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mercoledì 6 gennaio 2021

Tutte le feste le porta via...



Non riesco a capire una cosa.

È un dubbio che mi perseguita da giorni. Oramai, non ci dormo più la notte!

È argomento di discussione continua tra me e Editor.

Ma perché cavolo la Befana da me non è mai passata? Non me lo sono mai chiesto fino ad ora ma... Ma lui, mi ha messo la pulce nell'orecchio! Cosa? Dite che non è un argomento importante? Ma certo che è un'argomentazione di cui parlare, perché oggi si festeggiano non solo i Re Magi ma anche lei, quella Befana che a me non ha mai portato nemmeno il carbone! Per dindirindina!

Non me lo sono mai chiesto fino ad ora ma...

Tutto è cominciato con le solite battutine che si fanno a una donna non più giovane, in questi giorni... Manco avessi già quarant'anni... Oh, oh... forse mi è sfuggito qualcosa... ehmm ok, di poco... solo di poco... diciamo quaranta e un pochino...

"Allora se io dovessi pubblicare qualcosa sulla mia Moto Guzzi, tu farai altrettanto con la tua Scopa?"

Oppure: "Ah già, tu il 6 ti prendi un giorno di vacanza immagino... visto che lavori tutta la notte per portare le calze..."

SGRUNT e doppio SGRUNT! 

A parte le misere battutine.... (si ho detto misere caro Editor!) e  nonostante io insista nel dire che quando ero piccola la Befana non mi ha mai portato nulla, Editor non fa altro che dirmi "Ma dai, è impossibile! Forse eri così tremenda che nemmeno il carbone andava bene per te!!! ahahah" e continua a rimarcare il fatto che è impossibile che non l'abbia mai incontrata.

Le uniche volte che ho ricordi di averla vista è stato quando da piccola andavo per 3 giorni a Castions di Strada, Udine, con la mia famiglia a casa dei miei adorati zii e cugini. In paese organizzavano un gran bel falò dove la povera Befana ci rimetteva le penne. 

Erano giorni di puro divertimento tra lotte con cuscini, nascondino, scoppi di raudi, petardi e i peggior artifici che si potessero trovare sul mercato. E schiamazzi vari, oltre al fatto che si mangiavano prelibatezze a non finire e noi bambini, eravamo lasciati liberi di scorazzare a destra e a manca senza controllo, combinando di tutto e di più!

 Comunque neanche allora si era disturbata a lasciarmi un ricordino... un biscotto... una caramella... una Golia!?! Ok, forse perché era già stata mandata al patibolo... Beh poteva farlo prima di finire affumicata, corpo di mille balene!

 Sta di fatto che oggi mi cucco l'augurio fatto con il sorrisone della mia piccola pesticciola che con fare sornione mi ha svegliato con "Auguri, mia Befana preferita" e tutta la sfilza di video foto e battutine da tutte le persone che mi conoscono! 

 E pensare che io neanche la conosco!

 Vabbè, riderò e mi divertirò come sempre... in fondo una cosa di certo la fa: tutte le feste porta via!

 Buona Epifania a tutti!

 

martedì 29 dicembre 2020

Albero speciale...

 Mi è  appena apparsa online un'immagine suggestiva, che esprime un momento fantastico e gioioso tra madre e figlia. Guardare per credere.



Non è bella? Lo so che il termine bello vuol dire tutto e niente, ma è quello che più esprime ciò che voglio dire. Sarò più precisa. Guardando questo dipinto provo una stretta al cuore ed immediatamente, una specie di calore pian pianino pervade il mio corpo. 

La mente ne è catturata perché si ritrova improvvisamente dentro ad un sogno, un ricordo, un' esperienza, una lettura o addirittura un film. Che si rifà a tempi passati. Tempi lontani, che hanno smosso nel corso della mia vita sentimenti di pace, appagamento, felicità.

Ricordo che quando ero piccola e mi capitava tra le mani un bigliettino di auguri con un'immagine simile, in un nano secondo, mi trovavo catapultata dentro quella stessa scena e la vivevo godendo di ogni minimo particolare.

Ora che sono adulta, mi ritrovo ancora una volta a catapultarmici dentro. E a fantasticare, come allora, con una cognizione diversa, più profonda, più adulta...

 Ritrovo esplicitato il dolcissimo, profondo e speciale, rapporto d'amore, intesa, collaborazione e condivisione che solo tra madre e figlia può esistere.

 L'autore di "Addobbando l'albero" è Louis Lang, un pittore tedesco, ma naturalizzato americano, che ama ritrarre famiglie in momenti di festa. 

La scena è ambientata in una ricca dimora americana, sullo sfondo si intravede fuori dalla finestra la chiesa collegando così l'albero di origine e tradizione pagana con la religione. Il salone è addobbato con drappi e ghirlande che hanno i colori tipici caldi del Natale: il rosso ed verde.

 L'opera in sé nella sua semplicità mi fa sognare e questo per me è già un meraviglioso dono di natale.

sabato 26 dicembre 2020

Lo sapevate che esiste anche una "Madonna del solletico"?

Quanti di voi soffrono il solletico? 

Io tantissimo e Zoe pure. 

E capita ogni tanto, anche adesso che lei è "grande", che  ce la spassiamo a fare qualche battaglia fino a stremarci dalle risate! Perché mi interessa questo? 

Beh, perchè questa mattina i social mi hanno fatto fare un tuffo nel passato... Non un passato troppo remoto, no. Mi hanno riportato alla mente e fatto ricordare con quali e quanti gesti dolci e affettuosi mi sono sempre occupata dei miei piccoli alunni e in primis della mia piccola... ok, grande pesticciola.

Creando si, un po' di malinconia, ma questa volta positiva. 

Quando mi è comparsa l'immagine in oggetto, un sorriso si è subito dipinto sul mio volto perché certi momenti  raccolgono dentro di sé un miscuglio di sensazioni, impressioni e emozioni di una dolcezza infinita. Quasi indescrivibile.

Sarà che ho una stramaledettissima voglia di ridere... Che vorrei poter ridere fino a farmi venire le lacrime ed il mal di pancia... Eh, si, lo ammetto è un desiderio fortissimo... anche se a dire la verità ultimamente con tutte le figurette e i sogni in van che faccio spesso mi ritrovo a ridere e a prendermi in giro da sola. 

E vi dirò di più, secondo me, tutto ciò non guasta anzi.

Comunque torniamo al nocciolo della questione. 

Ieri o qualche giorno fa... vi ho parlato di un artista che metteva al centro dei suoi lavori la natura, Bruegel.... ricordate? (Ve lo siete persi? Tranquilli cliccate QUI!). 

Oggi invece vi parlerò di una strepitosa opera di un artista del rinascimento che metteva al centro dell'opera la figura umana.  Sto parlando di Masaccio (che compie gli anni fatalità proprio in questi giorni il 21 dicembre) e più precisamente della "Madonna del Solletico". Vi assicuro che appena la vedrete vi innamorerete della scena all'istante, ci scommetterei! Quanto pagherei per vedere le vostre facce. Perché non mi mandate una foto? Sarei curiosa...


La scena rappresentata è tenerissima, proprio per il gesto che Maria fa a Gesù. Pensate che fu proprio uno storico dell'arte del novecento a battezzarlo con quel nome perché era stato piacevolmente colpito da quel gesto. La reazione di Gesù bambino è la tipica reazione che assumerebbe un qualsiasi bambino o adulto che si trovasse nella stessa situazione: ride e con le manine cerca di allontanare le mani della Madre, che però non cede.

La "Madonna del solletico" di Masaccio, è una tempera su tavola di dimensioni molto piccole (24,50x18,20 cm), conservata agli Uffizi di Firenze e databile al 1426-1427.

In realtà facendo qualche ricerca, ormai potrebbero chiamarmi la "Sherlock Holmes dell'Arte" ah ah ah, scopro che il gesto di Maria sarebbe una "benedizione" che si tramuta poi in un gesto più familiare. 

La cosa che mi lascia perplessa è il volto serio di Maria. Perché è seria? Mi chiedo... di solito questo dovrebbe essere un momento di complicità tra madre e figlio. Leggo infatti che l'espressione della Madonna si rifà alla tragica sorte che attende Gesù. 

Curiosità: un elemento particolare è il pendente di corallo rosso al collo del Bambino. E' un amuleto di origine antichissima ed ancora oggi diffuso come dono ai neonati. Secondo la tradizione pagana i rametti appuntiti infilzavano il malocchio lanciato per invidia, mentre per i cristiani il suo colore rosso ricordava il sangue di Cristo, usato già nel medioevo per i reliquiari della Croce. 

Il corallo assumeva così la valenza di simbolo della doppia natura di Cristo, umana e divina.

Wow, questa poi mi mancava. E pensare che io ai battesimi  ho sempre regalato catenine con medagliette o angioletti. Forse è ora di ritornare alle origini...

Morale della favola? Quest'opera mi ha proprio affascinato e commosso perché è una scena che fa parte della vita quotidiana reale.

Spero di essere riuscita a stimolare la vostra curiosità o per lo meno a farvi conoscere qualcosa di originale.


giovedì 24 dicembre 2020

Un uovo a Natale fa subito Pasqua!

Oggi che è la vigilia Natale vi sorprenderò! 

