Chi non
legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà
vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò
Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito... perché la lettura è
un'immortalità all'indietro.
Umberto Eco
Oggi mi sono imbattuta in un'opera di un artista, tanto per cambiare, a me sconosciuto. Che comunque, mi ha incuriosito tantissimo. L'immagine, ambientata nei primi anni del 900, ritrae una ragazzina seduta davanti alla finestra intenta a leggere o sfogliare un libro. La sua peculiarità mi ha portato a navigare in rete a cercare altre immagini simili e... mi si è aperto un mondo.
Ora, conoscete tutti la mia passione per la lettura e spesso vi ho deliziato (o magari annoiato...) se così si può dire, con i miei selfie fatti con il mio amico libro tra le mani.
Ecco ricercando opere d'arte con donne che si dedicano alla lettura ho trovato opere magnifiche che mi hanno lasciato senza fiato tanto sono espressive, inebrianti... opere di Boccioni e addirittura di Picasso.
Sto perdendo troppo tempo? Ok, ho capito. Arrivo al dunque.
La cosa ha sortito in me subito un senso di calore, di magia, di momento unico, personale e ovattato.
Si, perché quando mi rifugio nella lettura non posso fare altro che ritrovarmi in un mondo parallelo, in una specie di bolla dove posso evadere dalla realtà, dalla mediocrità, dove posso fare esperienza di una vita che non vivrò mai. Dove in ogni pagina posso provare un'emozione nuova, un'avventura incredibile...
Ditemi se questo non è un incantesimo.
Se ci pensate bene, e qui dovete impegnarvi, desiderare una bacchetta magica equivale, se lavorate bene con il pensiero, al desiderare di avere un buon libro.
Mi spiego meglio.
Primo, esistono miliardi di libri, di ogni genere e sorta e qui è impossibile non riuscire a trovare quello che fa al caso nostro.
Secondo, ogni libro ti permette di prenderti un tempo tutto tuo dove poter spaziare con la fantasia.
Terzo, questo oggetto diventa per forza di cose, una super coccola perché fa bene alla tua anima, al tuo cuore.
Quarto, ritrovarti perso tra le pagine di un bel viaggio qualunque esso sia, ti fa dimenticare le preoccupazioni che attanagliano la tua vita ogni giorno.
Quinto ed ultimo, la tua apertura mentale ne risentirà in modo permanente.
E ditemi se non è poco magico tutto ciò!
Ora siamo nel periodo natalizio ed io per tradizione, ho sempre incaricato il Buon Babbo Natale o come dice ultimamente la mia pesticciola, la brava e buona "Mamma Natale", di portare in dono un buon libro!
Quindi visto che mancano pochi giorni al 25 e visto e considerato che ce ne staremo tutti a casa al calduccio, penso che potrebbe essere una bella idea darvi qualche consiglio di buone, divertenti e semplici letture sull'arte.
Per chi è già ampiamente svezzato, cioè adulto avrei 4 splendide idee:
Per chi invece è ancora in tenera età... cioè "bambino" ho qualche suggerimento da non perdere (ne gioveranno sicuramente anche gli adulti, ve lo dico per esperienza personale!):
Vi posso assicurare che questi libri potranno aiutarvi a comprendere in modo divertente e spassoso questo mondo, che spesso risulta essere, di primo acchito incomprensibile e alquanto strano.
Che dire allora? Su forza scrivete a Babbo Natale, o a Mamma Natale, e fate le vostre richieste... ovviamente se siete stati buoni!
Questo pezzo l'ho scritto qualche mese fa... prima delle mie peripezie in "Hotel 5 Stelle Scadenti"...
Vi racconto della scoperta di uno scultore per me straordinario:
Alexander Calder
5 aprile 2020
Finalmente ce l'ho fatta e ho trovato un artista felice... O meglio positivo e abbastanza "normale"!
Ok mi rendo conto che "abbastanza normale" è una affermazione grossa. Effettivamente, da quando ho cominciato ad interessarmi a questo magico mondo, mi sono accorta che molti artisti hanno veramente delle menti contorte e fanno anche spesso una... finaccia. Ciò che mi fa più ridere è che Zoe, mia figlia, la prima domanda che mi fa riguardo ad un artista è: "Mamma, questo artista è ancora vivo?".
E purtroppo, quasi sempre la risposta è: "No"
A quel punto inizia il "terzo grado": "Ma uffi! Ma sono tutti morti? E come è morto? E quanti anni aveva? Era famoso?" Al che, le sue considerazioni sono: "Oh poverino! Mi dispiace! ma tu lo conoscevi... ect. ect.".
Non so che idea si stia formando nella sua testa, ma sono comunque contenta che gli si stia formando comunque un'idea. Perché l'arte è questo che deve fare: smuovere le menti o meglio come diceva Picasso: "L'arte scuote dall'anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni”
Ora, vi starete chiedendo "Di chi mai vorrà parlare?". Prima di dirvelo volevo raccontarvi questo piccolo aneddoto:
- Qualche anno fa, quando ho cominciato a lavorare al nido, mi è capitato tra le mani un libricino che parlava di attività per bambini 0-3. Ricordo come fosse ora l'immagine di un giochino o meglio di un "mobiles" fatto con dei pesciolini di cartone e sotto cui vi era scritto "prendendo spunto dai mobiles di Calder". Ok avete capito è di lui che vi voglio parlare!
