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martedì 8 dicembre 2020

E fuori nevica...

Sono le 7'00 del mattino.

Il telefono vibra. Un messaggio.

Apro un occhio, ma mi impongo di richiuderlo subito e continuare a dormire.

Ho sonno e voglio dormire. Fuori deve esserci una bufera, perché sento il vento sferzare le imposte delle finestre che scricchiolano e... sento pure il suo "ululare". 

È un suono che mi ha sempre attratto e allo stesso tempo spaventato tantissimo, ma il piacere di essere al calduccio nella mia casa, fa dimenticare e superare ogni timore. È una sensazione travolgente e bellissima insieme.

Dovete sapere che nel sottotetto la voce del vento si fa sentire, eccome se si fa sentire, e dove abito io, in  mezzo alle colline di Soave, le correnti ed il vento si danno appuntamento per mettere in scena un bel concerto. 

Il telefono vibra ancora. 

Dormi Valeria dormi.

Uffffffi ma perché non l'ho messo silenzioso? Forse perché non lo faccio mai?

Non ce la faccio, non resisto, è più forte di me voglio assolutamente vedere chi è che mi scrive a quest'ora!

Apro il messaggio è di Edo mio fratello. Capperi sarà importante. Il messaggio dice:" Nevica!!!"



Salto fuori dal letto come una gazzella vado alla finestra per aprire le imposte....Wow! Che spettacolo! Altro che "nevica"! E' in atto una vera e propria bufera di neve!!!

Lascio le tende aperte e ritorno sotto le coperte. 

Pure Stella la mia gatta non vuole saperne di alzarsi. Si stringe ancora di più a me supplicandomi quasi di restare a farle compagnia. 

I pensieri corrono veloci indietro nel tempo... A quando ero piccola. 

Ricordo che allora, quando capitava la nevicata, per me ed i miei fratelli era una festa. 

Ricordo la frenesia, l'agitazione, l'esplosione di umori nel guardare, con il naso incollato al vetro della finestra della cucina, i fiocchi di neve che scendevano con ritmi diversi: a volte veloci a volte lenti... fluttuando a mulinello come le foglie d'autunno.

Poi con frenesia si correva a cercare l'abbigliamento adatto, i Moon Boot, i guanti, il berretto di lana fatto dalla nonna e cosa più importante la slitta quella vera, quella di legno.

E poi?  Tutti fuori di corsa. 

In un primo istante si ascoltava il magico silenzio e poi via alla lotta con le palle di neve, alle scivolate giù per lo scivolo del garage,  a rotolarsi e a fare l'angelo e le impronte sulla neve. 

Ricordo che rientravamo in casa letteralmente "sfatti". Con le guance arrossate, i vestiti completamente inzuppati da tante ne avevamo fatte. Ricordo i piedi congelati e gli occhi... si quelli erano brillanti, scintillanti... come i nostri sorrisi. Io mi divertivo ad infilare le palle di neve giù per la schiena dei miei fratelli e dei miei cugini... per poi scappare a gambe levate!

Sorrido e mi crogiolo ancora un po' nei miei bei ricordi. Da questi mi arriva un senso di calma, di serenità.

Ad un certo punto vedo qualcosa muoversi alla finestra mi alzo e resto immobile per qualche secondo. 

Un pettirosso è lì, sul mio davanzale a fianco la casetta bianca di ceramica. 


Vorrei fare una foto perché di sfondo c'è anche il castello. Il mio castello! Ma in un batter d'occhio l'uccellino è già volato via. Chissà per dove...

Sembrava l'immagine di una favola. E così mi viene in mente che nell'arte molti artisti hanno dipinto paesaggi innevati. Dove la protagonista, la neve ha offerto loro infinite possibilità di rappresentazione: della luce, ai giochi di colori con la moltitudine infinita di cambiamenti di tonalità.

Pieter Bruegel, artista delle Fiandre del XV sec. è il primo che "rende la neve protagonista delle proprie opere, realizzando numerose tavole ambientate in un paesaggio immacolato, fiabesco come sospeso nel tempo dove la neve tutto avvolge e tutto attenua".


Tra il 700 e 800 Caspar David Friedrich e William Turner dipingono tetri e silenziosi paesaggi innevati ricercando la grandiosità della natura e della storia passata.

Nell'800  la neve diventa alternativamente simbolo di purezza e di denuncia delle asprezze della vita contadina. Lo si percepisce nei dipinti di Coubert e di Van Gogh. Per tutto questo secolo troveremo la neve in molte opere d'arte. Gli impressionisti a tal proposito amano cogliere i sottili effetti di trapasso da un colore all'altro e il cambiamento della luce, a seconda della stagione, delle condizioni atmosferiche e del momento della giornata.

Il vero maestro della neve in questo periodo è Claude Monet che le dedica decine di opere, ambientate soprattutto a Parigi e dintorni, ma anche in Normandia e in Norvegia. 

Nella sua opera "la gazza" il tempo sembra essersi fermato. Il bianco assume sfumature diverse in base ai riflessi delle cose e della luce.

Ed intanto fuori continua a nevicare... e tutto già profuma di Natale...


lunedì 30 novembre 2020

In viaggio tra le stelle nel mito di Cassiopea...

Finalmente il Van è ritornato tra le mie mani! E' pomeriggio e decido di partire. 

Direzione... Bruxelles: Museo Magritte. 

Scarlett insiste perché mi fermi per la notte ma sento che è ora di ripartire. 

Allora con la sua gentilezza innata, mi riempie il frigo e la dispensa di prelibatezze. E abbracciandomi mi augura buon viaggio! 

Mi metto in moto. Sono felice. Ho conosciuto persone splendide, disponibili che mi hanno fatto sentire a mio agio. Mi sono sentita libera di essere spudoratamente me stessa. Senza filtri, senza finzioni, senza giudizi. 

Si, ho combinato qualche piccolo pasticcio... ma niente che non fosse risolvibile... E poi ho cantato a squarcia gola, mi sono anche leggermente "inciuccata" con la birra, ho cucinato e sfidato le forze gravitazionali della cucina. Ho litigato con anatre o oche che siano, "nuotato" nei loro escrementi... ma soprattutto ho riso, ho respirato, sono stata bene. Sono stata Me.

Il buio avvolge ora tutto il paesaggio. Fa molto freddo. Credo che la temperatura questa notte scenderà sotto lo zero di un bel po'.

Guido prudentemente. Il ghiaccio mi fa paura.

Una leggera nebbiolina si sta levando e quindi, quando non vedo più un ficco secco, anche per la stanchezza, mi arrendo e cerco un posticino dove posteggiare la mia casetta "viaggiante". 

Mi faccio una cenetta frugale e poi con una bella tazza di tisana fumante esco. 

La nebbiolina di prima si è momentaneamente diradata. Attorno a me solo canali che sicuramente, questa notte ghiacceranno. 

