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giovedì 17 dicembre 2020

Bacio Gold Edition... l'avete già provato?

Da quando Editor me ne ha parlato, non riesco a togliermeli dalla mente. 

È come se il mio primo e più importante obiettivo sia scovarli... Ovviamente prima di lui. 

Di cosa sto parlando? A si, scusatemi. A volte parto per la tangente e non mi rendo conto che forse ciò che regna e vive nella mia testolina, non potete saperlo... A meno che non abbiate poteri da... "fattucchiere"! Ok, il quadro della situazione è questo: qualche giorno fa Mr. Gallery in una delle telefonate che mi fa per romp... ehmm, per appurare a che punto sono con lo scritto per il giorno dopo, mi svela che è fortemente deluso e amareggiato. Perché? Perché ha passato in rassegna tutti i negozi di alimentari senza riuscire a trovare il nuovo "Bacio Gold"! Quello al caramello in edizione limitata. 



Io essendo golosa di cioccolata e di caramello mi sono ripromessa di cercarlo a mia volta e magari,  trovarlo prima di lui giusto, giusto, per farlo rosicare un po'. 



Ora, mi domando una cosa... io sono a casa perchè fra covid e convalescenza non mi posso muovere più di tanto... Ma lui? Lui che sostiene sempre di essere così preso dal lavoro che sembra che al mondo lavori solo lui, dove lo trova il tempo per setacciare tutti gli alimentari? Mah... qualcosa non mi torna...

Ma torniamo a lui che rosica... Le sue facce quando nega l'evidenza e non ammette di essere invidioso sono comiche e rasentano il ridicolo (soprattutto, vista l'età). Sì in quei momenti viene fuori il bambino che è in lui... ve lo farei vedere... anzi, la prossima volta lo fotografo di nascosto così ve lo mostro... che resti tra noi però!

Da quando mi ha parlato di questa versione del Bacio Perugina, è cresciuta in me, a dismisura, la voglia di doverlo assaggiare assolutamente. 

L'altro giorno, costretta ad andare al supermercato, passando davanti al reparto dolciumi, il mio sguardo indagatore comincia a cercare l'ambito dolcetto. E non ci crederete... ma in fondo alla scaffalatura vedo una scatola! Si, dico una scatola. Una sola! Cioè per essere più precisi l'ultimissima confezione di "Baci Gold". Wow ! 

Il mio cuore batte all'impazzata! Mi avvio decisa per prenderla. Non ho visto però che un altro signore ha avuto la mia stessa idea e... pure una vecchiettina! E no cavoli, quella Limited Edition deve essere mia! Costi quel che costi. 

Il mio passo si velocizza e pure quello dei miei "nemici"... Si, ci siamo fiutati... qui siamo in guerra! 

Ci guardiamo negli occhi e nessuno sembra voler cedere per gentilezza. Nel tragitto "l'anziana arpia" cerca di metterci il suo bastone tra le gambe e... anche se nessuno ci crede, un po' di agilità ce l'ho ancora, lo salto via a piè pari. La lascio di stucco. Tiè... Vuole giocare sporco? Non sa con chi ha a che fare... Una vera e propria piratessa! 

 Il signore, che tanto signore poi non è, cerca di bloccarmi la strada col suo carrello... Ma nel fare questo rovescia una piramide di mini pandorini attirando l'attenzione dei commessi che lo riprendono. 

Quindi via libera... Arrivo indenne a destinazione e come una vincitrice della Coppa del Mondo, afferro i cioccolatini e li sollevo in aria saltando e dicendo "Sì!!! ce l'ho fatta! sono miei,!!!" Chi mi vede mi prende per una psicopatica ma le facce di Mr. Gallery... valgono più di una "figuretta!"



Ok, forse la faccenda l'ho un po' romanzata ma credetemi ho avuto proprio "La classica botta di... fortuna!". 


Ma cosa c'entra tutto ciò con il mio blog? Che come sapete parla d'arte... più o meno? Eccovi accontentati.