Ora quella frase, mi è sempre rimasta impressa perché avevo appena imparato che un certo signor Calder aveva creato per la prima volta una "Cosa" di questo tipo (ancora non sapevo che una "Cosa" così si potesse chiamare scultura)! In tutti questi anni non mi sono mai preoccupata una volta sola di andare ad approfondire chi era costui... Ok, sapevo che era una persona sicuramente creativa, ma punto.
Poi mi sono innamorata! Dell'arte intendo, cosa avete capito! Ed ho approfondito alcune cose...
Prima fra tutte, credevo fosse un maestro giovane e molto creativo. Seconda cosa, pensavo fosse un pedagogista all'avanguardia (visto che faceva giochi divertenti per bambini). Terza, ehmmm... Non c'è due senza tre... ero stra convinta fosse francese!!! Avete pure il permesso di ridere, rido pure io delle mie stesse gaffe... e non mi vergogno nell'ammettere che fino a qualche anno fa... Ok, mese fa... non avevo la più pallida idea di chi fosse.
Come si dice? "Meglio tardi che mai!"
Partiamo dal fatto che Alexander Calder è nato, vissuto e morto negli Stati Uniti. E già qui, andrei pure a nascondermi... e prima di tutto fu un un ingegnere e poi un artista.
E che Artista!
Pensate solo, che quando ho accennato al mio Editor che avevo cominciato a scrivere qualcosa su di lui, la risposta è stata: "Certo sei andata a cercarti il più semplice... come sempre!" Ed io, che ammetto sulle battute arrivo sempre un po' tardi, ho risposto: "Ah cavoli, non è tanto importante? vabbeh, fa niente..." Il ringhiare dall'altra parte del telefono mi fa capire che non ho capito, per l'ennesima volta il senso... Cosa ci posso fare!!!
Calder è quello che ha completamente ribaltato il concetto di scultura, trasformando ciò che era di solito concepito come pesante, imponente e solido, in uno svolazzare di forme bidimensionali. Si è ispirato molto al lavoro di Mirò (Ve lo ricordate? Quello che trovate appeso nelle pareti degli studi dentistici? Ah no? Allora cliccate QUI!). Infatti i suoi Mobiles (nome geniale coniato dal suo amico Marcel Duchamp, di cui vi ho già parlato in diverse occasioni... clicca QUI...) sembrano rappresentare dal vivo i soggetti fluttuanti del collega spagnolo. I Mobiles sono davvero fluttuanti perché sono sospesi e attaccati a dei fili. Le loro forme si spostano nello spazio, oscillano, cambiano posizione a seconda dei movimenti delle persone che vi stanno intorno e dell'aria che circola nella stanza. Come dice Alessandra Redaelli in uno dei suoi saggi, non ricordo quale... "nella sua semplicità quella di Calder è una delle intuizioni più geniali della storia dell'arte. Aprire la scultura alla libertà formale, lasciarle uscire dalle gabbie dei materiali tradizionali significa dare il via a una serie di sperimentazioni che non si sono ancora fermate significa spalancare lo spazio e invitare l'artista a occuparlo come meglio crede e con i materiali che preferisce. Insomma senza Calder le grandi strutture site-specific che oggi chiamiamo installazioni non esisterebbero".
Andando avanti con le mie ricerche scopro poi, che questo signore è tra gli artisti che in teoria, avrei dovuto studiare al liceo...
Ora se torno indietro al periodo delle superiori, visto che comunque alle medie facevo solo pessimi disegni ed elaborati artistici di dubbio gusto, ricordo che avevo un bellissimo professore... Ops, scusate, un pessimo libro di storia dell'arte, in cui le foto erano talmente piccole e scure che era difficile distinguere un'opera di Raffaello da un'opera di Picasso.
Per non parlare poi delle didascalie che accompagnavano le varie immagini: talmente piccole che al solo vederle ti facevano passare qualsiasi voglia di studiare! Tutto sommato però, le lezioni della 2^ erano fantastiche! Si perché il professore era veramente affascinante, ehmm... mi correggo, bravissimo!
E fu l'unico anno in cui aspettavo le lezioni di storia dell'arte con gioia e voglia di fare... ehmm... di applicarmi... intendo!
Pensate, l'unico anno in cui ho avuto 9+ (credo che il mio entusiasmo abbia influito non poco... tanto per capirci... quell'anno, di arte non ho imparato nulla se non l'equazione Storia dell'arte = Prof. Figo!!!).
Poi, come tutte le cose belle, prima o poi finiscono e l'anno dopo cambiando professore, la storia dell'arte è precipitata di nuovo nel dimenticatoio.
Tornando al nostro Calder, scopro che è un uomo estremamente positivo, che vuole esprimere la sua gioia di vivere.
Pensate che già quando era piccolo, come regali di Natale per i suoi parenti aveva realizzato sculture oscillanti (siamo nel 1908). Incredibile!
Tanto per farvi un piccolo quadro familiare sappiate che Calder proveniva da una famiglia di artisti. Il nonno, lo scultore Alexander Milne Calder, nacque in Scozia ed emigrò a Philadelfia nel 1868. È l'autore della colossale statua di William Penn in cima alla torre di Philadelphia City Hall. Il padre, Alexander Stirling Calder, è stato anch'esso uno scultore noto. Ha prodotto molti monumenti pubblici, per lo più a Philadelfia. La madre, Nanette Lederer Calder, era una ritrattista professionista che aveva studiato a Parigi.
Oh Santa polenta!