Guardo l'acqua e colgo un qualcosa di magico. Si, ci sono dei riflessi. Metto a fuoco... O mamma, che spettacolo! Ci sono un miliardo di puntini luminosi. Alzo lo sguardo al cielo e lo spettacolo di stelle che mi si para davanti è a dir poco stupefacente.



Sorrido, in quel momento squilla il telefono! Sempre nei momenti meno opportuni! E... indovinate un po' chi è? Si è lui: Editor. 

Sicuramente vorrà sapere dove mi trovo esattamente... mica lo so ovviamente! Sapete, ho scoperto che in fondo in fondo, è anche un po' umano, poco eh... non esageriamo. 

Forse si sente in dovere di tenere sotto controllo questa eterna adolescente. Si perché a detta sua "non c'è  da fidarsi!" Capperi! Eppure mi sembra di essere una "super piratessa"! Chissà!

"Ciao allora sei arrivata a Bruxelles?"

"Bah, a dire il vero non saprei... ma ti posso assicurare che sono in un posto fantastico e... sto ammirando un cielo stellato sbalorditivo"

"Wow! Raccontami, dai..."

"Raccontami??? Ma non si può raccontare! Si può solo "vivere" un momento come questo!

A volte Editor mi lascia... come dire? Spiazzata...

"Come puoi raccontare un cielo così..."

"Sono sicuro che tu lo puoi fare... Anche perché è impossibile farti star zitta... blateri in continuazione e se non hai nulla da dire.... ti sforzi pur di trovare il pretesto per farlo..."

"Uhmmm allora me ne starò zitta..."

Passano 2 secondi... 3... 4...

Ok, non ce la faccio! Ha ragione ho un'esplosione dentro.

"Ok touché! Vuoi sapere cosa ne penso ti accontento subito...



...Io vedo un tappeto di minuscole lucine, lo so che sono stelle, ma rappresentano di più. Per me potrebbero benissimo essere sogni realizzabili o possibilmente realizzabili o irrealizzabili ma sogni belli. Per me potrebbero essere viaggi, viaggi lontani e avventurosi. Per me potrebbero essere sorrisi che donano morbidezza alle  lunghe giornate. Per me potrebbero essere voci che arricchiscono in ogni istante la mia esistenza. Per me potrebbero essere colori che rendono viva la mia anima. Per me potrebbero essere le mille fragranze che permeano il mio olfatto...

...Più le guardo e più mi vengono alla mente un vortice di stelle che vuole avvolgermi con tutta la sua incredibile magia ed io sono pronta a lasciarmi travolgere..."

"Caspita... lo sapevo che avresti trovato le parole per esprimere quello che provi. Sì ok, in modo contorto e in un linguaggio arcaico preistorico come sempre, ma lo hai fatto...

Sai immaginando quello che mi hai raccontato, mi viene da pensare al "cielo stellato" di Van Gogh..."

"Giusto!!! Ecco la mia prossima tappa potrebbe essere benissimo ad Amsterdam al museo Van Gogh!..."

Il freddo glaciale sta pungendo il mio naso ma non ho voglia di rientrare... l'aria surreale mi trattiene... i miei occhi si perdono ancora... guardo in sù e mi viene spontanea una domanda:

"Editor, qual è la tua costellazione preferita...?"

"Perché? Adesso uno dovrebbe avere pure la costellazione preferita? Ma che cavolo" Io sarò di vecchio stampo ma ai miei tempi si parlava di colore, film, piatto preferito..."

Dimenticavo che è proprio un Orso! 

"Beh, io ce l'ho, o per lo meno è quella che ha la storia più affascinante..."

"Percepisco che non vedi l'ora di dirmelo e se anche ti dicessi che non mi interessa tu troveresti il modo di dirmelo... quindi... Dimmi..."

"Si, si, Ok... allora... è... si, è Cassiopea... e ora stai zitto! Ascolta per una volta..."



Entro in modalità cicerone. Ah tiè questa volta ti ho fregato la scena Editor...

"Questa costellazione è di facile riconoscimento grazie alla sua figura a zig-zag, si nota specialmente nelle notti stellate autunnali come questa, sebbene dall'emisfero nord sia ben osservabile per quasi tutto l'anno ed è attraversata dalla Via Lattea.

Cassiopea fu la moglie vanitosa e boriosa del re d'Etiopia Cefeo, che si trova vicino a lei in cielo a formare le uniche due costellazioni celesti dedicate a un marito e a una moglie. 

Un giorno, mentre era intenta a pettinarsi i lunghi capelli ricciuti, Cassiopea osò dichiarare di essere più bella delle Nereidi, le ninfe del mare. Le Nereidi erano le cinquanta figlie di Nereo, il cosiddetto Vecchio del Mare. Una di esse, Anfitrite, era la sposa di Poseidone, il dio del mare. Le Nereidi si rivolsero a Poseidone perché punisse Cassiopea per la sua vanità, e il dio mandò un mostro a razziare le coste del paese di Re Cefeo.

Per acquietare il mostro, Cefeo e Cassiopea incatenarono la figlia Andromeda a una costa rocciosa per sacrificargliela, ma la fanciulla fu sottratta a quell'atroce destino dall'eroe Perseo, come narra uno dei più famosi racconti di salvataggio della storia.

Come ulteriore punizione a Cassiopea toccò di girare eternamente intorno al polo celeste, a volte in una posizione poco dignitosa, cioè sottosopra. In cielo è rappresentata seduta sul trono che giocherella con i suoi capelli..."

Finisco di raccontare tutta soddisfatta la mia storia ma... dall'altro capo del telefono sento uno strano rumore... sembra il tipico rumore di chi sta ronfando di gusto!

Non ci posso credere! Si è ADDORMENTATO!

E poi ditemi che non è Orso! Sono stizzita! Si, perché per una volta tanto che volevo mettere in mostra il mio sapere... lui... vabbè lasciamo perdere... sorrido tra me e me, riguardo il cielo e proprio alla mia destra la vedo. Si è lei! E' Cassiopea... le strizzo l'occhio e le dico "Se fossi vissuta nella mitologia come te, probabilmente, scaramacai e vanitosa come sono, sarei lì al tuo fianco... Buona notte stelle."



venerdì 28 agosto 2020

Attenzione, Attenzione... in arrivo Van Gogh a Padova...

  

27 agosto 2020

Mi sono accorta che ultimamente mi capita di viaggiare in rete o sui social per andare a scoprire, o meglio, conoscere a fondo una qualche parola, un qualche personaggio o argomento, un fatto storico o qualsiasi altra cosa con cui mi sono confrontata in qualche conversazione con Editor o anche in qualche lettura: libri e non...

Questa, che oramai è diventata la prassi, mi sta veramente aiutando ad ampliare i miei orizzonti e a sentirmi più a mio agio con me stessa e il mio processo di "acculturazione"! Dai Editor non diventare paonazzo sono sicura che questa espressione esiste... Esiste vero??? Ok, aspettate, verifico... vado a vedere... in rete... si, esiste!

