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martedì 5 gennaio 2021

Il Van è pronto! Si parteeee...

Proseguono Le avventure in Van... Per le "puntate" precedenti... clicca QUI



Sono elettrizzata! Ma che dico elettrizzata, su di giri! No, no, ancora meglio: super gasata! 

Editor mi sta accompagnando a prendere il mio Van. 

È giorni che sono in trepidante attesa. Non sto più nella pelle! Non vedo l'ora di vederlo! Ehmm, spero che abbiano rispettato tutti i miei suggerimenti super "chiccosi"...

 
Editor, dopo aver metabolizzato la notizia di me in giro per l'Europa, non ha fatto altro che fare predicozzi ogni 3 x 2. 

Inoltre, per essere più tranquillo - ma vi rendete conto? lui non è rilassato per nulla...pensate che per me, questa idea è solo un po' "bizzara" per lui... "Insensata", "Incoscente", Addirittura "Insulsa"! Forse è una patologia... gli piacciono gli aggettivi che iniziano per "in", vabbeh, torniamo a noi... - si è organizzato un calendario di incontri, curatele e chi più ne ha più ne metta, che seguiranno i miei spostamenti. 

Come ci sia riuscito non ne ho la più pallida idea. Si sarà imposto con la sua naturale gentilezza mista a misantropia che alberga normalmente in lui... Una cosa è certa: ce l'avrò col fiato sul collo... ovunque! Il che da un lato mi rincuora, dall'altro mi mette ansia... Ma capperi! Possibile non si fidi di me? nemmeno avessi 15 anni!


Eccoci siamo arrivati. Ho il cuore in gola.
Lo vedo. Potrei svenire qui. È la cosa più strafiga che abbia mai visto. È "chic", è elegante, è raffinato, è dotato di ogni confort è.... è ....
"Ma cos'è? è super sdolcinato, femminile e romantico...." commenta Editor quasi disgustato e con un picco di glicemia che arriva alle stelle!
"Certo! E cosa credevi? Rispecchia la sua padrona... Se avesse rispecchiato te, sarebbe stato ricoperto da pelliccia bruna e corna biforcute!" Lo zittisco! Ma dopo 2 secondi lo guardo col sorriso sulle labbra.



Controlliamo ogni particolare... Si, quello c'è... Quest'altro anche... OK, ci sono pure le piantine, una libreria, le lanterne... Mi sembra....
Ad un certo punto sento Mr.Gallery che ride e dice "Non ci posso credere... ogni anta che apro ha già dentro o scarpe col tacco, o vestitini, o orecchini, o trucchi..."
"Beh? che c'è di strano? Lo volevo pronto per poter cominciare immediatamente la mia avventura. E poi quando si va in giro, bisogna essere pronti per ogni occasione e... mi devo distinguere, mica sono una semplice giramondo "hippie"... Io sono una hippie-chic". Alza gli occhi al cielo e si allontana bofonchiando qualcosa in una lingua che non conosco... "Esperanto" forse?


Dopo aver controllato ogni virgola, Editor è paranoico in questo, finalmente parto. 

La prima meta è il Cretto di Burri in Sicilia, ma prima di arrivarci ho in mente qualche piccola deviazione.
 

Alla guida di questo van mi sento una regina. Una Piratessa... Una... Ok, sono sempre Valeria ma mi sto godendo il momento...

Ora sono in autostrada direzione: Reggio Emilia, Palazzo Magnani.




Canto a squarcia gola la canzone dei 4 Non Blondes e a seguire una selezione di musiche rock messe dalla mia assistente digitale Alexa... si ho pure lei... sicuramente andremo d'accordissimo... Mi sto trasformando in Valery... Una nomade iper digitale... e...
Nel mentre che sto facendo uno dei miei urletti però vedo dei lampeggianti dietro di me... Oh cavoli... Una volante della polizia... che mi debba fermare? Si, sembrerebbe proprio di si... Il poliziotto mi fa segno di accostare...

Mi fermo...
"Patente e libretto!" Esclama il poliziotto avvicinandosi al finestrino... Sembra nervoso...
"Certamente!" dico facendo il saluto militare...  "Agli ordini..." ehmm... mi accorgo che non ha apprezzato la mia vena ironica... "Certo ammiraglio... no cioè... capitano... no, insomma Subito...intendevo dire subito..." Ora è davvero nervoso...
Ok... panico... dove cavolo saranno? Apro il cruscotto ma ne escono una valanga di rossetti, Rimmel e profumi vari....
Il poliziotto mi guarda sbalordito
"Ehm vuole favorire? Ah no, giusto è in servizio... ed è pure un uomo...."
Provo con il cassetto sotto allo stereo.... e qui ci sono i miei snack preferiti... provo ad offrirgliene uno ma con faccia contrita rifiuta... Uffa! non è ne un tentativo di corruzione e non è mica avvelenato!