Ora, forse pure io se avessi avuto una famiglia alle spalle così "invischiata" nel mondo dell'arte, sarei potuta diventare un'artista importante! Nooo? Uhmmm... Ok forse la famiglia importante può influire... ma credo in minima parte. E' l'estro creativo che conta, ed io, il mio, ho appurato dai disegni anche di maestra per insegnare ai bambini (questa è un'altra storia...) non esiste! Deve essersi dato letteralmente alla fuga!
Per non annoiarvi ulteriormente ritornerò a parlarvi presto di Calder intanto andate a guardarvi i suoi mobiles, tornerete sicuramente tutti un po' più bambini!
P.S. Il vostro Prof. di storia dell'arte delle superiori, com'era? Figo come il mio?
Un po' di tempo fa sono tornata a Venezia.
Più precisamente nell'isola di San Giorgio alla Fondazione Cini per gustarmi la mostra di Emilio Isgrò curata da Germano Celant (vedi Post).
Finito di ammirare le "pagine cancellate" di questo artista siciliano, già che c'ero, ho pensato bene di dare un occhio alla Chiesa di San Giorgio.
Meraviglia delle Meraviglie!
Appena entrata sono rimasta basita. Al centro della chiesa si ergeva una torre altissima, fatta di riquadri colorati ricoperti di tessuto appoggiati uno sull'altro! Quasi una Torre di Babele... no, anzi, una Torre Arcobaleno...
Una installazione imponente e dentro la chiesa faceva un effetto veramente enigmatico... misterioso... coinvolgente... sembrava fosse arrivata da un altro pianeta.
La cosa interessante è che ci si poteva entrare, e la sensazione era strana.
Sembrava di essere avvolti quasi da un qualcosa di soffice.
Uscendo dalla torre finalmente mi sono imbattuta nel cartello che spiegava che proprio lì era in corso "HUMAN" una mostra di Sean Scully e che all'interno del chiostro si potevano ammirare anche moltissime sue opere!
Ok, verità da neofita dell'arte? ...Mai sentito nominare!
O forse sì, avevo letto qualcosa... mi sembra nel libro di Alessandra Redaelli...
Bah, e chi se lo ricorda...
Oh mamma mia, che vergogna... Lo so, lo so, sto imparando e ho ancora tantissimo da imparare... il fatto è che quando incontro un artista di questo livello mi dispiace non sapere già tutto.
Si forse sarebbe tanto presuntuoso, quanto impossibile, pensare di conoscere già tutto di questo fantastico mondo dell'arte... Però confesso che mi piacerebbe!
Punto!
Nel momento in cui comincio a scorrere le opere appese, comincio a sentire un senso di serenità che pervade il mio corpo e il mio sentire.
Queste tonalità di colori, a volte calde, altre fredde e queste pennellate lunghe orizzontali... mi trasmettono pace.
Ed è una sensazione molto piacevole.
Mi sembra quasi di essere cullata da questi colori.
Leggendo qua e là, vengo a conoscenza che in realtà i colori presenti in ogni tela in realtà si rifanno ad un'importante opera del passato e se uno ci sa fare, dovrebbe riuscire ad indovinare di che dipinto si tratta! Fantastico!
gennaio 2020
Un mese fa, per il mio compleanno, segnatevelo è a dicembre... quindi avete 31 giorni per farmi un regalo... e se volete farmene 31 io li accetto tutti molto volentieri... ad una condizione: che siano libri, viaggi, biglietti ingresso...
Ok ma torniamo dove ero rimasta... ah si, dicevo, mi è stato regalato uno dei tanti cataloghi che parlano di lui.
Fra le pagine di questa pubblicazione ho trovato questa citazione, che ora voglio condividere con voi: "Un mio amico mi ha chiesto se i dipinti parlano. Ho detto sì: ma con il linguaggio della luce... Silenziosi: con una luce interna. Una luce esteriore che è l'immagine e una luce interiore che è l'anima" .
P.s. Le belle sorprese sono sempre dietro l'angolo!
- LA FRASE DEL GIORNO -
"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine"
Sto ancora ridendo!
Veramente!
Sono qui da un paio d'ore che leggo il mio nuovo libro super impossibile, (non sto ridendo per questo... qui potrei solo che piangere!) nel senso che già dall'incipit si capisce che non sarà una passeggiata...
Mannaggia a me a quando...
Stop!
Chiarimento...
A questo proposito vorrei dire due parole.
Quando mi faccio consigliare dal mio Editor qualche nuova lettura, visto che lui ne "sa a pacchi", ehmm, diciamo, visto il suo sapere e la sua saggezza... forse detto così risulta più carino..., specifico sempre: "e mi raccomando, niente di palloso e soprattutto facilmente decifrabile e comprensibile...." e ancora "...è adatto a me vero? Ti ricordi che sono in piena "fase di accumulazione", incasinata di qualsiasi info che riguardi l'argomento arte, e ammennicoli vari... vero? Quindi mi serve roba spassosa e soprattutto CHIARA!"
Il tutto viene detto con una buona dose di enfasi in modo e maniera che non ci siano fraintendimenti.
Fine chiarimento...
Ieri sera, quando gli ho annunciato che avevo finalmente, finito quella che per me ora, è la "sacra bibbia dell'arte contemporanea" (Lo squalo da 12 milioni di dollari di Thompson), mi ha fatto i complimenti... No, non il Sig.Thompson... anche se potrebbe, ma il mio Editor, perché sono stata brava a riuscire a leggerlo tutto e, a pormi o meglio, porgli, quel miliardo di domandine.... fatte sempre nei momenti meno opportuni e quindi, con risposte a metà, fra sospiri e sbuffate varie...
