domenica 16 febbraio 2020

Ciao Keith!

TUTTOMONDO - Keith Haring, Pisa

16 febbraio 2020

Perché scrivere di Keith Haring se nella mia vita ho avuto l'opportunità, per ora, di vedere solo una delle sue opere?
... e a dire il vero forse una di quelle che lo rappresenta meno...
Secondo me è questione di pelle...
Mi spiego: avete mai avuto la sensazione di conoscere una persona e rendervi conto che tra voi si è creato un feeling immediato? Una simpatia vera e propria?
...ecco per me è così.
Semplicemente mi piace.
Come artista e come persona! Mi ispira simpatia e, visto che oggi ricorre l'anniversario della sua scomparsa, mi sembrava carino rendergli omaggio!

Ho visto recentemente su fb, non ricordo su quale profilo ma sicuramente di qualche altro "malato d'arte" come me, pubblicata l'opera "Tuttomondo".

La sua più grande realizzazione. Eseguita a Pisa nel 1989 e... una volta vista (ahimé per ora solo in fotografia) non puoi assolutamente restarne indifferente...

Un Keith Haring, già malato che sceglie Pisa per la sua ultima apparizione pubblica "ufficiale". Eppure un'opera piena di vita, di gioia, di allegria!
E' un tripudio di colori, di omini (i suoi famigerati Radiant Child), piena di significati profondi... e la cosa che più mi ha colpito è, che è stato grazie ad un ragazzo italiano, Piergiorgio Castellani, conosciuto a NY, che quest'oggi possiamo ammirare questa sua opera!!!

La sua opera che invece ho avuto l'onore di vedere io, l'ho trovata in una mostra di Banksy (di cui magari vi parleró in un prossimo post), "untitled" del 1983 e rappresenta un cane (Parking Dog) che ha ripreso lo stesso Banksy nelle sue opere x testimoniare che la miglior "arma da combattimento" non sono le armi o i pitbull ma "l'Arte!!!"

Oggi, 16 febbraio 2020, si celebrano i 30 anni dalla sua scomparsa.

"Mio caro Sig. Haring, sei mancato troppo presto ed io ti ho scoperto troppo tardi! Ciao Keith, ovunque tu sia!"

E sinceramento lo immagino armato di bomboletta spray a decorare le nuvole con le sue straodinarie e colorate figure!


P.s. spesso quando vai a vedere la mostra dedicata su un artista, puoi avere la fortuna di trovare opere di altri artisti...
Quindi c'è sempre l'effetto sorpresa!!!



per vedere gli altri miei interventi su Banksy, clicca qui 


Keith Haring - Untitled, 1983

venerdì 14 febbraio 2020

Al cinema con papà...


12 febbraio 2020

Questa sera sono emozionata!
Andrò al cinema a vedere "Impressionisti Segreti".
Un docu-film dedicato ad uno dei movimenti artistici più importanti degli ultimi 200 anni e sarò accompagnata da un uomo speciale: mio padre! (Che ho scoperto essere il mio lettore più attento).

Dico la verità non so cosa aspettarmi.
Da un lato ho paura che mi annoiero' e finirà che mi addormenterò semi sdraiata sulla poltroncina.
(Si avete letto bene, perchè? Perché gli impressionisti non mi hanno mai, pur riconoscendone tutta l'importanza dovuta, entusiasmato più di tanto); dall'altro, spero di sbagliarmi di grosso!!!

Arriviamo al cinema 15 minuti prima perché ho paura di non trovare posto... ma... ma dove sono tutti? La sala è vuota!
Provo un moto di sconforto perché è un vero peccato che nessuno sia stato attratto da questa rassegna dedicata all'arte. Fortunatamente, e lo dico per l'umanità, 5 minuti prima che inizi il film, la sala si anima un pochino.

Si spengono le luci, e inizia la proiezione.

Il documentario spiega che il movimento degli impressionisti nasce a Parigi fra il 1860 ed il 1870, ed è di fatto, l'introduzione alla grande mostra Impressionisti Segreti in corso a Roma a Palazzo Bonaparte (visitabile fino al prossimo 8 marzo).
Ma chi erano gli impressionisti? Semplicemente un gruppo di giovani artisti, che decisero di dipingere una "realtà quotidiana", fuori dagli schemi e soprattutto, fuori dagli atelier: En Plain Air.
E cosa ancor più straordinaria che, con consapevolezza o no, cambiarono definitivamente il sistema dell'arte di allora, traghettangolo fino ai giorni nostri con gli appellativi "arte moderna" prima e, "arte contemporanea" poi.

