mercoledì 19 agosto 2020

Da OFFICINA MONDELLO, "orecchino Picasso" solo per me!

mercoledì 19 agosto

 

Anche oggi sono strafelice!

Perché? 

Un attimo di pazienza ora vi spiego... Ma quanta fretta... Beh effettivamente avete ragione. Sarei curiosa pure io!

Vi ricordate la mia amica Francesca, quella bravissima a fare gli orecchini? Quella di OFFICINA MONDELLO (Vedi post VALERIA VS PEGGY...). 

Beh, devo averla talmente stressata ehm... no, forse meglio dire "coinvolta" con tutte le mie filippiche e post di arte, che indovinate un po'? Mi ha fatto una bellissima sorpresa! Ora vi racconto...

Qualche giorno fa guardando fb, mi è uscita la sua pagina e ovviamente ho notato un paio di orecchini che mi hanno fatto letteralmente impazzire... Erano miei! O meglio, dovevano essere miei! E anche al più presto...! (astinenza da shopping compulsivo? Nooo, giusto un pochino...)

Quindi telefono alla mano ho cercato di contattarla immediatamente per non farmeli scappare perché nella mia mente erano già abbinati ad un fantastico vestitino!

Quando mi ha dato conferma che il bottino era mio il cuore ha esultato! 

Ora essendo lei anche la mia vicina di casa, ed essendo lei ad occuparsi di Stella la mia adorata gattina nei miei periodi di assenza forzata, ci siamo accordate che me li avrebbe fatti trovare sul mobile dell'entrata di casa mia l'indomani mattina. 

Ma quando sono arrivata non c'erano solo un paio di orecchini ma, vi era pure un mono orecchino (si dice così? Bah...) raffigurante il viso di una donna di Picasso!!! Ma vi rendete conto? Ha fatto appositamente per me un orecchino "picassiano"...si può dire vero? Editor respira, non stramazzare per terra ti prego...

Ed è un pezzo unico... e soprattutto è mio!!!!


È favoloso, fantastico e ora lo indosserò per voi... si proprio per voi! Qualcosa in contrario? Lo volete pure voi?... eh no mi spiace è un pezzo unico!!! Editor tranquillo se vuoi posso prestartelo ahahahah!!!

P.S. E voi che mono orecchino vorreste?


martedì 18 agosto 2020

Avviso ai naviganti... Daniel Buren è arrivato a Bergamo

 

lunedì 17 agosto 2020

Oggi è stata una giornata memorabile! 

Sotto ogni punto di vista! Lo è stata veramente, non ci credete? Beh, allora leggete qua!

Questa mattina mi sono svegliata con una marcia in più... cosa intendo? Semplicemente che mi sono svegliata con quella grinta che mi contraddistingueva, di solito, prima del mio attuale "viaggio iniziatico"... (ho deciso di chiamarlo così visto che, da tutto ciò, so che arriverà qualcosa di nuovo: una nuova consapevolezza, una nuova capacità nell'affrontare gli ostacoli... insomma una nuova me!).

Mi sono "docciata" da sola senza la supervisione di nessuno, che sembra una cosa scontata ma non lo è, ho fatto una mega colazione... a dir poco luculliana, sono andata a camminare, mi sono presa cura di me con trucco parrucco e quant'altro e, udite udite, ho guidato! Si, ho preso l'auto e sono andata...

Si avete capito bene. Ho ripreso a guidare "da sola"... sono andata prima, a salutare la mia carissima coordinatrice... (ricordate? Lavoro in una scuola) che non  vedevo da marzo, e poi il cuore mi ha riportato a casa. A casa mia! A Soave, nella mia fantastica casa!

Che ci vedete di tanto memorabile?

Vi accontento subito!

Il fatto è che ho vissuto per la prima volta dopo tanti mesi un pezzettino di vita "normale". Di vita vera, quella dove stai bene, dove sei felice e senti ancora che il mondo ti appartiene e in qualche modo lo puoi plasmare, godere, mordere, annusare! E lo stesso può fare lui con te! 

Questa sensazione ha ravvivato in me tutti i sensi. Ho avuto il sorriso "ebete" stampato sul viso per tutto il giorno... Per non parlare poi, del miliardo di telefonate che ho fatto per condividere con tutti questa mia grande emozione!

Comunque, tutto ciò era per dirvi anche che sono andata in edicola e mi sono comprata l'ultimo numero di Arte... E cosa ho scoperto? Pensate un po' ho scoperto che, dal 9 luglio fino al  1 novembre  2020 a Bergamo, è in corso un' interessantissima mostra di Daniel Buren, famosissimo artista francese, organizzata dalla GAMeC di Bergamo. 

Sarò sincera non so molto di lui (ma ho già cominciato ad aggiornarmi in previsione di una mia imminente scappatella alla mostra, ma da ciò  che ho potuto vedere sul magazine e su Google le sue installazioni sono molto colorate, fuori dal comune e "stratosferiche"... credo che attirerebbero molto anche l'attenzione dei bambini! Pensate che ve ne sono molte anche in Italia!

