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sabato 16 gennaio 2021

Verso... Sud... Cap. 2

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Wow ritrovarmi per puro caso dentro al giardino di Daniel Spoerri è una sensazione stranissima perché è stato uno dei primi artisti che ho considerato alquanto... "strampalato".

Il ragazzo che mi ha beccato in flagrante mi sta accompagnando verso l'edificio principale... speriamo non voglia chiamare la sicurezza.

"...sa, in questo periodo la Fondazione è chiusa. Riaprirà in primavera. Cosa dice se prima di farla arrestare le offro un caffè e poi le faccio fare un giro?"

Sorrido imbarazzata, augurandomi che sia un simpatico scherzetto quello sull'arresto... In fondo  non sono una criminale... Oh cavoli, e se poi mi rinchiudessero veramente in cella? Cosa ne sarebbe della mia avventura in Van? E Editor? Quante risate si farebbe? Oh no! Non finirebbe più di prendermi in giro...

"Ehmm... volentieri... Ma senta, è proprio sicuro di volermi far mettere in gattabuia?"

"Chissà... magari riesce a farmi cambiare idea..."

"Oh certo, sicuro! Sarò bravissima! Non toccherò nulla e non combinerò nessun guaio... giuro... più o meno"

"Ok, affare fatto" Anche se non so a cosa andrò in contro... visto la presentazione!"

Sorvolo sulla misera battutina e mi gusto la mia tazzona di caffè nero bollente. 

Fortunatamente c'è pure un mix di ricciarelli e cantucci da mangiare. Questi dolcetti tipici toscani mi fanno impazzire  e la mia pancia esulta alla sola vista.

Thomas, così si chiama il ragazzotto, mi racconta un po' della Fondazione ma io come premesso non volendo essere da meno, sfoggio il mio sapere. Saranno serviti pure a qualcosa i corsi che ho fatto? Per non parlare di tutto ciò che mi ha insegnato Editor...

E così a mo' di superpippone alla Editor comincio...: "Spoerri prima di diventare un artista conosciuto in tutto il mondo fu un bravissimo ballerino e per guadagnarsi da vivere lavorò come cuoco e cameriere.

La sua fu definita EatArt,  arte commestibile.

Le sue opere sono tavole imbandite alla fine però di una cena o di un pranzo. Ogni oggetto, ogni residuo di cibo avanzato viene incollato esattamente dov'è. Poi le gambe del tavolo vengono tagliate, e il tutto viene esposto come fosse un quadro.



Ma dove sta il significato?

Tenetevi pronti!

Secondo lui attorno al tavolo avvengono episodi incredibili. Basta un niente e la vita intera può cambiare. Una parola di troppo. Una reazione inopportuna. Un gesto inaspettato... Può interrompere un clima e inevitabilmente trasformarlo, nel bene e nel male.

Effettivamente se ci penso non c'è nulla di più vero."

Wow sono sbalordita!ok è appurato che qualcosa di arte mastico!

Poi inizia lui.

"Ora le racconterò un po' di cose e poi le farò vedere le varie opere esposte... All’inizio degli anni ’90, l’artista svizzero Daniel Spoerri acquistò una tenuta sulle pendici del Monte Amiata, a circa 60 km a sud di Siena. Nelle mappe antiche questo luogo era denominato »Paradiso«, forse per il clima mite che favorisce una vegetazione  rigogliosa di numerosissime specie. Si potrebbe quindi giustamente parlare di un »giardino paradisiaco«. Qui Daniel Spoerri si è accostato alla natura e ha iniziato ad installare sculture.



Attualmente ospita 113 installazioni di 55 artisti su un territorio vasto circa 16 ettari, ricchi di bosco, macchia mediterranea ed olivi. Qui si attraversa una Toscana non come la si conosce dalle foto del calendario o in cartolina, ma un paesaggio lussureggiante e incantato che nasconde misteriosi ed inaspettati incontri con segni artistici ora mimetizzati, ora che cercano di imporsi alla natura."



Le opere che vedo sono veramente fantastiche e inimmaginabili allo stesso tempo. Certo che questi artisti hanno una fantasia stratosferica! Pensate che La villa principale offre camere per brevi soggiorni e ci sono pure un bar e un ristorante. 

Certo che camminare con i miei super tacchi alla scoperta di queste meraviglie è super faticoso, ma siccome sono una "superblogger d'assalto" l'immagine è fondamentale! Peccato che improvvisamente uno dei miei tacchi abbia deciso di infilarsi nella griglia di un tombino in mezzo al giardino e che nel mentre sia pure partita l'irrigazione automatica... Risultato? Io fradicia e il mio accompagnatore fermo in un angolo che ride a più non posso! Screanzato! Maleducato!!!

Dopo essere riuscita a liberarmi mi dirigo verso il mio Van ho decisamente bisogno di una doccia e di qualcosa di asciutto... il guaio è che quando arrivo al cancello è chiuso e penzola ancora la mia gonna. E ora? 

Thomas mi guarda. E semplicemente spinge il cancello che si apre senza bisogno di alcuna chiave.

"Ehmm... vorresti dirmi che è sempre stato aperto ?"

"Beh... si, certo!"

Grrrrrrrrrrr.

Thomas resta sbalordito dal mio super Van chiccoso. 

Questo ragazzo oltre ad essere carino, alla fine risulta essere anche simpatico. Peccato sia così giovane, non che io sia vecchia, intendiamoci, ma io preferisco gli uomini maturi.

Quando finisco di darmi una bella ripulita ed essermi messa qualcosa di comodo, gli chiedo se gli va di pranzare con me, niente di che, ovviamente una semplice pasta. Lui accetta al volo. E così mentre il mio nuovo amico si procura una buona bottiglia di vino rosso io preparo una super pasta al pomodoro! Si, che avete da ridere... se è fatta bene è buonissima! Soprattutto se ci metto un po' di erbette.  Giusto, giusto qui fuori ho visto qualche rametto di rosmarino e pure di timo. Quindi raccimolo le mie spezie, le frullo per benino, perché odio i pezzetti, ti si incastrano tra i denti, e... "Voilà, les jeux sont faits". 

La pasta è pronta. Ed è eccellente! Pure Thomas lo dice che per l'occasione si è presentato anche con un mazzolino di fiori! Ah chissà quando lo racconterò a Editor... Sarà orgoglioso di questa cuoca perfetta e forse magari un po' geloso. Seee....

Più guardo il mio invitato carino e più lo vedo... riempirsi di strane macchie rosse sul viso.

Bah, forse sarà il caldo. Però continuano ad aumentare.... Forse è il caso che lo avvisi? Si, decisamente....

"Senti, per caso sei allergico a qualcosa?

"Oh no... Cioè si... ma solo al rosmarino... perché?

Il resto potete immaginarlo! Ma come è possibile?!? L'unica volta che mi si presenta un bel figo davanti e ho l'occasione di cucinargli qualcosa... Alla fine mi tocca caricarlo sul Van per portarlo di corsa al pronto soccorso... Ma dico ma è mai possibile? 

Editor da quando gliel'ho raccontato non fa altro che prendermi per i fondelli! 

Mannaggia a me che gliel'ho raccontato...


venerdì 8 gennaio 2021

Verso.. sud...

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Sono ripartita raggiante da Reggio Emilia col mio Van nuovo fiammante alla conquista del mondo dell'Arte. 





Sto viaggiando su strade secondarie, giusto per gustarmi il paesaggio. Il guaio è che... credo di essermi persa... Ecco! 

Il mio obiettivo sarebbe quello di andare a Città di Castello in Umbria. Ma da un po' di chilometri, sono in mezzo alle montagne e ormai, si sta facendo buio... quindi decido di trovare un bel posticino e fermarmi per rifocillarmi per poi dormire serenamente per la mia prima volta nel mio super mega lettone morbidoso! 

Mi fermo in una piazzola perfetta perché non è sulla strada ma in mezzo ad un boschetto stupendo e quindi il mio sonno non sarà disturbato da eventuali mezzi di passaggio. Semmai da rumori di rapaci notturni... bestioline varie e affini... Mamma mia, che emozione. 



Ora devo solo montare il letto... mi sembra di essere tornata indietro a quando andavo in campeggio con le amiche. Figuratevi quando la fauna maschile ci vedeva arrivare... facevano a gara per allestirci tenda e quant'altro.

È già passata mezz'ora e sto cominciando a pensare che se forse, la fauna a quei tempi si fosse fatta gli affaracci suoi, ora non avrei questi piccoli problemi a montare la branda. 

Ma perché questa mattina non ho prestato attenzione quando mi è stato spiegato il tutto? Ah già, perché ero super emozionata... distratta e... tanto non ci avrei capito una mazza lo stesso!

Ho voltato e rivoltato assi e materasso ma ogni volta che mi ci butto sopra, convinta di averlo sistemato, qualcosa va storto e mi ritrovo col sedere per terra... ahia!

Chiamare Editor non ci penso nemmeno. Sarebbe la conferma per lui che sono inaffidabile. Drinn... drinn... eccolo è lui! Ma cos'è telepatico? Mi raccomando... voi acqua in bocca!

"Ehi, allora? Come va?"

"Bene, mi stavo quasi per addormentare nel mio comodissimo e nuovissimo lettone..."