Ora vi starete chiedendo dove voglio arrivare oggi? Non lo so neanche io! Scherzo... Il motivo di tutta questa introduzione è per dirvi che facendo queste ricerche su e giù per la rete, non so il perché, o meglio sbagliando a scrivere, mi è venuto fuori una imminente mostra di Van Gogh... il guaio è che non so ancora come ho fatto! Bah mistero...

Cosa? State dicendo che sono prolissa? Ma state scherzando? Che sono la solita Scaramacai?
Beh, vi confesso che io sono convinta che a volte essere scaramacai, serve! 

Ma la cosa importante è che è saltata fuori... e ora so che da ottobre ci sarà una splendida mostra a Padova. Ma vi rendete conto?... Lo dico sempre io "le cose arrivano... così, quando meno te le aspetti!"

 

"Van Gogh, i colori della vita"
L'esposizione aprirà il 21 ottobre al Centro San Gaetano per chiudersi l'11 aprile 2021. Una raccolta che si annuncia come l'evento culturale dell'anno. (Vai al sito della mostra cliccando QUI)
La mostra raccoglie 125 opere, tra cui circa 80 di 𝐕𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭 𝐕𝐚𝐧 𝐆𝐨𝐠𝐡, e ripercorre la carriera del grande pittore fiammingo attraverso i luoghi che ha rappresentato nella sua carriera e nel rapporto che la natura e gli esterni hanno esercitato su di lui, dagli spazi "en plein air", dal Belgio all'Olanda, passando per la Francia.
 
La mostra è a cura di Marco Goldin, grande esperto di Van Gogh (del quale Editor mi ha già parlato in diverse occasioni...), che all'opera del pittore del celebre "Autoritratto" o de "L'arlesiana" ha dedicato la sua carriera di curatore, con esposizioni che negli ultimi venticinque anni hanno visto oltre undici milioni di spettatori.
L'anteprima della mostra "Van Gogh. I colori della vita" si è tenuta al Kroller Muller Museum, seconda istituzione per importanza e numero di opere di Van Gogh conservate, nel cuore di una foresta dei Paesi Bassi, a Otterlo, dove nel 1932 Helene Kroller Muller fece costruire una casa museo per ospitare la sua collezione d'arte. A proposito di questo luogo, da cui sono partiti oltre 70 dipinti che compongono la mostra padovana, la direttrice Lisette Pelsers ha dichiarato:
"Qui sono conservati 180 disegni di Van Gogh e 90 suoi quadri raccolti dall'inizio del Novecento dalla sua fondatrice, al punto da essere il secondo museo al mondo per numero di opere dell'artista dopo quello di Amsterdam. 
Di questi, 70 tra quadri e disegni andranno in prestito a Padova. Sarà il prestito più cospicuo tra quelli provenienti da tutta Europa, dagli Usa e in un unico caso dall'Italia, con un prestito della Gnam di Roma
".


"Van Gogh, i colori della vita" è composta oltre che dalle tele di Van Gogh, anche di molte altre, realizzate da artisti che hanno intrecciato, per diversi motivi e in diversi momenti, il loro percorso creativo con quello del pittore olandese. Tra cui Delacroix, Courbet, Millet, Hiroshige, Kunisada, o a volte direttamente come Seurat, Pissarro, Signac, Guillaumin, Bernard e naturalmente Gauguin. 

A proposito di Hiroshige, saranno esposte alcune stampe del grande artista giapponese della prima metà del XIX secolo.
Infatti, in mostra “Van Gogh. I colori della vita” sarà visibile una delle versioni più famose degli alberi in fiore dell’Olandese, accanto a stampe di Hiroshige che hanno costituito fondamentale motivo d’ispirazione per l’artista. 

A questi inoltre si aggiunge Francis Bacon, di cui saranno esposte tre tele, per indicare come la figura di Van Gogh sia stata di ispirazione anche per i grandi autori del Novecento. 


Attraverso 5 sezioni (Il pittore come eroe; Gli anni della formazione. Dalla miniera di Marcasse all’Aia; Da Nuenen a Parigi. Un colore che cambia; Un anno decisivo, 1888; Di lune e nuvole. Van Gogh e la fine del suo viaggio), la mostra si propone come la più grande esposizione mai organizzata in Italia dedicata a Van Gogh, di cui verranno ricostruite e raccontate le vicende di vita e d’arte. 


Alcuni dei capolavori in mostra? L’Autoritratto con il cappello di feltroIl seminatoreIl postino RoulinL’Arlesiana…"


Non è magnifico? Io la trovo una notizia stupenda soprattutto perché avrò l'opportunità di vedere tanti artisti interessanti tutti insieme... Oh santa polenta meglio che cominci già a prepararmi psicologicamente...


Secondo voi quale potrebbe essere l'outfit perfetto per l'occasione?
Ehmm si Editor, non strabuzzare gli occhi e non sbuffare! E' importante pure quello... anzi direi fondamentale, vista l'importanza dell'evento!


P.S. e voi che aspettate su correte a scegliere la vostra mise perfetta per questa grande mostra!

lunedì 25 maggio 2020

Cartolina dalle vacanze...



Ehi, Amici...
Ma per caso state sentendo un pochino la mancanza delle mie "super mega strampalate" avventure nel mondo dell'arte? 

Cosaaaa? 

Vi mancano pure i brontolamenti e gli sbuffi del mio Editor? 
Robe da matti!!! Non ci posso credere!

Eh si, cari miei, ancora un po' di pazienza... presto tornerò!

Sapete, non è facile concentrarsi quando di fronte si ha un mare bellissimo come quello delle...

Si, si, Mr. Gallery lo so che hai già i fumi che ti escono dalle orecchie, ma che ci vuoi fare, è bello anche godersi il meritato relax!!! 

Sono sicura che in questo momento starai pensando "E che relax ti serve, visto che nella vita normale non fai un piffero data la situazione?" (detto tutto attaccato e con tono sarcastico, per inciso!).

Beh, passo e chiudo. Saluti in pantofole, no dai, in infradito da... ok scegliete voi!!!

P.S. Qualcuno sta dicendo che ancora non si può partire per andare in luoghi esotici? Beh, qualcuno diceva anche che quello che proponeva Van Gogh non fosse arte...

sabato 9 maggio 2020

Ricetta per due, ma per scommessa!



6 maggio 2020

Oggi è stata una giornata particolarmente emozionante e impegnativa.
Ho fatto l' intervista e nel pomeriggio, sono riuscita persino ad addormentarmi per 20 minuti (era una vita che non mi succedeva, forse ero esausta? beh, sono i rischi di chi vive nella performance... ahahah) svegliandomi poi rilassata e ristorata.
Mi sono alzata così entusiasta che ho preparato la merenda per me e Zoe in giardino.
Mi sono presa cura delle piante, che ahimé a volte richiedono il mio tempestivo intervento per farle sopravvivere... (alla faccia del "super" e "perfetto" giardino botanico che ha sulla sua terrazza Mr. Gallery! Uffi ma come fa ad avere anche il pollice verde? Ma ci sarà qualcosa che gli riesce male, in cui pecca! in maniera da poterlo prendere in castagna?).
Ho scritto e corretto il post che uscirà domani, ho letto, ho giocato a pallavolo urlando di gioia ad ogni battuta in perfetto stile "Mila e Shiro" e... e... oh "per Dinci Bacco" sono le 19'30 e ho dimenticato di pensare, e di conseguenza, preparare la cena!!!

