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venerdì 11 settembre 2020

Che noia, che barba... e poi, all'improvviso...

10 settembre 2020
 
Questo post l'ho scritto diverso tempo fa...
Mamma mia, quanto è passato... ma la mia voglia di Sardegna è talmente tanta, 
che il solo ricordo mi emoziona!



luglio 2019


Da quando sono arrivata al mare, ho l'abitudine dopo pranzo di bere il caffè con tutta la family e poi sedermi da sola, se è libero, in un divanetto di fronte alla Galleria d'Arte della struttura, per godere della vista delle opere esposte e magari leggere qualcosa. 

Ci sono dipinti sia di giovani talenti emergenti, di artisti affermati ed anche di grandi Maestri del '900. 

Non nascondo che alcune di esse mi lasciano ancora un sacco di punti interrogativi, uno fra tutti il rapporto valore/prezzo. 

Confesso che su questo argomento ho ancora tanto da imparare.
Il mio amico Mr. Gallery (ve lo ricordate?) è super impegnato con i clienti e collezionisti. Mai avrei pensato che in un luogo di vacanza e relax, un'attività come una Galleria d'Arte potesse avere tanto seguito.
Anche se con me ci ha rinuciato, per piccolissimi motivi riguardanti il budget, mi invita comunque sempre ad unirmi ad ascoltare, così dice: "vista la mia passione, imparo qualcosa!".

 
Oggi sembra che la gente abbia preferito la pennichella. Forse il troppo caldo ma tutti da lì a poco, si rifugiano nelle proprio stanze al fresco dell'aria condizionata. E così il mio amico, pensando di fare cosa gradita, decide di rifilarmi il suo monologo/pippone d'arte quotidiana. 

Non dico che sia così noioso, nooo... ma sinceramente alle due del pomeriggio faccio fatica a mantenere sull'attenti i miei neuroni!
Ok, come faccio a dirglielo? Niente, trattengo lo sbadiglio più grande del mondo, sorrido e mi sacrifico!
Ma come spesso succede in certe occasioni il Fato viene a salvarti!
Ed oggi è successo anche a me... Ora vi racconto com'è andata.

Dunque sto guardando l'ennesima rassegna fotografica di opere d'arte (uhhhahhh...sbadiglio deglutito!) di Mr. Gallery. Sullo schermo del pc: un'immagine di "For the love of God", un teschio umano tempestato di diamanti creato dall'artista inglese Damien Hirst... e lui, Mr. Gallery che... bla, bla, bla...
Entra in Galleria una signora non proprio giovane, ma una bella signora...
Gli occhi di Mr. Gallery si illuminano... forse perchè la conosce o perchè la riconosciuta... per me è solamente, per ora, una deliziosa Signora di una certa età. Elegante nel portamento, al dito un anello pantera di Gucci, alta, sguardo vispo e attento ma avrà 80 anni suonati!
Lui sembra rapito.
Bah, i gusti sono gusti!
Lui si alza fa il bacia mano. Fra loro uno scambio di convenevoli e poi ricordarsi della "palla al piede", la sottoscritta, decide di presentarci... così: "Signora Carla, le presento Valeria, un'amica, appassionata d'arte, alle prime armi e desiderosa di apprendere tutto ciò che può!... Valeria ti presento la Signora Carla una delle più importanti ed influenti collezioniste d'arte contemporanea del nord Italia!."


La mia bocca deve essersi aperta un po' troppo visto che che il mio amico mi fa cenno di richiuderla. Provvedo subito e qui compare il mio sorriso migliore! Vi rendete conto ho la fortuna di essere qui con una collezionista stratosferica...
Il suo modo di fare è molto "in", quindi cerco di darmi un contegno e sfoderare tutte le mie buone maniere (grazie mamma...). Nel corso della chiacchierata vengo a sapere che è qui in vacanza con sua nipote dodicenne, che odia la confusione, e che Mr Gallery vende solo opere "minori"... nel senso che la sua sfera di interesse viaggia a livelli ancora più alti. Ed io che pensavo di avere fra gli amici un nuovo Leo Castelli!