Dovete sapere che nel mio corso del lunedì "L'arte è vita", quello della Peggy Guggenheim, nell'ultima lezione hanno parlato di arte e pubblicità e sentite cosa ho scoperto a proposito dei Baci Perugina...

"Il Bacio Perugina inizialmente doveva chiamarsi “Cazzotto” perché in origine aveva una forma che ricordava le nocche di una mano chiusa in un pugno.

Fu Luisa Spagnoli a inventare, nel 1922, quello che è diventato poi uno dei prodotti di punta dell’azienda... assieme alle caramelle "Rossana". 

Ma come avrebbe potuto un cliente entrare in un negozio e chiedere, magari ad una graziosa venditrice, “Per favore, un cazzotto?

E’ l’intuizione di Giovanni Buitoni, giovane amministratore della Perugina (e amante della Spagnoli) che cambia il nome del dolcetto in un più romantico... “Bacio”. 

Persino la sua forma viene modificata a ricordare, secondo alcuni, un piccolo seno. Ma la vera svolta nella storia dei “Baci” arriva grazie a Federico Seneca, pittore, grafico, pubblicitario e direttore artistico della Perugina negli anni Venti. Seneca inventa la coppia di amanti su sfondo blu, ispirandosi al celebre Bacio di Hayez.



Ne ridipinge lo sfondo annullando ogni ambientazione spaziale e modifica gli abiti dei protagonisti aggiornandoli e rendendoli più moderni. In un cielo vespertino, placido, in cui domina un silenzio profondo si stagliano le immagini-silhouette dei due innamorati stretti in un abbraccio eterno.

Secondo la leggenda i primi cartigli all’interno dell’involucro argenteo furono inseriti a partire dagli anni ‘30 da Federico Seneca, ispiratosi ai piccoli messaggi che Luisa Spagnoli mandava segretamente a Giovanni Buitoni, nascosti in mezzo ai cioccolatini.



Più realisticamente l’idea fu importata dall’America in Italia proprio da Buitoni."

All’inizio però, non si trattava di frasi romantiche, sembra infatti che il primo messaggio stampato fosse un pseudo "non-sense" del tipo: “meglio un bacio oggi che una gallina domani” .

E ora che faccio con la mia scatola di cioccolatini? Chiamo Editor e gliela faccio vedere? Gli mando una bellissimo selfie di me con l'ambito trofeo tra le mani?

Potrei anche spedirglielo... naaaa... magari lo perdono per strada... meglio darsi da fare e assaggiarli tutti! Magari sono differenti uno dall'altro... Anche perché dalla voglia che ho, non sto più nella pelle!!! Uhmm.. Editor... avevi ragione... sono DELIZIOSI!


martedì 21 luglio 2020

Hayez mi perseguita!

 21 luglio 2020

Questo post l'ho scritto tanto tempo fa...
Ma siccome dicono che l'amore è eterno... 

Vi state domandando perché ho scritto ciò?
Beh, leggete e lo scoprirete.



 gennaio 2019

Siete mai stati rincorsi da un'immagine, da una parola, da un'opera? Cosa avete capito? Non in senso fisico!!!

Mi spiego meglio vi è mai capitato di ritrovarvi quasi accerchiati in continuazione da un qualcosa come se vi dicesse: "Fermati un attimo. Guardami, prendimi in considerazione e smettila di evitarmi!" Il tutto, circa un milione di volte... Ok, allora mi avete capito!

Vi faccio un esempio pratico.
Qualche giorno fa mi sono ritrovata a dare l'inseguimento ad un piccolo ragno che aveva deciso di soggiornare, sembrava avere con sé tanto di bagagli, nella mia auto. Non vi elenco le peripezie per scovarlo. D'altra parte pur di uscire di casa, guidare e andare dai nonni con Zoe (nonostante la mia fobia per questo essere), avrei affrontato anche una tarantola!... Ok, sulla tarantola non ne sono proprio sicura, però... mah, mai dire mai!