Quindi questa volta ho scritto un post solo per darvi un suggerimento su cosa poter andare a vedere di interessante in questo periodo se siete da quelle parti e con i musei ancora parzialmente in standby.

Che aspettate dai datevi da fare! Ah siete già pronti per partire? Beh allora aspettatemi che vengo anch'io!!!

 

DANIEL BUREN PER BERGAMO
Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati

a cura di Lorenzo Giusti
Sala delle Capriate | Palazzo della Ragione, Città Alta, Bergamo
GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo Via San Tomaso, 53
24121 Bergamo
Tel. +39 035 270272

gamec.it

domenica 16 agosto 2020

Giorgione, una scoperta straordinaria!

 Passato bene il Ferragosto? Beh, io vi posso dire di averlo passato benissimo! Perchè? Perchè uscita dall'oramai famoso "Hotel a 5 stelle" l'ho passato a casa, con la mia famiglia e i miei pensieri "artistici"... Buona lettura!

16 Agosto 2020 


Squilla il telefono.
Guardo lo schermo. 

E' una videochiamata del mio Editor... Che bello! Forse vorrà farmi i complimenti per il post di oggi... Quello dei fulmini ...chissà! 

Ok, rispondiamo prima che ci ripensi o peggio ancora, riattacchi!
- "Pronto Editor come butta?" (giusto per farlo sentire giovanile ...ma da come risponde sembra si ostini a non voler cogliere...!)
- "Allora, immagino che tu stia scrivendo qualcosa di nuovo vero? Anche perchè, sei lì, in Hotel a 5 stelle, servita e riverita a non fare un tubo... quindi immagino che..."
Uhmm...  Ok, niente complimenti. Il solito burbero simpaticone... Ma dico io, ci vuole tanto? Vabbeh, tanto, se la sua intenzione è farmi intimorire, non ci riesce! Quindi, sfoggiando il mio sorriso più bello, e nascondendo il fatto che lo strozzerei... dico:
- "Ah, sapessi... Ho appena finito di leggere il libro su Giorgione... Sai quello che ti dicevo... Ho scoperto un sacco di cose interessantissime! Ma tu lo sapevi che ha dipinto "la Giuditta con la testa di Oleoferne" pure lui, proprio come Klimt e poi, andando in internet, ho scoperto che sono stati in molti ad aver fatto la stessa cosa: Artemisia Gentileschi, Caravaggio, Botticelli, Michelangelo, Donatello, Goya... Non è incredibile?
Ovviamente il mio entusiasmo è alle stelle!!!
E lui:
- "Oh, finalmente hai capito che nell'arte si possono fare un sacco di collegamenti! Era ora!
Ma senti, vediamo cosa hai imparato..."

Suspence... Oh santa polenta! Vuole farmi un'interrogazione? Ok, vuoi sfidarmi? Ci sto!!!
E senza darmi il tempo di dire si, riprende...
- "Dov'è nato Giorgione?"
- "Castelfranco Veneto" Andata, uno a zero!
- "Chi è stato il suo Maestro?"
- "il Bellini e si dice pure Leonardo!
Tie' anche la seconda è andata... cavoli mi sembra di essere tornata alle superiori!
- "e lui, di chi è stato maestro?"
- "Beh, ovvio, di Tiziano"
- "Tiziano, chi?"
- "Uffi, ma Tiziano Vecellio"
voleva fregarmi ma non ci è riuscito...ahahah
- "e Tiziano dov'è nato?"
- "...Venezia... no, forse... Padova... si, ok, da quelle parti? no?
Ecco, come non detto, mi ha fregato! Ma dai, non è valido però... stavamo parlando di Giorgione uffi... non vale!
- "...a Pieve di Cadore... e dimmi un po' qual'è il colore di Tiziano?"
- "uhmm... Azzurro? no, aspetta Rosa?...no, forse il Verde?"
È bello vedere il colorito che sta prendendo la sua faccia: proprio un Rosso, Rosso Tiziano! "Ma si, dai, lo sanno tutti! ROSSO Tiziano!!! ...Ti ho fatto venire un colpo eh?"
E rido come una matta perché per una volta mi sono io presa gioco di lui! E non ho finito ora lo metto io alla prova e con una sola domanda. Preparati Editor...
- "Senti Editor, ho scoperto una parola nuova e ci potrei scommettere che tu non la conosci" incrocio le dita, anche quelle dei piedi ovviamente... perchè cavoli, sa sempre tutto!
- "impossibile! spara"
- "Allora dimmi, che cos'è il Melangolo"?
Silenzio... evvai l'ho fregato! È la terza cosa che so più di lui!!! Vi rendete conto?!!!
Il furbacchione pensa di guardare su Google ma lo becco subito perché col suo telefono non è capace di fare 2 cose contemporaneamente, sapete è sempre il discorso dell'età.
E così mi dilungo con fare sapiente nella mia spiegazione e sono al settimo cielo si vede dalla mia faccia, dai miei occhi, dal mio "gongolarmi" e dovreste vedere anche la sua di faccia... potrebbe quasi intenerirmi! No, no, no! cosa ho detto!

