martedì 21 aprile 2020

Alla fiera dell'est... per due... milioni di dollari...




sabato 11 aprile 2020

Buongiorno a tutti!
Sono le 7'00 di un sabato mattina. Più precisamente quello prima di Pasqua... ed io, tanto per cambiare sono già sveglia!
Ma è mai possibile che nemmeno in vacanza riesco a dormire di più?

PAUSA RIFLESSIVA

Oh cavoli, è vero lo so, sono in vacanza forzata da più di un mese e anche se vado a letto più tardi la sera, verso la mezzanotte, rispetto alle 22'00 delle mie giornate lavorative, la mattina immancabilmente alle 6'30 massimo le 7'00 sono sveglia!

Ok, interessava a qualcuno? No?!? Pazienza!

Il guaio è che, anche quando mi "giro dall'altra parte" dicendomi "dormi che è presto" e mi metto con la testa sotto il cuscino, dopo 5 secondi netti, comincio a sudare, pensare, rimuginare sulle cose da fare, mi manca il respiro e... e così sono costretta a uscire a respirare e quando mi rimetto comoda state pure sicuri che sono sveglia come un campanello... Quando sono così, la mia mente comincia già a frullare e a quel punto chi la ferma più?
Ho sempre sentito dire che "il mattino ha l'oro in bocca". Mai più di così, questo detto per me corrisponde al vero!
Mi alzo quindi e in punta di piedi raggiungo il divano. O meglio, l'angolo di divano dove con maestria sistemo il cuscino per la mia seduta di lettura mattutina.
Oggi, ho mille idee in testa... finire di guardare il film di Van Gogh (vedi post), finire di leggere il libro di Thompson,  guardare gli ultimi post su fb, su istagram,  cercare una nuova ricetta per fare il pane, qualche nuova idea per il pranzo e... Ok, se il mio Editor fosse qui, mi avrebbe già  acceso il pc per il film, messo sotto il naso il libro aperto esattamente alla pagina in cui lo avevo lasciato e, si sarebbe messo lui a cercarmi la ricetta... tutto ciò non perché premuroso... ma perché dice, cosa assolutamente non vera, che ogni tanto divago... ma non sprechiamo tempo!
Resto in dubbio per qualche secondo e alla fine opto per il libro. Il resto... vabbeh, a dopo.

Oggi comincio il capitolo che tratta le fiere d'arte e resto piacevolmente sorpresa perché ieri sera al telefono col mio Editor si parlava proprio di fiere più importanti d'Italia... vi descrivo la scena...
Parlando di un pezzo che ho scritto nel pomeriggio, dove trattavo l'argomento aste, mi ritrovo a parlare anche delle fiere italiane (non chiedetemi come ci sono arrivata). Alla sua domamda: "tu sai quali sono le fiere più importanti in Italia vero? Ormai sei ferrata sull'argomento..." prontamente rispondo "certo Artissima di Torino è la più importante!"
A quel punto sento il mio Editor che comincia a tossire... eccoci ci risiamo... ma uffi! Non era Artissima la fiera più strana, più fuori dagli schemi, più importante insomma... più, più...?
Allora per salvare la situazione dico velocemente: "Ah no, dai che sciocca, è sicuramente Grand'Art di Milano... scusami un errore di distrazione..."
Purtroppo... la situazione peggiora e non sento più la tosse ma un mugugno... o forse è il fischio del fumo che gli esce dalle orecchie?
Con un tempismo da record, riprendo il discorso prima di lui per salvare il salvabile e dico: "Caspita se non è Artissima e nemmeno Grand'Art allora è sicuramente la fiera di Bergamo!!!". BINGO!!! ...nel senso colpito e affondato!

Silenzio...
Troppo silenzio...
Respiro affannoso... uhmm è già qualcosa. Vuol dire che è ancora vivo...!

"Ehmm, Editor ci sei? Tutto bene? Stai bevendo un bicchiere d'acqua?"
"Ma con tutto quello che stai leggendo e che ti sto spiegando possibile che non hai ancora chiaro quali sono in ordine le fiere più importanti in Italia...? (Non ci crederete ma questa frase l'ha detta tutta d'un fiato e ne aveva ancora!). Allora al primo posto c'è la fiera di Bologna ti ricordi vero che esiste?"
"Ecco. Giusto! Ma Santa polenta, mi sembrava di aver dimenticato qualcosa!" dico ridendo e mentendo spudoratamente.
Credo che si stia trattenendo e non poco... Poi riprende: "La seconda è Artissima poi c'è il MiArt e non Grand'Art, poi ArtVerona e per finire tutte le altre, compreso Bergamo, GrandArt Padova ect. ect.!!"
"Ok, ora è tutto molto chiaro!!" Dico sollevata e contenta di averci capito qualcosa in più.

Ma torniamo al mio libro che oggi vuole proprio parlare delle fiere più importanti del mondo.

Comincio a leggere e non posso credere a ciò che mi sta succedendo: mi sento completamente risucchiare dalle pagine di questo libro e la sensazione è fantastica...
Mi piace talmente tanto, sapere di tutti i meccanismi che regolano le fiere, che vorrei saperne di più,  ancora di più...
Ho una sete di conoscere che se ce l'avessi avuta 20 anni fa forse sarebbe stato meglio!!
Ma il tempo in questo caso, non ha voluto collaborare e quindi, chi se ne importa! Io sono convinta del detto: "non è mai troppo tardi..." Se vuoi imparare una cosa o cambiare qualcosa, lo puoi fare anche a 90 anni!
Io ne sono la prova vivente!!! Ok, cosa avete capito? non ho 90 anni... ne ho meno della metà, ma ne sono comunque un esempio! Insomma avete capito, no?

La cosa che mi elettrizza di più, è che leggendo non vedo l'ora di scriverci un pezzo.
So benissimo che interesserebbe anche a voi, visto che non è un argomento noioso come pensavo... Solo che nella telefonata di ieri sera quando ho per caso solamente accennato all'argomento dicendo: "Sai Editor, mi piacerebbe un giorno scrivere sulle fiere e su ciò che mi racconti...." lui mi ha prontamente stroncato dicendo: "Assolutamente NO. Prima vai a vedere Artissima e non solo, anche qualcun'altra e poi se ne parla!".
Come vedete rispetto sempre le sante decisioni di Mr. Gallery...
infatti non scriverò delle fiere in generale... ma delle 4 principali fiere del mondo!
Dite che non vale... che lui non aveva specificato bene? Uhmmm potrei dirgli che io avevo inteso che... Oh insomma, io ho voglia di parlarvi di questo argomento... e lo faccio! E' come mettere davanti a un bambino una caramella e dirgli "Però non devi mangiarla!" È contro natura.