Dopo un quarto d'ora di inutili ricerche il poliziotto quasi spazientito dice: "Senta, prima che le sequestri il mezzo e le faccia una multa "mega galattica" perché non dà un'occhiata dentro la sua borsa?"
"Ma dai! Non ci credo! Dai, non sarà così crudele? È la mia prima avventura "on the road", non sono una criminale... Ok si lo ammetto forse da piccola ho rubato una caramella alla liquirizia... Ah no! Ho capito! Perchè non sono proprio così intonata. diceva..."
"Oh santi numi! Apra la sua stramaledettissima borsa e stia un po' zitta.... non le ha mai detto nessuno che parla troppo?

"No, mai! Cioè si... Beh, si, ogni tanto lo dice Editor... Ma lui è il solito esagerato..."
Alquanto accigliata comunque apro la borsa e... "Eccoli finalmente! Stronzetti che non sono altro... Sa?  aveva proprio ragione! Se lo lasci dire lei è un genio" e gli strizzo l'occhiolino sfoggiando il mio bellissimo sorriso.

Sconfitto mi lascia andare...

Inutile... nessuno resta indifferente al mio fascino....


Arrivo a Palazzo Magnani con qualche minuto, ok, diciamo ora di ritardo. Che ci faccio qui? Devo assolutamente vedere l' opera che si intitola "Library" di una certa Lori Nix, che fa parte dell'attuale mostra in atto True Fictions. Fotografia visionaria dagli anni '70.
La cerco girando per le sale. E quando la trovo, penso che ho fatto proprio bene a fermarmi. 



In quel momento chiama Mr. Gallery che mi chiede se ho quasi raggiunto la mia prima "pseudo tappa" e cioè Città di Castello, sede della Fondazione Burri...
"Ehmm... Beh, ecco sai Editor, ho fatto una piccola deviazione sulla deviazione... ma sono sicura che sarai orgoglioso di me."
"E ti pareva! E siamo solo all'inizio...  Temo che ne vedremo delle belle..."
Sorvolo ovviamente sulla storia della volante e gli dico dove mi trovo...
"Raccontami quello che vedi..."
"Tutto in questa foto sembra dannatamente reale... si ha la netta sensazione di sentire il profumo delle piante e di poter toccare e contare i libri che ci sono sugli scaffali. Ma non si può, perché è la foto di un "diorama" cioè di un plastico. Ma ti rendi conto? Senti un po' cosa dicono dell'artista: è originaria della Virginia  è una maga dello Staged photography. Con le sue opere anima l'inanimato e crea un percorso di immaginazioni suggestive che ti fanno entrare in contatto con paesaggi misteriosamente abbandonati e conquistati dalle più segrete forze della natura."


Editor è entusiasta quanto me e si raccomanda che faccia più foto possibili, così poi ci posso scrivere un pezzo.

Beh... allora un po' di bene me lo vuole...


To be continued...

lunedì 9 novembre 2020

Il "Grande Cretto" di Burri esiste, non è un sogno!

 


Sabato7 novembre 2020

Sono in viaggio.
Si, sono in viaggio da un bel po' sul mio super Van. Avete presente quei furgoncini... Un po' Hippie, un po' Gipsy, un po' Peace & Love? È fantastico non potete immaginare. Vi avevo già accennato che avrei tanto desiderato fare un viaggio anzi, più viaggi sul mio Van. 

È verde come piace a me! E dentro sono pure riuscita a piazzarci una mini stufa, graziosissima, per quando fa freschetto. La zona relax si trova proprio in fondo così se la mattina mi sveglio e ho avuto la fortuna di parcheggiare in riva ad un lago, ai piedi di una montagna, immersa in un bosco o meglio ancora su una bellissima spiaggia, apro il portellone e mi godo al calduccio del mio supersonico piumone il panorama mozzafiato.

L'interno è un misto un po' stile country con qualche tocco provenzale. Ho pure qualche pianticella verde (vera, non finta!) e pochi oggetti ma importanti, di cui non potrei fare a meno. Ci sono i libri, il modellino di un veliero, lanterne, essenze profumate, tisane, tazzona, caffè...

Ovviamente il guardaroba c'è eccome se c'è... essenziale ma figo al punto giusto! Coperte morbide e cuscini sono sparsi ovunque e la musica classica, rock o jazz, dipende dai momenti, non manca mai!