Si, perché non parlerò d'Arte ma di cucina! Visto anche che nel mio subconscio forse desidero ricevere in dono un libro di cucina vero! Attenti, ho detto nel mio subconscio e sottolineo solo in quello! Quindi, che non vi vengano strane idee in mente! Piuttosto regalatemi uno Chef, magari pluristellato! Sarebbe la felicità mia, ma soprattutto di Zoe che ogni tanto, anzi ultimamente un po' più spesso, butta lì con finta innocenza: "Mamma, ma quando andiamo a mangiare dalla nonna Rosa?". Chissà perché...? Forse perchè è considerata la miglior cuoca del parentado? Bah, non capisco!

Comunque oggi voglio farvi un regalo strepitoso.  

Una delle mie super ricette. Una di quelle che mi riesce benissimo. Una di quelle che rende la colazione il momento più bello della mia giornata. Siete curiosi eh? 

Ora vi stupirò! Alla faccia di tutti quelli che ancora credono che io in cucina sia una frana... Di quelli che quando vengono invitati a cena a casa mia, si inventano malattie tropicali iperinfettive e ricadute a lunga distanza di varicella infantile avuta trent'anni fa!

Ok, quindi oggi elargirò tutto ciò che dovreste sapere per fare...  rullo di tamburo..., squilli di trombe... cori angelici ... le famosissime " uova all'occhio di bue"! Ma non di quelle classiche... di quelle perfette! Non aspettavate altro vero?

Dai ammettetelo! Su... a me lo potete confessare... Chi era Vissani? Artusi? O qualcun altro che aveva classificato questa pietanza come una delle più complesse da realizzare?  Beh. Io sono campionessa del Mondo in questa categoria!

Ok, tanto per cominciare, prendete 2 uova freschissime... cioè, tiratele fuori dal frigo.

Se poi, avete le galline che ve le sfornano ogni giorno... beh, meglio ancora... vanno benissimo a temperatura ambiente! Andate direttamente nel pollaio, facendo attenzione a non farvi beccare e a non... scivolare! A me succederebbe sicuramente...

Ah, dimenticavo! Prima delle uova, procuratevi una bella padellina antiaderente. E ricordatevi di ungerla con olio o burro. Perchè? state chiedendo visto che è già antiaderente... E cosa ne so! Io personalmente uso di più l'olio, ma mia mamma, la famosa nonna Rosa, quando ero da lei per la convalescenza, me le faceva col burro: "perché  devi crescere" diceva... Come se una a quarant'anni suonati, dovesse ancora crescere! Ah, dimenticavo... Anche quel simpaticone di Editor sicuramente le fa col burro ma lui è un caso a parte... è di origine "tetesca" quindi non fa testo.

Vabbè, fatele con ciò che vi pare. L'importante è ungere la teglia perché non si attacchino. Parlo per esperienza personale, ovviamente! (a me succede 1 volta su 2 nonostante l'olio!)

Ora arriva il bello, la parte più difficile: "Rompete le uova!"

Nel senso letterale del termine... Si, uffi non vi stavo offendendo. Non quelle "uova"... quelle della gallina di prima!

Anche qui ci vuole tatto. Se siete troppo bruschi il tuorlo rischia di rompersi subito, se siete troppo frettolosi... idem. Se siete maledettamente sbadati o con la testa fra le nuvole, come ogni tanto a me capita... saranno perfetti. Come? Vi starete domandando... Vi ho spiazzato con questa ultima affermazione? Ok, la verità? È tutta questione di... c... ehmm fortuna. Si fortuna!

Io odio quando il tuorlo si rompe! Non lo sopporto proprio. E ho notato che ogni volta che sono di cattivo umore immancabilmente si rompono e il mio umore di più! 

Allora confidando nel fatto che le uova saranno rotte a puntino, fatele soffriggere per qualche minuto aggiungendo un pizzico di sale e di pepe. Il tuorlo non si deve cuocere, non deve diventare sodo, mi raccomando. Andate... Andate a caso... insomma non so dirvi per quanto tempo guardate e giudicate a seconda di come più vi piacciono.

Se vi riesce potete anche creare delle facce aliene molto carine... Ecco qui, in questa specialità potrei definirmi un'artista... anni e anni di esperienza! Di fortuna...


Infine, per l'impiattamento fate molta attenzione. Infatti far scivolare le uova dalla padella al piatto a volte può risultare una manovra più ardua del rompere le uova. 

Mi capita spesso di farle precipitare nel piatto in modo poco decoroso o... ortodosso... e se cerco di raddrizzarle la situazione ahimé, precipita dando origine ad un vero e proprio disastro Ma che ci volete fare, io non rinuncio mai e ci provo ad oltranza sfidando tutte le leggi della gravità.

Quando l'ardua impresa è riuscita non vi resta che scattare una bella foto ricordo per poi inviarla a chi vi sta più a cuore per farlo rosicare d'invidia. Anche perchè non potete sapere se la prossima volta saranno così... perfette! Ah, dimenticavo, mangiatele pure ed in fretta, perché questo piatto freddo non vale niente.

Sicuramente dopo questo post Editor mi depennerà dalla sua preziosa lista... O forse no, perché a Natale siamo tutti più buoni... Vero Mr. Gallery? 

In fondo è proprio lui che mi ha insegnato che nel mondo dell'arte l'uovo ha un significato molto importante! Ma questa è un'altra storia!

Auguro a tutti voi Buona Pasqua!

Ma cosa dico? Ah ecco è per via delle uova... Ok, allora un Buon "Strano" e Santo Natale sicura che ognuno porterà nel cuore  questi preziosissimi insegnamenti.

Con affetto la vostra blogger preferita.

Valeria


martedì 22 dicembre 2020

Lettura di Natale ovvero The Times They Are A-Changing



Sono appena uscita dalla libreria. 

Ci sarei rimasta almeno altre dieci ore e... avrei comprato mezzo negozio. 

Si, vi devo dire la verità. In questo periodo di "clausura" se entro in qualche negozio, rischio di essere assalita dalla sindrome dello shopping compulsivo!

Ho appena acquistato 4 libri. Da regalare a Zoe. Uhmm non so se ho fatto la cosa giusta. Più che altro perché siamo in quella fase in cui io voglio scegliere dei libri per lei e lei vorrebbe sceglierseli da sola! 

Ed i gusti sono opposti! Ma come diceva Bob Dylan... "The Times They Are A-Changing"...

Ok, ma "Mamma Natale", cioè io, da sempre porta delle novelle di Natale e tutti amano le novelle natalizie... non credete?

Ho acquistato un libro, per me dal significato profondo, che può insegnare quanto a volte per dimostrare il nostro amore ad una persona, rinunciamo scioccamente a ciò che più di prezioso abbiamo, per scoprire poi che forse potevamo dimostrarlo senza per forza dover rinunciare a quel qualcosa. 





Si tratta del "Dono dei Magi" di O. Henry. 

Ve lo straconsiglio. Soprattutto anche a chi non ama proprio la lettura perché è breve e si legge tutto d'un fiato.

Prendo il libro tra le mani e già la mia fantasia corre. 

Mi immagino seduta sul sofà in un epoca imprecisata. Fuori nevica, il camino è acceso, la luce fioca di una candela illumina lo scritto che sono intenta a leggere alla mia dolcissima, in questo momento, Zoe.

Lo scoppiettare della legna che brucia fa da colonna sonora di sottofondo.

Una cosa che adoro e ho sempre adorato fare, è leggere ad alta voce per Zoe e per i miei bambini a scuola. Ed è una delle cose che mi manca di più in questo momento del mio lavoro.

Se potessi fare come professione la "lettrice di racconti per bambini" lo farei anche per 12 ore al giorno!

Quando lo faccio infatti, entro nella parte, mi emoziono, sprizzo vero amore per la lettura. 


Sento il cuore che batte forte e si gonfia. Ed il sorriso mi si stampa sulla faccia.

Mi diverto un sacco a fare la voce narrante e a dare una tonalità diversa alle altre parti. 

È si una sorta di recitazione. Ma la cosa che mi soddisfa di più è guardare le facce ammaliate e quegli occhi illuminati di chi mi sta ascoltando e capire che sono riuscita a coinvolgerli, facendogli vivere un vero e proprio sogno. Non a caso a scuola l'addetta alla lettura sono spesso proprio io. Ok imploro, quasi arrivo alla corruzione, le mie colleghe per farmelo fare!! 

La cosa imbarazzante è che quelle volte che ho letto qualcosa agli adulti o a Editor, è stato un vero e proprio disastro! Inizio a balbettare, sbaglio tonalità,  faccio errori di pronuncia, mi si attorciglia la lingua (cosa che non mi succede mai in altre situazioni anzi... forse c'è qualcuno di nostra conoscenza che forse spererebbe questo...vero Mr. Gallery?) insomma ci faccio una vera e propria figura da... analfabeta...

Chissà, che sia ansia da prestazione?

Ma perché con i bambini non mi succede? Eppure loro sono i primi a dirti senza filtri, se qualcosa non va... o non gli piace. 

Sta di fatto che in questi giorni voglio riscoprire questo momento speciale, di coccola, di attenzione, e dedicarlo con tutto il mio amore alla mia pesticciola. 

Me lo sento dentro e se ci penso, penso proprio che sia lo spirito del Natale... quello vero... quello puro. 

Presa dall'entusiasmo svelo a Zoe il mio super progetto per questo periodo... volete sapere la risposta? "Ah si vabbè, se proprio ci tieni...". "The Times They Are A-Changing".