- "Allora, il melangolo è un tipo di arancia selvatica dal sapore agrodolce, che durante il rinascimento veniva associato a Venere e simboleggiava il temperamento dolce-amaro della persona malinconica, soggiogata al sentimento dell'amore. Ed è raffigurato nel "doppio ritratto-Ludovisi del 1502 del Giorgione". TIE'


Ovviamente tutto questo lo dico con aria pomposa, saccente... da futura "curatrice d'arte" (e qui la fantasia galoppa come sempre... cosa ci posso fare, sognare fa parte del mio strano essere!).


Ma bando alle chiacchiere ora vi racconto qualcosina di lui! Giorgione s'intende!
Allora di Giorgio Barbarella Zorzi detto Giorgione, (1478-1510) a dire il vero non si hanno notizie certissime. Pensate che a lui sono state riconosciute solo 5 opere, le altre sono tutte in forse, perché si confondono spesso con opere di Tiziano anche se io lo trovo quasi impossibile perché lo stile emozionale (mi baso solo su quello, non avrei le capacità per fare altrimenti) è completamente diverso. Il primo è più puro pacato, l'altro è più carnale, quasi osé...

Per capirlo, basta mettere a confronto la Venere dormiente casta e pura di Giorgione con la Venere di Urbino di Tiziano, sicuramente più civettuola.
Editor sei ancora vivo? Lo so che questi miei commenti ti possono traumatizzare... Ma dai, sono solo pensieri in libertà!


Procediamo.
Il mio amico Giorgione si dice sia stato allievo del Bellini, da cui riprese il gusto del colore e l'attenzione per i paesaggi. Si dice anche, che sia entrato in contatto con Leonardo e soprattutto con alcuni leonardeschi quando era a Venezia. Tra i suoi dipinti certi abbiamo Laura, Nuda, Giuditta, i tre filosofi, e la più importante la Tempesta.

 


Quest'opera "la Tempesta " del 1506, che si trova a Venezia alle Gallerie dell'Accademia, appunto è  un'opera circondata da mistero. Infatti in mancanza di notizie ben documentate, gli studiosi si sono affannati per cercare il significato ultimo del dipinto, confrontandosi con dibattiti filosofici e ricorrendo, pensate un po', all'aiuto di radiografie e fotografie a raggi infrarossi che hanno riportato alla luce fasi precedenti alla stesura definitiva.
Si pensa che il committente del quadro sia stato un ricco mercante, Gabriele Vendramin, e che sia stato lui a suggerire al pittore i contenuti e l'iconografia.
Curiosità: pensate che la consapevolezza di possedere in maniera esclusiva il significato di un dipinto, come un segreto, faceva parte a pieno titolo del gusto collezionistico del tempo!


Il dipinto consiste in un vasto paesaggio campestre, nel quale sono inseriti due personaggi. 

La prima testimonianza relativa a questo dipinto è di un patrizio veneziano di nome Marcantonio Michiel che vide il quadro nel 1530 in casa del Vendramin descrivendolo come "El paesetto in tela cum la Tempesta cum la cingana (zingara) et soldato".
Ma molte sono le varie interpretazioni che si sono susseguite nel tempo: chi sostiene che è la narrazione di un episodio biblico "il ritrovamento di Mosè", chi parla di un'allegoria mitologica "la fortuna, la fortezza, la carità", o chi la considera una cacciata dal Paradiso con Adamo a riposo dopo il lavoro ed Eva che allatta Caino. La tempesta diviene così una metafora della condizione umana dopo il peccato, con il fulmine che rappresenta la spada con cui l'angelo scaccia i progenitori dal Paradiso terrestre.
I due personaggi partecipano all'evento naturale che sta per accadere e l'elemento che rapisce la nostra attenzione è il lampo improvviso che squarcia il cielo carico di nubi minacciose.
Santa polenta... sono  esterrefatta... come si fa a dare così tante interpretazioni ad un'opera che già di per sé è misteriosa come il suo autore? Visto poi, che non si sa nulla o quasi.
Mi chiedo come hanno fatto gli storici a fare tutte queste ipotesi e sulla base di cosa? Uffi! Ma quante cose devo imparare ancora?
Sento in lontananza una voce che conosco bene, fin troppo bene che con tono perentorio dice: "infinite, infinite..."


Con la curiosità che mi ritrovo continuo a pensare che magari, se avessi intrapreso degli studi artistici, forse avrei avuto delle belle soddisfazioni! Perché? Perché mi sto accorgendo di quanto mi emoziono, godo, mi animo, ogni volta che scopro e conosco qualcosa di nuovo in questo campo.


Però mi pongo pure un'altra domanda: e chi ha detto che non lo posso fare? Sono o non sono quella che è convinta che a tutte le età si può fare tutto quello che si vuole, basta volerlo?!
Giorgione vorrei vedere la tua "tempesta" dal vivo, sono sicura che mi faresti toccare quel cielo nebuloso e carico di energia emozionandomi a mille. Aspettami, presto sarò a Venezia da te!


P.S. E voi che interpretazione vorreste dare all'opera?

giovedì 13 agosto 2020

Il potere della Fotografia... McCurry. Genio assoluto!