Sento aria di avventura o meglio ancora, di libertà!
Ma che sbadata, non vi ho detto dove sono diretta. 

Ok, sono in Sicilia e conoscendo la mia predisposizione e predilezione per l'arte contemporanea avrete intuito la meta! Si, mi sto dirigendo a vedere un'opera di Land Art, la più grande d'Italia, di Alberto Burri.
 

Credo di essermi pure persa, uffi! Ma qui in mezzo, fra colline e montagne, i cartelli stradali si sono persi o sono stati spazzati via dal vento o sciolti dal caldo sole di agosto.
Insomma, con un  "Dai ti prego, navigatore caro, cerca di fare il tuo dovere... dammi soddisfazione... portami alla meta", cerco di raggiungere il luogo.
Editor quando mi ha parlato di questo posto ci ha messo tutto il trasporto che poteva, convincendomi che il lungo e stancante viaggio, sarebbe stato abbondantemente ripagato. E avrebbe sortito effetti positivi sul mio umore e di conseguenza anche su chi mi gira intorno... Cosa significa? che forse negli ultimi tempi sono stata un po' noiosa? Mah...


Comunque, mi sono fidata e quindi in quattro e quattr'otto ho pianificato il mio viaggio. Sono partita senza alcuna esitazione ed eccomi qua persa nell'entroterra siculo tra Trapani e Palermo. 

Vi dirò, un pochino di paura ce l'ho... affrontare un viaggio così, tutta sola, può incutere un po' di timore, ma sapere che vedrò il Grande Cretto di Gibellina realizzato da Burri, mi fa superare ogni esitazione e guardando il piccolo veliero che ho appeso allo specchietto retrovisore del Van, mi fa tornare alla mente le mie origini: sono una Piratessa!
Ad un certo punto mi fermo. Sono sopra un promontorio e davanti a me vedo il mare. La giornata è così limpida che i colori inebrianti quasi mi intontiscono tanto sono caldi, abbaglianti, inimmaginabili e unici. 

In alto vedo i gabbiani che si prodigano in esercizi straordinariamente complessi facendomi provare un senso di leggerezza e libertà infinito.


Sicuramente li tra loro c'è Jonathan. O forse quello, in questo momento sono io?!?
Un colpo di vento fortissimo mi riporta alla realtà. I miei capelli lunghi sono pervasi dalla sua forza e come spugne assorbono il carattere forte, turbolento, leggiadro e dispettoso di questo vento. 

Ah come mi sento bene. Io se dovessi essere un elemento naturale sarei vento! Lo so!

Questa magia viene interrotta da un suono fastidioso. Sta squillando il telefono... guardo lo schermo è Editor... Vabbeh, rispondo:
"Allora? sei arrivata? Tutto bene?" "Ad essere sincera, mi sono persa..."
"Beh, conoscendoti era da immaginarselo!" Il solito Mr. Simpatia!
"Si è vero, mi sono persa ma non ci crederai! Sono in un posto strepitoso, mare, gabbiani, vento... ohhh che meraviglia, è pazzesco..."
"Eccola che è partita per la tangente... dai sbrigati, altrimenti si fa notte..." e riattacca.
Ecco, ora ditemi, vi sembra questo il modo di trattare una Piratessa? Ok, questa me la paga! Ma io non mi scompongo riavvio il navigatore, accendo il motore e via. 


Faccio qualche km in mezzo al nulla. Poi vedo qualcosa che si muove... una moto... un uomo che viaggia in solitaria... In questa stagione? Mah... il mondo è bello perchè... Vabbeh, senti da che pulpito viene la predica...
Mentre mi avvicino e metto a fuoco l'immagine, penso di avere le allucinazioni... Ok viaggiare troppo da soli fa male, mi dico. Mi strofino gli occhi tolgo e rimetto gli occhiali da sole e... mentre lo sorpasso...
L'uomo mi sorride con fare da presa in giro! E come se non bastasse urla: "ERA ORA.. Testa di Vitello! Ma perché non imposti mai il navigatore come si deve?"
"EDITOR.....EDITOR ... ! Ma che capperi ci fai qui proprio qui!!"


Scoppiamo a ridere. Non ci posso credere!
Ok, sapevo che era anche lui in Sicilia per affari, ma mi aveva assicurato che era talmente oberato di appuntamenti e di lavoro, che non ci sarebbe stato modo di vederci...
Lo guardo... rido e gli dico:
"Sei proprio una brutta persona!!!"
Lui mi guarda e di rimando mi dice:
"Da sola non ci avresti capito una mazza... Quindi onde evitare il miliardo e mezzo di domande che mi avresti fatto al telefono, ho deciso di sacrificarmi rinunciando a qualche ora di "duro lavoro" e pur di scongiurare l'inevitabile agonia, eccomi qui!!