La cosa magnifica di questa mostra (e di conseguenza di questo video) è che propone ai visitatori, la visione di opere impressioniste provenienti da collezioni private e di conseguenza, praticamente mai viste prima... E questo è il perchè del titolo, "impressionisti segreti".
Con tutte queste informazioni non posso farmi sfuggire nulla e quindi comincio a prendere appunti sul telefono... Mio padre che osserva sempre tutto, sconvolto, mi guarda e dice quasi sussurrando: "ma non li hai mai presi neanche a scuola!"
Rido orgogliosa tra me e me... e... rispondo prendendolo sottobraccio: "Papà, allora non avevo un blog!".

La pellicola racconta che, a quei tempi, tutti i critici d'arte, rifiutarono il lavoro di questo gruppo di "strani pittori" perché il loro cambiamento stilistico era stato decisamente rivoluzionario! Difficile da accettare ai più.
Avevano cambiato il modo di dipingere e la critica accademica non poteva sostenerlo.
Nei loro dipinti si poteva percepire il movimento, la luce naturale e cosa più importante, l'essenza, l'anima ed il sentimento dell'artista stesso.

Superfluo ricordare i nomi dei più famosi protagonisti di questo movimento... ma lo faccio lo stesso: ci sono i paesaggi naturali di Monet, quelli di Manet, i contadini di Pissaro, le donne e i bambini della Berthe Morisot, le donne "burrose" di Renoir e tanti altri...

L'artista che, confesso, più mi è entrata dentro, facendo breccia nel mio cuore, è sicuramente la Morisot.
C'è, presentato in questo documentario, un suo lavoro dove rappresenta una donna in parte nuda davanti allo specchio, e che nonostante la sua pudicita', risulta di una sensualità disarmante.

l'opera "incriminata" di Berthe Morisot

Insomma, 90 minuti che volano, e quando si riaccendo le luci della sala, sono talmente dispiaciuta, da rimanenerci male, quasi come una bambina a cui è stato sottratto il proprio giocattolo. Avrei voluto saperne ancora, scoprire di più. E ora più che mai mi è venuta voglia di andare a Roma a visitare la mostra!
Insomma, esco dal cinema contentissima! Da oggi, non considererò più gli impressionisti noiosi e pesanti! Lo giuro!
Certo non incarnano il mio stile preferito, ma sono stati comunque degli "apri pista" per tutto ciò che è successo nell'intero mondo dell'arte del '900! Anche per le cosidette "nuove correnti"... quelle che più piacciono a me e per le quali batte sempre forte il cuore!

P.s. mai dare per scontato nulla soprattutto nell'arte...

P.s. Innamorata della vita, dell'arte e sopratutto dell'amore, visto che oggi, il giorno della pubblicazione di questo post, è San Valentino...
Auguri a tutti!

giovedì 13 febbraio 2020

Una mostra ad un prezzo speciale... ma ne è valsa comunque la pena...


Eccomi qui, pronta per Guaguin

febbraio 2020

Io e Chiara, la mia amica, siamo appena uscite tutte belle infervorate dalla mostra di Ubaldo Oppi (vedi il post precedente).

Abbiamo un passo spedito, quasi marziale! Ci stiamo dirigendo verso Palazzo Leoni Montanari, seconda tappa della nostra giornata Vicentina. Motivo? Andare a vedere la mostra su Gauguin che chiude alle 18 e ahimè ...sono le 17!

Con Chiara mi metto d'accordo. Non perderemo tempo a lasciare le giacche al guardaroba e l'audioguida, per questa volta, l'ascolteremo a singhiozzi!

Arriviamo alle Gallerie d'Italia, sede della mostra, tutte trafelate e ci dirigiamo di corsa a prendere il nostro pass.

