni di volte ed in tutte le salse nei vari elaborati artistici a scuola con i bambini... ma non è quello.
Uhmm... fammi pensare, albero da abbracciare come fonte di forza... uhmm no, non ci siamo ancora... ah, albero come protagonista di tantissime storie lette a Zoe e a scuola e... no, no, non è neppure quello...
PENONE! Giuseppe Penone! Ora ci sono!



Dovete sapere che questo è uno dei primi artisti che mi ha fatto pensare che: "Ok l'arte è un po' matta ma anche magica perché va alla ricerca di significati profondi, importanti".
Mentre leggevo di lui, la mia mente si contorceva facendo mille piroette cercando di capire che cosa intendevano le parole che descrivevano le sue opere. Non vi dico l'idea che si era formata in testa... spaventosa! Fortunatamente poi, ho fatto la cosa che più mi riesce meglio nell'ultimo periodo: cliccare su Google!!!
Il mio Editor, quando gli pongo qualche domanda assurda, dice sempre: "esiste un cosa utilissima che ti potrebbe aiutare ad aprire i tuoi orizzonti... lo sai vero cos'è?" Ed io che ci casco ogni volta e mi aspetto una formula magica dico prontamente "no!"...E lui, prendendosi gioco di me: "Internet!!!"
E mentre lo dice, immagino la sua faccia che strabuzza gli occhi al cielo e diventa rossa!

Il signor Penone invece di prendere in considerazione il paesaggio come soggetto delle sue opere si appropria dei suoi elementi: alberi, foglie, pietre...
Prendiamo, ad esempio, una delle sue opere: "Albero di 12 metri".
L'albero in questione non misura affatto 12 metri, ma era un albero di 12 metri.

Ok, lo so che per ora la cosa non è molto chiara... ma cerco di essere più elementare possibile... come se dovessi spiegarlo a... me...

Penone prende come punto di partenza una trave di legno e dopo aver individuato sia la direzione di crescita, dove era la base e dove era la cima, sia un particolare anello all'interno del tronco, inizia a scortecciare la trave seguendo gli anelli e i nodi del legno in modo da riportare alla luce l'albero che esisteva anni prima.

Ora immagino sia tutto chiaro, no?

Insomma è come se spogliasse il trave dell'involucro costruito negli anni per ritrovare l'albero giovane, una specie di viaggio all'indietro.

Magari potessimo fare così anche noi umani!!! purtroppo no... Peccato!

Una parte della superficie liscia della trave viene però lasciata intatta, per mostrare da un lato l'intervento dell'artista e dall'altro lo sviluppo naturale della crescita dell'albero.

Beh, ora immagino, sarà tutto molto più chiaro... No? Ok, guardate l'immagine che ho pubblicato qui sopra, forse vi aiuterà...

"La trave nasconde tracce indelebili della memoria dell'albero (così come il volto di un uomo anziano porta impressa sotto la pelle l'immagine del ragazzo o del bambino): l'artista riporta alla luce l'anima naturale del legno, ricostruendo così i lineamenti del suo passato."

Ma il senso di tutto questo?

La sensazione è quella di avere di fronte un mago che è capace di ridare la giovinezza agli alberi, di ridare speranza al mondo e di spiegarci qualcosa sul senso della vita e sul tempo che passa.

Curiosa come sono, vado a vedere in rete tutte le immagini di queste opere e accorgendomi del  lavoro certosino che ha fatto questo Penone, mi esce spontaneo: "Wow! Certo che uno per essere un artista con la A maiuscola deve avere intuizioni pazzesche, giuste e farsi anche un bel mazzo! 
E soprattutto deve essere una persona estremamente intelligente e con una sensibilità oltre misura per poter entrare in contatto con un mondo così fantastico e irraggiungibile dai più!"

Sono felice e soddisfatta perché una semplice e piccola "corsetta veloce", mi ha dato l'opportunità di rinfrescare la memoria e far muovere i miei neuroni... e soprattutto, condividere tutto questo con voi!
E poi... visto che il movimento, fa bene per il fisico ma soprattutto per la mente, cosa aspettate?
Dai, su, la rete è piena di tutorial adatti. Anche a chi come me, vuole solo muovere il minimo indispensabile dei muscoli che abbiamo in dotazione!!!
 
P.S. ora quando guarderete un albero potrete pensare a Giuseppe Penone e a quanti cieli stellati ha visto quell'albero nel corso della sua esistenza! E soprattutto a quanto è fortunato l'albero che si trova nelle mani di Penone, visto che può ritrovare la sua giovane anima!

