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sabato 14 novembre 2020

Il "Puppy" ha messo la mascherina... io devo mettere la museruola...

 



Entro in una sala d'attesa asettica, lugubre, di medicina nucleare, già il nome dice tutto. 

Alle pareti aleggia il contorno grigiastro di quadri che un tempo erano appesi proprio lì. Oggi mi aspetta un esame molto importante. Il destino, il fato, la sorte, chiamatela come volete, in questa sala si divertirà moltissimo a giocare con la mia vita e quella di chi è qui con me. 

Si, perchè con me ad aspettare la sorte, oggi  ci sono altre 3 signore. Forse non tutte hanno un grattacapo come il mio, ma dalla sofferenza e dalla paura che leggo nei loro occhi sono qui per scoprire qualcosa.

Qualcosa che potrebbe cambiare la loro vita, proprio come è successo a me... per sempre.

Saluto con un buongiorno incerto, tremolante e di risposta ho saluti sommessi. Mi siedo mantenendo le adeguate distanze e mi metto in attesa. Osservo dapprima le donne che sono lì, poi per non essere invadente ritraggo il mio sguardo e comincio a concentrarmi su di me. 

Ho una fottutissima paura.

Sono terrorizzata da ciò che mi aspetta. 

Decido di fare la mia "visualizzazione", quella su cui mi sono allenata in questi giorni. E' una sorta di meditazione..." visualizza ciò che ti fa stare bene e ne trarrai beneficio..." Deve funzionare perché mi porta in un luogo a me sacro, sicuro, soffice e coccoloso al punto giusto. Mi sento protetta.

Ad un certo punto entra un'altra donna accompagnata dal figlio, quasi sicuramente trentenne. Mi chiedo perché lui sia qui, visto che gli accompagnatori sono obbligati, in questi giorni di Covid, a restare fuori. Poi capisco che lei non parla la nostra lingua e lui sarà il suo tramite.

Osservo la coppia e osservo lui. Si lui, perché sta indossando la sua mascherina a metà. Il naso è completamente scoperto e mentre è lì che smanetta col telefono ... starnutisce pure.

Ok, ho aspettato anche troppo. Attiro la sua attenzione. Gentilmente e con calma, ma ferma, chiedo se può mettersi bene la mascherina. Mi guarda stralunato e dicendomi qualcosa in un dialetto a me incomprensibile se la ficca sopra il naso quasi scocciato, guardandomi anche male... Io lo ringrazio.

La donna che ho difronte mi guarda. Ci guardiamo dritte negli occhi, per qualche secondo e vedo una scintilla di approvazione.

Ora, fino ad oggi non mi sono mai sbilanciata, ma gli avvenimenti di questi giorni mi hanno fatto riflettere molto. 

In questo periodo purtroppo, vista la mia condizione ho limitato al massimo i miei spostamenti, le mie uscite. Si, si come tutti del resto. Ma chi si trova nella mia situazione lo fa con più attenzione, perché sa benissimo che sta scherzando con il fuoco.

Mi capita raramente di uscire a prendere una boccata d'aria facendo qualche passeggiata nei bellissimi sentieri che si snodano proprio qui, dove vivo io, offrendomi la possibilità di evitare il paese e la massa di gente che, nonostante le raccomandazioni e le restrizioni, non rinuncia a radunarsi.

Nonostante il mio intento di evitare tutto e tutti, incontro comunque sempre un sacco di persone che hanno avuto la mia stessa idea, e non li biasimo. Chi non vorrebbe prendere una boccata d'aria con delle giornate di sole così splendide, quando tra un po' ci chiuderanno obbligatoriamente tutti in casa?

Quando poi, queste persone sono coscienziose e rispettose del prossimo indossando a dovere la mascherina, hanno tutte la mia ammirazione nonché approvazione. Perché si stanno impegnando e sforzando, come me a combattere la diffusione di questo dannatissimo virus.

Ci sono purtroppo però, sempre le eccezioni.

I più rispettosi nell'usare nel modo giusto la mascherina sono sicuramente i bambini. Zoe ad esempio, e le sue amiche, hanno un atteggiamento ineccepibile. E lo fanno sì, con fatica e a volte lamentandosi, ma mai abbassano la guardia. Tanto di cappello.

Se invece guardiamo agli adulti, ecco qui si crea una crepa... Un gap. Fortunatamente la maggior parte collabora nel modo giusto. Si, collabora, perché il venir fuori da questa pandemia implica inesorabilmente il collaborare.

Ma che mi dite di chi cammina in mezzo alla gente con la mascherina abbassata infischiandosene perché è all'aria aperta e quindi convinto che, se mai dovesse essere asintomatico, non attaccherà mai nessuno?

Nel corso della mia passeggiata di sabato pomeriggio, ho incontrato tre persone più o meno della mia età. Gente, a guardarla  bene, composta, a modo... ma irrispettosa nei miei confronti. Si perché oltre a non indossare la protezione, al mio "Scusi, potrebbe mettersi la mascherina per favore?", ha tirato dritto senza rispondermi e senza fare nulla.

Ora mi rivolgo a chi come queste signore, si ahimé erano donne, se ne frega degli altri. 

Io e quelli come me per colpa vostra rischiamo la pelle ogni giorno. Se voi vi trovaste nella mia condizione, e non ve lo auguro, la pensereste come me. Se dovessi contrarre il virus ho meno possibilità di salvarmi di voi. 

Se un giorno vi trovaste in uno di quei letti d'ospedale pensate che chi vi sta aiutando a salvarvi la vita, rischiando la sua, indossa quella cavolo di mascherina per tantissime ore al giorno e lo fa per voi, per salvarvi e senza tanto lamentarsi perché cercare di salvare una vita umana ha un valore impagabile. E voi ? Ve ne siete fregati. Ve ne state sbattendo. Vergognatevi!


Ora giusto per alleggerire la situazione, voglio raccontarvi di come un'opera d'arte, per me stupenda, di Jeff Koons stia contribuendo a modo suo, a sensibilizzare la popolazione mondiale all'uso corretto della mascherina.

Nell’era della pandemia, il compito di veicolare messaggi, può essere affidato anche alle opere pop della nostra contemporaneità. 

È il caso di Puppy, l’enorme scultura realizzata dall’artista americano Jeff Koons (vi ricordate? Ho parlato anche di lui... se vuoi rinfrescarti la memoria, clicca QUI) che dal 1997 troneggia davanti al Guggenheim di Bilbao. L’opera alta 12,4 metri, che raffigura un cagnolino di razza West Highland Terrier, sfoggia ora una nuovissima mascherina realizzata con dei fiori come segno di buon auspicio, ma anche per ricordare alla collettività l’importanza dei piccoli e quotidiani gesti di prevenzione – come proteggere naso e bocca fuori dalle mura di casa – nella lotta contro la pandemia mondiale di Covid-19.

Pensate che l'idea di mettere la mascherina a Puppy è stata di un abitante di Bilbao che ha scritto all'artista proponendo la sua idea!

Il nuovo accessorio è stato “disegnato” su Puppy in occasione del consueto cambio di fiori che avviene ogni primavera (dove viene adornato da begonie, balsamine, calendule e petunie di colore diverso) e ogni autunno, quando il suo manto si ricopre di fiori adatti a resistere alla stagione più fredda. La “mascherina” si farà più visibile nelle prossime settimane, quando i fiori da poco inseriti inizieranno a sbocciare.


 

Ecco, questo è quanto.

 Mi auguro che questo post possa contribuire a sensibilizzare la gente sulla grande responsabilità che ha nei confronti di sé stessi e degli altri.

https://video.virgilio.it/guarda-video/al-guggenheim-di-bilbao-il-puppy-di-jeff-koons-ha-la-mascherina_bc6206408250001 


mercoledì 28 ottobre 2020

Lockdown di nuovo? Nooooo!!!

 


Martedì 27 ottobre 2020

Oh che cavolo! No! No! E poi no... Non è proprio possibile! Ma uffiiiiiii! Ma l'universo? Ce l'ha con me? 