Ma perché? Ma perché non posso avere qualcuno che pensa ogni giorno a questo supplizio!
Oggi comprendo quando mia mamma si lamentava e diceva che per lei, pensare a cosa poter fare da mangiare, per accontentare 5 bocche diverse, ognuna con le sue particolarità ed esigenze, a pranzo e a cena era una delle attività più complesse e destabilizzanti della giornata!
Immaginatevi un po':
uno, mio padre, che voleva un piatto diverso ogni giorno;
una, la sottoscritta, che allora non amava le verdure;
Edoardo, mio fratello di mezzo, che se non si cucinava da Chef Stellato aveva sempre da ridire (difficile che non era altro, e... lo è tuttora!);
Diego, mio fratello più grande, che... Ok, lui mangiava e soprattutto digeriva, anche i sassi. L'importante era non lasciarlo mai solo con un vasetto di capperi sotto sale, di olive taggiasche... o una torta di mele! Si sarebbero volatilizzati in un baleno!

In quel momento chiama Mr.Gallery:
MG: "hai fatto il teaser?"
IO: "Oh il teaser... ecco, ho dimenticato pure quello!"
MG: "perché? che, altro hai dimenticato?"
IO: "Zitto... un'altra volta di pensare alla cena!"
MG: "Ahahah Ci avrei scommesso!"
IO: "ah ah ah cosa?!? Senti Editor, hai chiamato per prendermi in giro? O pensi di darmi qualche dritta? Anzi, sai che ti dico? Che stasera stupirò me stessa, Zoe e pure te! Si accettano scommesse! Vedrai tirerò fuori una cenetta con i fiocchi! Vai ti lascio che devo cucinare!"
E riattacco tutta infervorata!

Avreste dovuto vedere la faccia sbigottita del mio Editor... alias Mr. Gallery.
Sembrava che gli si fosse staccata la mandibola... ah ah ah... vi confesso che ho goduto! La vendetta della blogger in carriera!

Cavoli! E ora? Già la cena...
"Don't panic"
Apro il frigo, controllo gli ingredienti a disposizione ed ecco mi succede di nuovo quella cosa... si quella... insomma, vi ricordate quando ho fatto la "Paella non Paella"? No? Allora leggete qui!

Mi sento come trasportata dall'ispirazione...

Ci sono!
Guardando ciò che ho nel frigo... Comincia a formarsi in testa l'immagine dell'opera che vorrei prepare... Io ora non so come fanno gli artisti a prendere e trovare l'ispirazione che li porta a realizzare il loro lavoro... Mi piacerebbe scoprirlo accipicchia... Però, secondo me, qualcosina riesco a percepirlo qui in cucina...
Prendo zucchine, patate, carote e con la grattugia le faccio tutte a filetti, alla "Julienne"... si Editor si dice alla "Julienne", oh capito!!!


Le salto in padella con aglio e un po' di burro e aggiungo pure il prezzemolo fresco (perché surgelato ovviamente... BANDITO! Scusatemi ma questa specifica era per il Sig. Editor, che rischierebbe un colpo apoplettico se affermassi di non avere delle erbette fresche, avendo a disposizione un po' di giardino!!)... Adoro saltare le cose in padella, mi da l'idea di renderle croccanti al punto giusto senza cuocerle troppo e poi, mi mette nella posizione tale di sentirmi una grande chef...


Vedere tutti questi filetti mi fanno tornare alla mente una pittura divisionista anzi no, pre futurista di quel Boccioni che ho visto a palazzo Maffei, dove le pennellate sono fatte in modo sottile e lungo, sfuggenti, veloci. Giusto per dare quasi un senso di movimento all'intera opera.

Mi perdo in questa immagine fantastica di colori. Verde, arancione e giallo chiaro che si rincorrono ed il profumo poi... Uhmm... comincia a catturare i miei sensi, la mia mente.

C'è dell'altro in programma tranquilli.
Lo so che non posso pretendere di vincere con solo delle verdurine. Questo per ora è il contorno!

Scongelo dei filetti di merluzzo (si lo so, uso il pesce surgelato... ma solo in questo momento di impedimento pandemico... in altri periodi... vabbeh, lasciamo stare...) e per fare felice la mia piccola squaletta decido di farli con una panatura croccante (Editor cosa deve esserci sempre nel piatto? Qualcosa di croccante e... altre 2 cose che ora non ricordo).


Quando li prendo tra le mani e ne sento il profumo mi viene alla mente il colore blu del mare con tutte le sue più svariate sfumature e mi ritrovo catapultata dentro ad una tela di Sean Scully... non so se ne avete mai vista una io ve lo consiglio sono tele stupefacenti che ti fanno sentire tranquillo, in pace con te stesso, leggero... sembra di fluttuare in un mare calmo. Un giorno vi parlerò di Human, la sua personale che ho visto a Venezia nell'ottobre scorso...


Cucinare il pesce per me è sempre stato un enigma.
Ma chi dice che non gli si può fare una bella panatura come si fa di solito alla "Milanese"?
Prendo allora la farina bianca che solo a toccarla mi tornano alla mente gli "Achrome", quelle opere tutte bianche fatte di Piero Manzoni... lui che per realizzarle usava gesso caolino, impalpabile come la farina 00.


Poi prendo le uova e qui il pensiero va ai tanti artisti che hanno rappresentato l'uovo nelle proprie opere... dallo stesso Manzoni a Giorgio De Chirico, da Magritte all'Antonio Bueno tanto amato da mia cognata... ma, ora penso a qualcosa di ancora più importante... a Piero della Francesca! Si penso alla Pala di Brera o per essere precisi la Pala di Montefeltro, che ho visto a Milano tempo fa... sapete, al centro dell'opera in alto, pende dal soffitto un uovo... "e cosa ci fa lì?" direte voi... Beh, essendo la rappresentazione di una Sacra Natività, sopra il Gesù Bambino si vede quest'uovo che rappresenta il mistero dell'universo... della nascita... del concepimento e così via...


Poi la parte che mi piace di più: mescolare il pane grattugiato con la farina gialla di mais, due consistenze diverse, che "pungono" in modo diverso sulle dita.
Mi piace notare le due tonalità di giallo. Uno intenso, l'altro più spento, quasi ocra, che si fondono insieme creando un mix perfetto uniforme che ricorda quelle infinite gradazioni di giallo di Mr. Van Gogh...



Ok, mi risveglio un attimo dal mio bel sogno... mi guardo attorno e... "Oh cavoli, ma qui ho fatto esplodere una bomba!"