Ok sono curiosa, molto curiosa. Scopro che lei è una socia sostenitrice della GAMeC di Bergamo, che si è appassionata all'arte insieme al marito sin da giovane e a casa sua deve ha una collezione fantastica. Per lo meno da quello che riesco ad intuire.
Ora vuole sapere qualche cosa di me... e cosa le dico? Le dico la verità, che sono una neofita dell'arte, che anche grazie a Mr. Gallery sto facendo un percorso di conoscienza e le racconto della Biennale di Venezia, del Mudec, di alcune mostre viste qua e là. Insomma di un po' delle mie avventure.
Lei si illumina quando scopre che sono della provincia di Verona. Mi dice che essendo di quelle parti, devo assolutamente andare a vedere un paio di gallerie a detta sua, molto rinomate e che mi aiuterebbero ad ampliare le mie conoscenze. Addirittura mi gira il numero di telefono di un tale che è dentro all'organizzazione della Fiera d'Arte di Verona!
Passo un'ora fitta, fitta, tra stupore, adrenalina e felicità perché non è da tutti conoscere collezionisti così importanti! Vorrei farmi raccontare tutto, ma il tempo come si sa è tiranno e la nipotina reclama la presenza della nonna. 

Quando si congeda il mio cuore batte a mille e ho qualche problema a togliermi il sorriso orami stampato sul mio viso. Ringrazio il fato, per avermi offerto questa occasione più unica che rara!


Guardo Mr. Gallery e gli dico ridendo "Dai comunque per me, rimani lo stesso il mio Leo Castelli!".
Lui mi guarda basito, non capisce la mia battuta...
Su una cosa però siamo concordi: pagheremmo oro pur di vedere la collezione della Sig.ra Carla!
 
P.S. Anche nella noia più assoluta un evento imprevisto ti può salvare!

giovedì 25 giugno 2020

Attenzione...Attenzione...sono tornata!

"Farmacia" Damien Hirst - Boredom Nowhere 1995


Giovedì 25 giugno 2020

Ciao Amici!
Eccomi qui bella e pronta più che mai, per riprendere le chiacchierate sulle mie avventure e scorribande nel fantastico mondo dell'arte!

Prima di tutto, prima di scrivere, raccontare e... annoiarvi... dai scherzo, devo fare una cosa.
Devo fare gli auguri all'uomo più importante della mia vita, al mio lettore più puntuale, a colui che anche in questo periodo mi ha "viziato": auguri papà!

Fatto questo, dove eravamo rimasti? Ah si... eccomi....

La vacanza nel "Resort a 5 stelle Superior" (alias reparto di chirurgia generale!) in cui sono stata catapultata senza alcun preavviso e possibilità di scelta, per ben 34 giorni, è stata molto intensa ed impegnativa e, visto e considerato che mi ritengo una "neoblogger" strampalata, poco blogger e molto strampalata, non mi sono fatta mancare nulla, ma proprio nulla.
Diciamo che un po' di "suspance" ravviva gli animi ed io per l'appunto, ho fatto tenere il fiato sospeso per un bel po' a tutti.
Ma ora eccomi di nuovo qui!
E come dice sempre il mio caro Editor (ve lo ricordate?... quello brontolone... che sbuffa come un treno a vapore di fine 800 e strabuzza gli occhi ogni volta che apro bocca o ne combino una delle mie?... ah si? Si ok ci siete, come dite? Impossibile da dimenticare... Già, avete ragione...) sono bravissima a raggiungere il primato in tutto, e senza fare tanti sforzi pure!
Non so perché ma dice sempre che:  "riesco a frantumare e polverizzare i "così detti" in modo magistrale!" Beh, che dire? Credo che si possa definire Arte pure questa!

Che volete... quando faccio le cose o le faccio per bene o altrimenti non le faccio!

