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mercoledì 22 aprile 2020

Gauguin vs Paella



19 aprile 2020

Oggi proprio non me ne va  dritta una!
Il mio umore ha lo stesso colore del caffè... nero e bollente! E potrei anche affermare che ha la stessa intensità del peperoncino più piccante che esiste al mondo (Habanero, Jalapeno... scegliete voi).

Ecco, immaginatemi pure nera con il fumo che esce dalle orecchie e... si, esageriamo, anche dalle narici.
Si proprio come una vecchia e brutta ciminiera!!!! Ok, non scherziamo, brutta e ciminiera magari si, ma vecchia NO!...

Credo che questa mattina, scendendo dal letto abbia messo giù il piede sbagliato...
Uhmm... ma come capperi si fa a capire qual è quello giusto? Devo fare la conta o andare per tentativi?
Si, ma se è così, ci metto una vita a scendere dal letto! Per di più, io la mattina, apro gli occhi e... "tac" sono in piedi! Mica sto lì a perdere tempo!

Ok, tanto per cominciare e giusto per condividere con voi, non solo le bellezze dell'arte, ma anche le disavventure della mia vita, vi racconto: il gatto innamorato di Stella (la mia gatta, "battezzata" da Zoe come Stella Priscilla Scintilla...), deve aver pensato bene di segnare il territorio sulla mia porta d'entrata con annessi e connessi...; la caldaia ha pensato bene di spegnersi... forse aveva voglia di un po' di relax,  ma non sa che siamo in quarantena e non si può chiamare nessuno a meno che io non mi trasformi in un   Super Mario Bros....?; e la sua vicina, la lavatrice, ha deciso nel bel mezzo del lavaggio di fermarsi... fosse stata stanca pure lei?
Ma cos'è? Si sono messe d'accordo queste due?

Tutto questo è sufficiente?

Ma io non mi scoraggio e vado avanti. Anche se nera, qualcosa succederà...
Ma giusto per non farsi mancare nulla, anche Zoe ci si mette con i suoi capricci preadolescenziali dai quali vi assicuro, non se ne viene fuori.
Ne con le belle, ne con le brutte... Siamo nella fase che "tutto quello che mamma dice, sarà sempre l'esatto contrario di quello che lei vuole, dice o vorrebbe fare!"... e non c'è verso di cambiare le cose!!!
Se ripenso alla mia adolescenza posso dire con fermezza: "Mamma? papà? ma come diavolo avete fatto a sopportare 3 figli in questa fase? Io fatico con una!"

Ok, ma tranquilli, tanto nel pomeriggio abbiamo organizzato una chiacchierata a distanza con i vicini. Sicuramente risolleverà gli animi di entrambe...

Purtroppo non è così. Dopo aver ascoltato le previsioni più catastrofiche sul "dopo quarantena", senza avere la possibilità di poter quantomeno cambiare discorso in positivo, (c'ho provato senza aver sortito alcun effetto positivo... complice credo anche il "piede sbagliato" di questa mattina...) ce ne torniamo a casa demoralizzante, sconfortate e sconcertate più di prima.

Mi fiondo al pc per correggere il post in uscita per domani e Zoe chiama le sue amichette per trovare un po' di pace.


Ad un certo punto mi arriva un messaggio dal mio Editor che mi dice: "Tutto a posto? controlla il post di Duchamp che ho appena finito di correggere ma fallo pure dopo cena, con calma."
Io pronta rispondo "Cena? Ops, ma è già così tardi?" Ma allora è tutto confermato: oggi col piffero che va tutto a posto! Ho avuto una giornata allucinante e per di più mi sono completamente dimenticata di scongelare qualcosa per la cena!!! Ahhhrggggg! Non me ne va dritta una!"

Divagazione

Dovete sapere che il mio Editor. o Mr Gallery se preferite, ha una passione sfrenata per l'arte, per la moto, e anche per la cucina. Nel senso che sì è un'ottima forchetta ma sembra, che sia anche bravo a cucinare...!
E dice di essere anche molto creativo... più di una volta l'ho sentito dire "apro il frigo e via... qualcosa creo"... si perché gli altri cucinano... lui crea!

Fine divagazione...
Anzi no...