Ok, prendo atto che l'età pre-adolescenziale è terrificante, ma da Piratessa me ne "frego"! Piango dopo... ma sono sicura, anzi straconvinta, che alla fine abdicherà e ne sarà felicissima! 

Potrei scommetterci... ehmm... no meglio non scommettere di solito perdo!

P.s. Se volete ascoltare la bellissima canzone di Bob Dylan cliccate qui sotto!

https://www.youtube.com/watch?v=TlPV4wtZ6HE&feature=emb_logo 


 

 

 

lunedì 21 dicembre 2020

I magi... a casa mia: non sotto una stella ma schiacciati da Stella!

Ho voglia di Natale! 

E quest'anno più che mai! Forse perché è quasi proibito festeggiarlo a dovere, che ne sento più la necessità. Quando ti proibiscono di fare una cosa aumenta a dismisura la voglia di farla! Per me è così! 

Nei giorni scorsi, io e la mia piccola pesticciola ci siamo divertite ad allestire, come tutti gli anni, un graziosissimo presepe. 

Ok, partiamo dal fatto che le doti artistiche nonché architettoniche in me si sono defilate ancora quando ero in fasce. E posso aggiungere che in questo Zoe mi assomiglia! 



Quindi, vi lascio immaginare le difficoltà che sono insorte nel fare la scenografia: montagne che crollano, fiumi che tracimano, capanne o grotte con tanto di stella cometa incollata che ogni tre secondi si stacca rischiando una nuova "strage degli innocenti" o travolgendo i  Re Magi, i pastori e le pecorelle... 



Si, dovete sapere che nel nostro presepe, anche se manca qualche giorno a Natale, tutti i personaggi sono già arrivati... Forse avevano fretta di posizionarsi al posto giusto? O temevano di incappare in restrizioni anti-assembramento? Ma non sanno che è vietato? Dove vivono? In un presepe? Ah, ok... è così... Già... 

Ok, volete la verità?

Noi avevamo voglia di vederli già tutti sistemati per poterci anche giocare e non pensarci più. 

I personaggi che quest'anno ci fanno ridere sono: "l'uomo senza testa", e Stella. La gatta. Quella vera, quella viva. Infatti dovete sapere che Stella, oltre a divertirsi giocando con le statuette... appunto decapitandone per sbaglio ogni tanto qualcuna..., di sera, si trova bene ad andare a dormire dentro la grotta... anche se è già affollata. 

Nulla serve a farle cambiare idea! I miei rimproveri, la prediche come si fanno con un bambino e... più la tiri giù... più lei brontolando, appena ti giri... zac... eccola di nuovo lì! E ti guarda con indifferenza per giunta!  E spesso con un grande sbadiglio scocciato!

Ma perché tutta questa manfrina? Perché oggi parlando con Editor del mio presepe, mentre lui si divertiva a prendermi in giro per il fatto dei Magi che son già presenti, mi ha confidato che l'opera più bella sui Magi che abbia mai visto è quella di Benozzo Gozzoli in Palazzo Medici - Ricciardi a Firenze. 



Benozzo Gozzoli? Ma chi è? Un nuovo Teomondo Scrofalo? Chi lo sa? Chi mai sarà questo signore dal nome un po' strano? Come da copione non ne ho la più pallida idea!  E per dirla tutta, nemmeno sapevo dell'esistenza di questa "cappella dei Magi". 

Ok. ok, Editor non fare quella faccia... Su, su... Che sarà mai? Puoi pure strapparti i capelli quanto vuoi...  ah, dimenticavo... la solita storia: non ne hai! Ahahah, ma pensa ai miei progressi e a quanto mi sto acculturando. Dovresti essere fiero di me!

Ok, da super neostudiosa, mi fiondo direttamente in internet per trovare notizie e foto. 

Wow fantastico! Vengo a scoprire che non si tratta di un semplice "quadretto" ma bensì di un intero ciclo di affreschi. 

Comincio a leggere e vado un po' in crisi... Non ci capisco un piffero! Troppi termini che non conosco, troppe vicissitudini e personaggi della storia che non ricordo... Mamma mia, che figura. 

Vabbè non mi arrendo. Prima o poi memorizzerò qualcosa. Questa rappresentazione ha veramente un che di magico, e sono convinta che avere la possibilità di visitarla in questi giorni renderebbe unico e magico il mio Natale. Peccato che non si possa fare, però!

Ma andiamo a fondo.

"Il fastoso e solenne viaggio dei Magi rappresentato dal Gozzoli nella cappella di Palazzo Medici, parte da Gerusalemme - bianca città fortificata in alto sulla parete orientale, a destra entrando - e si dispiega lungo le tre pareti in senso orario in direzione di Betlemme.

I magi sono rappresentati secondo l’iconografia tradizionale dei tre re, ognuno con un dono da offrire al Bambino (oro, incenso e mirra): Gasparre è il re più giovane, Baldassarre è quello dalla pelle scura e in età matura, Melchiorre in rosso è il più anziano in testa al corteo."

Guardando bene mi accorgo che i particolari sono tantissimi e leggendo scopro che Messer Benozzo per dare magnificenza a questo "viaggio" ha utilizzato materiali rari, preziosi e anche costosi come i lapislazzuli, le lacche lucenti e l'oro.

"Melchiorre, guida il corteo dei tre Magi con il suo seguito vestito di rosso. I Magi sono preceduti da una processione di personaggi coevi, molti dei quali con fisionomie ben caratterizzate, fra le quali è forse possibile riconoscere ritratti di banchieri, collaboratori e sostenitori politici dei Medici."

Questa abitudine degli artisti di rappresentare i personaggi con la faccia dei committenti e delle loro parentele... mi fa sorridere un pel po'... Lo so, è cosa frequente in passato ma ogni volta mi immagino, ritratta in un grande dipinto di oggi, mimetizzata fra la folla... in veste di famosa blogger... Ok, stavo partendo per la tangente....

"Gaspare, il mago giovane, biondo e imberbe porta in dono la mirra, il balsamo cosparso sul corpo dei defunti e dunque allusivo alla natura terrena di Gesù Cristo. 



Vestito di bianco come i partecipanti al suo drappello, il mago guida il corteo della famiglia Medici e di parenti, alleati e ospiti illustri. Segue Baldassarre, il mago di età virile, con la pelle scura."



Se posso permettermi è il più intrigante e affascinante... Si, insomma... in tre parole "il più figo"! 

Bravo Benozzo mi complimento con te!... Ah no Editor, non posso? è sconveniente? Ooops... Vabbeh, oramai...

Vestito di verde come il suo seguito e questo verde gli dona proprio... "Baldassarre occupa il segmento mediano del corteo dei tre re. La pittura soffre qui perdite ingenti: a sinistra per l’apertura della finestra e a destra per la traslazione della porzione della parete occidentale. L’operazione disastrosa ha provocato l’abbattimento della fascia di parete dove erano raffigurati i paggi recanti il dono e la spada di Baldassarre."

Bene! Direi che anche oggi ho imparato qualcosa di nuovo.... Cos'è il consiglio degli antichi saggi per mantenersi giovani e sprintosi? Impara una cosa nuova al giorno! 

Beh, con tutto quello che sto imparando io ogni giorno, dovrei come minimo essere una ventenne... 

Beh, effettivamente... guardandomi bene allo specchio...

"Editor! Smettila di ridere!" Uffa... è proprio dispettoso! Una brutta persona!

mercoledì 16 dicembre 2020

Attese... Non ci sono più le attese di una volta...

 



Attese.

Attesa questa parola è una parola importante. Ultimamente pesante.

Quando ero piccola c'erano delle attese speciali, che duravano un anno intero. 

E questo ti faceva sognare, sperare, desiderare per un sacco di mesi. Ti mettevano un'adrenalina, una spensieratezza infinita.

Parlo di Santa Lucia, di Natale, del compleanno, delle vacanze, dell'arrivo della neve e via dicendo. 

Oggi mia figlia non ha questa fortuna. Purtroppo. 

Le attese per lei sono molto più brevi . E quindi sogna molto meno. Le attese non vengono quasi mai disilluse e mi accorgo che anche questo è sbagliato.

Quante attese sono state disilluse quando ero piccola. Ma che sono comunque servite. 

Mi hanno fatto crescere con la consapevolezza che niente è dovuto. Che tutto può accadere, di bello o di brutto. Sempre.

Oggi le cose sono cambiate. Le mie attese sono ben diverse. Sono pregne d'ansia, timore, paura.

Le mie attese non si rifanno più a quella Santa Lucia a cui vorrei ahimé credere ancora. 

Non c'è più la magia. C'è la realtà. 

Le mie attese oggi si rifanno ai vari verdetti che mi aspettano. Sentenze. Diagnosi. 

A volte cerco di non pensarci. E ci riesco. Ma poi un qualcosa mi riporta lì. E mi accorgo che nonostante tutto fanno da sottofondo. Subdolo e permanente. Una costante della mia vita di adesso. 

Oggi, al contrario di ora, odio attendere. Odio quel senso di impotenza che provo nell'attesa. Odio tutta questa fatica che rende il tutto più snervante. Odio starmene lì, ad aspettare. 

Io di natura voglio tutto e subito. È un grande pasticcio vero? 

Si, me ne rendo conto. E' un "Big mistake " ma che ci posso fare? Sono sempre stata così.

Ok, continuerò a sognare e a convincermi che tutto, alla fine andrà per il verso giusto.