Pensate che gli stessi "addetti ai lavori" del reparto ospedaliero (che ringrazio con tutto il cuore) ad un certo punto hanno triplicato, ma che dico, quintuplicato, i loro sforzi pur di vedermi tornare a casa... Cosa avvenuta qualche giorno fa con tanto di applauso finale, standing ovation e un sincero "a mai più!!!"
Bah... valli a capire. Eppure si sono sempre dimostrati molto affettuosi e carini con la sottoscritta ed io con loro!
Tant' è, che un bel giorno valigia alla mano mi hanno detto: "Prego, quella è la porta... è giunta l'ora che lei vada!".

Vabbeh, la cosa importante è essere qui a raccontarvi come prima delle mie avventure... anzi, non proprio come prima... ora vi spiego: un po' di cose nella condivisione dei post cambieranno.
Primo perché la quarantena fortunatamente è terminata e quindi tutti sarete più impegnati col lavoro, palestre, shopping, ferie etc. etc.
Secondo, pure io, oltre al blog, sarò caricata di impegni extra a cui non potrò sottrarmi per alcuna ragione.
Quindi...

Tranquilli amici i post usciranno, questo è sicuro... magari con cadenza pazzerella...
come dire un po' stramba... oh insomma avete capito in modo irregolare!

Una cosa però ve la devo confessare, ...sono contenta, sono felice, e sono super emozionata.
Vi svelerò un segreto (e qui vedo già la faccia contratta e sudata di Mr.Gallery che dice "Oh signur, e ora cos'avrà mai in mente?"
Tranquillo è solo un po' di sano romanticismo... Quello che tu non contempli nel tuo burbero vocabolario!!!).
Quando mi sono preparata per scrivere, ero un po' preoccupata. Avevo paura che non mi venisse nulla. Dentro di me però, allo stesso tempo, sentivo da qualche giorno montare questo desiderio. Quasi fosse una necessità!

Ho cominciato a pensare. Ma le idee si accavallavano una sull'altra..
Allora ho chiuso gli occhi. Ho pensato a come facevo prima...
Li ho riaperti e...
ho aperto il mio notebook.
Magia... con dita tremanti ho cominciato a scrivere!
Ho pianto dalla commozione. "Che sciocca" qualcuno di voi potrà pensare... ma in questo momento ogni piccola cosa anche quella che può sembrare la più banale per me è un "passo da gigante"!

Amici sono tornata più guerriera e incasinata che mai...
preparatevi quindi. Ne vedrete... anzi, ne leggerete delle belle!!! Siete pronti?

P.S. E tu, Editor da strapazzo, sei pronto? Pensavi di esserti liberato di me... eh? E invece...

domenica 5 aprile 2020

Andy, per pranzo, va bene la Zuppa?


marzo 2020

È ora di pranzo e non so voi, ma da quando sono barricata in casa, pensare a cosa fare da mangiare utilizzando quei pochi ingredienti che sono rimasti nel frigo e nella dispensa, è diventata un'impresa non da poco...
Dunque, il fatto è che io, già prima della pandemia, facevo da mangiare solo la sera (visto che di giorno ero al lavoro e Zoe a scuola).
In più, spesso, quando mia mamma mi telefonava e mi invitava a cena o mi proponeva qualcosa da mangiare, avevo imparato ad accettare sempre, visto che la sua è vera cucina!

Pensate che c'è chi sostiene che la mia, sia pura cucina di sopravvivenza e non cucina vera e propria... bha!

Comunque, in questo periodo di ristrettezze, non avendo ancora imparato, a 40 anni suonati, a fare la spesa, ed ora poterci andare una volta sola a settimana, ahimé, i piatti che produco proprio non prendono forma... o meglio la forma del piatto, quella non cambia... è ciò che ci va dentro che... insomma, l'ispirazione e la creatività culinaria proprio non mi appartengono!

