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venerdì 11 settembre 2020

Che noia, che barba... e poi, all'improvviso...

10 settembre 2020
 
Questo post l'ho scritto diverso tempo fa...
Mamma mia, quanto è passato... ma la mia voglia di Sardegna è talmente tanta, 
che il solo ricordo mi emoziona!



luglio 2019


Da quando sono arrivata al mare, ho l'abitudine dopo pranzo di bere il caffè con tutta la family e poi sedermi da sola, se è libero, in un divanetto di fronte alla Galleria d'Arte della struttura, per godere della vista delle opere esposte e magari leggere qualcosa. 

Ci sono dipinti sia di giovani talenti emergenti, di artisti affermati ed anche di grandi Maestri del '900. 

Non nascondo che alcune di esse mi lasciano ancora un sacco di punti interrogativi, uno fra tutti il rapporto valore/prezzo. 

Confesso che su questo argomento ho ancora tanto da imparare.
Il mio amico Mr. Gallery (ve lo ricordate?) è super impegnato con i clienti e collezionisti. Mai avrei pensato che in un luogo di vacanza e relax, un'attività come una Galleria d'Arte potesse avere tanto seguito.
Anche se con me ci ha rinuciato, per piccolissimi motivi riguardanti il budget, mi invita comunque sempre ad unirmi ad ascoltare, così dice: "vista la mia passione, imparo qualcosa!".

 
Oggi sembra che la gente abbia preferito la pennichella. Forse il troppo caldo ma tutti da lì a poco, si rifugiano nelle proprio stanze al fresco dell'aria condizionata. E così il mio amico, pensando di fare cosa gradita, decide di rifilarmi il suo monologo/pippone d'arte quotidiana. 

Non dico che sia così noioso, nooo... ma sinceramente alle due del pomeriggio faccio fatica a mantenere sull'attenti i miei neuroni!
Ok, come faccio a dirglielo? Niente, trattengo lo sbadiglio più grande del mondo, sorrido e mi sacrifico!
Ma come spesso succede in certe occasioni il Fato viene a salvarti!
Ed oggi è successo anche a me... Ora vi racconto com'è andata.

Dunque sto guardando l'ennesima rassegna fotografica di opere d'arte (uhhhahhh...sbadiglio deglutito!) di Mr. Gallery. Sullo schermo del pc: un'immagine di "For the love of God", un teschio umano tempestato di diamanti creato dall'artista inglese Damien Hirst... e lui, Mr. Gallery che... bla, bla, bla...
Entra in Galleria una signora non proprio giovane, ma una bella signora...
Gli occhi di Mr. Gallery si illuminano... forse perchè la conosce o perchè la riconosciuta... per me è solamente, per ora, una deliziosa Signora di una certa età. Elegante nel portamento, al dito un anello pantera di Gucci, alta, sguardo vispo e attento ma avrà 80 anni suonati!
Lui sembra rapito.
Bah, i gusti sono gusti!
Lui si alza fa il bacia mano. Fra loro uno scambio di convenevoli e poi ricordarsi della "palla al piede", la sottoscritta, decide di presentarci... così: "Signora Carla, le presento Valeria, un'amica, appassionata d'arte, alle prime armi e desiderosa di apprendere tutto ciò che può!... Valeria ti presento la Signora Carla una delle più importanti ed influenti collezioniste d'arte contemporanea del nord Italia!."


La mia bocca deve essersi aperta un po' troppo visto che che il mio amico mi fa cenno di richiuderla. Provvedo subito e qui compare il mio sorriso migliore! Vi rendete conto ho la fortuna di essere qui con una collezionista stratosferica...
Il suo modo di fare è molto "in", quindi cerco di darmi un contegno e sfoderare tutte le mie buone maniere (grazie mamma...). Nel corso della chiacchierata vengo a sapere che è qui in vacanza con sua nipote dodicenne, che odia la confusione, e che Mr Gallery vende solo opere "minori"... nel senso che la sua sfera di interesse viaggia a livelli ancora più alti. Ed io che pensavo di avere fra gli amici un nuovo Leo Castelli!