La cucina è un disastro...
Ma il profumo e il rumore delle pentole che "sfrigolano" mi fan tornare alla mente, che anche negli studi dei grandi artisti c'è sempre una bella "confusione"... almeno da quel poco che ho potuto vedere ed imparare.
Però, il bello è che, nonostante il caos, il punto dove si trova l'opera d'arte, è incantato. E' come se fosse dentro ad una bolla! In un angolo fatato, magico.
In questo caso le mie padelle "adorate", sono la mia opera d'arte...

Vi ricordate? c'è una scommessa in ballo! E non ho nessuna intenzione di perderla!
Orgoglio personale? No, voglia di dare una bella lezione a chi sapete voi, che è sempre convinto che non sappia fare nemmeno un piatto di pasta in bianco!

Ovviamente come giudice è stata nominata la mia piccola Zoe.

Ok, forse siete convinti che sia di parte ma vi assicuro che è ipercritica e quando qualcosa non riesce alla perfezione si rifiuta di mangiarlo dicendo anche esplicitamente "Mammaaaa!!! Ma è immangiabile!" Caspita, ora che ci penso... che abbia preso dallo zio Edo?

Comunque, Zoe sentendo il profumino che si sta propagando per tutta la casa, arriva pian pianino fino ai fornelli dicendo: "Uhmm, ho una fame... E c'è un profumo delizioso!"
E nel dire questo da una sbirciatina sotto ai coperchi e resta piacevolmente sorpresa: "Waw! Stasera ho idea che si mangerà... finalmente bene!". Ecco, cosa vi dicevo?

Evvai, è quasi tutto pronto. I colori e l'aspetto della mia tela, ehmm... delle mie prelibatezze, l'hanno già conquistata!


Quando il tutto è cotto a puntino impiatto e scatto la foto di rito.
Vabbè sull'impiattamento ho ancora da lavorare... e molto, penso...

Zoe è pronta per azzannare ehmmm, assaggiare. E' super affamata, bene!
Il super piatto che ho preparato è lì davanti ai suoi occhi. Mi sembra di essere davanti alla giuria di Masterchef! Cavoli assaggia tutto con precisione. Gusta, riassaggia e poi dice: "Si, molto croccante; aspetto invitante; molto gustoso; colori brillanti.... voto 10!!"

VITTORIA!!!

Caspita! Solo ora realizzo che facendo la scommessa non abbiamo messo in palio nulla...
Uffi! E ti pareva... per una volta che vinco!
Forse qualcosa però ho vinto: l'ebrezza di dipingere un quadro a "modo mio" e di vincere il primo premio di fronte ad una giuria speciale!

P.S. E voi cosa aspettate a creare la vostra opera d'arte in cucina?

mercoledì 15 aprile 2020

Un gelato con Vincent, Vincent Van Gogh...


10 aprile 2020


Questa sera sono super felice!
Avete presente il sorriso e l'estasi che vi si stampava sul viso quando da bambini, qualcuno vi diceva "dai, che ti compro il gelato"?
Ricordo ancora con gioia la domenica mattina che facevo di tutto per riuscire ad andare a messa con mio nonno.
Primo perché mi portava sulla sua bicicletta e secondo perché mi comprava il gelato!
Della funzione, sarò sincera, poco mi importava, visto che non facevo altro che giocare con la monetina che mi era stata data per tempo, per il momento dell'elemosina. Monetina che immancabilmente cadendo per terra mi induceva a mettere in atto azioni di spionaggio per poterla recuperare e che includevano spesso lo sguardo gelido e fulminante da parte del nonno e delle signore attorno!
Sicuramente se non fossimo stati in un luogo sacro e non fossi stata una bambina "adorabile" la tirata d'orecchie ci sarebbe stata eccome!!!

Comunque tornando a tempi più recenti, questa mattina io e Zoe abbiamo scoperto che la gelateria Gandini, di cui zio Edo e zio Fabio ci hanno decantato le lodi qualche giorno fa, dicendoci tra l'altro che essendo vicino a casa loro, potevano permettersi di ordinarsi tranquillamente il gelato godendo della sua prelibatezza alla faccia nostra... GRRRR e doppio GRRRR, consegna anche in altri paesi, ma quali?
Mi informo. Altro che servizi segreti e 007... attivo tutte le mie conoscenze, super poteri e... ok consulto internet e scopro che fa servizio a domicilio anche a Soave!!!
Qui ci starebbe bene una Ola!
Non vi dico l'allegria che ha pervaso la casa in un nano secondo: l'idea di poter assaggiare questo benedetto nettare degli dei, in questo momento poi, dove tutte le cose di cui abbiamo sempre usufruito liberamente, oggi sembrano un lontano miraggio, ci sembra un premio straordinario!
E poi...  ZIETTIIII... TIE'!!!
Ora questa sera, ci verrà consegnato e finalmente sarà nelle nostre mani... o meglio bocche!!!

Presto fatto, dopo una breve consultazione per decidere i gusti, telefono alla mano e via, in meno di 5 minuti abbiamo ordinato la nostra vaschetta di gelato...

Abbiamo cenato quasi correndo e alla fine ci siamo avventate sul freezer per accalappiarci la vaschetta... si sembravamo 2 bambine piccole (ok, la cosa drammatica che una lo è...).
Non vi dico quanto lo abbiamo gustato e soprattutto quante videochiamate abbiamo fatto al parentado per far vedere la nostra conquista del giorno! Mitico!
Ora con la pancia piena e l'anima ristorata sono pronta a fiondarmi sul divano e magari guardare un bel cartone con Zoe...

Si sarò sincera mi ero ripromessa di guardare il film Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità (At Eternity's Gate) - con la regia di Julian Schnabel...
Ma volete mettere l'euforia da gelato contro la tristezza infinita...
No, no, lo rimanderò a domani.
A dire il vero avevo assicurato al mio Editor che lo avrei sicuramente guardato sta sera...
ma tanto lui che ne sa...
posso anche dirgli che l'ho guardato ed invece guardarlo domani mattina appena mi sveglio...
si, si, ok farò così... è fatta!!!

Ma come in tutte le belle favole... compare all'improvviso la strega cattiva o, come in questo caso, l'orco cattivo!
Infatti, suona il telefono e vedo che chi sta chiamando è proprio lui... l' orco... ehm, mi ero fatta prendere la mano, lui, il mio Editor....
Cosa vorrà mai alle otto e mezza della sera? E soprattutto che vorrà mai in videochiamata?
Presagi oscuri...
"Pronto Editor!"...immaginate una musica da suspense in sottofondo...
"PRONTO!" Già dal tono si capisce che qualcosa non va... o meglio, che forse ho combinato qualcosa...
ehmmm... ormai sono un'esperta... nel riconoscere i suoi stati d'animo... cosa pensavate?!
"Tutto bene?" Dico un po' esitante... presumendo benissimo che così non sarà!
"TUTTO BENE UN CORNO!...sono quasi le 21'00 e dov'è il teaser? Possibile che dopo 2 mesi e mezzo di blog non hai ancora imparato le cose elementari, essenziali...?" Ops... me ne sono scordata... ecchesaramai!!!

