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lunedì 26 ottobre 2020

Ho incontrato Carlo Vanoni alla presentazione del suo libro... Che emozione!

 


sabato 24 ottobre 2020

Amici, oggi andrò alla presentazione del libro "Ho scritto t'amo sulla tela" di Carlo Vanoni. Ma vi rendete conto? Si il libro di cui vi ho parlato giusto, giusto un paio di settimane fa... Vi ricordate? Ok, per chi se lo fosse perso, clicchi QUI!

Ebbene sì, dopo averne scoperto l'opportunità, qualche giorno fa, ho prenotato per avere la possibilità di assistere alla presentazione presso la Libreria Ferrarin di Legnago. 

Sono euforica ovviamente. Pensate, incontrerò l'autore e se ci riuscirò, oltre a farmi fare l'autografo sul libro, ci scatterà un super selfie!

Ma come ci si presenta ad uno scrittore? 

Oh cavoli, l'outfit deve essere di tutto punto. Quindi, eleganza prima di tutto! Ma senza esagerare, visto che "lui", Carlo Vanoni, a 50 anni si è comprato per l'occasione, il suo primo paio di jeans strappati...così "confessa" nel suo libro precedente "a piedi nudi nell'arte"! Quindi, se tanto mi da tanto... Si presenterà sicuramente con un look del tutto "casual". Ok, trucco quanto basta e sorriso smagliante. Si, va bene, c'è la mascherina, ma il mio sorriso si vede anche dalla luminosità del mio sguardo! Almeno così dicono... Risultato? Ottimo, direi.

Zoe, la mia piccola pesticciola, mi guarda ed esclama: "Che bella che sei! Devi andare ad un funerale?"

Inorridisco, quasi mi affloscio e rispondo: "Ma come?!? Questa è eleganza..."

"Si mamma, ma sei tutta vestita di nero... ti manca solo il cappellino nero con la retina e poi..."

SGRUNT!!! Poi penso ai suoi 10 anni e alla sua idea di eleganza. Negli ultimi tempi gira con pantaloni con tasche da tutte le parti, catenelle e... vabbeh... Che stia sviluppando un animo punk in ritardo di 40 anni? Mah... Comunque, nonostante le sue critiche, decido che la mia mise è perfetta così!

Imposto il navigatore e... Tac! Dopo 40 minuti giungo a destinazione in perfetto orario. Anzi no, in perfetto anticipo di mezz'ora. E ora che faccio? Beh, entro comunque in libreria e avviso che la "piratessa è qui!"... Si dai, avete capito... timidamente dico: "Si può? E' permesso?"... e con charme annuncio che sono venuta per la presentazione del libro e aggiungo che il libro io ce l'ho già in borsa... Non si sa mai, con la sfiga degli ultimi tempi ci manca solo che venga denunciata per furto!

La commessa mi guarda, mi sorride e aggiunge: "Benvenuta, se vuole può subito farselo autografare. Il Dott. Vanoni è già qui!"

Wow fantastico! Faccio un respiro profondo... un altro... Si, sono emozionata, non lo posso nascondere.

Quando arrivo nella sala conferenze, dove tra l'altro è allestita una mostra d'arte di Paolo Masi, lui è intento a parlare con una coppia. Aspetto e quando mi vede mi dice:  "Ciao". 

Io resto spiazzata e muta. Subito mi giro credendo che lo abbia detto a qualcuno dietro di me... non c'è nessuno! Allora era riferito proprio a me! Mi ha riconosciuto! Ok, non è vero. Ma mi piace immaginarlo! Allora mi affretto a rispondere con un banalissimo: "Salve e..." mi imbalbetto! Mannaggia... cominciamo bene. Ed ora?

Vedendomi col libro in mano mi chiede se vuole che me lo firmi ed io che sono alquanto frastornata guardo il libro che sto letteralmente stritolando tra le mani e rispondo: "Si certo, forse è il caso... prima che lo polverizzi..." mentre dentro di me, penso: "è vero che l'ho già letto ma mi faceva piacere tenerlo nella mia libreria... ancora due minuti e lo avrei distrutto" e sorrido. Mi conduce ai divanetti. 

Ci sediamo e stranamente parto a raffica. Gli dico che il libro mi è piaciuto moltissimo anzi, che mi ha emozionato tantissimo, facendomi spendere pure qualche lacrima. Aggiungo pure che ho letto prima anche l'altro suo libro... e lui è meravigliato. Che abbia pensato che non ne fossi in grado?

Ammetto, all'inizio sono un po' agitata e si percepisce dalla voce un po' troppo squillante e tremolante ma poi parlando mi rilasso e aggiungo che ho pure un blog che parla d'arte e... che ho scritto pure di lui e dei suoi libri. 

Al che mi guarda e chiede il nome del blog così poi può andarli a leggere. 

Oddio! Questa cosa da me sperata da tempo, ora mi emoziona!

Passiamo 4/5 minuti a parlare dei 2 libri e a me sembrano infiniti. Poi sfacciatamente chiedo se possiamo farci un selfie e un attimo dopo con mano tremula scatto il mio click! Caspita è venuta mossa!

Sono strafelice! 

Visto che c'è altra gente che aspetta lo ringrazio e vado a scegliermi il mio posticino per seguire la sua presentazione. 

Quando comincia si capisce subito quanto sia abituato a parlare nei teatri. Ha un modo veramente coinvolgente, simpatico e affabile. Parla ininterrottamente per un'ora e mezza e la sala è catturata. Non vola una mosca a parte qualche risata. Descrive il viaggio intrapreso nel suo libro partendo del rinascimento. Spiegando attraverso la figura delle "sue" bellissime donne (la donna vento, la donna tempesta, la donna ferro...) che incontra nelle opere di grandi artisti di cui si innamora, di come l'arte nel corso del tempo si è dovuta trasformare per stare dietro ai tempi e alle esigenze del momento. 

Nel corso della serata mostra anche le immagini delle opere di cui parla, per rendere tutto più comprensibile. 

Se prima, avevo compreso il libro ma mi mancava qualche tassello ora sono soddisfatta perché è riuscito a chiarire tutto ciò che a me era rimasto per qualche strana ragione nascosto. Il "viaggio" raccontato direttamente da lui è stato ancora più profondo perché ho potuto percepire dal vivo il suo sentire, e riscoprire, e approfondire gli aneddoti divertenti  riportati nel libro. Lo sapevate per esempio che a Raffaello piaceva molto "disordinare" (= fare all'amore) e ci ha lasciato le penne proprio dopo aver "disordinato"?

