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mercoledì 19 agosto 2020

Da OFFICINA MONDELLO, "orecchino Picasso" solo per me!

mercoledì 19 agosto

 

Anche oggi sono strafelice!

Perché? 

Un attimo di pazienza ora vi spiego... Ma quanta fretta... Beh effettivamente avete ragione. Sarei curiosa pure io!

Vi ricordate la mia amica Francesca, quella bravissima a fare gli orecchini? Quella di OFFICINA MONDELLO (Vedi post VALERIA VS PEGGY...). 

Beh, devo averla talmente stressata ehm... no, forse meglio dire "coinvolta" con tutte le mie filippiche e post di arte, che indovinate un po'? Mi ha fatto una bellissima sorpresa! Ora vi racconto...

Qualche giorno fa guardando fb, mi è uscita la sua pagina e ovviamente ho notato un paio di orecchini che mi hanno fatto letteralmente impazzire... Erano miei! O meglio, dovevano essere miei! E anche al più presto...! (astinenza da shopping compulsivo? Nooo, giusto un pochino...)

Quindi telefono alla mano ho cercato di contattarla immediatamente per non farmeli scappare perché nella mia mente erano già abbinati ad un fantastico vestitino!

Quando mi ha dato conferma che il bottino era mio il cuore ha esultato! 

Ora essendo lei anche la mia vicina di casa, ed essendo lei ad occuparsi di Stella la mia adorata gattina nei miei periodi di assenza forzata, ci siamo accordate che me li avrebbe fatti trovare sul mobile dell'entrata di casa mia l'indomani mattina. 

Ma quando sono arrivata non c'erano solo un paio di orecchini ma, vi era pure un mono orecchino (si dice così? Bah...) raffigurante il viso di una donna di Picasso!!! Ma vi rendete conto? Ha fatto appositamente per me un orecchino "picassiano"...si può dire vero? Editor respira, non stramazzare per terra ti prego...

Ed è un pezzo unico... e soprattutto è mio!!!!


È favoloso, fantastico e ora lo indosserò per voi... si proprio per voi! Qualcosa in contrario? Lo volete pure voi?... eh no mi spiace è un pezzo unico!!! Editor tranquillo se vuoi posso prestartelo ahahahah!!!

P.S. E voi che mono orecchino vorreste?


giovedì 13 agosto 2020

Il potere della Fotografia... McCurry. Genio assoluto!

13 agosto 2020
 
Sono ancora in "Hotel 5 Stelle", come dice "qualcuno" e la voglia di partire e andare in giro per mostre e musei sale sempre di più...
E presto ci andrò... lo so!
 
Nel frattempo, "spulciando" nei miei appunti, leggete un po' cosa ho trovato... 
 
La mostra di McCURRY al Mudec di qualche tempo fa...
CASPITA! ma  è già passato così tanto tempo?
 
Ok, confesso che ritrovare certi "reperti" non fa altro che aumentare la voglia e la nostalgia ma sono o non sono una "piratessa"? Presto tornerò a navigar... ehmm, a varcare la soglia di qualche bella mostra e allora...

 

marzo 2019


8.30 di una domenica mattina di marzo.
Sono seduta sul freccia rossa che tra pochi minuti partirà dalla stazione di Verona per portarci a Milano... Portarci chi? Chi, vi chiederete... io e la mia cara amica Erica!


Avete presente quelle amicizie che nascono sui banchi di scuola e nonostante i cambiamenti e le prove difficili che la vita ci impone, resistono?

Quei legami che, anche se ci si sente 1/2 volte al mese, resistono e sono presenti e fondamentali nei momenti bui della vita?
Ecco questa Amicizia esiste!
Pensate che la mia piccola donna (mia figlia Zoe) mi dice sempre: "mamma riuscirò a trovare un giorno pure io un'amica così?". Me lo auguro con tutto il cuore...
Ma torniamo a noi. Arrivate a Milano decidiamo di farci prima un giretto in centro, in Duomo e magari un po' di shopping, visto che la visita l'abbiamo prenotata alle 12 50....
Vi state forse chiedendo cosa mai vedremo oggi? Eccovi accontentati: vedremo la mostra di Steve McCurry ANIMALS al Mudec...
Steve McCurry è un fotografo che ha fatto del viaggio il suo set ideale. Perennemente in movimento, da una parte all'altra del globo, fotografando scenari di guerra o in mezzo alla natura, riportandoci realtà estreme a noi sconosciute. E' guidato da una curiosità innata e dal senso di meraviglia. Interessato del mondo e di tutti coloro che lo abitano. Con una straordinaria capacità di attraversare i confini della lingua e della cultura per catturare storie di esperienza umana.
Quando arriviamo al Mudec siamo contente. Ci accingiamo a visitare la mostra di uno dei più importanti fotografi viventi, che vuole proporre agli spettatori l'animale in relazione all'uomo.
E siamo felici. Felici di avere trovato il tempo da dedicare alla nostra amicizia e alla nostra passione.
Felici di intraprendere questo viaggio.