Bene, è giunto il momento di metterlo alla prova... Ok, è vero, è molto creativo e se ti viene la malaugurata idea di chiedergli "cos'hai mangiato oggi?" parte con una filippica pari a quelle di quando ti spiega le opere d'arte, raccontandoti per filo e per segno, ogni minimo ingrediente e passaggio che hanno portato alla realizzazione di un piatto luculliano.
Se sei fortunato forse mezz'ora ti può bastare, ma se per caso si apre la diatriba sulla qualità, quantità  e modalità degli alimenti tenuti in dispensa in frigo o in freezer... apriti o cielo! Accomodati pure sul divano con tanto di copertina perché qui la storia si fa lunga.

Fine divagazione.

Comunque per onore di verità, più di qualche volta mi ha letteralmente salvato la cena.
Anche perché riuscire a creare una ricetta in poco tempo con un frigo che spesso e volentieri offre poche possibilità di scelta è veramente un'impresa titanica... ma sarà la sua ampia esperienza o una sua dote innata... e qui mi viene il nervoso... ce la fa sempre!
 
Io se mi azzardo ad inventare per sbaglio, qualcosa in cucina, come minimo, oltre a mettere a soqquadro l'intera area, sicuramente il risultato dopo un primo timido assaggio, finirà dritto nel cestino dell'umido... chiedete a Zoe se non ci credete!

E comunque i fatti sono andati così:

Conversazione per messaggio (lui in corsivo... io no!)

-cos'hai in freezer?
-hamburgher  gamberi e pollo
-uhmmm... una "finta Paella"?
-magari ce l'avessi...
-intendevo... se ti va, la facciamo... di verdura cos'hai?
-insalata, carote... pomodori, patate e... basta!
-piselli? peperoni? sedano?
-no, no, no...

Sembra più un gioco a quiz!!

-zafferano?
-certo che no!
-ok... curry?
-si!
-il pollo com'è?
-non mi ricordo devo andare a vedere....
-non ci posso credere ma come si fa a non sapere com'è il pollo?...

Ok, ovviamente da qui in poi inizia a spiegare nei minimi dettagli cosa devo fare per ritrovarmi alla fine con una specie di paella rivisitata!

L'idea mi piace anche perché se voglio dare qualcosa da mangiare a "quella povera creatura" come la chiama Mr. Gallery, la mia Zoe... (uhmmm e sarò sincera non capisco perché in fondo, in fondo, trovo sempre una soluzione da mettere nel piatto) non ho alternative!

Comincio a preparare gli ingredienti sul bancone della mia cucina e quando ho tutto di fronte: patate, carote, pomodori, zucchine...mi sento meglio. Molto meglio! Mi sento quasi frizzante, esaltata. Vi dirò la verità, la sensazione che provo deve per forza essere simile a quella che prova un artista di fronte alla sua tela bianca quando colto da ispirazione si prepara a dipingere...
Almeno in quel momento lo immagino così!

Di sottofondo sembra che suoni una musica che scandisce i movimenti delle mie mani e i movimenti del mio corpo.
Tutto  è in sintonia. Tagliuzzo, sbuccio, divido, riassemblo, mescolo, assaggio (cosa non così scontata per me, che sono abituata a far da mangiare senza assaggiare... uhmmm questo è un vero e proprio oltraggio per le orecchie di Mr. Gallery!) e mi accorgo con stupore e divertimento (incredibile sì mi sto divertendo...) che ciò che sto creando con una passione smisurata, mai provata prima davanti ai fornelli,  assomiglia non ad un piatto, bensì ad un'opera d'arte.

In questo istante sono un'artista, si perché ho la mia tavolozza, i miei colori, i miei materiali, la mia tela (che in questo caso è la mia enorme padella)...
Certo è, che ho qualche problema con le dosi, con le misure... siamo in 2? E chissà perché viene sempre fuori un piatto per 10! Vabbeh, torniamo alla poesia...
Dove eravamo? Ah si, la cucina è il mio studio con tutti gli attrezzi necessari alla realizzazione dell'opera, la luce è quella giusta e tutto è fantasia e creatività.
Mi sento euforica da un lato e rilassata dall'altro, ho lasciato in men che non si dica, tutta  la tensione e la negatività accumulata nella giornata fuori da questa stanza, anzi credo che se ne sia proprio andata via in cerca di altre vittime a cui dar fastidio!