La hostess è molto gentile e ci dice che il biglietto viene 5 euro. Io e Chiara ci guardiamo e sorridendo quasi sbalordite diciamo:" Perfetto!!!". Cavoli un'intera mostra di un artista così famoso a 5 euro!! Ma quanto siamo fortunate oggi!
La mostra è al primo piano, ma quando arriviamo ci accorgiamo che il piano è vuoto, forse avrà detto secondo piano... in un angolo scorgiamo un pannello con scritto a caratteri cubitali: Paul Gauguin, Thaitiani in una stanza.
Entriamo e di opere ce ne sono... Una!
Si una.... e soltanto Una!
Avete capito...  ecco svelato il segreto del titolo della mostra... "Thaitiani in una stanza..."!!!

"Thaitiani in una stanza..."

Guardo la hostess e chiedo dove fossero esposte le altre. Lei con un sorriso affabile, mi dice che la mostra è solo su un'opera... questa!!
Ed ecco svelato un altro mistero, quello del biglietto ad un prezzo così abbordabile!

Per un attimo mi sento una perfetta idiota... Ma vabbé, sto ammirando un'opera di tale bellezza che venire a vederla ne è valsa comunque assolutamente la pena.

Ok, è uno solo... ma che bellezza!!!

Mi perdo nelle trame della tela, scruto tutte le singole pennellate ed ogni minimo particolare in essa presente...
 
La firma "galeotta"
Per concludere decido di fare qualche foto ed in particolare decido di fotografare la firma sul quadro... DELIRIO!!!
Il mio gesto, a mia insaputa, fa scattare l'allarme!
La hostess mi si avvicina e guardandomi con gentilezza mi avvisa che ho appena fatto scattare l'allarme ed io la guardo sbalordita e dico" chi io?"
La hostess ben educata, fortunatamente si guarda attorno e non vedendo nessun altro mi risponde:
"si Lei... visto che non c'è nessun altro!!!"
Chiara, la mia amica, presa da una risata compulsiva si gira per non farsi vedere ed io con la mia faccia da merluzzo, comincio a ridere sommessamente... la scena è molto divertente... per la seconda volta nel giro di pochi minuti mi sento una perfetta idiota!

Presa comunque dall'euforia e dall'ilarità, oramai isterica, continuo a scattare foto e... non so come ci riesco, ...visto la ridarella... che ovviamente cerco di soffocare con nonchalance...

Alla fine cerchiamo di  darci un contegno e come due perfette donne eleganti, usciamo per andare a trovare ristoro, dove riposarci e ridere liberamente sull'accaduto!

P.s. se il biglietto costa poco chiedetevi il perché!

martedì 11 febbraio 2020

Mi sono innamorata di un uomo di 131 anni... Ubaldo Oppi


febbraio 2020

Vi è mai successo di stare in casa, influenzati, per una settimana intera (con un sole splendente fuori) e arrivare al settimo giorno e dire: "avessi anche 40 di febbre, oggi scappo da casa!" E poi farlo?

È proprio quello che ho fatto domenica!! Ok febbre non ne avevo, sarò sincera però, vi assicuro che avevo una stanchezza infinita addosso, ma ero disposta a far finta di niente pur di uscire.

domenica 10 febbraio ore 9'30

Mood di oggi: sopportare ad oltranza!

Chiamo la mia amica Chiara (quella della biennale, ricordate il post Biennale di Venezia? la mia Disneyland... cap. 1) per chiederle se è disposta a fare una gita a Vicenza e andare a vedere un paio di mostre.
Ovviamente entusiasta accetta anche perché è felice di essere partner di queste mie scorribande pro blog!
Ho deciso di andare in auto e qui l'avventura diventa ancora più avventurosa, visto le mie doti automobilistiche e che nessuna delle 2 conosce bene questa città. E ad occhio e croce anche il navigatore deve avere lo stesso problema, visto che riusciamo a sbagliare strada anche con lui!!
Maledetto e ormai vecchio TomTom!

Dopo vari girotondi nelle rotatorie, arriviamo a destinazione super entusiaste di avercela fatta.
Ci guardiamo elettrizzate e col sorriso stampato sul viso ci avviamo alla ricerca della Basilica Palladiana, sede di "Ritratto di Donna il sogno degli anni venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi".

Arrivate alla meta, restiamo senza parole nel vedere questa sede a dir poco meravigliosa!