13 agosto 2020
 
Sono ancora in "Hotel 5 Stelle", come dice "qualcuno" e la voglia di partire e andare in giro per mostre e musei sale sempre di più...
E presto ci andrò... lo so!
 
Nel frattempo, "spulciando" nei miei appunti, leggete un po' cosa ho trovato... 
 
La mostra di McCURRY al Mudec di qualche tempo fa...
CASPITA! ma  è già passato così tanto tempo?
 
Ok, confesso che ritrovare certi "reperti" non fa altro che aumentare la voglia e la nostalgia ma sono o non sono una "piratessa"? Presto tornerò a navigar... ehmm, a varcare la soglia di qualche bella mostra e allora...

 

marzo 2019


8.30 di una domenica mattina di marzo.
Sono seduta sul freccia rossa che tra pochi minuti partirà dalla stazione di Verona per portarci a Milano... Portarci chi? Chi, vi chiederete... io e la mia cara amica Erica!


Avete presente quelle amicizie che nascono sui banchi di scuola e nonostante i cambiamenti e le prove difficili che la vita ci impone, resistono?

Quei legami che, anche se ci si sente 1/2 volte al mese, resistono e sono presenti e fondamentali nei momenti bui della vita?
Ecco questa Amicizia esiste!
Pensate che la mia piccola donna (mia figlia Zoe) mi dice sempre: "mamma riuscirò a trovare un giorno pure io un'amica così?". Me lo auguro con tutto il cuore...
Ma torniamo a noi. Arrivate a Milano decidiamo di farci prima un giretto in centro, in Duomo e magari un po' di shopping, visto che la visita l'abbiamo prenotata alle 12 50....
Vi state forse chiedendo cosa mai vedremo oggi? Eccovi accontentati: vedremo la mostra di Steve McCurry ANIMALS al Mudec...
Steve McCurry è un fotografo che ha fatto del viaggio il suo set ideale. Perennemente in movimento, da una parte all'altra del globo, fotografando scenari di guerra o in mezzo alla natura, riportandoci realtà estreme a noi sconosciute. E' guidato da una curiosità innata e dal senso di meraviglia. Interessato del mondo e di tutti coloro che lo abitano. Con una straordinaria capacità di attraversare i confini della lingua e della cultura per catturare storie di esperienza umana.
Quando arriviamo al Mudec siamo contente. Ci accingiamo a visitare la mostra di uno dei più importanti fotografi viventi, che vuole proporre agli spettatori l'animale in relazione all'uomo.
E siamo felici. Felici di avere trovato il tempo da dedicare alla nostra amicizia e alla nostra passione.
Felici di intraprendere questo viaggio.

Entriamo in mostra. Curiose e piene di aspettative.
Sin dalle prime foto resto a bocca aperta, mi chiedo come si possa essere così bravi. Ogni scatto arriva a colpire dritto al cuore. McCurry è un vero e proprio artista.
Quando ti trovi difronte ad una qualsiasi delle sue immagini ti sembra di essere dentro lo scatto stesso. Quello che provi è quasi reale ti sembra di toccare, di sentire. Puoi piangere, puoi sorridere, puoi rimanere senza fiato... Ecco, con le sue foto puoi vivere avventure/emozioni vere, pure.


La foto che più mi rapisce è Al Ahmadi, Kuwait 1991. Quella dei cammelli su uno sfondo infuocato... i colori, la densità del fumo, tutto sembra esserti così vicino quasi da sentirne i rumori, percepire i profumi della distruzione. Una scena più vicina alla non realtà eppure così drammaticamente vera. Tanto da far scaturire in me una sensazione di incredulità, mista ad angoscia pensando a cosa l'uomo è capace di fare.
McCurry aveva dedicato l'intero servizio all'impatto della guerra del Golfo sull'ambiente, e questa foto divenne icona assoluta.
Un monito sui rischi che l'uomo arreca al futuro del pianeta. Più che a se stesso.

Usciamo dalla mostra spossate. La miriade di emozioni a cui siamo state sottoposte, ci hanno lasciato il segno. Ma ne è valsa assolutamente la pena!


Ci guardiamo e nello stesso istante diciamo "meravigliosa"
...e cominciamo a ridere felici di aver intrapreso questa avventura o lo facciamo per esorcizzare un momento di così alta emotività?

P.S. Se andate a vedere un mostra fotografica di McCurry, preparatevi mentalmente perché sarete risucchiati dal set fotografico!






lunedì 10 agosto 2020

Oggi... Degas

 
 
luglio 2020
 
Ieri ho guardato la mia biblioteca artistica e mi son detta: "Ok Vale chiudi gli occhi e scegli... vediamo su chi puoi concentrare tutte le tue attenzioni". 

La mia mano scorre avanti ed indietro toccando i volumi. 
Li sfioro con i polpastrelli.
Mi soffermo due volte ma sento che non ci siamo. 
Riprovo e alla terza volta mi blocco. Estraggo il libro e finalmente apro gli occhi.
 

(Ok ok non passatemi per pazza ma dovrò pure in qualche modo farmela passare con qualche gioco divertente!)


Tra le mani mi ritrovo un volume dedicato a Edgar Degas...