Quindi spesso mi ritrovo a cucinare sempre le stessa cose o meglio, i primi giorni, subito dopo la spesa, faccio quasi dei manicaretti poi, tutto diventa più piatto, monotono.
Ok, ok, scusate ma la divagazione è sempre in agguato...

 
Dicevo è ora di pranzo... Mi ha appena telefonato mio fratello dicendomi che su Rai 3 stanno parlando di un artista... accendo di corsa la tv e Zoe appena vede sullo schermo l'immagine di Marilyn esclama: "Guarda mamma, quello che abbiamo visto a Venezia!!!"
Resto di stucco. Questa bimba che sembra impassibile, indifferente, distante quando le parlo di arte o la porto in giro a mostre (dovreste contare i suoi sbadigli e vedere i suoi sbuffi!) in realtà mi sta fregando... nel senso che si ricorda tutto!!!

E dire che la mostra a Palazzo Franchetti a Venezia (vedi il post Di Zoe, Banksy, Rothko e altre storie veneziane Cap.2), lei l'ha fatta in 15 minuti, io più di un'ora!


L'artista in questione, avrete capito, è Andy Warhol.
Il secondo artista più comprato e venduto al mondo dopo Picasso.
Nasce a nel 1928 a Pittsburgh, Pennsylvania, è un bambino introverso e timido che scoprì ben presto la passione per le immagini.
Si laurea in arte pubblicitaria, si trasferisce a NY e comincia a lavorare nel campo per importanti riviste come Vogue e Glamour.
Qui nascono i primi lavori pittorici che solo tempo dopo diventeranno "classificati" come Pop Art.
La Pop Art è un movimento artistico nato nel Regno Unito alla fine degli anni 50. 
Ma è all'inizio degli anni 60 e solo dopo essere approdato negli Stati Uniti che diventerà il fenomeno mondiale che tutti conosciamo. 
Questo movimento è espressione della società e dell'immaginario collettivo, ed è un'arte rivolta alla massa e non al singolo individuo. 
Gli artisti si ispirano ad oggetti della realtà quotidiana, per esempio televisione, frigorifero, poster, lavatrice, automobile, lattine o riviste di giornale e li raffigurano nelle opere allontanandoli dal loro ambiente naturale e isolandoli. Le opere di questo movimento non sono altro che prodotti commerciali.

Nel 1962 Andy dipinse 32 quadri rappresentanti lattine di Zuppa Campbell, raccolti in una mostra organizzata da Irving Blum, direttore di una famosa galleria di Los Angeles, dove incontra per la prima volta il grande successo.
Le opere erano collocate su scaffali bianchi che correvano lungo tutto il perimetro della galleria imitando la disposizione di un negozio di alimentari.
Nel 1995 Blum vendette la serie al Museum of Modern Art per 14 milioni e mezzo di dollari!
Andy, scusate la confidenza ma oramai lo sento mio amico, sosteneva che "il cibo in scatola costituiva un degno soggetto artistico per una generazione ossessionata dal business".

Dalla pittura passa alla serigrafia, tecnica che gli permette di replicare all'infinito le immagini che sceglie. Sempre nello stesso anno comincia a realizzare serigrafie di personaggi famosi: Marilyn Monroe, (la Orange Marilyn fu venduta da Sotheby's nel '98 a 17,3 milioni di dollari), Elizabeth Taylor, Elvis, Jackie Kennedy.

E qui amici, posso dire orgogliosamente che nella mia scorribanda a Berlino, all'Hamburgher Banhof Museum (ed anche qui, vi invito a rivedere il post scritto in occasione di questa esperienza... dove? ma come dove... cliccando qui no?) ho visto la serigrafia del doppio Elvis dal vero!
È stato decisamente un incontro emozionante e ho immaginato per un attimo di come deve esser stato frequentare la sua famosissima Factory.