Ok sono curiosa, molto curiosa. Scopro che lei è una socia sostenitrice della GAMeC di Bergamo, che si è appassionata all'arte insieme al marito sin da giovane e a casa sua deve ha una collezione fantastica. Per lo meno da quello che riesco ad intuire.
Ora vuole sapere qualche cosa di me... e cosa le dico? Le dico la verità, che sono una neofita dell'arte, che anche grazie a Mr. Gallery sto facendo un percorso di conoscienza e le racconto della Biennale di Venezia, del Mudec, di alcune mostre viste qua e là. Insomma di un po' delle mie avventure.
Lei si illumina quando scopre che sono della provincia di Verona. Mi dice che essendo di quelle parti, devo assolutamente andare a vedere un paio di gallerie a detta sua, molto rinomate e che mi aiuterebbero ad ampliare le mie conoscenze. Addirittura mi gira il numero di telefono di un tale che è dentro all'organizzazione della Fiera d'Arte di Verona!
Passo un'ora fitta, fitta, tra stupore, adrenalina e felicità perché non è da tutti conoscere collezionisti così importanti! Vorrei farmi raccontare tutto, ma il tempo come si sa è tiranno e la nipotina reclama la presenza della nonna. 

Quando si congeda il mio cuore batte a mille e ho qualche problema a togliermi il sorriso orami stampato sul mio viso. Ringrazio il fato, per avermi offerto questa occasione più unica che rara!


Guardo Mr. Gallery e gli dico ridendo "Dai comunque per me, rimani lo stesso il mio Leo Castelli!".
Lui mi guarda basito, non capisce la mia battuta...
Su una cosa però siamo concordi: pagheremmo oro pur di vedere la collezione della Sig.ra Carla!
 
P.S. Anche nella noia più assoluta un evento imprevisto ti può salvare!

lunedì 3 agosto 2020

A me non succederà mai! Poi però incontri Maranghi e...

 Lunedì 3 agosto 2020

Questo post l'ho scritto nell'ottobre scorso, mossa dai ricordi di avvenimenti vissuti tempo prima...
Confesso che è stato strano andare a rileggerlo e non nascondo anche una certa emozione... 

Ma come dice qualcuno, sono una "leonessa". E presto, molto presto sentirete di nuovo il mio ruggito...
Ops, ma dice che sono una leonessa o una piratessa? Vabbeh, anche i pirati avevano il loro "ruggito"!


uno scorcio della spiaggia di Costa Rei
Ottobre 2019

Prologo
Luglio 2018, Costa Rei, Sardegna:
in vacanza al mare, sono entrata nella galleria d'arte del Villaggio con mia cognata, che voleva assolutamente farmi vedere un'opera di un artista che le piace moltissimo e che l'aveva addirittura fatta piangere dall'emozione.
Quando mi disse di aver pianto di fronte a un'opera (il volto di bambina di Antonio Bueno. Di questo episodio vi ho già anticipato qualcosa nel post Pinelli fu galeotto) ricordo che mi sono messa a ridere e dissi queste testuali parole: "ma dai!?! come si fa a piangere davanti ad un quadro? A me non succederà mai!".
Le ultime parole famose!


Il fatto
Novembre 2018 Milano:
sto per visitare la mostra "Ama solo me" di un artista toscano che ho scoperto la scorsa estate in vacanza al mare, in Sardegna: Giovanni Maranghi.


Fa freddissimo arrivo davanti al M.A.C. (luogo che ospita la mostra) e sono molto curiosa di vedere questa esposizione di cui ho tanto sentito parlare.
Visto che conosco la galleria che l'ha promossa, mi presento spavalda all'ingresso sperando di incontrare qualche volto che conosco.
Entro, confesso di essere emozionata.  E' la prima volta che visito una mostra di un artista vivente!

Wow! Nella prima sala trova spazio una parete colma da piccole opere: rotonde, quadrate, rettangolari.
Tutte differenti sia per formato, che tecnica esecutiva. Ognuna ha un soggetto proprio. I colori sono i più diversi... sostanzialmente vivaci. Ci sono anche, qua e la dei piccoli specchi posti ad altezze strane. Per raggiungerli bisogna, o chinarsi o alzarsi in punta di piedi. Un artificio, usato dall'artista per "denunciare" lo sforzo continuo che nella nostra società, le persone mettono in atto per appagare e soddisfare il proprio ego.
Nella parete di fronte, per contr'altare, c'è un disegno lunghissimo (sarà 5 metri!): cose, personaggi, case, sembra raccontino la frenesia della quotidianità.

