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martedì 15 dicembre 2020

Natale a Venezia!

 



Ehi amici, ma vi rendete conto che mancano solo 10 giorni a Natale? 

Avete già fatto l'albero? Io l'ho fatto giusto, giusto, qualche giorno fa insieme alla mia piccola pesticciola Zoe e alla mia gatta Stella...

Ecco parliamone...

 

Da quando c'è Stella a casa nostra, tutti gli anni si ripete inesorabilmente la stessa scenetta. Io passo una pallina a Zoe, Zoe la appende, e... Stella la tira giù...  Se state ridendo vi avviso che non è per nulla divertente... O meglio, all'inizio magari sì... rido di gusto anche... ma poi, dopo un po' comincio a pensare che tre femmine sotto lo stesso tetto in certi momenti sono troppe! 

Trovato! Il prossimo anno potrei cambiare... sostituendo le palline con delle scatole, magari luminose... uhmm questo mi ricorda tanto qualcosa... Ma che cosa?

Ma sì! Ecco ci sono! Potrei fare un albero come quello realizzato a Venezia dal famosissimo Fabrizio Plessi.  Lo conoscete? No? Nemmeno io! Si, cioè... Forse l'ho già sentito un paio di volte, ma meglio fare una piccola ricerca.

Ecco cosa ho scoperto.

L'Albero di Natale realizzato da Fabrizio Plessi, si trova a Venezia in piazza San Marco.


Lo adoro! 

So per certo che molti di voi, vedendolo penserà che sono del tutto pazza. 

Ma credetemi non è così. Forse il mio occhio critico si sta affinando... come sostiene Editor, e riesco ora a intravedere, a leggere e ad andare oltre. Riesco a ricercare e, soprattutto, trovare il significato ultimo dell'opera. 

Quando ho visto la foto mi ha "sbaragliato". Di certo le foto sono state fatte a regola d'arte per mettere in risalto tutta la sua spettacolarità. 

Ora io Plessi non lo conosco molto come vi ho già accennato.

Quindi non sono di parte. So che è un personaggio di rilievo nell'universo dell'arte contemporanea e questo mi basta.

 

La prima cosa che si è smossa dentro la mia testa, dentro il mio essere, è la curiosità di sapere cosa l'ha portato a fare un albero così. 

Ovviamente le mie ricerche non si sono fatte attendere e con qualche click qua e là sono riuscita a soddisfare a pieno tutte le mie domande. 

Risultato? Un'opera con un significato straordinariamente notevole, importante, vero. 

Ma andiamo a vedere bene di cosa stiamo parlando. 

Si tratta di  una sorta di albero della vita composto da 80 moduli rettangolari di led wall luminosi, i quali poggiano su una struttura alta 9 metri e mezzo. 

Una installazione complessa totalmente “Made in Venezia”, che unisce simbolicamente la terra, l’acqua e il cielo, rendendosi "messaggio" di speranza per la comunità.


 Lo stesso Plessi spiega così la sua opera: “L’idea per questa installazione è scaturita dal mio grande amore per Venezia: ho immaginato un gigantesco mosaico dorato – che richiama l’oro della Basilica – in cui ogni tassello vive di vita propria. Per la prima volta nel mio lavoro ho fatto sì che il flusso luminoso di ciascun elemento vada in direzioni diverse, andando a creare un intreccio di contaminazioni quale metafora, da un lato, della dinamica delle relazioni interpersonali e, dall’altro, per valorizzare la memoria storica di questa città, luogo di incontro e di scambio tra culture diverse per eccellenza. L’uso del digitale in questo contesto diventa emozione spirituale che si esprime nell’unico linguaggio possibile oggi, permettendoci di raggiungere gli altri, pur nella distanza fisica”. 

Chiamo Editor e gli chiedo come mai un'opera di tale bellezza (a mio avviso), susciti così tante polemiche - sui social ho letto commenti davvero pesanti - e perché gli addetti ai lavori non sono disposti ad  agevolare i visitatori mettendo a loro disposizione delle brochure informative o addirittura del personale che possa rendere giustizia a tale capolavoro. 

La discussione prende il via perché io da parte mia ho capito che la gente fa fatica quando trova qualcosa di non esplicito, non spiegato. Insomma le persone non hanno voglia di "farsi il mazzo" per capire il significato di un'opera d'arte contemporanea. 

Sembra sia troppo faticoso. Non capisco...