- LA FRASE DEL GIORNO -

“Quando potremo dire tutta la verità, non la ricorderemo più.” 

Leo LONGANESI

venerdì 6 marzo 2020

In regalo un BASQUIAT



gennaio 2020

Uffi e ancora uffi!
Sono chiusa in casa da 3 giorni con l'influenza (Attenzione, banale influenza e null'altro!).
Naso che cola, febbre quanto basta per farti desiderare di stare a letto, mal di testa dovuto all'intasamento generale e, per concludere, schiena a pezzi a forza di stare sdraiata!
Insomma, per essere la "Regina dell'Arte" (scusate l'auto ironia) sto vivendo un momento di noia mortale!

Fortuna che ho il mio blog.
Mi tiene attiva...
Non ci crederete ma scrivere sulle mie scorribande nel mondo dell'arte (ovviamente in punta di pantofole...) mi fa stare bene. E' come fare meditazione!
Ecco ora potete ridere. Fate pure, ma per me è proprio così!
È staccare la spina da tutto e da tutti, serve per ricaricarmi (perdonate la freddura inglese...).

Ora, fatalità ho appena finito di scrivere un pezzo su Jean-Michael Basquiat, quando il cellulare inizia vibrare.
Dall'altra parte del telefono c'è il mio "Editor"...
"EDITOR???" vi starete chiedendo "ma ora, vorresti dirci che hai anche un Editor?" Certo che si!!!
È un carissimo Amico che mi aiuta a sistemare le foto nel posto giusto, controlla i possibili errori grammaticali, programma l'uscita dei post ed infine è colui che immancabilmente dice "Allora? Hai prodotto? Dai che la gente ha fame di post!!!", anche se magari quel giorno ho già scritto 3 pezzi!

Ok, mi chiama per sapere come sto (per educazione) e ovviamente se sto scrivendo qualcosa o battendo la fiacca.

Io per tutta risposta comincio ad elencare tutte le mie "magagne". Al che, a metà della lista, preso dallo sconforto... mi dice "ok, ok, ho capito basta per carità! Mi stai contagiando a distanza!" Poi, all'improvviso, "Ti faccio un regalo" e riattacca.
Io sono allibita. Anche un po' offesa.
Possibile che non gli interessi nulla del mio naso a rubinetto? Bah, editor da strapazzo! Se era stufo di sentire le mie lamentele, poteva dirlo apertamente, uffi.

Dopo un minuto mi arriva l'avviso di un messaggio WhatsApp.
Apro e trovo un link. E' il link per vedere su Youtube il film sulla vita di Basquiat. Il primo messaggio è seguito da un secondo con scritto: "guardalo poi mi dici cosa ne pensi!".
Che bello. Un gran regalo! Il DVD su Basquiat purtroppo non si trova più da nessuna parte.
E' da tempo che volevo vederlo e non pensavo si potesse trovare in rete gratuitamente!



Sono elettrizzata... e così mi metto comoda e per 2 ore filate mi perdo dentro alla vita alquanto controversa, di questo straordinario artista.

Effettivamente la storia della sua vita è molto travagliata: una madre con problemi psichici, un padre assente, utilizzo di droghe, alcool e usi e costumi sessuali singolari...
Anche nel momento in cui ha tutto: una compagna che lo ama, il successo arrivato fin da giovanissimo (grazie anche ad un incontro fortuito con Andy Warhol che di seguito diventerà suo  amico e forte sostenitore, ahimé fino alla data della sua scomparsa), la fortuna di poter esprimere se stesso attraverso le sue opere e trovare il consenso di tutte le persone che contano nel mondo dell'arte, non riesce a goderne i frutti.

Muore a soli 27 anni.
Il film è fatto molto bene e l'attore che interpreta l'artista riesce a calarsi nella parte in modo sublime... Di sicuro non è un film leggero visto le tematiche che lo caratterizzano e quando finisce oltre ad essere commossa devo avere del tempo per "digerirlo".
Chiamo il mio "editor" per ringraziarlo e dico "Sai, ora quando guarderò una sua opera, avrò uno sguardo diverso, più profondo, perché ora so chi era e come lavorava

Memo: leggere quanto prima, almeno una delle tante biografie su Jean Michael Basquiat

P.s. Il mio Editor è Mr. Gallery!
P.s. Probabilmente conoscere la vita dell'artista, prima di vedere le sue opere ci può essere d'aiuto.
P.s. Voi lo avete visto? No? provate a cliccare un po' qui...