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giovedì 19 novembre 2020

Sono una Star... anzi una Étoile!



Ed il sogno... continua... 

Momenti di gloria

Sono passati 2 giorni da quando grazie alla mia mia abilità di detective...  Ok, vabbeh, grazie al fato... ho sventato un possibile furto al Centre Pompidou. 

Tutte le testate giornalistiche più influenti mi cercano per farmi qualche intervista e scoprire qualche aneddoto in più. Ma questo mi sembra il minimo! 

Pensate che la casa cosmetica Dior mi vorrebbe testimonial per il "lancio" di un nuovo super rossetto... non ho capito se per "Lancio" intendano replicare ciò che mi è successo all'interno del Museo o se si tratta di una vera e propria uscita pubblicitaria. E come se non bastaste, le più grandi case di moda mi cercano anche per alcune "s-comparse" sulle loro passerelle! Che cosa vi devo dire... Si sono una Star... Anzi no, un'Étoile! 

Editor di tutto questo non se ne capacita ancora... Ma sotto, sotto, vedo che ha un sorriso sornione.

Da due notti siamo ospiti nella super suite del Ritz e oggi incontreremo addirittura il sindaco di Paris, che per ringraziarmi mi regalerà le "Chiavi della città"! In tutto ciò Editor è preoccupatissimo.

Non riesco a capire il perché. Mah...

Io invece sono strafelice, emozionata e per colpa di questa "fame nervosa" che mi assilla da qualche tempo ormai, mi sto spazzolando una super colazione a base di: omelette, baguette con paté e jambon, formaggi, frutta, croissant, uova e... una super selezione di bignè con la crema. 


Non si sa mai... Meglio rifocillarsi per bene, perché questi francesi per colpa della nouvelle cuisine il cibo te lo fanno vedere e basta! 

E poi dovrò cercare di scegliere la mise perfetta per incontrare il primo cittadino di Parigi! L'incontro è alle tre di oggi pomeriggio. Spero di farcela! Che bello non vedo l'ora!

Siamo pronti!

Ci infiliamo in un taxi e Mr. Gallery, che per l'occasione si è tirato a lucido, credo si sia messo 2 litri di profumo, comincia il suo ennesimo predicozzo. 

È da quando ha saputo dell'incontro col Sindaco che me ne fa uno ogni ora... Bah, che razza di malfidente... Cosa avrà mai da temere? Non capisco!

Io ormai nemmeno lo ascolto più. Anche perché sono attratta dalle vetrine di questa splendida città.  

Oh mio Dio! Ci sono pure i saldi... Mi sale un attacco di Shopping compulsivo che riesco a domare a stento... Ad un certo punto cosa vedo in una vetrina vintage? Quell'abito fantastico di Yves Saint-Laurent ispirato a Mondrian. Vi ricordate? Ci ho scritto pure un post (cliccate QUI  se non ci credete) e se fosse originale e non una delle tante repliche... vale una fortuna!

Non ci posso credere! Il cuore impazzisce... non ce la faccio... non riesco a trattenermi...

"SI FERMIIIIIIII!!!!!!!!" urlo al tassista. 

Lui guardandomi dallo specchietto come se fossi matta, obbedisce ed io scendo di corsa, dimenticandomi la borsa e... pure Editor. Mi fiondo nel negozio! Editor nel frattempo cerca di scusarsi col tassista e prima di scendere a sua volta per vedere cosa combino, lo implora di restare lì ad aspettare "questione di pochi minuti... spero..."

Io nel frattempo sono già dentro alla boutique che imploro la commessa di farmi provare il magnifico abito.

Lei mi guarda e mi riconosce al volo e dice "Ah, ma lei è...

"Si, si, sono io... La prego, la supplico, io devo provare assolutamente quel magnifico abito... quel capolavoro... quell'opera d'arte... la prego... ah, a proposito quanto costa?" Nel mentre Mr. Gallery è arrivato e vedendo il vestito scuote la testa dicendo "Non è possibile... non ne verremo mai fuori..."

La commessa guarda il cartellino e mi dice "95 mila euro ma per lei che è una VIP le farò 80 mila..."

Ok, è quello originale!