L'altro giorno, in giardino mentre ero "spiaggiata" sulla sdraio, ne ho scovato uno dentro la mia scarpa! Ora mi chiedo ancora perché abbia scelto le mie e non quelle di Zoe... che sull'argomento ha molte meno fisime della sottoscritta... Dopo mezz'ora, in salotto ne ho trovato uno piccolino che si stava arrampicando sul pianoforte... Per non parlare del film che avevo visto la sera prima il cui soggetto era un ragno!

Qualcuno forse vuole dirmi qualcosa?

E poi taadaaaa! Scopro in rete una scultrice che si diverte a fare giusto, giusto, sculture di piccoli ragnetti di 10 metri e più!!!

Ok, in questa situazione ho capito che forse il tutto mi stava dicendo che dovevo scriverci un post!
E quindi...?
Ci siete? Avete capito?
Ho chiarito le idee o mi sono intorcolata (alias ingarbugliata) come al solito?

Il fatto è questo:

È da un po' di mesi che vorrei scrivere di una delle prime opere che ho visto all'inizio della mia scoperta artistica (se così si può definire), ma ogni volta che ci provo la mia mente si offusca come a dire: "Aspetta! Non è il momento!"

E così, l'idea batteva in ritirata.

Ora sento che è arrivato il momento giusto... chiaroveggenza? magia? No, no, nulla di tutto questo.

Tranquilli con me la sfera magica si limiterebbe a farmi vedere il classico paesaggio con la neve! (come si chiamano queste palline Editor?)

Stranamente è un po' di giorni che le riviste di arte on line (vi ricordate il post?) mi propongono  incessantemente un'opera vista un paio di anni fa durante la mia prima visita alla Pinacoteca di Brera: "Il Bacio" di Francesco Hayez.


Ma partiamo dall'inizio.
Ricordo che sono arrivata alla Pinacoteca di Brera alle quattro di un pomeriggio di ottobre.
Non sapevo cosa aspettarmi.
Era una delle mie prime escursioni da sola nel mondo dell'arte.
Ok, ero appena uscita da Grand'Art, una fiera d'arte che si svolge a Milano, e Mr. Gallery che si trovava lì mi aveva fatto una piccola lezione sulle meraviglie che vi avrei trovato.

Ovviamente era partito molto sicuro di sé, nominando opere, artisti famosissimi e... Ok, per lui ma non altrettanto per me!


Il guaio è che secondo me, era stra convinto che io qualcosa sapessi...
"Ah la Pinacoteca di Brera è il luogo della cultura artistica milanese e troverai il Mantegna con il "Cristo morto nel sepolcro e tre dolenti", il Bellini con "la Pietà", l'uovo di Piero della Francesca e ...bla...bla..." Insomma, un elenco interminabile di opere e di artisti a me poco più che ignoti...

Non sapevo se ammettere che in realtà nella mia testa vi era una nebbia fittissima, tipo quelle da pieno novembre in val Padana, o annuire mostrandomi meravigliata e contenta di vedere questi capolavori famosissimi per tutti ma, come già detto non per me...

Poi finalmente nomina e mi fa vedere sul pc le immagini de "il bacio" di Francesco Hayez e qui sorrido e mi entusiasmo palesemente dicendo: "Siii! Questo lo conosco!!! È bellissimo mi piace tantissimo! Chi è l'artista straniero che lo ha realizzato?"
A quel punto tutta la mia ignoranza è stata servita su un piatto d'argento... e con tanto di contorno!

Dalla faccia del mio interlocutore capisco di aver scoperto le carte...
Inutile fingere ancora. Lo guardo con imbarazzo e prima che io proferisca parola per recuperare un po' di dignità parla lui dicendo: "Sicuramente c'è da lavorare un bel po' sul tuo sapere..., diciamo più che un bel po',  ma puntiamo sul fatto che la tua curiosità innata, il tuo spirito di avventura e la tua spontaneità ti aiuteranno..."