Entriamo in mostra. Curiose e piene di aspettative.
Sin dalle prime foto resto a bocca aperta, mi chiedo come si possa essere così bravi. Ogni scatto arriva a colpire dritto al cuore. McCurry è un vero e proprio artista.
Quando ti trovi difronte ad una qualsiasi delle sue immagini ti sembra di essere dentro lo scatto stesso. Quello che provi è quasi reale ti sembra di toccare, di sentire. Puoi piangere, puoi sorridere, puoi rimanere senza fiato... Ecco, con le sue foto puoi vivere avventure/emozioni vere, pure.


La foto che più mi rapisce è Al Ahmadi, Kuwait 1991. Quella dei cammelli su uno sfondo infuocato... i colori, la densità del fumo, tutto sembra esserti così vicino quasi da sentirne i rumori, percepire i profumi della distruzione. Una scena più vicina alla non realtà eppure così drammaticamente vera. Tanto da far scaturire in me una sensazione di incredulità, mista ad angoscia pensando a cosa l'uomo è capace di fare.
McCurry aveva dedicato l'intero servizio all'impatto della guerra del Golfo sull'ambiente, e questa foto divenne icona assoluta.
Un monito sui rischi che l'uomo arreca al futuro del pianeta. Più che a se stesso.

Usciamo dalla mostra spossate. La miriade di emozioni a cui siamo state sottoposte, ci hanno lasciato il segno. Ma ne è valsa assolutamente la pena!


Ci guardiamo e nello stesso istante diciamo "meravigliosa"
...e cominciamo a ridere felici di aver intrapreso questa avventura o lo facciamo per esorcizzare un momento di così alta emotività?

P.S. Se andate a vedere un mostra fotografica di McCurry, preparatevi mentalmente perché sarete risucchiati dal set fotografico!






venerdì 20 marzo 2020

"PICASSO, UNA VITA" da vedere!!!



12 marzo 2020

Che dire ragazzi, dopo aver scoperto che su Rai Play (vedi a questo proposito il mio post di qualche giorno fa, cliccando qui) posso fare grandi abbuffate di arte, mi sono messa subito a tavola... ehm al pc!

È  da tempo che voglio scrivere qualcosa su "il Genio indiscusso del 900".
Certo che scrivere su di lui non è una passeggiata...
Già da alcune sue affermazioni, come ad esempio: "Le mie opere sono ricordi che scrivo per me stesso", si capisce che sarà un viaggio, il mio, molto complesso.
Riuscire a decifrarlo non sarà semplice!

Sommiamo poi il fatto che non sono una storica dell'arte ma semplicemente un'autodidatta, appassionata e curiosa, vediamo cosa ne viene fuori!

Avete indovinato di chi sto parlando? Ma certo, si lui, proprio lui: Pablo Picasso!

 
Ho deciso di guardare Picasso, una vita, lo speciale in due puntate a lui dedicato.
Silenzio... atmosfera... concentrazione. Si inizia...


Scorrono i primi fotogrammi e immediatamente il ricordo va all'ottobre 2018, quando in compagnia della mia amica Erica sono andata a Milano a vedere la mostra Metamorfosi a Palazzo Reale. La mia prima mostra importante!
Non che le altre non lo siano state, ma qui il soggetto si è distinto parecchio!


Ma torniamo al mio amico Pablo.
Nato in Spagna nel 1881 comincia a disegnare prima ancora di parlare e la prima parola che dirà sarà "lapis" e già qui, la dice lunga...

Il padre, vedendo il suo talento artistico lo sprona e lo porta al museo Prado di Madrid dove resterà scioccato da Goya e Velazquez.
Si iscrive alla scuola d'arte di Liota a Barcellona dove perfeziona la sua tecnica.

Lì decide di firmare le opere con il cognome della madre: PICASSO!

E fin qui tutto più o meno nella norma.

Certo sarà poi, quando conoscerà i piaceri della vita e della carne (donne e oppio!), che i suoi stili cambieranno.

È un uomo che ha legato la sua arte ai suoi amori e anche al contesto storico e politico della propria contemporaneità.
Riusciva ad innamorarsi di una donna semplicemente vedendola per strada. E poi col suo sguardo ammaliante, la faceva capitolare...