Da parte sua tutto l'entourage del contemporaneo, invece di cercare di coinvolgere il più possibile ogni spettatore andandoci incontro, sembra che voglia mantenere lo status di "elitario"... per pochi! Dedicato solo ad un cerchia ristrettissima che si interessa e che, soprattutto, ha la possibilità finanziaria di permettersela. 

Ricordiamoci anche che spesso, chi se lo può permettere acquista opere solo perché fanno lievitare il loro status e non perché piacciono o perché ne hanno compreso i significati più profondi. Questo lo lasciano a chi l'arte la racconta ma non se la può permettere! Ok ci può stare. Anche questo fa parte dei giochi. 

Ma io non sono d'accordo! Uffi!

Forse perché vorrei che più persone si innamorassero di questa "benedetta" arte contemporanea! E' così... così... coinvolgente! Così... affascinante... Anche se non me la posso permettere!!!

E nonostante tutto, io mi ritengo una donna fortunata. E non perché ne posso usufruire, no, ci mancherebbe altro,  magari... L'unico modo per potermela permettere sarebbe vincere una lotteria... e quindi forse dovrei cominciare a comprare qualche biglietto... Ma perché faccio parte di quella ancor piccola schiera di persone che ancora indaga, ricerca, si mette in gioco... rischiando a volte di brancolare in una nebbia fitta ma sapendo anche che prima o poi si alzerà... e resterà solo bellezza!

Ho deciso il prossimo anno farò pure io un albero super tecnologico con schermi luminosi...

Ehmmm... Pensandoci meglio, però forse risulterebbe troppo dispendioso e ingombrante. Quindi? Mi accontenterò e mi godrò per l'ennesima volta la scenetta esilarante di ogni anno!!!


lunedì 5 ottobre 2020

Pensieri in libertà... da "Adulto"

 


Pensieri in libertà... Per voi un pezzo... come dire... "sui generis"... 

Siete avvisati! Prima di addentrarvi pensateci bene... Editor stai calmo, non agitarti e tieni il tuo cartellino rosso in tasca!

Dai scherzo. Vi parlerò sempre di arte ma in modo... in modo... Boh! Esiste il modo "Boh"? Boh, non lo so. Ma nella mia Treccani personale si! Ahahah Editor ti immagini una mia Treccani?

Ok, i fatti sono questi:

Vi capita mai la giornata super oziosa?

Si dai, quelle giornate in cui ti svegli tardi, fai tutto con estrema calma e tranquillità perché tanto fuori la tempesta incombe e... Si sta tanto bene al calduccio.

Quelle giornate dove parti magari con l'idea di fare tutte quelle cose che non fai mai... Tipo: farti lo scrub a tutto il corpo mettendoti poi la crema (per la gioia della tua estetista che te lo consiglia da anni ma tu non hai mai tempo...); o guardarti allo specchio per ore in cerca dell'acconciatura da perfetta teenager (si Editor, lo so che ho superato gli anta... ma lo spirito adolescenziale incombe ancora su di me, che ci posso fare?)... Insomma quelle giornate che finisco poi sul divano a guardare un film su Netflix compiacendoti di aver fatto la scelta perfetta!

Ecco oggi è andata proprio così! E il film in questione oltre ad emozionarmi e a farmi piangere per l'ennesima volta, mi ha fatto molto riflettere. Ops scusate, mi ero scordata di dirvi di che film si tratta: "Il Piccolo Principe"

Tutti lo conosciamo, tutti abbiamo letto il libro ma sarò sincera: è per me, una di quelle storie, di quei libri che ogni volta che lo apro mi da spunti diversi su cui riflettere.

Dove voglio arrivare? Eccovi accontentati, sentite un po': 

"mostrai  il mio capolavoro ai grandi e chiesi loro se il mio disegno li impaurisse. Mi risposero:" perché un cappello dovrebbe fare paura?". Il mio disegno non rappresentava un cappello. Rappresentava un serpente boa che digeriva un elefante. Allora disegnai ciò che c'era all'interno del serpente boa , affinché i grandi potessero capire. Hanno sempre bisogno di spiegazioni, loro (...).

I grandi Mi consigliarono di lasciar perdere i disegni dei serpenti boa sia dal di fuori che dal di dentro e di interessarmi piuttosto alla geografia, alla storia, all'aritmetica e alla grammatica. E così abbandonai all'età di 6 anni una magnifica carriera di pittore. Ero stato scoraggiato dall'insuccesso del mio disegno. I grandi non capiscono mai niente da soli ed è faticoso, per i bambini, dar loro continue spiegazioni."

Ora questo pezzo, che è praticamente l'inizio, mi ha fatto pensare all'arte contemporanea. Perché?  