Ecco lo sapevo: arte dell'800... ufffffffffi


Si, lo so che mi sono riproposta di approfondire le varie epoche, gli artisti di tutti i periodi e di tutte le correnti...  è che... Si, ok, ma avrei preferito uno del '900...

Dopo essermi convinta... con non poco sforzo, sfoglio il libro e mi compare un'opera che ho sempre visto nei film americani: "Piccola ballerina di 14 anni" che mi fa tornare alla mente che pure io, sono stata una piccola ballerina!!! Si per brevissimo tempo ma pur sempre una ballerina!!!

A questo punto immagino già le grasse risate che si starà facendo il mio Editor... E dire che mi ha visto ballare solo una volta! Testuali parole: "Tu e la coordinazione fate parte di 2 mondi diversi che non si incontreranno mai!" Questa poi... e come si permette di giudicare! Come se mi avesse visto quanto ero brava da piccola...
Cosa? Qualcuno di voi sa già che la mia carriera di "ballerina di danza classica" è stata una meteora? Uffi, vabbè ma volete sapere realmente com'è andata?
 

Vi accontento subito!
 

Dovete sapere che sono stata introdotta alla danza classica alla tenera età di 6 anni. Mia zia Josefina (super fan del blog!), arrivata direttamente dall'Argentina,  è stata una ballerina professionista (pensate che ha fatto parte di diversi corpi di ballo, ha ballato in importanti teatri argentini e ha lavorato per molti anni in televisione facendo balletti di danza classica con la coreografa Adela Adamova a Buenos Aires).

Una volta tornata in Italia, ha deciso di aprire una scuola di danza proprio qui nel mio paese!!! 

Ovviamente il sogno di ogni bambina è poter indossare un tutù e le mitiche scarpette rosa da danza con quei nastri lunghissimi e bellissimi... Che accidenti a loro non sono mai riuscita ad intrecciare e legare con destrezza... fosse già un segno del destino? Bah... non saprei... già da questo indizio si può intuire che non sarebbe mai stata la mia strada...

Ehi, ma cosa credete? Ho comunque insistito... d'altronde come si fa a rinunciare alle scarpette e a quei costumi bellissimi per il saggio di fine anno? 

Impossibile! Pur di poterli indossare ero disposta a tutto! Forse a mia zia saranno venuti i capelli dritti nel vedere un fagottino scoordinato che fluttuava e spesso inciampava da una parte all'altra del palco e, ahimè, non oso pensare ai miei genitori... poveri, mentre gli altri si pavoneggiavano loro...

Ad amplificare la mia incapacità, era la presenza di mio fratello Edo che al contrario di me la danza, ce l'aveva nel sangue! GRRR... a ripensarci bene, capisco da dove arrivino alcune mie frustrazioni!


Comunque, chiudiamo il sipario e torniamo ora al mio amico Edgar.


Figlio di un banchiere agiato, cresce in un ambiente prospero e colto. Frequenta il liceo e si dedica alla copia di disegni e dipinti conservati al Louvre. Si iscrive all'accademia delle Belle Arti di Parigi e per completare la sua educazione artistica compie un viaggio anche in Italia. 

Frequenta artisti come Renoir, Sisley, Monet... con cui esporrà nel 1874 alla prima esposizione degli impressionisti...
Ma non illudetevi lui non è un vero impressionista! Infatti al pari di Manet, Degas predilige la figura umana al paesaggio, le vedute di interni alle scene di esterni, la resa del movimento allo studio dei mutamenti atmosferici della luce, il lavoro nell'atelier alle gioie della pittura immediata "en plein air" che ha caratterizzato l'intero movimento degli impressionisti.

 
I dipinti di Degas minuziosamente eseguiti nell'atelier, rivelano uno studio meditato e accurato delle composizioni che gli consente di indugiare con incisività sulla realtà psicologica dei personaggi.


I suoi soggetti preferiti sono tratti dalla vita quotidiana fatta di teatri, caffè, ippodromi ma anche di anonimi momenti di vita quotidiana, di gente umile e modesta. Che si tratti di stiratrici, cameriere, modiste o donne colte nell'intimità della loro toeletta, Degas rivela nei suoi dipinti, un nuovo interesse per i temi sociali.


Scopro una cosa interessantissima, pensate, non dipingeva solo con i colori a olio, ma moltissime sue opere furono realizzate con i pastelli... si, quelli che oggi usano i nostri figli per scarabocchiare a scuola... incredibile!


Comunque, personalmente, i dipinti che apprezzo maggiormente sono quelli dove ritrae le ballerine.

 
Una curiosità: in quei tempi i teatri non erano ancora elettrificati. Erano illuminati soltanto durante le rappresentazioni ed in questa situazione si andava agli spettacoli tanto per vedere quanto per attirare sguardi. I giochi di luce e ombre rafforzavano l'espressività delle ballerine.
Pensate che Edgar aveva ottenuto l'autorizzazione a lavorare a l'Operà di Parigi durante le rappresentazioni, le prove e i momenti di riposo dei ballerini. 