E... i miei sogni sono infranti in un nano secondo! Sono una artblogger, un'educatrice, non una multimilionaria... e poi con la crisi che c'è... e poi il covid... e... insomma, i miei risparmi sono ai minimi storici! Non posso permettermelo! Però.... Potrei chiedere ai miei pirati.... No meglio di no, a Editor? no, quello ha il braccino corto... Trovato! Potrei aprire una crowdfunding sul mio blog! Detto, fatto!

Non faccio neanche tempo a metterla sul blog, che subito qualche piccolo risparmio comincia ad arrivare...wow! Sono lusingata! Ad un certo punto mi arriva un messaggio: "Gentile Signorina sono il Sultano di un paese con il nome impronunciabile. Le sarei grato visto la sua fama, la sua bellezza, la sua femminilità ed il suo fascino... accompagnato da un ineguagliabile spirito battagliero, di omaggiarle il bellissimo abito di cui si è perdutamente innamorata.  Già lo vedo indossato da lei... la stella più luminosa del firmamento... la prego di accettare questo dono da questo suo umile servitore... accompagnato da un piccolo anellino di brillanti... che renderebbero più preziose le sue già magnifiche mani."

Wow ma vi rendete conto? Un Sultano!!! e poi che romanticismo... che generosità...

Poi in piccolo, c'è scritto un p.s. "Ovviamente in  cambio mi piacerebbe passare con lei una fantastica notte nel mio modesto pied a terre..."

Il mio entusiasmo a questo punto si sgretola! "Ma per chi cavolo mi ha preso? Brutto ceffo che non è altro, ma cosa pensa? Di comprarmi con un abito? Con un anellino? Ma stiamo scherzando? Di quanti carati ha detto? No! No! e poi No! ...con chi crede di avere a che fare quello lì!"

Nel frattempo Editor sta ridendo come un matto. Ed io mi sto inalberando ancora di più! Sapete che vi dico? Non lo voglio più! Non me ne frega niente! Tanto con il mio fisico ed il mio fascino... anche uno straccetto... Mi rivesto come un fulmine. Prendo Editor per mano e lo trascino fuori e se non la smette di ridere rischia la decapitazione come Maria Antonietta. Usciamo dal negozio. Il tacco 12 che ho messo per l'occasione, comincia a darmi un po' di fastidio. Fortuna che il taxi è qui che aspetta. Saliamo e riprendiamo la nostra corsa... e di corsa! Perché siamo in super ritardo, mancano 5 minuti. 

Editor comincia a fare discorsi del tipo "Con te mai una volta che le cose si possono fare tranquillamente... Mannaggia... Bisogna sempre arrivare al limite! Ogni volta ti inventi qualcosa di nuovo per..." la sua faccia è proprio tirata. Credo che questa volta sia proprio arrabbiato...

Scendiamo dal taxi al volo e cominciamo a correre su per la lunga gradinata del Comune. Per agevolare la mia corsa decido di togliermi le scarpe... ecco così va meglio! Volo!

Quando vedo il Sindaco sventolo per aria le mie mani in modo che mi veda. Solo che... ancora stringo le scarpe per i tacchi e... in quel mentre, una schiera di fotografi si gira e comincia a scattare... Click... Click. 

Faccio il sorriso più bello che ci sia mentre Mr. Gallery sottovoce e a denti stretti mi intima di infilarmi le scarpe invece di tenerle in mano come delle bandierine. Ah giusto... le scarpe, i miei tacchi 12! 

Ehmm, me ne ero scordata. Il sindaco mi guarda e sorride. Io ricambio e dopo essermi rimessa le mie favolose Jimy Choo (tarocche), mi avvio e quando sono difronte a lui, uno dei miei tacchi cede e si stacca! Cado, e aggrappandomi alla cravatta del primo cittadino rischio di strozzarlo!

Ovviamente scatta lo scoop....

I fotografi scattano. La sicurezza interviene. Editor resta inebetito! Io rischio di nuovo l'arresto...