Pensate che ho scoperto che ogni volta che cambiava donna, cambiava tutto: stile, casa,  amici. Incredibile anche perché di donne ne ha avute parecchie!

Proseguendo nella visione del film documentario (qui i popcorn sarebbero semplicemente ridicoli, per sostenere il carico emozionale, ci vuole qualcosa di più: una bella stecca di fondente con nocciole intere...) scopro che nella sua lunghissima carriera, è mancato nel 1973, ha avuto diversi periodi: quello Rosa, quello Blu e poi il Cubismo... e ancora i cicli dedicati alla corrida, agli autoritratti, al minotauro per non parlare della sua produzione incisoria! Ma certamente è proprio il Cubismo a renderlo "genio universale".

Quella che si può definire la sua opera "apripista" di questo periodo è la tela "Les Demoiselles d'Avignone".
La scena rappresentata in quest'opera, sono alcune prostitute di un bordello, con sembianze quasi primitive. Pensate che per realizzarla ci ha messo 9 mesi con più 800 studi preparatori.
Ovviamente è una tela che fa scalpore, che provoca reazioni contrastanti e critiche feroci ma lui, va avanti!.

Ha la fortuna di avere per amici scrittori del calibro di Apollinaire e Cocteau, che lo sostengono!
Più avanti è contro la guerra e il regime nazista. E lo manifesta in molte sue opere.
All'esposizione internazionale di Parigi presenta "Guernica". Manifesto politico contro le ingiustizie del nazionalismo di Franco e di tutti i regimi totalitari. Esprime il suo disprezzo per la casta militare che fa "sprofondare la Spagna in un oceano di dolore e tristezza".



Pensate che quest'opera arriverà al MoMA di New York e ci resterà per 40 anni e oggi si trova al Centro d'Arte Reina Sofía di Madrid. Infatti Picasso, da ordine al suo avvocato di farla rientrare in spagna (nel caso lui fosse già morto) solo quando il regime di Franco sarà caduto.

Continua a dipingere anche in periodo di guerra.
Ha 4 figli, che nonostante abbiano madri diverse si incontrano e si affezionano tra loro.
Riesce a formare una specie di famiglia "allargata" anche se le varie compagne non sono proprio felici...
Picasso, nella sua vita, oltre ad essere pittore ed incisore è anche scultore, lavora la ceramica e assembla materiali di recupero diversi per realizzare le proprie opere. Alcune monumentali! Inoltre si confronta anche con la scenografia, la costumeria e la scrittura.
Una curiosità: quando aveva un blocco creativo si rivolgeva alla scultura.

Dipinge incessantemente fino alla sua morte. Lui stesso afferma:"la pittura è più forte di me mi fa fare ciò che vuole".
Alla sua morte si scoprono nelle varie ville e castelli di sua proprietà, una miriade di lavori a tutti sconosciuti.
Nonostante ciò, il valore delle sue opere non si svaluta... anzi!

 L'eredità sarà divisa dai figli ed il 20 per cento andrà allo stato Francese in opere che potrà così finalmente aprire un museo a suo nome: il Musée National Picasso Paris.

I suoi dipinti, le sue sculture sono, come sostiene lui stesso: "un giornale intimo, bisogna girare lentamente le pagine per comprenderne il mistero... siamo ciò che conserviamo" e lui ha conservato tutto, ma veramente tutto nelle sue dimore!

Alla fine del film sono sopraffatta dalla miriade di informazioni ricevute.
E soprattutto dallo stile di vita che ha tenuto... non deve essere stato semplice essere una delle sue amanti e l'unica che forse, lo ha capito davvero, è stata Francoise Gilot, che di sua iniziativa lo ha lasciato.
Le altre sono state vittime e prede di un "minotauro insaziabile".

Se rivedessi ora la mostra di Palazzo Reale, apprezzerei molto di più ciò che ho visto e mi perderei ore per riconosce i volti, i gesti, gli stili e le dinamiche delle sue opere.

Ora ricordo anche un'altra cosa: la gita scolastica in Spagna della quinta superiore.
In quell'occasione ci hanno portati a visitare uno o più musei. Ricordo alcune sue opere, ricordo le sue colombe... ma che volete, a quell'età ed in quella occasione, erano altri gli interessi e altre le mie priorità...!!!