Quando tutto finisce, risalgo in auto, imposto il navigatore e sarà la testa ancora fra le nuvole dentro a quel "viaggio" per certi versi assurdo, riesco a perdermi in mezzo alla campagna della bassa veronese. 

Il navigatore si rifiuta di collaborare e se potesse insultarmi penso che lo farebbe volentieri. 

Rido tra me e me anche se un po' di ansia sta salendo, come la nebbia davanti a me sta scendendo. 

Ma che volete che sia, una "piratessa" sa benissimo che prima o poi troverà la stella giusta che la guiderà a casa e... e se non vuole rischiare di passare la notte in auto girando a vuoto è meglio che accenda il navigatore! Poi, fortunatamente, all'improvviso come una stella cometa appare dalla foschia un cartello stradale! Posso tornare a casa tranquilla, serena e soddisfatta!

P.S. Allora, vi ho invogliato a leggere il libro?

http://www.solferinolibri.it/libri/ho-scritto-tamo-sulla-tela/ 


lunedì 12 ottobre 2020

"Ho scritto t'amo sulla tela" di Carlo Vanoni... mi ha "sbaragliato"

 

11 ottobre 2020

Sono le 23. 55 e ho appena terminato di leggere "Ho scritto t'amo sulla tela" di Carlo Vanoni ed. Solferino.

È un paio di giorni che "ci sto sotto". Leggo in ogni momento libero che ho, perché quando un libro ti prende è impossibile resistere e ogni occasione è buona per trovare una scusa e mettersi a leggere. 


Effettivamente mi sono resa conto che la montagna di vestiti da stirare è aumentata.  Quasi non vedo più la vetta! Si, perché lo sappiamo tutti: per fare una lavatrice ci si mette un nano secondo, è poi stendere e stirare che porta via più tempo. 

E perché devo farmi portare via tempo prezioso? Io ho di meglio da fare!?! Certo, non posso nemmeno permettermi di andare in giro in mutande, ma posso permettermi, all'occorrenza, di stirare "alla bell'e meglio" il necessario, l'indispensabile... Quello che ho deciso di indossare... (Mamma ok, tappati le orecchie. Fai finta che non sia tua figlia in questo istante!). Non ditemi ora che siete tutti perfettini... C'è solo una persona che (devo ancora capire perché) si reputa tale... Editor, ne sai qualcosa?


Dicevo... Ho appena chiuso il libro. Respiro e una lacrima scende sul mio viso. Si perché è finita una bella lettura, che mi ha rapito tra le sue pagine. Emozionandomi e facendomi riflettere su punti profondi come la bellezza, l'innamoramento, l'importanza del momento... 

È stato un "viaggio". Si perché di questo si è trattato: a modo suo romantico, che ha toccato in alcuni casi, le corde del mio intimo sentire. 

Non è un libro "sempre" semplice. Ci sono pagine, pensieri, che hanno bisogno di essere riletti più e più volte, che ti "sbaragliano" e solo prendendoti il tempo giusto e la pazienza "che ci vuole" per soffermartici sopra, riesci a scoprirne il significato più profondo. Più adatto a te. 

Non nego che leggere questo libro, ha fatto rivivere in me emozioni presenti e passate, portando a galla ricordi oramai seppelliti, dimenticati o tutt'ora presenti e vivi nella mia vita.

Se dovessi paragonarlo ad un qualcosa, sarebbe un vento. Si un vento. A volte prepotente e a volte più  pacato. Capace di scuotere emozioni, quelle vere, pure. Che in questo periodo, come ben sapete oramai nella mia esistenza, tanto sono messe in gioco... e a dura prova per giunta!

C'è un passaggio che mi ha colpito sin dalle prime pagine: "...le persone si possono suddividere più o meno come le opere d'arte: ci sono i capolavori, gli esemplari unici, le brutte copie, i multipli, e i falsi d'autore(...) I capolavori sono rari, i pezzi unici un po' meno, le brutte copie sono pericolose, i multipli numerosi, i falsi d'autore illegali...". 

Ognuno qui potrebbe perderci le ore a ripensare a chi ha incontrato nel corso del suo viaggio personale e fare una sua riflessione.

E ci sono anche affermazioni come questa: "La verità è che nel meccanismo complesso della vita, io non sono mai perfettamente sincronizzato con gli altri ingranaggi.  È come se al mio mancasse un dente..."...che mi lasciano quasi senza forze, perché sembra che riguardino anche me... E dopo averci speso qualche lacrima, arrivo a darne una mia interpretazione. Non credo manchi un dente nel mio ingranaggio, credo piuttosto che le cose arrivano, semplici o difficili che siano, per portarci alla fine qualcosa di grande, di positivo, che darà un valore vero alla nostra vita... anche se spesso ammetto di fare fatica a comprenderne il cammino...

Perchè probabilmente è inutile affannarsi tanto nella sua ricerca.

Poi alla fine mi ritrovo davanti a: "una natura Nobile desidera con tutte le forze di sfuggire al suo ambiente affollato e rumoroso per rifugiarsi nel silenzio delle vette più alte, dove l'occhio spazia liberamente nell'aria ancora pura e segue con sguardo amorevole i placidi contorni che paiono per l'eternità".

Per comprenderla a pieno mi soffermo a rileggerla... tante volte... ed ogni volta che lo faccio ci trovo un nuovo spunto di riflessione, un nuovo senso, un nuovo valore. 

Mi commuovo perché negli ultimi tempi io, che mi ritengo di natura nobile ( tutti dovremmo farlo) non ho scelto volontariamente di finire nel "caos", mi ci sono trovata per cause maggiori e ciò stranamente mi ha permesso di trovare la vera essenza in me...Guardando tutto da un altro punto di vista...

Insomma, se dovessi oggi consigliare un'ottima lettura, senza ombra di dubbio consiglierei questo libro. 

E per attirare di più la vostra curiosità inserisco qui una piccola scheda.