Insomma, prima l' influenza, poi la pandemia, poi ancora il lockdown. E sul più bello, quando tutto sta riaprendo? Il "fulmine a ciel sereno" con le conseguenze che ben conoscete con mesi interminabili di agonia! 

Ora, sul più bello, quando ho ripreso, tutta allegra, pimpante... ok, di pimpante c'è pochino... con più entusiasmo di prima a girovagare per musei, eventi e gallerie, rischiamo una nuova chiusura totale?

Ma stiamo scherzando?

Uffiiiii!!! Io non ci sto! Sono proprio arrabbiata! Eh si, posso anche sembrare una bambina viziata, che batte i piedi... (pensate che qualcuno di nostra conoscenza sostiene che lo sia...sgrunt!) Forse è vero! Ma daiiiiiii, non ci voglio credere! Oh voglia di vita. Vita vera.

Io ho da vedere il mondo "PerdinciBacco!!!"

E non mi accontento di quello che vedo appena fuori dalla mia porta di casa. Io voglio... Voglio... Voglio vedere il mondo bello. Quello dell'arte. Quello della cultura. Quello che ogni volta mi spiazza, facendomi palpitare il cuore. Facendomi sentire parte di un universo sublime, ricco e meraviglioso. 

Ma non mi accontento di un surrogato messo in internet come mesi fa! Ok se costretta si, per forza di cose. Ma io voglio vedere tutte quelle mostre che sono in corso ora Caravaggio, Van Gogh, Villa Panza, la Cappella degli Scrovegni, Rivoli, la Gam, il Maxxi e il Macro di Roma... Insomma, avete capito?

Cosa? State dicendo che siamo tutti sulla stessa barca? Si lo so.  E' verissimo... ma mi andava comunque di dirlo. Perché a volte esternare le proprie preoccupazioni, le proprie paure, le rende meno pesanti... Forse... perché alla fine si condividono...

Vabbè amici era giusto giusto un piccolo sfogo! Scusate!

Cosa?

Aspettavate il racconto che è stato pubblicato sul libro #iorestoacasaescrivo?

Certo che non mi sono dimenticata... Ma un po' di suspence rende il tutto più... interessante!!! 

Quindi rimanete connessi...

Stay Tuned...

lunedì 27 luglio 2020

Dal Rivoli al Mart

 lunedì 27 luglio 2020

Il post che vi propongo oggi l'ho scritto in pieno Covid, 
prima dell'imprevisto ospedaliero che poi mi ha travolto...
Di fatto quindi, per me, non è ancora cambiato nulla. 
I musei li visito ancora in rete e mi devo purtroppo accontentare... 
ma... Ma presto tutto cambierà e allora...



21 marzo 2020

Ecco, sono le 11 della mattina e non vedo l'ora che mia figlia lasci libero il pc, è in video lezione..., povera cucciola e poveri tutti loro costretti a casa...
Ok, il motivo di questa "smania" computerizzata? Per poter finalmente partire per una nuova avventura... in internet si intende... Si in rete... lo so, per me, sentirmi dire certe parole o ancora immaginarmi solo qualche mese fa ad aspettare l'ora per "navigare", mi fa credere proprio di essere un'altra persona, un'altra me!

Oh Santa polenta! Vi immaginate un'altra me in giro a scorrazzare per i musei?
No Editor, tranquillo era solo una supposizione... non occorre che fai finta di svenire...!

Cavoli io che ho sempre odiato video giochi, Playstation e tutto ciò che riguarda questi mondi virtuali... ora ne sono totalmente vittima... causa ovviamente 'sto maledetto Virus...
Quindi? Tecnologia e mondo virtuale a noi due!
Non so cosa darei pur di ripartire con le mie toccate e fughe ai musei, fiere, gallerie...
ok, direi proprio che non sono mai state così veloci, ma ci stava bene nel discorso...
con le mie avventure e soprattutto con le mie figurette che mi contraddistinguono quando sono in avanscoperta di luoghi nuovi, tutti da esplorare.
Ho voglia di uscire, di godere di tutto quello che c'è di bello in questo mondo.
Ho voglia di respirare a pieni polmoni tutta l'arte che esiste.
Ho voglia che mi entri dentro, che mi inondi. Che pervada ogni millimetro del mio essere, della mia anima.
Ho voglia di stupirmi, di aprire la bocca dicendo quel magico "Oooohhhhh" ( Si Editor, facendoci entrare anche i moscerini!) che contraddistingue di solito le facce meravigliate dei bambini difronte ad una sorpresa, ed anche la mia difronte alle opere che incontro!
Se sono davanti a qualcosa di stupefacente i miei occhi si illuminano (sapete, se siete bravi osservatori potreste anche vedere un luccichio sfavillante!) il sorriso si allarga a dismisura e chi si trova vicino a me in quel momento potrebbe sentire "Oooh non ci posso credere" condito da smorfie ridicole e battito impazzito del mio cuore oltre a intravedere lo sfavillio di stelline di cui vi ho accennato sopra!
Se al contrario l'opera non mi piace lo esprimo con una faccia perplessa, dubbiosa, contrariata... ok, disgustata e se la mia curiosità lo vuole, provo a ricercarne il significato, altrimenti la guardo dico "uhmmm" e passo oltre. Per poi ovviamente pentirmene.
A volte mi capita anche di non saper scegliere se mi piace o non mi piace e allora mi ci piazzo davanti con aria di sfida, quasi arrabbiata, per ricercarne i pro e i contro.
Non so mai come andrà a finire... potrebbe essere che i pro li scoprirò più avanti, con le mie successive incursioni nei libri e ahimé, come succede ultimamente, sulla rete!
Eccoci al punto di partenza la rete! Ok, lo so, lo so, dovrei stendere un tappeto rosso sotto questa parola, perché si, effettivamente mi sta aiutando molto. E' una risorsa inesauribile di spunti ed informazioni indispensabili e poi, diciamocela tutta se non ci fosse dove sarebbe il mio blog?
Il mio adorato blog!
Vi farò una confidenza, ho azzeccato il momento adattato per aprirlo perché essendo a casa ho molto tempo per dedicarmici e, tenermi di conseguenza attiva. Ma non posso negare che vedere le opere dal "vero" ha tutta un'altra presa sul mio essere... anche se...
La scorsa settimana il mio Editor mi ha inviato l'ennesimo link per poter viaggiare virtualmente nel mondo dell'arte, dicendomi "Vai a vederlo è fatto benissimo ci sono musei, mostre, storie di artisti collezioni fantastiche... E' RAI CULTURA..."

Ed io in risposta penso prima "Capperi, il mio Editor sta proprio invecchiando o forse questa quarantena gli sta ammuffendo il cervello... ma non si ricorda che è stato uno dei primi link che ho condiviso ad inizio "coronavirus?" Poi dico cercando il tatto che non trovo: "Senti Editor, forse è il caso che vai nel tuo orticello a spaccare un po' di legna... così, per rilassarti e fare mente locale... così tanto per distrarti un po'... perché questo link l'abbiamo già postato e..."
Silenzio.
Silenzio di tomba.
Silenzio con leggero ticchettio di tasti premuti a tutta velocità sul computer...

Questa situazione mi ricorda altre immagini simili...
Dovrei fare il conto alla rovescia? Si prospetta l'esplosione di una bomba? Devo chiamare i soccorsi... Ma per lui... o ....per me....?

In quel momento mi arriva il link del Castello di Rivoli...
Lo guardo dubbiosa ma, allo stesso tempo vogliosa di aprirlo il prima possibile e quando lo faccio mi accorgo che siamo su Rai Cultura e non su Raiplay (vabbeh dai, io avevo in testa quello)
Oppppppsssssss! Linguaccia lunga mia... mannaggia!
Dall'altra parte del telefono sento un farfugliamento di improperi... e poi "Testa di vitello! Si, Testa di Vitello che non sei altro! Ma ti pare che un Editor come me possa inviarti due volte le stesse cose? Ho capito che ho una certa età ma per tua informazione non sono ancora rincitrullito!"