Nella produzione "seriale" delle sue serigrafie, le immagini avevano diverse grandezze e diverse combinazioni di colori, ogni riquadro veniva modificato con pennellate o schiarito, o scurito, in modo da ottenere sequenze di immagini sempre leggermente diverse tra loro.
Quando queste immagini cominciarono a portarlo alla notorietà. Allora Warhol, cominciò ad affrontare temi più difficili, rappresentando tragedie realmente avvenute (dagli incidenti stradali alle pene capitali eseguite attraverso le sedie elettriche).

Dopo il successo Warhol realizza stampe che hanno come soggetti beni di consumo come la Coca Cola o il detersivo Brillo!

E qui scusatemi, ma vi devo confessare una cosa importante, almeno per me.
Qualche mese fa ho ricevuto la foto di "Brillo" direttamente dal museo di Lisbona (giuro che prima o poi vi parlerò anche di questo!) e vedere queste sue opere è stato emozionante perché le serigrafie della Marilyn o di altre "icone" si trovano più spesso, questa no!

Sentite un po' cosa dice a proposito della Coca Cola, lo stesso Warhol: "Mentre guardi alla tv la pubblicità della Coca-Cola sai che anche il Presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor beve Coca-Cola e anche tu puoi berla!".

Warhol è diventato un mito della cultura di massa, re dell'arte commerciale, un personaggio mediatico celebre come una star.
Il suo studio, la Factory, è il luogo più glamour di New York frequentato da artisti, intellettuali, rockstar, attori e dal jet set internazionale.
Se fa un ritratto lo vende a 25 mila dollari.
E' figo, riesce a dare un taglio cool al soggetto ritratto e lo firma quando il cliente lo va a prendere (e soprattutto lo paga!).

Le sue opere finiscono in prestigiosi musei e nelle collezioni più importanti.
Fonda una rivista ed è padre "putativo" a livello artistico di Basquiat e Keith Haring ma anche, per la scena musicale dei tempi, del celebre rockman Lou Reed. Negli anni '80, contribuisce al successo della discoteca Studio 54 e la nascita della disco music.

Fin che è stato in vita, tutto ciò che toccava sembra si trasformasse in oro.

La cosa che mi lascia più stupita è che la maggior parte delle sue opere, è prodotta da specialisti e tecnici, non direttamente da lui, e questo vale anche per altri grandi artisti che lo hanno susseguito e che ho incontrato in questa mia fantastica avventura da Damien Hirst a Jeff Koons e tanti altri.

Ora dopo aver fatto, e soprattutto avervela fatta fare..., questa indigestione di notizie scovate fra libri e rete, posso dire di essermi un po' chiarita le idee su questo grandissimo artista... "strampalato" e sulle sue opere. Spero che questo valga anche per voi...

Rido al ricordo della figura di Warhol interpretata magistralmente da David Bowie nel film di Basquiat... (vi ricordate il post dove parlo di questo film... ah no? vabbeh se volete cliccate qui). Rende l'idea al 100 x 100: strano, bizzarro, anticonformista, attento alla dieta e alla sua salute e allo stesso tempo timido ed introverso.

Ma la cosa che più mi colpisce di Andy Warhol è il fatto che partendo da zero sia riuscito diventare una stella dell'arte e un mito contemporaneo. Incarnazione reale del "Sogno Americano"

Bene, detto tutto ciò... adesso cosa preparo per pranzo?
Uffi... ho capito meglio fare una telefonata a chi se ne intende, dirgli gli ingredienti che ho in frigorifero e vedere se tira fuori una ricetta interessante e, soprattutto semplice e veloce!
"Pronto editor? tu che sei una buona forchetta... Mi sono persa con un post su Warhol, avresti suggerimenti per il mio pranzo?" e lui, pensando pure di essere spiritoso...: "Certo apriti una bella zuppa in scatola... magari Campbell's!!!"
Ho capito, da oggi, anziché chiamarlo Editor o Mr. Gallery... lo chiamerò "Mr. Sympathy"!

P.S. E voi avete suggerimenti culinari interessanti?