Poi entro in un salone grandissimo. Qui si apre uno spettacolo fantastico.
Il soggetto principale di questo artista è la donna. Donne ideali, donne affascinanti, spesso sedute su una poltrona...
Guardo tutte le opere. Sono molto particolari perché oltre a esserci la sagoma della donna lo sfondo è formato da disegni, scritte, riflessioni, appunti, numeri di telefono... fatti a penna, a lapis, a pennarello. Insomma un lavoro veramente minuzioso, che parte da una confusione totale per arrivare ad una eleganza che raramente ho riscontrato (nella mia pur breve esperienza) in altri artisti.


In una nicchia c'è una poltrona. E' super bella.
Ci si può sedere e fotografarsi.
E' l'invito dell'artista a trasformarsi in una sua opera d'arte.
E secondo voi? Non scatta la foto qui?
Certo! Ma non una... una valanga!

Ad un certo punto mi blocco. Ho davanti a me un'anfora che in sostanza racconta di una donna forte e di tutte le sfide che da sola deve affrontare e del coraggio che ha... e qui incredibilmente sento un qualcosa che parte dalla pancia e sale su. Un nodo che vuole uscire e senza nemmeno accorgermene mi metto a piangere... Resto lì, in silenzio, sopraffatta dall'emozione che mi ha colto di sorpresa...
È meravigliosa non ci posso credere! Ripenso a quella volta con mia cognata... e mi rimangio tutto.

È vero davanti ad un'opera si può anche piangere ed è bellissimo perché vuol dire che ti ha colpito dritta al cuore!

P.S. mai dire mai!



lunedì 6 luglio 2020

Alla Moderna Galerija Ljubljana... ok, è troppo anche per me!

Lunedì 6 luglio 2020

Eccomi di nuovo qua! 
Ancora una volta a proporvi un breve testo scritto qualche tempo fa...
E' stato uno dei primi. Scritto più come "appunto" che come post vero e proprio... 

Perchè ho scelto questo? Perchè in queste poche righe vi racconto di un'avventura svoltasi in Slovenia, con mia cognata Gori, che di fatto è la vera testimone oculare della mia metamorfosi... Ovvero, lei ha vissuto e "visto" in prima persona di come sono finita "imbrigliata" nella scoperta dell'arte...

P.S. Ho scelto questo anche perchè, proprio in questi giorni lei che può, è tornata "sulla scena del delitto..." ovvero il luogo dove è avvenuta la suddetta "illuminazione": il sud della Sardegna!



dicembre 2019
Sono in viaggio verso il centro di  Lubiana con mia nipote Nadia, sua cugina Sara e mia cognata Gori.

Sto guidando e qui tutte ridono e mi prendono in giro ricordando la gita al museo di arte contemporanea fatta lo scorso aprile (vedi il post a cui mi riferisco, cliccando QUI).

Io sono felice. Almeno ho lasciato un segno e se lo ricorderanno a vita!.

Oggi il mio obiettivo è visitare un'altra Galleria d’Arte Moderna (Moderna Galerija Ljubljana) che è il Museo d’arte moderna slovena. Si può visitare la collezione permanente,  costituita dalla selezione della migliore arte slovena del sec. XX.

Oltre a quella, la galleria ospita inoltre mostre temporanee, dove ciclicamente, si presentano le nuove prassi artistiche.

Inutile dire che quando, oggi a pranzo, ho proposto la gita, a tutti i presenti gli si sono rizzati i capelli. Qualcuno ha cominciato a tossire nervosamente, altri si sono dati letteralmente alla fuga...
In un attimo mi sono ritrovata con mia cognata e mia nipote che per gentilezza si sono offerte di accompagnarmi in città, specificando che mentre io visiterò il museo, loro faranno shopping sfrenato!

E allora eccomi qua, davanti al museo. Sono come sempre elettrizzata e pronta ad accettare la sfida: capirò qualcosa questa volta? Bah!
Entro mi dirigo alla cassa e dico: "One ticket please!" E fin qua tutto bene!
Ora viene il peggio.
Vorrei chiedere da che parte inizia la mostra visto che ci sono 3 porte.
Guardo la hostess dirigendomi verso la prima e lei mi fa cenno di no aggiungendo qualcosa...
Ok vado in quella centrale e ancora un deciso No...
ok ora non posso sbagliare inforco la terza porta ed entro come un missile per non sentirmi dire ancora qualcosa!