Ripensandoci, dite che quando leggerà questo post per correggerlo e si accorgerà che sono stata un pochino disobbediente farà tremare il suolo terrestre... Ok facciamo una cosa: io vi avviso prima, voi tenetevi pronti e attaccatevi da qualche parte... poi se la fortuna mi assiste e magari è di buon umore, dopo i suoi 2 famosi caffè, allora ci saranno più chances per uscirne indenni!

Cominciamo!

Le fiere sostanzialmente servono ai galleristi per avere in un'unico luogo, per un breve lasso di tempo, il più alto numero di collezionisti a disposizione. E soprattutto competere con le case d'asta. Infatti, negli ultimi anni la concorrenza fra il mercato primario, quello delle gallerie ed il secondario, quello delle aste, si è sovrapposto e le opere d'arte contemporanee presentate in queste occasioni, sono pari o addirittura superiori, per qualità e quantità a quelle che circolano nel mondo delle aste.

Le fiere internazionali d'arte che per fama possono aumentare il valore delle opere presentate sono 4.
La prima (in assoluto la più importante) si tiene in Olanda, a marzo ed è la TEFAF di Maastricht.
Al secondo posto troviamo ART BASEL che si tiene a giugno, nella città svizzera. Al terzo c'è ART BASEL MIAMI (che a quanto mi dicono, è quella più divertente, frivola e modaiola... ci sono feste, gente dello spettacolo, dello sport e gozzoviglie di ogni genere) che si tiene a dicembre in Florida ed infine al quarto posto c'è FRIEZE che ha luogo a Londra ad ottobre.

Queste fiere sono appuntamenti irrinunciabili per i galleristi, per i collezionisti più importanti, i consulenti, i curatori, i direttori di musei, gli artisti, la stampa, la televisione e tutto il resto di questo "popolo dell'arte" al quanto singolare e variopinto.

I collezionisti adorano le fiere perché sono economicamente convenienti, qui infatti i super ricchi hanno poco tempo e possono cercare e comprare più cose nello stesso luogo, paragonando anche i prezzi.
Pensate che a Miami, nei giorni di fiera il traffico aereo di veicoli privati aumenta del 600 % e tenete presente che già normalmente è uno dei più importanti al mondo!

Il modo di acquistare l'arte cambia. Tutto è più frenetico, veloce. Non si gode della tranquillità che si trova in una galleria, ma addirittura i collezionisti spesso si ritrovano ad acquistare in modo compulsivo anche perché durante l'anno spesso non vanno nemmeno a cercarla in una galleria.
Ma lì oltre alla migliore proposta esistente in quel momento sul mercato ci sono i riflettori! E per un certo tipo di pubblico la visibilità è più importante di tutto il resto!

Vantaggi delle fiere?
La presenza di altri offerenti rassicura il potenziale compratore sul valore dell'opera, ad esempio, e questo non lo sapevo ma Mr. Gallery me lo ha confermato, nelle fiere la tanta gente e le etichette "venduto" appiccicate su molte opere esposte rassicurano il collezionista.

Può succedere addirittura che alcune gallerie, per impressionare e attirare i collezionisti, espongano opere già vendute, che vengono collocate proprio all'ingresso dello stand  per invitare i collezionisti ad entrare a vedere il resto delle opere "rimaste" in vendita.

Svantaggi delle fiere?
Per il gallerista assorbono molto tempo e denaro.
Se infatti uno di questi signori dell'arte, decidesse di farle tutte e 4 dovrà passare settimane lontano dalla sua galleria, con relativi costi di viaggio, montaggio e smontaggio dello stand, assicurazione, pubblicità e l'intero mese, che precede la manifestazione, impegnato a contattare i collezionisti. Partecipare a tutto gli costerà tra i 200-350.000 euro (stima per difetto) il che spesso, supera il costo dell'affitto annuale dello spazio della galleria stessa.

Curiosità: gli stand a Maastricht possono costare fino a 75000 euro, il che significa che aggiungendo soggiorno, cibo e varie spese di rappresentanza si arriva a spendere 100000 euro!!!
Capperi ma come fanno?

In questo capitolo trovo scritto che oltretutto "Le fiere rispetto ad una galleria sono un contesto terribile per vendere arte perché c'è una cattiva illuminazione, c'è troppa gente, c'è caos e spesso le opere vengono esposte senza alcuna riflessione curatoriale".
Su questo avrei da ridire.
Dipende dal gallerista. Lo so per certo. Ho visto lavorare Mr. Gallery (e qui lo ringrazio per tutto... sperando di farmi perdonare...) e so come fa.
Lui ad esempio, studia nei minimi dettagli la disposizione delle opere (altezza, luce, posizionamento). Da quando sa il numero dello stand e dove sarà posizionato all'interno del padiglione fieristico si adopera con schizzi, disegni e progetti per trovare la soluzione più adeguata. Quella che può rendergli di più. Bravo Editor, sono fiera di te!

Maastricht è la fiera che nessun gallerista vorrebbe perdersi, molti sostengono che quegli undici giorni di fiera, rappresentano tra il 40 ed il 70 percento del fatturato annuo!

Alla base del successo di questo tipo di fiere sono la serietà dei galleristi e la qualità delle opere esposte. Pensate che esiste uno staff di esperti che valuta se le opere proposte dal gallerista sono o no all'altezza della manifestazione! Tale procedura garantisce l'affidabilità della fiera.

L'inaugurazione è riservata e rigorosamente solo su invito a galleristi, giornalisti, principali collezionisti.

La maggior parte dei lavori più importanti viene venduta nella prima ora di fiera, di cui la metà nei primi 15 minuti!!! Ma vi rendete conto!!!
Il periodo di apertura è importantissimo ed entrare prima di un altro vuol dire avere la possibilità di chiudere o no un affare.
Pensate che a The Armony Show a New York (altra fiera tra le top 10) a volte il biglietto "normale" per entrare costa "clandestinamente" alle cinque del pomeriggio 1000 dollari, alle cinque e mezzo 500 e alle sette e mezza 250. Ma i 1000 rischiano di non essere un buon investimento perché i galleristi spesso invitano i migliori clienti a mezzogiorno!