Ora vi spiego.

Tante volte, quando ci ritroviamo davanti ad un'opera d'arte contemporanea, quindi, quasi sicuramente strana ed indecifrabile, lì per lì siamo spinti, da "Adulti" come ci consideriamo, a passare oltre. A non porci domande e magari trarre le solite conclusioni: "Questa non è Arte..." "Lo saprebbe fare anche mio figlio..." ect .ect.

Ma cosa ci perdiamo!

Senza nemmeno poi, fare quel piccolo sforzo che ci porterebbe a scoprire, a svelare una miriade di mondi e significati profondi e nascosti?

Questo rovina tutto! Questo nostro fare "Adulto", blocca il flusso energetico e fantastico dell'arte contemporanea! 

Uffi! Ma quanto siamo "Adulti" nel guardare l'arte! Forse, sarebbe meglio, quando ci troviamo al cospetto di un'opera stramba, fare un passo indietro nel passato, tornare ad essere bambini e lasciare, dimenticare tutti i preconcetti che ci sono stati inculcati...

Qualcuno starà ridendo e pensando: "Ok, Valeria è impazzita!"

No, non lo sono! Anzi! 

Sono convinta che gli artisti per essere tali devono essere strani, un po' pazzi e tanto bambini. Perché creando i loro lavori, mettono in mostra quel mondo che la maggior parte di chi si considera "Adulto", oramai ha dimenticato o non riesce più a vedere. Sono straconvinta che se ci mettessimo di impegno e cercassimo con pazienza riusciremmo,  ritrovando la nostra anima bambina, a dare significati incredibilmente realistici e coinvolgenti alle opere più ermetiche e difficili da interpretare... E questo ci stupirebbe.

Si ok, l'interpretazione potrebbe non coincidere per filo e per segno con quella dell'autore, ma l'arte è creatività, è sensazioni, è emozioni, è... Libertà... questo è!

P.S. Consiglio a tutti di rileggere ogni tanto qualche pagina a caso del suddetto libro. Potrebbe aprire mondi inaspettati...






venerdì 11 settembre 2020

Che noia, che barba... e poi, all'improvviso...

10 settembre 2020
 
Questo post l'ho scritto diverso tempo fa...
Mamma mia, quanto è passato... ma la mia voglia di Sardegna è talmente tanta, 
che il solo ricordo mi emoziona!



luglio 2019


Da quando sono arrivata al mare, ho l'abitudine dopo pranzo di bere il caffè con tutta la family e poi sedermi da sola, se è libero, in un divanetto di fronte alla Galleria d'Arte della struttura, per godere della vista delle opere esposte e magari leggere qualcosa. 

Ci sono dipinti sia di giovani talenti emergenti, di artisti affermati ed anche di grandi Maestri del '900. 

Non nascondo che alcune di esse mi lasciano ancora un sacco di punti interrogativi, uno fra tutti il rapporto valore/prezzo. 

Confesso che su questo argomento ho ancora tanto da imparare.
Il mio amico Mr. Gallery (ve lo ricordate?) è super impegnato con i clienti e collezionisti. Mai avrei pensato che in un luogo di vacanza e relax, un'attività come una Galleria d'Arte potesse avere tanto seguito.
Anche se con me ci ha rinuciato, per piccolissimi motivi riguardanti il budget, mi invita comunque sempre ad unirmi ad ascoltare, così dice: "vista la mia passione, imparo qualcosa!".

 
Oggi sembra che la gente abbia preferito la pennichella. Forse il troppo caldo ma tutti da lì a poco, si rifugiano nelle proprio stanze al fresco dell'aria condizionata. E così il mio amico, pensando di fare cosa gradita, decide di rifilarmi il suo monologo/pippone d'arte quotidiana. 

Non dico che sia così noioso, nooo... ma sinceramente alle due del pomeriggio faccio fatica a mantenere sull'attenti i miei neuroni!
Ok, come faccio a dirglielo? Niente, trattengo lo sbadiglio più grande del mondo, sorrido e mi sacrifico!
Ma come spesso succede in certe occasioni il Fato viene a salvarti!
Ed oggi è successo anche a me... Ora vi racconto com'è andata.