- LA FRASE DEL GIORNO -

"credo che avere la terra e non rovinarla, sia la più grande forma d'arte che si possa desiderare"
 
Andy Warhol

giovedì 2 aprile 2020

Tutta colpa di Mr. Gallery



Luglio 2018

Sono arrivata da poche ore in uno splendido villaggio nel sud della Sardegna.
Villaggio che si affaccia sulla magnifica spiaggia di Costa Rei.

Finalmente una meritata vacanza!
Mi sto dirigendo al ristorante quando mio fratello, già li da una settimana, annuncia a tutta la famiglia che questa sera a cena con noi ci sarà un ospite d'eccezione: il suo caro amico gallerista.
Io mi blocco e dentro di me comincio a brontolare: "Oh Santa polenta ma con tutti gli animatori giovani e carini che ci sono, doveva proprio invitare il gallerista noioso e diversamente giovane?"
E sono sicura tra l'altro, renderà la mia, tanto attesa, prima cena in Sardegna in compagnia di tutta la famiglia, di una noia mortale.
Per non parlare poi che di arte (vi confesso che dai i tempi della scuola ad allora, l'unica cosa d'arte che mi avesse coinvolto, era stata la mostra di Botero. Vedi il post in questione cliccando qui) non so un piffero e sicuramente, con la fortuna che ho, mi chiederà di questo e di quello, facendomi fare una bella figuretta.
Cosa ovviamente che NON SOPPORTO, visto che la cosa mi viene bene, spesso e volentieri!
O, peggio ancora, sarò costretta per tutta la sera ad annuire, fingendo interesse e soprattutto di sapere tutto e mandare giù sbadigli a profusione!!!

QUESTA È  UNA CATASTROFE!!!
Ci vorrebbe un piano B o una via di fuga... "Uffi, vorrei avere il dono del teletrasporto e tornare a casa!" No, vabbeh, non esageriamo! Non sono io a dover rinunciare alla mia vacanza, ma lui a cercare di stare al suo posto e non rompere le scatole con i suoi discorsi noiosi.

Proprio in quel momento arriva Mr Gallery.
Ci sono le presentazioni e si capisce al volo il mio poco entusiasmo, addirittura vado a sedermi il più lontano possibile per evitare qualsiasi cosa che possa ricordare, anche solo lontanamente, una interrogazione in storia dell'Arte.
Ma come succede a volte, più fuggiamo le cose e più loro ci rincorrono.

Il Fato ha voluto che Mr Gallery sia nato con una capacità oratoria alquanto particolare... paragonabile quasi a quella di un incantatore di serpenti. Oltre ad essere, nonostante l'età, un uomo di un certo fascino.

La cena ha inizio, si ride, si scherza, si mangia e si beve. Io, che pur essendo veneta DOC, sono l'eccezione che conferma la regola, sull'argomento bere sono praticamente a zero.
Nel senso che come tutti sanno, con uno, due bicchieri al massimo, l'euforia è già alle stelle!

Arriva il momento tanto temuto... Mr. Gallery inizia a parlare d'arte.
Non so come ci sia arrivato, ma ad un certo punto il suo intervento è approdato a parlare di un artista inglese, tale Damien Hirst, che ha avuto la brillante idea di farsi recapitare a casa uno squalo grandissimo e di metterlo dentro una teca completamente piena formaldeide con le fauci aperte ect. ect. ect. (15 minuti di monologo...).
L'installazione di questo signore è stata poi venduta all'asta per ben 12 milioni di dollari!!

Mentre l'alcool fa i suoi primi effetti e mi mostra ora Mr. Gallery sotto un'altra luce, afferma: "Una delle tante cose che conferisce un così alto valore a un'opera d'arte è la sua rarità, la certezza che sia unica nel suo genere e non potrà mai essere riprodotta, è la prima e la sola!" Il fatto messo giù così magari parrebbe sembrare sciatto, poco interessante, ma credetemi raccontato da Mr Gallery è diventato uno dei racconti d'Arte più interessanti e strabilianti che abbia mai sentito.