"La prima volta che mi sono innamorato è stato nel 1512. All’epoca vivevo a Roma e frequentavo la cerchia di Agostino Chigi, l’uomo più ricco del suo tempo. Allora ne ero convinto davvero, che le persone si potessero catalogare più o meno come le opere d’arte: capolavori, esemplari unici, brutte copie, multipli e falsi d’autore. Io sono un collezionista, e se avevo scelto Roma era perché lì c’erano più capolavori che da qualsiasi altra parte. Uno di questi si chiamava Agostino Chigi. Quell’anno lo stavo accompagnando a Venezia a riscuotere soldi dai suoi debitori, a vendere allume al doge, a fare un salto in qualche postribolo di lusso per poi tornare a Roma con un’avventura in più da raccontare. Non sapevo che da lì a breve mi sarei innamorato di una donna. La sua donna.» Comincia così l’avvincente racconto del protagonista di questo libro, che reduce da una delusione sentimentale si pone la domanda più vecchia del mondo: perché mi sono innamorato? Per rispondere, decide di interrogare le figure femminili che nel tempo sono state capaci di colpirlo, ammaliarlo, infiammarlo: dalla Galatea di Raffaello a Dora Maar di Picasso, dalla Cleopatra di Tiepolo a Marina Abramovic’, passando per il Ritratto della madre di Boccioni e la Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto. Ciascuna è un incontro, un carattere, un legame, una scoperta e una perdita. Insieme, sono il ritratto di oltre cinque secoli di storia dell’arte. Nel suo stile unico, che combina in modo colto e appassionato divulgazione e narrazione, Carlo Vanoni ci offre un punto di vista nuovo sui più grandi artisti della nostra cultura, sul mutare del gusto e degli stili, sulle sfaccettature e i significati della femminilità"...

P.S. Leggetelo e fatemi sapere cosa avete provato!


venerdì 9 ottobre 2020

Foglie e rimpianti

 8 ottobre 2020

Se avete il "fazzoletto salva lacrime" facile, non leggete questo post! Non parlo d'arte ma di emozioni... quelle che ho provato, ritrovato scrivendolo e ancora una volta, vissute rileggendolo!

Oggi va così... Ogni tanto ci sta... Ma non vi preoccupate... La Valeria "Scaramacai" non è andata via! 

TORNA! e tornerà presto... prestissimo!... Non temete!


Scendo di corsa dall'auto. Sono in ritardo. Come sempre, del resto.  

Ultimamente non mi riesce proprio ad essere puntuale! 

Eppure una volta arrivavo sempre in anticipo! E vi dirò di più, non sopportavo chi mi faceva aspettare... Mica avevo tempo da perdere "Io".

Tutto è sempre stato incastrato al millesimo di secondo: 6.30 sveglia, 6.45 colazione pronta, tempo di seduta 20 minuti non un secondo di più, impossibile sforare il tempo... o meglio, vietato! 7.45 in auto perché Zoe vuole essere a scuola in anticipo (da chi avrà preso? Mah?!?) E così via. Fino al click che spegneva l'abat-jour prima di dormire.

Oggi non riesco ad avere un programma. A fare un programma... A rispettare un programma!

Se prima puntavo la sveglia per misurare il tempo, ora sbadatamente me ne dimentico! E solo il suono del telefono mi fa capire che qualcuno mi sta cercando ed invitando a muovere le mie "terga"... Perché quel qualcuno sta aspettando proprio me ed io... lo sto facendo attendere!

Ma torniamo al punto di partenza.

Scendo dall'auto, un leggero venticello sfiora il mio viso, il mio corpo. Lo respiro e lo sento, perché mi sta accarezzando con dolcezza e mi sorprendo a sorridere perché il suo tocco mi solletica. 

Ad un certo punto, con mia grande sorpresa un turbinio di foglie colorate "di caldo" cominciano a volteggiare attorno a me. 

Sembra che il vento autunnale oggi voglia regalarmi un vestito nuovo. L'atmosfera che percepisco è di magia pura. 

Attorno vi è silenzio. 

Si sente solo il rumore delle foglie mosse dal vento. 

Il tutto dura pochi istanti, poi la danza si ferma. Vorrei continuasse perché  ha smosso dentro di me un qualcosa di bello, impalpabile. Qualcosa che comunque mi ha fatto sorridere, respirare e assaporare un istante magico. 

Il bello è che oggi posso vivermelo! Non devo correre per forza. Ok, si, sono in ritardo, ma qui si parla della mia vita. E la mia vita è qui, ora, in questo istante. Questa è la cosa più importante. In questo momento particolare della mia vita sono comunque felice. Felice. Guardo questo "vortice" di foglie gialle, rosse, arancioni... Mi fermo. Lo faccio mio.

 Dentro in casa mi stanno aspettando... Ma ho una priorità: me stessa.

Ma perché sono in ritardo? 

Ovvio perché stavo leggendo un libro, che tanto per cambiare parlava di arte. Non il classico manuale però, ma una specie di romanzo, di racconto. Si tratta dell'ultimo libro di Carlo Vanoni "Ho scritto t'amo sulla tela", di cui però vi parlerò una volta che lo avrò finito. 


Ma come spesso mi capita ultimamente, nel corso della lettura incappo in qualche frase che apre in me una voragine, al cui interno fluttuano pensieri importanti o banali, riflessioni profonde o leggere, visioni vere o fantasiose: ma che esprimono il mio essere attenta e curiosa. Una volta non mi perdevo a fantasticare o a ricordare qualcosa, solo perché una frase me lo imponeva... no! Ero più rigida. Andavo avanti, senza sosta perché era importante avere tutte le nozioni subito e velocemente. L'importante era finire e passare subito ad altro!

Oggi, il mio desiderio è che le cose belle non devono finire. E che le cose brutte... si! Se proprio devono esistere, si devono trasformare in qualcosa di bello, inaspettato e stimolante.

Oggi, assaporo con gusto e lentezza quasi inimmaginabile per chi conosceva "l'altra" Valeria, ogni istante, ogni singola parola o concetto e mi perdo in un mare infinito di sensazioni. 

Leggendo trovo questo pensiero: "la persistenza dei ricordi,  quando lascia un sapore amaro, si chiama rimpianto. Il rimpianto di non aver provato a dirle, una volta ancora scendi che andiamo al mare".