L'alto numero di ipotetici clienti, tutti concentrati in un unico luogo e con poco tempo a disposizione,
porta questi ultimi ad affrettare le scelte e spesso sono disposti a pagare una maggiorazione sulle correnti quotazioni pur di poterlo acquistare!... Insomma subiscono la paura di restare senza opere... Un po' come succede a me il primo giorno di saldi da Zara, ma con prezzi al ribasso!

Le gallerie per partecipare devono fare domanda e non è sempre detto che vengano scelte.

Questo è quanto ho imparato oggi sulle fiere internazionali.
Sarò sincera, questo mondo mi ha entusiasmato a dismisura e se mi domandassero quale potrebbe essere il prossimo viaggio appena finisce la quarantena? La risposta sarebbe: "andare a vedere una di queste fiere" ok... magari se fosse possibile con lo status di "VIP"... beh, così sarebbe decisamente meglio!!!

Sono contenta, e ho il sorriso stampato sul viso, da quanto lo sono...
anche perché mi rendo conto, nonostante il mio Editor me lo avesse ripetuto duecentomila volte, che questo libro di Donaldson... ehm, scusate, Donald Thompson, è veramente fantastico... Soprattutto perché mi accorgo pagina dopo pagina, che mi sta facendo sognare ad occhi aperti.
Già l'arte lo fa di suo, ma se ci si mettono pure libri come questo allora sono fritta!

Ora resta solo un piccolo inghippo da superare: come e quando inviare il post al mio bravissimo, intelligentissimo, preparatissimo... Editor?
Ok dite che queste belle parole lo faranno incavolare ancora di più?
Quindi? Ah, pensate che l'effetto sorpresa lo stenderà subito e non avrà la forza di ribattere?
Bah... io ci provo?
Se leggerete questo post allora l'effetto sarà stato positivo... altrimenti... Paura!!!

P.S. Io, se potessi, come prima fiera andrei ad Art Basel Miami...e voi?

- LA FRASE DEL GIORNO -

"non criticate quello che non riuscite a capire
Bob Dylan

lunedì 20 aprile 2020

Cancellare, cancellar, cancella, cancell, cancel, cance, canc, can, ca, c...


settembre 2019

Ah Venezia!
Che meraviglia!
Ogni volta che vengo in questa città mi sembra di essere dentro ad un quadro.
Ogni angolo, ogni calle, ogni campo è degno di essere immortalato!

E se ti trovi ad ammirare la città dal traghetto come è capitato a me decine e decine di volte, tutto ti sembra ancora più irreale.
Più appartenente ad un mondo fantastico che a quello della quotidianità.

L'obiettivo di oggi è quello di raccontarvi di quando, qualche mese fa, sono stata a vedere la mostra di un artista particolare (trovatemene uno non che non lo sia...  se ci riuscite!) che si "diverte" a fare opere cancellando le parole... si avete proprio capito bene: cancellando!

Ma chi è costui?
Emilio Isgrò.

Artista concettuale, pittore, poeta, scrittore, drammaturgo e regista nato a Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia nel 1937.
E' uno dei nomi dell'arte italiana più conosciuti a livello internazionale.
A partire dagli anni 60 ha dato vita a un'opera tra le più rivoluzionarie e originali che gli ha valso diverse partecipazioni alla Biennale di Venezia.
Dal 1956 vive e lavora a Milano.
Nel 1964 realizza le prime cancellature su enciclopedie e libri contribuendo alla nascita e agli sviluppi della poesia visiva e dell'arte concettuale.

Ma torniamo al mio tour veneziano.

Arrivo nell'isola di San Giorgio dove si trova la Fondazione Cini che ospita la mostra del nostro autore, curata da Germano Celant.
L'allestimento è a dir poco spettacolare ogni centimetro di ogni parete è ricoperto da una miriade di parole e di cancellature. Sembra quasi di essere dentro le pagine di un libro, di un giornale.
Anzi sembra di essere dentro una sua opera d'arte.
Anzi di farne parte!

Alle pareti scorre per 1.500 metri quadrati una monumentale operazione di cancellatura.
Questa esposizione ci porta dentro al ventre della balena e raccoglie le opere più celebri dell'artista, affiancati dalla cancellatura realizzata sul testo di Moby Dick di Herman Melville e, a proposito, lo stesso Isgrò precisa che «chi entra alla mostra si lascerà accompagnare nel ventre della balena, ovvero il ventre del linguaggio mediatico che copre con il rumore il proprio reale e disperante silenzio».
Il Libro emozionante di Melville parla di coraggio, di avventura e del lottare contro le forze avverse, ma parla anche della capacità di vivere con le forze avverse con le quali l'uomo può trovare un accordo. Farsi quindi divorare dalla balena ha un accezione positiva, significa "crescere in una prospettiva di vita che è quella di un rifugio in un grembo protettivo, come è lo stomaco della balena."
La sua cancellatura non lascia scampo a libri, carte geografiche, mappamondi ecc.
La cancellatura non è un male, ogni tanto bisogna cancellare qualcosa in vista di un futuro da ricostruire.
Alle pareti si trovano anche opere con la presenza di api e formiche che sono creature che noi spesso calpestiamo per la loro fragilità ed è quello che fa il mondo in cui viviamo.
Come dice lui stesso "senza un minimo di fiducia e di serenità negli altri non si vive.
Non abbiamo nemici davanti, abbiamo uomini e, anche se a volte possono essere antipatici, noi dobbiamo trattarli da uomini".
La cancellatura esalta la forza della parola, mai tanto eloquente come nel momento in cui è costretta al silenzio.
Cancellare, in fondo, significa scegliere, fare tesoro di ciò che resta, esaltarlo e nello stesso tempo affermare un nuovo significato da attribuire alle cose.

Nel mondo di Isgrò niente è dato per scontato.
Attraverso le sue cancellature in bianco e nero ne fuoriescono immagini di balene, navi ecc. soprattutto, pensieri nuovi.

L'opera che più mi ha fatto sorridere è un mappamondo gigante dove tutti i nomi dei paesi, mari, fiumi, sono stati cancellati. Tutti tranne uno: Venice!!!



P.s. quando vi ritrovate a scrivere e poi magari a cancellare non pensate più ad uno sbaglio ma ad un'opera d'arte!