Ma per me, erano tutte domande lecite e fatte per comprendere meglio... Si, lo so, sono un'incompresa!
Compiaciuta del complimento, rarità di questi tempi, ho sottolineato: "certo, è stato difficile, ma non potevo abbandonarlo. Anche perché mi avevi detto che ero pronta per leggerlo e..." a quel punto lui comincia a ridere, a volgere lo sguardo al cielo come per distogliere lo sguardo dal mio e... presa da uno strano presentimento gli dico: "vorresti forse dire che non ero pronta per leggerlo?"
Risposta: "Certo che non eri pronta! Ma se vuoi crescere, ti devo consigliare cose importanti, non banali... solo così ti puoi migliorare... vedi hai lottato, non ti sei arresa e ce l'hai fatta, dimostrando a te stessa e agli altri che sei forte, battagliera e non molli anche quando tutto sembra incomprensibile. Anzi ti sei data una mossa e ora puoi affermare di avere chiarito molti dubbi o meglio, se non proprio chiariti del tutto almeno in parte, e la tua mente ha incontrato nozioni che da qui in avanti ti saranno utili per crescere ancora!"
Resto piacevolmente spiazzata da questo commento e il sorriso mi si stampa sul viso.
Ma torniamo al motivo per cui sto ancora ridendo...
Semplice, perché dopo un po' che mi sono messa a leggere, per fare una piccola pausa di relax, non potendomi fare il caffè perché il rumore avrebbe potuto svegliare la mia cucciola di belva feroce, Zoe, che sta ancora dormendo sonni tranquilli, entro in fb e la prima immagine che mi compare è il nuovo lavoro di Banksy!
Sono alquanto curiosa.
Apro subito l'articolo in cerca della foto intera dell'opera. La trovo e... e mi fa proprio ridere... anche perché penso alla reazione di Zoe (che è una sua fans sfegatata!) quando glielo dirò!
Questa volta il muro è il muro di casa sua ... (in teoria... a meno che in questo caso non abbia trasgredito alle regole, come sempre!).
Più precisamente il muro del bagno di casa sua.
I protagonisti dei suoi stencil sono i suoi famosi ratti (marchio di fabbrica dello street artist di Bristol) che hanno infestato il suo bagno combinandone di tutti i colori!
Banksy non poteva esimersi dal dire la sua sul tema del momento, la pandemia da Covid-19.
Lo ha fatto con una fotografia pubblicata alcune ore fa sul suo account Instagram, com’è sua prassi da ormai qualche tempo: il social delle immagini è diventato il suo mezzo preferito per comunicare al mondo le sue nuove creazioni.
La pandemia è diventata contenimento domestico forzato, che evidentemente a Banksy causa qualche problema di coppia, dal momento che il commento inserito con la foto è “my wife hates it when I work from home” (“mia moglie odia quando lavoro a casa”)!
Non manca il riferimento alla carta igienica, articolo che fuori dai confini italiani va a ruba durante il lockdown, (questa poi mi mancava...) specialmente nei paesi anglosassoni: tanti inglesi probabilmente si dispereranno nel vederla sprecata in questo modo.
Ci sono i topi che spruzzano sapone in riferimento alle prescrizioni igieniche, un altro che conta i giorni (con le stesse modalità dei carcerati che tracciano i segni sulle pareti della cella), un altro ancora che sporca il gabinetto facendo la pipì fuori , uno che schiaccia il tubetto di dentifricio sul muro, un paio che smuovono lo specchio e così via.
Quello che sinceramente mi diverte di più è quello che sembra correre sopra al rotolo di carta igienica!
Quando Zoe si sveglia le do entusiasta la notizia e ottengo la reazione che mi aspettavo: si blocca mi guarda con un sorriso gigante tira in urlo e mi dice "Davvero? E dov'è ? e come fai a saperlo? e chi l'ha scoperto?" E mi tempesta di domande! (Oh mio Dio, Editor ma io sono così, quando ti faccio le domande? ok, ok, puoi anche rispondere con calma... anzi, non farlo... temo la possibile risposta!).
Insieme guardiamo la foto sui social e ridiamo analizzando ogni singolo topo... poi Zoe mi dice: "Ma secondo te è il bagno di casa sua? Così piccolo?" E poi ancora "cavoli mamma... ma se è a casa sua, questa è un'opera che non vedremo mai! Uffi che peccato!"
Giusta osservazione, effettivamente ha proprio ragione... qui sarà bene indagare!
Un'altra cosa che le viene in mente è che fatalità ieri sera, abbiamo visto un cartone della Disney. bellissimo che parla proprio di ratti: "Ratatouille".
Sarò sincera, su suggerimento del mio Editor, (appassionato di cucina gourmet e spesso salvatore e suggeritore delle mie cene, al contrario di me che come dice lui faccio da mangiare per pura sopravvivenza... questa poi... vabbè, leggende metropolitane), ho trovato in questo film una bellissima frase che mi ha indicato e che mi piacerebbe condividere con voi : "il mondo è spesso avverso ai nuovi talenti e alle nuove creazioni. Al nuovo servono sostenitori!...Chiunque può cucinare( o dipingere in questo caso)....non tutti possono diventare dei grandi artisti, ma un grande artista può celarsi in chiunque!".
