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mercoledì 14 ottobre 2020

Io come Bridget Jones...

 13 ottobre 2020

Oggi mi sono svegliata presto. E quando ho aperto la finestra della mia camera lo spettacolo che mi si è presentato davanti è stato a dir poco: mozzafiato! Guardate se non ci credete...


Ho respirato a pieni polmoni. L'aria fresca era proprio fresca e per poco non ci sono rimasta secca visto che hanno rischiato di congelare all'istante. Per la miseria! Ci saranno non più di 5 gradi! Il tempo di scattare la foto per catturare il momento e mi accorgo che sono già in ritardo! O meglio, Zoe è in ritardo! "Dio Santo... il pulmino... Aiuto!"...Passo i venti minuti successivi correndo di qua e di là per riuscire a portarla alla fermata del bus in orario! Arriviamo in contemporanea col Bus. E anche questa volta tutto fila liscio. Ufff... Tiro un sospiro di sollievo...

Torno a casa e l'istinto è quello di rimettermi sotto alle coperte. Caspita, oggi è arrivato il primo freddo e le montagne, là dietro le colline, sono ricoperte dal primo manto di neve... L'idea di stare al calduccio sotto un bel plaid con un buon libro e una tazza di tisana caldissima e fumante, ha la meglio! 

Mi metto comoda. Penso che oggi sia la giornata giusta per vestirsi con una mise "super comoda". Quindi apro il mio armadio e rovistando nella parte invernale, estraggo una felpona "super coccolosa". Il  capello  deve essere rigorosamente arruffato (come sempre del resto) o domato con una specie di treccia, o coda, o chignon. Sapete, stare comodi e soprattutto, vedersi belle anche se si è in casa è FONDAMENTALE per la propria autostima! E proprio per questo un filo di trucco non guasta! Si, si, Editor non deve venire nessuno, o meglio non si sa mai! E se bussasse George Clooney in persona che si è perso tra le colline del Soave? Lo dico sempre; "Meglio essere pronti per ogni evenienza!" No? Chi è d'accordo con me?

 

A questo proposito, ricordo un piccolo aneddoto divertente, che è diventato "leggenda" nel mio ristretto nucleo di amiche... un episodio che è stato di grande lezione per tutte, perdonami Chiara...:  

Essendosi fatta male ad un piede, mentre era al lavoro, prima di andare al pronto soccorso ha mandato la collega a comprare un rasoio per depilarsi alla meglio le gambe... per non presentarsi come un big foot... "non si sa mai"!

Ovviamente, questo aneddoto riscuote sempre un sacco di risate fra di noi e magari ha strappato un sorriso anche a voi!

Bene ora sono pronta ho tutto il tempo che voglio per leggere e scrivere il pezzo per il mio blog. Comincio a pensare.

Continuo a pensare.

Mi sforzo ancora di più per pensare.

Uffi! Forse non mi sto concentrando abbastanza. Ah ecco ho trovato... Potrei parlarvi di Michelangelo Pistoletto... ah no, già fatto... Ah ecco, ci sono: Andy Warhol... no, fatto pure questo....

Uhmmm... trovato! Potrei scrivere di Bruno Munari, come promesso... Oh accipicchia, si lo voglio fare ma non oggi! È un personaggio poliedrico, importante, fondamentale... ci vuole super concentrazione e... ed io oggi sono si, super concentrata... ma per coccolare me stessa!

Oh Santa Polenta! Avrò mica il famoso blocco dello scrittore? Presa dal panico chiamo subito il mio Editor che in un nano secondo smonta e dipana il mio possibile dubbio esclamando: "Ma santi numi! Come fai ad avere il blocco dello scrittore se non sei uno scrittore?!?"

Il solito screanzato! Orso che non è altro... Sgrunt!

Poi, fortunatamente si salva aggiungendo: "Perché non scrivi un post dicendo la verità? E cioè, che oggi non riesci a metterti "giù con la testa" su una possibile mostra, su un artista o qualsivoglia curiosità. Dillo. "

"Noooo, non sia mai detto! ma sei pazzo?!? Cosa penserebbero i miei lettori? No, no, è assolutamente fuori discussione... Non farò mai una cosa del genere. Punto!"

Riattacco e... i miei ingranaggi cominciano a girare... anzi, a fumare!