Le mie attese le voglio realizzare dentro di me... Così, non si sa mai...

martedì 15 dicembre 2020

Natale a Venezia!

 



Ehi amici, ma vi rendete conto che mancano solo 10 giorni a Natale? 

Avete già fatto l'albero? Io l'ho fatto giusto, giusto, qualche giorno fa insieme alla mia piccola pesticciola Zoe e alla mia gatta Stella...

Ecco parliamone...

 

Da quando c'è Stella a casa nostra, tutti gli anni si ripete inesorabilmente la stessa scenetta. Io passo una pallina a Zoe, Zoe la appende, e... Stella la tira giù...  Se state ridendo vi avviso che non è per nulla divertente... O meglio, all'inizio magari sì... rido di gusto anche... ma poi, dopo un po' comincio a pensare che tre femmine sotto lo stesso tetto in certi momenti sono troppe! 

Trovato! Il prossimo anno potrei cambiare... sostituendo le palline con delle scatole, magari luminose... uhmm questo mi ricorda tanto qualcosa... Ma che cosa?

Ma sì! Ecco ci sono! Potrei fare un albero come quello realizzato a Venezia dal famosissimo Fabrizio Plessi.  Lo conoscete? No? Nemmeno io! Si, cioè... Forse l'ho già sentito un paio di volte, ma meglio fare una piccola ricerca.

Ecco cosa ho scoperto.

L'Albero di Natale realizzato da Fabrizio Plessi, si trova a Venezia in piazza San Marco.


Lo adoro! 

So per certo che molti di voi, vedendolo penserà che sono del tutto pazza. 

Ma credetemi non è così. Forse il mio occhio critico si sta affinando... come sostiene Editor, e riesco ora a intravedere, a leggere e ad andare oltre. Riesco a ricercare e, soprattutto, trovare il significato ultimo dell'opera. 

Quando ho visto la foto mi ha "sbaragliato". Di certo le foto sono state fatte a regola d'arte per mettere in risalto tutta la sua spettacolarità. 

Ora io Plessi non lo conosco molto come vi ho già accennato.

Quindi non sono di parte. So che è un personaggio di rilievo nell'universo dell'arte contemporanea e questo mi basta.

 

La prima cosa che si è smossa dentro la mia testa, dentro il mio essere, è la curiosità di sapere cosa l'ha portato a fare un albero così. 

Ovviamente le mie ricerche non si sono fatte attendere e con qualche click qua e là sono riuscita a soddisfare a pieno tutte le mie domande. 

Risultato? Un'opera con un significato straordinariamente notevole, importante, vero. 

Ma andiamo a vedere bene di cosa stiamo parlando. 

Si tratta di  una sorta di albero della vita composto da 80 moduli rettangolari di led wall luminosi, i quali poggiano su una struttura alta 9 metri e mezzo. 

Una installazione complessa totalmente “Made in Venezia”, che unisce simbolicamente la terra, l’acqua e il cielo, rendendosi "messaggio" di speranza per la comunità.


 Lo stesso Plessi spiega così la sua opera: “L’idea per questa installazione è scaturita dal mio grande amore per Venezia: ho immaginato un gigantesco mosaico dorato – che richiama l’oro della Basilica – in cui ogni tassello vive di vita propria. Per la prima volta nel mio lavoro ho fatto sì che il flusso luminoso di ciascun elemento vada in direzioni diverse, andando a creare un intreccio di contaminazioni quale metafora, da un lato, della dinamica delle relazioni interpersonali e, dall’altro, per valorizzare la memoria storica di questa città, luogo di incontro e di scambio tra culture diverse per eccellenza. L’uso del digitale in questo contesto diventa emozione spirituale che si esprime nell’unico linguaggio possibile oggi, permettendoci di raggiungere gli altri, pur nella distanza fisica”. 

Chiamo Editor e gli chiedo come mai un'opera di tale bellezza (a mio avviso), susciti così tante polemiche - sui social ho letto commenti davvero pesanti - e perché gli addetti ai lavori non sono disposti ad  agevolare i visitatori mettendo a loro disposizione delle brochure informative o addirittura del personale che possa rendere giustizia a tale capolavoro. 

La discussione prende il via perché io da parte mia ho capito che la gente fa fatica quando trova qualcosa di non esplicito, non spiegato. Insomma le persone non hanno voglia di "farsi il mazzo" per capire il significato di un'opera d'arte contemporanea. 

Sembra sia troppo faticoso. Non capisco...

Da parte sua tutto l'entourage del contemporaneo, invece di cercare di coinvolgere il più possibile ogni spettatore andandoci incontro, sembra che voglia mantenere lo status di "elitario"... per pochi! Dedicato solo ad un cerchia ristrettissima che si interessa e che, soprattutto, ha la possibilità finanziaria di permettersela. 

Ricordiamoci anche che spesso, chi se lo può permettere acquista opere solo perché fanno lievitare il loro status e non perché piacciono o perché ne hanno compreso i significati più profondi. Questo lo lasciano a chi l'arte la racconta ma non se la può permettere! Ok ci può stare. Anche questo fa parte dei giochi. 

Ma io non sono d'accordo! Uffi!

Forse perché vorrei che più persone si innamorassero di questa "benedetta" arte contemporanea! E' così... così... coinvolgente! Così... affascinante... Anche se non me la posso permettere!!!

E nonostante tutto, io mi ritengo una donna fortunata. E non perché ne posso usufruire, no, ci mancherebbe altro,  magari... L'unico modo per potermela permettere sarebbe vincere una lotteria... e quindi forse dovrei cominciare a comprare qualche biglietto... Ma perché faccio parte di quella ancor piccola schiera di persone che ancora indaga, ricerca, si mette in gioco... rischiando a volte di brancolare in una nebbia fitta ma sapendo anche che prima o poi si alzerà... e resterà solo bellezza!

Ho deciso il prossimo anno farò pure io un albero super tecnologico con schermi luminosi...

Ehmmm... Pensandoci meglio, però forse risulterebbe troppo dispendioso e ingombrante. Quindi? Mi accontenterò e mi godrò per l'ennesima volta la scenetta esilarante di ogni anno!!!


giovedì 10 dicembre 2020

Ettore e Andromaca e l'abbraccio perfetto

 


Abbracci.

Ho sempre adorato abbracciare. L'ho sempre fatto. E sempre lo farò. 

A volte anche quando non era strettamente necessario e avrebbe potuto sembrare inopportuno. Ma secondo me, quasi mai un abbraccio può definirsi inopportuno.

È un gesto talmente pregno di carica emotiva che è impossibile, attraverso di esso, non comunicare nulla e restarne avulsi. 

Chi mi conosce sa benissimo che adoro essere abbracciata e quando lo faccio, lo faccio per bene. Che si senta. 

Si perché attraverso di esso passa energia positiva, una scossa, forza, coraggio. 

A volte in certe situazioni le parole non servono, un abbraccio si, fa miracoli.

Conosco persone che non ne vogliono sapere di abbracciare. Forse perché è un gesto per loro troppo intimo. E va bene così, non siamo tutti uguali. C'è chi la forza, la vicinanza, la dimostra in altro modo. 

Io sono viscerale, voglio e devo farlo. 

Perché mi fa star bene. 

E di conseguenza fa star bene chi abbraccio. Ragionamento che non fa una piega vero? Da maggio, per mesi non ho più abbracciato nessuno. 

Prima almeno abbracciavo la mia pesticciola visto che il lockdown l'ho fatto con lei. Ora, dato che giustamente lei va a scuola ed io ancora soffro di una importante immunodeficienza, non posso più abbracciare nemmeno lei.

L'ultima persona che ho avvolto tra le mie braccia è stato mio padre il giorno della fatidica notizia che ha cambiato per sempre il corso della mia vita.

Una piccola tregua c'è stata a settembre ma poi dovendo stare attenta per la mia salute ho dovuto rinunciarvi ancora. 

Che fatica. 

Si per me e per mia figlia è una fatica immane. 

Ma a Zoe ricordo ogni giorno che lo faccio per lei perché le voglio bene e se stiamo bene entrambe un giorno recupereremo gli abbracci perduti. 

Lo facciamo per Noi. Per poterci un giorno riabbracciare e ridere di gusto.

Ma perché tutta questa pappardella? 

Perché oggi mi sono imbattuta nella storia d'amore di Ettore e Andromaca e più precisamente nelle  diverse opere che ritraggono il loro ultimo abbraccio ripreso da Giorgio De Chirico.


Sentite un po' : 

"L’ultimo incontro tra Ettore  e Andromaca è uno degli episodi più toccanti ed emozionanti dell’Iliade, tutto pervaso di amore, tenerezza, ansia, preoccupazione.

Ettore, il più valoroso eroe troiano, prima di affrontare Achille, vuole salutare la moglie Andromaca e il figlio Astianatte. Il doloroso addio tra i due sposi avviene presso le porte Scee, dove Andromaca, con grande malinconia, ricorda ad Ettore la morte della sua famiglia per colpa del valoroso Achille. Quest’ultimo, infatti, le aveva ucciso il padre ( Eezìone, re di Tebe ) e, in un solo giorno, i sette fratelli; la madre era stata resa schiava e in seguito liberata in cambio di un riscatto, per poi morire di morte naturale. Dopo i terribili lutti, Andromaca era rimasta sola, ovvero con il marito che rappresentava tutto per lei: “Ettore, dunque, per me tu sei padre, tu sei la mia nobile madre, sei fratello, sei il mio sposo fiorente” ( VI, vv. 429-430 ).