Editor visto che brava? ogni spunto è buono per scriverci un post!
Curiosità.
La leggenda dice che Banksy, che non è solo un idolo per mia figlia ma lo è anche per me, visto quante volte ho già parlato di lui... (Vedi post), sia nato nel 1974 a Bristol. Conti alla mano, quindi dovrebbe essere ultraquarantenne, e non essendoci sue foto ce lo possiamo immaginare con la felpa scura, il cappuccio alzato, la bomboletta spray e come dice la Redaelli (vedi post) "probabilmente oggi ha la pancia, una moglie carina, 2/3 ragazzini teenager- con tutta probabilità educatissimi e super integrati, come è giusto che sia in opposizione a quel ribelle di papà, un cane e la casa al mare. Ma va così: il mistero va preservato. Del resto tutto contribuisce a creare la leggenda dello street artist."
Questo artista ha creato uno stile tutto suo ed il colore che usa è il nero che è in controtendenza rispetto agli altri graffiti, e i suoi stencil sono eseguiti con un'attenzione particolare ai dettagli ed una certa eleganza. Pensate che nella pittura è sofisticato, riesce infatti a riprodurre opere antiche perfettamente aggiungendo qualche piccolo particolare, vedi la Madonna del 500 che cullando il bambino ascolta l'iPod!
Con i suoi graffiti esprime i suoi pensieri come ad esempio a Gaza dove ha dipinto un micio gigantesco e alla domanda del perché lo abbia fatto ha risposto: "perché voglio mettere in evidenza la distruzione di questi luoghi postando le foto delle opere sul mio sito, ma il popolo di internet si ferma solo a guardare i gattini..." Fighissimo!!
Che dire oggi questa notizia mi ha entusiasmato, rallegrato ed incuriosito a riprova che l'arte fa proprio del bene, e quindi senza guardare l'ora decido di sentire il mio Editor e con euforia sganciare la bomba... Si, questa volta lo voglio fregare sul tempo! Voglio essere io a dargli una notizia in anteprima!
Il tutto... per sentirmi poi rispondere "ah si quella del bagno... si l'ho vista ieri!"
Ed io, che cado dal mondo delle nuvole penso: "ok o il mio Editor è Banksy, (e qui la pancetta ci starebbe) o quando ho letto il post che diceva "Banksy ha pubblicato da un paio d'ore...) non ho controllato bene la data"... che dite amici, sarà più la seconda che ho detto? Bah!?!
P.S. A voi il compito di scoprire di chi è il bagno incriminato!
- LA FRASE DEL GIORNO -
"ogni persona
è un genio. Ma se giudichi un pesce dalle sue capacità nel scalare un
albero, passerà la sua vita a pensare di essere stupido"
Oggi ho scoperto che mia figlia in qualcosa mi assomiglia!
Ok, tutti dicono che se si perdesse me la riporterebbero subito perché il suo viso è uguale al mio... che siamo due gocce d'acqua... ma non è questo il punto.
Qualche giorno fa riordinando la sua camera (vedi il post "Come ho scoperto IL CAVALIERE AZZURRO... per il Principe c'è tempo") abbiamo trovato una piccola confezione di Lego, regalatale al suo compleanno 4/5 mesi fa, ancora ben chiusa e sigillata.
Io l'ho guardata stupita, ma prima che proferissi parola, mi ha stoppato dicendo: "la aprirò al momento giusto!" ( tale madre tale figlia! vedi post "L'ARTE CONTEMPORANEA SPIEGATA A MIA NONNA" di Alice Zannoni).
Ora mi siedo davanti alla montagna di libri d'arte che mi aspettano per essere sfogliati, al pc e al mio telefono... sto cercando informazioni più dettagliate su un artista di cui mi piacerebbe parlarvi, ma la mia attenzione viene catturata da un cuore fatto di Lego.
Lo prendo in mano, lo giro e lo rigiro, e mentre cerco di capirci qualche cosa, Zoe corre, me lo strappa letteralmente dalle mani e mi spiega come si apre (come io spiegherei ad un bambino di tre anni qualsiasi cosa...), facendomi vedere che al suo interno c'è un palloncino a forma di cagnolino, avete presente quelli delle festicciole di compleanno... ecco lui e... STOP!!!!
Illuminazione o meglio, ispirazione!
Vi confido un segreto: quando mi alzo al mattino non ho ben chiaro di cosa andrò a scrivere quel giorno. Può essere che abbia un'idea come no... ma sono fiduciosa perché so che entro la giornata qualche idea arriverà (mi è successo di scrivere a qualsiasi ora anche a notte fonda...).
Comunque qualcuno di voi ha sentito ancora parlare di Jeff Koons no? Beh, tranquilli in questo vi può aiutare oggi, il mio blog!
Il signor Koons è un artista che ha fatto del kitsch un valore (anche monetario) e del quotidiano, delle cose di tutti i giorni, un'opera d'arte.
Prima di lui c'era stato Andy Warhol, che percorse con mezzi differenti la stessa strada, ma questa è un'altra storia.
La prima volta che ho visto una sua opera, sono rimasta inorridita, sbalordita.
Ero a Ca' Pesaro, a Venezia, e stavo ammirando la collezione di Ileana Sonneband, una delle mie figure preferite nel mondo dell'arte (ex moglie di Leo Castelli anche a costo di sembrare noiosa... vedi il post Leo Castelli il Mostro!), quando mi sono imbattuta nella sua opera Wild Boy and Puppy.