Quando le conversazioni col mio Editor prendono questa piega e mi rendo conto di averne combinata una delle mie, comincio a ridere.
Riderci sopra, prendendomi in giro da sola... serve. Almeno forse si scorda le cavolate che ho detto (purtroppo però, ho appurato che non le scorda mai... un giorno me le ha pure elencate facendo una lista infinita... bah, non credevo di essere così "scaramacai" come dice qualcuno!).

Ok, appena Zoe lascia libero il campo mi fiondo sulla tastiera prima che qualcun altro abbia la mia stessa idea...
Ah, che sciocca siamo solo io, Zoe e la gatta... che a vederla (sta ronfando profondamente sulla sedia) non credo abbia intenzione di accedere al pc!

Per prima cosa prego che internet funzioni perché ultimamente fa piccoli scherzetti e non vorrei che mi lasciasse a piedi proprio ora che ho una folle voglia di guardarmi il Castello di Rivoli, il Mart di Rovereto e...
Evvai, sono riuscita ad entrare!

Castello di Rivoli - Torino

Non ci crederete sono a Torino dentro al Castello di Rivoli... la direttrice del museo di arte contemporanea la signora Carolyn sta accompagnando me, proprio me (o almeno mi piace immaginarlo!) alla scoperta delle sale e delle sue opere e indovinate un po' chi vi trovo? Penone, Pistoletto, Mertz, Cattelan, De Maria (che mi sbalordisce con i suoi colori vivaci) Sol Lewit, Spalletti ...e tanti altri... Cavoli, mi faccio prendere completamente dall'euforia e mi sembra di essere lì a toccare con mano (Si. Si lo so che non si può, ma forse nella realtà virtuale si può... o scatterà l'allarme anche qui?).

Museo del 900 - Milano


Dopo aver visitato questo magnifico luogo prendo il treno e vado a Trento, ma prima faccio tappa al Museo del 900 di Milano. Lì, visto che è stato il mio primo vero museo di arte moderna e contemporanea, mi sciolgo e mi commuovo quasi, soprattutto perché scopro un museo nuovo... La prima volta che l'ho visto è stato 2 anni fa e non conoscevo ancora nessun artista. Vi lascio immaginare come l'ho visitato... addirittura sono convinta di non aver visto certe opere fondamentali! Certo, essendo la prima esperienza l'unica cosa che mi era rimasta impressa era la "merda d'artista" di Piero Manzoni e i neon di Lucio Fontana (e come scordarli...vedi post)!

Mart - Rovereto


Caspita sono in ritardo. Metaforicamente corro veloce a prendere il treno per Rovereto. Ho prenotato il biglietto per entrare al MART... e qui meraviglia delle meraviglie vengo completamente fagocitata dalle opere di Depero, Balla, Boccioni, Carrà, Casorati, De Chirico, Kounellis, Melotti, Pistoletto e tanti altri...

Curiosità: la domenica che avevo deciso di andare a vedere il Mart di Rovereto (avevo telefonato il venerdì per sapere se era aperto), è stata la domenica che lo Stato italiano ha deciso di chiudere tutti i musei d'Italia!!! Non potete immaginare la mia delusione!

Il museo risponde a tutte le mie aspettative anzi mi meraviglia ancora di più, perché si può fare richiesta di prenotare la visione privata di un'opera che magari in questo momento non è esposta!

Sono sopraffatta dalle emozioni, mai viste tante meraviglie in così poco tempo, ho fatto quasi indigestione, ma al contrario di quando si fa un'indigestione di cibo non ho avuto mal di pancia, anzi sono stata benissimo e mi sono divertita e acculturata tantissimo!
Ad un certo punto Zoe mi fa sobbalzare, dicendo: "Mamma cosa dici se oggi cucino io?"
"Certo amore, prepara pure per le 13 30, se il treno non fa ritardi dovrei essere puntuale!"
La guardo sorrido e le faccio l'occhiolino.
Lei mi guarda ride e comincia a saltare perché per una volta le ho dato carta bianca: può preparare quello che vuole... chissà avrò fatto bene?
Beh credo che dopo tutto questo viaggiare potrei divorare qualsiasi cosa... e poi fortunatamente Zoe è un'ottima apprendista chef... quindi... teniamo le dita incrociate!

P.S. E voi oggi che museo andate a visitare?

giovedì 14 maggio 2020

La luce in fondo al tunnel... o dentro i musei?


13 maggio 2020

Fra un paio di  settimane riapriranno i musei! Vi rendete conto?
Ho appena detto che riapriranno i musei!!!
Questa è  una notizia sensazionale. Ok, io sono già pronta.
Scarpe da ginnastica ai piedi, zainetto in spalla per opuscoli vari, macchina fotografica, bottiglietta d'acqua, mascherina, guanti e... entusiasmo a non finire!
Via, io vado... Ah, devo aspettare ancora una quindicina di giorni? Ancora tutti questi lunghissimi giorni? ...Uffi che noia!

Vabbè allora nel frattempo stilerò la "Top 5" dei musei che voglio andare a vedere appena daranno il via libera.



1- Al primo posto c'è il Mart di Rovereto. 

Pensate che l'8 marzo, giorno della chiusura di tutti i musei, ero pronta per partire ed andarlo a visitare.
Quindi diciamo pure che la cosa mi è rimasta un po' lì! Si, proprio! Devo ancora digerirla!
Non vedo l'ora di vedere questo museo perché mi sorprenderà con le sue opere di arte contemporanea.
Pensate troverò opere di Penone che non ho mai visto,  Pistolletto, Boccioni, Beuys, Burri, Depero... solo per citarne alcuni... Oh cavoli, devo liberare la memoria fotografica del telefono!!!
Prevedo valanghe di foto!


2- Al secondo posto metterei Ca' Pesaro a Venezia.

Ovvero la Galleria Internazionale di Arte Moderna.
Qui ci sono già stata quando ancora conoscevo un quarto di quello che so ora.
Quindi mi andrebbe di rivedere le opere di Rodin,  Medardo Rosso, Balla, Arturo Martini, Morandi e Casorati che la prima volta, non ho nemmeno calcolato: E magari, se ci fosse ancora la collezione di Ileana Sonnabend che non sapevo, allora, nemmeno chi fosse... Vabbeh, incrociamo le dita!

 
3- Al terzo posto metterei la mostra "Aria" a Firenze di Tomás Saraceno a Palazzo Strozzi.

Artista argentino la cui ricerca creativa unisce arte, scienze naturali e sociali.
Tomás, si sono in confidenza, invita a cambiare punto di vista sulla realtà e ad entrare in connessione con elementi non umani come polvere, insetti (e qui già tremo... ho visto delle ragnatele... aiuto!!!) o piante, che diventano protagonisti delle sue installazioni e metafore del cosmo.
Ho visto le sfere lucide e specchianti giganti in foto e vi dirò non vedo l'ora di vederle dal vivo per specchiarmici... E ovviamente, pronunciare: "Specchio, specchio delle mie..." ah no, ho sbaglaito favola... questa è la favola dell'arte! Vabbeh, magari scattarsi un bel selfie, quello si!!!

 
4- Al quarto posto metterei la GNAM di Roma.
Galleria Nazionale che è stata diretta per tanti anni da Palma Bucarelli... e sono veramente curiosa. Non l'ho mai visitata e ho voglia di capire che opere è riuscita a portare lì dentro, questa grandissima Regina di Quadri!!

 
5- Al quinto posto non poteva mancare il Castello di Rivoli.
Con il suo museo di arte contemporanea di cui vi ho già accennato qualcosa anche se non l' ho mai visto!