Effettivamente, non sarebbe una brutta idea raccontarvi che oggi ho voglia di coccole, di tempo per me, tutto per me! Che ho voglia di stare in "panciolle" (ovviamente tutto questo prima che rientri da scuola la mia piccola pesticciola...), che ho voglia di stare anche mezz'ora con la tazzina di caffè fumante tra le mani sognando ad occhi aperti e ripensando a ciò che magari ieri, mi ha fatto sorridere o dire a fine giornata: "Nonostante tutto, sono felice!"

Ok, anche se in questo preciso istante mi sento tanto una neo "Bridget Jones", mi ritengo comunque una donna caparbia e anche con gli "attributi"! Si, perché ho guardato in faccia, sfidato e affrontato tutto e tutti, preferendo di gran lunga vivere la mia vita con intensità e, come dice qualcuno, vivere come se fossi "dentro una bolla" o meglio, per certi versi, in una "realtà parallela". 

Si perché ho dimostrato le mie capacità in tutto...: Madre indipendente, seria professionista, compagna premurosa e... anche "pseudo autrice"! Si, grazie al mio super, favoloso, blog! Che grazie alla mia incredibile passione per l'arte, alla mia insaziabile curiosità rende la mia vita un pozzo inesauribile di tesori inaspettati...

 Oh cavoli! Vi ho appena raccontato tutto...!!! Vabbè questa volta è andata così. Lasciatemela passare.

 P.S. E voi cosa fareste in una giornata così freddolosa se foste liberi da impegni? Sono curiosa di sapere...

P.S. Quando mi riferivo a Bridget Jones... sappiatelo, SCHERZAVO!

 

domenica 5 aprile 2020

Andy, per pranzo, va bene la Zuppa?


marzo 2020

È ora di pranzo e non so voi, ma da quando sono barricata in casa, pensare a cosa fare da mangiare utilizzando quei pochi ingredienti che sono rimasti nel frigo e nella dispensa, è diventata un'impresa non da poco...
Dunque, il fatto è che io, già prima della pandemia, facevo da mangiare solo la sera (visto che di giorno ero al lavoro e Zoe a scuola).
In più, spesso, quando mia mamma mi telefonava e mi invitava a cena o mi proponeva qualcosa da mangiare, avevo imparato ad accettare sempre, visto che la sua è vera cucina!

Pensate che c'è chi sostiene che la mia, sia pura cucina di sopravvivenza e non cucina vera e propria... bha!

Comunque, in questo periodo di ristrettezze, non avendo ancora imparato, a 40 anni suonati, a fare la spesa, ed ora poterci andare una volta sola a settimana, ahimé, i piatti che produco proprio non prendono forma... o meglio la forma del piatto, quella non cambia... è ciò che ci va dentro che... insomma, l'ispirazione e la creatività culinaria proprio non mi appartengono!

Quindi spesso mi ritrovo a cucinare sempre le stessa cose o meglio, i primi giorni, subito dopo la spesa, faccio quasi dei manicaretti poi, tutto diventa più piatto, monotono.
Ok, ok, scusate ma la divagazione è sempre in agguato...

 
Dicevo è ora di pranzo... Mi ha appena telefonato mio fratello dicendomi che su Rai 3 stanno parlando di un artista... accendo di corsa la tv e Zoe appena vede sullo schermo l'immagine di Marilyn esclama: "Guarda mamma, quello che abbiamo visto a Venezia!!!"
Resto di stucco. Questa bimba che sembra impassibile, indifferente, distante quando le parlo di arte o la porto in giro a mostre (dovreste contare i suoi sbadigli e vedere i suoi sbuffi!) in realtà mi sta fregando... nel senso che si ricorda tutto!!!

E dire che la mostra a Palazzo Franchetti a Venezia (vedi il post Di Zoe, Banksy, Rothko e altre storie veneziane Cap.2), lei l'ha fatta in 15 minuti, io più di un'ora!