"Wow, fantastico allora ce l'hai fatta a montarlo... Sai, avevo qualche dubbio che ci riuscissi... Questa mattina, mentre il tipo spiegava, eri un po' su di giri e la tua attenzione era... Da un'altra parte! Buona notte allora!"

"...'notte Editor!"

Mi addormento sfinita sul mio giaciglio... un po' improvvisato.

Improvvisamente vengo svegliata da un rumore assordante. Faccio un salto. Fuori è ancora buio. Mi affaccio al finestrino spostando un po' le tende. Ci sono delle luci. 

Guardo meglio... "Oh santi numi". Fuori ci sono due tir giganti con carichi altrettanto giganti, di tronchi mastodontici. Scendo dal mio Van per capire meglio cosa succede e mi ritrovo in mezzo ad una decina di boscaioli intenti a disboscare il mio bellissimo boschetto!

"'ngiorno!" - esclama uno dei tanti

"Ehnm, Buongiorno!" esclamo ancora mezza addormentata aggiungendo "Ma cosa sta succedendo? Che ci fate voi qui?"

"Noi? Lei che ci fa qui? Non ha letto il cartello all'imbocco della stradina? Ovviamente no!"

"Opsss... Sa, io e i cartelli non andiamo molto d'accordo..."

"Si ne sono convinto e credo che lei non vada nemmeno d'accordo con i parucchieri..."

Inorridisco e guardandomi nello specchio che ho sulla porta mi rendo conto del mio stato... ho anche la bava rinsecchita incollata sulla guancia... oh cavoli! Che disastro!

Mi strofino la guancia per eliminare ogni "residuo salivare" e decido di tornare dentro, anche perché c'è freddino.

"Ah, se ci facesse un bel caffè, le saremmo grati. Così si farebbe perdonare per il disturbo!"

GRRRR... sono furibonda! Io li avrei disturbati? Sono loro che... guardo l'orologio, all'alba delle 5 hanno interrotto il mio bellissimo sonno... Super Uffffffffffffff!

Vabbeh, visto che Editor mi ha regalato la macchina per fare il caffè americano, quale occasione migliore per provarla?

Dopo aver salutato la mia "sveglia mattutina" con il caffè, riprendo il mio viaggio. 

Non sono ancora le sette del mattino e sbagliando ripetutamente strada mi ritrovo a fare l'ennesima inversione a U. 

Questa volta sono finita davanti ad un bellissimo cancello. 

La mia innata curiosità mi fa scendere per andare a vedere di che si tratta. 

C'è un cartello con su scritto: "Hic Terminus Haeret" = qui aderiscono i confini. Uhmmm... Interessante... Mi ricorda qualcosa ma non so ancora cosa. Provo a suonare. Nessuna risposta. Sembra non ci sia nessuno... Sembra quasi abbandonato. 

Un'idea malsana mi balena nella testa e... le do retta. 

Decido di scavalcare! Wow che emozione! Era da quando ero piccola (ok, adolescente) che non lo facevo. L'abbigliamento non sarebbe proprio adatto visto che ho la mia bellissima gonna lunga in tulle nera e i tacchi... ma... chi se ne f..... un po' di pepe ci vuole! E poi sono un'esperta...

Aaaaaaaaahhhhhhhhhh.

Ok, ero un'esperta! 

Il mio sedere è frantumato e... Oh Santa Polenta! La mia gonna è rimasta impigliata al cancello, o meglio mezza gonna! E i miei tacchi sono sprofondati nella melma. 

Ok! No problem! Che sarà mai? Sono una piratessa io. Mi ricompongono  e comincio ad esplorare. 

Noo! Che "figata," ehmmm bellezza. Mamma dai, volevo dire bellezza. Questo giardino è pieno di opere d'arte e di... cani! Cani infuriati che mi corrono incontro.

 E non hanno per niente l'aria di essere tanto malleabili. Oh cavoli! Forse la mia "furbata" non ha tenuto conto di tutte le variabili. Decido in fretta e furia di arrampicarmi sopra ad un ulivo. Una volta in salvo sento un fischio e vedo comparire un ragazzo che urla: "Ehi, chi è là?"

Oh, merda... ops... Per bacco, volevo dire... Ora penserà che sono un' intrusa... e... non avrebbe tutti i torti perché in fondo, lo sono! Però, carino...

"Ehmm...  Iuhuuu... sono quassù..."

"Lo vedo! E che diamine mai ci fa lassù?"

"Beh, ecco vede... io... cioè... insomma... se richiamasse a cuccia i suoi dolci cagnolini, magari proverei a spiegarmi"

"Scenda da lì, i cani non le faranno nulla"

Dopo essere scesa, con non poche difficoltà, racconto sommessa ciò che ho fatto e mi scuso mille volte...

"Certo che ha scelto l'abbigliamento giusto per fare le sue bravate!"

E ride.

Uff! E' già la seconda volta che mi prendono in giro per il mio look oggi! Ora perdo la pazienza!

Però almeno non è arrabbiato. Seguendolo verso la casa confesso di essere un Artblogger. Lui si pietrifica. Si gira e mi dice: "Allora è capitata nel posto giusto. Sa vero dove si trova, vero?"

Guardando la mia faccia stralunata, capisce che non ne ho la più pallida idea.

"Lei è nel... nel "Giardino di Daniel Spoerri".

"Cosaaaaaa? Ecco cosa mi ricordava la scritta al cancello! Deve sapere che nell'ultima lezione del corso alla Guggenheim che ho fatto, hanno parlato proprio di questo posto incredibile!"

To be continued...


martedì 5 gennaio 2021

Il Van è pronto! Si parteeee...

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Sono elettrizzata! Ma che dico elettrizzata, su di giri! No, no, ancora meglio: super gasata! 

Editor mi sta accompagnando a prendere il mio Van. 

È giorni che sono in trepidante attesa. Non sto più nella pelle! Non vedo l'ora di vederlo! Ehmm, spero che abbiano rispettato tutti i miei suggerimenti super "chiccosi"...

 
Editor, dopo aver metabolizzato la notizia di me in giro per l'Europa, non ha fatto altro che fare predicozzi ogni 3 x 2. 

Inoltre, per essere più tranquillo - ma vi rendete conto? lui non è rilassato per nulla...pensate che per me, questa idea è solo un po' "bizzara" per lui... "Insensata", "Incoscente", Addirittura "Insulsa"! Forse è una patologia... gli piacciono gli aggettivi che iniziano per "in", vabbeh, torniamo a noi... - si è organizzato un calendario di incontri, curatele e chi più ne ha più ne metta, che seguiranno i miei spostamenti. 

Come ci sia riuscito non ne ho la più pallida idea. Si sarà imposto con la sua naturale gentilezza mista a misantropia che alberga normalmente in lui... Una cosa è certa: ce l'avrò col fiato sul collo... ovunque! Il che da un lato mi rincuora, dall'altro mi mette ansia... Ma capperi! Possibile non si fidi di me? nemmeno avessi 15 anni!


Eccoci siamo arrivati. Ho il cuore in gola.
Lo vedo. Potrei svenire qui. È la cosa più strafiga che abbia mai visto. È "chic", è elegante, è raffinato, è dotato di ogni confort è.... è ....
"Ma cos'è? è super sdolcinato, femminile e romantico...." commenta Editor quasi disgustato e con un picco di glicemia che arriva alle stelle!
"Certo! E cosa credevi? Rispecchia la sua padrona... Se avesse rispecchiato te, sarebbe stato ricoperto da pelliccia bruna e corna biforcute!" Lo zittisco! Ma dopo 2 secondi lo guardo col sorriso sulle labbra.



Controlliamo ogni particolare... Si, quello c'è... Quest'altro anche... OK, ci sono pure le piantine, una libreria, le lanterne... Mi sembra....
Ad un certo punto sento Mr.Gallery che ride e dice "Non ci posso credere... ogni anta che apro ha già dentro o scarpe col tacco, o vestitini, o orecchini, o trucchi..."
"Beh? che c'è di strano? Lo volevo pronto per poter cominciare immediatamente la mia avventura. E poi quando si va in giro, bisogna essere pronti per ogni occasione e... mi devo distinguere, mica sono una semplice giramondo "hippie"... Io sono una hippie-chic". Alza gli occhi al cielo e si allontana bofonchiando qualcosa in una lingua che non conosco... "Esperanto" forse?


Dopo aver controllato ogni virgola, Editor è paranoico in questo, finalmente parto. 

La prima meta è il Cretto di Burri in Sicilia, ma prima di arrivarci ho in mente qualche piccola deviazione.
 

Alla guida di questo van mi sento una regina. Una Piratessa... Una... Ok, sono sempre Valeria ma mi sto godendo il momento...

Ora sono in autostrada direzione: Reggio Emilia, Palazzo Magnani.




Canto a squarcia gola la canzone dei 4 Non Blondes e a seguire una selezione di musiche rock messe dalla mia assistente digitale Alexa... si ho pure lei... sicuramente andremo d'accordissimo... Mi sto trasformando in Valery... Una nomade iper digitale... e...
Nel mentre che sto facendo uno dei miei urletti però vedo dei lampeggianti dietro di me... Oh cavoli... Una volante della polizia... che mi debba fermare? Si, sembrerebbe proprio di si... Il poliziotto mi fa segno di accostare...