Sono sicura che quando riuscirò ad aggiungere anche uno solo di questi musei alla mia lista, sarò stra felice! Si, perché vorrà dire che saremo tutti liberi di uscire, di girovagare, di riprendere in mano la nostra vita, dopo più di 2 mesi di pausa.... E poi scusate, visto che non sono riuscita a sfoggiare il mio guardaroba primaverile almeno darò sfogo a quello estivo...
Dite che per andare al museo bisogna essere seri e composti? Certo!!!
Per sicurezza nel mio zainetto metterò un paio di ballerine nel caso mi facessero togliere il mio tacco 12... ah no, dicevo le mie ciabatte... Eh cavoli, sono o non sono la blogger di 4 passi nell'arte in punta di pantofole?

P.S. E voi avete già fatto la top 5 dei vostri desideri?

martedì 14 aprile 2020

Lucio Fontana "mi ingarbuglia le budella"

8 marzo 2020

Josef Albers. "Homage to the square"

In tempo di Coronavirus sono relegata in casa... Leggo, stiro, brigo, scrivo e navigo.

Oggi mi è capitata tra le pagine di Facebook una foto di un' opera di un artista che ho incontrato per la prima volta a Palazzo Maffei, Verona: Josef Albers.
L'opera in questione"Homage to the square", rappresenta dei quadrati posti uno dentro l'altro con tonalità di rosso diverse.
Proprio per il suo colore c'è scritta una citazione dello stesso autore che dice: "Se uno dice rosso e ci sono 50 persone che ascoltano, di sicuro ci saranno 50 rossi nelle loro menti. E uno può stare certo, che tutti i rossi saranno molto diversi."
Ora vi starete chiedendo: "ma oggi, questa qui, dove vuole arrivare?".

Vi accontento subito!

Quando vedo il rosso, da 2 anni a questa parte, mi vengono in mente in automatico i concetti spaziali di Lucio Fontana...
È un po' come il toro che quando vede rosso gli viene in mente che deve correre e magari infilzare qualcuno o qualcosa! Ok, ok ridete pure per l'analogia strampalata. Vi do il permesso! Ma...

Lucio Fontana, è uno di quegli artisti che ha scoperto qualcosa di nuovo. Che nessuno aveva mai sperimentato prima ed è per questo che è considerato un Grande!


Lui, con i suoi "Concetti Spaziali, Attese", le opere con i tagli per intenderci, è riuscito a trovare una terza dimensione.
Su uno sfondo sempre  monocromo, egli incide la tela con un uno o più tagli, per cui si interrompe la illusorietà della tela come supporto per un disegno e l'opera diventa una materia che tramuta la tela in una scultura tridimensionale.

Nel corso delle varie mostre, musei, collezioni e fiere che ho visitato negli ultimi due anni, ho avuto occasione di incontrare molte sue opere. Tutte diverse tra loro, nonostante possano sembrare a prima vista tutte molto simili.



I buchi possono essere di varie dimensioni, ornamentali, o disposti a caso, praticati davanti o sul retro del quadro.

Talvolta l'effetto spaziale è rafforzato dall'inserimento di lustrini o frammenti di vetro colorato. Al posto della carta si può trovare la tela non trattata o dipinta con colori a olio.
Su un libro che ho acquistato di recente dedicato a lui, trovo una sua frase: "Non è che ho bucato per rompere il quadro, no, ho bucato per trovare qualcosa...".

Ora una cosa super curiosa che mi è stata raccontata è  questa: lo sapevate che sul tetro delle tele oltre al titolo, alla firma e alle garze nere incollate dietro le fenditure, troviamo spesso una breve frase sempre diversa che Fontana scriveva per aggiungere un ulteriore elemento di autenticità?
Sono frasi curiose ironiche con accenni anche alla vita quotidiana.
Ad esempio:
"il primo giugno non è il primo maggio";
"credo che bisogna cambiare la caldaia";
"Io sono un santo";
"io sono una carogna".

Quando ho scoperto questa storia il caro Lucio Fontana mi ha conquistato definitivamente...

Il guaio è che quando vai al museo, non puoi staccare l'opera dalla parete per vedere se dietro c'è il messaggio.
Scatterebbero tutti gli allarmi e ti ritroveresti a dover spiegare alla polizia che non era tua intenzione rubare il quadro, ma bensì leggere il messaggio nascosto... tesi credibile?
Forse bisognerebbe provare ma il mio buon senso mi consiglia di starmene buona buona... e forse non ha tutti i torti!


Comunque tutto questo per dirvi che Concetto Spaziale rosso, è quello che "mi ingarbuglia le budella" (non so se nel mondo dell'arte si può dire ma io, quando trovo una cosa che mi manda in tilt lo dico!) giusto per rendervi l'idea!

P.s. E' stupefacente come anche la cosa più semplice come suonare una melodia al pianoforte o sfogliare una pagina di Facebook possa far volare la mente a qualcosa di straordinario...

- LA FRASE DEL GIORNO -

"chi lavora con le mani è un operaio. Chi lavora con le mani e la testa è un artigiano. Chi lavora con le mani, la testa ed il cuore è un artista" 
San Francesco d'Assisi

lunedì 30 marzo 2020

Libri, libri e ancora libri... Siiiii!



lunedì 30 marzo 2020

Premessa:
Questo post è per tutti ma in particolar modo è dedicato a chi vive dalle mie parti...
Ah, forse non ve lo avevo mai comunicato... ma sicuramente qualcuno lo può avere intuito... sono veneta, della provincia di Verona... dalle parti di San Bonifacio, Soave , insomma ai piedi di quelle dolci colline coperte da filari di viti che con i loro frutti daranno vita a quel nettare bianco che porta il nome di Soave...il vino degli...ok mi sono fatta prendere dalla poesia...
Perché questa premessa? Lo scoprirete leggendo il proseguo!

il Castello di Soave e il suoi filari di vite...
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Oggi sfogliando FB, ehmm scusate, scorrendo su FB (ho talmente tanta voglia di sfogliare pagine di libri e di giornali che a volte fatico anche ad utilizzare un linguaggio corretto con la tecnologia), mi sono bloccata su una notizia bomba!
Di solito quando guardo FB ultimamente, sono abituata a ritrovarmi di fronte ad una miriade di notizie che riguardano arte: musei, artisti, opere, fondazioni, gallerie, aste e... libri. Si anche libri.

In realtà tutto nasce per la mia innata passione per la lettura... unita ad una buona dose di curiosità e alla voglia di sapere.

Credo che tutte queste pagine, mi escano perché durante il giorno ci clicco sopra in continuazione e quindi FB "sa" cosa propormi!

Uhmm... Sarà per questo che non mi viene mai fuori una notizia, un'informazione, un piccolo suggerimento legato al fitness? Mah, indagherò...

Vabbeh, torniamo alla super mega notizia del giorno che ha letteralmente entusiasmato il mio spirito, la mia anima e ha fatto battere forte il mio cuore.
Hai bisogno di un libro? Non disperare ci siamo noi! Scrivici e se disponibile in libreria o presso i distributori te lo facciamo arrivare comodamente a casa...senza costi aggiuntivi!
Questo più o meno l'annuncio che si palesa davanti ai miei occhi!

Ora sapete bene che oltre alla passione per l'arte sono innamorata dei libri (l'ho già detto... ah si... vabbeh, pazienza) e resto completamente stupita, oltre che esserne felicissima, che a qualcuno sia venuta in mente questa idea strabiliante.
In questo periodo di isolamento completo la nostra cultura potrebbe accrescere in modo esponenziale se lo volessimo! E questa opportunità ci è data da quei geni che si inventano queste super strategie utili ed indispensabili per alleviare la noia e accrescere le nostre conoscenze!

La cosa che mi fa sorridere è che l'unica nota positiva di questo momento difficile è il risparmio economico (a parte le spese per il rifornimento viveri... non so voi ma qui noi stiamo mangiando il doppio!) ma, sono convinta che, se questa libreria avrà i libri d'arte che sto cercando allora il mio tentativo di risparmio sarà vanificato in un attimo... vista la lunga lista di volumi che desidero...
L'unica cosa che mi consola è che se investo in cultura, la spesa mi sembra meno pesante... mi fa sentire più sicura...