L'artista in questione, avrete capito, è Andy Warhol.
Il secondo artista più comprato e venduto al mondo dopo Picasso.
Nasce a nel 1928 a Pittsburgh, Pennsylvania, è un bambino introverso e timido che scoprì ben presto la passione per le immagini.
Si laurea in arte pubblicitaria, si trasferisce a NY e comincia a lavorare nel campo per importanti riviste come Vogue e Glamour.
Qui nascono i primi lavori pittorici che solo tempo dopo diventeranno "classificati" come Pop Art.
La Pop Art è un movimento artistico nato nel Regno Unito alla fine degli anni 50. 
Ma è all'inizio degli anni 60 e solo dopo essere approdato negli Stati Uniti che diventerà il fenomeno mondiale che tutti conosciamo. 
Questo movimento è espressione della società e dell'immaginario collettivo, ed è un'arte rivolta alla massa e non al singolo individuo. 
Gli artisti si ispirano ad oggetti della realtà quotidiana, per esempio televisione, frigorifero, poster, lavatrice, automobile, lattine o riviste di giornale e li raffigurano nelle opere allontanandoli dal loro ambiente naturale e isolandoli. Le opere di questo movimento non sono altro che prodotti commerciali.

Nel 1962 Andy dipinse 32 quadri rappresentanti lattine di Zuppa Campbell, raccolti in una mostra organizzata da Irving Blum, direttore di una famosa galleria di Los Angeles, dove incontra per la prima volta il grande successo.
Le opere erano collocate su scaffali bianchi che correvano lungo tutto il perimetro della galleria imitando la disposizione di un negozio di alimentari.
Nel 1995 Blum vendette la serie al Museum of Modern Art per 14 milioni e mezzo di dollari!
Andy, scusate la confidenza ma oramai lo sento mio amico, sosteneva che "il cibo in scatola costituiva un degno soggetto artistico per una generazione ossessionata dal business".

Dalla pittura passa alla serigrafia, tecnica che gli permette di replicare all'infinito le immagini che sceglie. Sempre nello stesso anno comincia a realizzare serigrafie di personaggi famosi: Marilyn Monroe, (la Orange Marilyn fu venduta da Sotheby's nel '98 a 17,3 milioni di dollari), Elizabeth Taylor, Elvis, Jackie Kennedy.

E qui amici, posso dire orgogliosamente che nella mia scorribanda a Berlino, all'Hamburgher Banhof Museum (ed anche qui, vi invito a rivedere il post scritto in occasione di questa esperienza... dove? ma come dove... cliccando qui no?) ho visto la serigrafia del doppio Elvis dal vero!
È stato decisamente un incontro emozionante e ho immaginato per un attimo di come deve esser stato frequentare la sua famosissima Factory.

Nella produzione "seriale" delle sue serigrafie, le immagini avevano diverse grandezze e diverse combinazioni di colori, ogni riquadro veniva modificato con pennellate o schiarito, o scurito, in modo da ottenere sequenze di immagini sempre leggermente diverse tra loro.
Quando queste immagini cominciarono a portarlo alla notorietà. Allora Warhol, cominciò ad affrontare temi più difficili, rappresentando tragedie realmente avvenute (dagli incidenti stradali alle pene capitali eseguite attraverso le sedie elettriche).

Dopo il successo Warhol realizza stampe che hanno come soggetti beni di consumo come la Coca Cola o il detersivo Brillo!

E qui scusatemi, ma vi devo confessare una cosa importante, almeno per me.
Qualche mese fa ho ricevuto la foto di "Brillo" direttamente dal museo di Lisbona (giuro che prima o poi vi parlerò anche di questo!) e vedere queste sue opere è stato emozionante perché le serigrafie della Marilyn o di altre "icone" si trovano più spesso, questa no!

Sentite un po' cosa dice a proposito della Coca Cola, lo stesso Warhol: "Mentre guardi alla tv la pubblicità della Coca-Cola sai che anche il Presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor beve Coca-Cola e anche tu puoi berla!".

Warhol è diventato un mito della cultura di massa, re dell'arte commerciale, un personaggio mediatico celebre come una star.
Il suo studio, la Factory, è il luogo più glamour di New York frequentato da artisti, intellettuali, rockstar, attori e dal jet set internazionale.
Se fa un ritratto lo vende a 25 mila dollari.
E' figo, riesce a dare un taglio cool al soggetto ritratto e lo firma quando il cliente lo va a prendere (e soprattutto lo paga!).

Le sue opere finiscono in prestigiosi musei e nelle collezioni più importanti.
Fonda una rivista ed è padre "putativo" a livello artistico di Basquiat e Keith Haring ma anche, per la scena musicale dei tempi, del celebre rockman Lou Reed. Negli anni '80, contribuisce al successo della discoteca Studio 54 e la nascita della disco music.

Fin che è stato in vita, tutto ciò che toccava sembra si trasformasse in oro.