"Oh cavoletti di Bruxelles... mi sono proprio persa! Ma sai, tutte le cose da fare e poi..." E come faccio sempre in questi casi ridacchio per alleviare la tensione e comincio a buttargli addosso fiumi di parole... in più, questa sera, ho da raccontare la storia del gelato e aggiungo anche (e qui riconosco che il mio tempismo non è sempre perfetto... mannaggia) che: "era buonissimo e ho ordinato il gusto  "pistacchio siculo" che è letteralmente spaziale, nel senso che da quanto è buono potresti veramente avere la sensazione di volare per arrivare a toccare le stelle, sai Editor...? "
Solo nel momento in cui proferisco l'ultima parola mi sovviene alla mente che lui è a dieta  ferrea e peggio ancora, che lui ha un'adorazione smisurata per il gelato al pistacchio...
Deglutisco guardo la sua faccia accigliata faccio il mio più bel sorriso e aggiungo "bah, forse comunque non era proprio così buono..." la frase resta sospesa e soprattutto, poco credibile...
Passano 3 secondi di silenzio interminabile e poi finalmente con le vene pulsanti dice: "ok, ok, non voglio sapere altro anche perché non voglio disturbare la visione del film di Van Gogh che sicuramente starai guardando..." e prima che aggiunga altro rispondo "si effettivamente.... ok ci sentiamo domani!" E riattacco prima che esploda la bomba!

Ok non ho più scuse, signor Van Gogh, diamoci una mossa!

Passo l'ora e mezza successiva in uno stato di tristezza infinita.
Con tanto di sbadigli e tutti gli espedienti possibili ed immaginabili per evitare il calo totale della palpebra, tanto è triste e sconsolato questo film.
Ok, sapevo già in partenza che la storia di questo artista non era tra le più semplici e allegre.
Fortunatamente il film è fatto talmente bene, che le emozioni si possono veramente palpare con mano.
Il regista e pittore americano Julian Schnabel (che scopro essere il regista sia del film "Basquiat" vedi post qui e pittore lui stesso delle tele di suddetto film) oltre a fare vedere dei paesaggi, delle nature meravigliose, quelle proprio da cui prendeva spunto Van Gogh, per fare le sue opere, cerca di mettere in mostra ciò che vedeva lo stesso Vincent, ma non solo a livello di immagine ma anche a livello emotivo.
Mi spiego meglio. In alcuni momenti sembra proprio che la telecamera sia l'occhio, lo sguardo di Van Gogh e lo si nota dal vibrare dell'immagine e dal fatto che nei suoi momenti di ira e di sconforto l'immagine sia per metà nitida e per metà velata come se fosse inondata dalle lacrime.
Poi il movimento febbricitante, veloce, sconnesso della telecamera fa intuire perfettamente ciò che caratterizza il modo di dipingere di questo grande artista, lui stesso diceva: "ammiro gli artisti come Goya, Velazquez, Veronese, Delacroix, perché dipingono in modo veloce, con un gesto netto... voglio dipingere all'aperto, dipingere la natura per dimenticare me stesso... e dipingere velocemente mi fa stare bene."
Un'altra scena del film che mi ha colpito è quella che narra il momento dopo l'ennesimo ricovero in ospedale psichiatrico. Dove si confida con un sacerdote dicendo che: "tutti ritengono che i miei dipinti sono brutti angoscianti, ma Dio mi ha donato un dono, ma forse ha scelto il momento sbagliato perché non sono ancora nate le persone che li possono comprendere...". Doti profetiche questo Van Gogh eh?
La vita di quest'uomo, alquanto problematico, è stata resa ancora più difficile dal fatto che era circondato  da persone maligne, ignoranti, meschine. Le uniche figure che gli volevano bene erano Teo, il fratello (che lo manteneva), i padroni della locanda in cui si ristorava e per un certo periodo, Gauguin... suo amico e consigliere (che lo abbandona però, quando comincia a fare successo per ritornare a Parigi).
Il film, a essere sincera è fatto molto bene. Una fotografia fantastica e una grande regia. Un'interpretazione di Willem Dafoe nei panni dell'artista olandese straordinaria e altrettanto straordinario è il modo trovato di trasmettere le sensazioni provate dal protagonista.
Nonostante tutto ciò, però la pellicola non mi ha entusiasmata perché è molto triste, e in alcuni momenti, molto lenta...
Insomma non è assolutamente il tipo di film che rispecchia i miei canoni, soprattutto in un periodo così difficile.
Apprezzo però l'aver potuto comprendere più a fondo la vita di questo artista straordinario che intuivo, grazie a qualche lettura fatta qua e là, ma non conoscevo bene.
Vi dirò pure che apprezzo, il fatto che posso condividere questo mio pensiero non del tutto positivo, con voi. Perché tutto mi si può dire, ma non che dico bugie! A parte quelle bianche che dico ogni tanto a l'Orco...ops, scusate, al mio editor...

Ok, dopo questa "botta di vita" l'unica cosa che potrebbe tirarmi su il morale e farmi dormire tranquilla sarebbe un bel cucchiaino (meglio optare per un cucchiaione) di gelato al pistacchio...
shhhh voi, acqua in bocca. Non ditelo al mio Editor potrebbe reagire in modo alquanto strano!
Ops leggerà prima di voi questo post? Vabbè ma per allora sarà sicuramente di ottimo umore perché sarà mattina e avrà già bevuto i suoi 2 caffè! Vero Mr. Gallery?

P.S. E voi cosa aspettate a farvi portare a domicilio una buona vaschetta di gelato?

- LA FRASE DEL GIORNO -

"l'eternità è il mare mischiato con il sole"  
Arthur Rimbaud

domenica 29 marzo 2020

Do you speak english?


"Io prima di entrare al museo"
aprile 2019

Siete mai stati a vedere un Museo di Arte Contemporanea all'estero (a Lubiana per l'esattezza) dove le didascalie delle opere sono scritte quasi tutte in sloveno con qualche eccezione dell'inglese?? Beh, io ci sono stata!!!

Ora, io con il mio inglese scolastico, che riesco a malapena ordinarmi un panino, riuscendo con grande maestria, ad ottenere quello che non era desiderato ed in tutto ciò, riesco anche a far perdere le staffe al barista, che in qualche modo mi vuole pur dare qualcosa da mangiare... immaginatemi comprendere uno dei tanti discorsi filosofici che accompagnano, se si è fortunati, le opere d'arte contemporanea!!! Un disastro!!!

È una giornata piuttosto uggiosa e freddina, ma potrebbero pure esserci 10 gradi sotto zero che non li percepisco affatto talmente è l'adrenalina e l'eccitazione che ho in corpo, perché finalmente oggi andrò a vedere con mia cognata e mia nipote (voi scherzate ma non potete immaginare gli sforzi intrapresi dalla sottoscritta pur di convincerle ad accompagnarmi, visto che in territorio straniero  rischierei di perdermi e trovarmi in Russia), il museo di arte moderna di Lubiana.
Pensate che nonostante il tempo mi sono messa in ghingheri come se dovessi andare ad un appuntamento.... si ad un un appuntamento con l'Arte appunto!