Entrando ci sentiamo privilegiate ad avere avuto questa bella intuizione (complice il fatto che qui, tutti sono molto gentili, partendo dagli usceri che al nostro passaggio ci aprono le porte... d'aldronde come poteva essere differente?... scivolata di spicciola vanità femminile...).
Armate di audio guida e telefono per scattare le foto alle opere che più faranno "scattare" in me l'irrefrenabile impulso di riportarle poi su queste pagine, iniziamo la nostra visita.

Ed indovinate un po' chi ti trovo nella prima sala? Ma si è proprio lei Giuditta II di Gustav Klimt che già in passato era stata motivo di grande emozione per la sottoscritta (qui scatta il primo selfie...vedi post il Gustav Klimt e una lacrima sul viso)!
La sorpresa aumenta quando mi accorgo che ci sono opere di artisti illustri come Picasso, Sironi, Casorati, Campigli, Funi, Mafai. Con una selezione di dipinti che parlano di "Donne fatate, smarrite in un orizzonte di fiori o fluttuanti in mari argentati, perdute nell'abbraccio del proprio amato, si mutano in presenze magnetiche e diventano idoli di bellezza".
Trovo il tutto di una bellezza disarmante, anche se le mie emozioni hanno un picco verso l'alto quando mi soffermo davanti a opere come: figura di profilo femminile, di Ubaldo Oppi; le spose dei marinai, di Massimo Campigli; la preghiera, di Felice Casorati; le Amazzoni, sempre di Oppi; concerto, ancora di Casorati e nudo allo specchio, di Mario Sironi.

Nel corso della visita, fotografo ciò che più voglio conservare nel mio cuore e condividere con voi. Sfidando le facce incredule di alcuni visitatori mi metto anche in posa per sembrare il prolungamento di un'opera!
Usciamo dalla sala esaltate. Con il cuore gonfio di gioia e per avere ancora una volta dato retta al mio istinto che mia ha portato ad uscire di casa. Se non lo avessi fatto non avrei avuto l'opportunità di "cibarmi" con queste bellezze...
Dirigendoci verso la nostra seconda meta parliamo fitto, fitto come due ragazzine che hanno appena visto il loro film preferito.
Le cose strabilianti sono due: io della stanchezza influenzale non ho il benchè minimo ricordo e ho scoperto di essermi innamorata di Ublado Oppi (Bologna 1889 - Vicenza 1942) che... ora arriva la bomba..., fino a qualche ora fa, non sapevo neanche che fosse esistito!

P.s. se non ti senti in forma conosco una medicina che fa portenti: l'Arte!!

le Amazzoni (attenzione, mi riferisco al quadro... ) di Ubaldo Oppi

figura di profilo femminile, di Ubaldo Oppi

nudo allo specchio, di Mario Sironi

le spose dei marinai, di Massimo Campigli

la preghiera, di Felice Casorati

domenica 9 febbraio 2020

Biennale di Venezia? la mia Disneyland... Cap.1


maggio 2019

Sono le 8 del mattino.
Mi trovo alla stazione dei treni, con Chiara, una mia amica e collega.
È fine maggio, c'è il sole e per l'occasione mi sono messa la mia salopette preferita...
Si perché per un evento del genere, bisogna essere se stessi, e questo è ciò che mi rappresenta di più in questo momento...
Ora vi starete chiedendo "dove capperi andrà mai quest'oggi?...
Risposta: "vado a visitare la Biennale di Venezia!"
Lo so, lo so, un comune mortale penserebbe: "e vabbe' capirai...",
ma per la sottoscritta l'eccitazione è alle stelle!!!
Chiara mi guarda e mi dice: "sembri una bambina che deve andare a Disneyland..."
Io non trattengo più la frenesia, la guardo, le stringo le mani e le dico: "ti rendi conto che stiamo andando alla Biennale?"
Mi guarda, ride e mi dice a modo suo: "Oh Signor! Se non ti conoscessi bene, potrei pensare che tu sia sotto l'influsso di qualche droga... o rito di stregoneria!!!".