P.S. Se ne avete voglia, vi consiglio di guardarvi questo speciale docu/film così quando riapriranno i musei di tutto il mondo (e mi auguro che ciò avvenga presto perchè significherebbe essere fuori da questo incubo Coronavirus) potrete arrivare preparati davanti alle sue opere! Buona visione!


mercoledì 4 marzo 2020

Week End a Berlino... Cap.3


novembre 2019

Sono le quattro del pomeriggio.
Siamo sveglie da più di 12 ore. Per ora la stanchezza non si è ancora fatta sentire...
Sono a Berlino, vi ricordate il famoso week-end? (Vedi post precedenti cliccando qui).
Dopo aver completamente conquistato il cuore delle mie amiche con la Regina Nefertiti, portarle al Pergamon Museum è un gioco da ragazzi!
Anche perchè in realtà è nell'edificio di fronte!
Entriamo, esibiamo il nostro mitico pass e ci avventuriamo come delle scolarette alla scoperta di questi tesori...
Le mie compagne di avventura mi prendono in giro chiedendomi di fare loro da Cicerone, fortuna che l'audioguida mi arriva in soccorso!

Continuamo a ridere, forse sarà la stanchezza. Ogni angolo è buono per sedersi a riflettere (in realtà per riposare, ma questo... shhh è un segreto...).

Ad un certo punto però la nostra attenzione è attirata da un lungo corridoio ricoperto di mattoncini blu con dei leoni disegnati sempre di mattoncini... Lo percorriamo attente a ciò che ci racconta l'audioguida e poi improvvisamente... Meraviglia delle Meraviglie... Camminiamo in fila, una a fianco all'altra, con la bocca spalancata e gli occhi sgranati, come se avessimo visto un tesoro inestimabile... Beh, effettivamente lo spettacolo è strabiliante!
Davanti a noi c'è la Porta di Ištar, proveniente dall'antica Babilonia... E' di una bellezza infinita.
I colori blu e oro utilizzati la rendono ancora più imponente, rindondante e preziosa.

Per un attimo abbiamo l'impressione di essere state catapultate nell'antichità.

La Porta di Ištar era l'ottava porta della città interna di Babilonia.
Fu costruita attorno al 575 a.C. sotto il re Nabucodonosor II, nella parte nord della città, e consacrata alla dea Ištar.

Mentre stiamo cercando di capire come hanno fatto a portarla fino a qui, uno studente di architettura siriano (questo ovviamente lo abbiamo scoperto dopo...), ci sente parlare in italiano e ci chiede se possiamo fargli una foto con la porta sullo sfondo. Da lì parte una bella chiacchierata in cui lui ci spiega come i tedeschi hanno numerato e smontato mattone per mattone per poi metterlo in casse di legno e trasportarlo in Germania per ricostruirlo all'interno di questo Mueso...
Questa storia, viste le dimensioni, sa dell'incredibile! Come è incredibile la felicità e la meraviglia che illumina i nostri occhi.

 P.s. Se programmate un weekend a Berlino, ritagliatevi del tempo per il Pergamon Museum, rimarrete senza fiato ve lo assicuro!




martedì 3 marzo 2020

Week End a Berlino... Cap.2

L'isola dei Musei - Berlino

novembre 2019

Siamo appena atterrate a Berlino, incredibilmente c'è il sole, e freddo, molto freddo.
Quel freddo pungente che appena ti entra dalla bocca ti ha già congelato i polmoni!

Durante il volo ho raccontato alle mie amiche il mio piccolo progetto di tour per i musei e ci sono 3 cose che assolutamente devo vedere:
1- il busto di Nefertiti (Regina egiziana del 1370 a.c.)
2- la città di Pergamo
3- il museo di arte contemporanea "Hamburger Banhof"

Sono riuscita a convincerle a vedere almeno i primi 2 (e questa per me è una grande vittoria! ...pensate che già uno solo, l'avrei considerato un successo straordinario).

Non so cosa aspettarmi da questa metropoli anche perché, a essere sincera, non era una meta a cui ambivo...
Nel tragitto che ci porta al Neues Museum, prima tappa del tour, mi rendo conto che l'idea che mi ero fatta in testa (di città grigia, austera, pesante...) non coincide affatto con la città che ho di fronte: una città viva, verde, bella, giovane.

Arriviamo all'isola dei musei, una zona dove ci sono concentrati ben 5 musei...
Guardo le mie accompagnatrici con sguardo raggiante e loro mi ripetono tanto per evitare fraintendimenti "noi ne vedremo solo 2!".
Le guardo sorridendo e dico: "vedrete, donne di poca fede! Già con il primo vi stendo!".