 
Lo guardo con aria di sfida perché so che sta bleffando. Ma lo lascio crogiolarsi sugli allori... E' talmente felice di avermi fatto questo scherzetto... che... Ok confesso, lo sono pure io. Cosa cavoli ci avrei capito da sola? 


Presa dalla sorpresa non mi sono resa conto che sono arrivata alla meta.
Rimango interdetta non mi aspettavo un'opera di dimensioni così grandi... Non mi aspettavo una sorta di labirinto, non mi aspettavo tanta "roba"! Punto.


Prima di addentrarci dentro l'opera, Mr. Gallery parte inevitabilmente col suo pippone. La fortuna vuole che quando attacca è stra coinvolgente ed interessante ed io per alleggerire la situazione, a volte, ok spesso, lo interrompo con qualche battutina o richiesta di informazioni più dettagliate. 

Lo punzecchio... è terribilmente buffo e divertente vederlo mentre sbuffa. E vedere le mille facce stralunate che fa ogni volta che apro bocca mi fa scompisciare dalle risate. Mi da l'impressione che ne sparo tante! Ah ah in questo sono una vera e propria artista!
Ok, ma sentiamo un po' cosa mi racconta Editor.
"Il Cretto di Gibellina, titolo originale Grande Cretto, è un’opera di land art realizzata da Alberto Burri, lì dove un tempo sorgeva la città di Gibellina Vecchia in Sicilia, tra il 1984 e il 1989. 

Una distesa di 80 mila metri quadri di cemento bianco e detriti che racconta la storia di una città scomparsa dalle cartine geografiche. Il centro storico di Gibellina venne distrutto da un terremoto il 15 gennaio 1968, provocando 1150 vittime, 98.000 senzatetto e sei paesi distrutti nella valle del Belice, in provincia di Trapani. Negli anni successivi la città di Nuova Gibellina venne ricostruita a 20 km dalle macerie del vecchio insediamento. Raccogliendo la chiamata dell’allora sindaco, furono molti gli artisti ed architetti che contribuirono con slancio alle iniziative di ricostruzione. Tra questi anche Alberto Burri, che descrisse così la situazione:《Quando andai a visitare il posto, in Sicilia, il paese nuovo era stato quasi ultimato ed era pieno di opere. Qui non ci faccio niente di sicuro, dissi subito, andiamo a vedere dove sorgeva il vecchio paese. Era quasi a venti chilometri. Ne rimasi veramente colpito. Mi veniva quasi da piangere e subito mi venne l’idea: ecco, io qui sento che potrei fare qualcosa. Io farei così: compattiamo le macerie che tanto sono un problema per tutti, le armiamo per bene, e con il cemento facciamo un immenso cretto bianco, così che resti perenne ricordo di quest’avvenimento》”


I vicoli bianchi che oggi percorriamo, simili a delle profonde ferite del terreno, sono gli stessi del centro storico del paese prima del terremoto.
Il Cretto è un luogo di narrazione e conoscenza dove c’era vita, oggi c’è conservazione di memoria.
Mentre ci addentriamo tra le vie si sente solo il rumore del vento i nostri passi... è un peccato da una parte che non ci siano altri visitatori ma dall'altro lato rende il tutto più irreale, emozionante. 

Effettivamente sembra un labirinto e se i muri fossero più alti del metro e sessanta forse sarei capace di perdermi un'altra volta.
Il sole sta tramontando mi ero scordata che in questa stagione la luna con le sue amiche stelle comincia a danzare in anticipo. Ma che mi importa ho il Van io, e posso permettermi di fare ciò che voglio. E oggi ho deciso che domani mattina voglio svegliarmi aprire lo sportellone e vedere un'opera d'arte tremendamente unica nel suo genere. Propongo una bella grigliata  accompagnata da un buon bicchiere di vino rosso (versato rigorosamente nelle tazze di acciaio da vera "wild van life!") sotto il cielo stellato di questa magnifica Sicilia.

Mr. Gallery con la fame da lupo che ha, non rifiuta anzi si da da fare perché la cena sia deliziosa e non rischi di essere bruciata dalla sottoscritta. Così si mette all'opera davanti alla brace... Uffi, ma che razza di opinione si è mai fatto?


Ad un certo punto sento una voce: "Mamma! Mamma?! Svegliati è ora che mi accompagni alla lezione di pallavolo..."...