- LA FRASE DEL GIORNO -

"la fortuna è quel momento in cui la preparazione incontra l'opportunità" 
Randy Pausch

domenica 19 aprile 2020

A Firenze per la Cappella Brancacci... quanta emozione!



gennaio 2020
Sabato mattina.
Mi trovo a Firenze. Sono appena arrivata col Freccia Argento alla stazione Santa Maria Novella. Oggi Mr. Gallery mi porterà a vedere, a detta sua, uno dei posti più magici di Firenze: la "Cappella Brancacci".
Ok, devo averla sentita nominare in una di quelle lezioni pallosissime delle superiori di storia dell'arte. Quindi per non fare una delle mie solite "figurette", sempre poco felici, decido di documentarmi un po' prima che arrivi lui.
Telefono alla mano, Google e via, digito più in fretta che posso in modo da poter estorcere un minimo di informazioni prima dell'arrivo del mio amico...
Cavoli ma perché non l'ho fatto durante il viaggio in treno invece di leggere il libro?
Vabbè tanto conoscendolo, sarà sicuramente in ritardo!
La finestra finalmente mi si apre c'è molto da leggere mi chiedo se in Wikipedia esista una sezione dedicata ai riassunti dei riassunti... ehmm Ok, vane speranze... e a peggiorare la situazione si aggiunge una voce: "Buongiorno! Visto che puntualità, anzi questa volta sono in anticipo!".
Non ci posso credere... ma non poteva essere in ritardo?
Lo guardo inorridita, saluto e lui mi domanda: "qualcosa non va?, hai fatto una faccia..." prontamente rispondo "no, no mi hai fatto prendere un colpo! Sai ero concentrata sul telefono, stavo..." (e ora altro che figuretta...? Vabbè meglio essere sinceri tanto oramai è abituato!).
Ok, risolto il problema, ci incamminiamo verso la chiesa di Santa Maria del Carmine dove è ospitata la Cappella Brancacci. All'ingresso, ci viene detto che si entra solo su prenotazione e che se vogliamo il primo posto disponibile è per le 12'00.
Ok, sono le 11'00.
Abbiamo un'ora di tempo per andarci a bere qualcosa di caldo, visto il freddo che fa e quando ci sediamo Mr. Gallery mi chiede se sono contenta di andare a vedere questa meraviglia.
Io col sorriso e la voce più squillante che ho dico "Certo che sì! deve essere meravigliosa!".
Non sono sicura ma credo di aver fatto inconsciamente... capire al mio amico (a meno che non sia dotato di poteri paranormali...) che forse mi mancava giusto, giusto qualche piccolissima informazione, perché parte con un monologo da Cicerone spiegando vita morte e miracoli della famiglia Brancacci!
Ok vietatissimo sbadigliare! Fortunatamente il suo sermone non è così "palloso", anzi direi che è proprio interessante!

"L'idea di decorare la cappella, fondata dalla famiglia Brancacci  a cavallo fra il 300 e il 400, si deve al ricco mercante Felice Brancacci che nel 1423 di ritorno dall'Egitto commissiona l'esecuzione degli affreschi... bla bla bla..." e ancora "Alle storie di San Pietro, santo a cui era in origine intitolata la cappella, lavorano insieme Masolino e Masaccio.... e bla bla bla ... alla fine porterà a termine i lavori Filippino Lippi che effettuerà il ripristino e il completamento delle scene mancanti."

I dipinti rischiano più volte di di andare perduti. Solo nel 900 vengono sottoposti a spolveratura e negli anni ottanta si è riusciti a recuperare la loro limpida e brillante cromia.

Arriviamo all'appuntamento in anticipo per prendere così l'audio guida.
Siamo un piccolo gruppo. Perfettamente in orario ci guidano alla nostra visita dicendoci che abbiamo mezz'ora di tempo per gustarcela.
Entro titubante. Non so cosa aspettarmi. Vorrei che fosse fantastica come mi è stata descritta. Come l'idea che mi sono fatta. E se le mie aspettative fossero troppo alte? Oh Santa polenta, no deve essere all'altezza... lo sento!


Il mio cuore perde un colpo, forse due, tre ... Ok, riprende a battere velocissimo... non è possibile! Nessuna descrizione, nessun racconto può prepararti a ciò che ho di fronte.
Dire che è  uno spettacolo meraviglioso è limitante. Decisamente limitante.
Il mio sguardo viene rapito da tutte quelle immagini. Non so più da che parte voltarmi.
Mr. Gallery, saggiamente mi infila le cuffie e preme Play "magari così ti concentri su una cosa alla volta visto che tra mezz'ora ci buttano fuori!".
Inebetita annuisco e comincio la mia visita guidata.

L'affresco che più mi fa tremare le gambe da quanto è bello è "la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre" di Masaccio.
La scena vede i due protagonisti mentre escono dalla porta del Paradiso, da dove provengono alcuni raggi divini. Adamo si copre il volto con le mani dallo sconforto e dal senso di colpa, Eva nasconde le nudità con vergogna e piange urlando, con una dolorosa espressione sul volto. In alto l'angelo della giustizia, con la spada, indica loro con durezza la via.

La scena è veramente struggente e fa percepire tutta l'angoscia presente in quel momento.
Curiosità, le fronde che coprivano le nudità erano state messe da, non ricordo chi, e sono state rimosse nel restauro del 1990.

Un'altro affresco che mi colpisce in maniera profonda è "la tentazione di Adamo ed Eva" di Masolino. Mi colpisce soprattutto per la differenza, messa in risalto dalla staticità delle figure e, a differenza di Masaccio, mostra Adamo accanto ad Eva in piedi, che si guardano con misurati gesti mentre lei sta per addentare il frutto proibito, che il serpente le ha appena offerto dall'albero dove essa appoggia il braccio. Il serpente ha una testina dotata di una folta capigliatura bionda, molto idealizzata.

Osservo rapita tutte le scene rappresentate, e sorrido quando l'audio guida dice che in alcuni volti si possono riconoscere i volti degli stessi artisti e di altri personaggi come ad esempio Dante.

I colori tenui sono a dir poco stupefacenti. Mi chiedo ancora da dove abbiano tirato fuori tutte queste sfumature, tutte queste tonalità. Gli azzurri, i rossi, i gialli, gli aranciati..., mi sembra, più osservo e mi avvicino agli affreschi, di essere quasi inghiottita dentro le scene e di ritrovarmi magicamente in pieno Rinascimento. Quel Rinascimento dove sono nati i primi germogli di una nuova bellezza e di una nuova cultura... e di conseguenza viaggiando con la mente mi ritrovo pure una donzella bellissima, affascinante e...
"Valeria dobbiamo andare è finita la mezz'ora...hai fatto qualche foto? Dai su sbrigati...". Ufffffffffi!!!! Tempismo perfetto! Ma perché deve sempre esserci qualcuno che interrompe i sogni più belli? Accipicchia al Tempo e a Mr. Gallery!!!