Mi fermo...
"Patente e libretto!" Esclama il poliziotto avvicinandosi al finestrino... Sembra nervoso...
"Certamente!" dico facendo il saluto militare...  "Agli ordini..." ehmm... mi accorgo che non ha apprezzato la mia vena ironica... "Certo ammiraglio... no cioè... capitano... no, insomma Subito...intendevo dire subito..." Ora è davvero nervoso...
Ok... panico... dove cavolo saranno? Apro il cruscotto ma ne escono una valanga di rossetti, Rimmel e profumi vari....
Il poliziotto mi guarda sbalordito
"Ehm vuole favorire? Ah no, giusto è in servizio... ed è pure un uomo...."
Provo con il cassetto sotto allo stereo.... e qui ci sono i miei snack preferiti... provo ad offrirgliene uno ma con faccia contrita rifiuta... Uffa! non è ne un tentativo di corruzione e non è mica avvelenato!


Dopo un quarto d'ora di inutili ricerche il poliziotto quasi spazientito dice: "Senta, prima che le sequestri il mezzo e le faccia una multa "mega galattica" perché non dà un'occhiata dentro la sua borsa?"
"Ma dai! Non ci credo! Dai, non sarà così crudele? È la mia prima avventura "on the road", non sono una criminale... Ok si lo ammetto forse da piccola ho rubato una caramella alla liquirizia... Ah no! Ho capito! Perchè non sono proprio così intonata. diceva..."
"Oh santi numi! Apra la sua stramaledettissima borsa e stia un po' zitta.... non le ha mai detto nessuno che parla troppo?

"No, mai! Cioè si... Beh, si, ogni tanto lo dice Editor... Ma lui è il solito esagerato..."
Alquanto accigliata comunque apro la borsa e... "Eccoli finalmente! Stronzetti che non sono altro... Sa?  aveva proprio ragione! Se lo lasci dire lei è un genio" e gli strizzo l'occhiolino sfoggiando il mio bellissimo sorriso.

Sconfitto mi lascia andare...

Inutile... nessuno resta indifferente al mio fascino....


Arrivo a Palazzo Magnani con qualche minuto, ok, diciamo ora di ritardo. Che ci faccio qui? Devo assolutamente vedere l' opera che si intitola "Library" di una certa Lori Nix, che fa parte dell'attuale mostra in atto True Fictions. Fotografia visionaria dagli anni '70.
La cerco girando per le sale. E quando la trovo, penso che ho fatto proprio bene a fermarmi. 



In quel momento chiama Mr. Gallery che mi chiede se ho quasi raggiunto la mia prima "pseudo tappa" e cioè Città di Castello, sede della Fondazione Burri...
"Ehmm... Beh, ecco sai Editor, ho fatto una piccola deviazione sulla deviazione... ma sono sicura che sarai orgoglioso di me."
"E ti pareva! E siamo solo all'inizio...  Temo che ne vedremo delle belle..."
Sorvolo ovviamente sulla storia della volante e gli dico dove mi trovo...
"Raccontami quello che vedi..."
"Tutto in questa foto sembra dannatamente reale... si ha la netta sensazione di sentire il profumo delle piante e di poter toccare e contare i libri che ci sono sugli scaffali. Ma non si può, perché è la foto di un "diorama" cioè di un plastico. Ma ti rendi conto? Senti un po' cosa dicono dell'artista: è originaria della Virginia  è una maga dello Staged photography. Con le sue opere anima l'inanimato e crea un percorso di immaginazioni suggestive che ti fanno entrare in contatto con paesaggi misteriosamente abbandonati e conquistati dalle più segrete forze della natura."


Editor è entusiasta quanto me e si raccomanda che faccia più foto possibili, così poi ci posso scrivere un pezzo.

Beh... allora un po' di bene me lo vuole...


To be continued...

giovedì 31 dicembre 2020

Le Avventure in Van... Le origini!

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Sono sdraiata da un po' e non riesco a prendere sonno. 

Oggi è stata una giornata intensa. Il museo Vasa mi ha letteralmente conquistata e allo stesso tempo sfinito. Sono stanchissima, ma nonostante ciò, non riesco a stoppare la mente. 

Un velo di malinconia fa capolino e i pensieri cominciano a volare a ritroso, arrivando all'inizio dell'illuminazione di questo fantastico viaggio.

Tutto è iniziato così:

Era un po' che ci macinavo sopra. Che volevo intraprendere una fantastica avventura, alla scoperta di tutto ciò che ho letto, visto e fiutato del mondo dell'arte. 

Non sapevo come l'avrei fatto. Ma sapevo che ci sarei riuscita!

Poi un giorno ho avuto l'idea. E che idea! Guardando un post dedicato al VanLife. 

In quell'occasione il mio cuore ha cominciato a battere forte e l'entusiasmo ha cominciato a crescere dentro di me. Ok, sapevo cosa dovevo fare: Trovare un Van! 

La ricerca non è stata semplice e quando finalmente ho fiutato una possibile "occasione giusta", ho chiamato mio fratello Edo e l'ho convinto a venire con me. Giusto per avere un parere maschile. 

Ricordo ancora la sua faccia nel momento in cui gli ho comunicato il progetto "Arrossata, contrita... in escandescenza" ma ancor meglio le sue parole...: "Ma tu sei pazza! Ma come ti è venuto in mente. Ti rendi conto Te in giro per l'Europa da sola su un van! E poi? Conoscessi almeno bene le lingue!!! No, ci devi ripensare... Non puoi andare così allo sbaraglio." Ecco forse qualcuno non ha ancora capito che se mi si dice "non puoi" la mia voglia di farlo aumenta a dismisura. Grazie fratello! Mi hai dato il LA!



Ora spiegatemi perché mai non avrei potuto farlo... Ho coraggio da vendere. Sono curiosa. Ottima guidatrice... ehmm, su questo punto qualcuno avrebbe qualcosa da ridire... bah sono solo maldicenze... A tal proposito, se la reazione di Edo è stata disastrosa, immaginatevi quella di Editor. Ci ha quasi rimesso le coronarie! 

Arrivati dal rivenditore, con Edo che continuava ad elencare i suoi "se" e i suoi "ma"... lo vedo subito! Ed è Amore a prima vista. Ok, è da risistemare un pochino ma è perfetto! Edo mi ha guardato e portando gli occhi al cielo ha cominciato: "Ma... Ma è un catorcio, maledizione!!! E' un ammasso di ruggine... E' un rottame... E'..." "E' PERFETTO!" lo azzitisco io! E poi con calma e voce suadente... "Stai tranquillo, ho già contattato il cognato del cugino dello zio di un amico di una mia amica che se ne occuperà e lo renderà spettacolare..."



Guardo il rivenditore e col sorriso stampato gli dico: "Lo prendo, è mio!" Senza neanche trattare sul prezzo... anche perchè a meno di così potevo solo aspettarmi una macchina a pedali!

Per tirare su il morale a Edo che continuava con la sua solfa "Non ci posso credere... Non ci posso credere...." gli  ho proposto di andare a festeggiare visitando, essendo a Padova, la Basilica di Sant'Antonio, giusto, giusto per avere una piccola benedizione... Per me, che ne ho tanto bisogno e.. per il mio Van... anche lui altrettanto bisognoso!

È stata un'idea fantastica perché ne io ne lui ci avevamo mai messo piede dentro. 

Questa Basilica che i padovani chiamano "il Santo" è stata costruita intorno al 1200, è il principale monumento di Padova e uno tra i maggiori capolavori d’arte del mondo. 



Riconosciuto dalla Santa Sede come Santuario internazionale, è anche uno dei più celebri e frequentati luoghi di culto della cristianità. La parte che ricordo con più trasporto per la sia bellezza è la cappella della Madonna Mora. È la parte superstite dell’antica chiesetta di Santa Maria Mater Domini, donata a S.Antonio nel 1229 dal vescovo di Padova Iacopo.

Qui il Santo celebrava la Messa, predicava, ascoltava le confessioni e si raccoglieva in preghiera. Qui fu sepolto nel 1231 e le sue spoglie vi rimasero fino al 1263. 

Una volta usciti ricordo che ho esordito dicendo "Beh, visto che siamo qui, non si può fare a meno di andare a vedere il capolavoro di Giotto ed in assoluto il cielo stellato più bello che sia mai stato dipinto. Che dici fratellone?" .

Credo che Edo in quel momento abbia annuito solo per rassegnazione e forse per farsi passare l'in... cavolatura. 

Ci dirigiamo verso la Cappella degli Scrovegni. Nel mentre si era pure messo a squillare il telefono! E ti pareva!... Sullo schermo compare il faccione di Editor ..."Oh santa polenta! Ci mancava solo lui adesso... e ora chi lo sente?... uhmm... forse potrei omettere qualche particolare... si, si farò così."

Ok, diciamo che anche lui era all'oscuro di tutto. Quindi: "Ciao Editor come butta?....qui tutto ok, nulla di nuovo ehmm o meglio, qualcosina di nuovo si ci sarebbe... ma niente di così importante..."

"Sputa il rospo! Cos'hai combinato questa volta?"

"Ma cosa ti fa credere che per forza abbia potuto combinare qualcosa...?!?"

"Avanti, sputa il rospo...."