Subito non mi ci sono nemmeno soffermata perché non era esteticamente bella, o meglio non mi attraeva, e mi faceva venire alla mente quelle statuine di porcellana parecchio kitsch che vincevo e immancabilmente scambiavo con una paletta per le mosche alle pesche di beneficenza del paese!
Orribili!
È una scultura in porcellana che rappresenta un cane giallo, ripreso da un cartone animato, un "ragazzo selvaggio" con i capelli rossi a punta e un calabrone in un cestino.
Pensate che un'esemplare di questa scultura è stato venduto nel novembre 2004 per 1,5 milioni di dollari! A fronte di una stima già considerata elevata di "soli" 400000 dollari.
Ora torniamo al palloncino a forma di cagnolino... e a come i Lego possono riprendere, ispirarsi e "iniziare" i piccoli teppistelli al mondo dell'Arte.
Dovete sapere che Koons ha realizzato nel 1994 "Balloon dog" un'opera monumentale (misura 307x363x114) realizzata in acciaio e colorata con una vernice lucida e specchiante, esistono 5 versioni arancio, giallo, blu, magenta e rosso.
Quello che fa l'artista è prendere un soggetto, a volte banale banale come può essere questo giocattolo infantile, basta che sia facile da riconoscere, e lo riproduce nella versione più ammiccante possibile, con fiocchi, carte luccicanti ecc.
L'intenzione è quella di ricreare anche per i più grandi l'incanto meraviglioso che i giocattoli suscitano nei bambini.
Qui non bisogna andare oltre, non c'è un significato profondo da ricercare, qui ci si ferma alla superficie, niente messaggi subliminali (come del resto fa la stragrande maggioranza della società in cui viviamo... quindi per me, alla fine c'è anche qui un significato...).
E se vi dicessi che uno di questi "Balloon dog " è stato battuto all'asta da Christie's a NY nel 2013 per ben 58,4 milioni di dollari?
Eh si, possiamo dire che Koons è il più quotato artista vivente e la cosa che sorprende ancora di più, come dice la Redaelli: "possiamo blaterare per ore sul fatto che -cavolo- non lo ha neanche costruito lui... e probabilmente non lo ha nemmeno disegnato, avrà semplicemente mandato un SMS a uno dei ragazzi che lavorano nel suo studio e gli avrà scritto "5 cani-palloncino, colori base, altezza 3 metri e mezzo e... per pranzo un cheeseburger!"
Detto questo una cosa è certa, che quando ci troviamo davanti ad uno di questi "esseri", ci piace perché crea in noi una sensazione di ottimismo e godimento e se non fosse vietato avremmo allungato anche le mani per toccare quella superficie così liscia e specchiante e che riflette pure il nostro sorriso.
Si perché alla fine questi cagnolini specchianti riflettono l'immagine della realtà, ci parlano di noi "perché la magia dell'arte non avviene dentro l'oggetto , ma dentro chi la guarda".
Oggi quando vedo una riproduzione in miniatura (e mi è capitato sia a Bergamo, in fiera, che a Venezia in una galleria) di quest'opera mi emoziono, mi diverto e sì mi sbalordisco a pensare a quanto potrà mai costare visto che è così piccolina!
P.S. Ora quando accompagnerete i vostri pargoli ad un compleanno ed un animatore, vestito da pagliaccio, vi regalerà un palloncino-cagnolino vi ricorderete di questo artista stravagante.
P.S. Ma voi, dalla pesca di beneficenza del paesello cosa portavate a casa? sono curiosa...
- FRASE DEL GIORNO -
"il desiderio è metà della vita, l'indifferenza è metà della morte"
Vi avevo già detto che i libri sono la mia passione?
...Uhm credo di sì
E vi avevo detto che ultimamente leggo un sacco di libri che parlano di arte?
...Uhm anche questo credo di sì....
E vi avevo
...Ok basta mi fermo!
Due mesi fa, un mio caro amico, essendo venuto a conoscenza della mia passione per i libri, ha pensato bene di regalarmi il libro "A piedi nudi nell'arte" ed. Solferino di Carlo Vanoni, storico dell'arte, autore ed interprete di spettacoli teatrali e televenditore.
Quando ho scartato il pacchetto, ero felice da un lato, perché sentivo che sotto la carta avrei trovato un amico libro... e dall'altro temevo, non avendolo scelto io, che fosse un libro mattone, o uno di quei libri che solo a vederli ti inducono a non prenderli in mano. O, peggio ancora un libro che già possedevo, O... Wow! Un libro che non ho e che mi ispira già a partire dal colore della copertina!!!
Ora non mettetevi a ridere, ma è come per chi è appassionato di modellini di aeroplani. Ogni pezzo nuovo o vecchio che sia, deve rispondere a delle caratteristiche precise: forma, grandezza, colore etc.
Piccole differenze, minuscoli particolari che però fanno breccia nel nostro cuore, nella nostra anima, nel nostro modo di sentire...
Ecco per me i libri sono così, devono catturare il mio cuore...
Stop. Questo non significa che posso già sapere come sarà la sua essenza... Dovrò affrontarlo per capirla, ma se già l'idea "esterna" mi incuriosisce allora forse... Vabbè procediamo prima che mi ingarbugli coi miei stessi discorsi.
Il libro in questione, ha una copertina gialla e questo colore mi ricorda tanto il mio primo libro di arte di Alessandra Redaelli che adoro (vedi qui).
