sabato 2 maggio 2020

MONDRIAN-MANIA


aprile 2020

Quando sento parlare dei colori primari, mi tornano alla mente un sacco di ricordi legati alla mia scuola dell'infanzia di cui custodisco, ancora, i manufatti pittorici a casa dei miei, nella profonda speranza che un giorno vengano definitivamente perduti o polverizzati (potete immaginare come già allora fossi un totale disastro nell'elaborazione grafica!).
E ovviamente, mi tornano alla mente le prime esperienze fatte all'inizio della mia carriera di insegnante di scuola dell'infanzia.
Per far sì che i miei piccoli (29 bambini di 4 anni!) prendessero confidenza con questi colori mi ero ingegnata per farli sperimentare con le mani e la tempera, in modo da creare un rapporto diretto tra loro ed il colore.
Ovviamente  ricordo anche gli effetti collaterali... ne derivarono impronte di mani ovunque: sui tavoli, sui grembiulini (con conseguente predica da parte dei genitori, che non capivano ancora che forse il grembiule era fatto a posta per essere sporcato, beh, in questo caso dipinto...), sui muri della classe e anche quelli del corridoio (e qui ringrazio la fantastica spugnetta salva colore e le preziosissime ausiliarie che ancora oggi adoro... ah se non ci foste voi), per non parlare del bagno!

Rido ancora tra me e me quando penso a quei momenti... E a come finita l'attività dicevo: "allora bambini ora mani in alto, non toccate nulla e quando finalmente arriveremo in bagno vi aiuterò io... tranquilli l'importante è che stiate fermi!"
Le ultime parole famose! Se qualcuno avesse ripreso la scena avrebbe visto una maestra in preda al panico che come Speedy Gonzales, cercava di lavare contemporaneamente le mani a 29 piccole pesti (54 mani,108 dita etc. etc.), che ovviamente, essendo bambini si divertivano nell'attesa a giocare tra loro.
Il risultato finale però mi convinceva. Ero convinta di fare la cosa giusta, loro si divertivano un mondo, imparavano qualcosa e comprendevano che con le mani si può creare!
Ed io? Beh, quando tornavo a casa ridevo nel ritrovarmi i capelli colorati di giallo o di blu consapevole che lungo il tragitto da scuola a casa, mi ero fermata a fare la spesa, qualche altra commissione e magari con fare serio e compito essere passata anche in biblioteca a studiare un po'!

Ma perché tutto questo preambolo? Perché è da qualche giorno che mi capitano tra le mani immagini di opere di Mondrian... un segno del destino? Non lo so, ma sono convinta che quando le cose arrivano c'è sempre un perché. Ora starete pensando: "ecco, fra qualche istante attacca la filippica su questo Mondrian..." BRAVI! Avete indovinato ma non avete vinto nulla se non la... filippica!

 "albero rosso"
Una delle opere principali e forse più conosciute di questo artista è "Tableau I" del 1921.
Ora se guardiamo bene questa tela potremmo dire che è semplice, ma vi assicuro che lo è solo in apparenza!
Se vi dicessi che tutto questo dipinto nasce da un albero, più precisamente Avond (sera): "l'albero rosso" dipinto nel 1909?
In questo suo dipinto i riferimenti alla natura e il soggetto "pianta" sono ancora ben presenti.

"albero blu"
 L'anno successivo in "albero blu" la pianta c'è ancora ma i dettagli spariscono e i rami cominciano ad assomigliare a delle linee.

"albero argentato"
 Nel 1911 in "albero argentato" i colori non sono più quelli della realtà e l'albero è sempre più stilizzato.
Mondrian qui, cerca di trovare un un equilibrio tra ciò che sta dietro (lo sfondo) e quello che è il soggetto in primo piano.
Nel 1912 dipinge "melo in fiore", qui l'albero si vede meno perché "non gli interessa più l'oggetto e nemmeno lo spazio che c'è tra il primo piano e lo sfondo. Gli interessa la forma, gli interessa arrivare a qualcosa di bi-dimensionale, vuole cioè portare sfondo e soggetto allo stesso livello".

"Composizione n.VI"

 Nel 1913 arriva a "Composizione n.VI",  è completamente astratta! Qui non c'è più niente, non c'è un soggetto che si riconosce e non c'è nemmeno uno sfondo.
Mondrian è convinto che l'essenza delle cose non sta nella superficie e per arrivare a questa essenza bisogna togliere tutto ciò che ci sta intorno.

"Tableau I" del 1921
Avendo fatto studi anche di filosofia, Mondrian sostiene che la stessa vita delle persone è circondata da tante cose superflue, tante decorazioni, e che anche se è difficile da raggiungere, sotto a tutto ciò  che è superfluo possiamo trovare la nostra vera essenza... almeno questo è ciò che ho capito! E voi? come siete messi? siete riusciti a seguirmi?

Finalmente dopo anni di ricerca e sperimentazione arriva ai suoi grandi capolavori dove si vedono delle linee verticali che intersecano linee orizzontale che creano dei piani, delle superfici che riempie con i tre colori primari giallo, rosso, blu. Ohh, finalmente ci sono arrivata! Perché vi ricordate l'inizio di questo post? Tutto è cominciato da loro... i colori primari!

Quindi nelle sue opere troviamo sia un aspetto tecnico che un aspetto filosofico ed insieme vogliono farci arrivare all'essenza.
Ci sono altri pittori che arrivano a questo tipo di essenza con l'astrattismo Malevic e Kandinsky. Ma di loro la filippica ve la elargirò in un altro momento...

La cosa che mi stupisce di più è il tempo, gli anni, che Piet, si oramai sono in confidenza, ha impiegato per arrivare a creare queste opere uniche e meravigliose... insomma è come se avesse passato la sua vita a ricercare, esplorare, cercare di conoscere le cose per arrivare alla fine alla loro essenza... o meglio per arrivare a l'essenza della vita.



Quando mi sono trovata davanti al Mondrian che c'è a Venezia alla Guggenheim Collection, "composizione n.I con rosso" del 1939, non avevo tutte queste informazioni, e ricordo ancora che sì ero felice di trovarmi davanti ad un Mondrian, ma ero scocciata perché non riuscivo a fotografarlo bene visto che avevo una comitiva di studenti tedeschi davanti e forse, anche un po' interdetta perché non ne capivo il senso! Una cosa furba però l'ho fatta. Ad un certo punto con estrema gentilezza (o più probabilmente con il mio fascino... e scusate se è poco... d'altronde sono o non sono una Signora che gira da una mostra all'altra in... punta di pantofole?), ho fatto capire al gruppo se poteva spostarsi perché volevo fotografare... e così le acque si sono aperte ed io veloce come Speedy Gonzales ho fatto le foto, fotografando anche la firma!!!


Curiosità: negli anni '60 la casa di moda Yves Saint Laurent lancia una linea ispirata alle opere di Mondrian e la casa cosmetica L'Oreal lancia una linea di prodotti con l'immagine delle sue opere!

P.S. Quante volte vi siete ingellati o laccati i capelli negli anni 80/90 con i prodotti l'Oreal... ricordo ancora la canzone della pubblicità....








- LA FRASE DEL GIORNO -

"se gli ostacoli e le difficoltà scoraggiano l'uomo mediocre, al contrario al genio sono necessari, e quasi lo alimentano
Theòdore Géricault

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