L'entusiasmo è a livelli altissimi, e me ne accorgo dal fatto che per la prima volta mi riesce un parcheggio a "esse" in un posticino microscopico al primo colpo!!!
Mia cognata non crede ai suoi occhi e mi fa pure i complimenti: forse era terrorizzata dal vedermi provocare una colonna lunghissima di auto o peggio dal vedermi fare la fiancata al bellissimo Mercedes parcheggiato davanti a noi! Bah!

Arrivata davanti al museo sono alle stelle e mi faccio subito un selfie e mentre scatto diversi click non mi accorgo che le mie accompagnatrici sono già entrate... Rido tra me e me ed entro quasi saltellando.
Il posto è veramente bello. Ultra moderno ma già dall'inizio non ci capisco nulla.
Giriamo per le sale cercando di decifrare qualcosa dalle didascalie esposte a fianco le opere, ma tra il mio inglese zoppicante le traduzioni di mia cognata che sa sì, bene inglese e sloveno, ma fatica a tradurmi i pensieri contorti che accompagnano le opere esposte, non ci capiamo un bel niente.

Non mi scoraggio! Ad un certo punto la nostra attenzione è attirata da una tavolata piena di oggetti che vanno da cose soffici a oggetti pungenti, pericolosi, e uno schermo che riproduce un video.

"Performance Rhythm 0 di Marina Abramovic"
 Fatalità troviamo un addetto che parla qualche parola di italiano e così decido di interrogarlo.
Lui che non può più scappare, ci spiega che questa è una performance di Marina Abramovic "Rhythm 0" dei primi anni 70, in cui lei si era sdraiata nuda per sei ore su un tavolo con intorno a sé settantadue oggetti invitando il pubblico a fare liberamente ciò che voleva.
Pensate che un uomo era rimasto a lungo con la pistola, con il colpo in canna, premuta contro la sua tempia, mentre lei era ben conscia del fatto che stava sfiorando la morte.
La presenza di questa artista ha rianimato un po' gli animi di mia cognata e mia nipote... il mio era già bello animato, e così abbiamo proseguito la visita con più entusiasmo.

La cosa più divertente è stato cercare di spiegare a mia nipote (dodicenne) il video di un'artista slovena, mentre si divertiva ad addobbare la sua vagina con una foglia ed uno stelo alla volta... fino a creare un magnifico bouquet di fiori... Immaginatevi la faccia disgustata della nipote, che nonostante cercassi in qualche modo di farle capire "il trionfo della vita", si rifiuta da allora, di venire a vedere una mostra con la sua zia preferita!!!
Torno a casa contenta, soddisfatta e orgogliosa di me per avercela fatta, e vi dirò pure che anche se magari Gori e Nadia, mia cognata e  mia nipote non hanno apprezzato tutto... sono sicura che l'arte ha fatto il suo lavoro nel bene o nel male e certamente non le ha lasciate indifferenti!

P.S. Impara bene l'inglese prima di avventurarti a mostre fuori dal suolo italiano...

P.S. Valuta bene da chi farti accompagnare!!!




http://www.mg-lj.si/si/obisk/779/info_msum/

- LA FRASE DEL GIORNO -

"prima sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni" 

Vincent VAN GOGH


giovedì 26 marzo 2020

Dal Corriere della Sera, pagine e pagine d'arte...



 marzo 2020

Qualche settimana fa, quando ancora ci si poteva trovare, salutare, bere un té in compagnia, è passato a trovarmi mio papà, che (e ora dico fortuna che è passato) doveva per forza piantare alcune ortensie nel mio giardino.
Un anno fa, ho vissuto la stessa identica scena! Padre, ortensie, giardino ect. ect.

Il problema, che tra l'altro ha afflitto per quasi un anno mio padre, è il risultato.
Neanche un paio di mesi dopo, infatti, le giovani piantine apparivano morte e stecchite!
Il guaio è che nella mia tabella di marcia giornaliera, non avevo contemplato il punto "dare da bere alle piante", con conseguente relativa essiccazione precoce delle suddette pianticelle!

Quindi rieccoci al punto di partenza. Pronti o meglio pronto, visto che ha deciso di sua iniziativa di riprovarci... Ops a tal proposito aspettate un attimo visto che ci sono... vado a dare da bere alle piantine....

-Pausa-

Eccomi! Vi aggiorno che per ora le piante sono ancora vive!
Dunque ritornando al nostro discorso...
Vi stavo raccontando appunto che quel giorno mio padre oltre a portarmi le ortensie mi ha portato in dono un libro "Van Gogh, girasoli".
Ovviamente questo mi ha sorpreso non poco e sul mio viso si è stampato un bel sorriso...

La sorpresa è stata maggiore quando ho scoperto che da quella settimana, sarebbe uscito un libro d'arte, per ben 40 settimane, insieme al Corriere della Sera!!!

Voi lo sapevate che il Corriere ha deciso di pubblicare questa interessantissima raccolta intitolata "I capolavori dell'ate"?.
Io no!
I capolavori dei più grandi maestri raccontati per di più da Philippe Daverio.
Ogni volume ripercorre, a partire dall’analisi di un capolavoro, la vita dell’artista attraverso le sue opere più significative e offre un’ampia panoramica sui suoi contemporanei.
Una ricca sezione antologica, con testi degli artisti e contributi dei più importanti scrittori, pittori e storici dell’arte, da Giulio Carlo Argan a Ernst Gombrich, da Roberto Longhi a Bernard Berenson, spiega e completa il racconto della vita dei maestri e della loro produzione artistica.
Un nuovo affascinante percorso per comprendere a fondo il mondo dell’arte.


Sfogliando il volume scopro che per alcune opere dell'artista vengono spiegati i minimi particolari:
il colore, il significato del soggetto, l'organizzazione dello spazio, la tecnica.
Poi e qui mi sbalordisco ancora di più, vengono fatti dei confronti e delle corrispondenze con altri artisti. C'è la spiegazione del periodo vissuto dall'artista (in questo caso in epoca post-impressionista)
e dei suoi contemporanei.
Chiude il volume una lista dei paesi e dei musei che ospitano le opere dello stesso.

Direi che questa collana si può ritenere molto interessante, valida e potrebbe essere uno spunto per ampliare le conoscenze di base che mi mancano su alcuni artisti.
La cosa che più mi fa tenerezza, è che mio padre si sia prodigato a farmi avere il primo fascicolo, sicuro che mi sarebbe stato utile per il percorso che sto facendo, di cui lui è il mio primo sostenitore!

Ah, lo sapete cosa ha fatto Zoe? Si è appropriata del libro ed essendo attratta dalle bellissime riproduzioni  si è messa a dipingere...
Forse potrei farlo pure io... Nooo, meglio di no! Largo ai giovani!