Proprio per questo lo implora di lasciare il combattimento per evitare il triste destino che attende lei  e il piccolo Astianatte  se egli morisse. Di fronte alle suppliche della moglie , Ettore è molto dispiaciuto , soffre tantissimo al pensiero che, una volta fatta prigioniera, diventerà schiava del nemico, ma non può sottrarsi al suo dovere di difendere la patria e di sacrificarsi per essa. Consapevole della sua morte, sceglie di continuare a combattere , altrimenti sarebbe un disonore per la patria e per la sua famiglia.

La scena si chiude con un’immagine molto tenera: Ettore tende le braccia verso il figlio che si spaventa per il suo elmo, allora l’eroe , con un gesto di grande umanità, getta a terra l’elmo e prende in braccio il figlio per l’ultima volta. Poi ridà il piccolo alla madre dicendole di andare a casa e di non preoccuparsi per il suo destino."

La cosa che più mi colpisce è la differenza di comportamento dei 2 protagonisti. Ettore è pronto a sacrificare la sua vita abbandonando la famiglia per salvare la patria ed il suo onore. Andromaca invece mette in mostra la sua parte sentimentale e quindi la sua forza ( esprimere i propri sentimenti è coraggioso) dicendo apertamente ciò che prova e che il gesto di Ettore sarà comunque inutile. Non importa se non sarà ascoltata, almeno ha avuto il coraggio e la forza di parlare , costringendo il marito ad ascoltare le sue ragioni. 

Questa donna è un bell'esempio di forza e coraggio. 

Mi piace e la ammiro. Un po' mi ci rivedo. 

Anch'io se devo dire qualcosa o esprimere ciò che provo, lo faccio a costo di attirare qualche critica. Sono me stessa. E va bene così.


lunedì 23 novembre 2020

Pensieri liberi anzi... Pensieri Libri




 A proposito di libri.

Quando ero piccola nessuno mi ha mai letto una favola. Le classifiche favole o libri per bambini a casa mia non andavano di moda. Strano, perché mio padre è sempre stato un grande lettore e di libri per adulti ce ne sono sempre stati a migliaia!

Il primo libro personale di favole che ho avuto in dono sono state le favole di La Fontaine, avevo 8 anni. Poi a casa avevo i "Quindici", chi non li ha avuti, che includevano un libro con la raccolta di storie favole e fiabe. Quello mi ricordo l'ho sfogliato spesso perché mi piacevano le illustrazioni, soprattutto della fiaba di "Rosaspina" ricordo bene i colori sul rosa, lilla viola e blu. Avrò sfogliato questo libro centinaia di volte e finalmente quanto sono stata in grado di leggere mi sono letta la fiaba da sola. Bellissima.

Poi per anni la lettura è andata nel dimenticatoio . C'era lo studio che portava via troppo tempo. E il tempo libero preferivo  occuparlo giocando, ascoltando musica e guardando i miei cartoni preferiti.

Quando alle medie e alle superiori mi davano libri da leggere per poi fare la "famosa e tanto odiata scheda del libro" per me era una fatica immane affrontarli. 

Nel momento in cui non sono più stati obbligatori la passione per la lettura è risbocciata e lì ricordo le estati passate a leggere sotto gli alberi del mio giardino in ogni mio momento libero e le lunghe notti d'inverno passate sotto le coperte con la torcia.

Ho trovato questa mattina una frase fantastica "Entrai nella libreria e aspirai quel profumo di carta e magia che inspiegabilmente a nessuno era ancora venuto in mente di imbottigliare ".

Quando entro in una libreria resto quasi frastornata talmente la mia curiosità è presa in ballo se potessi passerei le ore a sfogliare e ad annusare le pagine dei libri che più mi attirano, vuoi per il titolo, vuoi per la copertina ed i suoi colori, vuoi per quella strana energia attrattiva che solo alcuni volumi possiedono. 

I libri antichi poi... mi fanno letteralmente impazzire. Non so cosa pagherei per vedere una di quelle biblioteche storiche con scaffalature altissime ricoperte di libri.

Quando apro un volume imparo sempre qualcosa di nuovo e immancabilmente mi emoziono.

Adoro i libri, adoro i libri romantici, adoro quelli che ti insegnano a vivere e a crescere, adoro i libri per bambini e ultimamente divoro i libri che parlano di arte.

Quando è nata la mia piccola "pesticciola" mi sono fatta regalare tantissimi libri da poterle leggere e tantissimi li ho comprati io per lei e per me. Le ho letto da quando è nata e lo faccio tutt'ora  perché penso che oltre ad essere utile a lei per crescere sia utile per me per colmare di bellezza la mia anima. Sono una coccola tra madre e figlia unica ed ineguagliabile. 

Ecco oggi mi andava di condividere con voi qualche pensiero così....


mercoledì 18 novembre 2020

Il Van "rubato", Mirò e il Rossetto Dior


 

Ed il sogno continua...

Dopo aver passato la nottata al distretto di polizia cercando di spiegare in un francese strascicato che ci era stato concesso di visitare il museo dal direttore in persona (che in quel momento era irrintracciabile perché aveva il telefono spento, mannaggia a lui!!!) Editor mi ha riaccompagnato al parcheggio del Van per darmi una rinfrescata e... O Santa Polenta!!! Il Van non c'è più! 

Me lo hanno rubato!

Ho il cuore in gola "mi hanno rubato il  Van... me lo hanno rubato..." esclamo con un misto tra terrore e incredulità "Non ci posso credere!" ed inizio a singhiozzare...

Editor guarda bene e poi col suo fare pomposo dice "Certo è che se tu non lo avessi parcheggiato in divieto di sosta magari non te lo avrebbero... sequestrato!" e con superiorità mi indica un cartello con su scritto "divieto di sosta, rimozione forzata!"

"Ma ieri non c'era quel cartello! Ne sono sicura! Cioè... quasi sicura.... va bene forse c'era, ma la stanchezza del viaggio e l'euforia della serata... Ok, ok, hai ragione tu." Non potete immaginare quanto mi costi ammettere che ha ragione. GRRRR Che rabbia!

Passiamo le due ore successive alla ricerca dell'autorimessa che ha in "ostaggio" il mio gioiello e dopo aver sborsato ben 250 euro finalmente lo posso riabbracciare.

Editor quest'oggi vuole portarmi in un posto magnifico: il tempio dell'arte moderna e contemporanea "De la ville de l'amour " le Centre Pompidou.



Arriviamo lì davanti. Resto a bocca aperta! L'edificio che ho sempre visto nel mio libro di francese delle medie e superiori finalmente è qui di fronte a me. Ed è spettacolare. 

Sto scalpitando, non vedo l'ora di entrare ma... prima Mr. Gallery mi fa una predica, come se fossi un'adolescente.

"Mi raccomando questa volta cerca di comportarti come si deve. Non toccare nulla, non inciampare, non fare domande assurde alle hostess delle sale, non inciampare ah l'ho già detto... insomma profilo basso! non facciamoci riconoscere... d'accordo?"

"Ufffi, neanche fossi una criminale..."

"Scaramacai è già abbastanza! E con te non si può mai sapere".

Ecco Editor è sempre esageratamente catastrofico! Neanche avessi combinato chissà che cosa.

"Ok, prometto che sarò un'artblogger modello"

Finite le prediche chilometriche finalmente entriamo. Waw è a dir poco spettacolare. Vedo opere importantissime che ho sempre visto nei libri o online. 

E poi, ad un certo punto, arrivo in una sala dove c'è il famosissimo trittico Bleu I, II, III di Mirò. Resto letteralmente senza fiato! Io non me lo immaginavo così grande. Mi sento immediatamente avvolta, cullata, immersa in questo blu. 


Blue I, II, III è un trittico creato nel 1961. Si tratta di una serie di 3 dipinti a olio astratti dell'artista moderno spagnolo Joan Miró. I dipinti si chiamano Blue I, Blue II, Blue III e sono simili. Sono tutti dipinti di grandi dimensioni di 355 cm x 270 cm ciascuno.


Per Miró questo colore ha avuto un significato speciale. Per lui questo blu infatti era il simbolo di un mondo di sogni cosmici, uno stato di incoscienza in cui la sua mente scorreva chiara e senza alcun tipo di ordine. Questo blu era il colore di una notte surreale ed eterea, una notte che incarnava l'unico luogo in cui i sogni potevano esistere nel loro stato più crudo, non toccati e non censurati dal pensiero cosciente e razionale. 

I dipinti astratti di Miró trasmettevano i suoi sogni e il suo subconscio, e spesso parlava di dipingere liberamente senza averne veramente il controllo; piuttosto, lasciando che i pensieri fluidi e i cambiamenti della sua mente muovano il pennello attraverso la tela, una tecnica chiamata "automatismo psichico". Bleu II esemplifica il suo stile distinto; l'artista utilizza pennellate rade e uniformi su tutta la tela, conferendo all'enorme distesa del dipinto una sensazione ancora più vuota, enfatizzata ancora di più dal distinguibile blu sognante dello sfondo.

Pensate che il primo libro di arte che ho regalato a Zoe è proprio " il giro del cielo" di Joan Mirò e Daniel Pennac e una delle opere di riferimento è proprio questa. "Questo libro ha come protagonisti un padre e una figlia che giocano insieme a inventare una storia guardando dei quadri. 12 celebri quadri di Mirò illustrano un fantastico viaggio di una bambina al di là del cielo. Una storia iniziata dalla figlia e continua ta dal padre, in un dialogo intenso, affettuoso è pieno di confidenze che parla di infanzia, attraverso un immaginario album di famiglia. Un gioco ricco di poesia e di creatività per leggere e amare l'arte."