Decontestualizzata, non ha la stessa efficacia. Allora vi invito a focalizzare l'attenzione solo sulla prima parte: "la persistenza dei ricordi,  quando lascia un sapore amaro, si chiama rimpianto"

Nella mia vita precedente, quella che vivevo fino a qualche mese fa, prima del "fulmine a ciel sereno",  ho perso tante occasioni solo perché troppo impegnata nel cercare di soddisfare/accontentare tutto e tutti. Pensando che tutto potesse andare nella giusta posizione. A far "quadrare i conti".

I "conti" invece cominciano a quadrare! Si nella mia vita di adesso! Dove tutto, nonostante la situazione vista dal di fuori possa sembrare assurda, addirittura crudele, prende il suo significato! Cosa fondamentale, e importante per farmi sentire che "ci sono". 

Quel che sono ora mi piace! Nonostante tutto! Comprese le angosce, le paure, il dolore e la sofferenza mia e di chi sta vicino. Perché sono vera!

Non mi interessa se un giorno sono più "Scaramacai" di un altro. O se un giorno sono la ritardataria di turno, o se ancora in un altro ammetto palesemente di non capire una mazza... (Editor oramai ti sei rassegnato ma so, che in fondo ti piace potermi chiarire le idee... è stimolante per te e divertente per me... lo sappiamo entrambi ammettilo!), o ultimo, ma non ultimo, essere antipatica e scorbutica come qualcuno magari pensa!

Sono io. Sono così e per non avere rimpianti, oggi mi gioco il tutto e per tutto! Perché non voglio rischiare di perdere la ben che minima occasione. 

Si ok, a volte ci vuole fegato, coraggio, spavalderia... Ma volete mettere il brio che si prova? L'adrenalina che scorre lungo la spina dorsale? ...nelle vene... e ti fa letteralmente divertire, impazzire. 

Un tempo forse, non rischiavo. Per paura forse, di mettere in ridicolo me stessa o gli altri. Ora vivo con la consapevolezza che buttarsi e non farsi sfuggire le cose belle, è una Mission che, volente o nolente, non mi metterà mai in una situazione di inferiorità! Anzi mi arricchirà. Trasformandomi sempre più in una "piratessa" ancora più bella, forte, combattiva... oltre che ricca (Giusto per "costruirmi" una piccola collezione d'arte...).

Insomma, perché avere rimpianti quando, mettendosi in gioco, si possono evitare? 

Ok, magari non sempre sarà semplice... non sempre saranno rose e fiori... ma sono convinta che sarà un'esperienza insolita, unica e a modo suo, fantastica.

 P.S. E voi, siete tipi da rimpianti?

venerdì 31 luglio 2020

Bacon a colazione...



                                                                                                                                31 luglio 2020

So già in partenza che l'inizio di questo post scombussolerà non poco l'esistenza,
grazie a me già alquanto frizzante, visto i recenti trascorsi, del mio adoratissimo, nonché simpaticissimo ed illustrissimo (forse indorare la pillola mi aiuterà), Editor.

ANTEFATTO
Questa mattina quando sono entrata su fb, la prima immagine che mi è apparsa è stato un buon piatto di "English breakfast" con uova, pancetta e polenta abbrustolita.
Ora, per chi non mi conoscesse, io faccio fieramente parte di quella fetta, giusto per restare in tema, di persone che la mattina si deliziano con colazioni pantagrueliche a base di ingredienti salati...
Ok, il bacon, per motivi di salute, per ora è in standby, ma il resto no... e che capperi!
Quindi immaginate la piroetta allegra del mio stomaco che ha cominciato a reclamare la mitica colazione.
FINE ANTEFATTO

Ora vi starete chiedendo, cosa c'entra tutto questo e perché mai il mio Editor dovrebbe accusarne... Visto, tra l'altro, la sua fama di grande consumatore di pranzi luculliani (e lo si capisce benissimo anche solamente guardandolo: un bel quintalotto che cammina! ops...ho parlato troppo?)
Il fatto è questo:
un paio d'ore dopo aver visto quell'immagine, proprio lui, Mr.Gallery, mi invia su istagram un link che parla indovinate un po'? Si parla di Francis Bacon!!!

Artista di fama internazionale di cui ricordo l'esistenza solo collegandolo alla sacra pancetta...
il famigerato bacon, appunto!

Tu... tu... tu... tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu...

Editor ci sei?
Tutto a posto?
Ehm... Scusate un attimo, forse c'è qualche problema di linea.
Ah no, che sbadata! Non è la linea... ma il suo elettrocardiogramma...
Uffi però! Mr.Gallery, sei il solito melodrammatico, esagerato, commediante!

Pensate che non posso nemmeno  rivelare per conflitto di interessi... suppongo, o un qualche conto in sospeso... chissà... ma io ho il sospetto che sia solo gelosia, chi è l'autore del link interessantissimo che mi ha girato. Pena: la cancellazione istantanea dalla lista dalle sue super amicizie...

E pensare che ero convinta che il mio essere un po' "Scaramacai" mi rendesse inattacabile!

Ora però, vi racconto cosa ho scoperto in questo video di Carl... ops! scusate, devo stare zitta mantenere la riservatezza... non posso dire che parlerò di Carlo Vanoni e non chiedetemi il link... basta cercarlo su google...

Il signor Pancet, ops scusate di nuovo, il sig. Bacon è di origine irlandese e nel suo primo impiego era un arredatore, vendeva mobili.
Comincerà a dipingere da autodidatta dopo aver visto un'opera di Picasso.
Nel 1934 riesce ad esporre i suoi lavori a Londra ma la mostra non ha successo e quindi lui che fa? Distrugge tutte le sue opere e si da all'alcool e ovviamente ad altri vizi! Vizio che le rimarrà per tutta la vita.

Le sue opere d'ora in poi rappresenteranno la drammaticità dell'esistenza umana, l'uomo che grida, l'uomo che sta dentro una gabbia...


Più ascolto questa storia più mi rendo conto di quanto effettivamente lui, attraverso una delle uniche opere che so riconoscere come sua "Ritratto di  Innocenzo X"... esprime con forza e profondità tutta questa sua visione difficile, cruda, dura e per nulla spensierata della vita umana.
Ok è da ricordare che siamo nel periodo subito dopo la seconda guerra mondiale... di conseguenza in un momento storico decisamente non facile...