Ma ho dimenticato la cosa più importante... La genialata, l'idea vincente insomma, l'ha avuta una libreria che conosco benissimo ed è di San Bonifacio!
La libreria Bonturi quella di corso Venezia 5!

P.S. Sicuramente se vi guardate intorno, in rete visto che non si può uscire di casa, anche dalle vostre parti ci sarà una libreria che vi offrirà il medesimo servizio. Quindi non fatevi cogliere impreparati, stilate anche voi una lista di libri da ordinare?

- LA FRASE DEL GIORNO -

"Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che vi serve nella vita"
 
  Marco Tullio Cicerone

giovedì 26 marzo 2020

Dal Corriere della Sera, pagine e pagine d'arte...



 marzo 2020

Qualche settimana fa, quando ancora ci si poteva trovare, salutare, bere un té in compagnia, è passato a trovarmi mio papà, che (e ora dico fortuna che è passato) doveva per forza piantare alcune ortensie nel mio giardino.
Un anno fa, ho vissuto la stessa identica scena! Padre, ortensie, giardino ect. ect.

Il problema, che tra l'altro ha afflitto per quasi un anno mio padre, è il risultato.
Neanche un paio di mesi dopo, infatti, le giovani piantine apparivano morte e stecchite!
Il guaio è che nella mia tabella di marcia giornaliera, non avevo contemplato il punto "dare da bere alle piante", con conseguente relativa essiccazione precoce delle suddette pianticelle!

Quindi rieccoci al punto di partenza. Pronti o meglio pronto, visto che ha deciso di sua iniziativa di riprovarci... Ops a tal proposito aspettate un attimo visto che ci sono... vado a dare da bere alle piantine....

-Pausa-

Eccomi! Vi aggiorno che per ora le piante sono ancora vive!
Dunque ritornando al nostro discorso...
Vi stavo raccontando appunto che quel giorno mio padre oltre a portarmi le ortensie mi ha portato in dono un libro "Van Gogh, girasoli".
Ovviamente questo mi ha sorpreso non poco e sul mio viso si è stampato un bel sorriso...

La sorpresa è stata maggiore quando ho scoperto che da quella settimana, sarebbe uscito un libro d'arte, per ben 40 settimane, insieme al Corriere della Sera!!!

Voi lo sapevate che il Corriere ha deciso di pubblicare questa interessantissima raccolta intitolata "I capolavori dell'ate"?.
Io no!
I capolavori dei più grandi maestri raccontati per di più da Philippe Daverio.
Ogni volume ripercorre, a partire dall’analisi di un capolavoro, la vita dell’artista attraverso le sue opere più significative e offre un’ampia panoramica sui suoi contemporanei.
Una ricca sezione antologica, con testi degli artisti e contributi dei più importanti scrittori, pittori e storici dell’arte, da Giulio Carlo Argan a Ernst Gombrich, da Roberto Longhi a Bernard Berenson, spiega e completa il racconto della vita dei maestri e della loro produzione artistica.
Un nuovo affascinante percorso per comprendere a fondo il mondo dell’arte.


Sfogliando il volume scopro che per alcune opere dell'artista vengono spiegati i minimi particolari:
il colore, il significato del soggetto, l'organizzazione dello spazio, la tecnica.
Poi e qui mi sbalordisco ancora di più, vengono fatti dei confronti e delle corrispondenze con altri artisti. C'è la spiegazione del periodo vissuto dall'artista (in questo caso in epoca post-impressionista)
e dei suoi contemporanei.
Chiude il volume una lista dei paesi e dei musei che ospitano le opere dello stesso.

Direi che questa collana si può ritenere molto interessante, valida e potrebbe essere uno spunto per ampliare le conoscenze di base che mi mancano su alcuni artisti.
La cosa che più mi fa tenerezza, è che mio padre si sia prodigato a farmi avere il primo fascicolo, sicuro che mi sarebbe stato utile per il percorso che sto facendo, di cui lui è il mio primo sostenitore!

Ah, lo sapete cosa ha fatto Zoe? Si è appropriata del libro ed essendo attratta dalle bellissime riproduzioni  si è messa a dipingere...
Forse potrei farlo pure io... Nooo, meglio di no! Largo ai giovani!

Sono estremamente felice perché mi accorgo che le persone che mi conoscono, e mi circondano, ultimamente se mi regalano qualcosa lo fanno pensando alla mia nuova passione: il mondo dell'arte.

P.S. e voi cosa aspettate, prendetevi carta pennello e tempere o quello che volete e divertitevi a fare qualcosa di diverso ....dipingete!




martedì 24 marzo 2020

Marina Abramovic con l'Italia... Grazie a lei e a Palazzo Strozzi



22 marzo 2020

Oggi ho fatto un sacco di movimento sentite qua:
lettura, FB, Istagram, pc, lettura, FB, lettura, pc, WhatsApp, FB, lettura, dvd, WhatsApp, lettura...
Ok va bene, va bene, con l'indice ed il pollice ho fatto tanto movimento!

Ammetto che in questo periodo di Coronavirus, risulta a tutti un po' difficile, ma vi assicuro che oggi presa dallo sconforto di vedere mia figlia che ogni giorno si esercita per 50 minuti buoni con una sessione pazzesca di esercizio fisico (il buon esempio che arriva dalla figlia di 10 anni?... c'è qualcosa che non mi torna... bah!) mi sono obbligata, e sforzata, a fare la rampa di scale 20 volte (in onore dei miei glutei!).

Ok, facendo ginnastica, ehmm, scorrendo FB ho trovato la pubblicazione di un video fatto da Marina Abramovic.

Quando leggo il suo nome mi viene subito alla mente la prima volta che me la nominò mia cognata Gorica, di origine serba come lei, che chiedendomi se la conoscevo, risposi un vago "si... mi sembra di averla già sentita..." (immediatamente andai subito a documentarmi perché ero curiosa, super curiosa... finalmente un'artista donna... E ovviamente, rimasi alquanto scioccata da ciò che, in quell'occasione, scoprii...). Lei è una famosissima performing artist, quella che nel 1997 alla biennale di Venezia ha presentato "Balkan baroque".

 In quella occasione è vestita di bianco, seduta su una montagna di resti sanguinolenti che con acqua e spazzola metallica pulisce le ossa dal sangue, una per una, senza sosta per 4 giorni con un movimento ossessivo ed ipnotico, cantando a mezza voce e raccontando favole sulla terra, che non c'è più, perché devastata da una guerra fratricida tra le più terribili della nostra epoca.
Più passano le ore, più il suo vestito si imbratta di sangue più lei si impiastriccia di sangue. Sporca, stremata, diventa una carcassa anche lei. Balkan baroque è un'elegia per un paese la Ex-Jugoslavia, che non esiste più, è una denuncia contro la guerra e soprattutto contro l'indifferenza verso la guerra. Lei stessa dice "non si lava via il sangue dalle tue mani come non si lava via la vergogna della guerra."
Ma torniamo al post che ho letto su fb oggi e pubblicato da Palazzo Strozzi a favore dell'iniziativa "in contatto" nata per stimolare una riflessione a distanza su quanto stiamo vivendo, attraverso il linguaggio dell'arte.
Punto di partenza per questa iniziativa è la mostra di Tomàs Saraceno (che mi auguro di riuscire a vedere...) che permette di parlare di presente e futuro possibili, di connessione ed isolamento (quanto è più reale in questo momento, neanche lo avesse previsto!) di partecipazione e di meditazione.
Una riflessione più che mai attuale per portare avanti nuove visioni di futuro e di realtà.
 
PAUSA DI RIFLESSIONE

Scusate ma ogni tanto mi meraviglio da sola di quello che scrivo... solo due anni fa non distinguevo un quadro da un ricamo a punto e croce e oggi, sono qui a condividere con voi concetti al di sopra dell'umana comprensione... riuscirete mai a perdonarmi?