Esco dalla sala fortemente provata. Le mie emozioni sono state messe in gioco per benino... ora ho bisogno di respirare e, di riassettare un po' il mio aspetto. 


Quindi con nonchalance tiro fuori dalla borsetta il mio rossetto Dior e proprio sul più bello... mentre sto per metterlo sulle mie dolci labbra... mi scivola di mano cadendo rovinosamente per terra. "Noooo il mio rossetto!" Esclamo quasi urlando! 

In quel mentre un uomo un po' di corsa (cosa ci farà mai di corsa da queste parti...) ci scivola sopra  cadendo a terra e sbattendo pure la testa! E con mio orrore urlo per la disgrazia appena avvenuta "Oh no lei ha spiaccicato il mio rossetto  per terra maleducato che non altro" e presa dall'impeto gli do pure una borsettata!!! Editor è allibito... Guardo il mal capitato alquanto intontito che cerca invano di rialzarsi, ma in quel momento arrivano 2 guardie della sicurezza e lo bloccano. 

C'è un momento di tafferuglio. Io e Editor ci guardiamo senza capire. Ora, arrestarlo perchè mi ha rovinato il rossetto, mi sembra eccessivo! Però quel signore viene veramente ammanettato. Poi le guardie si girano verso di me. Oh cavoli ecco, questa volta mi arrestano veramente. E solo per il mio Rossetto! 

Editor mi guarda e dice: "E no è? E ora che succede?". 

Il poliziotto mi guarda dicendo: "Scusi mademoiselle, è suo il rossetto?"

"Ehmm... no, sono innocente... cioè si... si certo è mio ma non ho fatto nulla e... è pure firmato! E' un rossetto Dior, capperi!"

 Editor sta per svenire mentre il gendarme dice: "Mi dispiace molto per... ehmm per il suo rossetto,  ma vorrei farle sapere che grazie al suo "Dior" siamo riusciti ad arrestare uno dei ladri più ricercati degli ultimi tempi!"

 Resto di stucco. Editor compreso.

 Non ci posso credere. "Quindi non sarò arrestata! Dice davvero? Evviva! Sa credevo che.... Ehi? Ma ora, il mio rossetto chi me lo ripaga?"

 "Visto l'atto eroico intrapreso la onoreremo  facendole pervenire una collezione di rossetti direttamente da Maison Dior!! Ovviamente dovrà rilasciare anche qualche intervista, qualche dichiarazione foto ect. ect. Visto che era mesi che cercavamo di acciuffarlo!"

 Editor non crede alle sue orecchie. Per una volta tanto non può sgridarmi! Questa volta il mio comportamento è stato ineccepibile! O quasi...

 Ora che ci ripenso... ma vi rendete conto? Sarò sulle più importanti riviste patinate di Francia e dintorni... Oh cavoli! 


Devo assolutamente fare shopping e prendermi qualcosa di adatto per le foto e poi devo farmi rifare trucco e parrucco e poi... cos'è questo scampanellio? Un altro allarme? Ancora?!?

No... purtroppo è la sveglia!...

 

 

sabato 14 novembre 2020

Il "Puppy" ha messo la mascherina... io devo mettere la museruola...

 



Entro in una sala d'attesa asettica, lugubre, di medicina nucleare, già il nome dice tutto. 

Alle pareti aleggia il contorno grigiastro di quadri che un tempo erano appesi proprio lì. Oggi mi aspetta un esame molto importante. Il destino, il fato, la sorte, chiamatela come volete, in questa sala si divertirà moltissimo a giocare con la mia vita e quella di chi è qui con me. 

Si, perchè con me ad aspettare la sorte, oggi  ci sono altre 3 signore. Forse non tutte hanno un grattacapo come il mio, ma dalla sofferenza e dalla paura che leggo nei loro occhi sono qui per scoprire qualcosa.

Qualcosa che potrebbe cambiare la loro vita, proprio come è successo a me... per sempre.

Saluto con un buongiorno incerto, tremolante e di risposta ho saluti sommessi. Mi siedo mantenendo le adeguate distanze e mi metto in attesa. Osservo dapprima le donne che sono lì, poi per non essere invadente ritraggo il mio sguardo e comincio a concentrarmi su di me. 

Ho una fottutissima paura.

Sono terrorizzata da ciò che mi aspetta. 

Decido di fare la mia "visualizzazione", quella su cui mi sono allenata in questi giorni. E' una sorta di meditazione..." visualizza ciò che ti fa stare bene e ne trarrai beneficio..." Deve funzionare perché mi porta in un luogo a me sacro, sicuro, soffice e coccoloso al punto giusto. Mi sento protetta.

Ad un certo punto entra un'altra donna accompagnata dal figlio, quasi sicuramente trentenne. Mi chiedo perché lui sia qui, visto che gli accompagnatori sono obbligati, in questi giorni di Covid, a restare fuori. Poi capisco che lei non parla la nostra lingua e lui sarà il suo tramite.

Osservo la coppia e osservo lui. Si lui, perché sta indossando la sua mascherina a metà. Il naso è completamente scoperto e mentre è lì che smanetta col telefono ... starnutisce pure.

Ok, ho aspettato anche troppo. Attiro la sua attenzione. Gentilmente e con calma, ma ferma, chiedo se può mettersi bene la mascherina. Mi guarda stralunato e dicendomi qualcosa in un dialetto a me incomprensibile se la ficca sopra il naso quasi scocciato, guardandomi anche male... Io lo ringrazio.

La donna che ho difronte mi guarda. Ci guardiamo dritte negli occhi, per qualche secondo e vedo una scintilla di approvazione.

Ora, fino ad oggi non mi sono mai sbilanciata, ma gli avvenimenti di questi giorni mi hanno fatto riflettere molto. 

In questo periodo purtroppo, vista la mia condizione ho limitato al massimo i miei spostamenti, le mie uscite. Si, si come tutti del resto. Ma chi si trova nella mia situazione lo fa con più attenzione, perché sa benissimo che sta scherzando con il fuoco.

Mi capita raramente di uscire a prendere una boccata d'aria facendo qualche passeggiata nei bellissimi sentieri che si snodano proprio qui, dove vivo io, offrendomi la possibilità di evitare il paese e la massa di gente che, nonostante le raccomandazioni e le restrizioni, non rinuncia a radunarsi.

Nonostante il mio intento di evitare tutto e tutti, incontro comunque sempre un sacco di persone che hanno avuto la mia stessa idea, e non li biasimo. Chi non vorrebbe prendere una boccata d'aria con delle giornate di sole così splendide, quando tra un po' ci chiuderanno obbligatoriamente tutti in casa?

Quando poi, queste persone sono coscienziose e rispettose del prossimo indossando a dovere la mascherina, hanno tutte la mia ammirazione nonché approvazione. Perché si stanno impegnando e sforzando, come me a combattere la diffusione di questo dannatissimo virus.

Ci sono purtroppo però, sempre le eccezioni.

I più rispettosi nell'usare nel modo giusto la mascherina sono sicuramente i bambini. Zoe ad esempio, e le sue amiche, hanno un atteggiamento ineccepibile. E lo fanno sì, con fatica e a volte lamentandosi, ma mai abbassano la guardia. Tanto di cappello.

Se invece guardiamo agli adulti, ecco qui si crea una crepa... Un gap. Fortunatamente la maggior parte collabora nel modo giusto. Si, collabora, perché il venir fuori da questa pandemia implica inesorabilmente il collaborare.

Ma che mi dite di chi cammina in mezzo alla gente con la mascherina abbassata infischiandosene perché è all'aria aperta e quindi convinto che, se mai dovesse essere asintomatico, non attaccherà mai nessuno?

Nel corso della mia passeggiata di sabato pomeriggio, ho incontrato tre persone più o meno della mia età. Gente, a guardarla  bene, composta, a modo... ma irrispettosa nei miei confronti. Si perché oltre a non indossare la protezione, al mio "Scusi, potrebbe mettersi la mascherina per favore?", ha tirato dritto senza rispondermi e senza fare nulla.

Ora mi rivolgo a chi come queste signore, si ahimé erano donne, se ne frega degli altri. 

Io e quelli come me per colpa vostra rischiamo la pelle ogni giorno. Se voi vi trovaste nella mia condizione, e non ve lo auguro, la pensereste come me. Se dovessi contrarre il virus ho meno possibilità di salvarmi di voi. 

Se un giorno vi trovaste in uno di quei letti d'ospedale pensate che chi vi sta aiutando a salvarvi la vita, rischiando la sua, indossa quella cavolo di mascherina per tantissime ore al giorno e lo fa per voi, per salvarvi e senza tanto lamentarsi perché cercare di salvare una vita umana ha un valore impagabile. E voi ? Ve ne siete fregati. Ve ne state sbattendo. Vergognatevi!


Ora giusto per alleggerire la situazione, voglio raccontarvi di come un'opera d'arte, per me stupenda, di Jeff Koons stia contribuendo a modo suo, a sensibilizzare la popolazione mondiale all'uso corretto della mascherina.

Nell’era della pandemia, il compito di veicolare messaggi, può essere affidato anche alle opere pop della nostra contemporaneità. 