Sento già il DIN DIN delle manette... ah no! E' la sveglia...


sabato 2 maggio 2020

MONDRIAN-MANIA


aprile 2020

Quando sento parlare dei colori primari, mi tornano alla mente un sacco di ricordi legati alla mia scuola dell'infanzia di cui custodisco, ancora, i manufatti pittorici a casa dei miei, nella profonda speranza che un giorno vengano definitivamente perduti o polverizzati (potete immaginare come già allora fossi un totale disastro nell'elaborazione grafica!).
E ovviamente, mi tornano alla mente le prime esperienze fatte all'inizio della mia carriera di insegnante di scuola dell'infanzia.
Per far sì che i miei piccoli (29 bambini di 4 anni!) prendessero confidenza con questi colori mi ero ingegnata per farli sperimentare con le mani e la tempera, in modo da creare un rapporto diretto tra loro ed il colore.
Ovviamente  ricordo anche gli effetti collaterali... ne derivarono impronte di mani ovunque: sui tavoli, sui grembiulini (con conseguente predica da parte dei genitori, che non capivano ancora che forse il grembiule era fatto a posta per essere sporcato, beh, in questo caso dipinto...), sui muri della classe e anche quelli del corridoio (e qui ringrazio la fantastica spugnetta salva colore e le preziosissime ausiliarie che ancora oggi adoro... ah se non ci foste voi), per non parlare del bagno!

Rido ancora tra me e me quando penso a quei momenti... E a come finita l'attività dicevo: "allora bambini ora mani in alto, non toccate nulla e quando finalmente arriveremo in bagno vi aiuterò io... tranquilli l'importante è che stiate fermi!"
Le ultime parole famose! Se qualcuno avesse ripreso la scena avrebbe visto una maestra in preda al panico che come Speedy Gonzales, cercava di lavare contemporaneamente le mani a 29 piccole pesti (54 mani,108 dita etc. etc.), che ovviamente, essendo bambini si divertivano nell'attesa a giocare tra loro.
Il risultato finale però mi convinceva. Ero convinta di fare la cosa giusta, loro si divertivano un mondo, imparavano qualcosa e comprendevano che con le mani si può creare!
Ed io? Beh, quando tornavo a casa ridevo nel ritrovarmi i capelli colorati di giallo o di blu consapevole che lungo il tragitto da scuola a casa, mi ero fermata a fare la spesa, qualche altra commissione e magari con fare serio e compito essere passata anche in biblioteca a studiare un po'!

Ma perché tutto questo preambolo? Perché è da qualche giorno che mi capitano tra le mani immagini di opere di Mondrian... un segno del destino? Non lo so, ma sono convinta che quando le cose arrivano c'è sempre un perché. Ora starete pensando: "ecco, fra qualche istante attacca la filippica su questo Mondrian..." BRAVI! Avete indovinato ma non avete vinto nulla se non la... filippica!

 "albero rosso"
Una delle opere principali e forse più conosciute di questo artista è "Tableau I" del 1921.
Ora se guardiamo bene questa tela potremmo dire che è semplice, ma vi assicuro che lo è solo in apparenza!
Se vi dicessi che tutto questo dipinto nasce da un albero, più precisamente Avond (sera): "l'albero rosso" dipinto nel 1909?
In questo suo dipinto i riferimenti alla natura e il soggetto "pianta" sono ancora ben presenti.

"albero blu"
 L'anno successivo in "albero blu" la pianta c'è ancora ma i dettagli spariscono e i rami cominciano ad assomigliare a delle linee.

"albero argentato"
 Nel 1911 in "albero argentato" i colori non sono più quelli della realtà e l'albero è sempre più stilizzato.
Mondrian qui, cerca di trovare un un equilibrio tra ciò che sta dietro (lo sfondo) e quello che è il soggetto in primo piano.
Nel 1912 dipinge "melo in fiore", qui l'albero si vede meno perché "non gli interessa più l'oggetto e nemmeno lo spazio che c'è tra il primo piano e lo sfondo. Gli interessa la forma, gli interessa arrivare a qualcosa di bi-dimensionale, vuole cioè portare sfondo e soggetto allo stesso livello".

"Composizione n.VI"

 Nel 1913 arriva a "Composizione n.VI",  è completamente astratta! Qui non c'è più niente, non c'è un soggetto che si riconosce e non c'è nemmeno uno sfondo.
Mondrian è convinto che l'essenza delle cose non sta nella superficie e per arrivare a questa essenza bisogna togliere tutto ciò che ci sta intorno.

"Tableau I" del 1921
Avendo fatto studi anche di filosofia, Mondrian sostiene che la stessa vita delle persone è circondata da tante cose superflue, tante decorazioni, e che anche se è difficile da raggiungere, sotto a tutto ciò  che è superfluo possiamo trovare la nostra vera essenza... almeno questo è ciò che ho capito! E voi? come siete messi? siete riusciti a seguirmi?