La cosa che mi lascia più stupita è che la maggior parte delle sue opere, è prodotta da specialisti e tecnici, non direttamente da lui, e questo vale anche per altri grandi artisti che lo hanno susseguito e che ho incontrato in questa mia fantastica avventura da Damien Hirst a Jeff Koons e tanti altri.

Ora dopo aver fatto, e soprattutto avervela fatta fare..., questa indigestione di notizie scovate fra libri e rete, posso dire di essermi un po' chiarita le idee su questo grandissimo artista... "strampalato" e sulle sue opere. Spero che questo valga anche per voi...

Rido al ricordo della figura di Warhol interpretata magistralmente da David Bowie nel film di Basquiat... (vi ricordate il post dove parlo di questo film... ah no? vabbeh se volete cliccate qui). Rende l'idea al 100 x 100: strano, bizzarro, anticonformista, attento alla dieta e alla sua salute e allo stesso tempo timido ed introverso.

Ma la cosa che più mi colpisce di Andy Warhol è il fatto che partendo da zero sia riuscito diventare una stella dell'arte e un mito contemporaneo. Incarnazione reale del "Sogno Americano"

Bene, detto tutto ciò... adesso cosa preparo per pranzo?
Uffi... ho capito meglio fare una telefonata a chi se ne intende, dirgli gli ingredienti che ho in frigorifero e vedere se tira fuori una ricetta interessante e, soprattutto semplice e veloce!
"Pronto editor? tu che sei una buona forchetta... Mi sono persa con un post su Warhol, avresti suggerimenti per il mio pranzo?" e lui, pensando pure di essere spiritoso...: "Certo apriti una bella zuppa in scatola... magari Campbell's!!!"
Ho capito, da oggi, anziché chiamarlo Editor o Mr. Gallery... lo chiamerò "Mr. Sympathy"!

P.S. E voi avete suggerimenti culinari interessanti?

- LA FRASE DEL GIORNO -

"credo che avere la terra e non rovinarla, sia la più grande forma d'arte che si possa desiderare"
 
Andy Warhol

venerdì 27 marzo 2020

MERZ e i suoi Igloo... HangarBicocca Cap. 2


Novembre 2018

Sono ancora alquanto scossa dall' aver appena visto e ammirato l'opera che per la prima volta mi ha fatto volare su in alto con l'anima: le "Sette Torri Celesti" di Anselm Kiefer, al Pirelli Hangar Bicocca (vedi post Bendata ad occhi spalancati - HangarBicocca Cap.1), che vengo catapultata direttamente all'esposizione di Mario Merz "igloos" ospitata sempre all'Hangar.
Quando entro nella sala mi accoglie uno spettacolo inusuale... un enorme igloo fatto di metallo. Sopra e dentro, degli elementi naturali: una renna che lo sovrasta, rami secchi...
Poi girando lo sguardo mi accorgo che ci sono tantissimi igloo... Wow strabiliante...!
E sono tutti fatti in mille modi diversi, sempre con materiali poveri o naturali.
Guardando bene e girando intorno a queste "strane opere" scopro che tutte hanno anche una scritta al neon o una serie di numeri, che poi mi viene spiegato che non sono numeri a caso ma una sequenza chiamata Codice Fibonacci (ora su, non fate finta di niente e non ditemi che non conoscete il Codice Fibonacci... Beh, io non lo conoscevo e sono dovuta andare a documentarmi. Ma ovviamente quando mi è stato detto, ho mentito clamorosamente, per non fare la solita mia figuretta,  dicendo un "ah, ma è vero, è il codice Fibonacci!..." e comunque per facilitarvi il compito... cliccate qui).

Gli igloo diventano per l’artista l’archetipo dei luoghi abitati e del mondo. La metafora delle diverse relazioni tra interno ed esterno, tra spazio fisico e spazio concettuale, tra individualità e collettività. Queste opere sono caratterizzate da una struttura metallica rivestita da una grande varietà di materiali di uso comune, come argilla, vetro, pietre, juta e acciaio – spesso appoggiati o incastrati tra loro in modo instabile – e dall’uso di elementi e scritte al neon.
Insomma trovandomi in questo grande spazio la mia curiosità è immensa. Voglio vedere tutti gli igloo, in cosa si caratterizzano, in cosa si differenziano, voglio leggere le scritte e decifrare quelle in inglese. Mi sembra di essere dentro ad una caccia al tesoro voglio scoprire l'igloo più particolare, quello che farà smuovere dentro di me qualcosa o quello che scatenerà quell'energia che comincerà a scorrere nelle vene. Quello che farà brillare di luce la mia anima, il mio spirito... Si perché in questo luogo si respira un'aria misteriosa, mistica, magica.