Il profumo è così inebriante che attira i miei topini, Zoe e Stella, come se fosse la melodia di un flauto magico...
fatalità si presentano entrambe nello stesso istante e mentre una fa "miaooo" l'altra dice: "c'è un profumino delizioso, che fai di buono?"
Il lieve sobbollire della pentola  mi ricorda un qualcosa di mistico, un ritmo che scandisce il tempo come un suono di tamburi lontani. Altri strumenti si uniscono. Tutti devono rispettare questo ritmo per suonare insieme una sinfonia meravigliosa.

L'opera sta cambiando, si sta trasformando, i colori prima accesi, ora cambiano intensità e cominciano a mescolarsi creando sfumature nuove, diverse, inaspettate... I gialli virano verso i bruni e i rossi lentamente si spengono... tutto si trasforma...
L"opera si sta avvicinando alla sua forma finale.

Presa dal brio, preparo quasi danzando la tavola e Zoe mi segue perché non vede l'ora, di addentare la suddetta opera.

Arriva il momento tanto atteso.

Paul Guaguin - Nafea faa ipoipo 1892
Non posso credere ai miei occhi, questa "paella non paella ", visto che ahimé mancano alcuni ingredienti, a detta sua fondamentali, può essere paragonata ad una tela di Gauguin... pronta da mettere in cornice e poi all'asta!

I profumi di spezie ricordano terre lontane, ecco perché Gauguin. I colori prima vivaci e poi tenui, il calore della sabbia e la brezza del mare che mi sembra percepire mi portano a viaggiare con la mente.
Gli aromi delle erbe che ricordano il viaggio in un paese sconosciuto... ai margini del globo.
La pace, la tranquillità, la rilassatezza, la spensieratezza di una vita lontana da tutto ciò che è moderno. Ok, mi sono fatta prendere un po' la mano...

 Io e Zoe in contemporanea portiamo alla bocca il primo boccone e qui si apre il paradiso terrestre... polinesiano!
È  fatta!

Oggi avrò anche passato un'intera giornata a cercare di trovare il positivo da qualche parte... capire quale piede usare per prima alla mattina... ma mai avrei pensato di trovarlo in un luogo in cui non sono solita cercare... la cucina!



Vabbè oggi non vi avrò raccontato e parlato di arte in modo specifico, ma anche questa secondo me è arte... L'arte di vivere ed emozionarsi con il quotidiano!

Editor la tua ricetta era super! Cosa? Non devo dire a nessuno che mi hai insegnato a fare questa Paella?
Ne va della tua reputazione di Chef luculliano?
Ok tranquillo lo scriverò solo qui per gli amici del blog? È tutto sotto controllo!

P.S. qualcuno vuole la ricetta?

- LA FRASE DEL GIORNO -

"nella prosperità i nostri amici ci conoscono; nelle avversità noi conosciamo i nostri amici" 
John D. Rockfeller

lunedì 13 aprile 2020

Un ombrello "Blu Klein" per Jean Michel...


novembre 2019

È una domenica di novembre. Fuori piove a dirotto.
Sarebbe la giornata perfetta per rintanarsi in casa a guardare vecchi film o leggere un buon libro, magari "d'arte", facendosi coccolare dal rumore della pioggia che batte nel sottotetto...
Il guaio è che ho un difetto. Ora ve lo svelo, ma tenetelo x voi... ve lo dico sottovoce...
Se mi metto in testa di voler fare una cosa, come in questo caso andare a vedere una mostra, la voglio fare, anzi lo faccio!!!

Altrimenti, ci resterei male e so' che se non andassi, rinuncerei sicuramente a qualcosa di bello!

Quindi sfidando il freddo e le intemperie mi sono mossa alla volta di Vicenza per andare a vedere la mostra Kandinskij, Gončarova e Chagall. Sacro e bellezza nell’arte russa alla Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari...
E nemmeno in auto, ma in treno!
Unico compagno di viaggio, il mio ombrello blu (Ok vi chiederete ora che c'entra il colore dell'ombrello... Lo so, il colore a voi non interessa, ma a me piace particolarmente perché ricorda il "blu Klein", del quale magari un giorno, vi racconterò...).