Apro gli occhi. Sono un po' stralunata... Caspita era tutto un sogno... Si, un bellissimo sogno... Accompagno Zoe a pallavolo.. poi, torno di corsa a casa, mi rimetto sul divano e cerco di rimettermi a dormire! Voglio che questo sogno continui...

N.B. se vi siete persi i post con le altre esilaranti avventure in Van cliccate QUI!

venerdì 21 agosto 2020

In visita al Mart parte 2

 

CIAO!

Se ti sei perso la prima parte di questo post, clicca QUI

 mercoledì 19 agosto 2020

Sono ancora sotto shock! Ma con il sorriso stampato! Ho respirato a fondo, ho smorzato un po' l'adrenalina con qualche chiacchiera ma ora non resisto più. Devo assolutamente scoprire il fatidico secondo piano...

Sono pronta.

Vado.

Vi rendete conto? Il secondo piano è dedicato all'arte contemporanea, quella che mi "strizza le budella", quella che mi fa viaggiare con la fantasia, quella che mi fa porre mille e mille interrogativi... Quella che mi fa cercare fuori e dentro di me un significato che non capirò probabilmente mai... Quella che mi fa amare l'Arte... Quella che... Ok avete capito! 

Mi ritrovo a fare le scale con calma perché l'attesa in certi momenti ti fa provare emozioni che non credevi esistessero... Voglio godermi il momento! Ogni gradino che salgo è un battito in più rubato al cuore...

Arrivo davanti all'ingresso.

Potrei svenire. 

Davanti a me un'opera mastodontica di Jannis Kounellis! Ok, sono già distesa! Il mio cuore, quello dei battiti di prima, va letteralmente in tilt.

 

I ricordi e le emozioni vissute mesi fa a Venezia alla sua mostra (vedi post MA COME DIAVOLO SI PRONUNCIA) mi sovrastano in un nano secondo ed il mio sguardo si vela un pochino, colto da un'emozione così inaspettata. 

Ma sono o non sono una Piratessa? Quindi sfodero tutta la mia grinta e reagisco selfandomi con l'opera nella sua monumentalità!

Giro lo sguardo e... tac: l'installazione di stracci e bollitori di Pistoletto... non so se ce la faccio!

Pensate che questi bollitori, una volta accesi, riescono a creare un vero e proprio concerto! Non resisto alla tentazione di immortalarmi... e via di ennesimo selfie! Click, ed eccomi dentro un'opera specchiante di Pistoletto e qui ahimé, evidentemente non sono stata veloce abbastanza come per gli altri selfie... vengo ripresa per aver tolto momentaneamente la mascherina... Uffi! mi tocca "selfarmi" con lei!

I miei pirati ridono e si allontanano facendo finta di non conoscermi... Bah... Dilettanti... e pensare che questa volta non ho fatto scattare neanche un allarme!

Comunque tranquillo Editor, lo so che stai già ridendo... Una la dovevo pur combinare, no? Fin qui ero stata anche fin troppo brava... ok forse ho sorvolato quando non vi ho raccontato che ho chiesto gentilmente di farmi fare una foto da una degli addetti... ma mi è stato detto, picche non si può per il covid! Suvvia, io ci ho provato!

Mi ritrovo in adorazione di Burri con un quadro che si riferisce al ciclo della combustione della plastica e mi perdo tra le parole della mia audioguida che essendo molto preparata mi illumina sui vari cicli! Brava! Si, Editor me li avevi spiegati un miliardo di volte pure tu, ma era una carineria per lei che mi ha accompagnato in questa scoperta! 

Fontana, Pomodoro, Vedova, Rotella, Capogrossi, Scarpitta, Ceroli, Kosuth innondano i miei pensieri o meglio tutto il mio sentire... Era tanto tanto tempo che non mi sentivo così viva!

Poi mi ritrovo davanti a una nicchia gigante... In mezzo il nulla... "Toh! Qui si sono dimenticati di mettere l'opera d'arte, o forse è in fase di restauro... mannaggia, che peccato, proprio oggi!"

Il cartellino però c'è e quindi mi avvicino per vedere di chi si tratta e... non ci crederete l'opera c'è!  È di Sol Lewit! Tutte e tre le pareti sono ricoperte di tratti di 20 cm fatti a matita con intervalli regolari... Il senso non lo capisco ancora, lo troverò, datemi tempo. Ma la cosa mi entusiasma tantissimo soprattutto quando scopro che i miei accompagnatori l'avevano recepita come me! Anzi loro l'avevano proprio ignorata... tsé!!!