Una volta ritornato in atelier cercava di ricreare quelle scene con prospettive esagerate, distorsioni e scorci particolari, per dare l'apparenza di scene catturate dal vivo. E la cosa più interessante è, che dietro alla magia della danza e alla grazia delle ballerine, l'artista captava una realtà più prosaica di queste giovani ragazze, spesso miserabili, obbligate a prostituirsi e tentate dai soldi dei protettori. Egli dipingeva anche la fatica dei corpi disarticolati a forza di esercizi, e sottomessi a una disciplina infernale.
E chi lo avrebbe mai detto!!!


Direi che questo viaggio alla scoperta delle ballerine, dei teatri di Degas mi è piaciuto.

Ora caro il mio Editor, un pezzetto di me è ancora più "acculturato" ...eh, eh, attento... lo sai vero come si dice...: "a volte l'allievo supera il maestro!"

Ok, impossibile!
Impossibile perché mi manca l'arte della tua favella... Uhm forse qui ti do ragione... Nessuno mai potrebbe superarti... ma io in qualcosa sicuramente ti supero e a modo mio ne vado fiera...: sono spontanea e al tempo stesso imprevedibile in tutto... con me, vige la regola del "non si sa mai!"
La tua allieva sta crescendo... Attento!


P.S. E voi avete mai fatto danza?

sabato 8 agosto 2020

Walter De Maria a Treviso! Ma dai! Non è possibile!

2 agosto 2020

Tempesta dentro...

Tempesta fuori...

Sono in auto. E' sera. E' tardi.

Alla guida mio fratello. Prima di salire in macchina annuso l'aria... è umida, c'è un caldo atroce. Di quelli che ti fa sudare solo al minimo respiro. Ma qualcosa nell'aria sta cambiando, lo percepisco... è palese. 

Questo è l'ennesimo viaggio verso un pronto soccorso. 

Oramai non sopporto più la stessa parola: "PRONTO SOCCORSO". 

Edo che vuole tirarmi su il morale mi dice "Benvenuta a bordo signorina, per godere di un fantastico viaggio in direzione Treviso. Abbiamo notato con piacere che la meta è di suo gradimento visto la sua smania di tornarci appena può. Per rendere il tragitto più confortevole, abbiamo attrezzato il mezzo di ogni confort... basta chiedere e se sarà fortunata, a breve potrebbe vincere pure l'ennesimo soggiorno nell'Hotel a 5 stelle, "Ospedale di Treviso" con servizio extra lusso superior!"

Ad aggiungere ironia e sorrisi all'evento, mi vengono in mente le attività sportive che il mio Editor ogni volta mi elenca parlando dei miei recenti soggiorni al "5 stelle": lancio della dentiera, corsa ad ostacoli col palo della flebo, sagra della vena varicosa, lancio del catetere e via dicendo...

Un principio di risata nervosa, isterica, arriva. Ma purtroppo viene subito soffocata dalla tensione che in questo momento attanaglia tutto il mio corpo. 

Tre ore e mezzo dopo sono seduta di nuovo in macchina. Questa volta il soggiorno non l'ho vinto! Meno male... Sono super felice!

Quando il medico mi ha detto che potevo tornarmene a casina l'ho guardato dicendo: "Sta dicendo sul serio, non è uno scherzo vero? Non sto sognando?" Lui mi guarda perplesso (o cavoli, ho sbagliato! Ha sbagliato!!! Forse ci sta ripensando...) Poi fortunatame, mi fa un sorriso, mi accarezza la testa e dice "Può andare a casa... quella è la porta!".Vorrei abbracciarlo ma sarebbe sconveniente!

Quando esco, nel buio della notte, comincia a scendere qualche goccia. Io godo nel sentire le goccioline che mi bagnano il viso, i capelli... mi fanno sentire ancora più viva.

Edo mi sta aspettando. Ha un sorriso raggiante. E' felicissimo di riportarmi a casa.

Mentre siamo in autostrada il cielo comincia ad illuminarsi. In quegli istanti si vedono le varie forme delle nuvole che hanno deciso di darsi un appuntamento sopra ed intorno a noi, per una specie di spettacolo pirotecnico... In quel momento si scatena la tempesta. Adoro poter ammirare questi fenomeni atmosferici. E' come se ciò che prima era dentro di me ora si stesse palesando fuori! Soprattutto perché mi sento al sicuro e posso godere a pieno dell'intero spettacolo. Cominciano a comparire i primi fulmini che per ora sono abbastanza normali ma ad un certo punto, sembra che qualcuno lassù abbia deciso di sbalordirci e cominciano a cadere fulmini impressionanti, verticali, orizzontali, a forma di radice... sopra, di lato, a destra, a sinistra... talmente frequenti da lasciarci senza fiato.

Questaa scena mi ricorda qualcosa e, senza rendermene conto, ad alta voce dico..."ma si Walter De Maria!". 

Edo, che è intento a guidare tutto concentrato sotto questa pioggia torrenziale dice: "Ecco, ti pareva che pure qui, tu ci trovi l'arte!". 

Io sono elettrizzata e parto entusiasta a parlare a raffica di questo personaggio. Non mi sembra vero. Posso parlare di Arte in una situazione così paradossale!