Dovevo giocarmi subito la carta migliore!
Entriamo al Museo Egizio. Esibisco con orgoglio il mio Pass (quello che ho acquistato in aeroporto rischiando il collasso, vedi post precedente) e mi dirigo alla ricerca del mio obiettivo...
Passiamo velocemente 3/4 sale e alla fine eccola...
E' proprio Lei...


E come mi era stato preannunciato resto completamente immobile... il busto di Nefertiti si staglia di fronte a me e da quanto è bello mi toglie il fiato.
Il mio cuore è rapito anzi, ogni mio senso è completamente rapito da questa antica Regina Egiziana.
Più la guardo e più lei mi cattura, sembra di essere vittima di un incantesimo.
È incredibile che al mondo possa esistere una cosa così bella.
Sembra Viva.
Il nome Nefertiti significa «Gradevole a vedersi, bella come le Due Piume, signora di gioia, dispensatrice di grazia, che dona felicità a chi ode la sua voce».

Dopo qualche minuto di smarrimento guardo le mie amiche e mi accorgo con piacere che anche loro sono state vittime di un incantesimo e questo mi riempie di immensa gioia. Obiettivo raggiunto!

P.s. Se andate a Berlino vi consiglio di farvi stregare dalla bellezza di Nefertiti.


lunedì 2 marzo 2020

Week End a Berlino... Cap.1

Hamburger Banhof Museum - Berlino
novembre 2019

Aeroporto Orio al Serio, destinazione Berlino.
Siamo tre amiche, alla conquista della capitale teutonica.
Pronte per andare alla conquista di questa magnifica città.
Prima dell'imbarco ci propongono di acquistare i biglietti per i mezzi di trasporto e per visitare i musei...
Alla parola musei comincio a contrattare con la hostess "voglio assolutamente un biglietto per tutti i musei che mi sono prefissata di vedere!"
Le mie amiche mi guardano con occhi sbarrati e mi fanno chiaramente capire che loro saranno disposte a vedere 1 max 2 musei!!!
A quel punto il mio battito cardiaco è piatto, il mio sgomento lo legge bene anche la hostess che, con occhi complici, mi fa un leggero sorriso di incoraggiamento e di compiacimento.
Le mie amiche, conoscendo la mia neonata passione per l'arte, corrono ai ripari dicendomi: "tranquilla, non ti preoccupare, puoi andare a vedere, da sola, tutti i musei che vuoi, nel frattempo noi visiteremo la città!"
Il mio battito riprende flebilmente a battere e la hostess rincuoratasi mi stacca il pass prima che qualcuno cambi idea!

Come preannunciato, arriva per me, il momento di andare al museo di arte contemporanea: l'Hamburger Banhof Museum.
Le prime opere che vedo fanno parte di una mostra temporanea... ok sono indecifrabili, forse per me ancora un po' troppo difficili... Comincio a chiedermi se ho fatto la scelta giusta..
Poi il mio cuore sussulta! Davanti a me, ho un'opera gigante di Anselm Kiefer (quello dei sette Palazzi Celesti, ne parlerò in un post più avanti...tranquilli), proseguendo mi imbatto in Cow di Andy Warhol... qui ci resto male, ma non doveva esserci Mao gigante? Poi un formidabile Dubble Elvis sempre suo...
Col mio inglese zoppicante chiedo a una guida che mi dice: "no Mao no!!!"
Cerco una scultura di Keith Haring e pure quella l'hanno tolta... Uffi!
Ok, calma! Mi ero preparata per vedere certe opere e non le trovo... disorientamento totale misto a delusione...
Fortunatamente però, proseguendo nella visita, scopro che ci sono altre opere che non avevo programmato di vedere e il mio battito cardiaco riprende il suo ritmo regolare.
Con, addirittura, impennate nel momento in cui mi trovo davanti a Joseph Beuys, Anish Kapoor, Cy Towmbly, Robert Indiana, solo per citarne alcuni.
Solo un mese dopo, leggendo la biografia di Leo Castelli (vedi il post Leo Castelli il Mostro), scoprirò di aver ammirato e fotografato perchè... non lo so il perchè, solo attrazione forse, le opere di un altro artista famoso: Robert Rauschemberg...
E quando l'ho scoperto mi son detta: "ma uffa perché non l'ho letto prima?!!"

P.s. se vi preparate per andare a vedere un Museo assicuratevi che non abbiano cambiato le opere recentemente... e se vi succede ci saranno comunque delle belle sorprese!

P.s. Se ci tenete a vedere una cosa fatelo anche da soli... così non vi resterà il rimpianto!