Giro l'angolo e per poco ci resto secca. Davanti a me 2 igloo di Mario Merz con la scritta luminosa chiaro... scuro... che si alterna: in due parole il riassunto del mio ultimo periodo di vita... Tanto per essere "chiari" in questo momento sono nel "Chiaro"! 

Anche qui i ricordi del passato affiorano inesorabilmente e le mie gambe tremano insieme alle mie labbra (ricordate? MARIO MERZ E I SUOI IGLOO). Faccio un bel respiro e mi dico "tutto è possibile, sono qua...".

Mi giro verso la parete e trovo la mia prima opera " Grigi che si alleggeriscono verso oltremare" di Giovanni Anselmo... incredibile quello delle foglie di insalata tra le pietre... Ok, non ve ne ho mai parlato ma lo farò ve lo prometto... Qui l'insalata non c'è. E' un'altra versione ma sapere che è sua, ridesta in me lo stupore di quando ho letto di lui la prima volta... proprio strani certi artisti!

A fianco trovo Anish Kapoor con una pietra calcarea e un pigmento blu che ti dà l'idea che ci sia o non ci sia un incavo... Oh cavoli ma c'è? Incredibile la resa.

Questo secondo piano mi sta letteralmente togliendo il fiato da quanto mi piace...

L'ultima opera che mi colpisce è di un'artista a me sconosciuta: Shilpa Gupta. Si tratta di 3 gabbie di legno una dentro l'altra: riflette sulle contraddizioni dell'odierna società con i suoi conflitti etnici, repressione delle libertà individuali, tensioni e paure globali... tema per niente leggero ma reso tale in questa esecuzione.

Io però mi sento leggera, leggiadra e come una farfalla, sempre col sorriso stampato, raggiungo i miei accompagnatori che stanno aspettando rilassati sulla panchina da un po' di tempo... Anzi no, ne manca uno che è in giro a fare foto artistiche in ogni angolo di questo luogo paradisiaco. 

Bene. Così ho il tempo di recuperare le forze... Perché voi forse non lo sapete ma vi è in corso una mostra temporanea che sono curiosa di vedere e poi mi hanno detto che c'è una biblioteca stratosferica...

Guardo i miei "pirati" e mi sembrano ancora carichi quindi? Perché non perderci anche lì dentro?

To be continued...

Mart - Rovereto

giovedì 27 febbraio 2020

Palazzo Maffei... tanta attesa ma ne è valsa davvero la pena!!


domenica 23 febbraio 2020

È  2 mesi che aspetto questo giorno.
Sono felice, eccitata, emozionata! Il mio livello di curiosità è ai massimi storici! Diciamo che da quando ho sentito dell'apertura di Palazzo Maffei, una casa museo nel centro storico di Verona, sto contando i giorni, le ore, i minuti!
Vi sembrerà esagerato... non per me che ho sete di Arte!

Mi presento in biglietteria con un sorriso smagliante. Alle pareti ci sono 2 scritte al neon di Maurizio Nannucci, questa volta le riconosco subito e già  rido, fiera di me!
La hostess gentilissima  forse perchè contagiata dal mio entusiasmo, mi sorride a sua volta e mi chiede un documento. Mi dice che posso entrare gratuitamente, essendo della provincia di Verona ed essendo la mia prima volta qui.
Ora il mio sorriso diventa ancora più radioso e affermo: "Grazie! Ero già felice prima. Ora lo sono ancora di più!!".

Entro e subito nella prima sala vengo rapita da uno degli artisti che sto scoprendo essere fra i più importanti e coinvolgenti della mia personalissima "classifica": Lucio Fontana con "Concetto spaziale. Attese" del 1964.
E qui il selfie non poteva mancare!
Incontro un ragazzo universitario con la spilla "Ask Me" e gli chiedo se è disposto ad accompagnarmi nell'esplorazione delle prime sale, così da capirci qualcosa in più... Lui, quasi imbarazzato dall'essere stato praticamente adescato da una folle... "ragazza di ieri", non riesce a rifiutare e anzi, oltre a me si aggiungono altre 2 signore diversamente giovani.
Ogni sala è numerata ed ha un suo nome in base all'argomento trattato: Santi ed Eroi, Sala degli stucchi, Venere e le altre, ecc...
Nella sala "L'ira funesta" trovo un'opera fantastica di Burri, "Tutto nero" del 1957, e così quando la guida smette con il suo monologo chiedo se mi può fare una foto... La cosa divertente è che credo sia risultata essere una richiesta alquanto bizzarra, vista la reazione quasi scioccata di Mr. Ask Me. Ma io non mi arrendo e con il sorriso più bello del mio repertorio, ho specificato: "Sa, è un regalo per una persona cara!". Senza nemmeno rendermi conto, questa mia affermazione, non ha certo aiutato a migliorare la mia "immagine" oltre al fatto che per fare la foto, le altre persone hanno dovuto gentilmente spostarsi un po', fermarsi... creando un micro cortocircuito nei flussi delle sale... Si, ma solo per qualche istante... che sarà mai!