Dunque sto guardando l'ennesima rassegna fotografica di opere d'arte (uhhhahhh...sbadiglio deglutito!) di Mr. Gallery. Sullo schermo del pc: un'immagine di "For the love of God", un teschio umano tempestato di diamanti creato dall'artista inglese Damien Hirst... e lui, Mr. Gallery che... bla, bla, bla...
Entra in Galleria una signora non proprio giovane, ma una bella signora...
Gli occhi di Mr. Gallery si illuminano... forse perchè la conosce o perchè la riconosciuta... per me è solamente, per ora, una deliziosa Signora di una certa età. Elegante nel portamento, al dito un anello pantera di Gucci, alta, sguardo vispo e attento ma avrà 80 anni suonati!
Lui sembra rapito.
Bah, i gusti sono gusti!
Lui si alza fa il bacia mano. Fra loro uno scambio di convenevoli e poi ricordarsi della "palla al piede", la sottoscritta, decide di presentarci... così: "Signora Carla, le presento Valeria, un'amica, appassionata d'arte, alle prime armi e desiderosa di apprendere tutto ciò che può!... Valeria ti presento la Signora Carla una delle più importanti ed influenti collezioniste d'arte contemporanea del nord Italia!."


La mia bocca deve essersi aperta un po' troppo visto che che il mio amico mi fa cenno di richiuderla. Provvedo subito e qui compare il mio sorriso migliore! Vi rendete conto ho la fortuna di essere qui con una collezionista stratosferica...
Il suo modo di fare è molto "in", quindi cerco di darmi un contegno e sfoderare tutte le mie buone maniere (grazie mamma...). Nel corso della chiacchierata vengo a sapere che è qui in vacanza con sua nipote dodicenne, che odia la confusione, e che Mr Gallery vende solo opere "minori"... nel senso che la sua sfera di interesse viaggia a livelli ancora più alti. Ed io che pensavo di avere fra gli amici un nuovo Leo Castelli!


Ok sono curiosa, molto curiosa. Scopro che lei è una socia sostenitrice della GAMeC di Bergamo, che si è appassionata all'arte insieme al marito sin da giovane e a casa sua deve ha una collezione fantastica. Per lo meno da quello che riesco ad intuire.
Ora vuole sapere qualche cosa di me... e cosa le dico? Le dico la verità, che sono una neofita dell'arte, che anche grazie a Mr. Gallery sto facendo un percorso di conoscienza e le racconto della Biennale di Venezia, del Mudec, di alcune mostre viste qua e là. Insomma di un po' delle mie avventure.
Lei si illumina quando scopre che sono della provincia di Verona. Mi dice che essendo di quelle parti, devo assolutamente andare a vedere un paio di gallerie a detta sua, molto rinomate e che mi aiuterebbero ad ampliare le mie conoscenze. Addirittura mi gira il numero di telefono di un tale che è dentro all'organizzazione della Fiera d'Arte di Verona!
Passo un'ora fitta, fitta, tra stupore, adrenalina e felicità perché non è da tutti conoscere collezionisti così importanti! Vorrei farmi raccontare tutto, ma il tempo come si sa è tiranno e la nipotina reclama la presenza della nonna. 

Quando si congeda il mio cuore batte a mille e ho qualche problema a togliermi il sorriso orami stampato sul mio viso. Ringrazio il fato, per avermi offerto questa occasione più unica che rara!


Guardo Mr. Gallery e gli dico ridendo "Dai comunque per me, rimani lo stesso il mio Leo Castelli!".
Lui mi guarda basito, non capisce la mia battuta...
Su una cosa però siamo concordi: pagheremmo oro pur di vedere la collezione della Sig.ra Carla!
 
P.S. Anche nella noia più assoluta un evento imprevisto ti può salvare!

giovedì 16 aprile 2020

Rassodare con PENONE, l'anima della natura...

 
26 marzo 2020

Oggi sono andata a fare un po' di jogging...
Va bene... dai lo so, che non mi credete, chiamiamola passeggiata veloce per rassodamento generale!
Ho l'impressione che qui, ci ritroveremo in pessime condizioni per la prova costume, se mai vi sarà una prova costume, visto l'andazzo!

Ok, ok, state calmi!
Non ho infranto la legge e non sto invitando nessuno a farlo.
Ho passeggiato avanti ed indietro nel filare di vigne che ho dietro casa mia... i famigerati 200 metri li ho rispettati!
Se qualcuno mi avesse visto avrebbe pensato: "Questa è completamente fuori!".
Ma ragazzi ditemi, in questo periodo di ristrettezze, nessuno per smuovere le sue articolazioni ha mai fatto almeno un paio di giri intorno alla casa?
Passeggiando, oltre a guardare dove mettevo i piedi per evitare spiacevoli sorprese, mi sono gustata il panorama fantastico delle colline e ho notato magnifici alberi in fiore.
Alla parola albero gli ingranaggi del mio cervello cominciano a muoversi...
certo, albero fonte di vita, fatto e rifatto milioni di volte ed in tutte le salse nei vari elaborati artistici a scuola con i bambini... ma non è quello.
Uhmm... fammi pensare, albero da abbracciare come fonte di forza... uhmm no, non ci siamo ancora... ah, albero come protagonista di tantissime storie lette a Zoe e a scuola e... no, no, non è neppure quello...
PENONE! Giuseppe Penone! Ora ci sono!