Walter De Maria, è stato uno scultore statunitense, ovviamente di origine italiana visto il cognome, ed è considerato uno dei massimi esponenti della Land Art.

Tra gli anni 60/70 comincia ad intervenire sul territorio con le sue "monumental sculptures". Nel '68 per esempio, disegna con la calce delle linee parallele all'interno del Mojave Desert, in California, mentre nel '77, in occasione di Documenta, la grande rassegna di arte contemporanea che si svolge a Kassel in Germania, ogni cinque anni, fa penetrare nel terreno un'asta metallica per un chilometro.

La sua opera più famosa, però, rimane The Lightning Field del '77. 

In questa monumentale installazione, posta in un angolo remoto del deserto del New Messico, De Maria cerca la complicità della natura per mettere in scena un evento sempre straordinario. Dopo aver conficcato in verticale nel terreno 400 pali metallici appuntiti, su un'area di circa 3 chilometri quadrati, ne sfrutta l'effetto-parafulmine durante i temporali, raccogliendo e moltiplicando la potenza dei fulmini creando un grandioso spettacolo  di luce.



L'installazione è visitabile da maggio a ottobre e il flusso turistico è regolato da norme molto rigide. Dopo un viaggio di circa due ore, i pochi visitatori, sei per l'esattezza, ammessi di volta in volta, vengono sistemati in un ambiente di tre stanze a quaranta minuti dall'opera. All'altipiano si giunge su un fuoristrada ed è vietato fare fotografie e fare riprese con la telecamera. E' "SOLO" un'esperienza emozionale.

Pagherei oro pur di essere tra quei pochi fortunati che vi possono accedere.

Quando le condizioni meteo sono favorevoli e si formano i tipici nuvoloni che precedono un temporale, si possono ammirare tantissimi fulmini schiantarsi al suolo, attratti dai quei "semplici" pali di metallo.

Ora io ho presente solo le foto che ho trovato in rete, ma dopo lo spettacolo che ho visto questa sera, mi piacerebbe tanto avere l'occasione di vedere dal vero l'opera di De Maria!

Edo resta stupefatto dal mio racconto ed io sono convinta che in questo istante entrambi siamo protagonisti e spettatori di una grande performance messa in scena dalla natura stessa!

Tutta la tensione è svanita e ha lasciato il posto all'euforia, al divertimento, alla sorpresa di vedere come sarà il prossimo fulmine!!!

Amo la tempesta... quella della natura! 

P.s. E a voi che effetto fa una tempesta?


giovedì 6 agosto 2020

Un mio regalo per lui: Egon Schiele

 6 agosto 2020


Voglio fare un regalo al mio Editor!
Si avete capito bene...

Nonostante sia un uomo burbero, convinto di essere l'unico "acculturato" sulla faccia della terra, in preda ad attacchi apoplettici continui ogni volta che apro bocca, è anche colui che mi ha introdotto sapientemente e, soprattutto, pazientemente in questo fantomatico mondo artistico.
Che ha aperto la mia mente e che, soprattutto, ha saputo rispondere correttamente, a volte in modo semplice a volte in modo pesantuccio (ammettiamolo) ai miei miliardi di quesiti...
Ehmm mi conoscete, sono curiosa... e lui è colui che ha creduto e intravisto in me la possibilità di realizzare questo Super Blog... (nonostante le premesse non fossero incoraggianti) mi ha spronata dicendomi spesso "Allora? ti dai una mossa si o no?"
Insomma sono giunta alla conclusione che si merita un bel regalo, e così ho pensato di scrivere un pezzo sul suo artista preferito!!! O almeno credo... Vabbeh, so che gli piace molto...

Perché siete tutti ammutoliti?

State forse pensando che il mio è un "big mistake"?
Ok, avete ragione!
Avrebbe sicuramente preferito di gran lunga un invito a cena a base di pignatta stracolma di "spaghetti all'nduja" accompagnati da una pirofila ripiena di "melanzane alla parmigiana" e ciotola finale (no, meglio terrina) ripiena di gelato alla vaniglia, banana e magari decorazioni alla Nutella!
ma questo ho da offrirgli: un bel post sul mio Blog e basta! E voi, basta fare i soliti pessimisti!

Cosa dite? Dite che scrivere su il suo artista preferito sia rischioso?

Beh, sapete che vi dico? Amo il rischio! D'altronde sono o non sono una piratessa? E poi se dirò qualche castroneria, rafforzerò la sua convinzione di essere insuperabile e perfetto (fin che ci crede lasciamolo crogiolarsi nella sua convinzione. Sapete, ad una certa età è difficile cambiare... intendiamoci, tutto questo, non è valido per me!).

C'è solo un piccolo, minuscolo, insignificante particolare: non ho tenuto in considerazione... il fatto che non conosco affatto questo artista!
E di conseguenza, per ora, non mi piace neanche tanto!

Ecco l'ho detto!
Ma acqua in bocca. Sapete, Mr. Gallery a volte  potrebbe comportarsi come i bambini : "non ti piace quell'artista lì? Allora non sei più mio amico! Tiè!". Sempre colpa dell'età, ovviamente... come si dice? "Invecchiando si torna ad essere bambini!"!