Finalmente dopo anni di ricerca e sperimentazione arriva ai suoi grandi capolavori dove si vedono delle linee verticali che intersecano linee orizzontale che creano dei piani, delle superfici che riempie con i tre colori primari giallo, rosso, blu. Ohh, finalmente ci sono arrivata! Perché vi ricordate l'inizio di questo post? Tutto è cominciato da loro... i colori primari!

Quindi nelle sue opere troviamo sia un aspetto tecnico che un aspetto filosofico ed insieme vogliono farci arrivare all'essenza.
Ci sono altri pittori che arrivano a questo tipo di essenza con l'astrattismo Malevic e Kandinsky. Ma di loro la filippica ve la elargirò in un altro momento...

La cosa che mi stupisce di più è il tempo, gli anni, che Piet, si oramai sono in confidenza, ha impiegato per arrivare a creare queste opere uniche e meravigliose... insomma è come se avesse passato la sua vita a ricercare, esplorare, cercare di conoscere le cose per arrivare alla fine alla loro essenza... o meglio per arrivare a l'essenza della vita.



Quando mi sono trovata davanti al Mondrian che c'è a Venezia alla Guggenheim Collection, "composizione n.I con rosso" del 1939, non avevo tutte queste informazioni, e ricordo ancora che sì ero felice di trovarmi davanti ad un Mondrian, ma ero scocciata perché non riuscivo a fotografarlo bene visto che avevo una comitiva di studenti tedeschi davanti e forse, anche un po' interdetta perché non ne capivo il senso! Una cosa furba però l'ho fatta. Ad un certo punto con estrema gentilezza (o più probabilmente con il mio fascino... e scusate se è poco... d'altronde sono o non sono una Signora che gira da una mostra all'altra in... punta di pantofole?), ho fatto capire al gruppo se poteva spostarsi perché volevo fotografare... e così le acque si sono aperte ed io veloce come Speedy Gonzales ho fatto le foto, fotografando anche la firma!!!


Curiosità: negli anni '60 la casa di moda Yves Saint Laurent lancia una linea ispirata alle opere di Mondrian e la casa cosmetica L'Oreal lancia una linea di prodotti con l'immagine delle sue opere!

P.S. Quante volte vi siete ingellati o laccati i capelli negli anni 80/90 con i prodotti l'Oreal... ricordo ancora la canzone della pubblicità....








- LA FRASE DEL GIORNO -

"se gli ostacoli e le difficoltà scoraggiano l'uomo mediocre, al contrario al genio sono necessari, e quasi lo alimentano
Theòdore Géricault

mercoledì 29 aprile 2020

Che cosa hai detto che ci dovrei vedere, lì dentro?



Premessa del 27 aprile 2020

Questo post è stato scritto circa 3 mesi fa.
Quando in me era ancora molto forte, persistente e vivo il ricordo con relativo entusiasmo (quello non si è mai spento in realtà...) della visita fatta a Venezia alla Guggenheim Collection, luogo che adoro se non lo avete ancora capito!

Da allora le cose si sono fortunatamente un po' evolute.
In che senso? Semplice, in questi mesi per una mia innata curiosità, mi sono messa a leggere una montagna di libri, (vedere un po' di post passati per credere...), di riviste, di articoli sui social, che hanno aumentato considerevolmente le mie conoscenze artistiche.
Ho cercato, ogni volta che ho incontrato una parola nuova, un concetto nuovo, un qualcosa che mi era poco chiaro, di andare a fondo per cercare di comprendere al meglio.
Ovviamente chiedendo a chi sapete voi...
Vabbeh, avete capito, il mio Editor e al Signor Google,
che vi dirò, essere si a volte non così del tutto chiaro, ma sicuramente meno brontolone e sarcastico del primo.
Devo però ammettere che fortunatamente in qualche modo hanno cercato di chiarire e sgrovigliare matasse lunghissime e chilometriche di dubbi.
Ok, ok, Editor devo riconoscere che la tua pazienza di spiegarmi le cose è immensa.
Soprattutto quando sei costretto ad abbassarti al mio livello ed utilizzare un linguaggio adatto ai bambini della scuola dell'infanzia pur di farmi comprendere un concetto.
Certo in quei momenti non so se essere felice perché ho acquisito una nuova conoscenza o sentirmi una perfetta idiota perché mi ci vogliono spiegazioni su spiegazioni per farmela comprendere!
Sta di fatto, che sono orgogliosa di me.
Che nonostante tutto, insisto per capire ad ogni costo tutto, stressando inverosimilmente chi deve darmi le risposte!
Certo come diceva la mamma di qualcuno di mia conoscenza, che oramai conoscete anche voi,
"Non si nasce imparati!".
Mai affermazione è stata più azzeccata!
Il guaio è che vorrei conoscere tutte le correnti artistiche, con artisti connessi e più mi sembra di cominciare a capire qualcosa, più accade qualcosa che mi fa capire che in realtà non ci ho capito una mazza!
In realtà una cosa l'ho capita, e chiaramente anche: sono solo alla prefazione! Che normalmente è prima dell'introduzione...del grande mondo dell'arte!
Avete capito bene? No?
Ok provate a rileggere magari vi sarà più chiaro!