È il caso di Puppy, l’enorme scultura realizzata dall’artista americano Jeff Koons (vi ricordate? Ho parlato anche di lui... se vuoi rinfrescarti la memoria, clicca QUI) che dal 1997 troneggia davanti al Guggenheim di Bilbao. L’opera alta 12,4 metri, che raffigura un cagnolino di razza West Highland Terrier, sfoggia ora una nuovissima mascherina realizzata con dei fiori come segno di buon auspicio, ma anche per ricordare alla collettività l’importanza dei piccoli e quotidiani gesti di prevenzione – come proteggere naso e bocca fuori dalle mura di casa – nella lotta contro la pandemia mondiale di Covid-19.

Pensate che l'idea di mettere la mascherina a Puppy è stata di un abitante di Bilbao che ha scritto all'artista proponendo la sua idea!

Il nuovo accessorio è stato “disegnato” su Puppy in occasione del consueto cambio di fiori che avviene ogni primavera (dove viene adornato da begonie, balsamine, calendule e petunie di colore diverso) e ogni autunno, quando il suo manto si ricopre di fiori adatti a resistere alla stagione più fredda. La “mascherina” si farà più visibile nelle prossime settimane, quando i fiori da poco inseriti inizieranno a sbocciare.


 

Ecco, questo è quanto.

 Mi auguro che questo post possa contribuire a sensibilizzare la gente sulla grande responsabilità che ha nei confronti di sé stessi e degli altri.

https://video.virgilio.it/guarda-video/al-guggenheim-di-bilbao-il-puppy-di-jeff-koons-ha-la-mascherina_bc6206408250001 


venerdì 13 novembre 2020

Joe Biden, Kamala Harris e la Black Art



Giovedì 12 novembre 2020

Ci sono notizie che a volte fanno bene al cuore e ti fanno capire che questo mondo è ancora una volta il luogo più spettacolare e meraviglioso dell'universo!

Non solo per la natura che lo contraddistingue da altri pianeti, ma per le persone che lo popolano. 

E forse sarò noiosa o forse no, ma quando c'è qualcosa di bello, quasi sicuramente c'è lo zampino dell'arte.

In questi giorni con tutto quello che sta accadendo, siamo forse più propensi a notare le cose negative, quelle che guardandole sempre di più ci disturbano e ci rendono intolleranti difronte a tutto e a tutti. 

Ma ogni tanto una ventata di aria fresca arriva. 

Ora, in questi giorni volenti o nolenti, abbiamo assistito tutti alle elezioni che hanno portato all'insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti, e qui non voglio addentrarmi sui vostri gusti personali, ognuno è libero di credere in ciò che vuole. Ciò  che mi ha colpito riguarda proprio il finale di questa sfida.

Il nuovo Presidente, Joe Biden e la nuova Vice Presidente Kamala Harris, per ringraziare e presentare la nuova amministrazione all'intero Paese, hanno deciso di creare un video rifacendosi ad una performance artistica messa in atto sempre negli Usa nei lontani anni '80.

Io l'ho trovata un'idea stupendamente fantastica! E diversa! Ed il fatto che sia stata presa in causa l'arte contemporanea, mi ha letteralmente spiazzato, ne sono strafelice perché mi piace e mi fa sognare.

Nel video si vedono tanti spaccati della società americana: operai, contadini, lavoratori delle città, sportivi, atleti, artisti, bambini, studenti, famiglie; che da ogni angolo del paese, dalle città alle vaste praterie, dalle foreste alle lunghe spiagge sull’Oceano, portano con sé alcune cornici vuote e dorate. E le usano per creare tanti diversi autoritratti semplicemente mettendosele davanti al volto. Il tutto mentre in sottofondo scorrono le note di America the beautiful di Ray Charles.

L'idea delle cornici è strepitosa e non nascondo che mi piacerebbe aver fatto parte di questo tipo di performance. 

Dovete sapere che un mese fa sono andata alla ricerca di vecchie cornici dismesse nei mercatini dell'antiquariato e oltre a divertirmi un sacco, soprattutto nel contrattare i prezzi, me ne sono tornata a casa strasoddisfatta per essere riuscita a trovare ciò che volevo, ma a sorpresa, perché non avevo la più pallida idea di ciò che avrei trovato. È stata un'esperienza che mi ha aperto la mente ed il cuore, mi sono sentita libera, libera di sperimentare, di provare emozioni a me ancora sconosciute. 

Ora guardo con occhi diversi i mercatini dell'antiquariato perché so che lì si posso trovare un sacco di tesori nascosti. Pure la mia pesticciola si è lasciata andare... insieme al nostro portafoglio! 

Infatti oltre alle cornici abbiamo trovato una campanella col manico, di quelle usate in chiesa, avete presente? che a detta di Zoe, utilizzerà per una MIA sveglia mattutina a sorpresa!! Una chiave antica bellissima e una spada per gli spettacoli teatrali che la piccola pesticciola organizza con le amiche del cuore!

 Ma ritorniamo al video.

 https://www.youtube.com/watch?v=xJc_SRsbGS0&feature=emb_logo

 

Si tratta di un’idea che ha un preciso riferimento nell’arte contemporanea e si ispira direttamente a un’opera degli anni Ottanta: era infatti il 1983 quando l’artista statunitense di origini giamaicane Lorraine O’ Grady (Boston, 1934), uno dei nomi fondamentali della Black Art e dell’arte femminista, portava la stessa cornice dorata alla African-American Day Parade di Harlem, a New York, per fare dei partecipanti tante opere d’arte al fine di trasmettere il senso di comunità degli afroamericani. Una performance dal titolo Art is... poi ripetuta in altre occasioni fino al 2009.

https://www.youtube.com/watch?v=JRp1hZurnl4&feature=emb_logo 


 

 L’idea di Biden e Harris quindi è quella di creare una sorta di gallerie di tutte le facce degli Stati Uniti d’America per dare l’idea di un’amministrazione che costruirà un paese inclusivo e che vede nelle differenze un valore, e per comunicare un messaggio di unità a una nazione da ricomporre. 

Pensate che questo video "post-elezioni" anche se insolito è stato visto sui social più di 40 milioni di volte. Ed è interessante che lo staff che cura la comunicazione di Joe Biden abbia voluto veicolare questi contenuti ispirandosi in maniera esplicita a un’importante opera d’arte di un’artista contemporanea, per di più associata alla Black Art.

Insomma quando l'arte tocca "qualcosa", quel qualcosa non può che trasformarsi in "qualcosa" di interessante, coinvolgente e curioso. Oramai ne sono più che convinta. Non ci credete? Provate a guardare il video e ditemi cosa ne pensate.

Ecco, ora mi è venuta una bella idea... Pure io mi farò una bella foto con la cornice! E mi piacerebbe pure vedere le vostre foto... Cavoli ecco, il mio cervello sta frullando idee a dismisura... attenzione!!! Io vi ho avvisato!

martedì 10 novembre 2020

Atelier sul Mare... il sogno continua...

 

Domenica 8 novembre 2020

Questo post è il proseguimento di quello di ieri... se non lo hai letto... clicca QUI

Apro gli occhi. 

Per un momento non ricordo più dove sono. Si, ammetto, ieri sera devo aver bevuto qualche "tazza" di vino rosso più del necessario. 

Dovete sapere che non reggo nulla e quindi dopo solo 2 bicchieri il mio sorriso inebetito si stampa sul viso e... una valanga di cavolate escono "naturalmente" dalla mia bocca. Spero di non averne dette troppe! Però, l'allegria ha regnato sovrana!!!

Respiro a fondo e guardandomi attorno, mi accorgo di essermi addormentata ancora vestita. Si, mi sa tanto che ho esagerato!

Apro il portellone. Il mio viso viene sferzato da un vento fresco, più che fresco... decisamente gelido... Cavoli! E' vero, sono in Sicilia ma... è novembre pure qui! 

Il "Grande Cretto" di Burri è lì davanti a me. Risplende di tutta la sua magnificenza... e pensare che qui prima c'era un paese. Questo mi mette tristezza ma...

Sono felice! Penso a quanto sono fortunata poter ammirare da sola un tale spettacolo.

Accendo un po' di musica... questa mattina la play list che ho scelto è un mix di musica soul... Aspetto che il mega caffè bollente, che mi sono preparata faccia il suo effetto rimettendo in moto i miei sensi e i miei neuroni.

La serata passata con Editor è stata sfavillante. Si, perché dovete sapere che quando "l'uomo orso tutto d'un pezzo" mangia carne alla griglia e beve un buon vinello, diventa di compagnia e avviene una metamorfosi: dall' incarnazione dello Yeti delle caverne preistoriche alla persona più piacevole e dolce dell'universo. Peccato che sia solo in rare occasioni e per poche ore... anzi istanti!

Non ricordo quando è partito ero troppo "Allegra" e stanca dalla giornata intensa piena di mille sorprese. Ricordo solo che ci siamo dati appuntamento all'Art Hotel di Fiumara. 

Cavoli guardo l'ora sono le 9. Meglio che mi sbrighi a lavarmi, cambiarmi e ad organizzare il mio trucco e parrucco! Decido che oggi sarò un po' country e sfoggerò il mio vestito nuovo... quello della foto sopra... Che bello! Finalmente oggi lo indosserò!