Anselm Kiefer

Joseph Beuys

Robert Rauschemberg

giovedì 27 febbraio 2020

Palazzo Maffei... tanta attesa ma ne è valsa davvero la pena!!


domenica 23 febbraio 2020

È  2 mesi che aspetto questo giorno.
Sono felice, eccitata, emozionata! Il mio livello di curiosità è ai massimi storici! Diciamo che da quando ho sentito dell'apertura di Palazzo Maffei, una casa museo nel centro storico di Verona, sto contando i giorni, le ore, i minuti!
Vi sembrerà esagerato... non per me che ho sete di Arte!

Mi presento in biglietteria con un sorriso smagliante. Alle pareti ci sono 2 scritte al neon di Maurizio Nannucci, questa volta le riconosco subito e già  rido, fiera di me!
La hostess gentilissima  forse perchè contagiata dal mio entusiasmo, mi sorride a sua volta e mi chiede un documento. Mi dice che posso entrare gratuitamente, essendo della provincia di Verona ed essendo la mia prima volta qui.
Ora il mio sorriso diventa ancora più radioso e affermo: "Grazie! Ero già felice prima. Ora lo sono ancora di più!!".

Entro e subito nella prima sala vengo rapita da uno degli artisti che sto scoprendo essere fra i più importanti e coinvolgenti della mia personalissima "classifica": Lucio Fontana con "Concetto spaziale. Attese" del 1964.
E qui il selfie non poteva mancare!
Incontro un ragazzo universitario con la spilla "Ask Me" e gli chiedo se è disposto ad accompagnarmi nell'esplorazione delle prime sale, così da capirci qualcosa in più... Lui, quasi imbarazzato dall'essere stato praticamente adescato da una folle... "ragazza di ieri", non riesce a rifiutare e anzi, oltre a me si aggiungono altre 2 signore diversamente giovani.
Ogni sala è numerata ed ha un suo nome in base all'argomento trattato: Santi ed Eroi, Sala degli stucchi, Venere e le altre, ecc...
Nella sala "L'ira funesta" trovo un'opera fantastica di Burri, "Tutto nero" del 1957, e così quando la guida smette con il suo monologo chiedo se mi può fare una foto... La cosa divertente è che credo sia risultata essere una richiesta alquanto bizzarra, vista la reazione quasi scioccata di Mr. Ask Me. Ma io non mi arrendo e con il sorriso più bello del mio repertorio, ho specificato: "Sa, è un regalo per una persona cara!". Senza nemmeno rendermi conto, questa mia affermazione, non ha certo aiutato a migliorare la mia "immagine" oltre al fatto che per fare la foto, le altre persone hanno dovuto gentilmente spostarsi un po', fermarsi... creando un micro cortocircuito nei flussi delle sale... Si, ma solo per qualche istante... che sarà mai!


Nella sala successiva Mr. Ask Me ci saluta (non capisco, ma ho avuto la sensazione che si sia trattato di una vera e propria fuga... e perchè mai? ...troppe domande? ...foto? ...bha, chissà...).
Senza esitazione alcuna ho così continuato il mio tour da sola.
La cosa curiosa è che quando arrivo in una nuova sala, spero sempre che non sia l'ultima perché ho aspettative altissime. Questo posto mi piace sempre di più!

Mario Sironi
Alle pareti trovano spazio opere del '700 e dell'800 che si alternano a quelle delle avanguardie storiche, quelle d'arte moderna e contemporanea e qui mi si apre un mondo! Il cuore comincia a battere forte e lo sguardo è quasi impazzito tanti sono gli artisti presenti...! Ragazzi, che ci crediate o no, vado in iperventilazione potrei svenire da tanta bellezza! Boccioni, Balla, Picasso, Schifano, Duchamp, Manzoni, Magritte, Vedova, De Chirico e tanti altri...

Giacomo Balla
Umberto Boccioni
Emilio Vedova
Piero Manzoni
Mi soffermo a guardare un'intervista fatta al collezionista che ha raccolto questa magnifica selezione di opere e mi colpisce il fatto che pure lui è partito da zero. Non era un esperto d'arte, un intenditore o chissà cos'altro... Si è avvicinato a lei piano, piano... e questo, mi fa ben sperare (ora, che sia chiaro, è vero che anch'io fino a qualche mese fa, ero completamente a digiuno per quanto riguarda l'arte... ma, c'è una piccolissima, infinitesimale, irrilevante differenza, fra me e lui: il Portafoglio! Quindi... un Palazzo che porti il nome Valeria Zanuso Collection, per ora la vedo cosa improbabile... peccato)!