Ok, usciamo. Sono ancora frastornata... non pensavo che degli affreschi potessero emozionarmi così tanto, o meglio, non pensavo che avrei mai guardato con così tanto interesse degli affreschi così vecchi...

P.S. E' proprio vero se voglio capire un po' di più l'arte contemporanea  del 900, quella che mi piace di più, forse è il caso di rinfrescare  un po' di basi... Si, devo riprendere in mano i libri di testo di quando andavo alle superiori...

- LA FRASE DEL GIORNO -

"la nostra testa è rotonda per permettere ai pensieri di cambiare direzione"
 
  Francis Picabia


sabato 18 aprile 2020

Go-Down o Spiral Jetty?



marzo 2020

Quando ero piccola mi divertivo tantissimo a giocare a Go-Down.
Un gioco fatto di piccolissimi mattoncini di diversi colori da mettere in equilibrio uno dietro l'altro, creando fantastici disegni, percorsi e spirali che una volta terminati, dopo ore e ore di duro lavoro (bisognava stare attenti a come si respirava per non rischiare di far crollare tutto), con un tocco delle dita si faceva cadere il primo mattoncino e a seguire poi cadevano tutti gli altri come in una danza perfetta.
Ok, la fatica era stata tanta e lo spettacolo breve ma l'emozione e l'adrenalina che si provava in tutto questo, ripagava di tutte le fatiche.

Vi starete chiedendo dove capperi voglio arrivare quest'oggi... semplice alla Land Art.

Ora quando ho cominciato ad interessarmi all'arte pensavo, anzi ero stra convinta, che per arte si intendessero i dipinti, gli affreschi, le sculture e poco altro... PUNTO!
La mia mente non era preparata a tante "notizie bomba"... a tanti scoop del tipo esiste l'arte concettuale, la performing art , gli happening, la scultura sociale, la video art e via dicendo fino alla Land Art.
Non pensavo minimamente che per ARTE CONTEMPORANEA si intendessero mille tipi di espressioni differenti che per un neofito come me, non hanno nulla a che vedere con l'arte!!!

Ecco il mio cervello sta già fumando. Gli ingranaggi non sanno più se andare avanti o indietro. E il pulsante rosso con scritto TILT è pronto per essere premuto...

STOP!

Fermi tutti. Prendiamo una cosa alla volta.

Ora se sostenessi un'affermazione del genere farei fare un colpo al mio Editor (tranquillo Editor è tutto sotto controllo) che tanto si è prodigato per farmi conoscere e far crescere la consapevolezza in me che Arte è un termine ampio e profondo e che va oltre la semplice pittura...

Riuscite ancora a seguirmi? Dai, su... Un passo alla volta!

Oggi su FB mi si è aperto un video di un giovane artista inglese che mi ha fatto ricordare subito il gioco di cui vi parlavo e ovviamente visto che ora qualsiasi cosa che vedo mi ricorda qualcosa dell'arte, ho cominciato a rovistare nella mia mente e, soprattutto nei miei libri, alla ricerca degli artisti che fanno parte della Land Art.

Dopo varie ricerche nei posti sbagliati e nei nomi di artisti che non c'entravano nulla, e da qui si capisce quanto ancora sia una "burbetta" in questo mondo, ho trovato chi cercavo.
La prima opera di rilievo della Land Art è di un certo Robert Smithson.
E' l'autore di "Spiral Jetty". Un' opera del 1970 che rappresenta una spirale del diametro di 460 metri che si arrotola come un serpente di pietra sul grande lago salato a circa 2 ore e mezza di auto da Salt Lake City.

Per realizzarla sono stati usati sabbia, fango,  pietre, cristalli di sale, insomma, tutti materiali trovati sul posto.
Niente è stato lasciato alla casualità o all'approssimazione. Tutto è stato calcolato nei minimi dettagli.
C'è Infatti un equilibrio, un'eleganza e degli effetti cromatici decisamente pittorici.
Pensate che l'artista usa a suo favore anche le alghe e i batteri del Lago che fanno acquisire all'installazione una colorazione sul rosa.

Avete mai fatto sulla spiaggia quelle decorazioni con conchiglie e sassolini colorati tanto per giocare con i vostri bambini o per tenervi occupati pur di far qualcosa? (Bah, io a dire il vero, in spiaggia sto ben sdraiata a prendere il sole, a dormire o a leggere... però, sicuramente fra di voi, ci sarà qualcuno che... vabbeh, lasciate perdere...).

Ecco quando vedete quest'opera di Smithson sembra di rivedere quei giochi di conchiglie! Che li abbiate fatti oppure no!

C'è però una sostanziale differenza. Smithson sa di aver creato qualcosa di eterno o almeno di duraturo, il fatto che la spirale sia stata sommersa dalle acque per qualche anno e sia poi riapparsa nel 2010, rende il lavoro ancora più suggestivo nel suo essere ormai parte integrante della storia e della morfologia dei luoghi in cui si trova. Questa spirale scompare e riappare,  segue infatti i flussi delle maree. I vostri giochi con le conchiglie durano fino a quando il bagnino non rastrellerà la spiaggia...

La cosa meravigliosa di quest'opera è l'impatto che ha se vista dall'alto, da un aereo o se vista da chi arriva a piedi sulla riva del lago.

Quando sono andata su Google a cercare le foto sono rimasta veramente molto colpita è un'opera incredibile, meravigliosa, sembra quasi magica e ricorda molto le linee di Nazca che si trovano in Perù. Sono soddisfatta della mia ricerca e forse la prossima volta che mi ritroverò in una spiaggia proverò pure io a ricreare in formato ridotto la spirale di Smithson.

P.S. quando siete in viaggio in aereo guardate giù, non si sa mai che troviate qualche opera di Land Art!

- LA FRASE DEL GIORNO -

"siamo tutti esploratori pronti per nuove partenze" 
Giorgio de Chirico

venerdì 17 aprile 2020

Natalia Gončarova: una bella scoperta!


novembre 2019

Quest'oggi mi trovo a Firenze,  è metà novembre.
E' una giornata abbastanza fredda, con la pioggia (ma non mi interessa, ho con me il mio "mitico" ombrello blu Klein... vabbeh, un giorno vi spiegherò...) e sto camminando per il centro, alla ricerca di Palazzo Strozzi.