"Si, insomma... niente... ehmm... dunque: ecco... Ho deciso di fare un giro per l'Europa ed andare alla scoperta delle meraviglie artistiche disperse qua e là... e..."

"Wow! Ma è un'idea fantastica! Tu all'avventura per gli stati del continente... sono stra felice... e...?!?!?"

"Bene! e..." Squittisco come un topolino... forse un po' troppo...

"Ok, ora però dimmi per cosa dovrei perdere le staffe? perché sento dal tuo tono e dal tuo"E.." sospeso che mi stai nascondendo qualcosa"

"Chi iooo? Ma no, assolutamente... No, è che.... sai già tutto... ho deciso di fare un bellissimo viaggio... Una speciale avventura con il mio nuovo Van..."

La frase resta in sospeso...

Dall'altra parte del telefono silenzio... Uhmm... troppo silenzio... e dopo qualche interminabile secondo di un silenzio assordante...

"Scusami, ho sentito bene? hai detto Van?"

"Si, ha sentito benissimo... Un Van... hai presente quella specie di..."

"Certo! Eh che diamine! So benissimo che cos'è un Van... Tu... tu... vorresti andare in giro da sola? Con un Van? In giro per il mondooo!?!"

"Beh, ecco vedi, non hai capito niente di niente! Chi ha parlato di mondo? Io ho parlato d'Europa!!!"

To be' continued...


sabato 19 dicembre 2020

A Stoccolma c'è un vascello tutto per me!!!

La serie LE AVVENTURE IN VAN proseguono... 



Devo ammettere che per l'ennesima volta Editor mi ha sorpreso. E soprattutto mi ha tirato fuori dai pasticci. 

Si ok, non conoscerà nulla del romanticismo ma almeno è perspicace... e sa come gestire le situazioni in cui mi "ficco".

Grazie al suo piccolo intervento con Tachipirina, spray nasale e tisana della nonna, sono riuscita a riprendermi nel giro di 24 ore. 

Quindi ora sono già in viaggio. Sto attraversando il ponte più lungo d'Europa. Direzione Svezia e più precisamente Museo Vasa a Stoccolma. 

Questo ponte mette quasi i brividi! Ma è spettacolare sapere che sto guidando sopra il mare del nord. Wow... che emozione!



Il ponte di Øresund  è una tratta stradale e ferroviaria di 15,9 km che collega le città di Copenaghen (Danimarca) e Malmö (Svezia).

Realizzata tramite tunnel sottomarino e ponte - congiunti in un'isola artificiale appositamente creata - che attraversano l'omonimo sound (sund), fu inaugurato il 1º luglio 2000 alla presenza del re di Svezia Carlo XVI Gustavo e della regina di Danimarca Margherita II. 

La strada per arrivare alla mia destinazione è lunga. Molto lunga soprattutto perché qui, in questi paesi del nord, ti capita di fare chilometri e chilometri in mezzo al nulla o meglio, in mezzo alla neve e ai boschi. 

Di sottofondo ho messo musiche natalizie jazz e fusion... e la mia mente comincia a viaggiare. Il museo che andrò a vedere ha in esposizione la più bella e fantasmagorica nave o galeone se volete, del XVII secolo. 

Ora voi sapete che mi ritengo una... ma che dico, sono... "La "Piratessa più piratessa" che possa esistere, quindi, la mia fantasia comincia a creare immagini fantastiche. Mi immagino... si sono... sono..

"...Siamo nel lontano 1628.  Sono a arrivata finalmente, dopo giorni di difficile navigazione solcando le onde più alte ed impetuose dei mari del nord sulla costa Svedese. 

Ordino alla mia ciurma di ammainare le vele e di gettare l'ancora. Siamo alla fonda in rada. Abbiamo gettato l'ancora e ora  siamo in un posto sicuro. E soprattutto nascosto da sguardi indiscreti. 

Il mio equipaggio è carico. Da bravi bucanieri hanno già fiutato il profumo del lauto bottino... Obbedisce ai miei ordini senza replicare o battere ciglio... Incuto timore con il mio semplice sguardo! 



L'obiettivo di questo viaggio è attaccare e impossessarmi del nuovissimo galeone che il re Gustavo II Adolfo di Svezia inaugurerà proprio quest'oggi: 10 Agosto 1628.

Il piano d'attacco è stato studiato a puntino. Sarà il colpo del secolo. Mi riempirò le tasche d'oro e di tesori inestimabili. Finalmente creerò la mia galleria personale (Editor come si dice? Wunderkammer? Si insomma qualcosa del genere... ne avevo già parlato anche qui...), e farò mia questa nuovissima perla dei mari del nord. 

Mi ricorderanno nei secoli futuri come lei "Valeria la Piratessa senza paura. Il terrore dei mari... colei che nulla teme e tutto conquista e... arraffa... Mi ricorderanno come Valeria l'Arraffona! Ah ah ah. 

Tutti si ricorderanno di me perché commissionerò i miei ritratti ai più grandi artisti contemporanei, proprio mentre mi appresto ad attaccare le navi avversarie. E tutti, si innamoreranno del mio coraggio, del mio sguardo glaciale e della mia ineguagliabile bellezza. 

I cannoni sono pronti. Le armi sono state lucidate. Come il resto del mio veliero, che ora è proprio chic... Tutto sbarluccicoso e scintillante... con perline, merletti e strass ovunque... e grazie alle statue dorate neoclassiche, polene variopinte e sirene di tutte le forge, ora è la nave più glamour di tutte le acque. 

Certo il mio tocco di femminilità non può mancare e quindi oltre ad essere così femmina, così donna, così sensuale quando indosso la mia divisa da Piratessa "Fashion Week" con stivaloni tacco 12, scollatura vertiginosa e push up per posteriore... obbligo pure i miei pirati ad essere eleganti, ordinati e rigorosamente con bandana piratesca in testa... tendente al rosa... fuxia! Il "pittore ritrattista" imbarcato come membro dell'equipaggio è pronto per immortalarmi nel momento clou!



Riunisco i miei fedeli compagni di avventura e insieme ripassiamo il piano d'azione e... ci mettiamo in posa... cioè, in attesa.

Finalmente l'inaugurazione avviene. Il Galeone Vasa parte. Vi avviso che una volta mio sarà... il Galeone Valery... altro che Vasa!

Ci siamo. Tra qualche minuto ci faremo vedere e andremo all'arrembaggio. Non sto più nella pelle. Io e i miei prodi sentiamo profumo di battaglia... di grande conquista! 

Alt, Fermi un attimo... Mi guardo nello specchietto... Ok il trucco è perfetto.... i capelli mi stanno d'incanto... Ok ALL'AREMBAGGIOOO... AVANTI MIEI PRODIIIIII!

Aspettate... Un attimo... Ma che sta succedendo? Io e la mia ciurma siamo attoniti ed increduli. 

La nave dopo essere salpata a circa un miglio dalla costa si sta inabissando. 

Tonnellate di quadri, arredi, vasellame, cristallerie stanno colando a picco. 

Noooo i miei tesori!!! La mia Wunderkammer...  La mia fama di piratessa dei mari del nord... tutto è andato a farsi friggere in una manciata di minuti. Perché? Perché? Ufffi......"

Ritorno alla realtà. Mi trovo infatti arrivata a destinazione. Caspita devo aver volato proprio tanto con la fantasia, tanto con il Van.



 Il Museo Vasa è davanti a me. Sono elettrizzata anche perché per la prima volta vedo un veliero vero e proprio. Purtroppo con una storia ahimé, alquanto sfortunata. 


Infatti dovete sapere che il Vasa è un vascello svedese dotato di 64 cannoni, costruito tra il 1626 e il 1628 ed affondato nel porto di Stoccolma il giorno stesso del varo, il 10 agosto 1628. 

Dopo essere rimasto oltre tre secoli sott'acqua è stato ripescato nel 1961 e sottoposto ad un importante restauro. Oggi è esposto nel museo omonimo a Stoccolma.



Il nome stesso "Regalskeppet Vasa" deriva dall'omonimo casato dei Vasa, che governava la Svezia all'epoca della costruzione del galeone, e significa "Nave di Sua Maestà" Vasa (o Regia nave Vasa).

La costruzione del vascello fu afflitta da frequenti interferenze da parte del Re.

Poco dopo l'impostazione della chiglia, il Re, venuto a conoscenza di costruzioni analoghe nelle nazioni concorrenti, fece forti pressioni perché la nave fosse modificata, allungandola significativamente. 



Il mastro carpentiere, che aveva supervisionato fino ad allora la costruzione, si ammalò e morì lasciando ai suoi inesperti apprendisti, alla vedova e al fratello, la responsabilità di proseguire. Per di più, con la presenza assillante del re che interferiva, pur non avendo specifiche conoscenze tecniche, con la costruzione.

Il Re ottenne quindi, dopo l'allungamento, l'aggiunta di un secondo ponte di cannoni. 

Il vascello che ne risultò era imponente, il meglio equipaggiato e il più pesantemente armato della sua epoca, ma era anche troppo lungo e soprattutto troppo alto rispetto alla larghezza ne soprattutto troppo pesante!