L'immagine (un particolare, lo sguardo) che troviamo raffigurata è il "suonatore di liuto" di Caravaggio, esposto a l'Ermitage di San Pietroburgo. Sa dell'incredibile, quest'opera perché quell'occhio dipinto, sembra vivo e vero!!!
L'autore che si immagina , nelle vesti di protagonista di questo saggio romanzato, vive una normalissima giornata, passata tra un giro mattutino ad una mostra, l'acquisto di un paio di jeans in un negozio di abbigliamento, la visita da un dentista, un aperitivo galeotto con una ragazza troppo giovane, il passeggiare in una piazza, il prendere un semplice tram e per concludere un black out notturno improvviso.
Da queste esperienze, il soggetto riflette e si pone domande su capolavori di artisti antichi e contemporanei.
L'idea di inserire in questa passeggiata metropolitana (lui è nuovo in questa città, quindi si trova un po' spaesato), luoghi o cose che richiamano nella sua mente il ricordo di artisti è azzeccata ed è il segreto del successo di questo volume. Tutto ciò rende la scoperta di questi ultimi gustosa, interessante, intrigante, stimolante e anche se vogliamo dirla tutta simpatica!
Si legge benissimo perché è scorrevole e scritto in modo semplice e alla fine possiamo dire di aver incontrato artisti come Giotto, Caravaggio, Van Gogh, Fontana, Kounellis, Malevic, Morandi e tanti altri.
"Provocazioni, intuizioni, aneddoti si intrecciano in un originale racconto colorato d'arte e di vita, capace di calare il messaggio dei capolavori di ogni epoca nella nostra quotidianità per parlare in modo originale e appassionato di pensiero, di bellezza e, perché no, anche d'amore."
Mi trovo d'accordo quando sostiene che : "guardare un'opera d'arte ponendo l'attenzione sull'aspetto esteriore e limitandosi a un giudizio personale equivale a giudicare una persona dal solo aspetto esteriore, fisico, dipingere non è illustrare e neppure narrare dipingere è cogliere l'essenza". L'importante è che chiunque si trovi difronte ad un'opera d'arte sia in grado di capirlo.
L'autore dice che "non è solo dipingendo corpi sofferenti che si rappresenta la tristezza ma anche, come fanno alcuni contemporanei, utilizzando odori, metallo, carbone....", e ancora "il mestiere dell'arte non è quello di stupire ma è quello di occuparsi di cose normali, facendole diventare speciali.". E aggiunge "non esistono cose, persone, situazioni belle, esiste semmai una luce che le fa diventare belle e non è una luce divina, e neppure la luce del sole, ma una luce che abbiamo dentro, e che a volte si spegne per poi riaccendersi quando ci troviamo di fronte a uno stimolo nuovo, quando succede qualcosa che improvvisamente sembra dare un senso alla nostra vita.
Leggere questo libro è stato molto piacevole per il fatto che ha incrementato le mie conoscenze in modo tranquillo, sereno e piacevole, creando uno stato d'animo accogliente positivo e allegro come quando si va a fare una bella passeggiata!
P.S. Lettura assolutamente consigliata per chi vuole passare qualche ora spensierata alla scoperta dell'arte antica e moderna!
- LA FRASE DEL GIORNO -
"una volta Monet prese fra le mani un
temporale che batteva sul mare e lo gettò sulla tela: e quella che aveva
così dipinto era proprio pioggia"
Buongiorno a tutti. Questo è il cinquantesimo intervento che faccio.
Solo tre mesi fa se qualcuno mi avesse detto che avrei aperto un blog, gestito e scritto 50 articoli, lo avrei preso per matto.
Ora sono qui a ringraziarvi.
La cosa più bella in questo momento, sono i vostri commenti qui e i tanti che mi mandate privatamente.
Questo vuol dire che qualcosa vi sto trasmettendo e tutto ciò mi rende estremamente felice.
Continuate a seguirmi ed io cercherò di trasmettervi sempre di più la mia passione per l'arte!
marzo 2020
In questi giorni di Coronavirus, ho molto tempo per riflettere e sistemare il mio archivio e le mie idee... E' da un po' di tempo che mi frulla in testa di fare un Blitz... a Torino.
Perché vi domanderete? Ma voi, siete mai stati al Castello di Rivoli?
Nemmeno io! Però vi dico la verità, è una di quelle mete che voglio prima o poi raggiungere.
Perché oltre ad essere uno dei principali Musei d'Arte Contemporanea che abbiamo in Italia, ci sono opere di un artista italiano che mi intriga tantissimo.
Per essere completamente fuori dagli schemi e provocatorio oltre ogni limite.
Il discorso è che mi fa letteralmente impazzire! Chi è? Ma si è lui, Maurizio Cattelan.
Ok, state calmi, lo so che qualcuno avrà da ridere in riferimento alla sua ultima opera:
"Commedian" del 2019, la famosa "Banana appesa al muro", presentata lo scorso dicembre a Miami in occasione di Art Basel Miami (una delle fiere d'arte fra le più importanti al mondo... altro sogno da realizzare).
L'ho scoperto grazie alla Redaelli(confesso che prima, non lo avevo mai preso in considerazione), che in uno dei suoi manuali sull'arte contemporanea lo descrive in maniera straordinaria ed elementare.
Fra i suoi tanti interventi, uno che mi ha davvero sbalordito è la performance "A perfect day" del 1999.