Giro e rigiro, tra le mani la cartina geografica presa all'ufficio turistico... ma perché sono così? ovvero una pessima navigatrice?
Eppure mi piace girare! Uffi... Non riesco più a raccapezzarmi dovrei esserci, in teoria... Ma in pratica, chissà dove sono finita...
Fermo un passante, ma è straniero e non mi comprende, cerco di fermarne un'altro che fortunatamente è italiano e mi dice "certo è qui di fronte lei!", indicando il magnifico palazzo che ho proprio difronte!!!
In questa situazione sprofonderei, ma sfodero uno dei più bei sorrisi che ho in repertorio, ringrazio e vado avanti!




Questo palazzo ospita da sempre grandi mostre di artisti importantissimi ed io oggi sono venuta a vedere la mostra della Gončarova.

Sono sicura che vi starete chiedendo "e chi è mai?"...non è vero? Ho indovinato?
Per saperlo dovrete entrare con me perché neppure io non la conosco!

Ok, entro e armata dei miei soliti assistenti: audio-guida e telefono, comincio la mia visita.

Scopro che Natalia Gončarova è una pittrice, illustratrice e scenografa russa.
Vissuta tra la fine del '800 e la metà del '900, frequenta la scuola di pittura,scultura e architettura di Mosca, protagonista assoluta della storiche avanguardie russe, che ha avuto la fortuna di sposarsi con il famoso pittore Michail Fëdorovič Larionov (di cui ovviamente ne scopro solo oggi l'esistenza...) e, grazie al suo talento e a quello del consorte, riesce ad avere contatti in Italia ed in Francia con artisti molto importanti Boccioni e Marinetti.

Osservo con curiosità tutte le opere.
Scopro così, che nel corso della sua esistenza adotta stili diversi che a me appaiono più o meno interessanti.
Quelli che prediligo riguardano dei paesaggi naturali... Andando avanti mi accorgo dalla descrizione che appare come una donna molto forte, che sapeva ciò che voleva, e non si vergognava di nulla. Tutto ciò mi piace molto.

Durante il percorso, con mia grande sorpresa, trovo anche opere di Gauguin, di Cézanne, Matisse e Picasso.
Sono stupende, però, tutto sommato è molto interessante anche lei, devo ammetterlo!

C'è un'opera che mi fa sognare ed è una tela con dei pappagalli... è colorata piena di vitalità e ciò che esprime è proprio gioia! Si mi piace proprio!

Opere nella sua vita ne ha fatte moltissime ma sinceramente, anche ad averne la disponibilità, non so se mi comprerei mai una sua tela.
Senza ombra di dubbio, se ne avessi la possibilità, di certo però, prenderei spunto dalla sua vita. Entusiasmante e avvincente!

P.s. a volte è la persona stessa che ci attrae...di più delle sue opere!!!

- LA FRASE DEL GIORNO -

"un giorno senza sorriso è un giorno perso" 

Charly Chaplin


Natalia Gončarova

Natalia Gončarova

Paul Gauguin

Paul Cézanne




Pablo Picasso

https://www.palazzostrozzi.org/

giovedì 16 aprile 2020

Rassodare con PENONE, l'anima della natura...

 
26 marzo 2020

Oggi sono andata a fare un po' di jogging...
Va bene... dai lo so, che non mi credete, chiamiamola passeggiata veloce per rassodamento generale!
Ho l'impressione che qui, ci ritroveremo in pessime condizioni per la prova costume, se mai vi sarà una prova costume, visto l'andazzo!

Ok, ok, state calmi!
Non ho infranto la legge e non sto invitando nessuno a farlo.
Ho passeggiato avanti ed indietro nel filare di vigne che ho dietro casa mia... i famigerati 200 metri li ho rispettati!
Se qualcuno mi avesse visto avrebbe pensato: "Questa è completamente fuori!".
Ma ragazzi ditemi, in questo periodo di ristrettezze, nessuno per smuovere le sue articolazioni ha mai fatto almeno un paio di giri intorno alla casa?
Passeggiando, oltre a guardare dove mettevo i piedi per evitare spiacevoli sorprese, mi sono gustata il panorama fantastico delle colline e ho notato magnifici alberi in fiore.
Alla parola albero gli ingranaggi del mio cervello cominciano a muoversi...
certo, albero fonte di vita, fatto e rifatto milioni di volte ed in tutte le salse nei vari elaborati artistici a scuola con i bambini... ma non è quello.
Uhmm... fammi pensare, albero da abbracciare come fonte di forza... uhmm no, non ci siamo ancora... ah, albero come protagonista di tantissime storie lette a Zoe e a scuola e... no, no, non è neppure quello...
PENONE! Giuseppe Penone! Ora ci sono!



Dovete sapere che questo è uno dei primi artisti che mi ha fatto pensare che: "Ok l'arte è un po' matta ma anche magica perché va alla ricerca di significati profondi, importanti".
Mentre leggevo di lui, la mia mente si contorceva facendo mille piroette cercando di capire che cosa intendevano le parole che descrivevano le sue opere. Non vi dico l'idea che si era formata in testa... spaventosa! Fortunatamente poi, ho fatto la cosa che più mi riesce meglio nell'ultimo periodo: cliccare su Google!!!
Il mio Editor, quando gli pongo qualche domanda assurda, dice sempre: "esiste un cosa utilissima che ti potrebbe aiutare ad aprire i tuoi orizzonti... lo sai vero cos'è?" Ed io che ci casco ogni volta e mi aspetto una formula magica dico prontamente "no!"...E lui, prendendosi gioco di me: "Internet!!!"
E mentre lo dice, immagino la sua faccia che strabuzza gli occhi al cielo e diventa rossa!

Il signor Penone invece di prendere in considerazione il paesaggio come soggetto delle sue opere si appropria dei suoi elementi: alberi, foglie, pietre...
Prendiamo, ad esempio, una delle sue opere: "Albero di 12 metri".
L'albero in questione non misura affatto 12 metri, ma era un albero di 12 metri.

Ok, lo so che per ora la cosa non è molto chiara... ma cerco di essere più elementare possibile... come se dovessi spiegarlo a... me...