Sarò sincera, odio quel Re di Svezia... Se non ci avesse messo lo zampino e avesse fatto il suo lavoro di Re senza intromettersi in questioni a lui sconosciute forse... ora sarei... la Regina più Regina di tutti i mari che sia mai esistita! Acc... stavo per ripartire con la fantasia... Però... questi uomini... appena diventano Re vogliono subito mettere il becco ovunque...

venerdì 18 dicembre 2020

La sirenetta a Copenaghen

 La serie LE AVVENTURE IN VAN proseguono...

 

Sono a letto, nel mio "ban" e sto "balissimooooo"... voglio la "babba"... e... e... etciù!!! 

Ho un raffreddore stratosferico non so se si è capito... etciù!

Ma partiamo dal principio.

Vi ricordate ieri pomeriggio... la sfilata di Santa Lucia? I biscottini di pan di zenzero? Il liquore che i danesi bevono a colazione?.... Ok rinfrescatevi la memoria QUI.

Non so come e non so perché, a questo proposito ho le idee un po' confuse... Ma mi sono ritrovata a sfilare insieme alle danesi con la corona in testa adornata di candele. 

Dai ricordi vaghi che ho, deve essere stato divertentissimo. 

La cosa più bella è che nel corso della sfilata siamo passati davanti proprio alla famosissima "sirenetta"... E quindi ho rinunciato alla sfilata pur di gustarla con calma. 

Ora non vi posso negare la mia delusione nel vederla così piccola... Io mi aspettavo una sirena a grandezza naturale... si insomma almeno grande come me! 

 

La statua della Sirenetta infatti è una scultura bronzea alta 1,25 m e dal peso di 175 kg, situata all'ingresso del porto di Copenaghen. 

Statua simbolo di Copenaghen, la Sirenetta è una delle attrazioni più visitate dai turisti. 

La piccola statua è ispirata ad una delle fiabe più note dello scrittore danese Andersen, nella quale si narra dell’amore impossibile tra la giovane figlia del re del mare ed il bel principe terrestre. 

La celeberrima Lille Havfrue (sirenetta in danese), fu creata nel 1913 da E. Erksen il quale, dopo il rifiuto della ballerina scelta di posare per l’opera, chiese a sua moglie di fargli da modella. 

La scultura venne commissionata da Carl Jacobs, mecenate e proprietario della fabbrica di birra Carlsberg, profondamente colpito ed emozionato da un adattamento della fiaba come balletto, e da questi donata alla sua città per abbellirla. 

La Sirenetta di Copenaghen, quasi ignorata all’inizo, conquistò una certa popolarità nel tempo grazie ad alcune foto pubblicate su un giornale americano, fino a diventare il simbolo più famoso e conosciuto di Copenaghen ed il più amato della Nazione. 

La dolce creatura del mare si trova all’imbocco del porto, sul molo di Langeline, quasi a voler accogliere i naviganti.

Adagiata su una sorta di scoglio con lo sguardo pieno di nostalgia rivolto verso il mare, sua dimora naturale, la sirenetta è immortalata nel momento della sua metamorfosi, mentre la lunga coda di sirena lascia il posto a due gambe umane. 

Ora, nonostante sia piccola e abbia un po' disilluso le mie aspettative, dicono che il solo toccarla porti fortuna... e quindi chi sono io per non farlo? Prontamente mi do da fare. Ma sarà il buio, sarà l'euforia esagerata che ho, che nel raggiungerla inciampo finendo... direttamente in acqua! 

Fortunatamente un giovane e aitante ragazzotto danese (comunicazione per le amiche e colleghe... "Ammazza che  'boono") ridendo come un matto, cosa ci sarà mai da ridere... non capisco, mi salva non prima di aver scattato qualche foto, dice, da postare sui suoi social... Grrr che rabbia... ma devo anche esserle riconoscente... Sgrunt.

Bagnata ed infreddolita, ma finalmente sveglia come un grillo - l'acqua gelida ha fatto la sua parte - me ne ritorno in fretta verso il van e mi faccio una bella doccia caldissima!

Ed ecco spiegato il mistero del mio malessere. 

Comunque nel raccontarvi cosa mi è accaduto la situazione è peggiorata, mi sento uno straccio. 

L'unica persona che potrebbe aiutarmi visto che so che si trova ancora nei paraggi è Editor. Lo chiamo... il telefono squilla ma lui non risponde... Eccoci, ci siamo... il solito... quando ho bisogno di lui... sparisce! Mamma mia che rabbia!

Alla decima telefonata finalmente mi risponde, ma la delusione è dietro l'angolo... anzi aldilà del ricevitore perchè la sua risposta è: "Ti richiamo io fra un attimo... ho da fare..." e butta giù. "HO DA FARE?!?" Ma io... ma io... io lo tronco in due! Sto male!

Cavoli e ora che faccio? Calma... organizziamoci... Mi misuro la febbre e il mercurio (si sono una di quelle che ha ancora il vero termometro... quello che dice la verità!) sale in "frettissima".

Alla faccia dell'attimo... Sua Maestà... mi richiama dopo 3 ore... il fanciullino... Dico... dopo tre ore di delirio lui richiama...

"Ehi, allora? Come te la passi a Copenaghen?"

"Etciù... sto balissimo" e in preda alla disperazione, racconto ciò che è successo.

"Ma è mai possibile che non riesci a tenerti alla larga dai guai?"

Ecco ci mancava solo la predica!

"Senti fatti un bel decotto caldo della nonna, mettiti la borsa del ghiaccio in testa e copriti bene e vedrai che domani starai meglio... ti devo lasciare ho un affare importantissimo tra le mani... ci sentiamo più tardi, magari" E riattacca.

"MAGARI?" Io... io... io lo strozzo.

Ma lo sapevo... non solo è l'antiromanticismo fatto a persona... è pure un rude senza cuore e senza anima. Io sono qua che annaspo in mezzo agli stenti, che non so se arrivo a domani e lui? Ha in mente solo gli affari. SGRUNT! Lo odio! Brutto orso cattivo che non è altro. 

Mentre impreco tra me e me bussano al Van e io dico: "Non voglio niente sto "bale" ho la febbre."

Alla terza "bussata" mi alzo e vado comunque ad aprire... La curiosità fa parte di me. E...

"Allora ti sei fatta il decotto?"

Editor!!!!????

"Ma che ci fai qui?

Ma allora... allora non è poi così tanto uomo delle caverne... poi mi porge un sacchettino con dentro Tachipirina e uno spray nasale.

E sorridendo, mi porge anche un giornale con una foto in prima pagina di me bagnata fradicia davanti alla sirenetta... Ops.

"Ma... ma quindi sapevi già tutto? "

"A dire il vero, è stato il mio cliente a farmi vedere l'articolo... dicendo questi italienish... vi fate sempre riconoscere..."

"E tu gli hai detto che mi conoscevi?"

"Ho cercato di negare in tutti i modi ma non so se ci ha creduto visto che ero paonazzo!"

"Quindi sono famosa!!!"

"Beh, diciamo che più che famosa... direi ridicola... Certo che questo viaggio si sta rivelando più avventuroso di quello che immaginavi eh?!?"

Mi guarda dritto negli occhi e aggiunge "Non ci sono speranze!"

Il solito catastrofico... che sarà mai... ho fatto solo un bagnetto nell'acqua gelida del mare del Nord... e chi non lo fa!


lunedì 14 dicembre 2020

Santa Lucia in Danimarca?

Il sogno continua...



Sono in viaggio direzione Danimarca e più precisamente Copenaghen...

Da quando ho sentito parlare di lei non vedo l'ora di vederla... E' un sogno che ho da quando ero ragazzina e ho scoperto studiando sui libri che in questa città si trova proprio la statua di questo personaggio che è uno dei miei preferiti. Si sto parlando proprio di lei Ariel la sirenetta! Cocciuta, testarda, viziata, disobbediente, coraggiosa, forte e amorevole... insomma un po' come me!

Sono sicura che il mio carissimo Editor al sentire queste parole arriverà di sicuro un attacco di asma compulsiva. 

Aver scelto questo periodo per viaggiare andando alla ricerca dei tesori dell'arte in questi paesi nordici è stata una scelta perfetta. Qui si che si respira l'aria natalizia "vera" non quella finta delle vetrine o delle luminarie "esplosive" a cui sono abituata. 

Qui, sarà la neve, sarà l'atmosfera, ma tutto risulta essere più naturale più vero. 

Ecco mi manca solo di vedere Babbo Natale e poi è fatta. Il mio Van l'ho addobbato a festa giusto per rimanere in tema e quando mi fermo in qualche punto di ristoro tutti se ne meravigliano! 



Ahahah...  chissà perché, forse perché sono io stracarina? O forse perché sono riuscita a mettergli le corna da renna? È carinissimo. Questo è uno schizzo fatto al volo di un artista di strada...



Editor non l'ha ancora visto conciato così, temo che il suo giudizio non sarà proprio come il mio... Uff è così  pomposo a volte!

Arrivo a Copenaghen verso le quattro del pomeriggio e qui è già buio. 

Decido di fare quattro passi, la città è semplicemente fantastica. 


Mi sembra di essere dentro ad uno di quei biglietti d'auguri che si usano tanto per Natale... Di quelli con le casette illuminate, la neve, gli alberi di Natale... quelli di un tempo... fatti con le candele. E poi i cori di grandi e piccini che intonano arie natalizie. Fantastico!

Essendo il 13 dicembre incappo in una sfilata al quanto curiosa. 