Ascolto assorta la sua descrizione e mi felicito per il fatto che il signor Van...
Shhh, silenzio, stai zitta boccuccia mia... non si può dire... Comunque, mi chiarisce per l'ennesima volta una cosa: che oramai mi vergogno quasi a chiedere al mio Editor.
Sarò più chiara... Nella speranza che entri nella mia testa una volta per tutte.

Negli anni 50 la pittura figurativa, ad esempio quella di Bacon, viene quasi sostituita dalla pittura informale. Che attenzione non è da confondere con quella "astratta" perché priva di forme geometriche... ORA E' CHIARO A TUTTI, VERO?
Si dai, e per semplificare di più le cose vi dico anche che, in Italia si chiama pittura informale ma in America, espressionismo astratto.
Esempi possono essere Pollock, Vedova, Harthung, oh Santa polenta!
Tutti artisti che mi piacciono un sacco...
Quindi da ciò posso dedurre di essere un'appassionata di arte informale...
WOW! Che emozione! Ora finalmente lo so. L'ho capito!!!

Insomma, molto probabilmente nessuno se la sentiva più di dipingere la figura umana visto le nefandezze successe con la guerra.



Ma Bacon invece, decide di farlo.
Di prendere come soggetto il Papa prendendo spunto dal ritratto di Innocenzo X di Velasquez, artista spagnolo del 1600, perché figura buona e di stravolgerlo ingabbiandolo e facendolo urlare proprio per tutto ciò che è accaduto.

Il mio primo ricordo/incontro con Francis Bacon, va allo scimpanzé (o scimmia ?) che ho visto al Guggenheim di Venezia...
Ne rimasi affascinata senza saperne bene il motivo. Anche perché allora non ci capivo proprio nulla di arte, eppure mi era bastato sentire il trasporto e la magia con cui lo descriveva Mr. Gallery per farmelo piacere immediatamente...

Curiosità: custodisco ancora gelosamente sul mio comodino il libretto informativo delle opere e spesso torno a dargli un'occhiatina...

Il suo studio, quello di Bacon... insomma anche voi! Se non riuscite a seguirmi però!
Dicevo, il suo studio, nonostante le opere negli anni 80 fossero già vendute a prezzi altissimi (e qui si parla di miliardi!),  era uno sgabuzzino disordinatissimo. Dove qui, nel completo caos lavorava e passava la giornata.

Imparo un'altra nuova cosa: che la sua non è una pittura illustrativa.
Perché se fosse tale, si rivelerebbe immediatamente. Semplicemente guardandola. Mentre la sua, è forma di pittura "non illustrativa": passa prima per la sensazione e solo dopo lentamente riporta alla realtà.
Usando questa forma di pittura ci fa arrivare ad una realtà altra, più profonda.

Mi ritrovo super impegnata a racimolare tutte queste informazioni nella speranza che qualcuna di esse sedimenti dentro quella parte di me che si sta acculturando inesorabilmente (vero Editor? Ci credi anche tu in questo crescente acculturamento in me? VERO?!?)

Silenzio...

Vabbeh, io ne sono convinta e questo è sufficiente!

E comunque sono soddisfatta!
Oggi mi sono sentita di nuovo sul pezzo, mi sono emozionata nel ricordare ciò che ho vissuto e soprattutto al pensare a come sto lavorando: su di me per migliorarmi e per poter vivere (e non dico "rivivere" perché dopo questa mia avventura sarò cresciuta, cambiata, migliorata e tutto sarà da vivere come nuovo, in maniera speciale ed in modo unico...) in pieno queste e più grandi emozioni al più presto...

Ho interiorizzato concetti nuovi ho allargato i miei orizzonti e soprattutto ho animato un po' la giornata del mio carissimo Editor che senza le mie chicche di saggezza si annoierebbe moltissimo...
Tranquillo Editor io sono sempre attiva! O almeno ci provo!

P.S. E voi cosa amate mangiare a colazione?

lunedì 11 maggio 2020

Con Kandinskij dal medico...


aprile 2020

Qualcuno mi deve spiegare perché cavolo nelle sale d'aspetto degli ambulatori medici, dentistici, sono appese alle pareti riproduzioni fatte male e soprattutto incorniciate da far rizzare i capelli a chi non ne ha( il riferimento è puramente casuale...) di opere appartenenti a Mirò o a Kandinskij???

Non so a voi, ma a me danno proprio un senso di tristezza.
E alla fine hanno fatto crescere in me l'idea, che questi artisti non mi piacciono affatto!

Certo, una come me, con la mia esperienza... (assai ridotta), mica può pretendere un taglio di Lucio Fontana (certo Editor, mi correggo "concetto spaziale, attesa"!), però Kandinskij e Mirò relegati a squallidi componenti di arredo, proprio non li sopporto!

Anche se è poco che bazzico in questo mondo, farei una bella proposta a tutti questi studi professionali.

Come mi hanno detto, e la fonte la ritengo più che attendibile, sia all'estero che in alcune grandi città italiane, in molti studi professionali (medici, specialisti, dentisti ma anche avvocati e commercialisti), vengono ospitate alle loro pareti, piccole mostre temporanee di artisti emergenti.
In alcuni casi con tanto di presentazione critica, invito, rinfresco e... insomma una vera e propria inaugurazione... un "Vernissage"... mi dicono che si dice così... mah... questo mondo dell'arte con tutti questi suoi vocaboli e paroloni...

Ok, torniamo al dunque... qual era? ah si... eccomi...

Questa mattina il mio Editor mi ha inoltrato su Messenger il link per andare a vedere i video fatti da Carlo Vanoni, l'autore del libro "a piedi nudi nell'arte?" cui vi ho parlato qualche post fa.... (vi ricordate....No?!? Ok, se volete potete trovarlo qui!)

L'idea che mi sono fatta di questo storico dell"arte è strana.
Nel senso che immagino lui, e tutti gli appartenenti a questa categoria, una persona con più di 50 anni... non vecchia ma con la "pesantezza" di un ruolo alquanto arduo, difficile ed impegnativo... Risultato una persona "barbosa"!


Quando vedo la proposta del mio Editor, subito mi parte uno sbadiglio "mega galattico" talmente è grande la bocca... e poi sbuffo... nel senso che penso che sicuramente mi addormenterò nel giro di pochi istanti... Si, anche se mi sono svegliata da poco più di un'ora! Ed ancora, nonostante il caffè non ho iniziato a carburare...