FINE PAUSA DI RIFLESSIONE

La Abramovic, proprio attraverso questa iniziativa culturale ha rilasciato il suo messaggio di incoraggiamento: "Questo è il mio messaggio per l’Italia e per gli italiani, che io amo profondamente. Sappiamo che questo è un momento di crisi e che il virus ormai è ovunque. Ma allo stesso tempo dobbiamo imparare una lezione da questi disastri. Gli italiani stanno dimostrando grande coraggio, un profondo senso di comunità e umanità. Dobbiamo combattere insieme. È qualcosa che passerà e ciò che rimarrà sarà un’esperienza davvero importante: la coscienza umana deve cambiare, il nostro approccio al mondo e al pianeta deve cambiare. Questa è la lezione che dobbiamo imparare. Italia, ti amo. Il mio cuore è con voi." È veramente un bel segno di affetto, solidarietà e riconoscimento. Ciò che mi ha sbalordito di più è il fatto di vederla per la prima volta come una persona "normale", emozionata e non impassibile come appare spesso nelle sue performance. In quelle occasioni deve resistere, essere imperturbabile, portare a compimento le sue azioni. Qui no, è visibilmente coinvolta. (Se volete vedere il video cliccate qui)
Attenzione ciò non significa assolutamente che nella performance non prova emozioni anzi, probabilmente le emozioni sue e di chi ha la fortuna di vederle sono immense e reali.

Mi colpisce molto ed in questo sono d'accordo con lei quando dice che la nostra coscienza deve cambiare e soprattutto il nostro approccio al mondo... Mi auguro con tutto il cuore che tutti  ricorderemo (e soprattutto non dimenticheremo)  questi giorni interminabili in cui siamo stati privati di vita, bellezza e natura. E quindi rispetteremo più noi stessi, gli altri e il nostro pianeta.

P.S.  Avete mai visto una performance di Marina Abramovič? Forse è il caso di ravvivare un po' la vostra routine quotidiana magari cercando su raiplay (Arts night) o su YouTube!

sabato 21 marzo 2020

MONNALISA SMILE



Sento bussare alla porta (il campanello è rotto da un po', chi mi conosce lo sa!)
Che bello abbiamo visite! Oddio, chi sarà?
In questo momento di "clausura forzata" mi chiedo chi mai abbia voluto trasgredire le regole per venire a trovarmi!

Corro eccitata come una bambina che corre ad aprire al suo papà di ritorno da una lunga giornata di lavoro (io da piccola mi nascondevo sempre dietro la porta per poi fargli prendere uno spavento e lui, ovviamente fingeva di essere terrorizzato...).
Spalanco la porta e a 2/3 metri di distanza, vedo il corriere con un pacco per me.
Uffi. Speravo incoscientemente in un contatto umano... Ci resto quasi male da un lato e bene dall'altro. Ma la mia gioia nel vedere un volto nuovo è maggiore quindi sfodero il mio più bel sorriso e dico un sonoro "Buongiorno!"
Il tipo però non è altrettanto gioioso. Anzi direi, per nulla! Mi guarda come se fossi un'aliena, mi chiede se sono io Valeria Zanuso e quando ne ha la conferma, fa per darmi il pacco ma non sapendo come fare un po' impacciato e un po' imbarazzato, lo appoggia per terra, mi guarda, saluta e scappa letteralmente via!
Resto basita!
Che ci sia una bomba? O forse visto che non mi sono truccata sono così... ripugnevole?
 ...Ah no... è il Covid-19... Ok, tutto nella norma!!!

Rido tra me e me per non piangere, immaginando la tensione del povero fattorino. Che situazione surreale... chi lo avrebbe mai immaginato.



Insieme a Zoe apriamo il pacco.
Dentro troviamo il dvd che ho ordinato qualche giorno fa... "Monnalisa Smile" il film di qualche anno fa con Giulia Roberts... ve lo ricordate? L'ho ordinato perchè ricordo lei che interpreta il ruolo di insegnante di Storia dell'Arte... E lo fa in maniera convincente esprimendo concetti che se non ricordo male, mi possono essere utili in questo mio percorso... Cosa dite che la mia passione oramai si può definire "patologia"? Credo di si... comunque, chiedo a Zoe se questa sera possiamo guardarlo insieme.
Subito non è molto per la quale, ma riesco a convincerla dicendole che parla di studentesse del college, a quella parola (e chi ha figli adolescenti può capire!) si illumina e mi dice un secco, sillabico: "ok!"
Ora forse sarà convinta di ritrovarci i protagonisti di quel programma, idiota, in onda su Rai1 qualche mese fa del quale non ricordo neanche il titolo... (poveri noi dove andremo a finire..) ma tant'è, che
ha detto si!

Prima di schiacciare play, Zoe mi fa una confessione "Sai mamma che l'arte incomincia a piacermi un pochino di più?".
Resto basita per la seconda volta nel giro di 24 ore... lei mi guarda con occhi furbetti e continua "Dai mamma puoi riprenderti dallo shock il film deve iniziare".
Sto per commuovermi ma non c'è tempo...



Inizia...
Siamo negli anni '50. La storia parla di Katherine Watson ragazza nubile che giunge nel prestigioso collegio femminile di Wellesley come docente di storia dell'arte.
Alla prima lezione, dove viene praticamente messa in ridicolo dalle sue allieve, visto che sanno a memoria tutto il libro di arte in dotazione per l'anno accademico, le chiedono se possono andare a studiare cose più importanti.
Katherine si rende conto che lo scopo del collegio è quello di preparare le studentesse alla vita matrimoniale con un buon partito e diventare così mogli perfette e madri devote alla famiglia.
In totale contrasto con i suoi principi.
Lei è convinta che una donna possa contemporaneamente realizzare se stessa facendo anche l'università, affermarsi nel mondo del lavoro ed essere una moglie perfetta!
La professoressa decide quindi di offrire alle ragazze nuovi punti di vista. E tutto questo con l'aiuto dell'arte, inimicandosi così il corpo docente e anche molte studentesse.
Mi piace quando nella lezione successiva presenta alle allieve un dipinto di Chaïm Soutine "Bue squartato" (Minsk 1893 - Parigi 1943 pittore russo, naturalizzato francese, già "conosciuto" nel film su Modigliani -vedi post- ma giuro che andrò a studiarlo seriamente).
Tutte sono finalmente "impreparate". Cercano nel libro in dotazione ma non trovano risposte. Obiettivo raggiunto! La Prof. spiega loro che lì, non ci sono testi che parlano di lui.
Devono essere loro stesse a dire cosa ne pensano, a dire cosa provano, che sensazioni suscita in loro. E sottolinea il fatto che non vi è una teoria giusta o sbagliata. E che può essere bello oppure no! Ognuno di noi può giudicare in base alla propria sensibilità.

Un'altra scena cruciale ed emozionante, ovviamente per me, è quando Katherine accompagna le sue studentesse in una sorta di galleria d'arte e lì si ritrovano davanti ad un... Un "Pollock!" dico esultante io, e Zoe, mi guarda con sufficienza e ridendo  mi dice "brava mamma hai indovinato!". Vabbeh, ho una figlia "insensibile"... scherzo.

Comunque, la professoressa dice alle ragazze di gustarselo in silenzio e di prendersi tutto il tempo che vogliono, poi quando avranno percepito tutte le sensazioni possono andare la lezione  è finita.

L'immagine di stupore di questi visi che guardano l'opera col naso all'insù, mi fa venire in mente quando io osservo con meraviglia un'opera che mi emoziona. Rivedo il mio sguardo carico di eccitazione.... ed è... fantastico!

Il film scorre piacevolmente. E quando ognuna delle ragazze regalano alla Prof una copia fatta da loro, del dipinto "I girasoli" di Vincent Van Gogh, Zoe dice che è un artista che le piace tanto e che la sua maestra a scuola, le ha fatto fare dei bei lavori su di lui e che domani proverà a dipingere pure lei i famosi  girasoli!