In Danimarca infatti, in questo giorno, viene festeggiato il "Luciadag", (la festa di Santa Lucia) proprio come accade in molti altri Paesi, compreso il mio l'Italia... o meglio in alcune parti d'Italia... In questa data vengono organizzate delle processioni guidate da una fanciulla coronata di candele, scelta per impersonare "Lucia". 


Una delle tante spiegazioni della devozione delle popolazioni nordiche per Santa Lucia, forse la più immediata e facile da comprendere, risiede nella peculiare posizione geografica di Nazioni come Danimarca, Norvegia, Svezia ma anche Lettonia, Estonia, Finlandia, e così via. In questi Paesi  infatti la "luce" è assente per gran parte dell'anno e gli abitanti dei Paesi Scandinavi hanno un profondo rispetto per questa componente così essenziale per la vita umana.

La notte del 13 Dicembre è stata a lungo considerata dai popoli nordici come la notte più lunga dell'anno, che coincideva quasi con il Solstizio d'Inverno, che normalmente cade intorno al 20/22 dicembre. Era quindi chiaro che, proprio dopo questo giorno, le giornate avrebbero ripreso ad allungarsi, riportando quindi la tanto attesa "luce" sulla Terra e facendo rifiorire tutte le attività umane.

In questo giorno si organizzano delle processioni e delle recite in chiese, asili e scuole. 

La "Lucia" prescelta viene posta a capo di un gruppo di fanciulle vestite di bianco, ognuna con una candela in mano, e viene incoronata con delle candele accese, simbolo del ruolo della Santa "portatrice di luce". Le fanciulle intonano canti dedicati a Lucia.

L'aria che si respira è fredda gelata ma allo stesso tempo calda e ricca di pathos folcloristico.  

Qui la tradizione si sente si tocca con mano. Sparse qua e la ci sono bancarelle che offrono biscotti di pan di zenzero e birra oltre ad altre bevande alquanto strane e super alcoliche.


 Vista l'ultima mia esperienza con la birra decido di restare al sicuro bevendomi un buon "Danish egg coffee"... un caffè con l'aggiunta di uovo... uhmm... Ok, sono coraggiosa lo devo provare. 

Comincio a berlo a sorsetti ma poi ci ripenso e lo mando giù tutto d'un fiato... Ok solo in Danimarca può avere successo! La signorina che me lo ha offerto vede la mia faccia alquanto...  "schifata" ride e mi dice: "Non hai la stoffa!"

Cosa?!? La guardo dritta negli occhi e con cipiglio da piratessa le dico: "Cosa? Io posso trangugiare qualsiasi bevanda (Ok, non è proprio la verità,  ma chi è questa per lanciarmi certe sfide???... oh capperi!)

Detto fatto. Mi ritrovo tra le mani con un bicchierino ripieno di Gammel Dansk. La ragazza mi spiega che si tratta di un liquore tipico danese che loro bevono a colazione al posto del caffè...

Ok quindi se lo bevono a colazione non sarà poi così forte. Per fare la "donna vissuta" lo mando giù in un sol sorso...

Ma quale donna vissuta??? Sono proprio una testa di vitello, come direbbe Editor se fosse qui in questo momento. La testa comincia a girarmi ed un sorriso alquanto ebete mi si stampa sulla faccia... In men che non si dica mi ritrovo, non so come, in mezzo alla processione con tanto di candele in testa! La festa ora ha inizio.... e la sirenetta? 

To be continued...


lunedì 7 dicembre 2020

Rembrandt "stupefacente"

 


Dopo aver bevuto la cioccolata calda con Mr. Gallery che, come ben ricordate mi ha fatto una super sorpresa... (se ve la siete persa cliccate QUI!) ci siamo diretti verso il mio Van che era ricoperto da una montagna di neve. 

Ora lo so che non bisogna viaggiare di notte ma oramai mi conoscete e... con l'aiuto di Editor liberiamo la mia adorata "casetta su ruote" che è anche super attrezzata per ogni condizione atmosferica.  Più o meno!

Editor che è molto attento e superscrupoloso, vuole assicurarsi che tutto "funzioni a dovere" e quindi passa in rassegna ogni minuscolo marchingegno e... Fiuu... è tutto ok!!!


Lo saluto ma prima attacca con la sua predicozza... da cui si deduce che è di vecchio stampo... anzi, senza stampo...: "Mi raccomando stai andando in Olanda e più precisamente ad Amsterdam e..."
"Si, si non è entusiasmante...? La città de "I pattini d'argento", il libro di Mary Mapes Dodge, la città dei canali ghiacciati in inverno e dei fiori in primavera... ah, che meraviglia sarà piena di neve e..."

"Ok, tutto molto bello... ma io intendevo che devi stare su con le antenne... Lo sai che è una città..."

In quel momento sentiamo una musica proveniente dalla strada... Oh, che bello! C'è la parata di San Nicola... così azzittisce il vecchio... ehmm l'amato Editor... 

Devo partire altrimenti resterò qui bloccata fino a domani!
"Editor su, su, è ora che scendi (lo butto praticamente fuori dalla porta, così mi risparmio il seguito della pappardella) devo partire. Altrimenti chi ci arriva da Rembrandt!"
 

Si, si, avete capito bene la mia prossima meta è il Riiksmuseum ad Amsterdam per vedere la sua magnifica "Ronda di notte".

Povero Mr. Gallery, non gli ho neppure dato il tempo di finire di parlare... Beh, forse meglio così! Gli dimostrerò che si può fidare di me... Amsterdam arrivoooooo!

Ciao, ciao Bruxelles!


Viaggio per 4 ore filate super concentrata andando pianino, pianino, perché le strade sono alquanto ghiacciate e... Visto? sono o non sono responsabile? Che tempra, che scorza! Sono proprio fiera di me!


Alla fine arrivo ad Amsterdam ed essendo tardissimo decido di posteggiare il mio Van alle porte della città in una piazzola attrezzata. Dopo essermi fatta una bella tazza di latte e cacao con "biscuits aux chocolat" crollo come una pera cotta sul mio lettone dormendo fisso e di gusto, fino al mattino dopo. 


Mi sveglio con la bocca spalancata e una leggera bava alla bocca che scende... (Ok lo spettacolo non è di certo dei migliori, ma sono umana, e poi chi mi vede? sono sola dentro il Van) perchè c'è il mio telefono che squilla da un po'... è una video chiamata...
Rispondo con voce impastata e assonnata: "Prooooontooo"
"Testa di vitello che non sei altro non eravamo d'accordo che mi avresti mandato un sms al tuo arrivo? Oh capperi! Forse è meglio che ti asciughi la bava..."
Oh santi numi! Metto a fuoco lo schermo del telefono... c'è davvero un filo di bava!!!!
Cerco di riassestarmi un attimo ma i capelli non vogliono collaborare e lo stampo del cuscino fa la sua parte.
"Ok, ok, non penso che quando tu ti svegli al mattino sia già tutto in ghingheri..." rispondo  bonfonchiando...
"Certo, ma tu da donna di classe... e femmina di charme quale che sei... mi aspettavo di vederti al risveglio già bella truccata e vestita di tutto punto!" E ride a crepapelle... grrr...
Questo English humour di mattina presto poi... Secondo me vuole vendicarsi per il fatto che ieri sera l'ho praticamente scaraventato fuori senza ascoltarlo? Ma io sono superiore. Non mi faccio abbindolare da questi giochetti e... e... sto al gioco! A dire il vero la scena è simpatica, e mi diverte. Ridiamo e scherziamo e sul più bello quando voglio farmi una bella tazzona di caffè caldo bollente mi accorgo che l'ho finito. Ottimo farò colazione al bar!


Mi vesto per bene visto che fuori sta nevicando ancora. 

Cammino per le stradine della città e resto incantata nel vedere i canali che tanto mi hanno affascinato leggendo uno dei miei libri preferiti di bambina. 

Mi avventuro dentro ad una piccola pasticceria o almeno credo che lo sia... c'è gente di tutti i tipi dal colletto bianco pronto per l'ufficio al ragazzo con i rasta e il cane a mo' di "Punk'a'Bestia"... 

Non capisco bene la lingua, guardo attentamente il menù per cercare un caffè o un the che mi svegli fuori ma... ma... mi sembra da quel poco che posso capire che qui sia tutto a base di erba... Avete capito?... Erba nel senso di... Marijuana! Si proprio lei! Non quella del presepe... l'altra! 

Arriva la cameriera e non sapendo cosa fare farfuglio qualcosa in finto spagnolo del tipo: "Ola me soi ricordatas che hoi dimienticado el taccuinos... (Ok, si lo so, potevo dirlo in italiano ma mi è venuto così... da sempre ho l'improvvisazione teatrale nel sangue...) e sono sgattaiolata fuori dal localino. 

Entro in una via piena di negozietti tutti illuminati a festa... e qui lo sapete che ho un debole. 

La mia attenzione è attratta da un bellissimo capo di lingerie su un manichino che... Oh Santa Polenta! Il manichino mi strizza l'occhio! Faccio un salto indietro accorgendomi che in realtà è una bellissima ragazza che forse offre lavoretti... Vabbè avete capito! E una schiera di ragazzotti dietro di me sta fischiando e commentando con frasi non proprio da catechesi!
Forse è il caso che mi attivi per raggiungere il museo velocemente. E' meglio. 