Decido comunque di dargli una chance. E prima di cliccare il link mi ripeto: "Dai, il tuo editor ti conosce. Abbi fiducia non sarà così pall....ehm noioso!"

Ok clicco!

Stupore e meraviglia!

Quello che mi trovo davanti non ha per niente l'aria da topo di biblioteca... né da storico dell'arte invecchiato... anzi...

In soldoni, l'idea "fisica" del Vanoni narrante, era di un uomo grande, robusto, con gli occhiali e gran pancione alla Philippe Daverio... ma mi ritrovo un tipo di 50 anni, con fare giovanile capello lunghetto, niente occhiali e pure in linea!
Lo "slang" che usa è si da persona colta e divertente.
Guardo un po' di video. Per farmi un'idea. E mi fa ridere perché passa, dal parlare di artisti dal suo bello studio pieno di libri, alla strada che percorre tutti i giorni, per andare a fare la spesa, mentre è alla guida dell'auto in autostrada ed in altre strane situazioni.

Mi lancio e decido di guardare il video di oggi ha dedicato a Kandinskij.

Il racconto che ne fa in pochi minuti, non è per niente noioso.
Anzi, scopro cose che finalmente mi fanno rivalutare questo artista.
E così vengo a sapere che Kandinskij è arrivato all'arte astratta dopo anni di attività in cui aveva dipinto paesaggi seguendo i canoni  dell'espressionismo (vi avevo già accennato qualcosa nel post dedicato al Principe azzur.. no, scusate al Cavaliere Azzurro...).

Poi dopo aver scritto il libro "lo spirituale nell'arte" si accorge che "occorre che la pittura con le sue forze diventi un'arte astratta e diventi finalmente una composizione pittorica. Per arrivare a ciò i mezzi sono due: forme e colori".
Quindi non più tetti e case, ma triangoli, quadrati, cerchi.... e colori. Tanti colori!

Ascoltare ciò che racconta è piacevole e quando arriva a parlare dei colori, appunto, e delle emozioni che sprigionano mi intrippo veramente... a lui non interessa l'aspetto percepito da chi guarda il quadro.
Gli interessa l'aspetto emotivo. E i colori sono delle cartine tornasole degli stati d'animo.



Sentite qua cosa dice il nostro "nuovo" (per me, almeno) amico Kandinskij: " la profondità si trova nel blu che richiama l'idea dell'infinito suscitando la nostalgia del soprannaturale, se è molto scuro è quiete, se precipita nel nero acquista una nota di tristezza struggente, se tende a toni più chiari diventa indifferente, è distante come un cielo altissimo, più è chiaro meno è eloquente fino a giungere a una quiete silenziosa... il bianco".

Insomma per Kandinskij l'arte astratta riesce a raggiungere l'anima delle cose e delle persone.

Sarà solo dopo il 1920 quando diventerà insegnante alla Bauhaus (una specie di scuola d'arte, da quello che ho capito... ok, lo so, devo studiare ancora, e ancora, e ancora...) che darà vita ai capolavori che conosciamo oggi.


Bene, finisco di guardare il mini video. Sono soddisfatta per aver imparato qualcosa di nuovo, di aver rivalutato un artista famoso e di poter dire grazie al mio editor che ha ben compreso che non apprezzo le cose noiose!!

Ah un'altra cosa... ho pure rivalutato la figura dello storico dell'arte "pomposo"...

Ok, l'aria un peletto pomposa resterà, ma questa è una parte imprescindibile di quel tipo di figura.

Ora ho il compito di andarmi a rivedere, ahimé, nella mia galleria fotografica le opere di Kandinskij che ho incontrato in diverse mostre... e quasi sempre da me, snobbate... e constatare se veramente mi emozionano...
Ok, credo sarà improbabile perché è vista dal vivo che l'arte fa il suo effetto, però almeno proverò a guardarle con uno sguardo diverso!

P.S. E voi cosa ne pensate delle sale d'aspetto degli studi medici?

P.S. Interessati ad avere anche voi il link per vedere i video di Carlo Vanoni? Vabbeh... eccolo: https://www.facebook.com/VanoniCarlo/

- LA FRASE DEL GIORNO -

"se la vostra mente non è aperta, tenete chiusa anche la bocca" 

Albert Einstein

lunedì 27 aprile 2020

Tutta colpa della televendita!



aprile 2020

Sto guardando la tv con Zoe, o meglio, Zoe sta guardando un cartone ed io sto per finire nel mondo incantato di Morfeo.
Questa sera ho deciso di fare relax, ho abbandonato il libro di Donaldson... Ops, scusate, Thomalson...  Ah no, Donald Thompson.
Ovviamente per il mio Editor, e qui sia chiaro per tutti, sto leggendo vero? Ok grazie!!!

Relax stasera sei mio!

Non faccio tempo finire che sento il telefono vibrare...
Ok, diamo un'occhiata chissà, non si sa mai...

Messaggio da Editor:
"Accendi la televisione su il canale 144 alla tv, c'è la televendita di opere d'arte presentata da Carlo Vanoni..."
Risposta con sbadiglio gigante e scusa allegata: "che sfortuna Zoe sta guardando la tv e abbiamo solo una tv in casa..." l'ho sempre detto che 2 tv sono troppe!!
E lui fermo e perentorio: "Ok, allora guardalo sul pc!"
Quasi balbettando, rispondo: "Il pc è spento...e per riaccenderlo ci impiega mezz'ora..." Eh si, questa volta l'ho spuntata... o almeno è quello che credo!
"Tempo ne hai, va avanti fino alle 24..."
Santa polenta! mi ha fregato anche questa volta! Ma non desisto. Con ironia rispondo: "Bene... allora se lo fanno fino al 24 aprile ho tempo si..."
"Spiritosa, complimenti, bella battuta! Intendevo che va avanti fino alla mezzanotte e puoi guardare la diretta live anche sul telefono!"
Arghhh, ma non è possibile!!! "Ma questo Vanoni non va a dormire presto?"

Maledetta tecnologia!!! Non ho scampo! Non ho più scuse...
Rassegnata mi collego e per la prima volta mi guardo in diretta una televendita di opere d"arte...
io che le televendite non me le sono mai filate...!