Dovete sapere che questo è uno dei primi artisti che mi ha fatto pensare che: "Ok l'arte è un po' matta ma anche magica perché va alla ricerca di significati profondi, importanti".
Mentre leggevo di lui, la mia mente si contorceva facendo mille piroette cercando di capire che cosa intendevano le parole che descrivevano le sue opere. Non vi dico l'idea che si era formata in testa... spaventosa! Fortunatamente poi, ho fatto la cosa che più mi riesce meglio nell'ultimo periodo: cliccare su Google!!!
Il mio Editor, quando gli pongo qualche domanda assurda, dice sempre: "esiste un cosa utilissima che ti potrebbe aiutare ad aprire i tuoi orizzonti... lo sai vero cos'è?" Ed io che ci casco ogni volta e mi aspetto una formula magica dico prontamente "no!"...E lui, prendendosi gioco di me: "Internet!!!"
E mentre lo dice, immagino la sua faccia che strabuzza gli occhi al cielo e diventa rossa!

Il signor Penone invece di prendere in considerazione il paesaggio come soggetto delle sue opere si appropria dei suoi elementi: alberi, foglie, pietre...
Prendiamo, ad esempio, una delle sue opere: "Albero di 12 metri".
L'albero in questione non misura affatto 12 metri, ma era un albero di 12 metri.

Ok, lo so che per ora la cosa non è molto chiara... ma cerco di essere più elementare possibile... come se dovessi spiegarlo a... me...

Penone prende come punto di partenza una trave di legno e dopo aver individuato sia la direzione di crescita, dove era la base e dove era la cima, sia un particolare anello all'interno del tronco, inizia a scortecciare la trave seguendo gli anelli e i nodi del legno in modo da riportare alla luce l'albero che esisteva anni prima.

Ora immagino sia tutto chiaro, no?

Insomma è come se spogliasse il trave dell'involucro costruito negli anni per ritrovare l'albero giovane, una specie di viaggio all'indietro.

Magari potessimo fare così anche noi umani!!! purtroppo no... Peccato!

Una parte della superficie liscia della trave viene però lasciata intatta, per mostrare da un lato l'intervento dell'artista e dall'altro lo sviluppo naturale della crescita dell'albero.

Beh, ora immagino, sarà tutto molto più chiaro... No? Ok, guardate l'immagine che ho pubblicato qui sopra, forse vi aiuterà...

"La trave nasconde tracce indelebili della memoria dell'albero (così come il volto di un uomo anziano porta impressa sotto la pelle l'immagine del ragazzo o del bambino): l'artista riporta alla luce l'anima naturale del legno, ricostruendo così i lineamenti del suo passato."

Ma il senso di tutto questo?

La sensazione è quella di avere di fronte un mago che è capace di ridare la giovinezza agli alberi, di ridare speranza al mondo e di spiegarci qualcosa sul senso della vita e sul tempo che passa.

Curiosa come sono, vado a vedere in rete tutte le immagini di queste opere e accorgendomi del  lavoro certosino che ha fatto questo Penone, mi esce spontaneo: "Wow! Certo che uno per essere un artista con la A maiuscola deve avere intuizioni pazzesche, giuste e farsi anche un bel mazzo! 
E soprattutto deve essere una persona estremamente intelligente e con una sensibilità oltre misura per poter entrare in contatto con un mondo così fantastico e irraggiungibile dai più!"

Sono felice e soddisfatta perché una semplice e piccola "corsetta veloce", mi ha dato l'opportunità di rinfrescare la memoria e far muovere i miei neuroni... e soprattutto, condividere tutto questo con voi!
E poi... visto che il movimento, fa bene per il fisico ma soprattutto per la mente, cosa aspettate?
Dai, su, la rete è piena di tutorial adatti. Anche a chi come me, vuole solo muovere il minimo indispensabile dei muscoli che abbiamo in dotazione!!!
 
P.S. ora quando guarderete un albero potrete pensare a Giuseppe Penone e a quanti cieli stellati ha visto quell'albero nel corso della sua esistenza! E soprattutto a quanto è fortunato l'albero che si trova nelle mani di Penone, visto che può ritrovare la sua giovane anima!