Il film finisce.
Sta sera sono felice per 2 motivi: uno perché mi sono emozionata insieme alla mia piccola donna,
due, perché finalmente anche Zoe ora vede un qualcosa di bello nell'arte. Per me questo è un bell'inizio, anche perchè ha sempre detto "io non sopporto l'arte perché è noiosa!"

P.S. A volte anche un semplice film, una commedia leggera, può avere sviluppi interessanti. E se lo dico io che aborro i film per esaltare la lettura... la dice lunga!
Buona visione quindi!
E se ordinate un libro, un dvd o qualsiasi altra cosa on line, non spaventatevi se il corriere si comporta in modo strano... sono tempi di Coronavirus!

lunedì 16 marzo 2020

Oh Pollock, POLLOCK... il film...



5 marzo 2020

Siamo ormai tutti in quarantena.
Non perché abbiamo contratto chissà quale malattia, ma perché a causa del virus codiv-19, gran parte delle attività ricreative sono sospese.
Giustamente è altamente consigliato restarsene a casa, lontani dalla confusione per evitare contatti.
È un momento veramente strano e bisogna cercare di occupare il tempo rendendoselo amico.
Ora immaginate cosa vuol dire per una che è abituata a ritmi frenetici, che nella routine quotidiana riesce: a trovarsi in 2 posti diversi contemporaneamente, a teletrasportare Zoe ai diversi appuntamenti con le attività extrascolastiche in pochi minuti, imbastire una cena eccezionale (a questo proposito c'è  chi sostiene che non cucino ma faccio semplicemente da mangiare, giusto per sopravvivere... ma sono semplicemente delle malelingue!), a fare tutte le faccende e a pulire casa con la magia di mago Merlino, evitando che crolli, e trovare il tempo per coltivare gli interessi personali quali: lettura, pianoforte, arte ed estetista... e non ultimo il Blog, con tutto ciò che ne consegue....
Ora ritrovarsi improvvisamente con tanto tempo libero può mettere anche in difficoltà...
ma come dico sempre: "qualcosa ci inventeremo!".
Questa sera ho deciso di vedere il film di Ed Harris sulla vita di Pollock.



Pensate che documentandomi, ho scoperto che a questo attore/regista era stato regalato un libro del famoso artista, da suo padre quando era giovane.
Aveva sviluppato così una grande passione e per realizzare la pellicola si è messo in gioco in prima persona, esplorando i diversi materiali usati e le tecniche pittoriche sperimentate da Pollock stesso.

Infatti durante le riprese del film, l'attore/registra ha dovuto realmente dipingere, simulando addiritura la tecnica dell'Action Painting utilizzata dall'artista.
Dettaglio non da poco, per il successo della pellicola, è anche una impressionante somiglianza fisica con l'artista statunitense.
Dal film si può capire la vita difficile e travagliata di Pollock che, nonostante la sua dipendenza a periodi più o meno lunghi da alcool e psicofarmaci, è riuscito a incontrare una donna/artista fantastica, Lee Krasner, che lo amerà incondizionatamente e lo spronerà nella ricerca della particolarità che un giorno lo renderà famoso. Lo aiuterà ad incontrare Peggy Guggenheim insieme a Clem Greemberg, che lo consacrerà definitivamente nel mondo artistico americano.
La famosa ed eccentrica collezionista gli commissionerà un grande quadro per la sua nuova casa, offrendo all'artista uno stipendio e la possibilità di fare la sua prima mostra personale nella propria galleria.
Nel frattempo Jackson si trasferisce con la moglie a Long Island ed è proprio qui nel 1947 che arriva al "dripping", la tecnica per cui diventerà poi famoso.
Lee dirà: "ce l'hai fatta Pollock c'è un abisso col passato!".
L'artista nelle sue interviste spiega che la gente deve lasciare a casa i preconcetti: "è come quando si guarda un prato fiorito... non ci si strappa i capelli per capire cos'è!"
E poi ancora: "possono passare ore, giorni, mesi prima di terminare un quadro" ...e alla domanda: "come fa a capire quando è finito un lavoro?", risponde: "come si capisce quando si finisce di fare l'amore?".
Pollock nelle sue opere dichiara di esprimere il suo mondo interiore e nessun segno è lasciato al caso.

Il film scorre veloce raccontando gli alti e bassi della vita dell'artista.
L'attore che lo interpreta è candidato al Premio Oscar e ci sta proprio!
Quello che mi colpisce più di tutti è la figura di Lee Krasner, la moglie, una donna forte, risoluta che non si arrende mai e va avanti nonostante tutto, con forza e determinazione!
Nella  didascalia finale viene spiegato che Lee Krasner, dopo la morte del marito si occupò del patrimonio di Pollock per altri 28 anni, nei quali realizzò inoltre anche le sue opere migliori . Guardando questo film ho conosciuto finalmente la vita di un artista di cui avevo apprezzato le opere alla Guggenheim Collection di Venezia (vedi post Buon Compleanno Jackson) e vedere l' intensità  del gesto, il carico emotivo forse un po' pazzo, sentire o per lo meno immaginare di sentire il pathos presente in ogni sua mossa mi ha fatto riflettere sul fatto che molto spesso guardando un' opera non conosciamo tutto ciò che accompagna  la creazione dell'opera stessa ed è  un peccato prenderselo...lo spirito creativo è fondamentale.
 Ora posso comprendere ed apprezzare di più il suo lavoro e questo mi rende più consapevole delle mie scelte artistiche. .

P.s. non lo avrei mai detto... ma in casa mia, i dvd stanno aumentando in maniera esponenziale!

N.d.A. Questo post è stato scritto il 5 marzo scorso... quando ancora la situazione del Coronavisus non aveva assunto le dimensioni apocalittiche di questi giorni. Scusate ma mi sembrava giusto fare questa sottolineatura.

venerdì 13 marzo 2020

Coronavirus = Più arte in TV



martedì 10 marzo 2020

Da meno di 24 ore l'Italia è diventata interamente zona rossa o meglio area protetta.
Il Coronavirus dilaga!
Ieri sera è arrivata la notizia, sconcertante (visto che non mi era mai successo in vita di vivere una situazione apocalittica di queste dimensioni...), mentre scrivevo uno dei miei post sotto le coperte.

Ho per ora l'abitudine di scriverli prima nel notebook del mio telefono (perché l'ispirazione quando arriva, arriva... e non ti puoi permettere di essere colta impreparata), sia perché potresti essere a casa comodamente seduto sul divano, come in coda alla cassa del supermercato o sul lettino dall'estetista pronta per farti una bella ceretta. Oppure come ieri sera già a letto sotto le coperte!
Dopo aver terminato, la prima traccia, viene salvata nelle bozze sul blog per essere poi corretta e arricchita con foto e link utili... Ok, ok magari non interessa a nessuno ma mi andava di raccontarvelo... (saranno i primi segni di astinenza da contatti sociali!!).

Quindi, tornando a noi, possiamo ahimè, affermare di essere, quasi alla fine del nostro primo giorno di isolamento da tutti e da tutto ...o quasi!
Non so voi, ma io oggi ho incominciato un sacco di cose...
Ho scaricato online i compiti per Zoe, un'impresa titanica; ho letto un libro (vabbè confesso, parte di un libro... ma al mio editor ho detto che l'avrei finito entro oggi... shhhhh silenzio magari si è dimenticato!); ho cominciato a guardare un film che ho interrotto 3 volte (prima perché è venuto l'idraulico per la caldaia che fa brutti scherzi, poi mio padre che doveva assolutamente piantare oggi le ortensie nel mio giardino ed infine c'era di mezzo anche la pausa caffè, una piccola coccola irrinunciabile). Poi sono riuscita ad andare a farmi un po' di spesa e a preparare infine una deliziosa cenetta per me e Zoe.
In mezzo a tutto questo tran-tran ho scoperto in rete una cosa fighissima... si può dire fighissima? Beh questa lo è. Quindi suppongo di sì!
Non crederete a quello che vi sto per dire, tenetevi pronti! Siete pronti? ...meglio se vi sedete sul divano... anche perché potrebbe essere la postazione perfetta!