Mi ritrovo in una grande sala, un po' spoglia, con luci fioche che non aiutano certo a far risaltare queste opere slovene!
In più ci sono dei vasi con piante ornamentali da appartamento a rendere tutto ancora più triste.

Guardo le opere, leggo i nomi degli autori, non ne conosco uno. Ammetto però che alcune le trovo davvero interessanti...

Di fronte ad un dipinto, mi illumino! Finalmente riconosco qualcosa! Si questo o è Magritte o è Dali!
Invece, essendoci solo artisti sloveni è Stane Krager... Ok, mai sentito! Però è simile dai... ci sono andata vicina...

Ci sono tele veramente interessanti colorate e fatte con materiali diversi, E sculture alquanto strane... per me ancora incomprensibili.

Mi piace essere in questo posto perché sembra di essere in un pianeta diverso, marziano, e qui siamo nella parte dell'esposizione permanente.

Quando arrivo all'esposizione temporanea sollevo bandiera bianca. Mi arrendo fogli bianchi con discorsi lunghissimi spiegano le opere ed io non comprendo nulla!
Ok, osservo pacifica e cerco di dare una mia interpretazione, anche se mi risulta una sfida difficilissima...

Vabbè, osservo e l'interpretazione la lascio agli sloveni... Per questa volta, Ok? Solo per questa volta!!!
Esco dal museo comunque contenta e soddisfatta di averci provato anche sta volta...

Vabbeh, non avrò compreso ma ho visto qualcosa di nuovo e ho ampliato il mio bagaglio artistico! Almeno ne sono convinta.
Ora raggiungo le mie accompagnatrici in pasticceria e... una bella fetta di Sacher mi aspetta!
Quella si, la comprendo benissimo!

P.s. Mai arrendersi nemmeno difronte all'evidenza!







giovedì 2 aprile 2020

Tutta colpa di Mr. Gallery



Luglio 2018

Sono arrivata da poche ore in uno splendido villaggio nel sud della Sardegna.
Villaggio che si affaccia sulla magnifica spiaggia di Costa Rei.

Finalmente una meritata vacanza!
Mi sto dirigendo al ristorante quando mio fratello, già li da una settimana, annuncia a tutta la famiglia che questa sera a cena con noi ci sarà un ospite d'eccezione: il suo caro amico gallerista.
Io mi blocco e dentro di me comincio a brontolare: "Oh Santa polenta ma con tutti gli animatori giovani e carini che ci sono, doveva proprio invitare il gallerista noioso e diversamente giovane?"
E sono sicura tra l'altro, renderà la mia, tanto attesa, prima cena in Sardegna in compagnia di tutta la famiglia, di una noia mortale.
Per non parlare poi che di arte (vi confesso che dai i tempi della scuola ad allora, l'unica cosa d'arte che mi avesse coinvolto, era stata la mostra di Botero. Vedi il post in questione cliccando qui) non so un piffero e sicuramente, con la fortuna che ho, mi chiederà di questo e di quello, facendomi fare una bella figuretta.
Cosa ovviamente che NON SOPPORTO, visto che la cosa mi viene bene, spesso e volentieri!
O, peggio ancora, sarò costretta per tutta la sera ad annuire, fingendo interesse e soprattutto di sapere tutto e mandare giù sbadigli a profusione!!!

QUESTA È  UNA CATASTROFE!!!
Ci vorrebbe un piano B o una via di fuga... "Uffi, vorrei avere il dono del teletrasporto e tornare a casa!" No, vabbeh, non esageriamo! Non sono io a dover rinunciare alla mia vacanza, ma lui a cercare di stare al suo posto e non rompere le scatole con i suoi discorsi noiosi.

Proprio in quel momento arriva Mr Gallery.
Ci sono le presentazioni e si capisce al volo il mio poco entusiasmo, addirittura vado a sedermi il più lontano possibile per evitare qualsiasi cosa che possa ricordare, anche solo lontanamente, una interrogazione in storia dell'Arte.
Ma come succede a volte, più fuggiamo le cose e più loro ci rincorrono.