Sono le 9.30 del mattino e non c'è anima viva in giro!
Sembra che l'unica coraggiosa qui, si io...
In realtà quando arrivo davanti al museo noto con piacere che non sono sola...
C'è qualcun altro fuori di testa come me... Meno male!
Il museo apre alle 10, quindi aspetto sotto il mio ombrello "blu", passando in rassegna i volti delle persone che attendono di entrare.
Mi guardo attorno e... Non ci posso credere!!!
Questo palazzo è la stessa sede dove era esposta un'opera di Basquiat... e l'ultimo giorno per vederla era il 3 novembre... "Capperi che peccato me lo sono proprio perso....uffi!!!", penso fra me e me.

Finalmente aprono il cancello, mi metto in fila per prendere il biglietto.
Chiedo gentilmente quant'è e la hostess mi dice che oggi è gratuito! Wow, il mio sorriso si allarga e si allarga ancora di più quando mi dice se voglio vedere anche Basquiat visto che oggi è l'ultimo giorno.
La guardo incredula e farfugliando qualcosa le dico: "Ma certo!!! Ma oggi non è il 4 novembre?" Evidentemente no, è il 3!
Raggiungo la sala per fotografare prontamente l'opera da postare su fb, da far vedere agli amici "malati d'arte" come me (e causa della creazione di questo blog), che sono davanti ad un Jean-Michael Basquiat originale... ma ahimè, è vietato fare foto e la hostess è molto decisa a far rispettare la legge... Me ne sto lì davanti un bel quarto d'ora a cercare di assorbire tutte le sensazioni, le vibrazioni, le forme e le parole di questa tela... Chissà cosa mai frullava in testa a questo artista stravagante... È stato un incontro quasi commovente, surreale... Ma soprattutto un'incontro casuale!

Ma chi è costui? Nero, bello come un attore di Hollywood con un affascinante miscuglio di sangue haitiano-portoricano e americano.
Jean-Michel nasce a New York e si appassiona al disegno sin da piccolo, forse perché sua mamma adora portarlo nei musei della città. A 15 anni dopo la separazione dei genitori scappa di casa e comincia vagabondare. Studierà arte, ed incontrerà il graffitista Al Diaz che lo indurrà a dipingere i muri della città  firmando i lavori a 4 mani come Samo (che sta per "same old shit"...la solita vecchia merda!). Pensate avrà anche una piccola love story con Madonna,  quando non era ancora famosa, e conosce pure Keith Haring. Un giorno riesce a vendere delle sue cartoline ad Andy Warhol , ma sarà l'incontro con Emilio Mazzoli uno dei più grandi galleristi italiani, ad aprirgli le strade. Siamo nel 1980. Mazzoli vede i dipinti di Basquiat in una mostra collettiva a NY, quindi invita l'artista a Modena dove gli organizza una personale e dove Jean Michel dipinge l'opera " Untitled del 1982", che nel 2016 sarà battuta all'asta da Christie's per ben 57 milioni di dollari. Qui a Modena il gallerista gli presenterà Sandro Chia e una volta tornati insieme a NY sarà proprio lui a presentargli la sua futura gallerista Annina Nosei, che gli darà un suo garage per dipingere.

La sua amicizia e collaborazione con Andy Wharol comincerà nel 1983. Nel momento in cui diventa famoso comincia a girare in limousine con rotoli di soldi in tasca, indossa solo abiti firmati, e a volte li usa anche quando dipinge e una volta sporchi li butta via. Sempre in questo periodo fa un uso sfrenato di stupefacenti. Con la morte del suo amico Wharol nel 1987, andrà in crisi e morirà l'anno dopo x un'overdose di eroina. Da questo momento entrerà nel mito dei belli e dannati, e dei più grandi personaggi dell'arte del 900.

E la mostra su Kandiskij, Goncarova e Chagall? Tranquilli ve la racconto in un altro post!

P.s. se avete voglia di andare a vedere una mostra non rinunciate a causa degli agenti atmosferici, potreste essere ricompensati positivamente...



- LA FRASE DEL GIORNO -


"nella prosperità i nostri amici ci conoscono; nelle avversità noi conosciamo i nostri amici" 
 
John D. Rockfeller