- LA FRASE DEL GIORNO -

“Quando potremo dire tutta la verità, non la ricorderemo più.” 

Leo LONGANESI

domenica 22 marzo 2020

"L'ARTE CONTEMPORANEA SPIEGATA A MIA NONNA" di Alice Zannoni


marzo 2020

Vi è mai capitato di ricevere in dono qualcosa e dopo averlo scartato, magari anche emozionandovi non poco e aver ringraziato chi ve lo ha fatto, lo avete riposto in un cassetto perché sapevate benissimo che il momento giusto per godervelo doveva ancora arrivare?

Non si tratta di maleducazione no...
È  come quando devi metterti un vestito... non è detto che tu sia predisposto in quel determinato giorno a vestirti con una certa maglia o gonna... te lo devi sentire addosso, o meglio devi sentire dentro di te quella sensazione che ti fa sentire perfetto con te stesso...

Tranquilli non ho una laurea in filosofia quindi ora, arriverò al punto della situazione.

È che mi piace esprimere il perché a volte accadono certe cose o faccio certe scelte!


 Il discorso è che circa un anno fa mi è stato regalato un libro: "L'arte contemporanea spiegata a mia nonna" scritto da Alice Zannoni ed edito da NFC edizioni.

Ricordo ancora che quando mi è stato messo tra le mani il pacchetto, il mio cuore ha sobbalzato di gioia perché avevo già intuito che si trattava di una new entry per la mia biblioteca!



Forse ancora non lo sapete ma io adoro leggere, e specifico anche che leggo solo ciò che mi ispira... nel senso che non leggo tutto quello che mi passa sotto mano, no, ci deve essere un suo perché...
Un suo tempo giusto che si sposa con emozioni, desideri, attese che ci sono dentro di me!
Proprio per questo motivo il destino ha voluto che il libro ritornasse tra le mie mani proprio ora in tempo di guerra... ehm scusate... di coronavirus!

Il libro è strutturato in una sorta di dialogo tra nipote, osservatrice contemporanea (come ama definirsi l'autrice) e sua nonna novantenne.
Il motivo? spiegare con chiarezza e semplicità, ad un interlocutore digiuno, cento anni di storia dell'arte, svelandone i fondamenti e scoprendo le maggiori opere d'arte del 900.

È un testo che aiuta a conoscere un mondo bizzarro, quello dell'Arte, che non è inarrivabile, basta avere la voglia di incontrarla.
Leggendo le pagine, il messaggio che passa è chiaro: andare a visitare l'arte è un bene per tutti. Perché apre la mente, fai esperienza, ti emozioni e di conseguenza conosci e scopri.

L'arte è un modo di parlare del mondo, attraverso una lingua fatta di disegni, dipinti, sculture, installazioni, perfomance, happening...



Quando si guarda un'opera si dovrebbe avere una reazione anche se non si sa nulla, perché lo stupore è la prima forma di conoscenza.
Poi ci si può informare per comprendere così il significato.
In questo mi ci ritrovo tantissimo e vi dico anche, che mi stupisco per cose che mi piacciono e cose che non mi piacciono, cercando poi delle risposte.

Il pubblico per l'arte è molto importante perché senza di esso, senza gli sguardi degli osservatori e i punti di vista, non esisterebbe.

Finalmente nella mia mente comincia a farsi spazio, tra il caos un po' di chiarezza, ora molti concetti mi sembrano più alla mia portata, e mi accorgo con orgoglio che finalmente comincio a interiorizzare un po' di informazioni di base fondamentali per andare avanti a scoprire questo mondo meraviglioso.

Ciò che mi intriga di più è che con l'arte è necessario andare oltre la materia, oltre a ciò che si vede, bisogna esplorare l'opera con il pensiero, le intuizioni, le emozioni, le sensazioni, gli indizi che ci vengono dati per poterla infine comprendere.

Nel corso della lettura ho riso tanto soprattutto per la spontaneità e la semplicità degli interventi di nonna Zita, ho dipanato dubbi artistici grazie alla maestria di Alice, ho dato sfogo alle più belle emozioni ricordando anche momenti della mia infanzia!
Se dovessi proprio dare un voto a questo libro darei un bel 10!!