Il Fato ha voluto che Mr Gallery sia nato con una capacità oratoria alquanto particolare... paragonabile quasi a quella di un incantatore di serpenti. Oltre ad essere, nonostante l'età, un uomo di un certo fascino.

La cena ha inizio, si ride, si scherza, si mangia e si beve. Io, che pur essendo veneta DOC, sono l'eccezione che conferma la regola, sull'argomento bere sono praticamente a zero.
Nel senso che come tutti sanno, con uno, due bicchieri al massimo, l'euforia è già alle stelle!

Arriva il momento tanto temuto... Mr. Gallery inizia a parlare d'arte.
Non so come ci sia arrivato, ma ad un certo punto il suo intervento è approdato a parlare di un artista inglese, tale Damien Hirst, che ha avuto la brillante idea di farsi recapitare a casa uno squalo grandissimo e di metterlo dentro una teca completamente piena formaldeide con le fauci aperte ect. ect. ect. (15 minuti di monologo...).
L'installazione di questo signore è stata poi venduta all'asta per ben 12 milioni di dollari!!

Mentre l'alcool fa i suoi primi effetti e mi mostra ora Mr. Gallery sotto un'altra luce, afferma: "Una delle tante cose che conferisce un così alto valore a un'opera d'arte è la sua rarità, la certezza che sia unica nel suo genere e non potrà mai essere riprodotta, è la prima e la sola!" Il fatto messo giù così magari parrebbe sembrare sciatto, poco interessante, ma credetemi raccontato da Mr Gallery è diventato uno dei racconti d'Arte più interessanti e strabilianti che abbia mai sentito.

Non ci crederete, ma qualcosa nella mia testolina ha cominciato a girare, e qui l'alcool non c'entra.
Non so come, ad un certo punto è arrivato a parlare di un secondo artista, un certo Felix Gonzalez-Torres, che ha creato "untitled" (portrait off Ross in L.A. 1991) cioè, una montagna di caramelle che pesava quanto il suo fidanzato che stava morendo di Hiv, e che i visitatori potevano mangiare liberamente, tanto la sera, a chiusura del museo, il peso delle caramelle veniva riportato a quello iniziale.  
"Il consumo e l'esaurimento delle caramelle sono una metafora del processo di morte ect. ect,".
E' vero che non è proprio l'argomento da prima sera di vacanza, ma ammetto che in tutta la mia vita, non avevo mai ascoltato storie così assurde, strampalate, ma affascinanti allo stesso tempo. Devo essere sincera, quello che mi si è smosso dentro è ciò che mi ha portato oggi ad essere qui, a scrivere di arte: la passione.
Bravo Mr. Gallery, in me non hai trovato una cliente ma una nuova appassionata!

P.S. Damien Hirst e Felix Gonzalez-Torres, nei mesi successivi ho scoperto chi sono e ora, ne comprendo pienamente l'importanza portata da loro al mondo dell'arte.

P.S. La prossima volta che sentite la parola Arte, provate a non scappare, fermatevi. Magari sarete fortunati come me!


- LA FRASE DEL GIORNO -

"Nelle pitture di Caravaggio ci sono effetti di luce. L'interuttore ancora non so dov'è" 
 
Bruno MUNARI

sabato 14 marzo 2020

COCAINA A COLAZIONE!


estate 2019

Adoro leggere!
Quando parto per una vacanza, o faccio anche un semplice viaggio in treno per andare a vedere una mostra, un museo o quant'altro, nel mio zainetto non manca mai un libro... o due, o anche tre.

Dipende, se al mattino sono indecisa, e non so quale portare con me (l'ispirazione è contrastante), se c'è spazio, ne porto più di uno.

Ora mi trovo in vacanza, in Sardegna con la famiglia, e questa volta per questioni di spazio e peso (Dio solo sa, quante cose riesce a mettere dentro un trolley una donna!!), ho optato per il kindle!

Concordo nel dire che si perde parte della magia di leggere un libro.
L'odore della stampa, il rumore delle pagine sfogliate, la possibilità di sottolineare e fare appunti con la matita, o fare le "orecchie" alle pagine per ricordare un punto importante e gustare, se ci sono, le immagini... Ora anche il kindle offre tutto ciò in modo tecnologico (o quasi..., con il kindle non posso annusare, piegare, sfogliare ect!) ma non è la stessa cosa... Però hai la possibilità di scaricarti i libri che desideri, quando e dove vuoi e portare con te tutti i libri che vuoi... e puoi leggere anche sotto le coperte di notte perché si illumina!!!