Per dindirindina sembrava che fosse in procinto di fare un esperimento scientifico culturale: "riuscirà una donna di 40 anni suonati a conquistare il mondo dell'arte?" Ah forse era l'inverso... beh avete capito lo stesso!
Forse quindi sono l'oggetto di un  esperimento?

Meglio non pensarci troppo, potrei scrivere la trama di un film...

Arrivo in zona Brera tutta emozionata. Non sapevo cosa aspettarmi: "entrerò in un luogo che racchiude anni e anni di storia dell'arte e vedrò sicuramente opere che....bho che ne so... Magari mi annoierò da morire!"
Impossibile! Già quando ho varcato l'immenso portone e mi sono trovata nel cortile della Pinacoteca il mio cuore ha avuto un lieve sussulto.

Percorro la gradinata che mi porta al suo interno. La mia faccia è molto perplessa. Non so come muovermi... Da che parte dover andare...
Poi trovo una signorina gentile che mi mostra la strada per...
entrare definitivamente nel mondo della sapienza artistica!

Scorro le prime sale in balia della confusione più totale.
Non so da che parte guardare. Troppe opere, troppo antiche oh cavoli che faccio?
Poi fortunatamente entro in una sala dove scorgo un'opera che finalmente mi da uno scossone e mi calma, mi paralizza... Che riconosco! E' il Mantegna! Il Cristo morto....


Sono inebetita! Si, questa è la parola giusta.
Non mi intenderò di arte ma la forza espressiva di questa pittura è incredibile.
Mi sembra che la figura del Cristo sia vera o meglio che l'intera scena sia reale.
O forse, ancora meglio, mi sento io risucchiata dentro la scena a respirare il dramma che si sta compiendo insieme ai dolenti.
Mi chiedo, e per ora non posso fare altro, come ha fatto questo artista a renderla così vera.
Respiro e proseguo la mia visita.
Entro in una sala grande dove trovo un'opera che ricordo di avere visto nel mio libro di storia dell'arte: " Sposalizio della Vergine" di Raffaello!


 Vista dal vero mi lascia veramente senza parole.
È talmente sublime quest'opera che pensare al fatto che Raffaello la dipinse all'età di 21 anni mi fa girare la testa! Ma io a quell'età che cosa facevo?... Ok lasciamo perdere...

In questa tela in realtà "lo sguardo è incentrato sull'architettura, sulla costruzione fatta dall'uomo e la scena cristiana passa quasi in secondo piano, come a ribadire che l'uomo può competere con Dio..." (Questo io in realtà non lo sapevo l'ho scoperto ascoltando una delle tante dirette fb sull'arte!).

Proseguo e non sapendo su chi e su cosa concentrarmi vado un po' a caso... In realtà un obiettivo ce l'ho, ed è quello di vedere il famoso quadro di Hayez.
Ogni volta che entro in una sala sono convinta di trovarlo lì e invece no.
E se per caso l'hanno momentaneamente prestato ad un altro museo? O peggio... (visto che sto passando nell'ala del restauro delle opere e vedo in bella mostra un dipinto di Modigliani) lo stanno risistemando?

No, no, lo devo trovare!
Passo in rassegna tutte le sale e nulla...
Arrivo stanca e ormai rassegnata all' ultima sala.
Il museo tra 20 minuti chiude ed io non ho visto l'unica opera che volevo davvero vedere!
Sono un po' delusa, e così mi avvio ad esplorare le ultime opere per poi andare a bermi un buon te caldo ristoratore... Ed eccolo!
Mi compare davanti all'improvviso.
Resto interdetta. Visto dal vivo è meraviglioso!
Rimango a fissarlo immobile credo, per dieci minuti. Poi mi metto a leggere la spiegazione e a scattare qualche foto.
Intanto ho la conferma che questo Hayez è italianissimo! E per di più nato a Venezia!
E sempre a riprova della figuretta fatta qualche ora prima, tanto per non perdere l'abitudine mi tocca ammettere l'errore...