Non ci crederete, ma qualcosa nella mia testolina ha cominciato a girare, e qui l'alcool non c'entra.
Non so come, ad un certo punto è arrivato a parlare di un secondo artista, un certo Felix Gonzalez-Torres, che ha creato "untitled" (portrait off Ross in L.A. 1991) cioè, una montagna di caramelle che pesava quanto il suo fidanzato che stava morendo di Hiv, e che i visitatori potevano mangiare liberamente, tanto la sera, a chiusura del museo, il peso delle caramelle veniva riportato a quello iniziale.  
"Il consumo e l'esaurimento delle caramelle sono una metafora del processo di morte ect. ect,".
E' vero che non è proprio l'argomento da prima sera di vacanza, ma ammetto che in tutta la mia vita, non avevo mai ascoltato storie così assurde, strampalate, ma affascinanti allo stesso tempo. Devo essere sincera, quello che mi si è smosso dentro è ciò che mi ha portato oggi ad essere qui, a scrivere di arte: la passione.
Bravo Mr. Gallery, in me non hai trovato una cliente ma una nuova appassionata!

P.S. Damien Hirst e Felix Gonzalez-Torres, nei mesi successivi ho scoperto chi sono e ora, ne comprendo pienamente l'importanza portata da loro al mondo dell'arte.

P.S. La prossima volta che sentite la parola Arte, provate a non scappare, fermatevi. Magari sarete fortunati come me!


- LA FRASE DEL GIORNO -

"Nelle pitture di Caravaggio ci sono effetti di luce. L'interuttore ancora non so dov'è" 
 
Bruno MUNARI

martedì 31 marzo 2020

Il primo Cattelan non si scorda mai



PREMESSA

Buongiorno a tutti. Questo è il cinquantesimo intervento che faccio. 
Solo tre mesi fa se qualcuno mi avesse detto che avrei aperto un blog, gestito e scritto 50 articoli, lo avrei preso per matto.
Ora sono qui a ringraziarvi. 
La cosa più bella in questo momento, sono i vostri commenti qui e i tanti che mi mandate privatamente. 
Questo vuol dire che qualcosa vi sto trasmettendo e tutto ciò mi rende estremamente felice.
Continuate a seguirmi ed io cercherò di trasmettervi sempre di più la mia passione per l'arte!




marzo 2020

In questi giorni di Coronavirus, ho molto tempo per riflettere e sistemare il mio archivio e le mie idee... E' da un po' di tempo che mi frulla in testa di fare un Blitz... a Torino.
Perché vi domanderete? Ma voi, siete mai stati al Castello di Rivoli?
Nemmeno io! Però vi dico la verità, è una di quelle mete che voglio prima o poi raggiungere.

Perché oltre ad essere uno dei principali Musei d'Arte Contemporanea che abbiamo in Italia, ci sono opere di un artista italiano che mi intriga tantissimo.
Per essere completamente fuori dagli schemi e provocatorio oltre ogni limite.
Il discorso è che mi fa letteralmente impazzire! Chi è? Ma si è lui, Maurizio Cattelan.



Ok, state calmi, lo so che qualcuno avrà da ridere in riferimento alla sua ultima opera:
"Commedian" del 2019, la famosa "Banana appesa al muro", presentata lo scorso dicembre a Miami in occasione di Art Basel Miami (una delle fiere d'arte fra le più importanti al mondo... altro sogno da realizzare).
L'ho scoperto grazie alla Redaelli (confesso che prima, non lo avevo mai preso in considerazione), che in uno dei suoi manuali sull'arte contemporanea lo descrive in maniera straordinaria ed elementare.