Forse era questo che voleva dirmi Mr. Gallery? Povero... Ed io malfidente che gli ho pure tappato la bocca... Ok, dai non proprio... però...


Dopo varie peripezie  mi ritrovo davanti al Rijksmueum... ma questo è... un Castello! Altroché! 

È a dir poco fantasmagorico! Vedere per credere! 

Sono sicura che qui dentro mi perderò... Molto volentieri.
Il Rijksmuseum Amsterdam (Museo Statale di Amsterdam), è un museo che possiede la più grande collezione di dipinti del Secolo d'oro olandese 1584-1702 e una considerevole collezione di arte asiatica. 

L'edificio iniziato nel 1876 è una combinazione di elementi gotici e rinascimentali.
Cerco tra le sale l' opera di cui mi ha tanto parlato Mr. Gallery, dovete sapere infatti che è
considerata uno dei maggiori capolavori perché ricca di particolari, del maestro olandese, per via delle dimensioni grandissime, della vivida esecuzione dei dettagli e dell'eccezionale uso della luce. 


Il dipinto raffigura il capitano Frans Banning Cocq, insieme con il suo luogotenente Willem van Ruytenburgh, nel momento in cui impartisce l'ordine di iniziare la marcia, verso un non specificato luogo d'azione o di ritrovo.
I personaggi sono circondati dagli archibugieri, gli antichi fucilieri... (l'archibugio si può definire una delle prime armi da fuoco).
Il quadro gli viene commissionato perché la città deve essere pronta per ospitare Maria De Medici e così, per rendere il suo arrivo, indimenticabile, vengono commissionate ben 6 tele agli artisti più importanti di Amsterdam.
Rembrandt fa parte di questa piccola squadra. La sua presenza è abbastanza scontata, dato che dal 1639 ha già una solida fama alle spalle.
A bussare alla porta del suo studio è Frans Banning Cocq: di professione è un dottore, ma riveste anche l’importante ruolo di capitano di un piccolo gruppo di archibugieri, i “Kloveniers”.
Quando arriva da Rembrandt, Cocq ha già ben chiaro in mente quale deve essere la priorità dell’opera: lui, da buon capitano, deve essere al centro e deve risaltare rispetto agli altri protagonisti nel lavoro.
Il piccolo gruppo militare è composto da 14 persone e nel momento in cui Rembrandt li immortala, i soldati stanno cominciando a muoversi dopo l’ordine di avanzare dato dal capitano. Il capitano con la sua mano alzata in direzione dello spettatore sembra quasi uscire dalla tela.
 

Editor mi racconta anche che oltre ad essere un pittore di grande talento, Rembrandt è bravissimo anche a contrattare. Per questa tela ha ricevuto ben 1600 fiorini; ciascuno dei protagonisti ha sborsato 100 fiorini per la realizzazione dell’opera. I  personaggi presenti nella scena sanno che si tratta di un’occasione irripetibile: questa tela sarebbe stata ammirata nei secoli successivi e molti avrebbero parlato del loro gruppo, facendoli passare alla storia.


Rembrandt, conoscendo bene le idee dei vari personaggi, decide di valorizzare il proprio lavoro, e così si fa pagare una cifra abbastanza notevole.


Eccola! Finalmente la trovo!
Subito vado un po' in confusione... Caspita non me l'aspettavo così... così... ricca! I particolari sono tanti e la tela è veramente grande, imponente. 

Memore della lezione di Mr. Gallery mi metto lì davanti con il naso all'insù.  È tanta "roba". Quindi respiro e mi dico "Ok, calma. Un passo alla volta"... Voglio godermi ogni centimetro, ogni minimo particolare, ogni immagine e suo significato, ogni pennellata, ogni colpo di luce, ogni... È un lavoro magnifico! Talmente tanto raffinato che... Santa Polenta, è stupefacente e ancora più meraviglioso è che io sia qui in questo luogo dove la cultura, la storia e l'arte la fanno da padrona prendendosi il permesso di invadere il mio essere. Sono in estasi! Altro che marijuana!

mercoledì 2 dicembre 2020

A Bruxelles per una Cioccolata calda con...

Dove eravamo rimasti?  (Se non ti ricordi clicca prima  QUI )

Mi sveglio un po' infreddolita.

Questa notte la temperatura deve essere scesa di un bel po'. 

Apro il portellone del Van, rischio l'assiderazione istantanea. Mi stropiccio gli occhi e vedo davanti a me un luccichio sfavillante che quasi mi abbaglia. Il canale dove ieri si riflettevano le stelle è ricoperto di una lastra di ghiaccio che con i raggi del sole, si illumina e riflette bagliori scintillanti. Sembra di essere dentro ad un libro fantastico, uno di quelli per bambini.

Ok, prima che mi prenda un accidente, ritorno dentro e accendo la stufa. Si, mi faccio un buon caffè bollente. 

Oggi andrò a visitare il Museo Magritte a Bruxelles.  

È da quando sono stata a Venezia con Mr. Gallery alla Peggy Guggenheim Collection, ed ho visto per la prima volta una delle sue opere (se sei curioso clicca QUI), che mi sono ripromessa che un giorno avrei assolutamente preso l'aereo, volato fino a Bruxelles e varcato la soglia del Museo a lui dedicato. Ok, allora il van non ce l' avevo ancora e mi dovevo accontentare dell'aereoplano! 

Mi metto in marcia, non dovrebbe mancare molto alla città. Il paesaggio che si pone attorno a me è costellato di casette e minuscoli paesini. Sembra di essere quasi dentro ad un presepe tanto è suggestivo. La cosa d'effetto è vedere quel filetto trasparente che si leva dai comignoli. Mi ritrovo subito dentro ai tanti libri di favole che ho letto alla mia pesticciola. 


Il solo ricordo di lei che si accoccola al mio fianco pronta per ascoltare il mio racconto, mi fa venire un lacrimone.

Sorrido con dolcezza al ricordo.

Finalmente dopo aver sbagliato incrocio per ben due volte, arrivo nei pressi del museo. 


Sono elettrizzata come sempre del resto in queste occasioni, ma oggi, sarò sincera, non vedo l'ora di entrare perchè fuori c'è un freddo tremendo anche se, essendo oggi il primo giorno di dicembre, è una goduria osservare i negozietti e le case addobbate a festa. Una musica natalizia si sente in sottofondo. Guardo in su e respiro l'aria frizzante, il cielo non promette bene.  I miei capelli vengono scompigliati da un mulinello di vento. Brrrrrr che freddo! Mi infilo subito il berretto di lana che mi ha regalato Fabio, uno dei miei pirati e subito sto meglio. Speriamo non nevichi. Un fiocco di neve si poggia sulla punta del mio naso... Come non detto!

Ok, ci penserò dopo.

Il museo si trova in Place Royale vicino ai Musei Reali di Belle Arti del Belgio.

Attraverso la piazza e mi dirigo dritta alla biglietteria del museo. 

Ce l'ho fatta! 

Sono riuscita nel mio intento. Sono orgogliosa di me. Mi faccio un bel selfie e lo mando a Editor. In fondo è merito suo se Magritte ha fatto breccia nel mio cuore, sbalordendomi con le sue stranissime opere surrealiste.

Il Musée Magritte situato nel cuore di Bruxelles, riunisce la più grande collezione al mondo del famoso artista surrealista. Pensate che sono esposti 230 opere. Lo spazio multidisciplinare ospita dipinti, gouaches, disegni, sculture e oggetti dipinti, oltre a manifesti pubblicitari, spartiti musicali, fotografie e film. Il Museo conserva anche la più importante collezione del periodo delle "vache" dell'artista (opere raffiguranti dei personaggi a metà strada fra figure grottesche e idoli dei fumetti)

Mi immergo a capofitto nelle sale e sono letteralmente inebriata da tutte queste opere così irreali... cioè surreali. 



Ora, io mi reputo una persona che viaggia molto con la mente... ma qui ragazzi... la creatività supera ogni limite. Ma quanto cavolo si ingegnava? E poi la cosa che mi colpisce di più è che a volte è proprio fissando l'opera che cominci a scoprire una serie infinita di particolarità assurde. Waw. Che universo fantastico!

René Magritte, detto anche le saboteur tranquille per la sua capacità di insinuare dubbi sul reale attraverso la rappresentazione del reale stesso, non avvicina il reale per interpretarlo, né per ritrarlo, ma per mostrarne il mistero indefinibile. Intenzione del suo lavoro è alludere al tutto come mistero e non definirlo.

"Essere surrealisti significa bandire la nozione di déjà vu e cercare il non ancora visto".

René Magritte

Direi che questa affermazione risponde a tutte le mie domande.

Il Surrealismo è un movimento artistico nato ufficialmente con l'apparizione della Manifeste du surréalisme ("Manifesto surrealista") nel 1924. Il movimento deve il suo nome al poeta francese Guillaume Apollinaire, che nel 1917 usò quel termine per nominare una forma di espressione che va oltre il realismo.

Passo 2 ore e mezza a scoprire e a sorprendermi davanti ad ogni opera che incontro. È molto stimolante e mi fa fare ragionamenti quasi assurdi.