Nella sala successiva Mr. Ask Me ci saluta (non capisco, ma ho avuto la sensazione che si sia trattato di una vera e propria fuga... e perchè mai? ...troppe domande? ...foto? ...bha, chissà...).
Senza esitazione alcuna ho così continuato il mio tour da sola.
La cosa curiosa è che quando arrivo in una nuova sala, spero sempre che non sia l'ultima perché ho aspettative altissime. Questo posto mi piace sempre di più!

Mario Sironi
Alle pareti trovano spazio opere del '700 e dell'800 che si alternano a quelle delle avanguardie storiche, quelle d'arte moderna e contemporanea e qui mi si apre un mondo! Il cuore comincia a battere forte e lo sguardo è quasi impazzito tanti sono gli artisti presenti...! Ragazzi, che ci crediate o no, vado in iperventilazione potrei svenire da tanta bellezza! Boccioni, Balla, Picasso, Schifano, Duchamp, Manzoni, Magritte, Vedova, De Chirico e tanti altri...

Giacomo Balla
Umberto Boccioni
Emilio Vedova
Piero Manzoni
Mi soffermo a guardare un'intervista fatta al collezionista che ha raccolto questa magnifica selezione di opere e mi colpisce il fatto che pure lui è partito da zero. Non era un esperto d'arte, un intenditore o chissà cos'altro... Si è avvicinato a lei piano, piano... e questo, mi fa ben sperare (ora, che sia chiaro, è vero che anch'io fino a qualche mese fa, ero completamente a digiuno per quanto riguarda l'arte... ma, c'è una piccolissima, infinitesimale, irrilevante differenza, fra me e lui: il Portafoglio! Quindi... un Palazzo che porti il nome Valeria Zanuso Collection, per ora la vedo cosa improbabile... peccato)!

Arrivo alla fine del percorso caricata a mille dalla miriade di emozioni, palpitazioni... Ho scattato foto come se fossi un fotoreporter per cercare di non dimenticare nulla.
Esco dal Museo sapendo già che ci ritornerò presto, perché  alcune opere vanno riviste con più calma... anche perché oggi c'era la curiosità della prima volta, del tutto e subito.

Milena ed Io!

Ho bisogno ora di un qualcosa che mi ristori e così  mi dirigo felice, raggiante, quasi saltellando, verso un localino carinissimo che si trova giusto a pochi passi dal museo : il "Caffè Scala".
Lì ci lavora Milena una mia amica. Mi siedo mi ordino un infuso ai mirtilli e un tortino al cioccolato... sublime...
Un ottimo premio per meditare e concludere una giornata fantastica!

P.s.  Vedere una mostra per la prima volta è sempre emozionante soprattutto se si trovano gli artisti preferiti, per gustarla appieno è il caso di ritornarci più volte, liberi, almeno un pochino, dall'euforia della prima volta!!!

Pablo Picasso

Alberto Savinio

Georges Braque

Giovanni Boldini

martedì 25 febbraio 2020

Di Zoe, BanKsy, Rothko e altre storie veneziane Cap.1

Gregge di pecore (foto dal web)

domenica 16 febbraio 2020
 
Sono in auto, assediata da almeno 400 pecore che ci circondano...
Tra 20 minuti ho un treno che mi porterà a Venezia che vorrei prendere...
E invece? Mi ritrovo qui a sbattere la testa sul volante... Con mia figlia, si c'è anche Zoe, che ride e mi guarda perplessa come fossi una pazza...
Ok, siamo partite da casa un po' di corsa, ma chi poteva immaginare che nel nostro tragitto avremmo trovato il guidatore della domenica che va ai 40 all'ora, il gruppo di ciclisti che occupa tutta la corsia e la transumanza delle pecore???
Zoe dice che le sembra di essere in un film!!! "Si dell'orrore!" penso io!
Arriviamo comunque in stazione e troviamo un parcheggio... Miracolo!... Visto come è incominciata la giornata... speriamo questa sera al ritorno, di non trovare sorprese...!
Ci mettiamo a correre e riusciamo a prendere il nostro treno al volo!!!
Oggi mi sono posta 3 obiettivi: uno, riuscire a scovare il graffito "Bambino profugo nel vento" di Banksy; due, portare Zoe a fare un laboratorio d'arte al Guggenheim su Frank Stella e tre, approfittare nel frattempo di visitare il museo e riguardare con calma alcune opere di cui oggi, conosco qualcosa in più.