Forse è l'artista che l'immaginario collettivo associa di più all'amore.
"È una delle immagini simbolo della Pinacoteca e forse il dipinto più riprodotto di tutto l’Ottocento italiano, nata dall’intento di simboleggiare l’amore di patria e il desiderio di vita della giovane nazione che usciva dalla seconda guerra di indipendenza e che tante speranze poneva nei nuovi governanti. Ebbe immediatamente uno strepitoso successo sia per le sue valenze patriottiche sia per l’ispirazione medievale del soggetto; il pubblico si entusiasmò per l’audacia del bacio, ma riconobbe anche il messaggio patriottico dei colori: le calze rosse e il risvolto verde del mantello, accostati alla veste azzurra e bianca evocano le bandiere d’Italia e Francia."
L'episodio del bacio per la sua veemenza deve aver turbato non poco tutto il pubblico per il modo in cui il giovane tiene tra le mani il viso dell’amata (a mio avviso fantastico!), per l’atteggiamento disinvolto, quasi da istantanea rubata, colta sul vivo e infine per la durata di un bacio in pubblico che nel 1859, doveva apparire scandaloso.
Pensate che Hayez ne realizzò altre versioni cambiando dei particolari, come ad esempio il colore dell'abito della fanciulla, che sono state messe in altri musei.
Sono in estasi. Ho vagato in cerca di questo quadro per ben 2 ore e alla fine, quando tutte le speranze erano svanite l' ho trovato.
Si l'ho trovato e mi ha lasciato senza respiro tanto mi ha fatto innamorare...
Vorrei essere quella fanciulla, vorrei essere in quel quadro, vorrei essere in quel bacio che trovo super romantico... vorrei... vorrei.. "Scusi signorina il museo sta per chiudere, l'uscita è da quella parte"...

Vengo gentilmente accompagnata verso l'esterno da una delle signorine del museo, peccato!
Sarei rimasta in adorazione per ore e se avessi potuto esprimere un desiderio sarei entrata nel quadro, avrei cacciato la bella fanciulla e preso il suo posto... in eterno!!!

P.S. E voi in che quadro vorreste entrare?

lunedì 29 giugno 2020

"Giornata a sorpresa"... destinazione Milano

Lunedì 29 giugno 2020

Non prendetemi per una "lamentosa" ma in questi giorni va così... 
Ogni tanto, sale un po' di malinconia pensando a quando scorazzavo in lungo e in largo per visitare mostre e musei...
Ma non temete, presto riprenderò a girare come una trottola!
Il post di oggi l'ho scritto qualche tempo fa e racconto di una giornata "speciale" a Milano in compagnia di Zoe...



febbraio 2019

È una domenica di febbraio.
Sono le 7 del mattino. Sveglio Zoe dandole un bacino sulla guancia e dicendole "Sbrigati o rischieremo di perdere il treno".
Apre un occhio, mi guarda e... "Hai detto treno?!?"
Ed io prontamente rispondo: "Certo! Vuoi andare o no a Milano?"
Al suono di quella parola salta sul letto e urlando di gioia mi dice "Milano??? mi porti davvero a Milano? Milano, Milano? Evviva!!! Siii!!! Andiamo a Milano!!!"

Nel giro di mezz'ora siamo pronte per partire. Obiettivo, andare a vedere prima il Museo di Storia Naturale per accontentare Zoe e poi, la GAM, Galleria d'Arte Moderna, dove è in corso la mostra su Francesco Hayez, per accontentare me!

Per Zoe oggi è una giornata speciale.
Si, perché per la prima volta andrà a Milano.
Prenderà un Freccia Rossa, la metropolitana, e vedrà ben 2 musei!!!

È elettrizzata, continua a farmi domande sui musei, sulla città, e mi chiede se potrà fare foto.

Al mio sì, decolla completamente.