In una famosissima Galleria d'Arte di Milano, ha letteralmente attaccato alla parete, con del nastro adesivo, il proprietario Massimo De Carlo e lo ha lasciato lì per qualche ora fino allo svenimento dello stesso, con conseguente ricovero in ospedale.
Leggendo quelle pagine non credo ai miei occhi. Come può essere considerata arte quella?
Eppure un misto di curiosità e incredulità ha cominciato a fare vibrare qualcosa nella mia testolina, spingendomi a ricercare qualche cosa di più su quest'artista così "fuori dagli schemi".
Ok, sottolineiamo pure il fatto che allora, non sapevo ancora che molti artisti contemporanei sono molto fuori dagli schemi (Jeff Koons, Damien Hirst, Christo solo per citarne alcuni), ma lui è italiano. E proprio per questo acquista ai miei occhi un fascino particolare.
novembre 2018
Un giorno Mr. Gallery è al Castello di Rivoli. Essendo a conoscenza della mia curiosità nei confronti di Cattelan, mi manda le foto di Novecento, 1997. L’opera consiste in un cavallo imbalsamato appeso al soffitto mediante un’imbragatura. Il collo dell’animale è piegato verso terra e le zampe, allungate nel corso del procedimento tassidermico, sono tese verso il suolo. Una allusione a una condizione esistenziale dove il soggetto è privato di qualunque possibilità di azione. Inedita versione di «natura morta», l’opera trasmette il senso di una tensione frustrata, un’energia destinata a non trovare sbocco.
Quando apro le foto, ho un tuffo al cuore. Non ci posso credere l'opera di cui ho letto tanto e soprattutto di cui ho guardato la foto su l'intera rete è ora sopra la testa del mio amico...
Per la prima volta lo ammetto, sono "invidiosa".
Però metto da parte il sentimento e mi faccio rapire dalla descrizione di questo cavallo imbalsamato.
Tanto è il desiderio, che mi sembra di essere lì, anche io, nella stanza del Castello.
fine gennaio 2020
Dopo un anno e mezzo, mi trovo oggi al MAMBo di Bologna.
Mi imbatto in un'opera alquanto singolare: sembrano carte da gioco, un po' più grandi, disposte come a formare una piramide... guardo il nome dell'artista e quando leggo Maurizio Cattelan il mio cuore salta un battito...
Rileggo attentamente il nome e sbalordita affermo: "noooo non ci credo...è proprio lui...incredibile... la mia prima opera di Cattelanvista dal vero!"
Devo averlo detto ad alta voce perché mi rendo conto che le poche persone presenti mi stanno fissando ...ops divento rossa in viso e mi fiondo a leggere la spiegazione.
Leggendo scopro che è anche una delle sue prime opere, che lo consacreranno nel mondo dell'arte.
L'opera è "Strategie" del 1990. L'artista acquista 500 numeri di Flash Art nota rivista d'arte contemporanea, e ne sostituisce la copertina con una che ricalca il progetto grafico originario, ma che espone a tutta pagina una sua opera. In tal modo si assegna da solo il "frontespizio" di Flash Art e vende gli spazi pubblicitari sui tre rimanenti risvolti. L'opera raffigurata rappresenta un instabile castello di carte composto dalle precedenti copertine della rivista. Una pungente metafora del sistema dell'arte , paragonato ad un castello di carte, con l'ironica titolazione dell'opera che richiama sia il sistema stesso che l'intento dell'artista di riuscire prima o poi ad essere riconosciuto.
L' opera in se non ha nulla di così particolare, ma il solo fatto che appartiene ad uno degli artisti più irriverenti e provocatori mi incuriosisce e mi stupisce, rendendomi stra felice ed emozionata di essere qui.
Ovviamente parte il reportage fotografico d'altra parte il mondo deve sapere che sono qui con "Cattelan "! E Mr. Gallery deve sapere che pure io ho visto dal vivo una sua opera!
Vi siete mai sentiti un pesce fuor d'acqua? Mr. Gallery, mi ha invitata alla mia prima fiera d'Arte: Grand'Art a Milano... Non conoscevo artisti, opere, non sapevo proprio nulla, mi sentivo veramente ignorante in materia... quasi a disagio... anche perché oltre a guardare opere senza capirne il senso (non sapevo assolutamente che bisognasse cercarne uno!! ), ero circondata da gente preparata in materia che il senso lo avrebbe trovato anche guardando un semplice sacchetto di patatine!! Risultato: nascondermi dietro un "quadretto" ( come chiamavo allora le opere...) sarebbe stata la soluzione migliore, visto come mi sentivo in difetto in un ambiente affascinante e fuori dagli schemi comuni un po' come dire... "pazzo"! . Considerato però che io adoro le sfide, la "provvidenza" mi ha premiato, regalandomi proprio lì i miei primi 2 libri per conoscere l'arte contemporanea di Alessandra Redaelli... La manna caduta dal cielo... Dalla loro lettura ho cominciato a conoscere tutti gli artisti... andando a guardarmi su Google le loro opere... per imprimerle nella mia mente... un lavoro certosino sicuramente, ma assolutamente entusiasmante che a lungo andare avrebbe dato i suoi frutti!!! Era nata una passione!!!
P.s. non soccombere nell'ignoto, conoscilo non sarà poi così spaventoso! P.s. vi consiglio di leggere"10 cose da sapere sull'arte contemporanea" e "Keep Calm e impara a capire l'Arte" entrambi di Alessandra Redaelli.