Penone prende come punto di partenza una trave di legno e dopo aver individuato sia la direzione di crescita, dove era la base e dove era la cima, sia un particolare anello all'interno del tronco, inizia a scortecciare la trave seguendo gli anelli e i nodi del legno in modo da riportare alla luce l'albero che esisteva anni prima.

Ora immagino sia tutto chiaro, no?

Insomma è come se spogliasse il trave dell'involucro costruito negli anni per ritrovare l'albero giovane, una specie di viaggio all'indietro.

Magari potessimo fare così anche noi umani!!! purtroppo no... Peccato!

Una parte della superficie liscia della trave viene però lasciata intatta, per mostrare da un lato l'intervento dell'artista e dall'altro lo sviluppo naturale della crescita dell'albero.

Beh, ora immagino, sarà tutto molto più chiaro... No? Ok, guardate l'immagine che ho pubblicato qui sopra, forse vi aiuterà...

"La trave nasconde tracce indelebili della memoria dell'albero (così come il volto di un uomo anziano porta impressa sotto la pelle l'immagine del ragazzo o del bambino): l'artista riporta alla luce l'anima naturale del legno, ricostruendo così i lineamenti del suo passato."

Ma il senso di tutto questo?

La sensazione è quella di avere di fronte un mago che è capace di ridare la giovinezza agli alberi, di ridare speranza al mondo e di spiegarci qualcosa sul senso della vita e sul tempo che passa.

Curiosa come sono, vado a vedere in rete tutte le immagini di queste opere e accorgendomi del  lavoro certosino che ha fatto questo Penone, mi esce spontaneo: "Wow! Certo che uno per essere un artista con la A maiuscola deve avere intuizioni pazzesche, giuste e farsi anche un bel mazzo! 
E soprattutto deve essere una persona estremamente intelligente e con una sensibilità oltre misura per poter entrare in contatto con un mondo così fantastico e irraggiungibile dai più!"

Sono felice e soddisfatta perché una semplice e piccola "corsetta veloce", mi ha dato l'opportunità di rinfrescare la memoria e far muovere i miei neuroni... e soprattutto, condividere tutto questo con voi!
E poi... visto che il movimento, fa bene per il fisico ma soprattutto per la mente, cosa aspettate?
Dai, su, la rete è piena di tutorial adatti. Anche a chi come me, vuole solo muovere il minimo indispensabile dei muscoli che abbiamo in dotazione!!!
 
P.S. ora quando guarderete un albero potrete pensare a Giuseppe Penone e a quanti cieli stellati ha visto quell'albero nel corso della sua esistenza! E soprattutto a quanto è fortunato l'albero che si trova nelle mani di Penone, visto che può ritrovare la sua giovane anima!

- LA FRASE DEL GIORNO -

“Quando potremo dire tutta la verità, non la ricorderemo più.” 

Leo LONGANESI

mercoledì 15 aprile 2020

Un gelato con Vincent, Vincent Van Gogh...


10 aprile 2020


Questa sera sono super felice!
Avete presente il sorriso e l'estasi che vi si stampava sul viso quando da bambini, qualcuno vi diceva "dai, che ti compro il gelato"?
Ricordo ancora con gioia la domenica mattina che facevo di tutto per riuscire ad andare a messa con mio nonno.
Primo perché mi portava sulla sua bicicletta e secondo perché mi comprava il gelato!
Della funzione, sarò sincera, poco mi importava, visto che non facevo altro che giocare con la monetina che mi era stata data per tempo, per il momento dell'elemosina. Monetina che immancabilmente cadendo per terra mi induceva a mettere in atto azioni di spionaggio per poterla recuperare e che includevano spesso lo sguardo gelido e fulminante da parte del nonno e delle signore attorno!
Sicuramente se non fossimo stati in un luogo sacro e non fossi stata una bambina "adorabile" la tirata d'orecchie ci sarebbe stata eccome!!!

Comunque tornando a tempi più recenti, questa mattina io e Zoe abbiamo scoperto che la gelateria Gandini, di cui zio Edo e zio Fabio ci hanno decantato le lodi qualche giorno fa, dicendoci tra l'altro che essendo vicino a casa loro, potevano permettersi di ordinarsi tranquillamente il gelato godendo della sua prelibatezza alla faccia nostra... GRRRR e doppio GRRRR, consegna anche in altri paesi, ma quali?
Mi informo. Altro che servizi segreti e 007... attivo tutte le mie conoscenze, super poteri e... ok consulto internet e scopro che fa servizio a domicilio anche a Soave!!!
Qui ci starebbe bene una Ola!
Non vi dico l'allegria che ha pervaso la casa in un nano secondo: l'idea di poter assaggiare questo benedetto nettare degli dei, in questo momento poi, dove tutte le cose di cui abbiamo sempre usufruito liberamente, oggi sembrano un lontano miraggio, ci sembra un premio straordinario!
E poi...  ZIETTIIII... TIE'!!!
Ora questa sera, ci verrà consegnato e finalmente sarà nelle nostre mani... o meglio bocche!!!

Presto fatto, dopo una breve consultazione per decidere i gusti, telefono alla mano e via, in meno di 5 minuti abbiamo ordinato la nostra vaschetta di gelato...

Abbiamo cenato quasi correndo e alla fine ci siamo avventate sul freezer per accalappiarci la vaschetta... si sembravamo 2 bambine piccole (ok, la cosa drammatica che una lo è...).
Non vi dico quanto lo abbiamo gustato e soprattutto quante videochiamate abbiamo fatto al parentado per far vedere la nostra conquista del giorno! Mitico!
Ora con la pancia piena e l'anima ristorata sono pronta a fiondarmi sul divano e magari guardare un bel cartone con Zoe...

Si sarò sincera mi ero ripromessa di guardare il film Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità (At Eternity's Gate) - con la regia di Julian Schnabel...
Ma volete mettere l'euforia da gelato contro la tristezza infinita...
No, no, lo rimanderò a domani.
A dire il vero avevo assicurato al mio Editor che lo avrei sicuramente guardato sta sera...
ma tanto lui che ne sa...
posso anche dirgli che l'ho guardato ed invece guardarlo domani mattina appena mi sveglio...
si, si, ok farò così... è fatta!!!