Alla fine, dopo tutto il mio vagare per cercare il "mio" Igloo, comprendo che quello che più mi piace, è anche quello che forse mi rappresenta di più (ovviamente secondo il mio modo di sentire). E' quello che racchiude dentro di sé una macchina da scrivere... ok io adesso, sinceramente parlando, non so precisamente cosa volesse intendere il signor Merz... so solo che dentro di me ho sempre avuto questo desiderio di leggere, di scrivere, di raccontare... Ed io, semplicemente, lo interpreto così... Un modo di comunicare ciò che si prova dentro se stessi con il mondo che ci circonda...
Ci avrò azzeccato? A mio parere forse si  o forse no. Ma che importa.
Importante è che questa installazione mi abbia fatto pensare, ragionare e a modo suo gioire per nuove rivelazioni!!

P.s. a volte non dobbiamo x forza ostinarci a capire il senso dell'artista possiamo provare a proporre il nostro senso...l'arte in questo ci lascia liberi!




Da oggi, inserisco una nuova rubrica... LA FRASE DEL GIORNO... la potrete trovare ai piedi del post o di spalla a dx dell'articolo... Ci sono frasi che mi fanno letteralmente impazzire, altre che mi invitano a riflettere altre ancora che avrei voluto persarle io! 

- LA FRASE DEL GIORNO -

“Le masse vogliono apparire anticonformiste, così questo significa che l'anticonformismo deve essere Prodotto per le masse.” 
Andy WARHOL

lunedì 2 marzo 2020

Week End a Berlino... Cap.1

Hamburger Banhof Museum - Berlino
novembre 2019

Aeroporto Orio al Serio, destinazione Berlino.
Siamo tre amiche, alla conquista della capitale teutonica.
Pronte per andare alla conquista di questa magnifica città.
Prima dell'imbarco ci propongono di acquistare i biglietti per i mezzi di trasporto e per visitare i musei...
Alla parola musei comincio a contrattare con la hostess "voglio assolutamente un biglietto per tutti i musei che mi sono prefissata di vedere!"
Le mie amiche mi guardano con occhi sbarrati e mi fanno chiaramente capire che loro saranno disposte a vedere 1 max 2 musei!!!
A quel punto il mio battito cardiaco è piatto, il mio sgomento lo legge bene anche la hostess che, con occhi complici, mi fa un leggero sorriso di incoraggiamento e di compiacimento.
Le mie amiche, conoscendo la mia neonata passione per l'arte, corrono ai ripari dicendomi: "tranquilla, non ti preoccupare, puoi andare a vedere, da sola, tutti i musei che vuoi, nel frattempo noi visiteremo la città!"
Il mio battito riprende flebilmente a battere e la hostess rincuoratasi mi stacca il pass prima che qualcuno cambi idea!

Come preannunciato, arriva per me, il momento di andare al museo di arte contemporanea: l'Hamburger Banhof Museum.
Le prime opere che vedo fanno parte di una mostra temporanea... ok sono indecifrabili, forse per me ancora un po' troppo difficili... Comincio a chiedermi se ho fatto la scelta giusta..
Poi il mio cuore sussulta! Davanti a me, ho un'opera gigante di Anselm Kiefer (quello dei sette Palazzi Celesti, ne parlerò in un post più avanti...tranquilli), proseguendo mi imbatto in Cow di Andy Warhol... qui ci resto male, ma non doveva esserci Mao gigante? Poi un formidabile Dubble Elvis sempre suo...
Col mio inglese zoppicante chiedo a una guida che mi dice: "no Mao no!!!"
Cerco una scultura di Keith Haring e pure quella l'hanno tolta... Uffi!
Ok, calma! Mi ero preparata per vedere certe opere e non le trovo... disorientamento totale misto a delusione...
Fortunatamente però, proseguendo nella visita, scopro che ci sono altre opere che non avevo programmato di vedere e il mio battito cardiaco riprende il suo ritmo regolare.
Con, addirittura, impennate nel momento in cui mi trovo davanti a Joseph Beuys, Anish Kapoor, Cy Towmbly, Robert Indiana, solo per citarne alcuni.
Solo un mese dopo, leggendo la biografia di Leo Castelli (vedi il post Leo Castelli il Mostro), scoprirò di aver ammirato e fotografato perchè... non lo so il perchè, solo attrazione forse, le opere di un altro artista famoso: Robert Rauschemberg...
E quando l'ho scoperto mi son detta: "ma uffa perché non l'ho letto prima?!!"