Banksy a Venezia

Arrivate a Venezia impostiamo il navigatore del telefono alla ricerca del nostro Banksy e...
ad un certo punto da lontano i miei occhi lo vedono! Anche Zoe lo intravede e cominciamo a urlare super eccitate come 2 bambine di 10 anni (o meglio io incomincio ad urlare come una bimba di 10 anni... Zoe li ha!!!).

Cerchiamo, attraversando calle e ponti, di arrivare al punto di osservazione esatto... ci siamo solo noi e Lui. Il mio cuore sta battendo forte, continuo a saltellare e a dire "guarda, guarda Zoe è lui, ti rendi conto è lui? E noi siamo qui, non ci posso credere!"... la trepidazione è talmente forte che sono travolta e scossa da brividi. Potrei mettermi a piangere da un momento all'altro, da quanto è forte l'emozione! Vorrei dire al mondo intero che sono qui, di fronte alla mia prima opera di Banksy vista dal vero! Faccio un sacco di foto da poter condividere con tutti voi! Zoe è emozionata si, ma rimane con i piedi per terra e mi dice ridendo "mamma stai calma!!!".

Dopo essermi ripresa dalla forte emozione e metabolizzato il momento, ci dirigiamo verso la Guggenheim Collection. Attraversando uno dei tanti ponticelli ci troviamo per caso caso di fronte a Palazzo Franchetti dove fatalità è in corso, ed oggi è l'ultimo giorno, una mostra su tanti artisti del '900 (di cui vi parlerò in un altro post, perchè ovviamente non ho resistito e ho convinto Zoe ad accompagnarmi).
Poi proseguiamo verso il nostro secondo obiettivo.
Quando arriviamo alla Guggenheim, veniamo accolte da un gruppo di giovani ragazzi stranieri, che parlano benissimo italiano ed inglese. Sono i tutor del corso... prendono in affidamento il gruppo di aspiranti artisti, circa una decina, e si avviano a fare le loro attività artistiche...
Zoe è felice ed emozionata!
Rimango da sola. Con ancora il Banksy nella mente, prendo l'audioguida e comincio la mia visita.

La prima opera che incontro è quella di Magritte (di cui ho scritto un post che prima o poi pubblicherò) e qui immediatamente, scatta un selfie.

Poi ritrovo "L'Oiseau dans l'espace " di Brancusi, una scultura magnifica, elegante, perfetta... e qui si avvicina una hostess che mi chiede se parlo inglese e se desidero che mi illustri quest'opera. Io ovviamente rispondo "certo che parlo inglese... cioè, un po'... si, abbastanza... più o meno". Dopo meno di un minuto, la supplico di spiegarmi le cose in italiano perché non ci sto capendo nulla!!! Poteva mancare la mia bella figuretta quotidiana? Vabbeh, me ne infischio e proseguo la mia visita, soffermandomi su opere di artisti che l'ultima volta che sono stata qui, ancora non conoscevo ed apprezzavo. C'è Paul Klee, Max Enst, Alberto Burri, Jasper Johns e quando vedo "Lui" mi sciolgo... si "Lui" il mio primo Rothko!!! E' attrazione fatale!
Il selfie è d'obbligo e non contenta chiedo ad una turista francese se mi può fare una foto...

Con Mr. Rothko

Se potessi lo abbraccerei...  l'opera e anche l'artista ...e anche la francese da quanto sono contenta!
La tranquillità, la calma, il silenzio assordante che riesce a trasmettere sono unici, sensazionali.
Ecco ora sono in pace! Guardo l'ora e mi accorgo che è già passata un'ora e mezza... e penso: "Oh mamma, Zoe!"
Corro all'entrata e in quell'istante arriva con la sua opera d'arte fra le mani... spettacolare!!!
È entusiasta e mi chiede già, se possiamo tornare ancora a fare anche gli altri laboratori...
Il mio cuore scoppia letteralmente di gioia...
Ora però, visto che è carnevale ci meritiamo una bella frittella gigante veneziana!!!!


P.s. Anche se Banksy lo avevo già visto al Mudec è bello ritrovarsi emozionati  davanti ad uno ancora, lì dove è stato concepito...Trovate il vostro... in Italia ce ne sono 2 uno a Venezia e uno a Napoli, normalmente vengono staccati o cancellati...questi due sono ancora lì!!!

Beh, un Burri così non lo vogliamo "selfiare"?


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