Fra i suoi tanti interventi, uno che mi ha davvero sbalordito è la performance "A perfect day" del 1999.
In una famosissima Galleria d'Arte di Milano, ha letteralmente attaccato alla parete, con del nastro adesivo, il proprietario Massimo De Carlo e lo ha lasciato lì per qualche ora fino allo svenimento dello stesso, con conseguente ricovero in ospedale.
Leggendo quelle pagine non credo ai miei occhi. Come può essere considerata arte quella?
Eppure un misto di curiosità e incredulità ha cominciato a fare vibrare qualcosa nella mia testolina, spingendomi a ricercare qualche cosa di più su quest'artista così "fuori dagli schemi".

Ok, sottolineiamo pure il fatto che allora, non sapevo ancora che molti artisti contemporanei sono molto fuori dagli schemi (Jeff Koons, Damien Hirst, Christo solo per citarne alcuni), ma lui è italiano. E proprio per questo acquista ai miei occhi un fascino particolare.

novembre 2018



Un giorno Mr. Gallery è al Castello di Rivoli. Essendo a conoscenza della mia curiosità nei confronti di Cattelan, mi manda le foto di Novecento, 1997.
L’opera consiste in un cavallo imbalsamato appeso al soffitto mediante un’imbragatura. 
Il collo dell’animale è piegato verso terra e le zampe, allungate nel corso del procedimento tassidermico, sono tese verso il suolo. Una allusione a una condizione esistenziale dove il soggetto è privato di qualunque possibilità di azione. 
Inedita versione di «natura morta», l’opera trasmette il senso di una tensione frustrata, un’energia destinata a non trovare sbocco.

Quando apro le foto, ho un tuffo al cuore. Non ci posso credere l'opera di cui ho letto tanto e soprattutto di cui ho guardato la foto su l'intera rete è ora sopra la testa del mio amico...
Per la prima volta lo ammetto, sono "invidiosa".
Però  metto da parte il sentimento e mi faccio rapire dalla descrizione di questo cavallo imbalsamato.

Tanto è il desiderio, che mi sembra di essere lì, anche io, nella stanza del Castello.

fine gennaio 2020



Dopo un anno e mezzo, mi trovo oggi al MAMBo di Bologna.
Mi imbatto in un'opera alquanto singolare: sembrano carte da gioco, un po' più grandi, disposte come a formare una piramide... guardo il nome dell'artista e quando leggo Maurizio Cattelan il mio cuore salta un battito...
Rileggo attentamente il nome e sbalordita affermo: "noooo non ci credo...è  proprio lui...incredibile... la mia prima opera di Cattelan vista dal vero!"
Devo averlo detto ad alta voce perché mi rendo conto che le poche persone presenti mi stanno fissando ...ops divento rossa in viso e mi fiondo a leggere la spiegazione.
Leggendo scopro che è anche una delle sue prime opere, che lo consacreranno nel mondo dell'arte.
L'opera è "Strategie" del 1990. L'artista acquista 500 numeri di Flash Art nota rivista d'arte contemporanea, e ne sostituisce la copertina con una che ricalca il progetto grafico originario, ma che espone a tutta pagina una sua opera. In tal modo si assegna da solo il "frontespizio" di Flash Art e vende gli spazi pubblicitari sui tre rimanenti risvolti. L'opera raffigurata rappresenta un instabile castello di carte composto dalle precedenti copertine della rivista. Una pungente metafora del sistema dell'arte , paragonato ad un castello di carte, con l'ironica titolazione dell'opera che richiama sia il sistema stesso che l'intento dell'artista di riuscire prima o poi ad essere riconosciuto.

L' opera in se non ha nulla di così particolare, ma il solo fatto che appartiene ad uno degli artisti più irriverenti e provocatori mi incuriosisce e mi stupisce, rendendomi stra felice ed emozionata di essere qui.
Ovviamente parte il reportage fotografico d'altra parte il mondo deve sapere che sono qui con "Cattelan "! E Mr. Gallery deve sapere che pure io ho visto dal vivo una sua opera!

P.S. Castello di Rivoli? Arrivo tranquillo!


- LA FRASE DEL GIORNO -

"Chi poco pensa, molto erra" 
Leonardo da Vinci