L'unica che ero costretta a guardare quando abitavo ancora con i miei era quella di una marca di coltelli che faceva fare il pisolino  pomeridiano a mio fratello Diego prima di tornare in ufficio...

PETTEGOLEZZO FAMIGLIARE

Vi svelo un segreto che potrebbe causare un incidente diplomatico/domestico.
Dopo 2 anni di televendita si è comprato finalmente il set di coltelli e ovviamente non tagliavano un fiocco secco!

FINE PETTEGOLEZZO FAMIGLIARE

L'opera  presentata dal Sig. Vanoni in questo preciso istante è di un certo Valentini e sarò sincera nonostante il presentatore continui a dire che è un capolavoro preziosissimo e si dilunga a decantarne le qualità, a me non piace.

Nel frattempo il mio Editor mi fa qualche delucidazione su come di solito si svolge questo tipo di vendita, sul valore delle opere, sui coefficienti per calcolare il prezzo in base alle dimensioni dell'opera, sulla lentezza dei tempi... ect. ect.

Questo tipo di programma è completamente diverso dai soliti programmi che si vedono in tv.
Mi fa sorridere, ma non perché non sia interessante, anzi trovo che il signor Carlo si dia un gran da fare a spiegare vita, morte e miracoli di opera e artista che l'ha prodotta, ma perché ci sono spesso attimi di silenzio in cui fanno vedere anche la polvere dell'opera tanto la inquadrano da vicino e nei minimi dettagli. E cosa che trovo buffa, di sottofondo si sentono le voci degli operatori che rispondono al telefono ai collezionisti interessati. Chiedo curiosa al mio Editor: "Ma il prezzo non lo dicono mai?"
E lui: "quasi mai... è come le etichette in fiera che non le mettono..."
Io quasi ingenuamente: "e allora come fa un cliente, un collezionista a decidere?"
E lui, come sempre da maleducato, prepotente e presuntuoso risponde: "Ovvio no? se vuoi sapere il prezzo chiami" Che rabbia che mi fa venire a volte... ma vado avanti...
"Quindi chiama solo chi è veramente interessato..." e lui... "Bingo! Brava, risposta esatta! ma anche chi è semplicemente curioso..." Davvero, a volte lo odio!
Vabbeh, ma lui sa che sono super curiosa di natura e sono sicura che fra qualche istante dirà... "perché  non gli telefoni?".
Infatti non faccio nemmeno in tempo a pensarlo che: "se vuoi divertirti e toglierti la curiosità, prova a chiamare!!!"
Ecco, che vi avevo detto? Ci avrei scommesso... rifiuto l'offerta e vado avanti... ciò non significa che prima o poi non lo farò anzi non vedo l'ora di provarci!
Qualche attimo di silenzio e... "comunque l'ha riservata..."Ed io: "e cosa significa?" e lui, con quel fare da saputello... (uhmmm... che nervi...) "che manda l'opera in visione a casa da qualche cliente..."
Ok, nervoso a parte, mi si sta aprendo un mondo!

Il buon Vanoni, passa ad un'altra opera e per convincere gli spettatori sul valore che hanno, va addirittura alla ricerca su internet dei musei che posseggono un'opera simile più o meno della stessa annata, fattura, dimensione... e facendo questa operazione nomina una certa Palma Bucarelli.
Ovviamente che dire, mai sentita prima! E lo dico anche lui...

Mr. Gallery prende la palla al balzo e mi invia un video di Vanoni che parla di questa signora.

Ok per stasera i neuroni del mio cervello hanno chiuso le saracinesche e si sono dati letteralmente alla fuga...
Saluto e vado a letto pensando che la prima cosa che farò l'indomani mattina sarà andare di corsa a vedere chi è costei, perché il mio istinto di donna, neofita dell'arte, mi dice che sarà una gran bella scoperta.

IL GIORNO DOPO...

Stranamente questa mattina mi sveglio più tardi del solito alle 8'15 anziché le 7' 30...
Oh cavoli, sono in ritardo! Vi state chiedendo forse "In ritardo per cosa?", visto che sono a casa dal lavoro?

Dovete sapere che svegliandomi alle 7'30 ho ben 2 ore e mezza di tempo da dedicare full-immersion alla lettura, scrittura pro blog, visone di qualche video e altri trastulli vari, senza essere continuamente distratta dalla mia dolcissima, un po' anche pesticciola Zoe!

È una "bolla di tempo" che mi aiuta tantissimo ad essere super concentrata, come direbbe qualcuno di mia conoscenza,  ad essere "sul pezzo"!

Corro sul divano, perché so, questa mattina di avere i minuti contati.
Prima che il mio "angioletto" si svegli... Accendo il pc, e non faccio altro se non quello di guardarmi il video inviatomi ieri sera. La mia curiosità sale alle stelle... poi vado in internet a cercare notizie più dettagliate... e qui il mio entusiasmo è letteralmente palpabile.
Ok, ok, stiamo calme....!
Che calma e calma!
Io voglio sapere tutto di questa donna... oh cavoli ma perché non posso essere come lei?!?

Trovo la sua biografia e... e qui è fatta! Regina di Quadri, il titolo della sua biografia scritta da Rachele Ferrario. Vado direttamente su Ibis e su Amazon alla ricerca del volume...
Anzi idea migliore potrei contattare la libreria del paese che fa consegne a domicilio (Vi ricordate? il post dove... si, vabbeh, cliccate qui se siete curiosi).
Oh Santa polenta, sono un Caterpillar!!!
Devo scrivere di tutto questo entusiasmo, di tutto questo fermento che mi fa volare, che mi fa aggrovigliare le budella e...  Così comincio subito a digitare sul mio "note di keep" qualcosa.

Dopo qualche minuto telefona il mio Editor per sapere l'andamento del mio lavoro...
E forse per spronarmi a finire il famoso libro di Donaldson, ehmm Thomalson oh... per dinci Bacco, Donald Thompson...? E quando entusiasta gli racconto ciò che ho visto e letto e gli dico: "sai ora sto scrivendo!!" Lui risponde: "E su chi? Beh, di certo non sulla Bucarelli spero, non conosci un piffero di lei!!!"
Qui il mio entusiasmo si blocca. Fa un salto triplo carpiato all'indietro e precipita negli abissi!!
Mentendo dico: "No..non sto scrivendo su di lei..." e lui, dubbioso: "allora su chi?"
Ok, che gli dico ora? In quel momento il mio istinto da "scrittrice d'assalto" ha il sopravvento, tira fuori la grinta e risponde:  "Ok ti dirò la verità" Sto scrivendo proprio su di lei... ma non nel senso che intendi tu... vedrai!" E dopo un pausa dove trattengo il respiro "te lo faccio vedere io chi è la Zanuso!!!"