Lo sapevate che su Rai Play ci sono le serie ed i documentari più belli dedicati al mondo dell'Arte?
Siiiiiiii ( salto esultante!)
Vi rendete conto che potrete godere gratis di questo servizio online di streaming della RAI?

A vostra disposizione troverete:

- Art Night (20 puntate da un'ora e mezza)
- I più grandi musei del mondo (4 puntate da 50 minuti circa)
- Museo Italia (6puntate da 50 minuti)
- L'arte con Matì e Dadà (12 puntate x bambini)
- Italia viaggio nella bellezza (46 puntate da 50 minuti)
- La vera natura di Caravaggio (12 puntate da 60 minuti)
- La libertà di Bernini (8 puntate di 60 minuti)
- Picasso una vita (2 puntate da 60 minuti)
- Douanier Rousseau. Un pittore nella giungla (1 puntata di 52 minuti).

Allora che ne pensate? E' o non è una cosa fighissima? Io la trovo un'occasione fantastica, perché tempo ne abbiamo e se pensate di non averlo credetemi, anche se non avete i poteri da super mamma, se lo volete e lo desiderate tanto, il tempo si farà trovare lì pronto apposta per voi!

P.s. correte ad accaparrarvi la postazione migliore e chi ha problemi di connessione online con la TV (come me!) sappiate che si può vedere sul pc, sul tablet, e anche sul telefono!!!

mercoledì 11 marzo 2020

I COLORI DELL'ANIMA, il film



                                                                                                                      11 marzo 2020

Tutta colpa del Coronavirus!
Sono a casa da più di due settimane, le scuole sono chiuse, i musei sono chiusi, le mostre sono chiuse (anche se ieri vi ho dato qualche dritta...) ma che noia, che barba.

Pensate che io, che non amo la televisione, fra uno stimolo a Zoe e l'altro, fra una lettura e l'altra, un intervento sul blog e l'altro, sono qui a fare zapping...

Sono arrivata al punto di ordinare in rete due dvd, che mi sono stati consigliati.
Film che quando uscirono nelle sale non suscitarono il mio interesse e che ora... non vedo l'ora di vederli!



Due film che raccontano vita di artisti famosi: Modigliani di cui non so nulla a parte che era livornese, migrato a Parigi e dipingeva le donne col collo lungo e Pollock del quale, qualche cosa già so.

Non so cosa aspettarmi. Dopo aver visto il film su Basquiat (vedi post IN REGALO UN BASQUIAT), che ammetto è stato impegnativo, profondo e commovente, ho il presentimento che con questi due, non sarà una passeggiata.

Chiedo a Zoe se vuole vedere uno dei film con me. Mi guarda, sgrana gli occhi e mi dice: "sarai mica matta... per vedermi annoiare di più?".

Ok, visto che non ho scelta e la TV è di suo monopolio, mi accontento di vederlo sul pc.



Decido per "I colori dell'anima" del 2004, con Andy García che racconta la storia d'amore travagliata tra Modigliani e Jeanne.
Lui succube dell'alcol, lei succube di lui.
Lui da tutti chiamato Modì, è un pittore italiano di nessuna fortuna e malato di tubercolosi, che da anni vive a Parigi conducendo una vita ai limiti dell'accattonaggio. Facendo largo consumo di droghe dimostra un carattere guascone, tanto da irritare il più famoso collega Pablo Picasso che, geloso del suo talento, lo sfida a partecipare a un concorso tra artisti: il quadro migliore verrà premiato con un'ingente somma di denaro.
Una delle battute più  belle è di Jeanne quando chiede a Modigliani se dipingera' mai i suoi occhi e lui risponderà : "si quando conoscerò la tua anima".
Alla fine sarà proprio un ritratto di Jeanne con gli occhi dipinti (per la prima volta) a farlo vincere.

La scena più struggente, che da sola vale già tutto il film, è quella della sfida stessa. Quando gli artisti Picasso, Utrillo, Ribera, Soutine e tanti altri, lavorano ognuno sulla propria tela sulle note musicali un'Ave Maria bellissima, drammatica e coinvolgente, un po' rap un po' classica....



Fin qua tutto ok, se non fosse che di mezzo c'è una figlia che viene data in affidamento ai servizi sociali a causa dell'incapacità della madre di dedicarsi a lei perché sopraffatta dall'amore per lui e dell'incapacità di lui di prendersi le sue responsabilità e cercare di uscire dall'alcol.

Alla fine sarà  lui a vincere la sfida e a diventare così il famoso Modì, ma come avviene spesso per questi artisti, "maledetti" come qualcuno li definì,  è già troppo tardi. Non avrà occasione di godersi il meritato successo. Muore a Parigi, il 24 gennaio 1920.

Le due ore di film, intenso, romantico, struggente, infinitamente triste, volano.
Quando la pellicola finisce mi chiedo seriamente come può esistere un contrasto così vario: la sofferenza di un artista a confronto della felicità di un collezionista. Due attori della stessa sceneggiatura che non potrebbero esistere uno senza l'altro. Ah... la magia e i misteri del mondo dell'arte!

P.s. Altri film da suggerirmi dedicati alla vita dei protagonisti del mondo dell'arte?
P.s. Ora ho un un'obiettivo: trovare un artista che abbia trascorso la vita felicemente! Chi di voi è disposto ad aiutarmi?

martedì 10 marzo 2020

Coronavirus = Musei Chiusi... No, Musei Aperti!



10 marzo 2020 

In questi giorni di delirio generale, dove un misto fra paura e terrore ti sale inevitabilmente anche solo guardando negli occhi l'uomo della porta accanto, per timore che ti starnutisca addosso improvvisamente e per sbaglio, facendoti contrarre a sua insaputa (e tua) il covid-19, siamo tutti chiusi in casa (o quasi tutti).

Immagino che voi, come lo sottoscritta, vi state arrovellando il cervello cercando di fare qualcosa di utile.
Dal fare liste chilometriche delle cose che nella routine quotidiana non abbiamo mai il tempo di sistemare o fare, a rispolverare vecchi hobby: dal punto croce al sudoku.

Il guaio è che avendo tutto questo tempo libero a disposizione siamo già riusciti a completare la prima, e magari la seconda e la terza, lista chilometrica, consumare tutte le rocchette di filo e riuscire a finire anche il quiz per super eroi... ed ora, il nostro cervello sta letteralmente andando in fumo per paura di non trovare qualcosa di interessante, entusiasmante da fare.

TRANQUILLI ho qui giusto giusto 2 o 3 dritte da darvi!!! Ovviamente parlando d'arte!

Navigando in rete qua e là, ho scoperto un' occasione più unica che rara...
Lo sapete che potreste visitare alcuni famosissimi musei internazionali comodamente seduti sul divano di casa vostra?

Be'  io la trovo una genialata fantastica!

Questa è la lista che vi darà la possibilità di volare in giro per il mondo per fare magnifici tour virtuali nei (è sufficiente cliccare sopra il nome di ogni singolo Museo):

- Musei Vaticani (Cappella Sistina e Giardini);
- Louvre di Parigi (Sezione egizia);
- Guggenheim Museum di NY (Le collezioni);
- British Museum (Sezione archeologica);
- National Gallery of Art di Washington (Le collezioni ed alcune Mostre);
- Dalí Theatre Museum di Figueres in Catalogna - Spagna (Tour Virtuale);
- Metropolitan Museum of Art di NY (Parte delle collezioni)

E sono convinta che tanti altri si stanno adeguando alle esigenze straordinarie del momento. Quindi navigando, navigando troverete un mare di bellezza che ci circonda!

Che aspettate? Forza coraggio preparate la valigia e....buon tour!!!!

P.S. Non dimenticate di emozionarvi!
P.S. Sappiatemi dire quale vi è piaciuto di più!... e se ne avete scoperti altri!!