P.s. se vi preparate per andare a vedere un Museo assicuratevi che non abbiano cambiato le opere recentemente... e se vi succede ci saranno comunque delle belle sorprese!

P.s. Se ci tenete a vedere una cosa fatelo anche da soli... così non vi resterà il rimpianto!


Anselm Kiefer

Joseph Beuys

Robert Rauschemberg

mercoledì 26 febbraio 2020

Di Zoe, BanKsy, Rothko e altre storie veneziane Cap.2


domenica 16 febbraio 2020

Oggi, io e Zoe siamo a Venezia, per vedere Banksy e per andare alla Guggenheim Collection e chissà... (vedi post precedente cliccando qui).
Da quando siamo arrivate continuiamo a fermarci a fare foto di qua e di là. E' carnevale, è pieno di gente in maschera, alcune bellisime e spesso ci mettiamo in posa per scattare foto con loro e selfie strepitosi.
Nel scattare una delle mille foto che ho fatto, mi cade l'occhio su uno stendardo appeso al Palazzo che c'è sullo sfondo...
Provo a zoommare per leggere bene quello che c'è scritto.
Nel frattempo Zoe e le maschere veneziane sono lì in posa, convinte che stia scattando loro un sacco di foto... Dopo un po' ringraziano, salutano e se ne vanno verso altri click... In realtà non ho scattato la foto e quando Zoe se ne accorgerà (se mai leggerà questo post) mi sgriderà... "Oh Signur!..." ma io non l'ho fatto a posta... E' stata una cosa che è successa da sola.... "Ti stai arrampicando sugli specchi!" direte voi? Ok, va bene, ci sto provando!

Comunque grazie a quella foto che avrei dovuto fare  e non ho fatto, ho scoperto che era in corso ed oggi era l'ultimo giorno, una mostra sul Novecento a Palazzo Franchetti.
Incrociando le dita ho chiesto a Zoe se avesse avuto piacere ad andare, visto che tanto eravamo in anticipo per il suo laboratorio alla Guggenheim e... stranamente mi ha detto di sì.
Siamo arrivate in questo Palazzo meraviglioso. Zoe ha incominciato a dirmi che avrebbe desiderato nei suoi sogni vivere in un Palazzo così... e cosa vi devo dire, pure io!
All'entrata ci da il benvenuto una scultura di Giacomo Manzu' "cardinale seduto". Bella non il mio genere, forse un po' inquietante.


Poi, proseguendo nella prima sala incontriamo opere di artisti famosissimi. Giorgio Morandi con le nature morte, Gino Severini, Giacomo Balla con "canaringatti" opera molto apprezzata da mia figlia, e poi Mirò, Paul Klee, De Chirico con i suoi manichini, il Trovatore, Ettore e Andromaca, Piazza d'Italia e addirittura Palazzo Ducale a Venezia!


Magritte è presente con 5/6 opere, di lui mi colpisce tantissimo "le salon de dieu" è un'opera pienamente surreale, con un bellissimo cielo stellato sopra ed una casa illuminata a giorno sotto.  C'è una tela intitolata "météore" che rappresenta la testa di un cavallo con lo sfondo di un bosco, magnifica ma ciò che colpisce è il tipo di pittura... è fatta di micro pennellate di colori tenui mescolati in maniera sublime tra loro... sarebbe da guardare con la lente di ingrandimento da quanto è preziosa. Continuando nella sala successiva trovo Franz Kline, con un "untitled" del 1950 che mi piace moltissimo per i colori sul blu e verde, realizzato ad olio e collage, Sam Francis e tanti altri...



E ciliegina sulla torta, per finire 4 fantastici Andy Warhol compreso un Mao che già volevo vedere a Berlino (delle storie berlinisi vi scriverò presto).
Insomma arrivo all'ultima sala veramente soddisfatta ho visto tele impressionanti e magnifiche... sono strafelice perché questa tappa è stata proprio una casuale scoperta!!!


P.s. quando scattate le foto guardate bene cosa si nasconde sullo sfondo...le sorprese sono dietro l'angolo!