Arrivo alla fine del percorso caricata a mille dalla miriade di emozioni, palpitazioni... Ho scattato foto come se fossi un fotoreporter per cercare di non dimenticare nulla.
Esco dal Museo sapendo già che ci ritornerò presto, perché  alcune opere vanno riviste con più calma... anche perché oggi c'era la curiosità della prima volta, del tutto e subito.

Milena ed Io!

Ho bisogno ora di un qualcosa che mi ristori e così  mi dirigo felice, raggiante, quasi saltellando, verso un localino carinissimo che si trova giusto a pochi passi dal museo : il "Caffè Scala".
Lì ci lavora Milena una mia amica. Mi siedo mi ordino un infuso ai mirtilli e un tortino al cioccolato... sublime...
Un ottimo premio per meditare e concludere una giornata fantastica!

P.s.  Vedere una mostra per la prima volta è sempre emozionante soprattutto se si trovano gli artisti preferiti, per gustarla appieno è il caso di ritornarci più volte, liberi, almeno un pochino, dall'euforia della prima volta!!!

Pablo Picasso

Alberto Savinio

Georges Braque

Giovanni Boldini

giovedì 13 febbraio 2020

Una mostra ad un prezzo speciale... ma ne è valsa comunque la pena...


Eccomi qui, pronta per Guaguin

febbraio 2020

Io e Chiara, la mia amica, siamo appena uscite tutte belle infervorate dalla mostra di Ubaldo Oppi (vedi il post precedente).

Abbiamo un passo spedito, quasi marziale! Ci stiamo dirigendo verso Palazzo Leoni Montanari, seconda tappa della nostra giornata Vicentina. Motivo? Andare a vedere la mostra su Gauguin che chiude alle 18 e ahimè ...sono le 17!

Con Chiara mi metto d'accordo. Non perderemo tempo a lasciare le giacche al guardaroba e l'audioguida, per questa volta, l'ascolteremo a singhiozzi!

Arriviamo alle Gallerie d'Italia, sede della mostra, tutte trafelate e ci dirigiamo di corsa a prendere il nostro pass.

La hostess è molto gentile e ci dice che il biglietto viene 5 euro. Io e Chiara ci guardiamo e sorridendo quasi sbalordite diciamo:" Perfetto!!!". Cavoli un'intera mostra di un artista così famoso a 5 euro!! Ma quanto siamo fortunate oggi!
La mostra è al primo piano, ma quando arriviamo ci accorgiamo che il piano è vuoto, forse avrà detto secondo piano... in un angolo scorgiamo un pannello con scritto a caratteri cubitali: Paul Gauguin, Thaitiani in una stanza.
Entriamo e di opere ce ne sono... Una!
Si una.... e soltanto Una!
Avete capito...  ecco svelato il segreto del titolo della mostra... "Thaitiani in una stanza..."!!!

"Thaitiani in una stanza..."

Guardo la hostess e chiedo dove fossero esposte le altre. Lei con un sorriso affabile, mi dice che la mostra è solo su un'opera... questa!!
Ed ecco svelato un altro mistero, quello del biglietto ad un prezzo così abbordabile!

Per un attimo mi sento una perfetta idiota... Ma vabbé, sto ammirando un'opera di tale bellezza che venire a vederla ne è valsa comunque assolutamente la pena.

Ok, è uno solo... ma che bellezza!!!

Mi perdo nelle trame della tela, scruto tutte le singole pennellate ed ogni minimo particolare in essa presente...
 
La firma "galeotta"
Per concludere decido di fare qualche foto ed in particolare decido di fotografare la firma sul quadro... DELIRIO!!!
Il mio gesto, a mia insaputa, fa scattare l'allarme!
La hostess mi si avvicina e guardandomi con gentilezza mi avvisa che ho appena fatto scattare l'allarme ed io la guardo sbalordita e dico" chi io?"
La hostess ben educata, fortunatamente si guarda attorno e non vedendo nessun altro mi risponde:
"si Lei... visto che non c'è nessun altro!!!"
Chiara, la mia amica, presa da una risata compulsiva si gira per non farsi vedere ed io con la mia faccia da merluzzo, comincio a ridere sommessamente... la scena è molto divertente... per la seconda volta nel giro di pochi minuti mi sento una perfetta idiota!

Presa comunque dall'euforia e dall'ilarità, oramai isterica, continuo a scattare foto e... non so come ci riesco, ...visto la ridarella... che ovviamente cerco di soffocare con nonchalance...

Alla fine cerchiamo di  darci un contegno e come due perfette donne eleganti, usciamo per andare a trovare ristoro, dove riposarci e ridere liberamente sull'accaduto!