Arriviamo all'esposizione dell'Arsenale (la Biennale è suddivisa tra Arsenale, Giardini ed eventi collaterali) e all'ingresso non resisto devo assolutamente farmi fare una foto, da postare successivamente sui social, per far vedere a tutti, che io sono qua: alla Biennale!!!
È da quando l'hanno inaugurata, il 9 maggio scorso, che aspetto questo momento...
La mia compagna di viaggio è affascinata quanto me da questo mondo surreale e, in un attimo ci ritroviamo avvolte da questo vortice impetuoso che ci fa provare emozioni forti, a volte indecifrabili, ma belle perché ci danno la possibilità di ragionare, confrontare, parlare, fare discorsi quasi filosofici e ricercare significati, ahimè, a volte molto, molto improbabili!
Una delle opere dell'Arsenale che più mi ha lasciato col fiato sospeso e mi ha fatto provare paura è stata quella del padiglione delle Filippine: a piedi nudi si cammina sopra ad una struttura con un gioco particolare di specchi, che ti fa credere che se non ti metti in equilibrio sopra ad una pila interminabile di libri o quant'altro, potresti cadere in un buco nero profondissimo... dire che ero terrorizzata è poco ma è stato grandioso affrontare la paura!

P.s. Biennale d'Arte a Venezia... da fare almeno una volta nella vita... ( tanto poi non si smette più!)

P.s. Un giovane artista, da poco diplomato a Brera, che ho conosciuto di recente, ce l'ha con chi vuole per forza trovare un significato nelle opere... Ma questa è un'altra storia... che prima o poi vi racconterò!




giovedì 6 febbraio 2020

Come guardare l'arte contemporanea (...e vivere felici)

Io e shhhh... il "mio" regalo

febbraio 2020

La scorsa estate mi è stato vivamente consigliato e prestato questo libro di Giorgio Guglielmino, edito da Allemandi &C...
devo specificare che questo prestito si  è trasformato nel corso della lettura uno splendido regalo... (lo dico sottovoce per non farlo sapere a chi è ancora convinto di rivederlo nella sua biblioteca....ssshhhh)!!!
Questo scritto è pensato per chi come me, ha una mente fresca per godere le opere d'arte, in cui non ci sono ancora influenze e preconcetti... insomma una mente libera e soprattutto inesperta!

Una mente quindi pronta ad accogliere, con l'aiuto di questo libro, le opere pubblicate con stupore, sbigottimento e perplessità... arrivando a cogliere,  incredibilmente, armonie nascoste... tutto senza paroloni indecifrabili anche per un "Novellino", ma con un linguaggio semplice e piacevole!!
Artisti come Jannis Kounellis, Mario Merz, Wolfgang Laib (solo x citarne alcuni...) non saranno più incomprensibili, ma interessanti e soprattutto intriganti!!!

P.s. fate sempre attenzione a chi prestate i libri 😉

martedì 4 febbraio 2020

Gustav Klimt e una lacrima sul viso

Io con Giuditta II, selfie a Ca' Pesaro, Galleria  Internazionale di Arte Moderna, Venezia

Ottobre 2019
 
Il mio ricordo va a circa 25 anni fa...
Mi ero trovata con tre amiche di scuola per vedere l'ultimo film "strappa lacrime" di Julia Roberts: "Scelta d'Amore".
Quattro ragazze, poco più che sedicenni, sdraiate ai piedi del divano (era più cool, che non sedercisi sopra...) a sgranocchiare patatine Pai, le mie preferite, quelle che ti si incollano ai denti, a sognare e piangere per questa storia romantica e allo stesso tempo tragica.
Proprio grazie a questa pellicola ho conosciuto "Il Bacio" di Gustav Klimt...
Un'opera di cui allora, sarà stato per il film, sarà stato forse per un primo accenno di passione, mi ero perdutamente innamorata!
Lo scorso settembre mentre ero in visita a Ca' Pesaro, la Galleria Internazionale di Arte Moderna di Venezia, ho "incontrato" il mio primo Klimt. Non me lo aspettavo! Non sapevo che era lì!
Stavo ammirando le tante altre opere e ad un certo punto... "Eccolo"!
Ero davanti ad un'opera di Klimt... ho guardato subito la didascalia a fianco per essere certa di ciò e quando lessi: "Giuditta II olio su tela, G.Klimt" il mio cuore ha sobbalzato.
Quasi non ci credevo! ...un turbinio di emozioni, di ricordi... tutto è tornato a galla e una lacrima è scesa sulla mia guancia... Ho scoperto il potere evocativo dell'arte!

P.s. L'Arte può sconvolgerti anche a sorpresa.


Giuditta II, 1909, olio su tela, Gustav Klimt, Ca' Pesaro Galleria Internazionale di Arte Moderna, Venezia