Sono esausta, mentalmente esausta. Ho assolutamente bisogno di un qualcosa di dolce.

Esco dal museo e resto senza parole. 

Tutto e coperto di bianco. È surreale. I rumori sono ovattati e l'atmosfera è tipica di un paesaggio natalizio... è fantastico. 



Mi sembra di essere dentro ad uno di quei paesaggi con  casette e negozietti adornati di lucine e tanto di albero luminoso che gira... di quelli che si mettono sopra la credenza nel periodo natalizio.


Entro in una piccola pasticceria caffetteria e trovo un posticino su una comodissima poltroncina vicino alla vetrina... Mi ordino una cioccolata calda. A Bruxelles è d'obbligo! I fiocchi di neve scendono lievi e leggeri. 

Sogno ad occhi aperti di giocare con Zoe a palle di neve. In quel momento... una palla di neve si schianta sul vetro facendomi sobbalzare e urlare. Poi vedo un tizio che si avvicina al vetro e lo ripulisce dalla neve. In quel momento lo sto insultando perché mi ha fatto prendere un colpo. Mi blocco. Lui che è super "imberettato" mi guarda e mi strizza l'occhio, facendomi la linguaccia. Ma brutto screanzato! Ma come si permette. Poi vedo che si dirige verso la porta... sta per entrare e... togliendosi il berretto viene verso di me... Non ci credo!... "Editor?!? Cosa ci fai qua..."

To be continued...

lunedì 30 novembre 2020

In viaggio tra le stelle nel mito di Cassiopea...

Finalmente il Van è ritornato tra le mie mani! E' pomeriggio e decido di partire. 

Direzione... Bruxelles: Museo Magritte. 

Scarlett insiste perché mi fermi per la notte ma sento che è ora di ripartire. 

Allora con la sua gentilezza innata, mi riempie il frigo e la dispensa di prelibatezze. E abbracciandomi mi augura buon viaggio! 

Mi metto in moto. Sono felice. Ho conosciuto persone splendide, disponibili che mi hanno fatto sentire a mio agio. Mi sono sentita libera di essere spudoratamente me stessa. Senza filtri, senza finzioni, senza giudizi. 

Si, ho combinato qualche piccolo pasticcio... ma niente che non fosse risolvibile... E poi ho cantato a squarcia gola, mi sono anche leggermente "inciuccata" con la birra, ho cucinato e sfidato le forze gravitazionali della cucina. Ho litigato con anatre o oche che siano, "nuotato" nei loro escrementi... ma soprattutto ho riso, ho respirato, sono stata bene. Sono stata Me.

Il buio avvolge ora tutto il paesaggio. Fa molto freddo. Credo che la temperatura questa notte scenderà sotto lo zero di un bel po'.

Guido prudentemente. Il ghiaccio mi fa paura.

Una leggera nebbiolina si sta levando e quindi, quando non vedo più un ficco secco, anche per la stanchezza, mi arrendo e cerco un posticino dove posteggiare la mia casetta "viaggiante". 

Mi faccio una cenetta frugale e poi con una bella tazza di tisana fumante esco. 

La nebbiolina di prima si è momentaneamente diradata. Attorno a me solo canali che sicuramente, questa notte ghiacceranno. 

Guardo l'acqua e colgo un qualcosa di magico. Si, ci sono dei riflessi. Metto a fuoco... O mamma, che spettacolo! Ci sono un miliardo di puntini luminosi. Alzo lo sguardo al cielo e lo spettacolo di stelle che mi si para davanti è a dir poco stupefacente.



Sorrido, in quel momento squilla il telefono! Sempre nei momenti meno opportuni! E... indovinate un po' chi è? Si è lui: Editor. 

Sicuramente vorrà sapere dove mi trovo esattamente... mica lo so ovviamente! Sapete, ho scoperto che in fondo in fondo, è anche un po' umano, poco eh... non esageriamo. 

Forse si sente in dovere di tenere sotto controllo questa eterna adolescente. Si perché a detta sua "non c'è  da fidarsi!" Capperi! Eppure mi sembra di essere una "super piratessa"! Chissà!

"Ciao allora sei arrivata a Bruxelles?"

"Bah, a dire il vero non saprei... ma ti posso assicurare che sono in un posto fantastico e... sto ammirando un cielo stellato sbalorditivo"

"Wow! Raccontami, dai..."

"Raccontami??? Ma non si può raccontare! Si può solo "vivere" un momento come questo!

A volte Editor mi lascia... come dire? Spiazzata...

"Come puoi raccontare un cielo così..."

"Sono sicuro che tu lo puoi fare... Anche perché è impossibile farti star zitta... blateri in continuazione e se non hai nulla da dire.... ti sforzi pur di trovare il pretesto per farlo..."

"Uhmmm allora me ne starò zitta..."

Passano 2 secondi... 3... 4...

Ok, non ce la faccio! Ha ragione ho un'esplosione dentro.

"Ok touché! Vuoi sapere cosa ne penso ti accontento subito...



...Io vedo un tappeto di minuscole lucine, lo so che sono stelle, ma rappresentano di più. Per me potrebbero benissimo essere sogni realizzabili o possibilmente realizzabili o irrealizzabili ma sogni belli. Per me potrebbero essere viaggi, viaggi lontani e avventurosi. Per me potrebbero essere sorrisi che donano morbidezza alle  lunghe giornate. Per me potrebbero essere voci che arricchiscono in ogni istante la mia esistenza. Per me potrebbero essere colori che rendono viva la mia anima. Per me potrebbero essere le mille fragranze che permeano il mio olfatto...

...Più le guardo e più mi vengono alla mente un vortice di stelle che vuole avvolgermi con tutta la sua incredibile magia ed io sono pronta a lasciarmi travolgere..."

"Caspita... lo sapevo che avresti trovato le parole per esprimere quello che provi. Sì ok, in modo contorto e in un linguaggio arcaico preistorico come sempre, ma lo hai fatto...

Sai immaginando quello che mi hai raccontato, mi viene da pensare al "cielo stellato" di Van Gogh..."

"Giusto!!! Ecco la mia prossima tappa potrebbe essere benissimo ad Amsterdam al museo Van Gogh!..."

Il freddo glaciale sta pungendo il mio naso ma non ho voglia di rientrare... l'aria surreale mi trattiene... i miei occhi si perdono ancora... guardo in sù e mi viene spontanea una domanda:

"Editor, qual è la tua costellazione preferita...?"

"Perché? Adesso uno dovrebbe avere pure la costellazione preferita? Ma che cavolo" Io sarò di vecchio stampo ma ai miei tempi si parlava di colore, film, piatto preferito..."

Dimenticavo che è proprio un Orso! 

"Beh, io ce l'ho, o per lo meno è quella che ha la storia più affascinante..."

"Percepisco che non vedi l'ora di dirmelo e se anche ti dicessi che non mi interessa tu troveresti il modo di dirmelo... quindi... Dimmi..."

"Si, si, Ok... allora... è... si, è Cassiopea... e ora stai zitto! Ascolta per una volta..."



Entro in modalità cicerone. Ah tiè questa volta ti ho fregato la scena Editor...

"Questa costellazione è di facile riconoscimento grazie alla sua figura a zig-zag, si nota specialmente nelle notti stellate autunnali come questa, sebbene dall'emisfero nord sia ben osservabile per quasi tutto l'anno ed è attraversata dalla Via Lattea.

Cassiopea fu la moglie vanitosa e boriosa del re d'Etiopia Cefeo, che si trova vicino a lei in cielo a formare le uniche due costellazioni celesti dedicate a un marito e a una moglie. 

Un giorno, mentre era intenta a pettinarsi i lunghi capelli ricciuti, Cassiopea osò dichiarare di essere più bella delle Nereidi, le ninfe del mare. Le Nereidi erano le cinquanta figlie di Nereo, il cosiddetto Vecchio del Mare. Una di esse, Anfitrite, era la sposa di Poseidone, il dio del mare. Le Nereidi si rivolsero a Poseidone perché punisse Cassiopea per la sua vanità, e il dio mandò un mostro a razziare le coste del paese di Re Cefeo.

Per acquietare il mostro, Cefeo e Cassiopea incatenarono la figlia Andromeda a una costa rocciosa per sacrificargliela, ma la fanciulla fu sottratta a quell'atroce destino dall'eroe Perseo, come narra uno dei più famosi racconti di salvataggio della storia.

Come ulteriore punizione a Cassiopea toccò di girare eternamente intorno al polo celeste, a volte in una posizione poco dignitosa, cioè sottosopra. In cielo è rappresentata seduta sul trono che giocherella con i suoi capelli..."

Finisco di raccontare tutta soddisfatta la mia storia ma... dall'altro capo del telefono sento uno strano rumore... sembra il tipico rumore di chi sta ronfando di gusto!

Non ci posso credere! Si è ADDORMENTATO!

E poi ditemi che non è Orso! Sono stizzita! Si, perché per una volta tanto che volevo mettere in mostra il mio sapere... lui... vabbè lasciamo perdere... sorrido tra me e me, riguardo il cielo e proprio alla mia destra la vedo. Si è lei! E' Cassiopea... le strizzo l'occhio e le dico "Se fossi vissuta nella mitologia come te, probabilmente, scaramacai e vanitosa come sono, sarei lì al tuo fianco... Buona notte stelle."