P.s. se il biglietto costa poco chiedetevi il perché!

martedì 11 febbraio 2020

Mi sono innamorata di un uomo di 131 anni... Ubaldo Oppi


febbraio 2020

Vi è mai successo di stare in casa, influenzati, per una settimana intera (con un sole splendente fuori) e arrivare al settimo giorno e dire: "avessi anche 40 di febbre, oggi scappo da casa!" E poi farlo?

È proprio quello che ho fatto domenica!! Ok febbre non ne avevo, sarò sincera però, vi assicuro che avevo una stanchezza infinita addosso, ma ero disposta a far finta di niente pur di uscire.

domenica 10 febbraio ore 9'30

Mood di oggi: sopportare ad oltranza!

Chiamo la mia amica Chiara (quella della biennale, ricordate il post Biennale di Venezia? la mia Disneyland... cap. 1) per chiederle se è disposta a fare una gita a Vicenza e andare a vedere un paio di mostre.
Ovviamente entusiasta accetta anche perché è felice di essere partner di queste mie scorribande pro blog!
Ho deciso di andare in auto e qui l'avventura diventa ancora più avventurosa, visto le mie doti automobilistiche e che nessuna delle 2 conosce bene questa città. E ad occhio e croce anche il navigatore deve avere lo stesso problema, visto che riusciamo a sbagliare strada anche con lui!!
Maledetto e ormai vecchio TomTom!

Dopo vari girotondi nelle rotatorie, arriviamo a destinazione super entusiaste di avercela fatta.
Ci guardiamo elettrizzate e col sorriso stampato sul viso ci avviamo alla ricerca della Basilica Palladiana, sede di "Ritratto di Donna il sogno degli anni venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi".

Arrivate alla meta, restiamo senza parole nel vedere questa sede a dir poco meravigliosa!

Entrando ci sentiamo privilegiate ad avere avuto questa bella intuizione (complice il fatto che qui, tutti sono molto gentili, partendo dagli usceri che al nostro passaggio ci aprono le porte... d'aldronde come poteva essere differente?... scivolata di spicciola vanità femminile...).
Armate di audio guida e telefono per scattare le foto alle opere che più faranno "scattare" in me l'irrefrenabile impulso di riportarle poi su queste pagine, iniziamo la nostra visita.

Ed indovinate un po' chi ti trovo nella prima sala? Ma si è proprio lei Giuditta II di Gustav Klimt che già in passato era stata motivo di grande emozione per la sottoscritta (qui scatta il primo selfie...vedi post il Gustav Klimt e una lacrima sul viso)!
La sorpresa aumenta quando mi accorgo che ci sono opere di artisti illustri come Picasso, Sironi, Casorati, Campigli, Funi, Mafai. Con una selezione di dipinti che parlano di "Donne fatate, smarrite in un orizzonte di fiori o fluttuanti in mari argentati, perdute nell'abbraccio del proprio amato, si mutano in presenze magnetiche e diventano idoli di bellezza".
Trovo il tutto di una bellezza disarmante, anche se le mie emozioni hanno un picco verso l'alto quando mi soffermo davanti a opere come: figura di profilo femminile, di Ubaldo Oppi; le spose dei marinai, di Massimo Campigli; la preghiera, di Felice Casorati; le Amazzoni, sempre di Oppi; concerto, ancora di Casorati e nudo allo specchio, di Mario Sironi.

Nel corso della visita, fotografo ciò che più voglio conservare nel mio cuore e condividere con voi. Sfidando le facce incredule di alcuni visitatori mi metto anche in posa per sembrare il prolungamento di un'opera!
Usciamo dalla sala esaltate. Con il cuore gonfio di gioia e per avere ancora una volta dato retta al mio istinto che mia ha portato ad uscire di casa. Se non lo avessi fatto non avrei avuto l'opportunità di "cibarmi" con queste bellezze...
Dirigendoci verso la nostra seconda meta parliamo fitto, fitto come due ragazzine che hanno appena visto il loro film preferito.
Le cose strabilianti sono due: io della stanchezza influenzale non ho il benchè minimo ricordo e ho scoperto di essermi innamorata di Ublado Oppi (Bologna 1889 - Vicenza 1942) che... ora arriva la bomba..., fino a qualche ora fa, non sapevo neanche che fosse esistito!

P.s. se non ti senti in forma conosco una medicina che fa portenti: l'Arte!!

le Amazzoni (attenzione, mi riferisco al quadro... ) di Ubaldo Oppi

figura di profilo femminile, di Ubaldo Oppi

nudo allo specchio, di Mario Sironi

le spose dei marinai, di Massimo Campigli

la preghiera, di Felice Casorati