Arrivate a Milano ci avventuriamo alla ricerca della metro che ci porterà al nostro primo obiettivo. Zoe sale nella metro, mi dice che è emozionata, che l'ha sempre vista nei film e si diverte a cercare di rimanere in equilibrio!
Al nostro arrivo sulla gradinata principale del Museo di Storia Naturale, ci accoglie uno splendido esemplare di mammut...

E qui comincia il "reportage fotografico" di Zoe pronta ad immortalare tutti i possibili animali e relativi scheletri. 
Due ore volano e all'uscita, essendo una bella giornata, decidiamo di consumare il nostro pranzo al sacco su una panchina del parco adiacente...
C'è tantissima gente, chi passeggia, chi corre, chi gioca...

Finito di pranzare ci dirigiamo verso la GAM, che è poco distante.
Quando arriviamo restiamo colpite dalla bellezza del palazzo scattiamo qualche foto, prendiamo l'audioguida e andiamo alla scoperta di queste meravigliose opere...

Per rendere la visita più divertente, propongo a Zoe di indicarmi quali sono le opere più belle per lei, e ovviamente, quelle più brutte...
Ad un certo punto però comincia a sbadigliare e a dirmi che è stanchissima. Fortunatamente vi è una sala dove ci sono diverse sedie e così le propongo di fermarsi lì un pochino e di darmi il tempo di finire di vedere il resto delle sale... manco a dirlo, accetta volentieri.
Io ovviamente cerco di fare più in fretta possibile, mi soffermo solo a contemplare le opere di Hayez e, devo ammettere che, le trovo molto interessanti... ovviamente, per quel poco che ne so.

Francesco Hayez -Valenza Gradenigo davanti agli inquisitori
E' esposto quello che è considerato uno dei grandi capolavori di Francesco Hayez, una delle quattro versioni di "Valenza Gradenigo davanti agli inquisitori".
Per l'occasione, l'opera  è stata messa a confronto con le altre tre versioni dello stesso soggetto, realizzate dal pittore tra il 1832 e il 1845 e concesse in prestito dalla Pinacoteca Brera, da Gallerie d’Italia e da un collezionista privato.

Ma chi era costui?
Sarò sincera, e qui so per certo che il mio Editor si siederà prenderà respiro e si asciugherà le goccioline di sudore che già immagino imperlarle la fronte, ero stra convinta che Hayez fosse straniero... Austriaco, tedesco, olandese... Ed invece... ops, guardate un po' è italiano. E per di più nato a Venezia nel 1791... ma, c'è sempre un ma, il padre era di origine francese...!
Pensate che la sua famiglia era talmente povera che dovette darlo in affidamento ha una coppia di zii agiati residenti a Milano.
Fatalità lo zio era un antiquario e collezionista di opere d'arte che intuendo il precoce talento artistico del nipote lo introdusse alla pittura con l'auspicio di indirizzarlo nella branca del restauro.
La sua formazione si svolge comunque tra Milano e Venezia, frequentando l'ambiente dell'arte e della cultura. Pensate che fra le sue frequentazioni c'era addirittura Alessandro Manzoni!
Hayez è stato un artista innovatore e poliedrico che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell'arte italiana per essere stato l'autore del dipinto il bacio e di una serie di ritratti delle più importanti personalità del tempo.
Molte sue opere solitamente di ambientazione medievale contengono un messaggio patriottico risorgimentale. Pensate che divenne titolare della cattedra di pittura all'accademia di Brera nel 1850!

Ok, basta divagare. Pensiamo ad altro... Pensiamo a recuperare Zoe!
Eccola la mia bambina... che nel frattempo si è addormentata.
Con un bacio la sveglio e con calma riprendiamo il viaggio verso casa...

Ovviamente con una tappa intermedia obbligatoria: il Duomo!

Commento di Zoe a fine giornata? "Mamma, oggi è stata la giornata più bella della mia vita"

...Ovviamente so' che non è così, ma mi gongolo comunque del successo della mia "giornata a sorpresa"

P.S. Ai bambini non serve svelare i vostri progetti prima, meglio fare una bella sorpresa. Renderà tutto più emozionante!