Comunque tutto ciò non mi fa desistere e anzi oramai mi conosco e so che se proverò a scoprirlo, ...e lentamente... potrei pure innamorarmene.

Mi tuffo a capofitto nei miei libri d'arte "acchiappando", ehmm si dice acquisendo, tutte le informazioni possibili. E dall' iniziale indifferenza sento crescere in me un desiderio di saperne sempre di più.



Egon Schiele (attenzione leggetelo nel modo giusto: "Scile" ...cosa che io, ho cannato subito ovviamente!).
È nato nel 1890 a Tulln vicino a Vienna.
Il padre era capo stazione e sperava che il figlio seguisse le sue orme invece di "perdere tempo a disegnare ". Pensate che un giorno dalla rabbia e frustrazione che suo figlio non volesse seguire le sue orme, distrusse tutti i suoi lavori.
Fu solo dopo la morte del padre, avvenuta quando aveva 15 anni, che ebbe, grazie allo zio che lo aveva preso sotto le sue cure, la possibilità di iscriversi all'Accademia di Belle arti di Vienna.
Il suo insegnante, il suo mentore, è il grande Gustav Klimt!
Addirittura acquistò molti dei suoi disegni e lo presentò ad importanti mecenati.
Naturale che le prime opere mostrano somiglianze sconvolgenti con quelle del Maestro, inoltre, i due hanno condiviso per tutta la vita un reciproco apprezzamento, amicizia e si dice anche amore per la stessa donna: Wally, che con Schiele visse per qualche tempo in stile "bohémien"!

Caspita, più approfondisco le storie di questi artisti e più mi rendo conto che molti non si accontentavano di una sola donna... ma erano un po'... come dire? "uccel di bosco"!

Pensate, e qui scatta il pettegolezzo, che lo stesso Schiele adorante indefesso del genere femminile, prediligesse come modelle giovani adolescenti e si dice che avesse un intrallazzo pure con la sorella della moglie che gli si prestava come modella... A tal proposito l'opera che più mi piace, che più mi affascina, è un ritratto appunto di questa donna!


"Protagonista di questo dipinto realizzato su carta con acquerello e matita, è una giovane donna. Carica di energia nervosa, la modella di Schiele sembra fissarci dritto negli occhi, con uno sguardo e un atteggiamento carichi di erotismo. Il corpo è muscoloso, le mani contratte sulla caviglia, il collo contorto. Tutti elementi che contribuiscono a rendere inquietante quest’opera dalla struttura molto compatta. Un’inquietudine espressa con nuda brutalità, come dopotutto ritroviamo spesso nelle figure ritratte da Egon Schiele."


Più guardo le sue opere, più approfondisco l'argomento, capisco di quanto contorto e drammatico sia lo stato l'animo e il sentire di questo artista.
Provate a osservare i suoi autoritratti, oppure i ritratti delle modelle dove i corpi appaiono contorti e la sessualità è quasi, o senza quasi, cruda, scarnificata.
È stato un importante pittore figurativo dell'inizio del ventesimo secolo. Attore fondamentale della "Secessione Viennese" che ha creato oltre 3000 opere su carta e circa 300 dipinti, spesso considerati scioccanti e offensivi per il loro erotismo esplicito e impenitente.
I suoi tratti, le sue linee, appaiono spesso spigolosi. Un esempio sono le mani, che in certi lavori sembrano scheletriche.
Respingeva le tipiche convenzioni sui temi  della bellezza e introduceva emozioni esagerate, forti. Troppo forti per la sua epoca.

Trascorse 21 giorni in prigione perché accusato di aver sedotto una minorenne e aver fatto vedere disegni osceni a minori.
Nel suo diario dal carcere scrive: "...nessuna opera d'arte erotica è sconcia se è artisticamente significativa,  può divenire sconcia se chi la guarda lo è..."

Morì a 28 di spagnola insieme alla moglie che era incinta di 6 mesi, proprio quando stava cominciando ad essere famoso e la sua arte veniva "sdoganata" dai collezionisti di tutto il mondo.

Non ci crederete ma questa full-immersion dura da più di 3 giorni.
Ho letto, ho cercato, ho soppesato e valutato.
Mi sono interrogata molto su cosa apprezzo e non apprezzo di questo pazzo artista...
Ne ho pure discusso con Mr. Gallery e indovinate un po'? Anche lui adora il dipinto che piace a me!

Cavoli allora sto migliorando! Il mio gusto si sta formando... Mi vedo già là in qualche mostra, o evento, ad un vernissage in veste di curatrice e...
Ok, sto volando troppo con la fantasia?
Va bene, va bene, state calmi! Avrei lo stesso del tempo da dedicare al mio blog, se è questo che vi preoccupa!


Ok che ne pensate, questo pezzo, potrebbe piacere a Mr. Gallery? Apprezzerà questo regalino?

Sicuramente si lamenterà per qualche piccola inesattezza... lo conosco!

Vabbè, lasciamolo parlare tanto prima o poi resterà a bocca asciutta! Non ci credete?
Uhmmm improbabile, ma non impossibile!

P.S. e a voi che opera piace di questo artista?