Ora mi trovo in spiaggia con il kindle spento e custodito nello zaino perché mi è stato prestato un libro da Mr. Gallery (lo ricordate? Si capisco, sta diventando una presenza inquietante fra le righe di questo blog... ma cosa ci posso fare? In fondo non è poi, così cattivo...).
Vista la mia sete di sapere, ogni tanto mi "spaccia" qualcosa da leggere (scusate la battuta scontata, ma visto l'argomento che andremo a trattare...).
In questi giorni, la mia attenzione è catalizzata dagli artisti di Piazza del Popolo, di cui in galleria, Mr. Gallery, ha esposto molte opere.

Ho un dubbio però, che mi abbia prestato l'ennesimo volume per tenermi impegnata, e soprattutto alla larga dalla galleria? Per poter trattare in pace con i veri collezionisti, anzichè star lì a rispondere a quelle poche migliaia di domande che ogni volta gli pongo... bah?

Ma torniamo al libro.
Si intitola "Cocaina a colazione"!


Edito da Maretti Editore, è scritto da Marina Ripa di Meana, protagonista in prima persona degli eventi di quegli anni, che racconta all’amico Costanzo Costantini la sua storia d’amore (ed odio), con uno dei grandi esponenti della pittura di quegli anni: Franco Angeli protagonista della corrente degli artisti di Piazza del Popolo.

I maledetti di Piazza del Popolo: Mario Schifano, Tano Festa e Franco Angeli


"Pittore maledetto, “bello e dannato”, Angeli irrompe sulla scena romana alla fine degli anni ‘50, sbandierando un nuovo modo di fare arte assieme agli altrettanto noti Schifano e Festa e proponendo, in un clima ruggente, la figura dell’artista  che vive in maniera dissoluta, e quanto mai pericolosa, dividendosi tra droga, alcool e sfrenata sessualità."

Leggendo questa specie di intervista, riesco a farmi veramente un'idea del perché questi artisti venissero chiamati maledetti e di come un amore folle possa portare a fare cose indicibili, inimmaginabili, quasi all'autodistruzione.

Lo leggo tutto d'un fiato... perché da quanto è coinvolgente, non si può fare altrimenti.
Mi ritrovo a ridere, a preoccuparmi, a sbalordirmi, a rimanere veramente esterefatta.

Nel mio piccolo non credevo potessero esistere esperienze tanto forti.
Sono curiosa e vado avanti. Fino alla fine.
L'immagine di questa donna ora mi appare diversa.
Donna che è riuscita a rinunciare ad un'amore grande, che l'avrebbe portata certamente alla distruzione, per un amore ancora più grande: quello per sua figlia.
Ha cercato di non invischiarsi troppo nelle faccende di droghe, fino ad arrivare, in un altro momento della propria esistenza, a fare da "testimonial", imbastendo una vera e propria crociata, essendo stata lei testimone oculare di quanto possa essere distruttiva, alienante e condurre verso il basso l'essere umano...

È  una donna forte senza inibizioni, libera, che ha fatto sempre di testa sua. Certo, mettendo a rischio in più occasioni anche la sua reputazione.
Ha vissuto e goduto a pieno la sua vita senza pentirsi di nulla... E forse si può dire che le è andata bene...
A detta sua, questi tre artisti, i maledetti, «hanno vissuto una vita spericolata, l'hanno bruciata con la droga e sono morti giovanissimi. Oggi sarebbero dei grandi intellettuali».

Sono entusiasta di aver letto questo libro, probabilmente da sola non lo avrei mai scelto.
Ma ammetto, mi è stato utile per comprendere in modo semplice i fatti storici del momento, la vita dissoluta di certi artisti e di conseguenza, di comprendere un po' di più i loro lavori.

Riporto il libro a Mr. Gallery... e se ha pensato di essersi liberato di me, si è sbagliato di grosso!
Perché ora il mio interesse si è accentuato e le domande, ripartono a raffica!!!

P.s. A volte giudichiamo le persone solo dal sentito dire... meglio fare un passo in dietro e cercare di capire la vera storia.