Questo è ciò che è accaduto anche rileggendo questo post.
Pensavo  di essere in grado di dire qualcosina in più... Invece ragazzi cosa volete che vi dica... io in questa tela non ci vedo ancora nulla!!!
Sono sicura che i "maniaci" dell'arte mi riterranno una giovane e inesperta matricola, una burbetta... allora facciamo così: se ci riuscite provate a spiegarmela voi!

Aspettate però, io qualche cosa di lui l'ho scoperta.

Theo van Doesbourg è un artista  olandese. Autodidatta, pittore e architetto.
La sua pittura è caratterizzata dall'utilizzo di colori primari e forme geometriche elementari, come linee e quadrati.

Diede vita alla rivista De Stjil, insieme a Piet Mondrian, "che decanta il radicale rinnovamento dell'arte e intorno alla quale nacque il movimento del neoplasticismo".
E già questa affermazione mi manda in tilt... cosa mai vorrà dire?
Che aveva a che fare con la plastica o magari con le forme? (Quiz per voi amici miei! la soluzione a pag... no vabbeh... scherzavo!)

 ottobre 2019
Vi è mai successo di imbattervi in un' opera d'arte e non riuscire a vedere l'immagine che rappresenta fino a quando qualcun'altro ve lo suggerisce? Ok, anche a me è successo! E fin qui nulla di strano...

Se invece, quel qualcuno, insieme ai libri che state divorando, vi suggerisce sì, che c'è un'immagine e voi continuate a non vederla?
Beh, inevitabile... Si cade nel dilemma... Mia incapacità? Mancanza di sensibilità? Ottusità? ...facendo leva su tutta quella poca autostima che mi è rimasta dopo questa confessione, vi dico che questo è il mio caso!
Di tutto quello che è indicato da tutti, non ci ho visto nulla allora e, continuo a non vederci nulla ora!

E qui vi voglio!

Sto parlando di un'opera di un certo Theo Van Doesburg presente nella collezione Peggy Guggenheim di Venezia (e a me tutt'oggi sconosciuto!).
L'opera in questione "Composizione in grigio, rag time" del 1919.
Rappresenterebbe una coppia che balla il “ragtime” (danza americana all’epoca in voga), di cui riprende il ritmo sincopato.
Uno studio preliminare piuttosto realistico, ci permette di comprendere che, l’uomo è sulla destra, con il piede saldamente ancorato alla base della composizione e il braccio destro alzato al livello della spalla. La donna, un po’ più piccola, sta muovendo il piede (le due linee verticali parallele in basso a sinistra) all’indietro fino a raggiungere il ginocchio, in un passo tipico del “ragtime”. La sua cintura è nell’ombreggiato ovale contenuto in un rettangolo a metà della composizione, sul lato sinistro.
Sono stata mezz'ora davanti al dipinto cercando di guardarlo da angolazioni diverse ad un certo punto mi sono anche messa a testa in giù... rischiando letteralmente di essere buttata fuori dal museo... ma io, i due ballerini non li ho visti!!!

Piuttosto che pensare che è la mia mente ad essersi fossilizzata, preferisco pensarla così:
Forse in quel momento i nostri ballerini hanno fatto una pausa andandosi a bere un drink!

A voi la sfida!

P.S. non sempre trovo delle risposte, ma il fatto di pormi delle domande rende le mie scorribande nell'arte sempre più interessanti!



- LA FRASE DEL GIORNO -

"il privilegio dei morti: non moriranno più"
  Gabriele D'Annunzio