Ma come in tutte le belle favole... compare all'improvviso la strega cattiva o, come in questo caso, l'orco cattivo!
Infatti, suona il telefono e vedo che chi sta chiamando è proprio lui... l' orco... ehm, mi ero fatta prendere la mano, lui, il mio Editor....
Cosa vorrà mai alle otto e mezza della sera? E soprattutto che vorrà mai in videochiamata?
Presagi oscuri...
"Pronto Editor!"...immaginate una musica da suspense in sottofondo...
"PRONTO!" Già dal tono si capisce che qualcosa non va... o meglio, che forse ho combinato qualcosa...
ehmmm... ormai sono un'esperta... nel riconoscere i suoi stati d'animo... cosa pensavate?!
"Tutto bene?" Dico un po' esitante... presumendo benissimo che così non sarà!
"TUTTO BENE UN CORNO!...sono quasi le 21'00 e dov'è il teaser? Possibile che dopo 2 mesi e mezzo di blog non hai ancora imparato le cose elementari, essenziali...?" Ops... me ne sono scordata... ecchesaramai!!!

"Oh cavoletti di Bruxelles... mi sono proprio persa! Ma sai, tutte le cose da fare e poi..." E come faccio sempre in questi casi ridacchio per alleviare la tensione e comincio a buttargli addosso fiumi di parole... in più, questa sera, ho da raccontare la storia del gelato e aggiungo anche (e qui riconosco che il mio tempismo non è sempre perfetto... mannaggia) che: "era buonissimo e ho ordinato il gusto  "pistacchio siculo" che è letteralmente spaziale, nel senso che da quanto è buono potresti veramente avere la sensazione di volare per arrivare a toccare le stelle, sai Editor...? "
Solo nel momento in cui proferisco l'ultima parola mi sovviene alla mente che lui è a dieta  ferrea e peggio ancora, che lui ha un'adorazione smisurata per il gelato al pistacchio...
Deglutisco guardo la sua faccia accigliata faccio il mio più bel sorriso e aggiungo "bah, forse comunque non era proprio così buono..." la frase resta sospesa e soprattutto, poco credibile...
Passano 3 secondi di silenzio interminabile e poi finalmente con le vene pulsanti dice: "ok, ok, non voglio sapere altro anche perché non voglio disturbare la visione del film di Van Gogh che sicuramente starai guardando..." e prima che aggiunga altro rispondo "si effettivamente.... ok ci sentiamo domani!" E riattacco prima che esploda la bomba!

Ok non ho più scuse, signor Van Gogh, diamoci una mossa!

Passo l'ora e mezza successiva in uno stato di tristezza infinita.
Con tanto di sbadigli e tutti gli espedienti possibili ed immaginabili per evitare il calo totale della palpebra, tanto è triste e sconsolato questo film.
Ok, sapevo già in partenza che la storia di questo artista non era tra le più semplici e allegre.
Fortunatamente il film è fatto talmente bene, che le emozioni si possono veramente palpare con mano.
Il regista e pittore americano Julian Schnabel (che scopro essere il regista sia del film "Basquiat" vedi post qui e pittore lui stesso delle tele di suddetto film) oltre a fare vedere dei paesaggi, delle nature meravigliose, quelle proprio da cui prendeva spunto Van Gogh, per fare le sue opere, cerca di mettere in mostra ciò che vedeva lo stesso Vincent, ma non solo a livello di immagine ma anche a livello emotivo.
Mi spiego meglio. In alcuni momenti sembra proprio che la telecamera sia l'occhio, lo sguardo di Van Gogh e lo si nota dal vibrare dell'immagine e dal fatto che nei suoi momenti di ira e di sconforto l'immagine sia per metà nitida e per metà velata come se fosse inondata dalle lacrime.
Poi il movimento febbricitante, veloce, sconnesso della telecamera fa intuire perfettamente ciò che caratterizza il modo di dipingere di questo grande artista, lui stesso diceva: "ammiro gli artisti come Goya, Velazquez, Veronese, Delacroix, perché dipingono in modo veloce, con un gesto netto... voglio dipingere all'aperto, dipingere la natura per dimenticare me stesso... e dipingere velocemente mi fa stare bene."
Un'altra scena del film che mi ha colpito è quella che narra il momento dopo l'ennesimo ricovero in ospedale psichiatrico. Dove si confida con un sacerdote dicendo che: "tutti ritengono che i miei dipinti sono brutti angoscianti, ma Dio mi ha donato un dono, ma forse ha scelto il momento sbagliato perché non sono ancora nate le persone che li possono comprendere...". Doti profetiche questo Van Gogh eh?
La vita di quest'uomo, alquanto problematico, è stata resa ancora più difficile dal fatto che era circondato  da persone maligne, ignoranti, meschine. Le uniche figure che gli volevano bene erano Teo, il fratello (che lo manteneva), i padroni della locanda in cui si ristorava e per un certo periodo, Gauguin... suo amico e consigliere (che lo abbandona però, quando comincia a fare successo per ritornare a Parigi).
Il film, a essere sincera è fatto molto bene. Una fotografia fantastica e una grande regia. Un'interpretazione di Willem Dafoe nei panni dell'artista olandese straordinaria e altrettanto straordinario è il modo trovato di trasmettere le sensazioni provate dal protagonista.
Nonostante tutto ciò, però la pellicola non mi ha entusiasmata perché è molto triste, e in alcuni momenti, molto lenta...
Insomma non è assolutamente il tipo di film che rispecchia i miei canoni, soprattutto in un periodo così difficile.
Apprezzo però l'aver potuto comprendere più a fondo la vita di questo artista straordinario che intuivo, grazie a qualche lettura fatta qua e là, ma non conoscevo bene.
Vi dirò pure che apprezzo, il fatto che posso condividere questo mio pensiero non del tutto positivo, con voi. Perché tutto mi si può dire, ma non che dico bugie! A parte quelle bianche che dico ogni tanto a l'Orco...ops, scusate, al mio editor...

Ok, dopo questa "botta di vita" l'unica cosa che potrebbe tirarmi su il morale e farmi dormire tranquilla sarebbe un bel cucchiaino (meglio optare per un cucchiaione) di gelato al pistacchio...
shhhh voi, acqua in bocca. Non ditelo al mio Editor potrebbe reagire in modo alquanto strano!
Ops leggerà prima di voi questo post? Vabbè ma per allora sarà sicuramente di ottimo umore perché sarà mattina e avrà già bevuto i suoi 2 caffè! Vero Mr. Gallery?

P.S. E voi cosa aspettate a farvi portare a domicilio una buona vaschetta di gelato?

- LA FRASE DEL GIORNO -

"l'eternità è il mare mischiato con il sole"  
Arthur Rimbaud