P.S. Io vi do un consiglio...non sapete cosa fare Visto che i negozi sono chiusi ? Semplice ordinativi online il libro...vi aiuterà a superare la noia di questi tempi e vi farà comprendere che l'Arte è Vita!!!

martedì 17 marzo 2020

NON CI CAPISCO NIENTE, L'ARTE CONTEMPORANEA, ISTRUZIONI PER L'USO...


marzo 2020

In questo periodo sto leggendo un sacco di libri.
Il soggetto principale è ovviamente l'arte!
Ci sono libri scritti talmente bene che ti fanno sentire come se ti trovassi direttamente dentro al museo, alla mostra o meglio ancora dentro la scena del momento creativo dell'artista. O ancora, dentro al periodo storico e sociale in cui viene prodotta l'opera!
Esistono anche libri che ti raccontano talmente chiaramente i particolari dell'opera che leggendo hai l'impressione di essere parte stessa di essa.
Così coinvolgenti che ti senti trasportato dal flusso creativo che rischi di perdere per qualche istante il contatto con la realtà.

Un lavoro che faccio sempre quando leggo è tenere a portata di mano internet, in modo da poter vedere online e in tempo reale l'opera (tela, scultura, installazione, performance che sia) in questione.

Quello che mi succede spesso, è questo: leggo molto attentamente  l'articolo, ma mentre leggo si fa avanti la curiosità. Cerco di resistere con tutte le mie forze e di finire di leggere tutte le informazioni riguardanti l'artista o l'opera in questione ma, nella mia testa comincia a formarsi l'idea di ciò che sto leggendo...
Ehi ci siete? Vi siete persi? ...tranquilli io sono qui, non devo andare da nessun'altra parte!

Ok. Il momento in cui vado a vedere le foto sulla rete è unico, particolare, trattengo quasi il respiro per la concentrazione e per il livello di  interesse, curiosità raggiunti.
Nell'attimo in cui mi si apre la foto o la notizia che ho cercato, posso avere più reazioni:

- a volte mi si stampa sul viso un sorriso a 36 denti. Ciò accade se l'idea che mi ero fatta è uguale o quasi  a ciò che ho letto;
- a volte resto basita perché ciò che vedo non corrisponde affatto a ciò che aveva preso forma nel mio cervello, ma è diecimila volte meglio... effetto "WOW"!
- altre volte mi rendo conto che, posso leggere e rileggere, leggere col vocabolario davanti, cercare di  tradurre paroloni complicati adatti solo a chi con l'arte ci fa colazione, pranzo, merenda e pure  cena.
Posso leggere addirittura al contrario ma se non guardo la foto non avrei mai la possibilità di comprendere!


Quest'ultima esperienza mi è successa fatalità, con un libro.
Acquistato nel bookshop di un museo, intitolato: "Non ci capisco niente, l'arte contemporanea, istruzioni per l'uso" di Francesco Poli edito per Electa.
Ora solo il titolo mi aveva attirato e, visto e considerato, che non volevo saperne di libri "mattoni", serbavo in me la speranza che fosse uno di quei manuali che ti spiegano in 5 minuti e soprattutto, in modo semplice e chiaro l'Arte Contemporanea.
Ma le sorprese sono sempre dietro l'angolo... avete mai provato a montare da soli un mobile Ikea? Ecco forse è arrivato il momento di comprarvene uno e provare!!!
Potreste arrivare quasi alla fine e capire, solo allora, che avete sbagliato il verso... (questo è successo a me, con i miei coinquilini, quando ero ancora una giovane matricola universitaria!)
L'unica consolazione è (ora come allora) riderci sopra e ricominciare tutto da capo.
Questo per dire che il libro in questione ha un linguaggio un po' troppo complesso e articolato per chi come me, di arte ancora non se ne intende abbastanza.
L'unica cosa degna di nota è che per ogni artista c'è esplicitata una serie di curiosità. E come tutte le curiosità attirano l'attenzione del neofita. Curiosità "d'artista" che li rendono agli occhi di chi legge singolari, strani e stravaganti!


Insomma, se dovessi consigliare questo libro ad uno che muove i primi passi, ovviamente in punta di pantofole, nel mondo dell'arte, desisterei.
Sarebbe renderlo ancora più confuso.
Questo non significa affatto che sia un cattivo libro anzi... ma forse è più adatto a chi di arte ne mastica già qualcosa!
Sono convinta che tra qualche anno lo apprezzerò moltissimo!