Sono estremamente felice perché mi accorgo che le persone che mi conoscono, e mi circondano, ultimamente se mi regalano qualcosa lo fanno pensando alla mia nuova passione: il mondo dell'arte.

P.S. e voi cosa aspettate, prendetevi carta pennello e tempere o quello che volete e divertitevi a fare qualcosa di diverso ....dipingete!




sabato 21 marzo 2020

MONNALISA SMILE



Sento bussare alla porta (il campanello è rotto da un po', chi mi conosce lo sa!)
Che bello abbiamo visite! Oddio, chi sarà?
In questo momento di "clausura forzata" mi chiedo chi mai abbia voluto trasgredire le regole per venire a trovarmi!

Corro eccitata come una bambina che corre ad aprire al suo papà di ritorno da una lunga giornata di lavoro (io da piccola mi nascondevo sempre dietro la porta per poi fargli prendere uno spavento e lui, ovviamente fingeva di essere terrorizzato...).
Spalanco la porta e a 2/3 metri di distanza, vedo il corriere con un pacco per me.
Uffi. Speravo incoscientemente in un contatto umano... Ci resto quasi male da un lato e bene dall'altro. Ma la mia gioia nel vedere un volto nuovo è maggiore quindi sfodero il mio più bel sorriso e dico un sonoro "Buongiorno!"
Il tipo però non è altrettanto gioioso. Anzi direi, per nulla! Mi guarda come se fossi un'aliena, mi chiede se sono io Valeria Zanuso e quando ne ha la conferma, fa per darmi il pacco ma non sapendo come fare un po' impacciato e un po' imbarazzato, lo appoggia per terra, mi guarda, saluta e scappa letteralmente via!
Resto basita!
Che ci sia una bomba? O forse visto che non mi sono truccata sono così... ripugnevole?
 ...Ah no... è il Covid-19... Ok, tutto nella norma!!!

Rido tra me e me per non piangere, immaginando la tensione del povero fattorino. Che situazione surreale... chi lo avrebbe mai immaginato.



Insieme a Zoe apriamo il pacco.
Dentro troviamo il dvd che ho ordinato qualche giorno fa... "Monnalisa Smile" il film di qualche anno fa con Giulia Roberts... ve lo ricordate? L'ho ordinato perchè ricordo lei che interpreta il ruolo di insegnante di Storia dell'Arte... E lo fa in maniera convincente esprimendo concetti che se non ricordo male, mi possono essere utili in questo mio percorso... Cosa dite che la mia passione oramai si può definire "patologia"? Credo di si... comunque, chiedo a Zoe se questa sera possiamo guardarlo insieme.
Subito non è molto per la quale, ma riesco a convincerla dicendole che parla di studentesse del college, a quella parola (e chi ha figli adolescenti può capire!) si illumina e mi dice un secco, sillabico: "ok!"
Ora forse sarà convinta di ritrovarci i protagonisti di quel programma, idiota, in onda su Rai1 qualche mese fa del quale non ricordo neanche il titolo... (poveri noi dove andremo a finire..) ma tant'è, che
ha detto si!

Prima di schiacciare play, Zoe mi fa una confessione "Sai mamma che l'arte incomincia a piacermi un pochino di più?".
Resto basita per la seconda volta nel giro di 24 ore... lei mi guarda con occhi furbetti e continua "Dai mamma puoi riprenderti dallo shock il film deve iniziare".
Sto per commuovermi ma non c'è tempo...



Inizia...
Siamo negli anni '50. La storia parla di Katherine Watson ragazza nubile che giunge nel prestigioso collegio femminile di Wellesley come docente di storia dell'arte.
Alla prima lezione, dove viene praticamente messa in ridicolo dalle sue allieve, visto che sanno a memoria tutto il libro di arte in dotazione per l'anno accademico, le chiedono se possono andare a studiare cose più importanti.
Katherine si rende conto che lo scopo del collegio è quello di preparare le studentesse alla vita matrimoniale con un buon partito e diventare così mogli perfette e madri devote alla famiglia.
In totale contrasto con i suoi principi.
Lei è convinta che una donna possa contemporaneamente realizzare se stessa facendo anche l'università, affermarsi nel mondo del lavoro ed essere una moglie perfetta!
La professoressa decide quindi di offrire alle ragazze nuovi punti di vista. E tutto questo con l'aiuto dell'arte, inimicandosi così il corpo docente e anche molte studentesse.
Mi piace quando nella lezione successiva presenta alle allieve un dipinto di Chaïm Soutine "Bue squartato" (Minsk 1893 - Parigi 1943 pittore russo, naturalizzato francese, già "conosciuto" nel film su Modigliani -vedi post- ma giuro che andrò a studiarlo seriamente).
Tutte sono finalmente "impreparate". Cercano nel libro in dotazione ma non trovano risposte. Obiettivo raggiunto! La Prof. spiega loro che lì, non ci sono testi che parlano di lui.
Devono essere loro stesse a dire cosa ne pensano, a dire cosa provano, che sensazioni suscita in loro. E sottolinea il fatto che non vi è una teoria giusta o sbagliata. E che può essere bello oppure no! Ognuno di noi può giudicare in base alla propria sensibilità.

Un'altra scena cruciale ed emozionante, ovviamente per me, è quando Katherine accompagna le sue studentesse in una sorta di galleria d'arte e lì si ritrovano davanti ad un... Un "Pollock!" dico esultante io, e Zoe, mi guarda con sufficienza e ridendo  mi dice "brava mamma hai indovinato!". Vabbeh, ho una figlia "insensibile"... scherzo.

Comunque, la professoressa dice alle ragazze di gustarselo in silenzio e di prendersi tutto il tempo che vogliono, poi quando avranno percepito tutte le sensazioni possono andare la lezione  è finita.

L'immagine di stupore di questi visi che guardano l'opera col naso all'insù, mi fa venire in mente quando io osservo con meraviglia un'opera che mi emoziona. Rivedo il mio sguardo carico di eccitazione.... ed è... fantastico!

Il film scorre piacevolmente. E quando ognuna delle ragazze regalano alla Prof una copia fatta da loro, del dipinto "I girasoli" di Vincent Van Gogh, Zoe dice che è un artista che le piace tanto e che la sua maestra a scuola, le ha fatto fare dei bei lavori su di lui e che domani proverà a dipingere pure lei i famosi  girasoli!

Il film finisce.
Sta sera sono felice per 2 motivi: uno perché mi sono emozionata insieme alla mia piccola donna,
due, perché finalmente anche Zoe ora vede un qualcosa di bello nell'arte. Per me questo è un bell'inizio, anche perchè ha sempre detto "io non sopporto l'arte perché è noiosa!"

P.S. A volte anche un semplice film, una commedia leggera, può avere sviluppi interessanti. E se lo dico io che aborro i film per esaltare la lettura... la dice lunga!
Buona visione quindi!
E se ordinate un libro, un dvd o qualsiasi altra cosa on line, non spaventatevi se il corriere si comporta in modo strano... sono tempi di Coronavirus!