Ok, imposto il navigatore e via si parte! Non vedo l'ora di arrivare a destinazione! La strada è lunga e quindi, durante il viaggio, mi fermo a fare qualche sosta... soprattutto mangereccia. Come rinunciare alla "vera" Cassata siciliana, ad un Cannolo... e se non ci fosse questo freschetto assaggerei pure la classica Granita ma vi rinuncio e mi accontento... Arrivo finalmente a Castel di Tusa. Mamma mia, che posto!

Editor deve ancora arrivare. Decido quindi di fare un giretto da sola! 

Entro per parcheggiare il Van e un signore in livrea mi accoglie dicendomi: "Buongiorno Madame se vuole lasciarmi le chiavi del suo... catorcio ehmm, scusi. Del suo... furgoncino... sarei grato di parcheggiarlo al posto giusto."

Credo di non aver sentito bene... Ha definito il mio magnifico Van, un catorcio? Grrrr... Dentro di me mi sento esplodere ma, riflettendo bene e guardando le auto attorno, tutte "Super Car" extra lusso, decido di non controbattere ed essere superiore... ma quando consegno le chiavi dico: "Mi raccomando, faccia attenzione... non ha prezzo!" Tiè!

Entro nella hall e devo dire che qui tutto ha il suo fascino. Mi reco alla reception e avviso che sono arrivata. Si sono io, la famosissima artblogger di "Quattro passi nell'arte in punta di pantofole". 

La receptionist guardandomi perplessa dice: "Scusi? Ho capito bene? Lei scrive per quattro salti nell'arte in padella?"

Piratessa respira... respira... e... sorridi... sii superiore...

"A dire il vero... Quattro passi nell'arte... ma immagino che con l'arte..."

"Si, si ok, Quattro passi o quattro salti siamo lì... Attenda che controllo. Aveva un appuntamento? Una prenotazione?"

Sto per saltare aldilà del bancone quando in quel momento entra Editor e tutti...: "Oh, ben ritrovato Signor Roberto. Che immenso piacere... Tutto bene? Siamo felicissimi di questa sua visita inaspettata..."

Ok, io vengo archiviata. Nessuno mi calcola più! Uffi!!!

Editor, dopo essersi preso tutte le possibili "ruffianataggini" da tutto lo staff, lui qui evidentemente è di casa,  mi presenta e tutti restano di stucco e non poco imbarazzati, per non avermi dato importanza prima e... ora si prodigano per rimediare: "Ah ma allora lei è una collega... e scrive per una famosissima testata giornalistica... come diceva? Ah si, quattro salti in padella... Ehmm no, mi scusi lo dica lei che è meglio..." Ok, prima di andare via questa la strozzo!

Editor, sotto i baffi che non ha, sta ridendo come un matto e a questo punto, faccio la superiore, rassegnata gli strizzo l'occhio e sorvolo con il sorriso sull'incidente diplomatico!.

Grazie però a Mr. Gallery, avrò la possibilità di visitare le camere presenti in questa super struttura. Non vedo l'ora di cominciare! Ognuna è un'opera d'arte!

Mr. Gallery si mette in modalità "Cicerone" e parte alla grande con il suo pippone! 

"Devi sapere che questo Hotel è stato fortemente voluto dal famoso mecenate Antonio Presti, originario del posto, che ha dedicato la sua vita alla valorizzazione del territorio, della cultura e della bellezza. Dopo varie battaglie ha realizzato il più grande museo d'arte contemporanea a cielo aperto d'Europa " Antonio Presti ha poi deciso di costruire questo Hotel che ha ben 20 camere realizzate da famosi artisti internazionali. 

Ogni stanza è unica e permette agli ospiti di passare una notte in una sorta di museo e di addormentarsi proprio dentro un'opera d'arte!

"Wow, ma è una figata pazzesca... Ehmm... volevo dire è una notizia pazzesca!!!" Editor mi fulmina. Ok, ho capito devo entrare in modalità "ArtBlogger" e tirar fuori classe e contegno!!

Comunque, la realizzazione di 20 delle 40 camere dell’Atelier sul Mare è stata affidata ad artisti internazionali, col risultato di capolavori unici.

Entrare e sostare in questi spazi "emozionali" significa vivere una nuova dimensione dello spirito, godendo di quella gioia dell’esistere che solo la creatività dell’arte può donare.

Antonio Presti, già ideatore della Fiumara d’Arte (il parco di sculture all’aperto più grande d’Europa) è l’artefice di questa realtà unica dove paesaggio, cultura e arte si fondono per mostrare e far vivere ai visitatori di questa terra magnifica un’emozione indimenticabile: l’arte deve essere vissuta come un sogno.

Antonio Presti, con una visione “alta ed altra”, ha così stravolto la funzione di camera d’albergo per consegnarla alla sua utopia: “È solo entrando e abitando la camera che l’opera sarà pienamente realizzata; la presenza, l’uso della stanza, saranno parte integrante e fondamentale di essa”.

L’Art Hotel Atelier sul Mare si propone come un esclusivo centro internazionale, un grande contenitore d’arte contemporanea, un museo vivo, dove l’ospite-visitatore non ha più un rapporto con l’arte contemplativo o estraneo, ma può vivere l’opera stessa in un puro stato emozionale.

Entrare in queste camere mi lascia letteralmente a bocca aperta è incredibile veramente sensazionale. 

La stanza che mi piace di più è la "Stanza della pittura" realizzata da Piero Dorazio! Vi rendete conto? Tempo fa, ho scritto anche di lui da quanto mi piace! (Se sei curioso, clicca QUI).


"La Stanza della pittura,  è concepita come una superficie dipinta ad affresco, per cui l’ospite immagina di entrare dentro un quadro astratto. Le pareti perdono la loro connotazione strutturale per divenire linee e colori: l’azzurro, il verde, il bianco, il rosa, tinte vivaci ma leggere, che connotano l’ambiente rendendolo carico di energia vitale."

Ed io? Mi tufferei di getto su quel gran letto bianco che troneggia al centro della stanza e passerei la notte a dipingere i miei sogni e le mie emozioni...

Entro poi in una stanza stranissima. Ecco qui non so se ci dormirei ma è comunque talmente particolare che è impossibile non rimanerne affascinati. Si chiama "Terra e fuoco" e vi si trova un letto sospeso e una sedia stranissima. C'è  alle pareti un'esplosione di frammenti di terracotta firmata da Luigi Mainolfi. 


"La sedia e il letto in sospensione costituiscono il nucleo dell’opera, oltre ad essere elementi funzionali e punti di vista privilegiati. La sedia-scultura in ferro, con la sua linea essenziale, che diviene torsione, è il mezzo attraverso il quale l’ospite libera la sua energia e il suo pensiero e diventa essere nello spazio e nel vuoto. Il suo aspetto di trama metallica si fonde con le linee spezzate della terracotta alle pareti formando un reticolo, un percorso labirintico che evoca i passaggi, le soste e le brusche accelerazioni dell’esistenza. Il grande letto in sospensione fluttua leggero nello spazio senza apparenti appigli con le pareti, che appaiono come un mosaico di brani di materia la cui tonalità varia con il trascorrere delle ore del giorno."

Il consiglio sarebbe di passare "Una notte per liberarti da te stesso e trovare in quel vuoto la pienezza dell’essere". Ok per me è troppo!

Più passo in rassegna le stanze e più mi rendo conto a quale immensa opera d'arte, ha dato origine questo grande mecenate. 

Se fossi io una mecenate? Beh, credo che farei la stessa cosa a casa mia nella mia "Super mega villa". Certo se fossi una mecenate, se avessi una villa e se... vabbeh, sapete benissimo!


I nomi delle stanze sono curiosi anche perché non sempre ti aiutano a capire in anticipo cosa troverai oltre l'uscio e questo è fantastico perché mi permette di farmi i miei mille film mentali e poi restare di stucco quando mi accorgo che non c'entrano nulla.


Scatto foto qua e là mentre Editor continua imperterrito a parlare. Oh Santa polenta! Ma come fa a sapere tutte queste cose? Cos' ha al posto del cervello... l'enciclopedia Treccani? A volte mi sorge questo dubbio... Magari è un alieno! 

Io so solo che nel mio cervello c'è ancora tanto spazio da riempire che a volte sembra quasi che ci sia l'eco...!!! Fortuna che il lavoro certosino di Editor, insieme alla mia passione lo stanno colmando.

Alla fine del giro "turistico" di tutte le stanze ci ritroviamo sulla terrazza vista mare dell'Hotel a bere un aperitivo offerto gentilmente dalla casa. Intanto do un'occhiata al parcheggio e non vedo il mio Van... Oh caspita! E si che mi ero raccomandata!!!

In quel momento Editor se ne esce dicendo: "Ma scusa, come mai hai parcheggiato il tuo Van fuori dall'Hotel, vicino ai cassonetti?"

A momenti mi strozzo con l'oliva del mio cocktail: "Cosa?!?

Possibile che mi abbiano fatto proprio questo?...

Drinn... Drinnn... Drinnnn... Ops, la sveglia! Mi ero addormentata di nuovo... ma che bel sogno... che posto... e il mio super Van? Com'è? Fantastico... A proposito... se dovessi incontrate quella "strozza galline - culo secco" della receptionist... la strozzerei qui seduta stante!

E voi? passereste un fine settimana in questo posto da favola? Io si, immediatamente... 

Ora spero che i prossimi sogni siano all'altezza di questi... Se non dovessi andare a prendere Zoe, già mi riaddomenterei...

N.B. se vi siete persi i post con le altre esilaranti avventure in Van cliccate QUI!