P.s. se comprerete mai un libro d'arte, prima di acquistarlo sfogliatelo e provate a comprendere qualche frase. Se ci capite qualcosa, compratelo!!!


sabato 22 febbraio 2020

L'Arte che corre sul tapis roulant

ottobre 2019

Andando in palestra, ok lo ammetto ho bisogno di rassodare un po' le parti posteriori, ho scoperto una cosa fortissima!!!
In alcune palestre, come la mia, la Gymnasium di Soave, puoi correre sul tapis roulant avendo a disposizione davanti a te uno schermo con youtube e guardare quindi i video che più ti piacciono...
Da quando l'ho scoperto la mia corsa mattutina (passeggiata veloce.....è che faceva più figo immaginarmi correre!!!) è diventata uno dei momenti più interessanti della palestra ...
Infatti mi perdo nei video di artisti e musei per conoscerli più a fondo!
A volte, come è capitato questa mattina, mi capita di imbattermi in opere già viste. Questa mattina è successo con una ammirata al Guggenheim di Venezia e di cui ho fatto tanto di foto realizzando che è di un artista che sto imparando ad apprezzare moltissimo: Frank Stella.
Dovete sapere che, con la scusa che sto studiando tanto (magari tutti i miei studi fossero stati così piacevoli!!), più approfondisco la conoscenza dei diversi artisti, più mi accorgo che un giorno sono più attratta da uno, poi scopro che qualcun'altro mi acchiappa di più come tecnica, tonalità, metodo, personalità...
Ciò significa che forse piano piano sto formando un mio gusto.....un gusto tutto mio!!!
Questo per me è un grande traguardo!
Ciò che per ora mi piace di Stella sono: i colori e le forme geometriche di alcune sue opere.
Mi danno una sensazione come dire... lineare..., liscia..., tranquilla... e tutto ciò mi fa stare bene... semplicemente bene... niente più!!!

P.s. Correre con l'Arte ?? Da provare assolutamente!!!

Hagamatana II - polimeri e polimeri fluorescenti su tela, 1967, 305.4 x 458 x 7.5 cm Museu Coleção Berardo - Lisbona
Gray Scramble, olio e matita su tela, 1968-69, 175.3 x 175.3 cm - Peggy Guggenhein Collection - Venezia

domenica 16 febbraio 2020

Ciao Keith!

TUTTOMONDO - Keith Haring, Pisa

16 febbraio 2020

Perché scrivere di Keith Haring se nella mia vita ho avuto l'opportunità, per ora, di vedere solo una delle sue opere?
... e a dire il vero forse una di quelle che lo rappresenta meno...
Secondo me è questione di pelle...
Mi spiego: avete mai avuto la sensazione di conoscere una persona e rendervi conto che tra voi si è creato un feeling immediato? Una simpatia vera e propria?
...ecco per me è così.
Semplicemente mi piace.
Come artista e come persona! Mi ispira simpatia e, visto che oggi ricorre l'anniversario della sua scomparsa, mi sembrava carino rendergli omaggio!

Ho visto recentemente su fb, non ricordo su quale profilo ma sicuramente di qualche altro "malato d'arte" come me, pubblicata l'opera "Tuttomondo".

La sua più grande realizzazione. Eseguita a Pisa nel 1989 e... una volta vista (ahimé per ora solo in fotografia) non puoi assolutamente restarne indifferente...

Un Keith Haring, già malato che sceglie Pisa per la sua ultima apparizione pubblica "ufficiale". Eppure un'opera piena di vita, di gioia, di allegria!
E' un tripudio di colori, di omini (i suoi famigerati Radiant Child), piena di significati profondi... e la cosa che più mi ha colpito è, che è stato grazie ad un ragazzo italiano, Piergiorgio Castellani, conosciuto a NY, che quest'oggi possiamo ammirare questa sua opera!!!

La sua opera che invece ho avuto l'onore di vedere io, l'ho trovata in una mostra di Banksy (di cui magari vi parleró in un prossimo post), "untitled" del 1983 e rappresenta un cane (Parking Dog) che ha ripreso lo stesso Banksy nelle sue opere x testimoniare che la miglior "arma da combattimento" non sono le armi o i pitbull ma "l'Arte!!!"

Oggi, 16 febbraio 2020, si celebrano i 30 anni dalla sua scomparsa.

"Mio caro Sig. Haring, sei mancato troppo presto ed io ti ho scoperto troppo tardi! Ciao Keith, ovunque tu sia!"

E sinceramento lo immagino armato di bomboletta spray a decorare le nuvole con le sue straodinarie e colorate figure!


P.s. spesso quando vai a vedere la mostra dedicata su un artista, puoi avere la fortuna di trovare opere di altri artisti...
Quindi c'è sempre l'effetto sorpresa!!!



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Keith Haring - Untitled, 1983