Ora vi ho fatto partecipi di un pezzettino di storia di come può nascere o come in questo caso esplodere, l'interesse a leggere su qualcuno o qualcosa per poi scriverne un pezzo.
Poi sicuramente appena avrò il mio tesoro, il libro tra le mie mani, vi parlerò di lei la "Regina di Quadri!".

P.S. E voi avete mai guardato una televendita particolare? Sono curiosa... Fatemi sapere!

- LA FRASE DEL GIORNO -

"dal sud, dall'est, dal nord, dall'ovest, convergono cammini che mi hanno portato nel mio centro"
   
 Jorge Luis Borges

lunedì 6 aprile 2020

A PIEDI NUDI NELL'ARTE di Carlo Vanoni...


marzo 2020

Vi avevo già detto che i libri sono la mia passione?
...Uhm credo di sì
E vi avevo detto che ultimamente leggo un sacco di libri che parlano di arte?
...Uhm anche questo credo di sì....
E vi avevo
...Ok basta mi fermo!

Due mesi fa, un mio caro amico, essendo venuto a conoscenza della mia passione per i libri, ha pensato bene di regalarmi il libro "A piedi nudi nell'arte" ed.  Solferino di Carlo Vanoni, storico dell'arte, autore ed interprete di spettacoli teatrali e televenditore.


Quando ho scartato il pacchetto, ero felice da un lato, perché sentivo che sotto la carta avrei trovato un amico libro... e dall'altro temevo, non avendolo scelto io, che fosse un libro mattone, o uno di quei libri che solo a vederli ti inducono a non prenderli in mano. O, peggio ancora un libro che già possedevo, O... Wow! Un libro che non ho e che mi ispira già a partire dal colore della copertina!!!

Ora non mettetevi a ridere, ma è come per chi è appassionato di modellini di aeroplani. Ogni pezzo nuovo o vecchio che sia, deve rispondere a delle caratteristiche precise: forma, grandezza, colore etc.
Piccole differenze, minuscoli particolari che però fanno breccia nel nostro cuore, nella nostra anima, nel nostro modo di sentire...
Ecco per me i libri sono così, devono catturare il mio cuore...
Stop. Questo non significa che posso già sapere come sarà la sua essenza... Dovrò affrontarlo per capirla, ma se già l'idea "esterna" mi incuriosisce allora forse... Vabbè procediamo prima che mi ingarbugli coi miei stessi discorsi.

Il libro in questione, ha una copertina gialla e questo colore mi ricorda tanto il mio primo libro di arte di Alessandra Redaelli che adoro (vedi qui).
L'immagine (un particolare, lo sguardo) che troviamo raffigurata è il "suonatore di liuto" di Caravaggio, esposto a l'Ermitage di San Pietroburgo. Sa dell'incredibile, quest'opera perché quell'occhio dipinto, sembra vivo e vero!!!

L'autore che si immagina , nelle vesti di protagonista di questo saggio romanzato,  vive una normalissima giornata, passata tra un giro mattutino ad una mostra, l'acquisto di un paio di jeans in un negozio di abbigliamento, la visita da un dentista, un aperitivo galeotto con una ragazza troppo giovane, il passeggiare in una piazza, il prendere un semplice tram e per concludere un black out notturno improvviso.

Da queste esperienze, il soggetto riflette e si pone domande su capolavori di artisti antichi e contemporanei.
L'idea di inserire in questa passeggiata metropolitana (lui è nuovo in questa città, quindi si trova un po' spaesato), luoghi o cose che richiamano nella sua mente il ricordo di artisti è azzeccata ed è il segreto del successo di questo volume. Tutto ciò rende la scoperta di questi ultimi  gustosa, interessante, intrigante, stimolante e anche se vogliamo dirla tutta simpatica!
Si legge benissimo perché è scorrevole e scritto in modo semplice e alla fine possiamo dire di aver incontrato artisti come Giotto, Caravaggio, Van Gogh, Fontana, Kounellis, Malevic, Morandi e tanti altri.

"Provocazioni, intuizioni, aneddoti si intrecciano in un originale racconto colorato d'arte e di vita, capace di calare il messaggio dei capolavori di ogni epoca nella nostra quotidianità per parlare in modo originale e appassionato di pensiero, di bellezza e, perché no, anche d'amore."

Mi trovo d'accordo quando sostiene che : "guardare un'opera d'arte ponendo l'attenzione sull'aspetto esteriore e limitandosi a un giudizio personale equivale a giudicare una persona dal solo aspetto esteriore, fisico, dipingere non è illustrare e neppure narrare dipingere è cogliere l'essenza". L'importante è che chiunque si trovi difronte ad un'opera d'arte sia in grado di capirlo.
L'autore dice che "non è solo dipingendo corpi sofferenti che si rappresenta la tristezza ma anche, come fanno alcuni contemporanei, utilizzando odori, metallo, carbone....", e ancora "il mestiere dell'arte non è quello di stupire ma è quello di occuparsi di cose normali, facendole diventare speciali.". E aggiunge "non esistono cose, persone, situazioni belle, esiste semmai una luce che le fa diventare belle  e non è una luce divina, e neppure la luce del sole, ma una luce che abbiamo dentro, e che a volte si spegne per poi riaccendersi quando ci troviamo di fronte a uno stimolo nuovo, quando succede qualcosa che improvvisamente sembra dare un senso alla nostra vita.

Leggere questo libro è stato molto piacevole per il fatto che ha incrementato le mie conoscenze in modo tranquillo, sereno e piacevole, creando uno stato d'animo accogliente positivo e allegro come quando si va a fare una bella passeggiata!

P.S. Lettura assolutamente consigliata per chi vuole passare qualche ora spensierata alla scoperta dell'arte antica e moderna!

- LA FRASE DEL GIORNO -

"una volta Monet prese fra le mani un temporale che batteva sul mare e lo gettò sulla tela: e quella che aveva così dipinto era proprio pioggia"
Guy De Maupassant